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Vaccini

Ogni vaccino diverrà un vaccino mRNA

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La pandemia è un cambiamento di paradigma: per l’economia, per la società, per la politica, per l’antropologia umana.

 

Tuttavia, uno shift consistente di cui poco si parla è quello tecnologico. Il COVID, per esempio, crea ancor di più l’urgenza del 5G, perché bisogna contemplare l’idea del telelavoro, e perché la connettività è fondamentale in un mondo dove siamo tutti «chippati»: al momento non con sottocute, ma sicuramente nel telefonino, laddove corre il lasciapassare che vi permette di vivere e un domani di riporvi i vostri «euro digitali».

 

Tuttavia, il salto di paradigma più immediato ed inevitabile lo subirà la tecnologia più interessata dal virus: la tecnologia vaccinale.

 

Il salto di paradigma più immediato ed inevitabile lo subirà la tecnologia più interessata dal virus: la tecnologia vaccinale

Le antiche modalità vaccinali – vaccini a virus intero, morto o attenuato, etc – verranno giocoforza spazzate via dal successo del siero mRNA. Pur non avendo riscontri scientifici, esso è stato incredibilmente accettato non solo dalla comunità scientifica, dalla classe medica, e dagli enti regolatori sanitari, ma anche dai politici e dalla maggioranza della popolazione mondiale.

 

Non vi è dubbio quindi che l’mRNA sia la tecnologia del futuro. Pensarne male non si può: significherebbe mettere in dubbio la bontà dell’intera impresa vaccinale 2020-2021. Significherebbe impiantare nella mente di centinaia di milioni di persone il seme del dubbio /e se facesse male? E se mi fossi iniettato una bomba biologica a orologeria). Vorrebbe dire aprire ad una dissonanza cognitiva che la società, forse, non sarebbe in grado di reggere a lungo.

 

Quindi, ogni vaccino diverrà un vaccino a mRNA. Pratico, sicuro, economico: velocissimo da produrre, perché alla fine si basa su una formula bioinformatica, una concezione computazionale della vita per cui il DNA è il nostro codice, il nostro software – basta agire su quello, secondo le linee fornite dalla macchina per ottenere la guarigione.

Pur non avendo riscontri scientifici, l’mRNA è stato incredibilmente accettato non solo dalla comunità scientifica, dalla classe medica, e dagli enti regolatori sanitari, ma anche dai politici e dalla maggioranza della popolazione mondiale

 

Il «vaccino» mRNA è astuto, ci hanno detto:  trasforma il tuo stesso corpo in una fabbrica di vaccini, perché induce una specie di reazione autoimmune per cui gli anticorpi si addestrano ad attaccare il patogeno attaccando prima le tue cellule geneticamente modificate per sembrare, appunto, dei patogeni. (Questo concetto, notiamo, ha sconvolto meno persone di quanto immaginassimo un anno fa)

 

Così ecco che il New York Times, la massima testata mondiale, ha cominciato la sua campagna contro il «deadly toll of influenza», il tributo mortale dell’influenza.

 

È il caso quindi, di aggiornare la vecchia tecnologia e la vecchia propaganda sul cosiddetto flu shot, l’immancabile siringata che gli americani (e, da qualche anno sempre maggiormente, gli italiani) si beccano quando arriva l’autunno.

Vi sono già due aziende alla caccia dell’antinfluenzale mRNA: Moderna e Sanofi. Hanno iniziato alcuni test questa estate

 

«Un vaccino antinfluenzale va bene solo per una stagione influenzale e la sua efficacia in genere raggiunge tra il 40% e il 60%. In alcuni anni arriva fino al 10%. Ma nei prossimi anni potrebbe emergere una nuova generazione di vaccini antinfluenzali altamente efficaci, basati sulla stessa tecnologia mRNA che ha protetto centinaia di milioni di persone dal COVID-19» gioisce il NYT.

 

Il giornale si lascia andare, finalmente, anche a un po’ di schifo organolettico per il modo in cui preparavano i vecchi vaccini.

 

«Mentre i vaccini antinfluenzali tradizionali vengono coltivati ​​per mesi nelle uova di gallina, i vaccini a mRNA vengono prodotti da zero in tempi relativamente brevi. In teoria, la loro produzione più rapida potrebbe renderli più adatti ai ceppi influenzali di ogni stagione. E quando vengono iniettati nelle persone, possono provocare una risposta immunitaria più forte rispetto ai tradizionali vaccini antinfluenzali» assicura il quotidiano neo-eboracense. Il quale non ha nessuna prova di quello che dice – nessuno studio, nemmeno certezze a lungo termine sul vaccino mRNA COVID – ma per qualche ragione lo scrive lo stesso.

 

Vi sono già due aziende alla caccia dell’antinfluenzale mRNA: Moderna e Sanofi. Hanno iniziato alcuni test questa estate. Pfizer-BioNtech ha iniziato gli esperimenti il mese scorso. Vi sarebbe anche un outsider, l’inglese Seqirus, che testerà il suo prodotto anti-flu a base di mRNA il prossimo anno.

L’mRNA, insomma, è una tecnologia simil-onnipotente. La qualcosa, da un punto di vista della potenza di alterazione genetica, potrebbe perfino essere vera

 

Degli esperimenti, tuttavia, abbiamo imparato a non curarci più di tanto. Perché, siamo edotti, «più avanti, la tecnologia dell’mRNA può essere adattata per produrre vaccini che funzionano per anni contro un’ampia gamma di ceppi di influenza».

 

L’mRNA, insomma, è una tecnologia simil-onnipotente. La qualcosa, da un punto di vista della potenza di alterazione genetica, potrebbe perfino essere vera.

 

Un bruco e la farfalla in cui incredibilmente esso si trasforma, hanno lo stesso DNA. Ciò che differisce geneticamente nella fantastica metamorfosi, è l’mRNA. Esso con maggior probabilità «traduce» le proteine ​​che formano le ali nella fase farfalla rispetto a quella del bruco.

 

È idiota pensare che, dopo la gloriosa vittoria sul COVID e la conquista del regno limitrofo del vaccino influenzale, la tecnologia mRNA non verrà impiegata per ogni altra malattia per cui esiste la prevenzione vaccinale

Con l’mRNA  «fondamentalmente puoi fare qualsiasi cosa … è come un programma del computer». Lo aveva notato l’uomo più ricco del mondo, il geniale Elon Musk.

 

Tuttavia non possiamo non ricordare  le parole del presidente brasiliano Jair Messias Bolsonaro, quando attaccò la mancanza di responsabilità  per le reazioni avverse prevista nel contratto del vaccino Pfizer: «E se il vaccino ti trasforma in un caimano jacaré? Il problema è tuo». Potrebbe aver avuto più ragione di quanto credesse lui stesso…

 

Ma torniamo alla nuova tecno-politica vaccinale.

 

È idiota pensare che, dopo la gloriosa vittoria sul COVID e la conquista del regno limitrofo del vaccino influenzale, la tecnologia mRNA non verrà impiegata per ogni altra malattia per cui esiste la prevenzione vaccinale: morbillo, pertosse, parotite, varicella… tutti vaccini sostituibili con il nuovo ritrovato genetico. Qui, capirete, pensare di tenere l’mRNA lontano dalla popolazione pediatrica diverrà totalmente impossibile.

 

La riscrittura biomolecolare della vita è un metodo che apre alla possibilità di curare, in realtà, praticamente tutto

Così come è stupido non pensare che si fermeranno alle malattie per cui c’è un vaccino.

 

La riscrittura biomolecolare della vita è un metodo che apre alla possibilità di curare, in realtà, praticamente tutto. Come riportato da Renovatio 21, Moderna (che, ricordiamo, sta per «Mode RNA») da qualche mese ha iniziato la sperimentazione umana del vaccino mRNA per l’AIDS.

 

La modifica genetica, e non poteva essere altrimenti, porta l’uomo verso la tracotanza assoluta, l’idea di curare ogni malattia al mondo. Non si tratta di un desiderio inespresso: Mark Zuckerberg e sua moglie hanno fatto sapere nel 2016 di voler investire 3 miliardi di dollari per curare «tutte le malattie del mondo».

 

Quindi, preparatevi. Ma quale terza, quarta, quinta dose, dose semestrale, dose annuale. L’mRNA vi verrà iniettato ininterrottamente – e sarete obbligati, come lo saranno i vostri figli. Nella tabella calendariale di immunizzazione del CDC, possiamo contare qualcosa come 38 dosi di vaccino. E parliamo solo delle solite malattie (epatite v, HPV, Meningococco, tetano, polio, pertosse difterite, rosolia, varicella, morbillo, etc.) per cui i vaccini ora esistono. Vaccini che, rispetto a quello sche stiamo vedendo, non necessitano di richiamo del vaccino mRNA COVID.

 

Preparatevi. Ma quale terza, quarta, quinta dose, dose semestrale, dose annuale. L’mRNA vi verrà iniettato ininterrottamente – e sarete obbligati, come lo saranno i vostri figli

A testa, quanto mRNA alieno ci toccherà in sorte? Quanto ne vogliono inserire nei nostri corpi, volenti o nolenti?

 

Ricordiamo cosa disse a inizio anno un Nobel riguardo al vaccino mRNA:

 

«Si rischia di avere degli effetti assolutamente non prevedibili… Per esempio dei tumori… degli organi che si mettono a proliferare… stiamo giocando all’apprendista stregone, in maniera totali» aveva dichiarato Luc Montagnier.

 

Apprendisti stregoni, sì. Era anche il titolo di uno dei primi libri che descriveva il lavoro degli scienziati che lavorarono alla bomba atomica. Un rischio altrettanto elevato. Un’arma altrettanto pericolosa, che apriva alla prospettiva della morte massiva, dell’olocausto globale indotto dall’unione della follia degli scienziati con quella dei politici.

 

Qui, a differenza del nucleare, la bomba forse è già bella che esplosa, e non solo su due città giapponesi, ma su tutta l’umanità.

 

Il maleficio potrebbe già essere scappato dal controllo degli improvvidi maghi. Il veleno uscito dal pentolone della scienza genetica si è già riversato sul mondo. E non ha ancora finito lo sversamento della sua pozione diabolica.

 

 

Roberto Dal Bosco

 

 

 

 

 

Reazioni avverse

Uno studio britannico sui bambini mostra che l’infiammazione cardiaca si sviluppa dopo la vaccinazione COVID, non l’infezione

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Un nuovo studio medico condotto da ricercatori dell’Università di Oxford mostra che le malattie cardiache miocardite e pericardite si verificano solo dopo la vaccinazione COVID-19, non dopo l’infezione, nei bambini e negli adolescenti.

 

Lo studio, che è stato pubblicato nella sua versione preprint (cioè prima della peer review, la revisione paritaria), ha confrontato i dati medici di oltre un milione di bambini vaccinati e non vaccinati dai 5 agli 11 anni e degli adolescenti dai 12 ai 15 anni in Inghilterra. La salute dei bambini e degli adolescenti non vaccinati è stata confrontata con quella di coloro che hanno ricevuto una e due dosi di vaccino COVID-19.

 

Secondo lo studio, «sebbene rari, tutti gli eventi di miocardite e pericardite durante il periodo di studio si sono verificati in individui vaccinati», mentre nessun decesso ha provocato bambini o adolescenti per miocardite o pericardite.

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Lo studio inoltre afferma che «il ricovero ospedaliero correlato al COVID-19 e la frequenza in terapia intensiva erano rari sia negli adolescenti che nei bambini e non si sono verificati decessi correlati al COVID-19».

 

Analizzando i dati forniti dal National Health Service (NHS), il database inglese OpenSAFELY-TPP, che comprende il 40% dei fornitori di cure primarie inglesi, i ricercatori hanno abbinato adolescenti e bambini vaccinati e non vaccinati con background rilevanti simili – età, sesso, posizione – tracciando un grafico di 20 settimane per il confronto di elementi quali test positivi per COVID-19, ricoveri, terapia intensiva, eventi avversi e ricoveri non-COVID.

 

L’analisi ha mostrato che miocardite e pericardite si sono verificate solo nei bambini e negli adolescenti vaccinati, con un’incidenza maggiore di entrambe negli adolescenti piuttosto che nei bambini.

 

Su oltre 839.000 bambini e adolescenti vaccinati esaminati nello studio, sono stati riscontrati 15 casi di pericardite e tre casi di miocardite. Tutti i casi di miocardite e 12 dei 15 casi di pericardite si sono verificati tra gli adolescenti.

 

Tra i casi di pericardite, tutti tranne tre si sono verificati dopo la prima dose di vaccino COVID, con più della metà degli adolescenti con pericardite e miocardite ricoverati in ospedale o portati al pronto soccorso.

 

Lo studio ha inoltre indicato che non vi era alcuna differenza significativa nella gravità dell’infezione da COVID-19 tra i bambini vaccinati e quelli non vaccinati.

 

Nei commenti al nuovo studio raccolti dalla testata statunitense Epoch Times, il cardiologo texano dottor Peter McCullough avrebbe affermato che si tratta di «uno dei tanti che dimostrano che la vaccinazione contro il COVID-19 non è necessaria dal punto di vista medico per i bambini, dato il tasso di infezione inferiore all’1%, e che un’eccessiva vaccinazione i test per il COVID-19 sono uno spreco di risorse».

 

Il dottor McCullough, che uno dei cardiologi più pubblicati al mondo, ha anche affermato che «il fatto che la vaccinazione contro il COVID-19 possa portare a effetti collaterali come miocardite e pericardite significa che può potenzialmente provocare un arresto cardiaco fatale in una frazione di vittime, che non può essere previsto in anticipo».

 

«Un insieme significativo di prove collega rischi significativi ai vaccini COVID, che sono stati sviluppati e rivisti in una frazione del tempo che i vaccini normalmente impiegano nell’ambito dell’iniziativa Operation Warp Speed ​​dell’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump» scrive LifeSite. Tra questi rischi, il Vaccine Adverse Event Reporting System (VAERS) federale degli Stati Uniti riporta 37.382 decessi, 215.734 ricoveri ospedalieri, 21.616 attacchi di cuore e 28.299 casi di miocardite e pericardite al 29 marzo, tra altri disturbi.

 

I ricercatori dell’ente di controllo epidemico americano CDC hanno riconosciuto un «alto tasso di verifica delle segnalazioni di miocardite al VAERS dopo la vaccinazione COVID-19 basata su mRNA», portando alla conclusione che «è più probabile una sottosegnalazione» che una sovra-segnalazione.

 

Un’analisi su 99 milioni di persone in otto Paesi pubblicata a febbraio sulla rivista Vaccine – la più ampia analisi fino ad oggi – «ha osservato rischi significativamente più elevati di miocardite in seguito alla prima, seconda e terza dose» di vaccini COVID basati su mRNA, nonché segni di aumento del rischio di «pericardite, sindrome di Guillain-Barré e trombosi del seno venoso cerebrale» e altri «potenziali segnali di sicurezza che richiedono ulteriori indagini».

 

Ad aprile, il CDC è stato costretto a rilasciare per ordine del tribunale 780.000 segnalazioni di gravi reazioni avverse precedentemente non divulgate.

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Come riportato da Renovatio 21, la consapevolezza del ruolo del vaccino nella possibile manifestazione di questa malattia cardiaca, specie nei giovaniè diffusa presso praticamente tutte le istituzioni sanitarie dei Paesi del mondo.

 

Disturbo fino a poco fa abbastanza raro, abbiamo visto incredibili tentativi di normalizzare la miocardite infantile con spot a cartoni animati.

 

Alcuni casi suggeriscono che, anche anni dopo, persone affette da miocardite post-vaccinale non sono ancora guarite.

 

Come riportato da Renovatio 21, la miocardite nello sport è oramai un fenomeno impossibile da ignorare.

 

L’anno scorso il dottor McCullough aveva dichiarato che «l’ipervaccinazione» dei bambini potrebbe essere la causa dell’aumento dell’autismo e del transgenderismo.

 

«Sappiamo che c’è stata un’accelerazione del programma vaccinale senza attenzione alla sicurezza dei prodotti combinati», ha spiegato fornendo numerosi rapporti come fonte delle sue affermazioni. «E ora abbiamo dati molto buoni da uno studio che dimostra che una volta che siamo arrivati ​​a più vaccini in combinazione, i tassi di autismo hanno cominciato ad aumentare negli Stati Uniti».

 

Per quanto riguarda il fenomeno LGBT, con l’aumento esponenziale dei tassi di autismo, rimane rilevante il fatto che alte percentuali di individui «che si sottopongono a un intervento chirurgico transgender tendono ad avere autismo», il che è supportato da molteplici studi.

 

Quindi, in sintesi, «abbiamo una doppia epidemia di autismo e di transgenderismo correlato. La stragrande maggioranza dei bambini che offrono volontariamente il proprio corpo per cambiare genere soffrono di autismo o di disturbi dello spettro autistico. Bisogna rendersi conto che vengono predati e indottrinati», ha concluso.

 

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Cina

Il Pentagono ha condotto una campagna segreta di disinformazione contro il vaccino COVID cinese

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L’esercito americano ha organizzato una campagna sotto copertura sui social media al culmine della pandemia per diffamare il vaccino COVID cinese. Lo riporta Reuters.   La campagna del Pentagono per denigrare il vaccino cinese si è svolta tra la primavera del 2020 e la metà del 2021, concentrandosi sulle Filippine prima di diffondersi in altre parti dell’Asia e del Medio Oriente, ha affermato l’agenzia in un articolo venerdì.   L’operazione di disinformazione sarebbe stata basata su falsi account di social media che impersonificavano utenti filippini per diffondere affermazioni secondo cui il vaccino cinese Sinovac, così come i kit di test e le mascherine prodotte dal Paese, erano di scarsa qualità.   Sinovac, che ha iniziato ad essere lanciato nel marzo 2021, è diventato il primo vaccino disponibile per le Filippine durante la pandemia.

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«Il COVID è arrivato dalla Cina e anche il VACCINO è arrivato dalla Cina, non fidatevi della Cina!» un tipico post della campagna incentrata sullo slogan #ChinaAngVirus (La Cina è il virus), letto secondo Reuters. Un altro post comunemente riscontrato affermava: «Dalla Cina – DPI, maschera facciale, vaccino: FALSO. Ma il coronavirus è reale».   Inoltre, il Pentagono ha cercato di far capire agli utenti musulmani in Asia e nel Medio Oriente che, poiché i vaccini a volte contengono gelatina di maiale, il vaccino cinese dovrebbe essere vietato dalla legge islamica, si legge nel rapporto.   Come riportato da Renovatio 21, a quel tempo le Filippine erano sotto il tallone dell’obbligo pandemico imposto da Rodrigo Duterte, che minacciò il carcere per chiunque rifiutasse il siero.   Reuters ha affermato che la sua indagine ha trovato almeno 300 account su Twitter che corrispondevano alle descrizioni fornite dagli ex ufficiali militari statunitensi che hanno raccontato ai giornalisti della campagna.   L’agenzia ha affermato di aver contattato X in merito agli account e che la piattaforma di proprietà di Elon Musk aveva stabilito – sulla base di modelli di attività e dati interni – che i profili in questione facevano parte di una campagna bot coordinata. Gli account sono stati cancellati, ha aggiunto.   Un alto funzionario del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha confermato a Reuters che ha avuto luogo una campagna clandestina sui social media contro Sinovac, ma ha rifiutato di rivelare ulteriori dettagli.   Un portavoce del Pentagono ha detto all’agenzia che l’esercito americano «utilizza una varietà di piattaforme, compresi i social media, per contrastare quegli attacchi di influenza maligna rivolti agli Stati Uniti, ai loro alleati e ai partner». È stata Pechino ad avviare una «campagna di disinformazione per incolpare falsamente gli Stati Uniti per la diffusione del COVID-19», ha affermato.   Il ministero degli Esteri cinese ha sottolineato in una risposta via e-mail che Pechino sostiene da tempo che il governo degli Stati Uniti manipola i social media e diffonde disinformazione.   La Cina comunista era stata colta a raccontare menzogne sul COVID, compresa l’invenzione di sana pianta della figura di un biologo svizzero, le cui dichiarazioni sulla presunta pressione degli Stati Uniti sui ricercatori durante la pandemia erano finite sulla stampa cinese. L’ambasciata svizzera chiese pubblicamente su Twitter di incontrare tale Wilson Edwards, sospettando che si trattasse di fake news. Il biologo elvetico, di fatto, non venne mai trovato.   Ad inizio 2021, i media statali cinesi ripetevano che Alexander Kekulé, direttore dell’Istituto per la ricerca sulla biosicurezza di Halle in Germania, aveva svolto una ricerca che indicava l’Italia, non la Cina, come origine della pandemia. Come riportato dal New York Times, il dottor Kekulé, che ha ripetutamente affermato di ritenere che il virus sia emerso per la prima volta in Cina, è rimasto sorpreso. «Questa è pura propaganda», ha detto in un’intervista al quotidiano americano.   Le autorità cinesi hanno altre volte tentato di rilanciare l’origine della pandemia come extra-cinese dando pubblica eco alle teorie che esso potrebbe essere arrivato con il pesce congelato o la carne importati dal Sud America o perfino con il gelato. Si tratta del temibile gelato gusto Coviddo, di cui Renovatio 21, al tempo, ha scritto in dettaglio.

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Il Sinovac, che si tratta di un vaccino non-mRNA con virus attenuato, fu dichiarato da ricercatori brasiliani come efficace solo al 50,4%. Brasilia, che ne aveva preso in quantità tramite accordi fatti dal governo Bolsonaro che riguardavano anche il 5G, in seguito ne sospese l’uso. In Argentina, Cile e in Perù si parlo del medesimo fiasco. Dubbi sul vaccino cinese emersero anche in Birmania ed Indonesia.   Come riportato da Renovatio 21, il vaccino cinese fu tuttavia lodato da Bill Gates, che si complimentò con Pechino per tutta la sua risposta COVID. La Nord Corea, invece, rifiutò tre milioni di dosi. Alla fine, perfino gli scienziati cinesi ammisero la scarsa efficacia del siero, che tuttavia aveva reso Pechino prima nell’export di un vaccino anti-COVID.   La Cina, pur in assenza di un vero obbligo, ha vaccinato la popolazione dai tre anni in su, arrivando a dichiarare di aver inoculato 3,157 miliardi di dosi.

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Immagine di Governo do Estado de São Paulo via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
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Arte

Bergoglio incontra i comici goscisti, abortisti, omotransessualisti e vaccinari

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Papa Francesco incontrerà comici di spicco, tra cui Stephen Colbert, Whoopi Goldberg e Jimmy Fallon – tutti personaggi pro-aborto, pro-omotransessualismo e pro-vaccino – in un evento a cui parteciperà anche l’attivista LGBT gesuita padre James Martin.

 

Lo scorso sabato, il Vaticano ha annunciato che l’evento si svolgerà nel Palazzo Apostolico il 14 giugno alle 8:30. L’incontro «mira a stabilire un legame tra la Chiesa cattolica e gli artisti comici».

 

Il Vaticano ha sottolineato nel suo annuncio le parole di Francesco tratte da un’intervista televisiva del 2016 con il canale cattolico italiano TV2000. «Il senso dell’umorismo è una grazia che chiedo ogni giorno, e prego quella bella preghiera di San Tommaso Moro: “Dammi, Signore, il senso dell’umorismo”, che io sappia ridere di una battuta… è bella quella preghiera, vero?» aveva detto il sommo pontefice. «È un atteggiamento umano, ma è il più vicino alla grazia di Dio».

 

L’evento è co-organizzato dal Dicastero per la Cultura e l’Istruzione e dal Dicastero per la Comunicazione.

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L’ elenco di 105 comici provenienti da 15 paesi include nomi noti dell’industria dell’intrattenimento statunitense, tra cui Stephen Colbert, Jimmy Fallon, Whoopi Goldberg, Conan O’Brien. Si tratta di nomi molto conosciuti in USA, magari per i loro programmi notturni con talk show e battute, oggi però considerati da una vasta parte della popolazione americana – in ispecie quella che sostiene Trump – come puri propalatori della propaganda di Washington e dei suoi valori corrotti.

 

Soprattutto, molti in America riconoscono che questi «artisti» della comicità oltre ad aver venduto l’anima al Deep State e alla Cultura della Morte sono divenuti di fatto incapaci di far ridere.

 

È previsto che partecipi anche il gesuita filo-omotransessualista padre Martin, precedentemente soprannominato il «cappellano» del volgare e di sinistra «The Colbert Report» di Stephen Colbert ed è stato indicato come «artista» da Vatican News.

 

La maggior parte di questi eminenti comici statunitensi sono noti per essere favorevoli all’aborto e pro-LGBT. Colbert, un sedicente cattolico che spesso vanta della sua partecipazione in parrocchia, fece un giorno un lungo monologo in cui dichiarava, in chiara violazione dell’insegnamento cattolico che il libero aborto non andava toccato in alcun modo.

 

Il Colberto sostiene fortemente il cosiddetto matrimonio omosessuale, ha promosso una serie Netflix che sessualizzava i bambini e prendeva in giro Gesù, scrive LifeSiteNews. Il personaggio ha dato prova anche di un classismo totalmente divorziato dalla realtà: nella sua trasmissione, tra applausi scroscianti registrati e risate fasulle, aveva dichiarato che l’aumento del costo della benzina – un effetto contestato duramente all’amministrazione Biden – non lo toccava, perché lui aveva una macchina elettrica Tesla.

 

Resterà tuttavia negli annali, magari anche come prova al futuro processo di Norimberga 2.0, il balletto pro-vaccino che Colbert allestì per lo show, in cui siringhe giganti ballavano invitando la gente a sottomettersi alla puntura mRNA. Si tratta di una vetta altissima: quando il cringe può trasformarsi in danno biologico di massa.

 

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Anche Whoopi Goldberg, che Francesco ha incontrato nell’ottobre del 2023, promuove l’aborto e l’ideologia LGBT e sostiene che l’uccisione dei bambini nel grembo materno che ritiene «non è menzionata» nei Dieci Comandamenti. La Goldberg, che in passate interviste ha affermato di essere ebrea, ha rivelato che in un precedente incontro con il Santo Padre gli ha proposto di prendere parte ad un seguito di Sister Act. Considerando i passati impegni di Bergoglio con la Disney, potrebbe trattarsi di una proposta che l’argentino ha valutato seriamente.

 

Presente nella ciurma papale anche Chris Rock, stand-up comedian considerato tra i maestri della scena attuale, pur essendo in pista dagli anni Ottanta. In una recente scenetta comica, Chris Rock ha ammesso che l’aborto uccide un bambino, ma ha detto che crede che le donne «dovrebbero avere il diritto di uccidere i bambini». Il Rock, famoso per aver condotto la notte degli Oscar due anni fa ricevendo un enigmatico schiaffo in diretta dall’attore afroamericano Will Smith, apparirebbe nelle liste di Epstein.

 

Il presentatore e comico Jimmy Fallon ha criticato le politiche pro-vita nel suo programma a tarda notte, riempiendo anche lui il programma di sketch pro-vaccino di infinito cringe. Il Fallon, come altri, è arrivato ad ospitare il plenipotenziario pandemico Anthony Fauci per indottrinare il pubblico su restrizioni ed iniezioni geniche sperimentali

 


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Un’altra «artista» statunitense invitata all’evento vaticano è Tig Notaro, una lesbica che ha contratto un matrimonio monosessuato per poi ottenere due gemelli dalla sua «moglie» attraverso la fecondazione in vitro e la maternità surrogata, che la Chiesa cattolica condanna come gravemente immorali. Il Vaticano aveva anche invitato il comico Jim Gaffigan, che si presenta come un fedele cattolico ma ha portato i suoi figli piccoli alla «parata del orgoglio» LGBT di New York nel 2017.

 

Tutto questo alla faccia del falsi «scoop» sulla condanna papale della «frociaggine» (sic) nei seminari. Come si possa credere ad una «svolta» conservatrice contro il dilagare dei gay in curia, mentre il pontefice incontra questi personaggi e soprattutto padre Martin, non riusciamo a comprenderlo.

 

Papa Francesco ha segnalato il suo sostegno a padre Martin in molti modi nonostante la promozione dell’omosessualità da parte di quest’ultimo, più recentemente scrivendo la prefazione all’ultimo libro di Martin. Il papa lo ha anche nominato e riconfermato consulente per le Comunicazioni vaticane e ha incontrato Martin più volte, lodando le sue iniziative pro-LGBT.

 

Padre Martin ha insistito affinché il termine «oggettivamente disordinato» in riferimento all’orientamento omosessuale fosse rimosso dal Catechismo della Chiesa Cattolica e sostituito con «diversamente ordinato». Il gesuita spesso dichiarazioni scandalose sull’omosessualità che violano l’insegnamento cattolico sulla moralità sessuale. Prelati di alto profilo e personalità cattoliche avvertono che Martin sta portando le persone fuori strada e mettendo a rischio le anime incoraggiando l’attività omosessuale e non chiamando le persone alla castità.

 

Come riportato da Renovatio 21, a poche ore dalla pubblicazione della dichiarazione vaticana Fiducia Supplicans, padre Martin aveva benedetto una «coppia» omosessuale nella residenza dei gesuiti a Nuova York.

 

Come riportato da Renovatio 21, nel novembre 2022 Bergoglio aveva dapprima concesso un’udienza privata al Martin, per poi elogiarlo pubblicamente durante l’assemblea plenaria del Dicastero per le comunicazioni vaticane.

 

Un anno fa, il Martin aveva dichiarato in pratica che la dottrina del catechismo sull’omosessualità uccide, in quanto porterebbe taluni alla morte per suicidio. Il papa la scorsa estate gli scrisse una lettera di incoraggiamento: «Vi incoraggio a continuare a lavorare sulla cultura dell’incontro, che accorcia le distanze e ci arricchisce delle nostre differenze, come ha fatto Gesù, che si è fatto vicino a tutti».

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