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Alimentazione

Bill Gates vuole che mangiamo carne sintetica

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In una  intervista con MIT Technology Review, rivista house organ dell’importante politecnico bostoniano, Bill Gates ha annunciato di essere fortemente schierato a favore delle carni sintetiche.

 

Il miliardario arriva a raccomandare che ogni singolo «Paese ricco» sulla Terra si allontani dalla carne di manzo al più presto possibile.

 

Il miliardario arriva a raccomandare che ogni singolo «Paese ricco» sulla Terra si allontani dalla carne di manzo al più presto possibile

Il Gates ha affermato che quelli che definisce gli «80 paesi più Poveri» continueranno a mangiare vera carne bovina ancora per un po’, purtroppo. Ma è ottimista sul percorso del mondo sviluppato verso la fake meat, la carne finta.

 

«Penso che tutti i Paesi ricchi dovrebbero passare al manzo sintetico al 100%», ha detto l’oligarca alla rivista del l’Istituto di tecnologia del Massachusetts. «Puoi abituarti alla differenza di gusto e si può affermare che lo faranno diventare sempre migliore nel tempo».

 

Gates ha detto di essere ottimista sul fatto che i sostituti della carne di manzo a base vegetale possano sostituire la carne di bovini reali senza che la carne coltivata in laboratorio – l’altra via tecnologica per ottenere la bistecca senza mucca – conquisti il ​​mercato.

 

«Penso che tutti i Paesi ricchi dovrebbero passare al manzo sintetico al 100%»

Per sottolineare il punto, ha criticato Memphis Meats, un’azienda di carne da laboratorio in cui ha investito lui stesso, elogiando un paio di concorrenti di «carne» a base vegetale con cui ha pure – ovviamente – avuto rapporti finanziari.

 

«Ora, quelli di Memphis Meats lo fanno a livello cellulare… non so se sarà mai economico», ha detto nell’intervista alla rivista del Massachusetts Institute of Technology. «Ma Impossible Meats e Beyond Meat hanno una road map, una road map di qualità e una road map dei costi, che li rende totalmente competitivi».

 

Un hamburger a base di soia s contiene 18 milioni di volte più estrogeni rispetto ad un normale hamburger di carne bovina, e calcoliamo che «solo sei bicchieri di latte di soia al giorno hanno abbastanza estrogeni per far crescere le tette su un maschio»

Come già riportato da Renovatio 21, la cosiddetta «carne vegetale» può produrre problemi non di poco conto.

 

Un hamburger a base di soia s contiene 18 milioni di volte più estrogeni rispetto ad un normale hamburger di carne bovina, e calcoliamo che «solo sei bicchieri di latte di soia al giorno hanno abbastanza estrogeni per far crescere le tette su un maschio», ha scritto il professor James Stangle, un medico di medicina veterinaria del Sud Dakota.

 

Che Bill Gates abbia pronto un vaccino anche per la ginecomastia?

 

Si tratta, ovviamente, di OGM: ed è curioso il cortocircuito per cui si vuole vendere a vegetariani un prodotto geneticamente modificato.

 

Un altro studio del 2008 ha scoperto che gli uomini che hanno mangiato più soia avevano una minore concentrazione di spermatozoi. Meno spermatozoi, meno fertilità, meno riproduzione. La sovrappopolazione, se non lo sapete, è da sempre un pallino di Bill Gates e amici

Un altro studio del 2008 ha scoperto che gli uomini che hanno mangiato più soia avevano una minore concentrazione di spermatozoi.

 

È qui che Bill Gates può fare Bingo: meno spermatozoi, meno fertilità, meno riproduzione. La sovrappopolazione, se non lo sapete, è da sempre un pallino di Bill Gates e amici.

 

L’assalto all’alimentazione mondiale, che passa attraverso l’acquisto di terre coltivabili (Bill Gates è diventato da poco il più grande proprietario terriero degli USA), è un’agenda parallela a quella sanitario-vaccinale gatesiana, come è esposto con chairezza nell’illuminante recente articolo di Robert Kennedy pubblicato da Renovatio 21.

 

 

 

 

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Alimentazione

La produzione di carne suina in USA non è sostenibile per la filiera

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Smithfield Foods, il più grande produttore di carne suina negli Stati Uniti, ha annunciato due giorni fa che chiuderà un grande impianto di lavorazione di carne di maiale a Vernon, in California.

 

La fabbrica ha 1.800 dipendenti.

 

La chiusura arriverà entro l’inizio del 2023. I motivi espressi sono i medesimi portati in Gran Bretagna da CF Industries, un gruppo che ha deciso uno dei suoi due impianti di fertilizzanti nel Regno Unito: ora è troppo costoso trarre profitto dalle attività agricole.

 

Non si tratta dell’unico taglio a cui il gigante alimentare americano va incontro. Smithfield ha annunciato che «diminuirà la sua mandria di scrofe nello Utah e sta esplorando opzioni strategiche per uscire dai suoi allevamenti in Arizona e California».

 

A questo si aggiunga anche la questione dell’economia locale.  Beaver County, Utah, dove l’attività di suini di Smithfield è stata chiusa, ha dichiarato una «emergenza economica» una volta appresa notizia del ridimensionamento, poiché l’azienda è stata il più grande datore di lavoro della zona e la sua chiusura riguarderà più di 250 posti di lavoro.

 

In sostanza, produrre cibo – carne e raccolti – non è in questo momento un’attività sostenibile.

 

Queste decisioni danno nuovi colpi all’approvvigionamento alimentare nazionale e internazionale già minacciato.

 

Come riportato da Renovatio 21, l’ONU già stima 20 hotspot in cui la fame sta colpendo il mondo.

 

Secondo un economista cinese, le sanzioni alla Russia porteranno alla fame 1 miliardo di persone. Il presidente russo Putin si chiede «chi risponderà dei milioni di morti di fame nei Paesi poveri?».

 

Con evidenza, il problema non riguarderà solo i Paesi poveri.

 

La filiera alimentare, lo abbiamo capito durante il biennio pandemico, è estremamente fragile.

 

Come riportato da Renovatio 21, avvisaglie di un ritorno della fame negli USA si erano registrati anche nel 2020.

 

 

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Alimentazione

Grano: la produzione mondiale e le scorte sono in calo, ma anche la domanda

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Un rapporto FAO sulle stime dell’offerta e della domanda mondiale di cereali è stato pubblicato il 3 giugno e prevede un calo della produzione totale di cereali dal 2022 al 2023 (giugno-luglio). Si tratta della prima volta in quattro anni.

 

La produzione di cereali nel 2021/2022 è stata di 2,784 miliardi di tonnellate e la stima per il 2022-2023 è di 16 milioni di tonnellate in meno.

 

La FAO stima che l’utilizzo mondiale dei cereali (per consumo, biocarburanti e bestiame) diminuirà dello 0,1% nel 2022-23, a quello che era nel 2021-2022, 2,788 miliardi di tonnellate, la prima contrazione in 20 anni. Le riserve vengono diminuite.

 

Delle tre principali colture di cereali, il calo maggiore è previsto per il mais, seguito dal frumento, quindi dal riso.

 

Si prevede che il volume di cereali immessi sui mercati mondiali diminuirà del 2,6% nell’anno 2022/23 rispetto al 2021/2022. Ciò farebbe 463 milioni di tonnellate, un minimo da tre anni.

 

La raccolta del grano in Russia inizia a luglio e potrebbe raggiungere gli 80 milioni di tonnellate o più, la terza più alta mai registrata.

 

Altri aspetti del quadro mondiale del grano:

 

• Si prevede che il raccolto di grano invernale degli Stati Uniti (raccolto alla fine di questo mese) diminuirà del 6% rispetto al 2021. Si prevede che il Kansas, lo stato più importante, raccoglierà il 25% di superficie in meno rispetto allo scorso anno, a causa dell’abbandono dei terreni coltivati ​​a causa della siccità.

 

• Secondo il rapporto USDA Crop Production del 12 maggio, il raccolto previsto negli Stati Uniti di grano duro invernale rosso dovrebbe diminuire del 21% rispetto al 2021. Un fattore importante sono le condizioni asciutte in Colorado, Kansas, Oklahoma e Texas.

 

• Il raccolto di grano indiano è stato danneggiato dalla forte ondata di caldo di marzo e da allora le temperature elevate ricorrenti.

 

• L’Ucraina potrebbe raccogliere 21,5 milioni di tonnellate quest’estate, il 35% in meno rispetto all’estate 2021.

 

Le esportazioni di grano potrebbero finire a 10 milioni di tonnellate rispetto al livello 2022-2023, invece dei 19 milioni di tonnellate esportate nell’anno commerciale che sta finendo.

 

Come riportato da Renovatio 21, mentre alcuni Paesi europei come l’Ungheria hanno bloccato le esportazioni di grano, la scorsa settimana la Russia si è detta pronta a consegnare grano ai mercati internazionali.

 

A inizio anno la speculazione sul grano ha fatto lievitare il suo prezzo del 20% in un sol giorno.

 

La crisi alimentare è ora annunciata, oltre che da ONU e FAO,  dalla Banca Mondiale stessa.

 

Secondo alcuni esperti, le sanzioni porteranno alla fame 1 miliardo di persone, scatenando uno tsunami migratorio mai visto prima.

 

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Alimentazione

Carestia, il nuovo rapporto delle Nazioni Unite chiede aiuti urgenti a 20 «zone della fame»

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Il rapporto delle Nazioni Unite «Hunger Hotspots FAO-WFP: Early Warnings on Acute Food Insecurity June to September 2022 Outlook» («Zone calde della fame: Avvisi FAO-WFP sull’insicurezza alimentare acuta da giugno a settembre 2022)è stato pubblicato il 6 giugno, lanciando l’allarme sull’entità della crisi mondiale della fame di oggi.

 

Gli autori congiunti di questo rapporto periodico sono il Programma Alimentare Mondiale (WFP) e la FAO, l’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura.

 

Tra le 20 nazioni elencate come bisognose di «aiuti urgenti», il comunicato stampa del WFP sul rapporto afferma che «Etiopia, Nigeria, Sud Sudan e Yemen rimangono in “massima allerta” come hotspot con condizioni catastrofiche, e Afghanistan e Somalia sono nuovi voci in questa preoccupante categoria dall’ultimo rapporto sugli hotspot nel gennaio 2022».

 

«Questi sei Paesi hanno tutti parti della popolazione che affrontano la fase 5 dell’IPC [scala di gravità della fame a 5 punti] “Catastrofe”… con un massimo di 750.000 persone che rischiano la fame e la morte. 400.000 di questi si trovano nella regione del Tigray in Etiopia… La Repubblica Democratica del Congo, Haiti, il Sahel, il Sudan e la Siria restano “molto preoccupanti”, con condizioni critiche in peggioramento».

 

Il rapporto fornisce informazioni specifiche per ogni Paese sui requisiti alimentari per salvare milioni di vite.

 

Secondo l’economista cinese Liu Zhiqun, le sanzioni alla Russia porterà alla fame 1 miliardo di persone.

 

L’ondata migratoria generata dalla fame che dall’Africa si riverserà in Europa sarà probabilmente non contenibile.

 

Già sei mesi fa, la FAO stimava che nel solo mondo arabo un terzo degli abitanti rischia la fame.

 

 

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