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Necrocultura

Il New York Times parla del «gusto del cannibalismo». Partita la finestra di Overton antropofaga?

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Il New York Times ha pubblicato la settimana passata un articolo sul cannibalismo. Il pezzo è impaginato con grafiche artistiche prodotte appositamente, segno che a questo scritto l’editore ci tiene.

 

«Si scopre che il cannibalismo ha un tempo e un luogo» scrive il grande quotidiano, riportando la grande quantità di opere di finzione dedicate all’antropofagia.

 

Ecco A Certain Hunger, un recente romanzo su un critico di ristoranti con un gusto per la carne umana maschile. Ecco Yellowjackets, una serie su una squadra di calcio femminile del liceo bloccata nei boschi per alcuni mesi. Ecco Fresh, serie uscita marzo, riguarda un commercio clandestino di carne umana per i ricchi.

 

E ancora Lapvona, romanzo pubblicato a giugno, ritrae il cannibalismo in un villaggio medievale sopraffatto dalla peste e dalla siccità. Il libro Tender Is the Flesh, pubblicato in inglese nel 2020 e in spagnolo nel 2017, immagina una società futura che alleva gli esseri umani come bestiame. Sempre nel 2017, il celebre film intellettuale Raw, raccontava la storia di una studentessa di veterinaria vegetariana il cui gusto per la carne aumenta dopo aver consumato frattaglie crude.

 

In arrivo a fine anno c’è  il film Bones and All, interpretato da Timothée Chalamet, dove un giovane comincia a bramare di consumare carne umana. Il regista è un italiano, Luca Guadagnino, già noto per perle come Melissa P.

 

L’autrice del romanzo A Certain Hunger, Chelsea Summers (è uno pseudonimo: si sa solo che vive tra Nuova York e Stoccolma) anni fa per il suo libro cannibale aveva subito almeno 20 rifiuti da parte degli editori.

 

Ora ritiene che l’aria sia cambiata, grazie alla potenza delle serie TV. «Dio benedica Yellojackets» dice nell’intervista col NYT.

 

L’episodio pilota di Yellowjackets mostra un’adolescente intrappolata, dissanguata come un cervo e servita su un piatto in un rituale terrificante. «I fan assetati di sangue continuano a sezionare la scena su Reddit, dove una bacheca di messaggi subreddit dedicata alla serie conta più di 51.000 membri».

 

I creatori della serie, Ashley Lyle e Bart Nickerson, che vivono a Los Angeles, affermano di volere che la trama suggerisca che il consumo umano non era solo per la sopravvivenza dei personaggi. «Quale parte della nostra repulsione per queste cose è la paura dell’estasi di esse?» si chiede il Nickerson, lasciando immaginare, quindi, che forse mangiare esseri umani potrebbe essere un’esperienza estatica, bellissima.

 

L’articolo va in cerca delle radici di questo revival cannibalistico e trova, ma guarda, le parole di uno scienziato. Ecco a voi lo zoologo Bill Schutt, autore del testo Cannibalismo: una storia perfettamente naturale, un titolo che è tutto un programma. Nello studio lo Schutt «afferma che le trame di fantasia sul consumo di carne umana sono antiche quanto la letteratura stessa». Sono, quindi, inevitabili fenomeni storici, naturali.

 

Ecco a voi quindi gli esempi storici della «mumia», la pratica di usare ossa mummificate macinate per lenire vari disturbi che era popolare nell’Europa occidentale del XVII secolo. Eccovi i famigerati pionieri di Donner che rimasero intrappolati nella Sierra Nevada nel 1846. Eccovi  cannibalismo rituale  in Papua Nuova Guinea fino agli anni ’50 . Eccovi il cannibalismo indotto dalla carestia in Cina negli anni Sessanta.

 

Il libro del professor Schutt presenta anche la storia del cosiddetto poliziotto cannibale, un ex agente del dipartimento di polizia di New York che è stato arrestato nel 2013 per aver partecipato a forum fetish che fantasticavano sulla cannibalizzazione delle donne e successivamente assolto.

 

Il Times non mette in elenco la sequela degli omo-cannibali tedeschi, su cui Renovatio 21 ha speso un po’ di parole, tuttavia ricorda il recentissimo scandalo riguardo all’attore Armie Hammer, accusato di essersi scambiato messaggi «cannibalistici» con una partner. Il giornalone, ovviamente, non menziona il fatto che Armie (che avete visto in film come The Social Network) sia nipote di uno stranissimo miliardario americano, Armand, Hammer, ritenuto essere stato durante la Guerra Fredda un potente punto di collegamento tra l’élite USA e il potere profondo sovietico.

 

Ad ogni modo, viene aggiunto un po’ di pepe: «Dopo che le accuse sono diventate pubbliche, [Armie Hammer]è stato abbandonato dalla sua agenzia, è stato ricoverato in riabilitazione e ora (…) vende case in multiproprietà alle Isole Cayman» scrive il NYT. «Per coincidenza, Hammer ha lavorato con Chalamet e il signor Guadagnino in Chiamami col tuo nome». Aggiungiamo qui che alcuni videro nel film, che parlava del rapporto omosessuale di un professore con un adolescente, una cifra «problematica» se non addirittura, ha sbottato qualcuno, con allusioni alla «pedofilia». (In Italia, dov’è ambientata la storia, l’età del consenso è 14 anni; il personaggio di Chalamet nel film ne ha 17, si è difeso lo Hammer).

 

Insomma il cannibalismo non è impensabile: c’è. La sua esistenza va, come dire, accettata…

 

Il lettore di Renovatio 21 riconoscerà i molti segni della finestra di Overton, che è seguita alla lettera nel suo esempio più crudele, quello appunto che simula una possibile normalizzazione – e legalizzazione – del cannibalismo.

 

Fu il regista russo Nikita Mikhalkov che, una diecina di anni fa, in un suo videoblog che finiva su YouTube, Besogon.tv, cominciò a tirar fuori questa «tecnologia politica» delineata dallo studioso americano.

 

Mikhalkov faceva proprio l’esempio del cannibalismo, chiedendosi come fosse possibile prendere un fenomeno così ripugnante e renderlo non solo tollerato dalla società, ma legale.

 

Ripassiamo: il salto dalla fase «impensabile» alla fase «radicale» avviene in genere grazie a scienziati che ti dicono che il fenomeno, per quanto ripugnante, c’è sempre stato, fa parte della sfera delle cose umane. Guardate più sopra, scienziato che dice che è tutto naturale e storicamente visibile: celo.

 

Nelle fasi da «radicale» ad «accettabile» a «razionale», interviene un fatto estremo che rende improvvisamente «sensato», «ponderato» il fenomeno aberrante. L’esempio che faceva il Mikhalkov nella sua simulazione era disastro aereo delle Ande» (1972), quando 16 sopravvissuti, dispersi nelle altitudini della Cordigliera, decisero, per sopravvivere, di cibarsi dei morti. L’episodio fece grande scalpore all’epoca, e continuò anche poi quando uscì, un quarto di secolo dopo, un film con Ethan Hawke.

 

L’articolo del NYT fa esplicito riferimento al disastro andino parlando di Yellowjackets, per poi però dire che i suoi autori desideravano trasmettere l’idea che non è la mera sopravvivenza al disastro aereo subito dalle ragazze della serie a farle divenire antropofaghe. C’è dell’altro… Quindi, anche per questa parte di Overton, celo.

 

Secondo Overton, il salto successivo di fase, da «razionale» a «popolare», avviene sotto la pressione di qualche persona di influenza, in ispecie le star del cinema, le persone di fama, etc.

 

Anche qui, celo. Apprendiamo dall’articolo che l’attrice Anya Taylor-Joy  – nota per aver interpretato la strega nell’Amleto ultraviolento The Northman così come la strega nel film The Witch –  ha pubblicato un post su Instagram e TikTok lodi al libro cannibale della Summers.

 

In nuce, vediamo realizzate, sia pur senza la portata massiva necessaria, tutte le tappe overtoniane.

 

Manca la legalizzazione – tuttavia lì si sta arrivando anche per un’altra via, quella biotecnologica.

 

Da tempo si parla di bistecche di carne umana cresciute in laboratorio. Tecnicamente, quindi, non si tratterebbe di cannibalismo, sostengono – quantomeno perché non stai mangiando una persona, ma la sua carne coltivata in vitro. La versione antropofaga della carne vegetale, sì. Ecco quindi il kit Ouroboros, per fare le bistecche di se stessi, in circa tre mesi usando le cellule prelevate dall’interno della guancia. Al momento, è un progetto da museo di design, che nel 2020 è stato candidato a Londra al premio di «progetto dell’anno».

 

Sappiamo tuttavia, che il cannibalismo è sulla rampa per il ritorno nel mondo finito in crisi sacrificale ben al di fuori del musei eccentrici.

 

Abbiamo visto, in Ucraina, il video di un ragazzo che trova un pezzo di gamba di russo in un tank distrutto e ne fa un barbecue.

 

Sentiamo, sempre in zona ucraina, in continuazione parlare di Holodomor, dove la fame portò i genitori a mangiare i figli. Sappiamo che la fame sta tornando anche qua: al punto che pure i presentatori TV ora parlano del fatto che la crisi alimentare porterà al cannibalismo.

Abbiamo visto come la magia nera, con i suoi riti cannibaleschi, sia stata definita una «emergenza» nel Parlamento nigeriano. Et pour cause: non è improbabile che essa faccia nel Paese più morti del COVID.

 

Il cannibalismo torna, perché sta tornando il sacrificio umano. Che è il contrario del sacrificio divino di Gesù Cristo: non è più Dio che si sacrifica per l’uomo divenendo carne e cibo per esso; è l‘uomo che sacrifica il suo simile (suo figlio, un bambino, una vergine…) per gli dei pagani, magari nutrendosi delle sue carni nel  processo – perché, la carne umana sacrificata è giocoforza sacra, quindi preziosa, da consumare…

 

Siamo dinanzi all’inversione della religione della Civiltà, quindi alla barbarie satanica realizzata. Il cannibalismo è uno degli effetti del crollo del mondo retto dalla dignità umana, e quindi uno degli strumenti con cui la Necrocultura devasterà il pianeta finito sotto il tallone dell’anticristo.

 

E se pensate che esso sia di là da venire, seguite questo sito da poco.

 

Cosa credete che sia l’utilizzo di feti abortiti nei vaccini, nei cosmetici, nella ricerca scientifica?

 

Cosa credete che sia l’utilizzo terapico di cellule staminali embrionali?

 

Cosa credete che sia il vero significato del nuovo trend della trasformazione dei cadaveri in concime, se non quello di reimmettere il corpo umano nel ciclo alimentare?

 

Il mondo moderno è già cannibale. Ciò ci aiuta a capire quanto urgente sia la sua rigenerazione nel XXI secolo.

 

 

Roberto Dal Bosco

 

 

 

Necrocultura

Le predazioni di organi aumentano durante i raduni motociclistici

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I principali raduni motociclistici sono associati ad un aumento delle predazioni di organi di centauro coinvolti in incidenti, secondo uno studio pubblicato questa settimana su JAMA Internal Medicine.

 

Gli autori di JAMA hanno teorizzato che ciò potrebbe essere dovuto al numero di motociclisti attratti dagli eventi, strade pericolosamente congestionate progettate per molto meno traffico o comportamenti più rischiosi come guidare affaticati.

 

Per i ricercatori questo triste fenomeno può tradursi in una grande opportunità per la predazione degli organi. «Sebbene siano stati attenti a sottolineare che i responsabili politici dovrebbero concentrarsi sulla riduzione delle morti per incidenti stradali, i ricercatori hanno scritto che dovrebbero anche “anticipare e tradurre le morti ammissibili da questi eventi in donazioni di organi”» riporta il New York Times.

 

I ricercatori hanno confrontato il numero di persone coinvolte in incidenti automobilistici che hanno donato organi la settimana di un raduno in una di quelle regioni con il numero di donatori coinvolti in incidenti in periodi di quattro settimane prima e dopo il raduno.

 

Precedenti ricerche avevano collegato tali raduni all’aumento di incidenti e vittime, ma il nuovo studio ha rilevato che c’erano il 21% in più di donatori di organi durante i principali raduni rispetto ai periodi di tempo circostanti, pari a un donatore in più ogni due grandi raduni motociclistici.

 

In particolare, l’articolo del giornale americano parla del raduno nella cittadina di Sturgis, South Dakota, evento di ritrovo nazionale – ed internazionale – dove si ritrovano principalmente gruppi biker e possessori di Harley Davidson.

 

La logica mors tua vita mea sottointesa è semplicemente agghiacciante, è da Necrocultura slatentizzata completamente.

 

Del resto, come riportato da Renovatio 21, abbiamo visto che la filiera di morte dei trapianti – che ricordiamolo, ingrassa ospedali e dottori, e crea clienti ad vitam delle farmaceutiche per i medicinali anti-rigetto – non si ferma davanti a nulla, e si nutre dei cadaveri giovani e meno giovani delle overdosi da epidemia degli oppioidi e perfino dei malati di COVID, di cui vengono asportati e trapiantati perfino i polmoni. Per non parlare dei casi di espianto dopo eutanasia: 7 casi solo in Spagna nel 2021 e grandi numeri in Canada, un trend che chiaramente andrà impennandosi, tra teorizzazioni del suicidio come atto altruistico ed altre zozzerie bioetiche.

 

Tuttavia, abbiamo visto che c’è una cosa che pare bloccare il traffico: il vaccino. Se il destinatario dell’organo non è vaccinato, l’organo va ad altri, o va sprecato, secondo la logica «premiale» installatasi con pandemia e green pass. Parimenti, è stato notato un altro strano effetto del vaccino COVID: si hanno avuti casi di rigetto acuto entro pochi giorni dall’iniezione di siero genico.

 

Sia la prestigiosa rivista medico-scientifica che il New York Times che riporta la notizia chiamano ovviamente il fenomeno «donanzione di organi». Tuttavia è chiaro che, potendo avvenire solo a cuor battente (con l’esclusione delle cornee), la «donazione» in verità è una «predazione» degli organi, dove persone vengono squartate – magari dopo dosi di curaro, medicinale paralizzante – sul pretesto di una convenzione chiamata «morte cerebrale».

 

Viviamo in un mondo del genere, sì. E se credete che la Cultura della Morte non vi riguardi, sappiate che essa è pronta ad uccidervi per squartamento stasera stessa, se per caso, tornando a casa da lavoro, doveste avere un’incidente che vi lascia incoscienti, ma con il cuore che batte ancora: cioè quando siete ancora vivi. Quando siete – esattamente come il feto – nel momento della vostra vita in cui siete più indifesi, e dove quindi il forte può sacrificare e sfruttare il più debole.

 

Il vostro omicidio può essere perpetrato da una classe medica oramai completamente fuori da ogni etica, che può arrivare a proporre addirittura la vostra «resurrezione parziale» con il solo fine di portarvi via gli organi.

 

 

 

 

 

Immagine di Idawriter via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.0 Unported (CC BY-SA 3.0)

 

 

 

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Contraccezione

Ecco il Movimento per l’Estinzione Umana Volontaria

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Il massimo quotidiano del pianeta, il New York Times, ha dedicato un lungo articolo alla figura di Les Knight, 75 anni, il fondatore del movimento Voluntary Human Extinction («Movimento per l’Estinzione Umana Volontaria»), che è meno un movimento che un libero consorzio di persone che credono che la cosa migliore che gli esseri umani possano fare per aiutare la Terra sia smettere di avere figli.

 

Il Knight ha aggiunto la parola «volontaria» decenni fa per chiarire che gli aderenti non supportano l’omicidio di massa o il controllo delle nascite forzato, né incoraggiano il suicidio. Il loro ethos è ripreso nel loro motto, «Possiamo vivere a lungo e morire», e in un altro dei loro slogan, che Knight appende a vari convegni e fiere di strada: «Grazie per non aver fatto figli».

 

L’articolo è scattato quando lo scorso 15 novembre il pianeta avrebbe raggiunto, otto miliardi di esseri umani. Tuttavia, come riportato da Renovatio 21, il trend è comunque di implosione demografica, visto il rapporto numerico tra vecchiaia e gioventù.

 

Il tizio è ovviamente tra coloro che credono che la sovrappopolazione sia un fattore principale nella crisi climatica.

 

«L’idea che la popolazione debba essere controllata ha portato anche a sterilizzazioni forzate e misure che si sono dimostrate disumane o sono state collegate a teorie razziste come l’eugenetica» si ricorda improvvisamente il New York Times.

 

Il Knight a sterilizzarsi ci ha pensato da sé nel 1973, all’età di 25 anni. Non ha quindi avuto figli. Oltre a sostenere l’accesso universale al controllo delle nascite – che significa, nel gergo angloide, contraccezione e aborto – e opporsi a quello che chiama fascismo riproduttivo, «la mancanza di libertà di non procreare», il personaggi  afferma che, nonostante i nostri numerosi successi, gli esseri umani costituiscono nettamente un danno per la Terra.

 

«Guarda cosa abbiamo fatto a questo pianeta», ha detto il Knight durante una chiacchierata con l’inviato del NYT nel suo cortile. «Non siamo una buona specie».

 

Non è chiaro quanti aderenti ci siano nel gruppo del signor Knight, o quale sia l’estensione della sua portata. Dopo essere stato in gran parte clandestino, il gruppo è diventato popolare quando Mr. Knight ha creato un sito web nel 1996. Ricco di testi ma disinvolto, il sito include citazioni del filosofo pessimista Schopenhauer e vignette varie, nonché argomenti contro la procreazione e per adozione. È stato tradotto in circa 30 lingue, tra cui spicca la presenza, che sa di utopismo stantio ed impenitente quasi commovente, di lingue artificiali come l’Esperanto, l’Interlingua, l’Ido e perfino la «lingua franca».

 

Insegnante in pensione, arruolato durante la Guerra del Vietnam ma non andato al fronte, al College il Knight ha trovato un gruppo chiamato Zero Population Growth, il quale «ha cementato la sua determinazione a non avere figli». «È sempre stato a causa dell’ecologia, a causa del danno che gli umani fanno all’ambiente», racconta ora il vecchio.

 

È l’idea, oramai mainstream, dell’uomo come cancro del pianeta. «Le sue convinzioni sarebbero radicate nell’ecologia profonda, che sfida i presupposti del dominio umano e sostiene che altre specie sono altrettanto significative. Il signor Knight è arrivato a vedere gli umani come la più distruttiva delle specie invasive e come super predatori».

 

L’articolo scrive che «gli Stati Uniti hanno registrato un aumento delle nascite durante la pandemia di coronavirus , invertendo il calo del tasso di natalità del Paese, un sondaggio del 2020 ha rilevato che un americano su quattro che non aveva avuto figli ha citato il cambiamento climatico come motivo», una questione di cui tempo fa ha dato conto Renovatio 21.

 

Il New York Times tuttavia ci tiene a sottolineare  che «la ricerca ha dimostrato che avere un figlio in meno è forse il modo più significativo per ridurre la propria impronta di carbonio». Questa puntualizzazione, in linea con gli ESG ONU e lo stakeholder capitalism promosso dal Grande Reset del World Economic Forum (che, come riportato da Renovatio 21, ha origine negli ambienti che proponevano e propongono il controllo della popolazione), mica poteva mancare.

 

I pensieri mostruosi non si fermano qui. «Al signor Knight non piace spingere le sue convinzioni sulle persone, tuttavia gli piace pensare che ci siano alcuni esseri umani che non esistono perché dei suoi sforzi».

 

Se ci si fa un giro sul sito del Movimento per l’Estinzione Umana Volontaria (VHEMT), si resta basiti. Innanzitutto, per la forma: se diciamo che pare un sito internet del 1995 non scherziamo, anzi, può fungere tranquillamente come macchina del tempo per chi per ragioni anagrafiche non può ricordare come era fatto il web una volta.

 

Il sito è una grande serie di FAQ, di domande con risposte. Alcuni esempi interessanti.

 

Domanda: «È possibile l’estinzione umana volontaria?» Risposta: «La nostra estinzione non è solo possibile, è inevitabile: miliardi di specie sono già andate e venute».

 

Domanda: «Cosa c’è che non va nei bambini? Non vi piacciono i bambini?» Risposta: «La scelta di astenersi dal produrre un’altra persona dimostra un profondo amore per tutta la vita»

 

Domanda: «Staremmo meglio se non fossimo mai nati?» Risposta: «La filosofia dell’antinatalismo è una delle vie principali verso l’estinzione umana volontaria. L’idea è che non abbiamo il diritto di far esistere qualcuno dove sicuramente soffrirà. Non stanno soffrendo nella non esistenza».

Domanda: «Essere genitori fa male all’ecologia della Terra?» Risposta: «La scelta di astenersi dall’aggiungere un altro di noi riduce notevolmente le nostre potenziali emissioni di gas serra»

 

E via così. Menzione speciale ai discorsi su nuovi virus, guerre, fame e rifiuti tossici che potrebbero aiutare l’estinzione umana: in realtà nemmeno questi sono sufficienti, anzi potrebbero in alcuni casi addirittura fortificare la specie.

 

Da notare come la morte, chiamata Grim Reaper («il tristo mietitore») e  rappresentata nelle vignette  del sito come il classico scheletro con mantello, cappuccio e falce, è qui considerata come un «supereroe».

 

Quella del Knight non è l’unica spaventosa iniziativa di terminazione della specie: anzi, è la più borghese, presentabile – e per questo finisce sui giornali. Maggiormente preoccupante è la Chiesa dell’Eutanasia fondata negli anni Novanta a Boston, una sedicente «fondazione educativa senza scopo di lucro dedicata al ripristino dell’equilibrio tra gli esseri umani e le restanti specie sulla Terra». Ciò sarebbe possibile, dicono i membri del culto, solo tramite una riduzione massiva volontaria della popolazione terrestre

 

Si tratterebbe, secondo il suo fondatore Chris Korda (musicista e sviluppatore di software nato in una famiglia di importanti scrittori e registi), forse dell’unica religione completamente e programmaticamente antiumana del mondo.

 

Uno degli slogan per cui il gruppo è noto è «Save the Planet, Kill Yourself», cioè «Salva il pianeta, ucciditi». Ma c’è anche «Eat a Queer Fetus for Jesus», «Mangia un feto strano per Gesù».

 

Il gruppo si è inevitabilmente scontrato con i gruppi antiabortisti cristiani d’America, per poi generare scandalo quando, dopo gli attacchi dell’11 settembre 2001, la Chiesa dell’Eutanasia ha pubblicato sul suo sito web un video musicale di quattro minuti intitolato Mi piace guardare, che combinava pornografia hardcore con filmati del crollo del World Trade Center, inclusa musica elettronica in sottofondo mentre erano scandite le parole «La gente si tuffa in strada / mentre io gioco con la mia carne». Il riferimento era con probabilità alle povere persone imprigionate nell’incendio delle Torri Gemelle che tragicamente si buttarono dai piani alti del palazzo. La clip mostrava anche un uomo che si masturbava e poi si puliva con una bandiera americana.

 

Secondo Wikipedia, le istruzioni della Chiesa dell’Eutanasia su «come uccidersi» per asfissia con l’elio sono state rimosse dal suo sito web nel 2003 dopo che una donna di 52 anni le aveva usate per suicidarsi in Missouri, con conseguenti minacce legali contro l’organizzazione.

 

C’è da considerare che, sia i moderati del VHEMT che gli estremisti della Chiesa dell’Eutanasia, sono sinceri nel portare avanti (solo in modo «teatrale», certo: perché quelli seri là fuori fanno ben altro) il programma della Cultura della Morte, che è il sistema operativo del mondo moderno. Un mondo dove l’essere umano è visto come nemico, e quindi la sua riproduzione va impedite, e i numeri della popolazione vanno ridotti.

 

Tuttavia, costoro non capiscono che il programma è un altro. È leggermente diverso, più complesso, più sottile.

 

Il vero manovratore della Necrocultura non vuole solo l’assassinio della massa umana. No. Vuole che sia l’uomo stesso a implementarla: vuole cioè, la perversione. Non vuole eliminare del tutto gli uomini: deve conservarne una parte, per offenderli ed umiliarli, perché essi sono a immagine del vero avversario del manovratore della morte.

 

Una parte degli uomini, secondo questo disegno, sarà poi necessaria affinché si adori il manovratore nei tempi ultimi. Come sa il lettore di Renovatio 21, non è improbabile che quantomeno una parte di tali adoratori possano essere creature prodotte in laboratorio, figli della provetta, cioè coloro, dice l’Apocalisse di San Giovanni, « il cui nome non è scritto nel libro della vita fin dalla fondazione del mondo» (Ap 13, 8)

 

Quindi: la riduzione della popolazione terrestre è realtà. Tuttavia, la sua completa estinzione, non è nei piani del Male.

 

Nei piani del Male c’è molto di peggio.

 

 

 

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Immigrazione

L’omicidio di Lola Daviet: dietro l’orrore un sacrificio rituale?

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Lo scorso venerdì 14 ottobre a Parigi, nel 19° arrondissement, la polizia trovava in una valigia il corpo di Lola Daviet, 12 anni, violentata, torturata e uccisa. La segnalazione sarebbe arrivata da un senzatetto.

 

In breve tempo, gli inquirenti identificavano il principale indiziato ed autore dell’omicidio, la ventiquattrenne algerina Dahbia Benkired, ufficialmente senza fissa dimora, presente illegalmente in Francia e titolare di un visto da studente scaduto già nel 2018.

 

Sulla base delle dichiarazioni fornite dalla presunta assassina e delle riprese delle telecamere presenti all’entrata dell’edificio in cui ambedue abitavano, la Benkired avrebbe costretto Lola a seguirla nell’appartamento della sorella Friha Benkired, dove l’avrebbe obbligata a fare una doccia, quindi violentata.

 

In seguito, dopo averla torturata, l’avrebbe  sgozzata. Secondo quanto dichiarato da lei stessa, l’algerina avrebbe anche bevuto il sangue della vittima da un flacone poi scomparso. 

 

 

Successivamente la Benkired avrebbe messo il corpo di Lola in una valigia e con l’aiuto di un tassista algerino di 43 anni avrebbe cercato di sbarazzarsene. Sarebbe quindi tornata sui suoi passi cercando aiuto da alcuni passanti, dicendosi trafficante di organi e promettendo denaro  finché il già menzionato senzatetto, visto un arto spuntare dalla valigia, allertava la polizia.

 

L’assassina avrebbe dichiarato alla polizia che all’origine del gesto vi era uno screzio avuto con la madre di Lola, custode dell’edificio in cui la piccola viveva con la famiglia. 

 

La signora avrebbe rifiutato alla Benkired un badge per accedere all’edificio, concesso solo ai residenti e così la giovane avrebbe deciso di vendicarsi.

 

Nel frattempo altri tre algerini, tra cui il tassista e la sorella dell’assassina sarebbero stati arrestati e interrogati dalla polizia

 

La Benkired, nominata per diversi giorni sui giornali come Dahbia B. e descritta come una SDF (sans domicile fixe, «senza fissa dimora») o addirittura come una clocharde («barbona») con problemi mentali, restava una figura nebulosa fino a qualche giorno fa.

 

Ora invece sappiamo che si tratta di tutto fuorché di una clocharde. La Benkired è una TikToker incline alla megalomania, dall’aspetto tutt’altro che barbonesco come mostrano le sue foto e i suoi video ormai presenti dappertutto online

 

 

L’assassina, dall’aspetto tanto avvenente quanto inquietante, avrebbe anche dichiarato che «le storie migliori sono sul mio conto in banca: pazzie» ammettendo dunque di essere una «senzatetto» non solo con un conto in banca ma pure ben fornito. Davvero strano se si pensa che era senza fissa dimora. Oltretutto il 21 agosto 2022 era stata arrestata all’aeroporto di Orly e raggiunta da un decreto di espulsione dato che era illegalmente presente sul suolo francese dal 2018.

 

Ciò detto, pensiamo di poter ritenere che non ci sia un’ipotetico screzio con la madre di Lola all’origine dell’orribile omicidio della bambina. Oltretutto la mamma della piccola, commentando in un post di Facebook le riprese della telecamera in cui Lola appariva con la Benkired dichiarava che la bambina era stata vista per l’ultima volta alle 15.20 con una ragazza che non conoscevano.

 

L’articolo sul caso pubblicato dal Corriere della Sera termina scrivendo che «restano da chiarire aspetti come le scritte “1” e “0” trovate in rosso sulla pianta dei piedi della bambina, che suggeriscono rituali per adesso ancora oscuri».

 

Ed è proprio su questo punto che ci vogliamo soffermare. Perché il magistrato francese George Fenech ha fatto durante una trasmissione televisiva una dichiarazione ben precisa. E sconvolgente.

 

«Ciò mi ricorda la storia dei bambini Zouhri, dei biondi con occhi azzurri, considerati come depositari di poteri in Algeria (…). Vengono rapiti, sacrificati e il loro sangue viene bevuto (…). Su questa povera ragazzina c’era la cifra 1 sulla pianta del suo piede sinistro e la cifra 0, è esattamente il rito satanico degli Zouhri del Nord Africa».

 

 

 

Ma di cosa si tratta? Una pista importante ce la fornisce un video che menziona la scarsità di testi storici sul tema ma ancor di più il giornale online canadese Maghreb Observateur. In un recente articolo del giugno 2022  parla di «una vera ecatombe» di bambini in Algeria e in Marocco. Degli stregoni rapiscono i bambini biondi e con gli occhi azzurri e li sacrificano al demonio e ai djinn (i demoni del mondo islamico) custodi di tesori nascosti su cui gli stregoni e il loro entourage sarebbero poi liberi di mettere le mani.

 

Una volta, sgozzata la vittima ed estratto il sangue per scopi rituali, gli organi verrebbero poi estratti e trafficati a livello internazionale.

 

Questo sembra essere esattamente quello che è successo nel caso di Lola. Un omicidio rituale, in cui la vittima viene sgozzata e il suo sangue viene bevuto. 

 

Oltretutto forse la Benkired, secondo questa prospettiva, potrebbe non essere quindi proprio una millantatrice quando diceva di essere una trafficante di organi. Ciò potrebbe spiegare quindi quel conto in banca vantato pubblicamente dalla «senzatetto».

 

Le domande che sorgono sono anche altre. Siamo sicuri che abbia agito da sola e che non ci fosse nessun altro nell’appartamento degli orrori? Forse la Benkired è solo una pedina, anch’essa sacrificabile, di una rete ben più estesa e potente di quello che appare a prima vista? Forse ha già ucciso e Lola è solo l’ultima delle sue vittime?

 

Forse le affermazioni sconclusionate dell’algerina, da cui trapela l’interesse per il satanismo e l’assoluta freddezza nel commentare il suo gesto «che non le avrebbe fatto né caldo né freddo» visto che, a suo dire, aveva assistito all’uccisione dei genitori ed era stata violentata possono far pensare al suo coinvolgimento in un qualche programma di controllo mentale?

 

Non lo sappiamo, ciò che sappiamo è invece che questa vicenda è l’ennesimo «arricchimento» culturale collegato all’immigrazione di sostituzione postulata ed attuata dalle Nazioni Unite ed altre centrali mondialiste

 

Fa parte di  «quell’arricchimento culturale, sociale e religioso» proveniente dall’Africa sahariana e subsahariana che la Necrocultura ha in serbo per tutti noi e che fa tanto pensare e alla omicidio di Pamela Mastropietro, che vide coinvolti criminali nigeriani, tra cui tale Innocent Oseghale, poi condannato all’ergastolo. Anche Pamela era stata ritrovata a pezzi in una valigia. Anche per lei si parlò di possibile omicidio rituale, con annesso squartamento a fini magico-religiosi.

 

Si tratta di fatto di una «religione» nuova, un culto di sangue disconosciuto dal nostro continente degli ultimi millenni, che ci porta ad un pensiero: in corso non c’è solo una sostituzione etnica, c’è in corso una vera e propria sostituzione religiosa, con la quale vi sarà in Europa il pieno ritorno del sacrificio umano.

 

Pertanto c’è da fare attenzione e di vegliare sui nostri figli e su noi stessi. Perché non sappiamo quante Dahbia Benkired e quanti Innocent Oseghale si possono nascondere nelle nostre città.

 

 

 

 

Immagine screenshot da YouTube

 

 

 

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