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«Ecco come arricchirò il mio Paese entro il 2025». Il World Economic Forum fa sparire un articolo del premier singalese

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Presso il sito del World Economic Forum non è più raggiungibile un articolo vergato nell’agosto 2018 intitolato «Premier dello Sri Lanka: Ecco come arricchirò il mio paese entro il 2025».

 

L’articolo è firmato da Ranil Wickremesinghe, che era primo ministro allora e lo è tornato a maggio 2022.

 

Potete provare a cercarlo e ad accedervi, vi verrà detto che la pagina non c’è: «Sorry, but we can’t find the page you were looking for»

 

Il contenuto dell’articolo è tuttavia leggibile ancora – chissà fino a quando – grazie alla memoria cache del motore di ricerca.

 

È davvero curioso che 4 anni fa si parlasse di un progetto per arricchire il Paese che, invece, si è ritrovato nella miseria più cupa, travolta dai blackout, dalla fame e dai debiti con la Cina.

 

Nell’articolo si discuteva una politica economica chiamata (forse copiando il principe saudita Mohammed bin Salman) Vision 2025. Si accennava a «progetti di irrigazione tra cui la diga Moragahakanda-Kaluganga, per generare energia verde e fornire risorse idriche per la produzione agricola». Qualcosa, certamente, deve essere andato storto. Che sia questo il motivo della sparizione della pagina?

 

Come riportato da Renovatio 21, il premier Wickremesinghe, assieme al presidente Gotabaya Rajapaksa, sono ora dimissionari e forse fuggiti, e le loro residenze sono state date alle fiamme dalla folla inferocita dopo mesi di crisi energetica e soprattutto alimentare, causata anche dall’implementazione di politiche agricole «ecologiche».

 

Il Wickremesinghe è considerato un Agenda Contributor del World Economic Forum di Davos, che ha frequentato con generosità dall’anno 2016.

 

 

I media di Colombo, all’epoca, fecero le prime pagine sulla storia della prima volta di un premier cingalese che accetta l’invito del WEF a Davos.

 

Un articolo del 2016 fa grande menzione di tale Asanga Abeyagoonasekera, figlio di un parlamentare assassinato da una terrorista suicida delle Tigri Tamil nel 1994, pensatore influente in politica estera, che risulta «fortemente coinvolto nel World Economic Forum» come «Young Global Leader dal 2012, Country Chair in Sri Lanka per Global Dignity e Founding Curator dei Colombo and Kandy Hubs of Global Shapers. Young Global Leaders, Global Dignity e Global Shapers» i quali «sono tutti forum e iniziative del World Economic Forum (WEF)».

 

Conosciamo la pervasività del programma di Schwab Young Global Leaders. È inutile pensare che l’isola di Ceylon possa esserne risparmiata.

 

Niente da nascondere, insomma, è tutto chiaro, alla luce del sole, anche sull’Oceano Indiano.

 

 

 

 

Immagine di World Economic Forum via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 2.0 Generic (CC BY-NC-SA 2.0)

 

 

 

 

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Oligarcato

La Trilaterale si riunisce in Asia e si lamenta del comportamento degli USA verso la Cina

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Una riunione di Tokyo della Commissione Trilaterale, un istituto USA-Europa-Giappone che celebrerà il suo 50° anniversario l’anno prossimo, ha consentito, per la prima volta, la presenza di membri della stampa durante l’intera giornata dei lavori

 

I giornalisti di Nikkei Asia che hanno seguito l’incontro del 19-20 novembre dell’Asia Pacific Group hanno valutato che «la stampa è stata invitata a evidenziare una spaccatura che potrebbe emergere tra l’Asia e le altre ali dell’organizzazione».

 

«Riteniamo che la politica degli Stati Uniti nei confronti dell’Asia, in particolare nei confronti della Cina, sia stata di mentalità ristretta e inflessibile. Vogliamo che il popolo degli Stati Uniti riconosca le varie prospettive asiatiche», ha affermato un leader giapponese dell’organizzazione.

 

«Senza una guida adeguata, la rivalità tra Stati Uniti e Cina potrebbe portare il mondo a un pericoloso confronto», scrivono i giornalisti.

 

Ad esempio, indicano il discorso di Rahm Emanuel, l’ambasciatore degli Stati Uniti in Giappone – nonché ex capo di gabinetto di Obama,  di cui era intimo, sindaco di Chicago, fratello di un potente dottore bioeticista fanatico vaccinistaeutanatico e figlio di un terrorista israeliano dell’Irgun. Emanuel ha affermato che una questione importante che il mondo deve affrontare è «Democrazia contro autocrazia: vedrai il 2022 come un punto di svolta nel successo della democrazia», ​​​​ha detto, suggerendo che la Cina, che considera autocratica, sta andando contro il marea della storia.

 

«A un certo punto o fai lo scemo o fai il furbo», ha detto l’ex capo dello staff della Casa Bianca di Obama. «Cosa sta dicendo l’ambasciatore?» ha detto un ex funzionario giapponese. «Dobbiamo coinvolgere la Cina. Se costringiamo i paesi a scegliere da che parte stare, le nazioni del sud-est asiatico sceglieranno la Cina. La chiave non è costringerli a scegliere». È stata rilevata l’assenza della partecipazione cinese all’evento (i cui organizzatori affermano che i nove membri cinesi della Commissione sarebbero stati invitati).

 

Un funzionario giapponese ha dichiarato: «mi sento molto imbarazzato e deluso nel vedere il completo vuoto della partecipazione cinese a questo incontro». Un membro delle Filippine ha affermato che non ha senso discutere dell’Asia senza la presenza della Cina. Questo membro era preoccupato per la divisione del mondo in blocchi in competizione: «quando due elefanti combattono, le formiche vengono calpestate. E lo sentiamo. Quando due elefanti combatteranno fino alla morte, saremo tutti morti. E la domanda è: “Per cosa?”»

 

Un economista sudcoreano ha affermato che il suo paese sarebbe costretto a scegliere tra Stati Uniti e Cina nel mondo della tecnologia: «devi scegliere a quale ecosistema tecnologico vuoi appartenere».

 

La Trilaterale, a lungo accusata di essere al centro di trame globaliste sin dagli anni Settanta, fu fondata dall’immancabile David Rockefeller con l’aiuto di Henry Kissinger e Zbigniew Brzezinski per opporsi al declino percepito dopo la guerra in Vietnam di un’altra creatura mondialista dei Rockefeller, il Council for Foreign Relations.

 

Il gruppo italiano della Trilaterale è presieduto dalla giornalista e dirigente RAI Monica Maggioni, già membro anche del Club Bilderberg. Il vicepresidente risulta essere Enrico Tommaso Cucchiani, CEO di  Intesa San Paolo.

 

Altri italiani coinvolti sono Ornella Barra (del grande gruppo di distribuzione Walgreens), Giampaolo Di Paola (già Ministro della Difesa), Marta Dassù (già viceministro degli Esteri), Yoram Gutgeld (israeliano ma deputato in Italia con Renzi di cui era consigliere, poi commissario alla spending review), Enrico Letta (che già frequenta il CFR), Giampiero Massolo (ex capo dei servizi segreti, poi vertice di Fincantieri), Carlo Messina (sempre di Intesa Sanpaolo), Maurizio Molinari (direttore de La Repubblica ed ex direttore de La Stampa), Maurizio Sella (della banca omonima, fondata dall’avo ministro dell’Italia unita ottocentesca) e Marco Tronchetti Provera (ex marito di Afef Jnifen).

 

In passato sono stati membri della Trilaterale anche nomi come Gianni Agnelli e Mario Monti, il quale fu oggetto di polemica a livello europeo quando divenne Commissario UE nel tardo 2003: l’eurodeputata Patricia McKenna ricordò che, oltre a partecipare al Club Bilderberg, «tre Commissari sono o sono stati membri della Commissione Trilaterale: Mario Monti, Chris Patten e Pedro Solbes Mira»

 

Nel 2016, la riunione plenaria della Commissioni Trilaterale si svolse a Roma, nientemeno che al Palazzo del Quirinale. Il presidente della Repubblica Mattarella fece un intervento in cui non mancò di citare elogiativamente il David Rockefeller.

 

«Sono davvero lieto di ricevere al Palazzo del Quirinale i partecipanti alla riunione Plenaria della Commissione Trilaterale» disse la Prima carica dello Stato italiano. «Quando, oltre quaranta anni fa, David Rockfeller ebbe l’intuizione di dar vita alla Commissione, si mosse nell’intento di capitalizzare le risorse e le energie degli ambienti imprenditoriali, culturali e sociali in America, Europa e Giappone, per superare le rigidità che sovente accompagnano le relazioni ufficiali tra Governi, così da fornire interpretazioni non formali ma originali di fenomeni complessi e dalle ampie ramificazioni».

 

 

 

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Alimentazione

50 gruppi prendono di mira Bill Gates su agricoltura e tecnologia: «Fai parte della creazione del problema che denunci»

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

 

Cinquanta organizzazioni dedicate alla sovranità alimentare e alle questioni di giustizia alimentare hanno firmato una lettera aperta richiamando Bill Gates per la sua ultima affermazione secondo cui la tecnologia è la soluzione alla fame nel mondo e alla sovranità alimentare e chiedendo ai media di fare un lavoro migliore per coprire la questione.

 

 

Cinquanta organizzazioni dedicate alla sovranità alimentare e alle questioni di giustizia alimentare stanno richiamando Bill Gates per la sua ultima affermazione secondo cui la tecnologia è la soluzione alla fame nel mondo e alla sovranità alimentare.

 

In una «lettera aperta» pubblicata all’inizio di questo mese, i gruppi hanno affrontato i commenti fatti da Gates, durante le interviste con il New York Times e l’Associated Press, sul rapporto 2022 della Bill & Melinda Gates Foundation .

 

Gli autori principali della lettera, Community Alliance for Global Justice/AGRA Watch e Alliance for Food Sovereignty in Africa, hanno scritto:

 

«In entrambi gli articoli, fai una serie di affermazioni che sono imprecise e devono essere contestate. Entrambi i pezzi ammettono che il mondo attualmente produce abbastanza cibo per nutrire adeguatamente tutti gli abitanti della terra, ma tu continui a diagnosticare fondamentalmente erroneamente il problema come relativo alla bassa produttività; non abbiamo bisogno di aumentare la produzione quanto di garantire un accesso più equo al cibo».

 

Gli autori hanno anche criticato le affermazioni di Gates secondo cui abbiamo «sottoinvestito nell’innovazione agricola» e che la Rivoluzione verde è stata «una delle cose più grandi mai accadute».

 

Gates ha dichiarato al New York Times:

 

«Aiutare gli agricoltori deve essere la priorità assoluta dell’agenda per l’adattamento climatico. E all’interno di questo, hai un sacco di cose come il credito per fertilizzanti, fertilizzanti economici, semi migliori a cui dovremmo essere molto concentrati – finanziando queste cose e fissando obiettivi ambiziosi».

 

Ma gli autori della lettera aperta non sarebbero d’accordo:

 

«Ci sono già molte proposte e progetti concreti e in corso che lavorano per aumentare la produttività e la sicurezza alimentare –– dagli impianti di produzione di biofertilizzanti e biopesticidi, ai programmi di formazione agroecologica degli agricoltori, alla sperimentazione di nuove tecniche di gestione dell’acqua e del suolosistemi agricoli a basso input, e specie vegetali che dissuadono i parassiti».

 

Non sarebbero nemmeno d’accordo con l’affermazione di Gates secondo cui la Rivoluzione Verde è stata un «clamoroso successo»:

 

«Sebbene [la Rivoluzione Verde] abbia svolto un certo ruolo nell’aumentare i raccolti di cereali in Messico, India e altrove dagli anni ’40 agli anni ’60, ha fatto ben poco per ridurre il numero di persone affamate nel mondo o per garantire un’equa e sufficiente accesso al cibo».

 

Gli autori hanno ricordato a Gates che con la Rivoluzione Verde è arrivata «una miriade di altri problemi, da questioni ecologiche come il degrado del suolo a lungo termine a quelle socio-economiche come l’aumento della disuguaglianza e l’indebitamento (che ha contribuito in modo determinante all’epidemia di suicidi di agricoltori in India)».

 

Hanno anche criticato la spinta di Gates per i semi geneticamente modificati, affermando che «i semi resistenti al clima esistono già e vengono sviluppati dagli agricoltori e scambiati attraverso mercati di semi informali».

 

«Fai parte della creazione dello stesso problema che denunci», hanno scritto i gruppi. «L’iniziativa AGRA (Alliance for a Green Revolution in Africa), che la vostra fondazione continua a finanziare, ha anche promosso una legislazione restrittiva sui semi che limita e limita l’innovazione delle colture a laboratori e aziende dotati di risorse adeguate».

 

Queste iniziative non aumentano l’innovazione diffusa, ma piuttosto contribuiscono alla privatizzazione e al consolidamento dei monopoli aziendali sullo sviluppo delle sementi e sui mercati delle sementi, hanno affermato.

I gruppi hanno sfidato Gates a «fare un passo indietro e imparare da quelli sul campo» e hanno invitato i media a considerare come coprono Gates e la sua visione per il futuro del cibo.

 

Hanno scritto: «invitiamo le testate giornalistiche di alto profilo a essere più caute nel prestare credibilità alle supposizioni imperfette, all’arroganza e all’ignoranza di un uomo bianco ricco, a spese delle persone e delle comunità che vivono e si adattano a queste realtà mentre parliamo».

 

(…)

 

 

Ron Friedmann

 

 

© 21 novembre 2022, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

 

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

 

 

Immagine screenshot da YouTube

 

 

 

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Oligarcato

Cripto bancarotta, le strane storie intorno al ragazzino che guidava FTX: Davos, COVID, Ucraina e il Partito Democratico USA

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Il World Economic Forum ha cancellato la pagina sul suo sito web dedicata al partenariato con la società di scambio di criptovalute FTX dopo la clamorosa implosione dell’azienda la scorsa settimana.

 

Dove una volta si trovava una pagina WEF che collegava al «partner» FTX.com, i visitatori dell’URL https://www.weforum.org/organizations/ftx vengono ora reindirizzati a una pagina 404 con la scritta «Spiacente, ma non riusciamo a trovare la pagina che stavi cercando».

 

Quello che si trovava in quella pagina, tuttavia è (per il momento) ancora accessibile dalla Waybackmachine, il sito che tenta di fungere da archivio dell’intera internet.

 

Il lettore può verificare a questo indirizzo: https://web.archive.org/web/20221112024919/https://www.weforum.org/organizations/ftx

 

Prima della cancellazione della pagina, il sito web dell’ente globalista di Davos indicava il suo partner FTX come «uno scambio di criptovaluta costruito da trader, per trader».

 

La pagina del WEF promuoveva quindi le virtù della società ora in bancarotta. «FTX offre prodotti innovativi tra cui derivati ​​del settore, opzioni, prodotti di volatilità e token con leva finanziaria. Si sforza di sviluppare una piattaforma abbastanza solida per le società di trading professionali e abbastanza intuitiva per gli utenti alle prime armi».

 

Il CEO di FTX Sam Bankman-Fried, a cui tutti si riferiscono con le iniziali SBF, aveva parlato al vertice del maggio 2022 del WEF a Davos, riporta il New York Post.

 

Come riportato da Renovatio 21, il Bankman-Fried, che gestiva l’operazione cripto da miliardi di dollari in una villa (ora in vendita per 40 milioni) nel paradiso fiscale delle Bahamas con altri giovanissimi come lui, alle ultime elezioni si è piazzato, con 40 milioni di dollari in donazioni, come secondo maggior donatore del Partito Democratico USA. Il primo, come sappiamo, è George Soros.

 

La zia di Bankman-Fried, Linda P. Fried, è anche co-presidente di una realtà WEF chiamata Global Future Council on the Future of Human Enhancement, la cui traduzione suona transumanista quanto inquietante: «Concilio Globale Futuro per il Potenziamento Umano».

 

Il fratello di SBF, Gabriel Bankman-Fried, è uno dei fondatori di un ente chiamato Guarding against Pandemics («Guardia contro la Pandemia»), abbreviato in GAP. Il sito scrive che GAP «sostiene gli investimenti pubblici per prevenire la prossima pandemia» e «sta spingendo il Congresso USA a includere un investimento di 30 miliardi di dollari nell’imminente disegno di legge sulla riconciliazione del bilancio – meno dell’1% del costo totale del disegno di legge – per prevenire la prossima pandemia».

Sembrerebbe trattarsi, insomma, di una grande operazione di lobbyismo pandemico.

 

La pagina del sito di GAP con la biografia del fratello di Bankman, Fried, Gabriel detto Gabe, risulta ora – sorpresa – scomparsa anche quella: «404 Page Not Found».

 

Cosa piuttosto strana, quando si clicca per vedere la copia cache (cioè il testo che dovrebbe essere rimasto registrato sui server del motore di ricerca) del primo risultato Google che porterebbe alla pagina di About con la biografia del fratello del giovane bancarottiere, Google piazza una strana schermata in sovraimpressione, mai vista prima, di cui non capiamo bene il significato. La cosa, tuttavia, ci ha fatto pensare a quando dal motore di ricerca spuntarono fuori risultati inaspettati scrivendo «mass formation psychosis», concetto di psicologia sociale che cominciò a diffondersi qualche mese fa riguardo agli effetti della pandemia sulla psiche dei popoli.

 

 

La copia cache, nonostante lo step aggiuntivo messo da Google, al momento è ancora presente.

 

La Waybackmachine mostra che la pagina al 12 novembre era ancora là.

 

È riportato che anche Sequoia Capital, colossale fondo Venture Capital di investimenti tecnologici, avrebbe rimosso la pagina in cui faceva un radioso ritratto del giovane Bankman-Fried, sulla cui azienda Sequoia avrebbe investito 200 milioni di dollari. Si narra che il ragazzo durante un incontro virtuale con il grande investitore stesse contemporaneamente giocando al suo videogiuoco preferito, League of Legends. L’investimento fatto su FTX ora vale zero.

 

Bankman, grande donatore dei Democrat, si dice che avesse in realtà promesso 1 miliardo. In un video cringe ogni oltre possibile livello di tolleranza – e preghiamo di astenersi da diagnosi riguardo a possibili disturbi, anche se di moda – si vede il ragazzino capelluto che promette, tramite un tizio più estroverso di lui che parla in sua vece, di donare nel prossimo decennio 10 miliardi di dollari.

 

 

Dove sarebbero andati tutti questi soldi? Certo, al Cambiamento Climatico, alla risposta al COVID, al «benessere animale» etc. Ai «valori» rimasti ai progressisti per continuare a dominare le nostre vite in forma sempre più tirannica.

 

Più inquietante, per il lettore che segue da anni Renovatio 21, vedere che nel video sono citate anche, come destinazione dei miliardi del ragazzino-cripto, anche le «malattie tropicali neglette». L’immagine che usano è quella della zanzare. Si tratta di un ulteriore spinta, a suon di miliardi, al progetto di bioingegneria CRISPR per creare zanzare sterili che stanno venendo rilasciate ancora ora nell’ambiente senza dibattito, lanciate dal soldo della Gates con il Pentagono e di altri con la scusa della lotta alla malaria?

 

Sembrerebbe. Ricordiamo pure che uno che a questi programmi ha lavorato attivamente, come visibile nel documentario Netflix Innatural Selection, ora siede nel Parlamento italiano tra le file del PD. Sappiamo pure come la cosa potrebbe evolvere: parlare di zanzare vaccinatrici non è più fantascienza su cui sorridere, né lo è pensare che imparato come si sterilizza una specie, si può passare alla prossima, che è proprio quella che l’oligarcato mondiale vuole da sempre ridurre, dicendolo pure apertamente.

 

Insomma, quello enunciato è il solito luminoso programma di controllo del mondo che abbiamo imparato a conoscere, da Gates in giù, con tutti i caporioni dei partiti della cosiddetta sinistra a trasmettere il messaggio come ripetitori, implementando ad esempio le politiche decise da enti strafinanziati dall’oligarchia come l’OMS.

 

Del resto, si sprecano video e foto del ragazzino in t-shirt e sguardo perso assieme ai vari Bill Clinton, Tony Blair e altre figure dell’oligarcato goscista globale. Nel 2020 il Bankmanno si piazzò come secondo maggior donatore della campagna elettorale di Biden, con 5,2 milioni di dollari.

 

 

Durante il picco della sua attività, il Bankman-Fried (dove Fried si pronunzia alla tedesca, «frid», ma è impossibile non leggere il suo doppio cognome con il più consono «banchiere fritto») arrivò a valere 26 miliardi di dollari, divenendo il più giovane billionaire del pianeta.

 

In USA si sprecano le voci su un suo coinvolgimento nella guerra Ucraina in uno schema finanziario transatlantico. Osservatori di fede trumpiana parlano di un processo di lavaggio di danaro globale via Ucraina che darebbe conto dell’incredibile volontà USA di mandare miliardi a Kiev. Si tratta di illazioni smentite con sdegno da Alex Bornyakov, viceministro della trasformazione digitale dell’Ucraina, che su Twitter ha parlato teoria del complotto attorno al presunto sforzo di raccolta fondi di criptovalute del Paese.

 

 

«Una fondazione di raccolta fondi per criptovalute @_AidForUkraine ha utilizzato @FTX_Official per convertire le donazioni di criptovalute in fiat a marzo. Il governo ucraino non ha mai investito fondi in FTX. L’intera narrazione secondo cui l’Ucraina avrebbe investito in FTX, che ha donato denaro ai democratici, è una sciocchezza, francamente» scrive il viceministro di Zelens’kyj.

 

«L’Ucraina, che ha raccolto centinaia di milioni in criptovalute questa primavera, oltre a una tradizionale campagna in monete fiat per sostenere la sua popolazione militare e civile, ha collaborato con FTX a marzo per incassare donazioni crittografiche e trasformarle in munizioni e aiuti umanitari» spiega Coindesk. «FTX, insieme all’exchange ucraino Kuna, è diventato una piattaforma per trasformare le criptovalute in beni reali per la Nazione in guerra».

 

Tulsi Gabbard ieri ha detto alla TV americana che non capisce perché uno Stato in guerra si debba servire di criptovalute, che oltre che altamente volatili sono classicamente considerate murky, opache. È facile che nelle prossime settimane la linea dei conservatori americani – o meglio, di coloro che intendono portare avanti in qualche modo la lotta contro il Partito Democratico – sarà questa, che potrebbe far saltare definitivamente il sostegno finanziario e financo militare degli USA all’Ucraina, se lo scandalo raggiungesse una determinata magnitudine. Ma, considerando l’attuale panorama mediatico, completamente asservito al potere Democrat e alle sue menzogne, la cosa è difficile che accada.

 

Va considerato del resto, che il lavoro è già fatto: dopo spogli lunghi quanto indecenti, le elezioni sono finite ed è andata benissimo per i democratici, che si tengono il Senato per un seggio solo (quello giocatosi a Las Vegas: davvero quadretto molto simbolico) e che soprattutto, è emerso in queste ore, hanno neutralizzato l’elezione a governatore dell’Arizona della mega-MAGA trumpiana Kari Lake, che era intenzionata a riguardare dentro la catastrofe dei conteggi elettorali dell’Arizona nel 2020, durante l’elezione che portò alla Casa Bianca il senile Biden.

 

Nel frattempo, il caso di FTX continua a montare, con dettagli sempre più spiazzanti. Su Reddit, il popolare forum di confronto online, si discute delle voci secondo cui FTX sarebbe stato un «sex-cult», una setta sessuale. Erano saltate fuori speculazioni sulla pratica del «poliamore», molto in voga tra i millennial tecnologici: in pratica, ti fai chi ti vuoi senza barriere morali, qualcosa che quindi non è nemmeno possibile chiamare poligamia.

 

Va ricordato qui che il Bankmann-Fried si descrive come effective altruist, «altruista effettivo», cioè seguace di una linea filosofico-filantropica portata avanti dal pensatore utilitarista Peter Singer, già noto per le sue posizioni su infanticidio (chiamato «aborto postnatale», e possibile sui bambini, che non sono «autonomi», ma non sugli scimpanzé, che alla nascita se la cavano meglio), eutanasia (anche «non-volontaria»), maternità surrogata, e diritti animali (comprese le zozzerie).

 

Emerge poi un’altra figura, quella della 28enne Caroline Ellison, considerata per qualche ragione «genio» e «ragazza prodigio». La Ellison guidava Alameda Research, un fondo di trading quantitativo creato dal Bankmann-Fried andato a gambe all’aria in queste settimane, al quale FTX avrebbe trasferito metà (!) dei fondi dei suoi clienti. La Ellison sarebbe una ex ragazza del giovane miliardario. Questa è la foto

 

In rete gira pure un suo elogio dell’anfetamina contro la «stupida (…)normale, non medicalizzata esperienza umana».

 

 

In una clip che gira su Twitter, la giovane ragazza-genio dell’azienda tecnologica sembra dire che da lei non si fanno «analisi tecniche». Nell’intervista, riporta il Daily Mail, la Ellison gongolava di non aver nemmeno bisogno della laurea in matematica per dirigere la società di Bankman-Fried.

 

 

Più va avanti, più la storia diventa strana e a tratti incredibile.

 

Siamo davvero finiti in un mondo guidato da corrotti e ragazzini, senza che vi sia più nemmeno la volontà di dissimulare le cose?

 

Siamo davvero finiti su un pianeta che, oltre che ladro e assassino, ora è pure a tal punto svergognato?

 

 

Roberto Dal Bosco

 

 

 

Immagine screenshot da Twitter; immagine modificata

 

 

 

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