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Feti nei barili: una storia che sparirà immediatamente

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Avrete sentito la storia dei feti trovati ieri in un barile a Granarolo, in provincia di Bologna.

 

Un ragazzo che recupera ferro vecchio e altri materiali nelle industrie si reca presso un capannone per eseguire una raccolta. Gli viene detto di portare via anche dei bidoni gialli, sono una quarantina, tutti accatastati lungo un muro, tra altri rifiuti. Il suo compito sarebbe di «smaltirli da qualche parte». Lui ne apre uno: è pieno di un liquido di colore verde. Dentro vi galleggia un feto umano.

 

Il ragazzo si spaventa. Filma la situazione, poi chiama la polizia.

 

Lo scoop è de Il Resto del Carlino. Il procuratore capo parla di  storia «tutta da verificare». Il sindaco non commenta.

«La formaldeide viene utilizzata solo nei casi, molto rari e peraltro non previsti nelle strutture bolognesi, in cui i corpi vengano donati alla scienza per scopi di ricerca»

 

La notizia si diffonde. Si aggancia anche l’edizione bolognese di Repubblica che racconta che «sono stati ascoltati alcuni dipendenti del policlinico Sant’Orsola, per esempio, per capire come funzioni lo smaltimento dei rifiuti biologici provenienti dagli ospedali».

 

Al Sant’Orsola del resto di feti ed embrioni se ne intendono, c’è un bel servizio di Fisiopatologia della Riproduzione, cioè procreazione medicalmente assistita, cioè riproduzione artificiale, cioè bambini in provetta – ricordiamo anche il record mondiale, quando il dottor Flamigni creò nel 1987 sperimentò la prima gravidanza extracorporea, facendo attecchire un embrione in un utero asportato e tenuto in vita… ma stiamo divagando.

 

«Tuttavia, è emerso che solitamente i resti umani vengono cremati, e che nel caso di bimbi che non sono nati vivi il corpo viene messo a disposizione delle famiglie per l’eventuale inumazione». Non siamo sicuri che qui il giornale parli di feti abortiti, però pazienza.

 

E così il mistero rimane: «La formaldeide viene utilizzata solo nei casi, molto rari e peraltro non previsti nelle strutture bolognesi, in cui i corpi vengano donati alla scienza per scopi di ricerca. Tra l’altro, esistono registri specifici in cui vengono annotate tutte le operazioni di questo genere. E ovviamente, di questi resti non c’è traccia» continua Repubblica.

 

Insomma, un bell’enigma, anzi, un vero giallo – perché di mezzo ci sono dei morti.

 

Più tardi Il Resto del Carlino torna alla carica con più informazioni: «la polizia prova a risalire agli anelli di questo percorso: i feti – conservati all’interno di una dozzina di bidoni gialli con l’etichetta del simbolo dei rifiuti biologici speciali – proverrebbero da una struttura universitaria, una biblioteca di anatomia, che con ogni probabilità li conservava per motivi di studio e di ricerca».

Ci si può quindi tenere dei feti per ricerca? C’è un qualche registro da compilare? È possibile smaltirli così?

 

Ah sì? Ci si può quindi tenere dei feti per ricerca? C’è un qualche registro da compilare? È possibile smaltirli così?

 

Comincia a prendere forma una storia: un’azienda di traslochi anni fa avrebbe fatto un sgombero, e dimenticato in quel capannone i bidoni contenenti piccoli esseri umani… Il rettore dichiara subito che stanno «conducendo le opportune verifiche interne », offre il pieno sostegno alle forze dell’ordine.

 

Al TG regionale Emilia-Romagna, secondo sempre il Carlino, sarebbe andata in onda anche la testimonianza del titolare, «è tutto regolare, è roba di un museo, non c’è nulla di nascosto… Sono lì in magazzino da non so quanti anni e se avessi voluto liberarmene lo avrei fatto da tempo».

 

Esistono musei con feti in formaldeide? Sarebbe strano, perché sappiamo esservi polemiche infuocate per quelle mostre che mostrano cadaveri plastinati, in Italia è all’estero.

 

Museo, università… non è dato sapere. Forse non importa nemmeno.

 

Perché «l’ipotesi di reato per cui si procede sarebbe lo smaltimento illegale di rifiuti biologici». Per lo meno al momento.

Dov’è la dignità di quegli esseri umani finiti in un barile, e prima ancora umiliati chissà in che modo?

 

Non si fa menzione, almeno per il momento, della quantità di leggi che l’ordinamento ha riguardo ai cadaveri: per esempio, l’articolo 410 Codice Penale, il «vilipendio di cadavere». Oppure l’art. 412, l’Occultamento di cadavere». Art. 413, «uso illegittimo di cadavere». Interessante, quest’ultimo: «Chiunque disseziona o altrimenti adopera un cadavere, o una parte di esso, a scopi scientifici o didattici, in casi non consentiti dalla legge, è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a lire cinquemila». Sembrebbe il caso, sperando che la multa non sia fatta con il cambio euro-lira del 2002, sarebbero circa €2,50.

 

È possibile evitare di pensare a questi reati forse perché un feto non è un cadavere? Forse perché un feto non è un essere umano? Forse perché il feto non è un cittadino? Forse. Tuttavia da qualche parte anche il feto è tutelato dalla nostre legge: ecco il curator ventris, colui che può essere nominato per tutelare gli interessi di un concepito (art. 643 Codice Civile, «Amministrazione in caso di eredi nascituri»)

«Chiunque disseziona o altrimenti adopera un cadavere, o una parte di esso, a scopi scientifici o didattici, in casi non consentiti dalla legge, è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a lire cinquemila»  Art. 413 C. P., «uso illegittimo di cadavere»

 

E poi, non ci dimentichiamo la carta dei diritti UE:  art. 1, «Dignità umana»: «La dignità umana è inviolabile. Essa deve essere rispettata e tutelata».

 

Troviamo eco anche nella nostra Costituzione, già più bella del mondo, all’art. 2: «La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo».

 

Dov’è la dignità di quegli esseri umani finiti in un barile, e prima ancora umiliati chissà in che modo?

 

Non ci stupiamo: le costituzioni, leggi potrebbero non valere più nulla, lo abbiamo imparato. Soprattutto, non vale più nulla la legge naturale. Quella legge inviolabile iscritta nel cuore di ogni essere umano, che in natura reagisce dinanzi alla visione di un feto abbandonato in un barile come ha fatto il ragazzo di questa storia: con choc e orrore.

Qualcuno, tuttavia, vuole che a questo orrore noi ci abituiamo

 

Qualcuno, tuttavia, vuole che a questo orrore noi ci abituiamo, come del resto ci sono abituati gli «scienziati» (fidati della scienza!) che con i feti lavorano tutti i giorni, più o meno legalmente squartandoli per esperimenti o per altri scopi, come la produzione di linee cellulare per uso scientifico e farmaceutico: le cellule HEK-293, usate praticamente in tutti i vaccini COVID in circolazione (incluso quello russo), sono state create così.

 

Fu un grosso scandalo, anni fa, quando David Daleiden, un’attivista pro-life, fece scoprire al mondo, grazie a delle telecamere nascoste, che la multinazionale  dell’aborto Planned Parenthood si rivendeva i feti abortiti per enti e società che li utilizzavano per esperimenti ed altro. Una ragazza che divenne informatrice di Daleiden raccontò che al primo giorno di lavoro svenne – e in effetti le immagini che portò con sé sono sconvolgenti. Il collega più esperto le disse di non preoccuparsi, si sarebbe abituata. Doveva semplicemente continuare a sezionare piccoli cervelli, occhi, reni, gambette, polmoni, etc.

 

Ab assuetis non fit passio. Dalle cose abituali non nasce la passione. Ci si può abituare anche allo squartamento di bambini innocenti.

 

Solo che, al momento, non è possibile. Anzi: considerate quanta fatica hanno fatto media, pharma, politica e chiesa cattolica per allontanarvi dall’idea che questo vaccino avesse a che fare con l’aborto. Per la stragrande maggioranza, si tratta di una fake news: né questo né nessun altro vaccino c’entra qualcosa con l’aborto. Una campagna massiva, martellante. Certo, una delle menzogne più plateali mai raccontate, alla faccia dei bugiardini.

 

Facile capire perché: se si scoperchia il barile, come ha fatto il povero ragazzo, è facile che molti restino scioccati. E, magari, cambino idea. Una parte consistente della narrazione pandemica si incrinerebbe. Potrebbe addirittura nascere qualche sospetto: ma se fanno i vaccini con i sacrifici dei feti… cos’altro ci fanno? Cosa? Davvero Biden ha ripristinato l’uso di utilizzo dei feti per «umanizzare» i topo con organi umani?

 

Magari salterebbe fuori la storia delle creme di bellezza, registrata in alcuni libri come «leggenda metropolitana», tuttavia raccontata a chi scrive anche da ricercatori di staminali stranieri.

 

E guardando quel piccolo essere umano morto che galleggia nel liquido, non è che qualcuno può cominciare a pensare che sia legittimo non aver a che fare con niente che sia legato anche solo lontanamente a questa cosa orrenda? Farmaci, prodotti vari, pratiche mediche… trasfusioni di sangue? A Bologna quest’ultimo problema lo hanno affrontato di recente. Mai che la visione del feto che galleggi faccia segnare qualche punto ai maledetti no vax.

 

No, non è possibile, al barile va rimesso il coperchio.

 

Non è tempo di scandalizzare la gente, come faceva un tempo una celebre politica italiana che si vantava di mettere i feti in un barattolo.

 

È tempo di rasserenare il pubblico. Va tutto bene, rimettete il coperchio, presto. Non pensateci. Si tratta di roba scientifica, dell’università. Fidatevi della scienza. Non bisogna fare tante domande.

 

E poi erano davvero esseri umani?

 

In un Paese che garantisce l’aborto come un diritto, non lo erano. Quindi, secondo una logica utilitaristica (ed ecologica: gli scarti si riutilizzano!), sarebbero tranquillamente utilizzabili per ogni sorta di esperimento. Non essendo umani, non sono coperti dalle leggi che tutelano la dignità umana. In realtà, non sono neppure cadaveri.

 

Voi capite: nessuno ha davvero voglia di cominciare a fare questo discorso, soprattutto ora. Davvero nessuno: nemmeno le femministe  e gli abortisti più radicali. Anche perché lo schifo organolettico di questa storia è enorme.

Nel 2017 si correva il rischio che il vaccino ritirasse fuori la questione dei feti morti. Nel 2022 si rischia che i feti morti ritirino fuori la questione dei vaccini

 

Soprattutto, è l’autorità che non ha intenzione di dover discutere di questa cosa. Né lo Stato, né la Chiesa hanno intenzione di riaprire questa pagina, che dovettero affrontare già nel 2017 con la legge Lorenzin che implica un vaccino che contiene (sì, contiene, materialmente, non c’entra l’uso nei test: è nelle fiale e poi nei corpi dei vostri figli) cellule di feto abortito, le MRC-5. Noi c’eravamo, e ricordiamo bene con che fatica tentarono di chiudere il discorso, con quante balle, con che insistenza.

 

Nel 2017 si correva il rischio che il vaccino ritirasse fuori la questione dei feti morti. Nel 2022 si rischia che i feti morti ritirino fuori la questione dei vaccini.

 

Per cui facciamo una scommessa: questa storia sparirà con velocità impressionante. Si inabisserà, non ne sapremo più niente, puf. Coperchio, coperchio.

 

Già un po’ lo presentiamo nell’aria: nessuno si sta ponendo le vere domande – a cosa servivano quei feti? Perché venivano conservati? Dove sono nati? Perché sono stati abbandonati? Perché sono stati smaltiti? Quanti erano? Quali pratiche hanno subito? L’uso dei feti sta continuando anche oggi nelle stesse strutture da cui provengono i bidoni?

 

Non so, non percepiamo, a leggere i primi articoli, questa voglia di grande inchiesta, con rivelazioni sconvolgenti almeno quanto la scena descritta in apertura.

Perché a questo punto nemmeno voi, come il feto nel barile, siete esseri umani.

 

Niente da vedere. Circolare.

 

Una storia che sparirà in fretta, verrà accantonata e dimenticata come il feto nel barile. O forse anche peggio: la storia potrebbe fare la fine dei feti abortiti con la pillola RU486, che in genere, invece che nella formaldeide, finiscono nel gabinetto di casa, e di qui alle fogne, dove saranno i festosi banchetti di ratti, pesci e anfibi della situazione.

 

Schifo vero? È la realtà, è il fondamento di prodotti che definiscono la nostra vita – qualche estremista potrebbe dirvi che il vostro green pass certifica che siete passati sopra al problema.

 

Quei bambini morti sono la concrezione della «libertà» assicurata dalla legge, protetta da quelle stesse persone che vi hanno impedito di uscire di casa per mesi e che ora non vi permettono di andare a lavoro, dove i cani magari possono entrare e voi no.

 

Perché a questo punto nemmeno voi, come il feto nel barile, siete esseri umani.

 

 

Roberto Dal Bosco

 

 

 

 

 

 

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Rivista medica ritira l’articolo sul vaccino contro il COVID: «dati falsificati»

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Una rivista medica con revisione paritaria ha annunciato la ritrattazione di un articolo che pretendeva di dimostrare che i vaccini contro il COVID-19 producessero anticorpi protettivi contro future infezioni, ammettendo ora che conteneva «dati fabbricati» e «immagini falsificate». Lo riporta LifeSite.

 

Nel 2022, Science Translational Medicine, una pubblicazione dell’American Association for the Advancement of Science, ha pubblicato un articolo intitolato «La vaccinazione mirata alla proteina S2 del SARS-CoV-2 induce la produzione di anticorpi ampiamente neutralizzanti». A capo del team di autori c’era Kevin W. Ng del Francis Crick Institute di Londra, che ha finanziato lo studio.

 

Lo studio affermava di aver «verificato se gli anticorpi diretti contro la subunità S2, più conservata, della proteina spike potessero conferire protezione contro l’infezione da diversi coronavirus» e avrebbe presumibilmente scoperto che «la vaccinazione mirata alla subunità S2 ha prodotto nei topi anticorpi in grado di neutralizzare diversi alfacoronavirus e betacoronavirus.

 

Questi anticorpi presentavano una maggiore ampiezza di risposta rispetto agli anticorpi indotti dalla vaccinazione con la proteina spike a lunghezza intera, suggerendo una minore focalizzazione del repertorio».

Il 14 ottobre di quest’anno, tuttavia, Science Translational Medicine ha pubblicato una nota di rettifica in cui si affermava che un’indagine di Crick aveva accertato la presenza di «dati fabbricati» e «immagini falsificate» di cui Ng era responsabile e che «aveva ammesso».

 

«Inoltre, l’esistenza di dati falsificati getta dubbi su alcuni altri esperimenti presentati nell’articolo, per i quali non sono disponibili dati e campioni primari, precludendo una verifica a posteriori», aggiungeva la nota. Si precisava che la maggior parte degli autori dell’articolo concordava con la ritrattazione, ma due (Maria Greco e Hisashi Arase) non avevano risposto.

 

La testata americana Epoch Times osserva che Ng e alcuni degli stessi autori erano anche collegati a un altro articolo ritirato dalla rivista Nature a gennaio, nonché a un terzo articolo che non è stato ancora ritirato ma che Nature ha modificato a settembre con una nota in cui si affermava che «sono state sollevate preoccupazioni in merito all’affidabilità dei dati presentati» al suo interno.

 

Inizialmente presentati come essenziali e persino obbligatori per debellare il COVID-19, i vaccini sono stati presto accolti con scetticismo poiché non sono riusciti a prevenire l’infezione e, soprattutto, sono stati associati a una vasta mole di prove che sollevavano dubbi sulla loro sicurezza.

 

Il sistema federale di segnalazione degli eventi avversi da vaccino (VAERS) riporta, al 25 settembre, 39.260 decessi, 223.046 ricoveri ospedalieri, 22.583 infarti e 29.299 casi di miocardite e pericardite, tra le altre patologie. Le segnalazioni al VAERS non costituiscono di per sé casi comprovati, ma nel 2022 i ricercatori dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) statunitensi hanno riscontrato un «alto tasso di verifica delle segnalazioni di miocardite al VAERS dopo la vaccinazione anti-COVID-19 a base di mRNA», giungendo alla conclusione che «la sottostima è più probabile» della sovrastima.

 

Un’analisi condotta su 99 milioni di persone in otto paesi e pubblicata sulla rivista Vaccine nel 2024 ha «osservato rischi significativamente più elevati di miocardite in seguito alla prima, seconda e terza dose» dei vaccini anti-COVID a base di mRNA, nonché segni di un aumento del rischio di «pericardite, sindrome di Guillain-Barré e trombosi del seno venoso cerebrale» e altri «potenziali segnali di sicurezza che richiedono ulteriori indagini».

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Nell’aprile 2024, il CDC è stato costretto, per ordine del tribunale, a pubblicare 780.000 segnalazioni precedentemente non divulgate di gravi reazioni avverse, e uno studio giapponese ha riscontrato «aumenti statisticamente significativi» di decessi per cancro dopo la terza dose dei vaccini anti-COVID-19 a base di mRNA, proponendo diverse teorie su un possibile nesso causale.

 

Più recentemente, studi pubblicati sull’International Journal of Infectious Diseases e sull’International Journal of Medical Science hanno sollevato la possibilità che i vaccini comportino rischi non solo di malattie respiratorie, ma anche di danni renali.

 

I democratici USA sono in gran parte uniti a favore di tutti i vaccini, ma la risposta tra gli avversari  repubblicani è stata contraddittoria, in parte a causa dell’iniziativa Operation Warp Speed (OWS) della prima amministrazione Trump, che ha permesso di preparare e distribuire i vaccini anti-COVID in una frazione del tempo impiegato per sviluppare e testare qualsiasi altro vaccino. Il presidente Donald Trump si è rifiutato di rinnegare questo risultato, considerando la consegna da record del vaccino un traguardo fondamentale della sua prima presidenza.

 

Finora, la seconda amministrazione Trump ha revocato diverse raccomandazioni relative ai vaccini, ma non li ha ancora ritirati dal mercato. L’amministrazione si è sostanzialmente orientata a lasciare facoltativi i vaccini attualmente disponibili, senza però sostenere lo sviluppo di alternative e limitando le raccomandazioni ai soli soggetti considerati ad «alto rischio» per il COVID-19. Resta però da vedere se si arriverà a fare chiarezza sulla questione dei vaccini originali e sul relativo insabbiamento.

 

In un’intervista del luglio 2025, il commissario della Food and Drug Administration (FDA) statunitense, il dottor Marty Makary, che nel frattempo si è dimesso, ha chiesto pazienza a coloro che non erano soddisfatti della gestione della questione dei vaccini da parte dell’amministrazione, insistendo sulla necessità di più tempo per condurre studi clinici completi e ottenere dati più definitivi.

 

La FDA ha iniziato a riconoscere i decessi infantili causati dai vaccini, ma allo stesso tempo il Dipartimento di Giustizia dell’amministrazione Trump si sta battendo in tribunale contro la riapertura di una causa intentata da un informatore contro la Pfizer.

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Chiesta la pena di morte per la madre accusata per i due gemelli deceduti 8 giorni dopo la vaccinazione

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. I pubblici ministeri dell’Idaho chiedono la pena di morte per Andrea Shaw, accusata di aver ucciso i suoi due gemelli piccoli otto giorni dopo che avevano ricevuto le vaccinazioni di routine. La Shaw nega le accuse. In base a una legge entrata in vigore nel luglio 2026, la fucilazione è il principale metodo di esecuzione in Idaho. L’avvocato di Shaw, Joseph Filicetti, ha definito «oltraggiosa» la richiesta della pena di morte da parte dell’accusa.   I pubblici ministeri dell’Idaho chiederanno la pena di morte per Andrea Shaw , una giovane madre accusata di aver ucciso i suoi due gemelli piccoli, alzando drasticamente la posta in gioco in un caso penale che ha attirato l’attenzione nazionale.   In un avviso depositato alla fine della scorsa settimana presso il Tribunale del Terzo Distretto Giudiziario dell’Idaho, il vice procuratore della contea di Payette, Ryon Sirucek, ha identificato quattro circostanze aggravanti previste dalla legge che i pubblici ministeri intendono utilizzare per giustificare la pena capitale qualora Shaw venisse condannata per omicidio di primo grado.   In base a una legge entrata in vigore nel luglio 2026, la fucilazione è il principale metodo di esecuzione nello stato dell’Idaho. La legge è stata emanata in seguito a un tentativo fallito, avvenuto nel 2024, di giustiziare un uomo di 73 anni tramite iniezione letale.   I pubblici ministeri devono dimostrare almeno una circostanza aggravante prevista dalla legge prima che Shaw possa essere considerata passibile della pena di morte. In caso di condanna, sarà una giuria a stabilire se tali circostanze sussistano. Secondo quanto riportato nel documento, i pubblici ministeri hanno individuato quattro circostanze aggravanti: che Shaw avrebbe commesso due omicidi contemporaneamente; che gli omicidi sarebbero stati «particolarmente efferati, atroci o crudeli, manifestando una depravazione eccezionale»; che avrebbe mostrato «un totale disprezzo per la vita umana»; e che la sua condotta dimostra una propensione a commettere omicidi che la renderebbe una minaccia continua per la società.   La Shaw è stata incriminata da un gran giurì e arrestata il 30 giugno con l’accusa di aver soffocato deliberatamente i suoi gemelli, deceduti il ​​1° maggio 2025. I pubblici ministeri sostengono che Shaw abbia ucciso i bambini mentre dormivano nello stesso letto. Il suo processo inizierà l’11 gennaio 2027.   La Shaw, che si è dichiarata non colpevole, ha sempre negato le accuse. Ha ipotizzato che la morte dei suoi gemelli possa essere stata causata dai vaccini ricevuti durante una visita medica di routine poco più di una settimana prima del decesso.   Secondo i documenti depositati in tribunale dalla sua difesa, la Shaw portò i gemelli al pronto soccorso il 24 aprile 2025, il giorno dopo aver ricevuto le vaccinazioni di routine, perché erano letargici e avevano le labbra blu.   Secondo quanto riportato nel documento, il medico del pronto soccorso che ha curato i bambini ha diagnosticato loro una «reazione post-vaccinazione».   I bambini rimasero malati nei giorni precedenti la loro morte e la Shaw chiese ripetutamente un consulto medico.   Né la polizia né la procura hanno reso pubbliche le prove che, a loro avviso, supportano l’affermazione secondo cui la Shaw avrebbe ucciso deliberatamente i suoi figli piccoli. L’atto d’accusa del gran giurì è secretato e non accessibile al pubblico, e i referti del medico legale non sono stati resi pubblici.

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La cauzione di Shaw era stata inizialmente fissata a 2 milioni di dollari. Un giudice distrettuale della contea di Payette, in Idaho, ha successivamente revocato la cauzione, che è a discrezione del giudice nei casi di pena capitale.   Commentando le affermazioni dell’accusa, Mary Holland, CEO di Children’s Health Defense (CHD), ha dichiarato:   «Non ci sono elementi di cui siamo a conoscenza che suggeriscano che lei rappresenti una minaccia per la società, né riteniamo che vi siano prove a sostegno dell’accusa di aver ucciso i suoi figli, come lei stessa ha affermato. Siamo fermamente convinti della sua innocenza».   L’avvocato di Shaw, Joseph Filicetti, ha definito «oltraggiosa» l’intenzione dell’accusa di chiedere la pena di morte. Ha dichiarato a The Defender: «Non c’è alcuna possibilità che una giuria giunga a una conclusione in questo caso al di là di ogni ragionevole dubbio, quindi non credo che [la pena di morte] verrà nemmeno presa in considerazione».   Nel frattempo, Rick Jaffe, consulente esterno di CHD, si è unito la scorsa settimana al team di difesa legale di Shaw in qualità di co-difensore.   Jaffe è l’avvocato principale di una causa intentata da CHD all’inizio di quest’anno, in cui si accusa l’American Academy of Pediatrics (AAP) di aver gestito per decenni un sistema di frode ai danni delle famiglie americane in merito alla sicurezza del calendario vaccinale infantile.   La Shaw è il principale querelante nella causa intentata da CHD contro l’AAP.   Brenda Baletti Ph.D.   © 19 ottobre 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.   Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

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«Propaganda ingannevole»: scienziata afferma che il vaccino contro l’HPV non previene il cancro

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.

 

La scienziata specializzata in vaccini Lucija Tomljenović, Ph.D., ha dichiarato a Mary Holland, CEO di Children’s Health Defense, che Gardasil non offre una protezione significativa al di là dei regolari screening per il cancro cervicale e che i suoi rischi «superano nettamente» i benefici. Ha inoltre messo in dubbio le prove che suggeriscono che il vaccino prevenga il cancro cervicale e ha sollevato preoccupazioni sui possibili legami con la POTS, la sindrome da stanchezza cronica e altre patologie.

 

Il vaccino Gardasil non offre una protezione significativa al di là dei regolari screening per il cancro cervicale e i suoi rischi «superano nettamente» i benefici, ha dichiarato questa settimana a Mary Holland, CEO di Children’s Health Defense (CHD) , la scienziata specializzata in vaccini Lucija Tomljenović, Ph.D. , durante la trasmissione CHD.TV.

 

Tomljenović ha affermato che Gardasil, l’unico vaccino contro il papillomavirus umano (HPV) attualmente disponibile negli Stati Uniti, non previene il cancro cervicale, ma lo screening di routine per il cancro cervicale previene i decessi.

 

Anche se il vaccino offrisse una certa protezione contro il cancro, ha affermato, non è stato dimostrato che migliori i risultati ottenuti dai programmi di screening.

 

«È solo uno scenario di fantasia», ha detto Tomljenović riguardo all’idea che Gardasil offra benefici reali.

 

Ciononostante, i funzionari sanitari statunitensi continuano a raccomandare la vaccinazione contro l’HPV, nonostante le crescenti revisioni sulla sicurezza che alimentano il dibattito sul vaccino.

 

Merck, l’azienda produttrice di Gardasil, ha recentemente accettato di pagare 50 milioni di dollari per risolvere oltre 200 cause legali relative a presunti danni causati dal vaccino. L’azienda sta inoltre sviluppando un vaccino sperimentale contro l’HPV, progettato per colpire ulteriori ceppi virali ad alto rischio.

 

Tomljenović, che ha prestato servizio come perito nel contenzioso relativo al Gardasil , ha affermato che gli ultimi sviluppi hanno fatto ben poco per risolvere le preoccupazioni di lunga data.

 

«È sempre la solita storia, che viene solo ribadita», ha detto. «Il problema principale del Gardasil è che non è efficace come affermato, né sicuro».

 

Holland ha condiviso le sue preoccupazioni. «Fino all’arrivo sul mercato dei vaccini contro il COVID, il vaccino contro l’HPV era di gran lunga il più pericoloso», ha affermato.

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«Tutta questa propaganda fa semplicemente schifo»

Gardasil agisce su sette dei 14 tipi di HPV classificati ad alto rischio di cancro.

 

Tuttavia, «i dati degli studi clinici, e persino quelli epidemiologici, non dimostrano che prevenga effettivamente il cancro cervicale», ha affermato Tomljenović.

 

Anche se il vaccino offrisse una certa protezione contro il rischio di cancro, «la domanda chiave è: può migliorare quanto già ottenuto con i programmi di screening regolari?», ha chiesto. «La risposta è no».

 

Tomljenović ha indicato diverse ragioni per cui il vaccino non è vantaggioso per le donne che si sottopongono già a screening di routine:

 

  • Copertura limitata : Gardasil non è efficace contro tutti i tipi di HPV ad alto rischio associati al cancro cervicale.
  • Nessun trattamento per la malattia già in atto : il vaccino non può curare un’infezione da HPV già presente, lesioni precancerose o il cancro.
  • Nessuna protezione contro i tumori HPV-negativi : il vaccino non può prevenire i tumori della cervice uterina, dell’ano, del pene o della vulva che non sono correlati all’HPV.
  • Preoccupazioni sull’uso dei contraccettivi : Tomljenović ha citato una ricerca che suggerisce che la vaccinazione contro l’HPV potrebbe aumentare il rischio di cancro cervicale nelle donne che assumono contraccettivi orali a lungo termine.

 

I Pap test di routine rilevano le alterazioni delle cellule cervicali che possono essere monitorate o trattate prima che si trasformino in cancro. Lo screening e le visite ginecologiche regolari hanno contribuito a mantenere bassa la mortalità per cancro cervicale nei paesi sviluppati, ha affermato Tomljenović. Ha citato un tasso di mortalità annuale negli Stati Uniti di circa due decessi ogni 100.000 donne.

 

Tomljenović sostenne che, affinché la vaccinazione eliminasse tali decessi, Gardasil avrebbe dovuto proteggere da tutti i tumori rilevanti, compresi quelli non causati dall’HPV.

 

«Non c’è bisogno di essere uno scienziato con un dottorato di ricerca per capire che tutta questa propaganda è semplicemente disgustosa», ha detto.

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Holland: Merck «aveva i dati» da analizzare, ma «ha scelto di non farlo»

Durante il contenzioso relativo al Gardasil, Tomljenović ha affermato di aver analizzato le segnalazioni di eventi avversi e di aver identificato segnali di sicurezza significativi per patologie quali la sindrome da tachicardia ortostatica posturale (POTS), un disturbo che colpisce il sistema nervoso autonomo, e la sindrome da stanchezza cronica.

 

Ha affermato che gli esperti di farmacovigilanza della Merck, specialisti che monitorano e analizzano i potenziali problemi di sicurezza di farmaci e vaccini, hanno confermato alcuni di questi segnali.

 

«Avevano dei dati che hanno analizzato e che mostravano segnali estremamente significativi di segnalazioni sproporzionate per patologie come la POTS, la sindrome da stanchezza cronica e una serie di altre condizioni», ha affermato Tomljenović. «Ma, sapete, queste cose non vengono rese pubbliche. È solo grazie a questa azione legale che siamo riusciti a ottenere questi dati».

 

Holland ha messo in dubbio che i produttori di vaccini e le agenzie sanitarie abbiano indagato a sufficienza su tali segnali, paragonando la situazione al monitoraggio della sicurezza del vaccino contro il COVID-19.

 

«La loro farmacovigilanza… era discutibile», ha affermato. «Proprio come abbiamo visto durante la pandemia di COVID, avevano a disposizione dati che avrebbero potuto analizzare, ma hanno scelto di non farlo».

 

Tomljenović ha affermato che altri effetti collaterali segnalati associati al Gardasil includono artrite, lupus e altre malattie autoimmuni, sclerosi multipla e problemi ginecologici, tra cui disturbi mestruali e infertilità.

 

«Questi sono anche gli eventi avversi che osserviamo con i vaccini contro il COVID», ha affermato.

 

Ha fatto notare che le persone con COVID lungo possono manifestare sintomi simili alla sindrome da stanchezza cronica e alla POTS. «Quindi, ancora una volta, si tratta di reazioni avverse simili a quelle che osserviamo con Gardasil».

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«Le adolescenti non muoiono di cancro cervicale»

Tomljenović ha criticato l’ordine esecutivo del 10 agosto del presidente Donald Trump che ha rivisto le raccomandazioni federali sui vaccini infantili . Sebbene le modifiche abbiano ridotto il numero di vaccini raccomandati di routine, la vaccinazione contro l’HPV è rimasta nell’elenco.

 

Il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti ha invitato il pubblico a presentare osservazioni sulle raccomandazioni riviste. Tomljenović ha affermato che lei e altri critici hanno presentato obiezioni al mantenimento della vaccinazione contro l’HPV come raccomandazione di routine.

 

«I rischi superano chiaramente i benefici», ha affermato. «Le adolescenti non muoiono di cancro cervicale… Ma ci sono stati diversi casi di adolescenti decedute a seguito della vaccinazione contro l’HPV».

 

Tomljenović ha citato il caso di Christina Tarsell, morta nel 2008 dopo aver ricevuto il vaccino Gardasil. La famiglia di Tarsell ha ricevuto un risarcimento tramite il Programma nazionale di risarcimento per danni da vaccino.

 

Nel frattempo, Merck sta testando un vaccino sperimentale, V540B, progettato per estendere la copertura ad altri tipi di HPV ad alto rischio.

 

Tomljenović ha promesso di continuare a contestare l’uso del vaccino. «Il mio motto è che si perde solo quando ci si arrende», ha affermato. «Io non mi arrendo».

 

Jill Erzen

 

© 15 ottobre, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

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