Quantum dots, gli africani usati come cavie dalla Fondazione Gates per testare l’iniezione di nanoparticelle che marcano i vaccinati

 

 

La notizia molto difficilmente potrebbe essere qualificata come «teoria del complotto» poiché è oggetto di un dispaccio dell’Agence France Presse (AFP) diffuso a suo tempo dal quotidiano Le Monde, il principale giornale francese impegnato nel mantenere viva la narrazione universale sul COVID.

 

«Gli ingegneri del Massachusetts Institute of Technology (MIT) hanno inventato nanoparticelle iniettabili sottocutanee che emettono luce fluorescente invisibile ad occhio nudo ma visibile a uno smartphone, e che un giorno potrebbero essere utilizzate per confermare che la persona è stata vaccinata».

L’idea è di scrivere la prova del vaccino sul corpo stesso

 

«La Gates Foundation, che finanzia il progetto, ha anche lanciato sondaggi d’opinione in Kenya, Malawi e Bangladesh per determinare se le persone saranno pronte ad abbracciare questi microscopici punti quantici o preferiranno restare con le vecchie carte di vaccinazione (…) L’idea è di scrivere la prova del vaccino sul corpo stesso (…) Il sistema, descritto  sulla rivista Science Translational Medicine, ha finora solo stato testato su topi, ma i ricercatori, finanziato dalla Bill e Melinda Gates Foundation (partner del Mondo Africa), nella speranza di metterli alla prova sugli esseri umani in Africa nel corso del prossimo due anni, ha detto all’AFP la coautrice Ana Jaklenec, ingegnere biomedico al MIT».

 

Nel comunicato vi era spazio anche per i dettagli tecnici. «La ricetta finale è composta da nanocristalli a base di rame, chiamati punti quantici, di 3,7 nanometri (nm) di diametro e incapsulati in microparticelle di 16 micrometri (μm, 1 μm equivale a un milionesimo di metro e 1 nm equivale a uno miliardesimo). Il tutto viene iniettato da un patch di microaghi di 1,5 mm di lunghezza. Dopo essere stati applicati sulla pelle per due minuti, i microaghi si sciolgono e lasciano i piccoli puntini sotto la pelle, distribuiti ad esempio a forma di cerchio o croce. Questi piccoli punti sono eccitati da una parte dello spettro luminoso a noi invisibile, vicino all’infrarosso».

 

Il device per il riconoscimento di queste tracce «luminose» sistemate sui vaccini ce lo abbiamo già tutti, in tasca.

«I ricercatori vorrebbero che potessimo iniettare il vaccino contro il morbillo contemporaneamente a questi piccoli punti. Anni dopo, un medico potrebbe puntare uno smartphone per verificare se la persona è stata vaccinata»

 

«Uno smartphone modificato, puntato sulla pelle, permette al cerchio o alla croce di apparire fluorescenti sullo schermo. I ricercatori vorrebbero che potessimo iniettare il vaccino contro il morbillo contemporaneamente a questi piccoli punti. Anni dopo, un medico potrebbe puntare uno smartphone per verificare se la persona è stata vaccinata».

 

La Gates Foundation sta continuando il progetto e finanziando sondaggi di opinione in Kenya, Malawi e Bangladesh per determinare se le persone saranno pronte ad abbracciare questi microscopici Quantum Dots («punti quantici») o preferiranno restare con le vecchie carte di vaccinazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

Immagine di WHO via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)