Vaccini
Feti nei barili: una storia che sparirà immediatamente
Avrete sentito la storia dei feti trovati ieri in un barile a Granarolo, in provincia di Bologna.
Un ragazzo che recupera ferro vecchio e altri materiali nelle industrie si reca presso un capannone per eseguire una raccolta. Gli viene detto di portare via anche dei bidoni gialli, sono una quarantina, tutti accatastati lungo un muro, tra altri rifiuti. Il suo compito sarebbe di «smaltirli da qualche parte». Lui ne apre uno: è pieno di un liquido di colore verde. Dentro vi galleggia un feto umano.
Il ragazzo si spaventa. Filma la situazione, poi chiama la polizia.
Lo scoop è de Il Resto del Carlino. Il procuratore capo parla di storia «tutta da verificare». Il sindaco non commenta.
«La formaldeide viene utilizzata solo nei casi, molto rari e peraltro non previsti nelle strutture bolognesi, in cui i corpi vengano donati alla scienza per scopi di ricerca»
La notizia si diffonde. Si aggancia anche l’edizione bolognese di Repubblica che racconta che «sono stati ascoltati alcuni dipendenti del policlinico Sant’Orsola, per esempio, per capire come funzioni lo smaltimento dei rifiuti biologici provenienti dagli ospedali».
Al Sant’Orsola del resto di feti ed embrioni se ne intendono, c’è un bel servizio di Fisiopatologia della Riproduzione, cioè procreazione medicalmente assistita, cioè riproduzione artificiale, cioè bambini in provetta – ricordiamo anche il record mondiale, quando il dottor Flamigni creò nel 1987 sperimentò la prima gravidanza extracorporea, facendo attecchire un embrione in un utero asportato e tenuto in vita… ma stiamo divagando.
«Tuttavia, è emerso che solitamente i resti umani vengono cremati, e che nel caso di bimbi che non sono nati vivi il corpo viene messo a disposizione delle famiglie per l’eventuale inumazione». Non siamo sicuri che qui il giornale parli di feti abortiti, però pazienza.
E così il mistero rimane: «La formaldeide viene utilizzata solo nei casi, molto rari e peraltro non previsti nelle strutture bolognesi, in cui i corpi vengano donati alla scienza per scopi di ricerca. Tra l’altro, esistono registri specifici in cui vengono annotate tutte le operazioni di questo genere. E ovviamente, di questi resti non c’è traccia» continua Repubblica.
Insomma, un bell’enigma, anzi, un vero giallo – perché di mezzo ci sono dei morti.
Più tardi Il Resto del Carlino torna alla carica con più informazioni: «la polizia prova a risalire agli anelli di questo percorso: i feti – conservati all’interno di una dozzina di bidoni gialli con l’etichetta del simbolo dei rifiuti biologici speciali – proverrebbero da una struttura universitaria, una biblioteca di anatomia, che con ogni probabilità li conservava per motivi di studio e di ricerca».
Ci si può quindi tenere dei feti per ricerca? C’è un qualche registro da compilare? È possibile smaltirli così?
Ah sì? Ci si può quindi tenere dei feti per ricerca? C’è un qualche registro da compilare? È possibile smaltirli così?
Comincia a prendere forma una storia: un’azienda di traslochi anni fa avrebbe fatto un sgombero, e dimenticato in quel capannone i bidoni contenenti piccoli esseri umani… Il rettore dichiara subito che stanno «conducendo le opportune verifiche interne », offre il pieno sostegno alle forze dell’ordine.
Al TG regionale Emilia-Romagna, secondo sempre il Carlino, sarebbe andata in onda anche la testimonianza del titolare, «è tutto regolare, è roba di un museo, non c’è nulla di nascosto… Sono lì in magazzino da non so quanti anni e se avessi voluto liberarmene lo avrei fatto da tempo».
Esistono musei con feti in formaldeide? Sarebbe strano, perché sappiamo esservi polemiche infuocate per quelle mostre che mostrano cadaveri plastinati, in Italia è all’estero.
Museo, università… non è dato sapere. Forse non importa nemmeno.
Perché «l’ipotesi di reato per cui si procede sarebbe lo smaltimento illegale di rifiuti biologici». Per lo meno al momento.
Dov’è la dignità di quegli esseri umani finiti in un barile, e prima ancora umiliati chissà in che modo?
Non si fa menzione, almeno per il momento, della quantità di leggi che l’ordinamento ha riguardo ai cadaveri: per esempio, l’articolo 410 Codice Penale, il «vilipendio di cadavere». Oppure l’art. 412, l’Occultamento di cadavere». Art. 413, «uso illegittimo di cadavere». Interessante, quest’ultimo: «Chiunque disseziona o altrimenti adopera un cadavere, o una parte di esso, a scopi scientifici o didattici, in casi non consentiti dalla legge, è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a lire cinquemila». Sembrebbe il caso, sperando che la multa non sia fatta con il cambio euro-lira del 2002, sarebbero circa €2,50.
È possibile evitare di pensare a questi reati forse perché un feto non è un cadavere? Forse perché un feto non è un essere umano? Forse perché il feto non è un cittadino? Forse. Tuttavia da qualche parte anche il feto è tutelato dalla nostre legge: ecco il curator ventris, colui che può essere nominato per tutelare gli interessi di un concepito (art. 643 Codice Civile, «Amministrazione in caso di eredi nascituri»)
«Chiunque disseziona o altrimenti adopera un cadavere, o una parte di esso, a scopi scientifici o didattici, in casi non consentiti dalla legge, è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a lire cinquemila» Art. 413 C. P., «uso illegittimo di cadavere»
E poi, non ci dimentichiamo la carta dei diritti UE: art. 1, «Dignità umana»: «La dignità umana è inviolabile. Essa deve essere rispettata e tutelata».
Troviamo eco anche nella nostra Costituzione, già più bella del mondo, all’art. 2: «La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo».
Dov’è la dignità di quegli esseri umani finiti in un barile, e prima ancora umiliati chissà in che modo?
Non ci stupiamo: le costituzioni, leggi potrebbero non valere più nulla, lo abbiamo imparato. Soprattutto, non vale più nulla la legge naturale. Quella legge inviolabile iscritta nel cuore di ogni essere umano, che in natura reagisce dinanzi alla visione di un feto abbandonato in un barile come ha fatto il ragazzo di questa storia: con choc e orrore.
Qualcuno, tuttavia, vuole che a questo orrore noi ci abituiamo
Qualcuno, tuttavia, vuole che a questo orrore noi ci abituiamo, come del resto ci sono abituati gli «scienziati» (fidati della scienza!) che con i feti lavorano tutti i giorni, più o meno legalmente squartandoli per esperimenti o per altri scopi, come la produzione di linee cellulare per uso scientifico e farmaceutico: le cellule HEK-293, usate praticamente in tutti i vaccini COVID in circolazione (incluso quello russo), sono state create così.
Fu un grosso scandalo, anni fa, quando David Daleiden, un’attivista pro-life, fece scoprire al mondo, grazie a delle telecamere nascoste, che la multinazionale dell’aborto Planned Parenthood si rivendeva i feti abortiti per enti e società che li utilizzavano per esperimenti ed altro. Una ragazza che divenne informatrice di Daleiden raccontò che al primo giorno di lavoro svenne – e in effetti le immagini che portò con sé sono sconvolgenti. Il collega più esperto le disse di non preoccuparsi, si sarebbe abituata. Doveva semplicemente continuare a sezionare piccoli cervelli, occhi, reni, gambette, polmoni, etc.
Ab assuetis non fit passio. Dalle cose abituali non nasce la passione. Ci si può abituare anche allo squartamento di bambini innocenti.
Solo che, al momento, non è possibile. Anzi: considerate quanta fatica hanno fatto media, pharma, politica e chiesa cattolica per allontanarvi dall’idea che questo vaccino avesse a che fare con l’aborto. Per la stragrande maggioranza, si tratta di una fake news: né questo né nessun altro vaccino c’entra qualcosa con l’aborto. Una campagna massiva, martellante. Certo, una delle menzogne più plateali mai raccontate, alla faccia dei bugiardini.
Facile capire perché: se si scoperchia il barile, come ha fatto il povero ragazzo, è facile che molti restino scioccati. E, magari, cambino idea. Una parte consistente della narrazione pandemica si incrinerebbe. Potrebbe addirittura nascere qualche sospetto: ma se fanno i vaccini con i sacrifici dei feti… cos’altro ci fanno? Cosa? Davvero Biden ha ripristinato l’uso di utilizzo dei feti per «umanizzare» i topo con organi umani?
Magari salterebbe fuori la storia delle creme di bellezza, registrata in alcuni libri come «leggenda metropolitana», tuttavia raccontata a chi scrive anche da ricercatori di staminali stranieri.
E guardando quel piccolo essere umano morto che galleggia nel liquido, non è che qualcuno può cominciare a pensare che sia legittimo non aver a che fare con niente che sia legato anche solo lontanamente a questa cosa orrenda? Farmaci, prodotti vari, pratiche mediche… trasfusioni di sangue? A Bologna quest’ultimo problema lo hanno affrontato di recente. Mai che la visione del feto che galleggi faccia segnare qualche punto ai maledetti no vax.
No, non è possibile, al barile va rimesso il coperchio.
Non è tempo di scandalizzare la gente, come faceva un tempo una celebre politica italiana che si vantava di mettere i feti in un barattolo.
È tempo di rasserenare il pubblico. Va tutto bene, rimettete il coperchio, presto. Non pensateci. Si tratta di roba scientifica, dell’università. Fidatevi della scienza. Non bisogna fare tante domande.
E poi erano davvero esseri umani?
In un Paese che garantisce l’aborto come un diritto, non lo erano. Quindi, secondo una logica utilitaristica (ed ecologica: gli scarti si riutilizzano!), sarebbero tranquillamente utilizzabili per ogni sorta di esperimento. Non essendo umani, non sono coperti dalle leggi che tutelano la dignità umana. In realtà, non sono neppure cadaveri.
Voi capite: nessuno ha davvero voglia di cominciare a fare questo discorso, soprattutto ora. Davvero nessuno: nemmeno le femministe e gli abortisti più radicali. Anche perché lo schifo organolettico di questa storia è enorme.
Nel 2017 si correva il rischio che il vaccino ritirasse fuori la questione dei feti morti. Nel 2022 si rischia che i feti morti ritirino fuori la questione dei vaccini
Soprattutto, è l’autorità che non ha intenzione di dover discutere di questa cosa. Né lo Stato, né la Chiesa hanno intenzione di riaprire questa pagina, che dovettero affrontare già nel 2017 con la legge Lorenzin che implica un vaccino che contiene (sì, contiene, materialmente, non c’entra l’uso nei test: è nelle fiale e poi nei corpi dei vostri figli) cellule di feto abortito, le MRC-5. Noi c’eravamo, e ricordiamo bene con che fatica tentarono di chiudere il discorso, con quante balle, con che insistenza.
Nel 2017 si correva il rischio che il vaccino ritirasse fuori la questione dei feti morti. Nel 2022 si rischia che i feti morti ritirino fuori la questione dei vaccini.
Per cui facciamo una scommessa: questa storia sparirà con velocità impressionante. Si inabisserà, non ne sapremo più niente, puf. Coperchio, coperchio.
Già un po’ lo presentiamo nell’aria: nessuno si sta ponendo le vere domande – a cosa servivano quei feti? Perché venivano conservati? Dove sono nati? Perché sono stati abbandonati? Perché sono stati smaltiti? Quanti erano? Quali pratiche hanno subito? L’uso dei feti sta continuando anche oggi nelle stesse strutture da cui provengono i bidoni?
Non so, non percepiamo, a leggere i primi articoli, questa voglia di grande inchiesta, con rivelazioni sconvolgenti almeno quanto la scena descritta in apertura.
Perché a questo punto nemmeno voi, come il feto nel barile, siete esseri umani.
Niente da vedere. Circolare.
Una storia che sparirà in fretta, verrà accantonata e dimenticata come il feto nel barile. O forse anche peggio: la storia potrebbe fare la fine dei feti abortiti con la pillola RU486, che in genere, invece che nella formaldeide, finiscono nel gabinetto di casa, e di qui alle fogne, dove saranno i festosi banchetti di ratti, pesci e anfibi della situazione.
Schifo vero? È la realtà, è il fondamento di prodotti che definiscono la nostra vita – qualche estremista potrebbe dirvi che il vostro green pass certifica che siete passati sopra al problema.
Quei bambini morti sono la concrezione della «libertà» assicurata dalla legge, protetta da quelle stesse persone che vi hanno impedito di uscire di casa per mesi e che ora non vi permettono di andare a lavoro, dove i cani magari possono entrare e voi no.
Perché a questo punto nemmeno voi, come il feto nel barile, siete esseri umani.
Roberto Dal Bosco
Vaccini
Nuovo consigliere di RFK Jr. incaricato di indagare su 2.500 decessi tra i militari causati dal vaccino anti-COVID.
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
La dottoressa Theresa Long, medico militare di lunga data specializzata in medicina aerospaziale, è stata nominata consulente medico militare senior del Segretario alla Salute degli Stati Uniti Robert F. Kennedy Jr., secondo una deposizione del 14 agosto ottenuta da Politico. La dottoressa Long sta indagando se i vaccini contro il COVID-19 abbiano causato la morte di oltre 2.500 militari statunitensi.
Un medico militare sta indagando per accertare se i vaccini contro il COVID-19 abbiano causato la morte di oltre 2.500 militari statunitensi, secondo quanto riportato giovedì da Politico.
La dottoressa Theresa Long, medico militare di lunga data specializzata in medicina aerospaziale, è stata nominata consulente medico militare senior del Segretario alla Salute degli Stati Uniti Robert F. Kennedy Jr., secondo una deposizione del 14 agosto ottenuta da Politico.
Il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti (HHS) e il Dipartimento della Difesa (DOD) stanno supportando l’indagine.
La deposizione di Long ha rivelato che sta collaborando con Kennedy e il Segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth per indagare su 2.544 decessi segnalati al Vaccine Adverse Event Reporting System ( VAERS ). Tali decessi rimangono non verificati.
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Durante la pandemia di COVID-19, i membri delle forze armate sono stati soggetti all’obbligo vaccinale imposto dall’amministrazione Biden. Un anno dopo, il Congresso ha approvato il National Defense Authorization Act del 2023, che imponeva alle forze armate di revocare tale obbligo. L’obbligo è stato revocato nel gennaio 2023.
Long è stata interrogata nell’ambito di una causa intentata dall’ex medico della CIA, la dottoressa Terry Adirim, contro l’agenzia per il suo licenziamento. L’agenzia ha licenziato Adirim dopo che era stata presa di mira dall’influencer di estrema destra Ivan Raiklin, che l’aveva accusata di essere l’«artefice» dell’obbligo vaccinale contro il COVID-19 imposto dal Pentagono.
Long, che ha testimoniato a sostegno di Raiklin, ha affermato di essere a conoscenza di 28 persone decedute a causa del vaccino contro il COVID-19. Ha aggiunto di sperare di concludere la sua indagine «entro un anno».
Thomas Rempfer, colonnello in pensione dell’aeronautica militare statunitense e consulente della sezione militare di Children’s Health Defense (CHD), si è detto «grato» che il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS) e il Dipartimento della Difesa (DOD) «stiano invertendo le inversioni di responsabilità dell’era COVID nominando la dottoressa Long a questo incarico cruciale».
Rempfer ha affermato che l’indagine può contribuire a «ristabilire la fiducia nelle istituzioni militari e nel governo» e «servirà da barriera contro future imposizioni illegali di prodotti medici non approvati».
JM Phelps, collaboratore di Gateway Pundit e American Family News, si è occupato a lungo dell’obbligo vaccinale per i militari. Ha affermato che l’indagine segna una rottura con la precedente amministrazione, «che ci ha mentito ripetutamente sulla sicurezza e l’efficacia del vaccino».
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L’esercito e l’amministrazione Biden hanno nascosto i danni causati dal vaccino COVID?
Nella sua deposizione, Long ha fatto riferimento a studi condotti da agenzie sanitarie federali e dall’esercito, che esaminavano un possibile legame tra i vaccini contro il COVID-19 e patologie cardiache, tra cui miocardite e pericardite.
Uno studio del 2024 della Food and Drug Administration statunitense ha esaminato circa 300 persone che avevano sviluppato miocardite dopo aver ricevuto i vaccini anti-COVID-19 a mRNA di Pfizer-BioNTech o Moderna. Lo studio ha rilevato che alcuni, ma non tutti, i soggetti colpiti sono migliorati nel tempo.
All’inizio di quest’anno, il Pentagono ha pubblicato un rapporto che valutava lo stato di salute dei militari in servizio attivo dopo la vaccinazione contro il COVID-19. Il rapporto ha rilevato che i casi di miocardite e pericardite sono aumentati «nel breve termine dopo la vaccinazione», ma non si sono mantenuti «per un periodo di un anno».
Il rapporto non ha menzionato alcun decesso correlato ai vaccini.
Secondo Long, le conclusioni del rapporto del Pentagono sono discutibili. Nella sua deposizione del mese scorso, ha affermato che il Defense Medical Epidemiology Database (DMED), un database medico militare, ha mostrato un forte aumento delle patologie tra i militari nel 2021, il primo anno in cui i vaccini contro il COVID-19 erano ampiamente disponibili.
Il Dipartimento della Difesa ha attribuito l’aumento a un errore di calcolo, ma Long ha dichiarato nella sua deposizione di essere scettica riguardo all’affermazione del Dipartimento della Difesa.
Pam Long, ex direttrice della sezione militare di CHD, ha affermato che le forze armate «dispongono di sistemi di sorveglianza sanitaria attivi» che confermerebbero l’eventuale aumento di problemi di salute tra i militari dopo la somministrazione dei vaccini contro il COVID-19.
Secondo quanto affermato da Pam Long, questi sistemi «probabilmente mostrerebbero un numero maggiore di decessi e lesioni da vaccino rispetto al VAERS». Tuttavia, i sistemi di sorveglianza militari «non sono progettati per valutare la sicurezza e l’efficacia dei vaccini» e «non identificheranno lesioni e decessi da vaccino».
Phelps ha affermato che la precedente amministrazione potrebbe aver tentato di insabbiare le condizioni di salute inizialmente individuate nel DMED.
«In una lettera del senatore Ron Johnson (repubblicano del Wisconsin) indirizzata all’ex segretario alla Difesa Lloyd Austin nel maggio 2023, si faceva notare che “un informatore ha scaricato i dati del DMED oltre un anno dopo che il Dipartimento della Difesa aveva ammesso che il DMED era stato corrotto e che in seguito era stato apparentemente riparato”», ha affermato Phelps.
Secondo quanto riferito da Phelps, l’informatore ha riscontrato «un notevole aumento di diverse diagnosi mediche gravi» nel database, anche dopo che il Dipartimento della Difesa lo aveva presumibilmente corretto.
Il Dipartimento della Difesa ha indirizzato The Defender al Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS) per un commento. Né l’HHS né la dottoressa Theresa Long hanno risposto alle richieste di commento entro la scadenza.
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I militari congedati per aver rifiutato il vaccino contro il COVID continuano ad affrontare ostacoli.
Il Dipartimento della Difesa (DOD) ha dichiarato a Politico in un comunicato di non avere «nulla da annunciare al momento». Il DOD ha fatto riferimento a una dichiarazione di maggio che annunciava la creazione della task force per il reintegro e la riconciliazione in relazione al COVID-19, con l’obiettivo di aiutare i militari congedati per non aver rispettato l’obbligo vaccinale contro il COVID-19 a presentare domanda di reintegro.
«Il Dipartimento continua a porre rimedio agli errori del passato e a ripristinare la fiducia e l’onore delle nostre forze armate», ha dichiarato il Dipartimento della Difesa nel suo comunicato di maggio.
Secondo un documento del Dipartimento della Difesa del dicembre 2022, al 30 novembre 2022, 8.123 militari erano stati congedati per essersi rifiutati di vaccinarsi contro il COVID-19.
Nel gennaio 2025, il presidente Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo per il reintegro dei militari congedati per non essersi vaccinati contro il COVID-19.
Ma gli esperti militari affermano che la maggior parte dei militari congedati per non aver rispettato l’obbligo vaccinale, o che hanno subito gravi effetti collaterali correlati alla vaccinazione e hanno dovuto affrontare conseguenze dopo aver segnalato i danni, sono ancora in attesa di giustizia.
«Ad oggi, solo 150 militari su 100.000 che hanno lasciato le forze armate (per congedo forzato o separazione involontaria) durante la pandemia a causa di un mandato illegittimo di autorizzazione all’uso di emergenza del vaccino COVID sono stati reintegrati», ha affermato Pam Long.
Faye Link, moglie del cappellano militare in pensione James Link, ha dichiarato al The Defender che suo marito era «in buona salute prima del vaccino», ma ora «soffre di bradicardia, tachicardia e grave fibrillazione atriale, che hanno reso necessario l’impianto di un pacemaker e l’ablazione cardiaca». Soffre anche di ipertensione e broncopneumopatia cronica ostruttiva.
Sebbene un medico della Duke University avesse collegato queste condizioni alla vaccinazione anti-COVID-19 di James Link, i militari non erano d’accordo.
«L’esercito ha incolpato mio marito, affermando che avesse problemi di salute preesistenti e che avesse mentito durante la visita medica periodica prima della partenza, il che era assolutamente falso. L’esercito non voleva assumersi alcuna responsabilità per il vaccino contro il COVID-19», ha dichiarato Faye Link.
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L’esercito ha avviato un procedimento disciplinare contro James Link. Gli sono state inoltre revocate le medaglie e le onorificenze militari, nonché gli sono stati revocati gli stipendi arretrati e i benefit, che non gli sono stati ancora ripristinati.
«Stiamo ancora lottando per ottenere i benefici di James», ha detto Faye Link. «L’esercito ci deve più di 100.000 dollari della sua pensione militare, che si ostina a trattenere. Abbiamo bisogno di aiuto, ma sembra che non si ottengano risultati».
Pam Long ha affermato di sperare che il Dipartimento della Difesa e il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani «correggano la mancanza di analisi del rapporto rischio-beneficio per ogni vaccino somministrato ai membri delle forze armate» e migliorino la «sorveglianza dello stato di salute delle forze armate». Ha aggiunto che la tempistica è fondamentale, perché il mese prossimo i membri delle forze armate “saranno obbligati a ricevere il vaccino antinfluenzale a mRNA».
«È fondamentale che i nostri militari si facciano sentire e che l’opinione pubblica eserciti una pressione visibile sul Congresso e sull’amministrazione Trump, affinché ai militari vengano ancora negati i permessi necessari (esenzioni per controindicazioni mediche e obiezioni religiose) per le vaccinazioni», ha affermato Long.
«Questa è un’ingiustizia nei confronti degli uomini e delle donne che difendono questa nazione».
Michael Nevradakis
Ph.D.
© 3 settembre 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
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Medico dell’esercito USA ammette: 28 soldati morti per i vaccini COVID
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Vaccini
Vaccinazioni dei bambini Amish, i dati dello studio sull’autismo nel 2010 non sono mai stati resi pubblici
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.
Uno studio presentato da alcuni ricercatori nel 2010 ha rilevato un tasso di autismo tra i bambini Amish pari a circa 1 su 271, molto inferiore alla media nazionale. I ricercatori hanno raccolto i dati sulle vaccinazioni dei bambini studiati, ma non li hanno resi pubblici, rendendo impossibile sapere se i bambini Amish che hanno sviluppato l’autismo fossero vaccinati o meno. Gli esperti suggeriscono che sarebbe utile rendere pubblici questi dati.
È scoppiata una polemica attorno a uno studio del 2010 sui tassi di autismo tra gli Amish, dopo che lunedì il presidente Donald Trump ha pubblicato un grafico che citava tale studio.
Nel suo post su Truth Social, Trump affermava: «nessun caso pubblicato ha documentato esplicitamente un bambino Amish non vaccinato affetto da autismo».
Il post sui social media citava uno studio condotto nel 2008 e nel 2009 da ricercatori che avevano sottoposto a screening 1.899 bambini Amish in Indiana e Ohio per l’autismo. I ricercatori avevano confermato sette casi di autismo tra i bambini.
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Lo studio ha concluso che tra i bambini Amish esaminati, il tasso di autismo era di circa 1 su 271, un dato di gran lunga inferiore al tasso nazionale, che all’epoca era stimato dai Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) a 1 su 91.
Secondo quanto riportato nel post di Trump, gli autori dello studio hanno raccolto le storie vaccinali dei bambini, ma «non hanno segnalato alcun caso confermato» di autismo in soggetti «completamente non vaccinati».
Secondo la giornalista specializzata in salute Sayer Ji, il post ha suscitato reazioni contrastanti, tra apprezzamenti e verifiche dei fatti.
Ji ha definito il post di Trump «fattualmente imperfetto» ma «genuinamente importante».
Il post conteneva inesattezze fattuali: ad esempio, affermava che gli Amish esistono da 330 anni. Tuttavia, sebbene gli Amish si siano separati dai Mennoniti 333 anni fa, nel 1693, gli insediamenti Amish negli Stati Uniti non iniziarono prima del 1720.
Il post di Trump ha inoltre richiamato l’attenzione sul fatto verificabile che gli Amish tendono ad avere tassi di vaccinazione e di autismo più bassi rispetto alla popolazione generale.
Ji ha elogiato il presidente per aver messo in evidenza lo studio del 2010. «Qualunque cosa si pensi di quest’uomo, lui [Trump] ha indicato quello studio», ha scritto Ji.
Mary Holland, CEO di Children’s Health Defense (CHD), ha dichiarato a The Defender di essere lieta che Trump abbia sottolineato la relativa assenza di autismo tra gli Amish, che in genere presentano tassi di vaccinazione inferiori rispetto alle comunità non afroamericane.
«È ora di iniziare a fare i conti con la realtà: l’attuale programma di vaccinazione causa danni cerebrali noti come autismo. Cerchiamo di essere abbastanza umili da imparare dagli Amish», ha affermato Holland.
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Cosa ha rivelato lo studio sull’autismo condotto nella comunità Amish nel 2010?
Secondo un abstract di una conferenza relativa allo studio, il post di Trump cita uno studio del 2010 condotto da ricercatori di genomica umana dell’Università di Miami e della Vanderbilt University.
Tuttavia, contrariamente a quanto affermato nel post di Trump, lo studio non è mai stato pubblicato su una rivista scientifica con revisione paritaria.
L’abstract dello studio, datato 22 maggio 2010, è apparso sul sito web dell’International Meeting for Autism Research, un convegno di ricerca organizzato dalla International Society of Autism Research.
Sembra che gli autori dello studio abbiano presentato la ricerca al convegno di maggio 2010. Non esiste alcuna versione completa dello studio disponibile online.
Nella sezione relativa ai metodi dell’abstract si afferma che i ricercatori hanno raccolto i dati sulle vaccinazioni dei bambini. Tuttavia, la sezione dei risultati non specifica se i sette bambini Amish inclusi nello studio, a cui è stato diagnosticato l’autismo, fossero vaccinati o meno.
Il riassunto afferma: «i dati preliminari hanno evidenziato la presenza di disturbi dello spettro autistico (ASD) nella comunità Amish con una frequenza di circa 1 bambino su 271, utilizzando strumenti standard di screening e diagnosi per l’ASD, sebbene alcune modifiche possano essere opportune».
Gli autori hanno scritto che «sono in corso ulteriori studi» per affrontare le norme e le consuetudini culturali che possono influenzare il modo in cui i genitori parlano del comportamento dei loro figli quando vengono intervistati dai ricercatori.
Non è chiaro se gli autori dello studio abbiano verificato se i sette bambini con autismo fossero stati vaccinati.
L’autore principale dello studio, identificato come JL Robinson, non ha risposto alla richiesta del quotidiano The Defender di chiarire se i ricercatori avessero mai condotto un’analisi stratificata per vaccinazione sui sette casi confermati di autismo e perché non avessero mai pubblicato lo studio.
Il giornale The Defender ha posto le stesse domande a Margaret Pericak-Vance, Ph.D., direttrice del John P. Hussman Institute for Human Genomics presso l’Università di Miami e una delle autrici dello studio. Tuttavia, la richiesta è stata indirizzata al responsabile delle pubbliche relazioni dell’università, che non ha risposto entro la scadenza.
Ji ha effettuato una ricerca online nei registri pubblici per verificare se gli autori dello studio avessero mai parlato nuovamente pubblicamente della ricerca o l’avessero sottoposta a pubblicazione su una rivista scientifica con revisione paritaria, ma non ha trovato nulla.
«È un fatto significativo», ha dichiarato Ji a The Defender. «Ho cercato, senza successo, alcuna dichiarazione pubblica da parte di nessuno dei sei autori, in sedici anni, sul perché l’articolo non sia mai stato pubblicato o che fine abbiano fatto i dati. Questa assenza è la vera scoperta».
Ji ha affermato di non accusare gli autori dello studio di aver intenzionalmente occultato i dati relativi alla storia vaccinale dei bambini Amish. «Non sto sostenendo che nessuno dei sei abbia distrutto dati o agito in malafede: non ho prove di ciò».
Ma i loro dati furono di fatto «sepolti», nel senso che non vennero mai pubblicati e non comparvero in alcuno studio successivo.
Ji ha riconosciuto che, anche se lo studio avesse esplicitamente collegato tutti e sette i casi di autismo alla mancata vaccinazione, non avrebbe comunque dimostrato che i bambini non vaccinati non sviluppano l’autismo, perché sette è un numero troppo piccolo per poter stilare un modello statistico significativo.
Ma i dati sarebbero comunque utili perché «colmerebbero una lacuna nella documentazione e ci direbbero se l’infrastruttura di screening può essere ricostruita su larga scala», ha affermato. «Uno statistico potrebbe farlo in poche settimane se i file esistessero».
Gli autori dello studio non hanno risposto quando The Defender ha chiesto se fossero ancora in possesso dei file di ricerca originali dello studio.
Visto che, stando all’abstract, lo studio sembrava aver utilizzato fondi di ricerca federali, il pubblico ha il diritto di sapere che fine hanno fatto i documenti, ha affermato Ji.
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Trump si è concentrato sulla scoperta di un legame tra autismo e vaccino
Il post di Trump che fa riferimento allo studio del 2010 arriva nel bel mezzo di un acceso dibattito sui vaccini e l’autismo. A maggio, Trump aveva sollecitato il segretario alla Salute statunitense Robert F. Kennedy Jr. a fare di più per indagare su un possibile legame tra vaccini e autismo, secondo un articolo del Wall Street Journal del 27 luglio.
Il mese scorso, Trump ha firmato un ordine esecutivo che prevede cambiamenti radicali alla politica vaccinale statunitense, tra cui la riduzione da 18 a 11 del numero di malattie per le quali i bambini ricevono i vaccini di routine.
Durante una conferenza stampa del 22 settembre 2025 , Trump ha dichiarato: «Ci sono certi gruppi di persone che non si vaccinano e non assumono pillole e che non sono autistiche. … Gli Amish, ad esempio, non sono praticamente affetti da autismo».
Secondo Ji, lo studio sugli Amish del 2010 non dimostra che i vaccini causino l’autismo.
Tuttavia, la vicenda dello studio del 2010 rivela che, quando vengono raccolti dati che potrebbero potenzialmente contribuire a rispondere alla domanda se i vaccini causino l’autismo, tali dati «non vengono resi disponibili», ha affermato Ji.
Secondo Ji, gli studi sui tassi di autismo tra gli Amish dovrebbero esaminare molti fattori, tra cui lo stato vaccinale, l’esposizione al glifosato, al paracetamolo, agli ultrasuoni, la dieta, l’endogamia e l’accesso all’assistenza sanitaria.
I risultati completi dovrebbero essere resi pubblici, a prescindere da ciò che emerge dagli studi. «Questo non è essere contro i vaccini. È scienza».
Il legame tra i bassi tassi di vaccinazione e l’autismo tra gli Amish è stato un argomento che il giornalista investigativo Dan Olmsted ha documentato per anni.
Olmsted, fondatore di Age of Autism, è stato autore nel 2011 di Age of Autism: Mercury, Medicine, and a Man-Made Epidemic («L’era dell’autismo: mercurio, medicina e un’epidemia causata dall’uomo.») e nel 2017 Denial: How Refusing to Face the Facts about Our Autism Epidemic Hurts Children, Families, and Our Future («Negazione: come il rifiuto di affrontare la realtà dell’epidemia di autismo danneggia i bambini, le famiglie e il nostro futuro») prima della sua scomparsa all’inizio del 2017.
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Da dove ha preso Trump l’immagine che ha pubblicato?
Gli Amish continuano a essere al centro del dibattito nazionale sui vaccini. A New York, gli Amish minacciano di lasciare lo stato a causa dell’obbligo vaccinale scolastico imposto dallo stato, secondo un articolo del New York Post del 26 agosto.
La Pennsylvania, che ospita la più grande comunità Amish degli Stati Uniti, è balzata agli onori della cronaca per l’attuale epidemia di morbillo e per le indagini in corso sui decessi correlati alla malattia.
Steve Kirsch ha creato la grafica che Trump ha pubblicato sui social media. Il 14 agosto, Kirsch ha pubblicato la grafica su X con la seguente didascalia: «Sconcertante, vero? L’autismo si riscontra solo nei bambini Amish vaccinati. Chissà perché?».
Kirsch ha dichiarato a The Defender di aver creato la grafica utilizzando ChatGPT. Ha incaricato ChatGPT di creare un grafico basato sullo studio del 2010 e sulla sua convinzione che non vi siano prove che a un bambino Amish non vaccinato sia mai stato diagnosticato l’autismo.
«Nessuno ha mai sentito parlare di un bambino Amish non vaccinato affetto da autismo», ha dichiarato Kirsch a The Defender.
Kirsch ha affermato di aver definito lo studio «pubblicato» nella grafica perché la Società Internazionale per la Ricerca sull’Autismo aveva pubblicato online l’abstract della conferenza. Ha ammesso, tuttavia, che lo studio in sé non è mai stato pubblicato.
La Casa Bianca non ha risposto alla nostra richiesta di commento entro la scadenza.
Suzanne Burdick
Ph.D.
© 2 settembre 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.
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Immagine di Gadjoboy via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
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