Pensiero
Il Drago continua. La palude pure.
Quindi, sembra di capire che saremmo al capolinea del governo Draghi. Almeno, del Drago-1.
Il primo ministro è salito due volte al Colle (sentite quanta italica gravitas in quest’espressione!) a rassegnare le dimissioni dinanzi al Presidente della Repubblica.
Il quale le ha respinte, rinviandolo alla Camere mercoledì. Questa cosa delle dimissioni respinte non l’abbiamo mai capita: uno se ne vuole andare perché sente di aver fallito, perché è arrabbiato con i colleghi, perché è malato, per gli affari suoi, ma il padrone ti dice «e invece stai qua e lavori».
Boh. Del resto il lettore accorto sa bene che del figlio di Bernardo Mattarella per motivi legali, non possiamo scrivere più di tanto. Rassegnatevi.
Quindi, la faccenda è questa: al voto non ci vuole andare nessuno, tranne una piccola fronda piddina filo-grilla (Boccia, Orlando) convinta che si si va alle urne al volo il M5S sarebbe costretto ad allearsi al PD, racimolando così gli ultimi rimasugli elettorali a cinque stelle – in ispecie al Sud.
Tutti gli altri, dall’idea di votare fuggono a gambe levate. Salvini frena come può, sa che con l’abbrivio, giocando sul pedale, può riuscire a rimanere al volante della Lega, e ripartire come vuole e con chi vuole tra un po’. Si mormora che stia avvenendo pure l’indicibile: Renzi e Letta si stanno parlando (ricordate quella cerimonia della campanella di quasi dieci anni fa?) perché spingono ambedue per il Draghi-bis. Che è un’ipotesi più che plausibile, che vedremo poco sotto.
Il risultato sarebbe, a quanto ci è dato di capire, l’eliminazione dell’elemento alieno in Parlamento, ossia il M5S con sopra Conte, vero intruso della situazione, che con le sue mosse erratiche ed ottuse non ha davvero nessun senso nell’odierna situazione di concertazione assoluta, quella che dobbiamo chiamare, su suggerimento di Rino Formica, lo Stato-partito.
Nella palude, le creature minori, non adattate all’ecosistema, vengono divorate da chi con l’ambiente palustre ha dimestichezza. Pace.
Liquidato l’avvocato del popolo, che ha un malloppo di seggi senza sapere cosa farci (del resto mica è stato votato, né ha fatto parte del partito), si può andare avanti in tranquillità. La scissione di Giggino di Maio, lapalissianamente, a questo serviva. Ora si va oltre: Conte sarà emarginato e dimenticato, con tutta la schiera di dimenticabili peones vincitori della lotteria Casaleggio che si porta dietro (sempre senza sapere bene perché, né per cosa).
E ora?
Diremo che il Draghi-bis sembra inevitabile: basta alterare un po’ la maggioranza, biodegradare qualche partitino acefalo, aprire un minimo mercato delle vacche e ci siamo.
Draghi incredibilmente nelle comunicazioni di queste ore parla dei rischi per la sua «credibilità personale»: eccerto, la Nazione va allo sfascio, mentre l’Europa abbrucia, e il tizio del Britannia, giustamente, pensa al personal branding.
Ciò ci spiega in chiarezza che non è davvero preoccupato di quel che accadrà. Questo sito, a differenza di tanti altri, dopo la fallita ascesa al Colle del Drago, è rimasto dell’idea che al Quirinale esso è destinato comunque sia al prossimo giro. C’è tempo, tuttavia.
Qualora non dovesse tornare Draghi, le opzioni di cui si vocifera sono Amato (l’immortale, il dottor sottile, l’unico socialista non frantumato da Tangentopoli, premier durante il mercoledì nero 1992 in cui Soros distrusse la lira italiana guadagnandoci miliardi di dollari) oppure Frattini (il giudice del Consiglio di Stato amico degli animali che, correndo anche lui verso il Quirinale, ha ribaltato la sentenza TAR sulla libertà dei medici rispetto alla «tachipirina e vigile attesa» del governo).
Noi aggiungiamo il nome di Colao, il tecnocrate che piace a Mattarella, che lo aveva infilato nella grottesca idea della Task Force pandemica di geni impegnati a salvare l’Italia, che l’ex top manager Vodafone guidava comodamente dalla sua magione londinese. Avrete notato: dopo mesi in cui si era inabissato attirandosi sibili velenosetti (ma questo serve davvero?), ora è riemerso con conferenze stampa fluviali e interviste chilometriche in cui loda tutti i partiti ribadendo però di essere unico al mondo.
Ad ogni modo, niente paura: non cambia nulla. Anzi: se non si va a elezioni qui siamo pure più felici. Perché, lo avrete notato, non c’è un solo partito, un singolo cognome, a cui dare il voto.
No. Non uno – compresa anche e soprattutto la cosiddetta opposizione della Giorgia Melona. Sono tutti, senza eccezione, dei traditori. Sono personaggi che vi hanno imprigionato e impoverito, che vi hanno schiavizzato e canzonato, per mettervi poi – ciliegina sulla torta della decrescita pandemica e post-pandemica – a rischio di annientamento termonucleare.
Così, forse ingenuamente, crediamo che il momento del voto non sia ora: non prima di aver visto organizzare, magari anche solo per tentativo, un qualche soggetto vagamente presentabile, che non sembri il coacervo verminoso e putrescente che vorrebbe farsi votare adesso come «opposizione al sistema». Avete presente: avanzi 5 stelle, dei più rancidi. Partitelli di dilettanti paracattolici stupidamente altezzosi quanto vacui (di pensieri, di voti). Accozzaglie di medici e avvocati youtubari paraculi fino al parossismo. Sindacalisti spaccatutto con il superpotere di diventare rapidamente invisibili, e di fidarsi per ingenuità di chiunque (di senatori, di se stessi). C’è perfino, che circola, forse perfino una trappoletta dell’establishment, che i maligni dicono messo in piedi in funzione carta moschicida da qualche apparato dello Stato profondo italiota.
Sì, avete presente. Lo spettacolo è francamente rivoltante. È invotabile – perfino per chi nel voto non crede.
Quindi, bene così, e non preoccupiamoci – perché la maschera è calata, perché, come raccomanda Sun Tzu nell’Arte della Guerra come condizione per la battaglia, il nemico si è rivelato.
Il disegno oramai, se leggete Renovatio 21, lo conoscete.
Sto pensando che per vederlo riflesso, in queste ore, dobbiamo tornare all’esempio dello Sri Lanka. Un Paese diversissimo, certo, dall’Italia, ma fino ad un certo punto.
Colpisce come la fame, il collasso energetico siano arrivate a Ceylon con politiche distruttrice venute fuori, quelle dell’ONU e del World Economic Forum. Il premier che avevano messo lì da maggio, Weckremesinghe, è un uomo di Davos. Tuttavia, la cosa interessante era che era stato già premier con il governo precedente, quello di Sirisena, prima che tornassero gli avversari, i crudeli fratelli Rajapaksa responsabili dell’eccidio di almeno 20 mila Tamil nel 2009 (crimine contro l’umanità sul quale la Comunità internazionale, Putin compreso, sì, nulla ha avuto da eccepire).
Insomma: era un governo multicolore anche quello di Ceylon. Opposizione e maggioranza assieme, clan nemici da decenni governano insieme. Come in Germania. Come, da qualche mese, anche in Italia – sempre più grottescamente, certo.
Voglia dire: siamo nella fase in cui la politica, con le sue differenze, è sottomessa e resa vestigiale. Contano solo gli ordini mondialisti, da eseguire alla lettera. E il risultato è fame, blackout e violenza a livelli apocalittici.
Avrete capire dove voglio andare a parare: i comandi della Necrocultura globalista hanno camerieri anche in Italia. E anche un capo maggiordomo.
Quindi, il programma va avanti. Sappiamo peraltro che è un programma incentrato sulla nostra stessa distruzione. Ce lo hanno detto in tutti i modi, apertis verbis. Ricordate la storia della «distruzione creativa» promossa dal Gruppo dei 30 guidato da Draghi?
Il ruolino di marcia ora prevede forse un altro po’ di green pass, magari nemmeno per il virus, ma per la siccità, per l’inflazione, per la mancanza di riscaldamento, per la crisi economica totale, per la guerra. Razionamenti, interruzioni di energia elettrica, magari pure un bello shock di guerra diretta: è una mossa cinica e facile, attacchi i russi, che non si fanno pregare per risponderti, ma tanto dell’Ucraina, della guerra, dell’Italia, dell’Europa, non ti frega niente, perché il tuo fine è impaurire e schiavizzare ancora più profondamente la popolazione.
Ecco, distruggeranno ancora di più per introdurre quest’idea del sistema premiale, dove i tuoi diritti, il tuo sostentamento, ti vengono erogati solo se sei allineato e obbedisci. Devasteranno le vostre case, le vostre vite e quelle dei vostri cari, vi sostituiranno per installare la piattaforma che deve contenere la vostra esistenza.
I Draghi servono a questo. E le paludi che li circondano, fatte dei nostri voti marciti, della nostra incapacità di essere rispettati e di cacciare le creature parassite che vi si ingenerano, sono lì per proteggere i grandi rettili terrifici che gli stregoni delle tenebre hanno destinato alla devastazione del nostro villaggio.
Fino a che non si bonificherà, sarà così. Fino a che non emergeranno i cacciatori di draghi, questi continueranno la loro opera.
Sta a noi.
Per questo, chiudiamo con un messaggio di servizio a quanti ci leggono e conoscono la sincerità e la determinazione di queste pagine. Scriveteci, rimaniamo in contatto, seguiteci. Avremo voluto aprire un forum, per scambiare le idee con i lettori, ma non ne abbiamo i mezzi – e temiamo le infiltrazioni di chi poi ci infila porcherie per far saltare tutto in aria. Di nostro, possiamo dirvi, che stiamo tentando di ripristinare gli incontri di persona, le conferenze in giro per l’Italia, come prima del virus cinese.
Questo è per dire che Renovatio 21 non sono solo gli articoli che leggete: è, concretamente la forza, materiale e spirituale, che voi che state leggendo offrirete in questa guerra spaventosa.
Se vi riconoscete in quello che ho scritto qui sopra, significa che siete portatori di qualcosa di preziosissimo: la lucidità. E forse di qualcosa ancora di più introvabile, della sostanza più rara dell’Universo: la volontà.
Dovete capire che questo è un tesoro che in questo momento non dovete sprecare per niente al mondo. Non è nemmeno qualcosa che vi appartiene: probabilmente vi è stato concesso per combattere la battaglia contro le Forze del Male, per il bene dell’umanità assediata dai mostri.
È con la presenza, dei nostri corpi e dei nostri spiriti, che vinceremo.
Di questo dovete essere certi. Perché sta scritto.
Roberto Dal Bosco
Immagine di Pierre-Lagarde via Deviantart pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 3.0 Unported (CC BY-NC-ND 3.0)
Pensiero
Il manifesto di Palantir in sintesi
La società Palantir, da anni al centro di controversie per il peso che avrebbe nell’amministrazione, ha pubblicato online una summa delle idee contenute nel libro del suo CEO Alex Karp smartfono La repubblica tecnologica, uscito alla fine del 2025. Palantir produce un software di sorveglianza e predizione utilizzato dai servizi segreti e dalle forze di polizia non solo americane. I suoi prodotti principali sono Gotham (per intelligence e difesa), Foundry (per il settore commerciale) e AIP (Artificial Intelligence Platform), che collega AI sicura ai dati aziendali.
Nata per supportare operazioni antiterrorismo, oggi è leader nell’AI agentica e nell’automazione operativa, dal fronte militare alle catene di produzione. Con sede principale in Florida, Palantir è quotata in borsa (PLTR) e nel 2026 ha una capitalizzazione di circa 349 miliardi di dollari. La sua forza sta nel trasformare dati complessi in azioni concrete, mantenendo un forte focus sulla sicurezza – in passato è circolata l’idea che il software avesse contribuito ad individuare Bin Laden.
L’azienda è accusata di essere un bastione dell’apparato industriale di sorveglianza e AI in caricamento nello Stato americano e non solo. Alcuni sostengono che vi sia una grande influenza di Palantir sull’amministrazione Trump: Thiel fiancheggiò apertamente Trump nell’elezione presidenziale 2016 (mentre nel 2020, per qualche ragione, non lo fece…) e diede il primo lavoro in Silicon Valley al vicepresidente JD Vance, facendolo operare in un suo fondo venture capital.
Il Karp, nato nel 1967 da padre ebreo e madre afroamericana, è laureato in filosofia a Haverford e con un dottorato in teoria sociale neoclassica all’Università di Francoforte. Si tratta di un background insolito per un CEO della Silicon Valley: studia con il filosofo tedesco dell’ermeneutica Juergen Habermas, critica il gergo ideologico e mescola pensiero europeo con pragmatismo americano.
La sua filosofia, esposta nel libro, è un manifesto nazionalista americano che accusa la Silicon Valley di essersi smarrita inseguendo app frivole e ha dimenticato le sue radici nel complesso militare-industriale. Seguendo in parte il pensiero dello studioso dello «scontro delle civiltà» Samuel Huntigton, Karp sostiene che l’Occidente non prevale per superiorità morale astratta, ma per la capacità di applicare violenza organizzata attraverso la tecnologia. Perciò la produzione di software e l’AI devono tornare a servire l’«hard power» per mantenere la supremazia americana e occidentale contro avversari autoritari.
Per il Karpo il progresso tecnologico non è neutro: deve essere al servizio della nazione, della deterrenza e della sopravvivenza delle società libere. Critica il pacifismo di comodo della Valley e invita a un’alleanza tra Stato e industria tech per un nuovo «secolo americano». Il Karp è noto da anni per il suo essere eccentrico (avrebbe una strana passione per gli occhialini da piscina), diretto e controverso.
Sul principale finanziatore e fondatore di Palantir, Peter Thiel, assurto di recente agli onori delle cronache italiane per la sua conferenza a Roma sull’anticristo, Renovatio 21 ha scritto molto in passato.
In un post su X, l’account ufficiale di Palantir, sostenendo di aver ricevuto molte richieste in merito, pubblica una sintesi delle idee di CEO e quindi dell’azienda.
Because we get asked a lot.
The Technological Republic, in brief.
1. Silicon Valley owes a moral debt to the country that made its rise possible. The engineering elite of Silicon Valley has an affirmative obligation to participate in the defense of the nation.
2. We must rebel…
— Palantir (@PalantirTech) April 18, 2026
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1. La Silicon Valley ha un debito morale nei confronti del Paese che ha reso possibile la sua ascesa. L’élite ingegneristica della Silicon Valley ha l’obbligo di partecipare attivamente alla difesa della nazione.
2. Dobbiamo ribellarci alla tirannia delle app. L’iPhone è forse la nostra più grande, se non la più grande, conquista creativa come civiltà? Questo oggetto ha cambiato le nostre vite, ma ora potrebbe anche limitare e vincolare la nostra percezione del possibile.
3. La posta elettronica gratuita non basta. La decadenza di una cultura o di una civiltà, e in effetti della sua classe dirigente, sarà perdonata solo se quella cultura sarà in grado di garantire crescita economica e sicurezza per la collettività.
4. I limiti del soft power, della sola retorica altisonante, sono stati smascherati. La capacità delle società libere e democratiche di prevalere richiede qualcosa di più del semplice appello morale. Richiede hard power, e l’hard power in questo secolo si baserà sul software.
5. La questione non è se verranno costruite armi basate sull’Intelligenza Artificiale; è chi le costruirà e per quale scopo. I nostri avversari non si fermeranno a indulgere in dibattiti teatrali sui meriti dello sviluppo di tecnologie con applicazioni critiche per la sicurezza nazionale e militare. Andranno avanti.
6. Il servizio nazionale dovrebbe essere un dovere universale. Come società, dovremmo seriamente considerare l’abbandono di un esercito composto interamente da volontari e combattere la prossima guerra solo se tutti ne condividono il rischio e il costo.
7. Se un marine statunitense chiede un fucile migliore, dovremmo costruirglielo; e lo stesso vale per il software. Come Paese, dovremmo essere in grado di continuare un dibattito sull’opportunità di un’azione militare all’estero, rimanendo al contempo fermi nel nostro impegno verso coloro a cui abbiamo chiesto di esporsi al pericolo.
8. I dipendenti pubblici non devono essere i nostri sacerdoti. Qualsiasi azienda che retribuisse i propri dipendenti nello stesso modo in cui il governo federale retribuisce i dipendenti pubblici farebbe fatica a sopravvivere.
9. Dovremmo mostrare molta più clemenza verso coloro che si sono dedicati alla vita pubblica. L’eliminazione di qualsiasi spazio per il perdono – l’abbandono di ogni tolleranza per la complessità e le contraddizioni della psiche umana – potrebbe lasciarci con al potere personaggi di cui ci pentiremo in futuro.
10. La psicologizzazione della politica moderna ci sta sviando. Coloro che cercano nell’arena politica nutrimento per la propria anima e il proprio senso di identità, che si affidano eccessivamente all’espressione della propria vita interiore in persone che forse non incontreranno mai, rimarranno delusi.
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11. La nostra società è diventata troppo ansiosa di accelerare, e spesso si compiace, della caduta dei suoi nemici. La sconfitta di un avversario è un momento di riflessione, non di gioia.
12. L’era atomica sta finendo. Un’era di deterrenza, l’era atomica, sta per concludersi e una nuova era di deterrenza basata sull’Intelligenza Artificiale sta per iniziare.
13. Nessun altro Paese nella storia del mondo ha promosso valori progressisti più di questo. Gli Stati Uniti sono tutt’altro che perfetti. Ma è facile dimenticare quante più opportunità ci siano in questo Paese per coloro che non appartengono all’élite ereditaria rispetto a qualsiasi altra nazione del pianeta.
14. La potenza americana ha reso possibile una pace straordinariamente lunga. Troppi hanno dimenticato, o forse danno per scontato, che per quasi un secolo nel mondo sia prevalsa una qualche forma di pace, senza un conflitto militare tra grandi potenze. Almeno tre generazioni – miliardi di persone, i loro figli e ora i loro nipoti – non hanno mai conosciuto una guerra mondiale.
15. Bisogna annullare l’indebolimento postbellico di Germania e Giappone. Il disarmo della Germania è stata una reazione eccessiva, di cui l’Europa sta ora pagando un prezzo salato. Un impegno simile e altamente teatrale a favore del pacifismo giapponese, se mantenuto, minaccerà di alterare gli equilibri di potere in Asia.
16. Dovremmo applaudire coloro che tentano di costruire laddove il mercato ha fallito. La cultura dominante quasi deride l’interesse di Musk per le grandi narrazioni, come se i miliardari dovessero semplicemente rimanere nel loro ambito di arricchimento personale… Qualsiasi curiosità o interesse genuino per il valore di ciò che ha creato viene sostanzialmente ignorato, o forse si cela sotto un disprezzo appena velato.
17. La Silicon Valley deve svolgere un ruolo nell’affrontare la criminalità violenta. Molti politici negli Stati Uniti hanno sostanzialmente scrollato le spalle di fronte alla criminalità violenta, abbandonando qualsiasi serio tentativo di affrontare il problema o assumendosi qualsiasi rischio con i propri elettori o finanziatori nel proporre soluzioni e sperimentare in quello che dovrebbe essere un disperato tentativo di salvare vite umane.
18. La spietata esposizione della vita privata dei personaggi pubblici allontana troppi talenti dal servizio pubblico. La sfera pubblica – e gli attacchi superficiali e meschini contro coloro che osano fare qualcosa di diverso dall’arricchirsi – è diventata così spietata che la repubblica si ritrova con un nutrito gruppo di figure inefficaci e vuote, la cui ambizione sarebbe perdonabile se al loro interno si celasse un autentico fondamento di valori.
19. La cautela che involontariamente alimentiamo nella vita pubblica è corrosiva. Chi non dice nulla di sbagliato spesso non dice quasi nulla.
20. Bisogna contrastare la pervasiva intolleranza verso la fede religiosa in certi ambienti. L’intolleranza dell’élite verso la fede religiosa è forse uno dei segnali più eloquenti del fatto che il suo progetto politico costituisca un movimento intellettuale meno aperto di quanto molti al suo interno vorrebbero far credere.
21.Alcune culture hanno prodotto progressi fondamentali; altre rimangono disfunzionali e regressive. Tutte le culture sono ormai uguali. Critiche e giudizi di valore sono proibiti. Eppure questo nuovo dogma ignora il fatto che certe culture, e persino alcune sottoculture, abbiano compiuto meraviglie. Altri si sono rivelati mediocri, e peggio ancora, regressivi e dannosi.
22. Dobbiamo resistere alla tentazione superficiale di un pluralismo vuoto e privo di significato. Noi, in America e più in generale in Occidente, negli ultimi cinquant’anni abbiamo resistito alla definizione di culture nazionali in nome dell’inclusività. Ma inclusione in cosa?
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Immagine di World Economic Forum via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 2.0 Generic
Pensiero
La nuova religione civile dell’America è l’israelismo
Why Did Trump Alter The AI Trump-Jesus Image To Have A Luciferian/Ancient Sun God Behind Him?
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Quindi tutto questo in poco più di una settimana. Cosa significa? Perché certamente significa qualcosa. Non si tratta tanto di un paio di meme. Queste sono… Queste sono icone. Questi sono tentativi di inviare una dichiarazione sulla fede. Quale dichiarazione sta inviando il presidente? Beh, non una coerente. Non si tratta di una vera e propria teologia. È derisione. Sta deridendo Gesù. Sta prendendosi gioco del Cristianesimo. La figura centrale della religione viene sollevata. E la sua descrizione di come tutto ciò sia trapelato è di per sé una derisione. Una presa in giro dell’idea di verità. Un giorno dice: «sì, l’ho fatto». Il giorno dopo dice: «no, non l’ho fatto». Entrambe le affermazioni sono state registrate in video. Non si tratta di una bugia, è più di una bugia, è più di una semplice frase. È un attacco, non solo a una serie specifica di fatti. È un attacco all’idea stessa che esistano dei fatti. È un attacco alla verità, apertamente. Nessuno lo nasconde. La cosa è stata in qualche modo accantonata dopo un putiferio online durato qualche ora, con la gente indignata, poi placata, con la scusa di avere altre cose di cui preoccuparsi, e passata oltre. Ma per le persone sincere e religiose, per i cristiani che hanno a cuore Gesù e ciò che è vero e ciò che non lo è, molti si sono rivolti alla Bibbia per cercare di capire cosa stessero guardando, e molti hanno trovato un paio di versetti che sembravano adattarsi a ciò che stavano vedendo. Se sei un cristiano sincero o conosci qualcuno che lo è, forse hai ricevuto questi messaggi, ma li leggeremo comunque per farti sapere come molte persone di fede li interpretavano. Il primo è tratto dalla seconda lettera di Paolo ai Tessalonicesi. Capitolo 2,Un versetto molto noto in cui descrive ciò che accadrà al ritorno di Gesù, e dice che sentirete dire che Gesù sta tornando. Non credete a ciò che sentite. Una serie di cose devono accadere prima che ritorni sulla terra, redima il mondo e la storia finisca. E saprete che sta tornando da questi eventi e tra questi ci sarà la rivolta. La figura che descrive come l’uomo dell’iniquità, a volte descritto come l’anticristo, ma l’uomo dell’iniquità è l’espressione tratta dalla sua seconda lettera ai Tessalonicesi, e dice questo: ci sarà una grande ribellione contro Dio guidata da quell’uomo dell’iniquità. Quest’uomo, cito testualmente, si opporrà e si innalzerà al di sopra di tutto ciò che è chiamato Dio o che è adorato, tanto da insediarsi nel tempio di Dio, proclamandosi Dio. Si atteggerà a Dio. Si farà beffe degli altri dèi e si metterà al loro posto. Questo è tratto dalla seconda lettera ai Tessalonicesi. Ma questo non è il primo passo nella Bibbia, Antico e Nuovo Testamento, in cui viene descritto qualcosa del genere. Varianti di ciò si trovano in numerose profezie di quello che i cristiani chiamano Antico Testamento, comprese quelle contenute nel libro di Daniele. Il profeta Daniele descrive qualcosa di molto simile alla fine della storia, e descrive questo periodo, come spesso accade nei profeti, come una punizione. Una punizione per l’infedeltà e il peccato. Il popolo di Dio viene punito per non aver seguito Dio, e questa punizione, descritta in parte nel capitolo 11 del libro di Daniele, predice la venuta di un re, e stiamo citando, un re che farà ciò che gli piace. Si esalterà e si magnificherà al di sopra di ogni Dio e dirà cose inaudite contro il Dio degli Dei. Avrà successo finché non sarà compiuto il tempo dell’ira. Perché ciò che è stato stabilito deve accadere. È tutto ordinato, in altre parole, preordinato. Non mostrerà alcun riguardo per gli dèi dei suoi antenati, né alcun altro dio, ma si innalzerà al di sopra di tutti. Quindi, per molti cristiani o persone che conoscono bene la Bibbia e ci credono, queste profezie sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento, e ce ne sono altre, sembrano adattarsi a ciò che stavamo osservando.Trump Posts AI Photo With Jesus—Days After He Was Slammed For ‘Blasphemy’https://t.co/1KDCpX1NXo pic.twitter.com/QZTIiik115
— Forbes (@Forbes) April 15, 2026
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Sen. Lindsey Graham:
“To the Pope: you’re a good, holy man. You don’t understand the evil of Iran, you’re miscalculating here. The Catholic Church, God bless it, in the 1930s didn’t really get Hitler. And to the Pope: you really don’t get this regime, the Ayatollah and his… pic.twitter.com/C3guM3N7IF — Open Source Intel (@Osint613) April 14, 2026
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I’ve never seen so much anti-Catholic bigotry from the Right. It’s as if Trump’s screed against the pope has given them all a green light to start attacking the Church and the Vicar of Christ.
Here’s podcaster Patrick Bet David (3 million followers) slandering Catholics and… pic.twitter.com/2FWpLLIZY4 — Christine Niles (@ChristineNiles1) April 15, 2026
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The Holocaust Museum for Holocaust Remembrance Day had young members of the US military light a menorah at the Capitol and declare, “I’m [insert name and title], and I remember.” https://t.co/pkTtiLQWVM pic.twitter.com/XPp4UXe7LL
— Chris Menahan 🇺🇸 (@infolibnews) April 15, 2026
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This has to be seen to be believed.
Hannity facts check the Pope’s anti-war message, says there’s conflict through975 the Bible, like the battle of David versus Goliath. pic.twitter.com/LbsSPF9uzo — Richard Hanania (@RichardHanania) April 17, 2026
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Immigrazione
La violenza immigrata contro le famiglie, il culmine di un processo
In tutta la penisola dilagano gli atti di violenza inenarrabile commessi da immigrati, rapine, stupri, accoltellamenti, uccisioni..la velocità e la foga sono tali da rendere impossibile seguirli tutti.
È un problema militare, come abbiamo scritto già diverse volte, ma ormai esistenziale, di vita. È la vostra stessa esistenza in gioco, in ogni momento della giornata.
Il recente crimine di Massa che ha visto un padre di famiglia soccombere sotto i colpi di una ghenga di giovinastri stranieri e di «seconda generazione» non è che uno dei tanti eventi che vedono papà e famiglie prese di mira all’improvviso e spesso senza motivo da soggetti che nell’attuale contesto anarcotirannico la faranno sempre e comunque franca.
Così, sempre più spesso, nelle grandi città e in quella che abbiamo definito diverse volte «provincia sonnacchiosa»aumentano gli attacchi, violenti e spudorati contro famiglie a passeggio, donne con passeggino, anziani.
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La rapina alle volte è soltanto l’ultimo degli obiettivi, il fine di questi individui è spesso divertirsi della sofferenza altrui, far del male e sancire il proprio dominio, culturale, razziale o di branco sulle persone, sul paese da cui tutto prendono ma che disprezzano, su tutti noi.
Siamo le vittime sacrificali di un sistema che già ci vuole annichilire in ogni momento della nostra esistenza, dal concepimento in avanti con tutti i mezzi possibili.
Tutto ciò non è abbastanza, siamo a rischio di essere umiliati, picchiati, torturati e financo uccisi anche quando siamo a prendere un gelato con i figli o nei momenti di cosiddetto relax. Pensateci, siete sempre le prede di qualcuno o di qualcosa, anche quando volete fuggire da città che di fatto non sono più le vostre.
Per qualcuno non dovete avere pace, in nessun momento della vostra esistenza, dovete essere gli schiavi dello stato e del sistema anarcotirannico che poi sono la stessa cosa.
È un sistema che ha truppe «regolari» per (tar)tassarvi, controllarvi e punirvi aspramente quando vi difendete dalle belve urbane che assalgono voi e i vostri cari, perché, ça va sans dire, quelle medesime belve non sono altro che le truppe «irregolari» dell’anarcotirannia, pronte a farvela pagare amaramente senza regole d’ingaggio se sgarrate, ossia se solo osate uscire di casa o passare per i loro parchi e le loro strade.
Sono truppe votate al male più completo, non arretrano davanti a nulla, non hanno remore di sorta nel commettere le violenze più efferate e sembrano non avere un’anima, sempre che l’anima non l’abbiano ceduta a potenze nemiche da sempre del genere umano.
Pensate alle implicazioni incredibili di tutto ciò per l’esistenza vostra e dei vostri figli e giudicate voi se non sia arrivato finalmente il momento di dire basta.
Victor García
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