Vaccini
Bourla dei vaccini e sindrome di Stoccolma
Renovatio 21 pubblica il comunicato con il parere n.16 del Comitato Internazionale per l’Etica della Biomedicina (CIEB).
Tra l’indifferenza dei media mainstream, e conseguentemente di larga parte dell’opinione pubblica, il tempio della religione vaccinale comincia a mostrare segni di rapido declino.
Il 15 ottobre 2022, a distanza di un anno e mezzo dalla notizia diffusa dal New York Times secondo cui la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e l’amministratore delegato della Pfizer Albert Bourla avevano negoziato mediante «chiamate e SMS» una fornitura di 1,8 miliardi di dosi del cosiddetto vaccino anti-COVID (1), e dopo che per mesi il Mediatore europeo aveva cercato invano di fare luce sulla vicenda, l’Ufficio del Procuratore Europeo – responsabile delle indagini e del perseguimento di reati finanziari quali frode e corruzione – ha aperto un’indagine sull’acquisto del predetto vaccino da parte dell’Unione. (2)
Qualche giorno prima, il 10 ottobre, in una audizione resa alla commissione sul COVIDdel Parlamento europeo – cui lo stesso Bourla, pur invitato, aveva ritenuto di non presentarsi (3) – la presidente della sezione Mercati Internazionali Sviluppati della Pfizer, Janine Small, aveva ammesso che l’azienda farmaceutica non ha mai testato la capacità del vaccino da essa prodotto di fermare la trasmissione del virus SARS-CoV-2. (4)
In realtà, che il cosiddetto vaccino anti-COVID avesse natura sperimentale era noto, fin dall’inizio della scellerata campagna vaccinale, a chiunque conoscesse la normativa europea sull’immissione in commercio del vaccino medesimo, normativa chiaramente lesiva di principi generali dello stesso ordinamento dell’Unione – con particolare riferimento al principio di precauzione – inaccettabile dal punto di vista bioetico e oggetto di numerosi pareri del CIEB. (5)
Semmai, colpisce di più che la registrazione delle dichiarazioni rese dalla responsabile dei mercati internazionali della Pfizer al Parlamento europeo sia chiaramente intellegibile in lingua inglese, ma – inspiegabilmente – non lo sia altrettanto nella traduzione italiana, a conferma di quello che ormai sembra essere un piano espressamente preordinato a manipolare e distorcere, in modo strutturale e sistematico, l’opinione pubblica italiana. (6)
Nonostante queste palmari evidenze della mala fede di quanti hanno gestito, a livelli diversi, l’affaire COVID, i cittadini italiani continuano a dimostrare apatia e rassegnazione – talvolta perfino solidarietà e approvazione – nei confronti non solo dei meccanismi e degli strumenti che, posti in essere allo scopo apparente di gestire la cosiddetta emergenza sanitaria, si sono rapidamente tradotti in restrizioni di diritti e libertà fondamentali riconosciuti a livello costituzionale, ma anche di quei soggetti che, occupando posizioni di vertice sul piano politico-gestionale, hanno ideato, promosso o avallato l’adozione di meccanismi e strumenti siffatti.
L’apatia e la rassegnazione degli italiani in queste settimane traspare anche di fronte agli ingiustificabili ritardi nella formazione del nuovo governo da parte della coalizione di partiti vincitrice delle elezioni politiche, ritardi che potrebbero riportare in auge governi «tecnici» in grado non solo di preservare, se del caso, la verginità politica della coalizione vincitrice, ma anche di portare avanti senza soluzione di continuità le politiche di distruzione del tessuto economico, sociale e costituzionale italiano, chiaramente funzionali agli interessi globalisti.
Tale condizione di aperta catatonia sociale appare ancora più grave se si pensa che molti invocano da tempo l’estensione delle restrizioni introdotte in forza del COVID alle più recenti emergenze climatico-energetiche: restrizioni, come noto, fondate sui principi dell’economia comportamentale e finalizzate a imporre logiche di soggiogamento ispirate al modello di credito sociale già consolidato in altri Paesi, come la Cina.
In proposito possono citarsi le dichiarazioni da cui traspare in modo evidente la natura strumentale della crisi energetica e della connessa crisi strategico-militare rispetto ai controversi obiettivi della cosiddetta transizione ecologica.
È questo il caso delle dichiarazioni che definiscono la guerra in Ucraina una «benedizione» per la transizione suddetta (7), di quelle che invocano la crescita dei prezzi energetici «per raggiungere i nostri (sic!) obiettivi di lungo termine nella transizione climatica» (8) e di quelle che auspicano la «militarizzazione» della società per fronteggiare la stessa crisi energetica (9), dichiarazioni tutte funzionali all’imposizione neo-paternalistica di presunti comportamenti virtuosi in grado di spingere più o meno gentilmente le masse verso obiettivi preordinati dalle élite finanziarie, tecnologiche e industriali.
In questo contesto viene replicato, anche sul piano comunicativo, il modello sperimentato con il COVID e vengono presentati come inevitabili – secondo l’abietta logica del «whatever it takes» – quegli effetti collaterali consistenti nella distruzione sistematica del tessuto produttivo nazionale, nell’eliminazione mirata delle piccole e medie imprese, nel collasso generalizzato dei lavoratori autonomi e nello scivolamento verso la soglia di povertà di una porzione sempre più ampia di cittadini.
Sulla base di queste considerazioni, il CIEB:
- Auspica che gli italiani vogliano affrancarsi dalla sindrome di Stoccolma che sembra attanagliarli e che spinge una parte cospicua della società civile ad accettare acriticamente, in cambio di un intervallo di apparente normalità tra una emergenza e l’altra, la trasformazione in graziose concessioni governative di ciò che fino a poco tempo fa costituiva il nucleo essenziale e inalienabile di diritti e libertà fondamentali;
- Richiama l’attenzione sul fatto che i prossimi stati di emergenza climatica, ambientale, energetica e strategico-militare, orchestrati dalle élite sopra richiamate e finora gestiti da governi «tecnici», apriranno la strada a situazioni di conflittualità sociale e a rischi per la sicurezza e la democrazia maggiori e più pervasivi di quelli ingegnerizzati per ottenere una popolazione assuefatta e docile – il vero «effetto gregge» – durante la cosiddetta pandemia.
CIEB
17 ottobre 2022
NOTE
2) Cfr. https://europa.today.it/attualita/procura-europea-indagine-vaccini-von-der-leyen.html.
3) Cfr. https://europa.today.it/attualita/Bourla-pfizer-assente-parlamento-europeo-von-der-Leyen.html.
4) Cfr. https://www.iltempo.it/esteri/2022/10/11/news/covid-pfizer-janine-small-parlamento-ue-ammette-non-abbiamo-testato-vaccino-fermare-trasmissione-virus-33420706/, nonché https://twitter.com/i/status/1579759795225198593.
5) La normativa in questione è costituita dal regolamento della Commissione europea n. 507/2006 del 29 marzo 2006, relativo all’autorizzazione all’immissione in commercio condizionata dei medicinali per uso umano (in Guue n. L92 del 30 marzo 2006), che si applica espressamente ai «medicinali» rispetto ai quali «non siano stati forniti dati clinici completi in merito alla sicurezza e all’efficacia» (cfr. l’art. 4, n. 1).
6) Cfr. https://www.laverita.info/giallo-audio-distorto-audizione-pfizer-2658452776.html.
8) Cfr. https://www.laverita.info/il-caro-bollette-fa-bene-al-mercato-bankitalia-vorrebbe-un-paese-al-gelo-2658421348.html.
La versione originale del Parere è pubblicata sul sito: www.ecsel.org/cieb
Immagine screenshot da YouTube
Vaccini
I lockdown COVID programmati per ritardare l’immunità naturale fino all’arrivo dei vaccini
Jeffrey Tucker, fondatore del Brownstone Institute e fin dai primi giorni un critico di spicco delle politiche di lockdown per il COVID-19, ha affermato categoricamente che lo scopo delle rigide misure non era proteggere la salute delle persone, bensì ritardare l’insorgenza dell’immunità naturale in modo che il «vaccino» sperimentale, ancora in fase di sviluppo, potesse essere acclamato come la soluzione miracolosa al virus. Lo riporta LifeSite.
La sconvolgente affermazione è stata fatta durante una recente puntata del podcast The Brownstone Show con la collega dottoressa Jessica Rose, mentre discutevano delle rivelazioni emerse dalla pubblicazione del diario del dottor Anthony Fauci.
«Alti funzionari della FDA [l’ente regolatore del farmaco USA, ndr] e del NIH [l’Istituto di Sanità pubblica americano, ndr] mi hanno detto che una delle ragioni principali del distanziamento sociale, dei lockdown, delle mascherine, dei pannelli in plexiglass, degli ordini di rimanere a casa e di tutto il resto era quella di ritardare l’insorgenza dell’immunità naturale, di ritardare l’aumento dei livelli di sieroprevalenza, di ritardare l’endemicità, fino a quando i vaccini non fossero disponibili», ha affermato Tucker, senza far e i nomi dei funzionari federali che hanno rivelato il vero scopo di questi ordini governativi tirannici.
Jeffrey Tucker just revealed that top FDA and NIH quietly admitted the real reason for Covid lockdowns, masking, and social distancing to him.
It sounds like a “wild conspiracy theory.”
But it’s the truth.
The real reason for all of it was to “delay the onset of natural… pic.twitter.com/QPfjvXg2nx
— Brownstone Institute (@brownstoneinst) August 11, 2026
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«Quindi non si trattava solo del fatto che tutte queste… tattiche di ingegneria sociale fossero state ideate per mantenerci in salute. No. Era esattamente il contrario», ha sostenuto il Tucker. «Lo scopo era impedirci di sviluppare una naturale capacità di resistenza al virus, in modo da poter aspettare l’arrivo del vaccino, somministrarlo e sperimentarlo su di noi, per poi prendersi tutto il merito di aver risolto il problema», ha spiegato.
Tucker ha ammesso che la sua dichiarazione suonava come «una folle teoria del complotto, ma era questo che intendevano con “appiattire la curva” (…) “Appiattire la curva” significava prolungare la sofferenza, ritardare la soluzione», ha sottolineato lo studioso.
«Sembra una follia finché non la senti raccontare da persone che erano lì sul campo, nelle agenzie, nelle aziende, e che hanno visto tutto questo svolgersi», ha continuato Tucker, aggiungendo:
«Diverse fonti hanno confermato, senza ombra di dubbio, che il vero scopo della chiusura delle scuole, delle attività commerciali, degli ordini di rimanere a casa, delle restrizioni di viaggio, di tutto quanto, era quello di ritardare il momento in cui avremmo essenzialmente risolto il problema attraverso l’esposizione naturale e il potenziamento del sistema immunitario».
Il Tucker – che, per inciso, è tabarrista e va alla Messa in latino – è fondatore anima del Brownstone Institute.
«Quel trauma ha rivelato un fondamentale malinteso, ancora presente in tutti i paesi del mondo, ovvero la disponibilità, da parte di cittadini e funzionari, a rinunciare alla libertà e ai diritti umani fondamentali in nome della gestione di una crisi sanitaria, che nella maggior parte dei paesi non è stata gestita adeguatamente. Le conseguenze sono state devastanti e rimarranno per sempre nella storia», si legge sul sito web dell’istituto.
La missione del Brownstone Institute è «comprendere quanto accaduto, capirne le ragioni, scoprire e spiegare percorsi alternativi e cercare riforme per impedire che eventi simili si ripetano. I lockdown e le misure restrittive hanno creato un precedente nel mondo moderno; senza un processo di responsabilizzazione, le istituzioni sociali ed economiche saranno nuovamente distrutte».
Renovatio 21 collabora con il Brownstone Institute, con diversi articoli della testata tradotti nel sito del ramo spagnuolo dell’Istituto, e viceversa vari pezzi sia spagnuoli che americani tradotti e pubblicati su queste colonne.
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Vaccini
Il decreto esecutivo di Trump sui vaccini: il parere degli esperti.
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L’ordinanza non modifica immediatamente il calendario vaccinale infantile.
L’ordine esecutivo di Trump invita gli stati ad armonizzare le proprie politiche con uno studio del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti (HHS) che dimostra come l’attuale programma di vaccinazione infantile contro 18 malattie richieda un numero maggiore di vaccinazioni rispetto ad altri paesi ad alto reddito in Europa e Asia. Il decreto esecutivo chiede inoltre agli Stati di valutare la possibilità di aggiornare le proprie leggi sulle vaccinazioni scolastiche per recepire le nuove raccomandazioni e consiglia alle agenzie federali di integrare le nuove linee guida nelle proprie politiche. Brian Hooker, Ph.D., responsabile scientifico del CHD, ha affermato che l’ordinanza «contiene moltissimi passi positivi verso la fine dell’epidemia di malattie croniche negli Stati Uniti», un problema che le amministrazioni precedenti «hanno rimandato per oltre 25 anni». Scrivendo sul suo blog, l’avvocato Rick Jaffe ha affermato che l’ordine esecutivo è«molto importante» se si guarda al «quadro generale», ma il suo impatto potrebbe essere limitato nel breve termine. Jaffe ha dichiarato a The Defender che gli ordini esecutivi «non hanno forza di legge». Sono invece «i governi statali a decidere sull’obbligo vaccinale scolastico». Ciò significa che l’ordine esecutivo ha «un effetto operativo immediato minimo o nullo». L’ordine esecutivo non modifica formalmente il calendario vaccinale infantile raccomandato dai Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC), né i requisiti vaccinali a livello statale e scolastico, ha scritto Jaffe. «Non oggi, non tra novanta giorni e non finché non accadrà qualcos’altro di importante». Jaffe ha scritto che l’obbligo vaccinale nelle scuole rientra nella sfera del «potere di polizia statale» e non può essere annullato da un decreto esecutivo. Ha osservato che gli stati «si sono allontanati dalle raccomandazioni federali di propria iniziativa» sin da quando Trump e il segretario alla Salute statunitense Robert F. Kennedy Jr. si sono insediati lo scorso anno. Nel corso dell’ultimo anno, alcuni stati hanno stabilito i propri calendari vaccinali, in linea con le precedenti raccomandazioni del CDC, e non con le modifiche più recenti introdotte dall’amministrazione Trump. «L’unica cosa che il governo federale può fare è formulare raccomandazioni sulla vaccinazione infantile e controllare i programmi di finanziamento federali come il Programma Vaccini per i Bambini, che fornisce vaccini gratuiti ai fornitori di servizi Medicaid», ha affermato Jaffe.Sostieni Renovatio 21
«Qualsiasi provvedimento emanato tramite decreto presidenziale può essere annullato tramite decreto presidenziale»
Jaffe ha scritto che la maggior parte degli stati non aveva ancora allineato completamente i propri calendari vaccinali infantili o i requisiti di vaccinazione scolastica al calendario raccomandato dai CDC, nemmeno prima delle modifiche introdotte dall’attuale amministrazione, né aveva allineato completamente i propri calendari alle raccomandazioni dell’American Academy of Pediatrics (AAP), che lo scorso anno ha sviluppato un proprio calendario alternativo. «Il divario tra raccomandazione e obbligo è sempre stato più ampio di quanto si pensi», ha scritto Jaffe. «Il programma federale copriva (più o meno) diciotto malattie. La California ne richiede dieci per le scuole. Il Massachusetts ne richiede nove, dalla scuola materna fino al liceo». La dottoressa Meryl Nass, specialista in medicina interna e fondatrice di Door to Freedom, ha scritto su Substack che l’ordine esecutivo di Trump mirava a «modificare sostanzialmente le raccomandazioni del CDC senza passare attraverso il CDC». Tuttavia, ha affermato, «saranno gli Stati a dover apportare i cambiamenti necessari, se si vogliono ottenere dei cambiamenti. In sostanza, tutti gli Stati a maggioranza democratica hanno indicato in passato di non voler seguire le raccomandazioni di Trump o quelle del suo CDC». «Le raccomandazioni politiche contenute nell’ordine esecutivo sono significative, ma 28 stati hanno già indicato che non le seguiranno, preferendo le raccomandazioni sostenute dalle case farmaceutiche tramite l’AAP», ha affermato Holland. Anche gli ordini esecutivi possono essere facilmente annullati. «Qualsiasi provvedimento emanato tramite ordine esecutivo può essere annullato tramite un altro ordine esecutivo», ha affermato Karl Jablonowski, Ph.D., ricercatore senior del CHD. «Se la politica in materia di vaccinazioni rimane politicamente controversa, l’ordine esecutivo sarà sottoposto a una nuova votazione» durante le prossime elezioni presidenziali, ha aggiunto. «I restanti 819 giorni dell’amministrazione Trump non sono molti per fare la ricerca scientifica (che non siamo riusciti a fare per decenni), implementare nuove politiche guidate da tale ricerca scientifica… misurare i risultati delle nuove politiche e comunicare i cambiamenti ai cittadini», ha affermato Jablonowski.Iscriviti al canale Telegram ![]()
Le modifiche al calendario vaccinale del CDC restano bloccate da un’ordinanza del tribunale federale
Anche le modifiche al calendario vaccinale infantile raccomandato dai CDC o alle politiche a livello statale sono state ostacolate da ricorsi giudiziari. L’anno scorso, l’AAP e altre organizzazioni mediche hanno intentato causa contro Kennedy e l’HHS per diverse modifiche alle politiche vaccinali introdotte dall’amministrazione Trump. L’AAP sostiene che tali modifiche, tra cui quelle al calendario vaccinale raccomandato per l’infanzia, siano state apportate illegalmente. A marzo, un giudice federale ha bloccato le modifiche al calendario e sospeso le nomine dei nuovi membri del Comitato consultivo sulle pratiche di immunizzazione (ACIP) nominati tra giugno 2025 e gennaio 2026. L’ACIP fornisce consulenza al CDC in materia di politiche vaccinali e formula raccomandazioni non vincolanti. Il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS) ha presentato ricorso contro la sentenza, ma la sospensione rimane in vigore. L’ACIP non si riunisce da dicembre 2025. Jaffe ha scritto che l’ordine esecutivo di Trump non cambia nulla in relazione alla causa intentata dall’AAP o alla sentenza di marzo. «Un presidente non può annullare un’ingiunzione di un tribunale federale firmando un documento diverso», ha scritto Jaffe. «Non può ordinare ai suoi subordinati di fare ciò che un tribunale ha vietato loro di fare». Secondo Jaffe, ciò significa che le sentenze emesse nel caso AAP rimarranno «legge applicabile a quel caso fino a quando un tribunale superiore non le modificherà».Aiuta Renovatio 21
Un decreto presidenziale obbliga gli stati a riconoscere le esenzioni per motivi religiosi?
Per Jablonowski, «il paladino dell’ordine esecutivo è “l’autorità genitoriale”». L’ordine esecutivo di Trump incarica il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (DOJ) di indagare sugli stati che potrebbero violare i diritti dei genitori e la libertà religiosa, comprese le agevolazioni per le persone con disabilità e le esenzioni religiose e mediche per le vaccinazioni infantili. Jaffe ha dichiarato a The Defender: «Il potere esecutivo federale non ha… il potere di creare un diritto costituzionale federale all’esenzione religiosa dalla vaccinazione. Solo i tribunali possono creare o riconoscere un tale diritto e finora non lo hanno fatto». Ma Nass ha suggerito che il potere dell’ordine esecutivo di imporre cambiamenti basati sui diritti genitoriali e religiosi potrebbe derivare dai finanziamenti federali. Ha affermato che l’ordine potrebbe agire come «una velata minaccia agli stati affinché si conformino» ai desideri dell’amministrazione Trump in materia di politica vaccinale. «Il CDC fornisce ingenti fondi per la sanità pubblica negli stati e, se questi venissero bloccati, avrebbe un impatto enorme«, ha affermato Nass. «Anche altre agenzie federali potrebbero potenzialmente bloccare i finanziamenti per vari progetti, compresi gli aiuti alle scuole». Nass ha anche suggerito che il governo federale «potrebbe citare in giudizio gli stati che non offrono esenzioni religiose o non limitano le esenzioni mediche». Tuttavia, ha messo in dubbio che il neonominato procuratore generale Todd Blanche sarebbe «pronto a investire risorse in questo ambito». Nass ha inoltre sollevato dubbi sulla disponibilità del governo federale a utilizzare altri poteri coercitivi di cui potrebbe disporre. «Il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS) ha un team per i diritti civili, ma non so se abbiano il diritto di contestare legalmente gli stati su questioni come il rifiuto di esenzioni religiose, o se debbano passare attraverso il Dipartimento di Giustizia», ha detto Nass. «Forse il team per i diritti civili dell’HHS potrebbe formulare raccomandazioni su come l’HHS distribuisce i fondi agli stati e quindi fornire una leva per il cambiamento», ha aggiunto. Sul suo blog, Jaffe ha affermato che il potere del governo federale di negare i finanziamenti agli stati che continuano a mantenere politiche vaccinali in contrasto con quelle del governo federale è «inferiore a quanto si pensi», citando l’esempio della California e una recente sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti, National Federation of Independent Business (NFIB) contro Sebelius. «Circa 174 miliardi di dollari all’anno transitano per il bilancio statale della California da Washington, pari a circa il 35% del totale, e circa 119 miliardi di dollari di questi sono destinati a Medi-Cal. Nella sentenza NFIB contro Sebelius, la Corte Suprema ha stabilito… che il governo federale non può tenere in ostaggio l’intero finanziamento Medicaid per costringere uno stato ad adottare un programma diverso da Medicaid».Sostieni Renovatio 21
L’impatto del decreto esecutivo potrebbe farsi sentire «in aula d’esame»
Jaffe ha dichiarato a The Defender che il governo federale non dispone di una chiara autorità legale per obbligare gli stati a riconoscere i diritti religiosi, comprese le esenzioni per motivi religiosi dall’obbligo vaccinale. «La Corte Suprema non ha mai stabilito che il Primo Emendamento richieda un’esenzione religiosa dall’obbligo vaccinale, e nemmeno alcuna corte d’appello federale lo ha fatto», ha affermato Jaffe. «Il Congresso ha inserito un requisito di accomodamento religioso nel Titolo VII per i dipendenti, ma non ne ha mai inserito uno per gli studenti, motivo per cui New York e il Connecticut sono riusciti ad abrogarlo e a superare i ricorsi», ha aggiunto Jaffe. New York e Connecticut sono tra i quattro stati che hanno vietato le esenzioni religiose per gli studenti. Anche la California e il Maine hanno eliminato le esenzioni religiose. In West Virginia, la questione è oggetto di contenziosi e dibattiti politici in corso. Jaffe ha affermato che il governo federale ha molta più libertà di avviare indagini. «La questione più importante è l’autorità investigativa, e questi strumenti sono a disposizione del Dipartimento di Giustizia e dell’ufficio per i diritti civili del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani. Entrambi possono avviare verifiche di conformità senza attendere che qualcuno presenti una denuncia», ha scritto Jaffe. Secondo Jaffe, l’impatto maggiore del decreto esecutivo potrebbe farsi sentire «nella sala d’esame». Ha scritto: «Questo documento federale firmato conferma quanto le famiglie affermano da anni, ovvero che la vaccinazione contro l’influenza e il COVID è una decisione clinica condivisa e che distanziare le vaccinazioni in visite separate è una scelta legittima, non un difetto». «Questo è un aspetto importante in una conversazione con un pediatra, e lo è ancora di più se un rifiuto dovesse sfociare in una segnalazione per negligenza medica o in una controversia per l’affidamento dei figli».Aiuta Renovatio 21
«La libertà medica è ormai un tema centrale per il Partito Repubblicano»
Per Michael Kane, direttore del settore advocacy di CHD, l’ordine esecutivo è significativo in quanto è stato firmato nel periodo precedente alle elezioni di medio termine del Congresso di quest’anno. «L’aspetto più rilevante di questo ordine esecutivo è che è stato firmato di lunedì, nel pieno della campagna elettorale», ha affermato Kane. «Ciò significa che la questione dei vaccini ha ricevuto il via libera dal Partito Repubblicano, che la considera un tema a proprio vantaggio nelle elezioni di medio termine. Stiamo assistendo a una dimostrazione di come la libertà di scelta in ambito medico sia diventata una priorità per i Repubblicani». L’ordine esecutivo concede a Kennedy e al Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS) 90 giorni per presentare a Trump i piani relativi alle tempistiche e alla sequenza di somministrazione dei vaccini, all’analisi dei rischi e dei benefici e al miglioramento del monitoraggio della sicurezza. «Tra novanta giorni, lunedì, saremo all’inizio di novembre», ha scritto Jaffe, proprio prima delle elezioni di metà mandato. Michael Nevradakis Ph.D. © 11 agosto 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD. Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
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Trump chiede una riduzione delle vaccinazioni infantili in un nuovo ordine esecutivo
Il presidente Donald Trump ha firmato lunedì un ordine esecutivo che riduce in misura significativa il numero di vaccini raccomandati per l’infanzia e consiglia di distribuire ulteriormente le iniezioni in più visite mediche.
«Le stiamo riducendo», ha dichiarato Trump dallo Studio Ovale, secondo quanto riportato dalla CNN. «Non si tratta solo di somministrare meno vaccini, o iniezioni, come si dice, ma di effettuarli in una serie di visite mediche».
Il decreto esecutivo, intitolato «Raccomandazioni di eccellenza per i vaccini infantili per gli americani», riduce da 18 a 11 il numero di malattie per le quali i vaccini sono raccomandati di routine per i bambini.
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Trump ha osservato che in alcuni casi, se i bambini ricevessero tutte le dosi possibili di un vaccino secondo il calendario vaccinale, comprese le dosi di richiamo, potrebbero essere somministrate fino a 72 iniezioni ai bambini dalla nascita fino ai 18 anni.
In particolare, il governo non raccomanda più le vaccinazioni contro l’epatite B, il COVID-19 e l’influenza per tutti i bambini piccoli. Queste iniezioni, insieme ad alcune altre, tra cui quelle contro il virus respiratorio sinciziale (RSV), la meningite meningococcica e la dengue, sono ora raccomandate solo per i bambini considerati «ad alto rischio».
L’ordinanza prevede inoltre che il vaccino MMR venga somministrato in tre dosi separate (morbillo, parotite e rosolia) anziché in un’unica iniezione.
Il Segretario della Salute e dei Servizi Umani (HHS), Robert F. Kennedy Jr., aveva già segnalato in passato un possibile legame tra il vaccino MMR e l’autismo.
«Nel 2002, il CDC ha condotto uno studio interno sui bambini della contea di Fulton, in Georgia, confrontando i bambini che avevano ricevuto il vaccino MMR nei tempi previsti con quelli che lo avevano ricevuto in seguito. I dati di quello studio hanno dimostrato che i ragazzi afroamericani che avevano ricevuto il vaccino nei tempi previsti avevano una probabilità del 260% maggiore di ricevere una diagnosi di autismo rispetto ai bambini che avevano aspettato», ha spiegato Kennedy.
«Il principale scienziato responsabile di quello studio, il dottor William Thompson, esperto senior di sicurezza dei vaccini presso i CDC, ricevette l’ordine dal suo superiore, Frank DeStefano, a capo della Divisione per la Sicurezza delle Vaccinazioni, di riunirsi in una stanza con altri quattro coautori per distruggere quei dati», ha affermato Kennedy.
Questa storia è stata rivelata da Thompson, che ha intenzionalmente omesso i dati dello studio del 2004 che mostravano la correlazione tra il vaccino MMR e l’autismo nei bambini di colore.
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Le nuove raccomandazioni suggeriscono inoltre che, «nella misura massima possibile, tutte le vaccinazioni infantili dovrebbero essere somministrate in visite mediche separate».
L’ordinanza richiede ulteriori piani per contribuire a garantire la sicurezza dei vaccini, tra cui piani per «sviluppare ulteriori adiuvanti alternativi all’alluminio», che è dannoso per l’organismo, e per «condurre studi comparativi sulla sicurezza e l’efficacia»; nonché per «garantire una valutazione continua del profilo rischio/beneficio di tutti i vaccini infantili» e per «migliorare il monitoraggio, la trasparenza e la ricerca sulla sicurezza dei vaccini».
Le raccomandazioni impongono inoltre ai dipartimenti federali di garantire che gli stati e le città rispettino i loro «obblighi di fornire esenzioni per motivi religiosi e medici dai requisiti di vaccinazione per l’infanzia e l’adolescenza».
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
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