Intelligenza Artificiale
Robocani nell’esercito indiano
L’esercito indiano ha presentato il suo primo lotto di robocani alimentati dall’Intelligenza Artificiale, che hanno sfilato per la città di Pune mercoledì come parte della parata dell’Army Day, la giornata dell’esercito.
Chiamati MULES (Multi-Utility Legged Equipment) e progettati per assomigliare a cani, questi macchinari saranno utilizzati per la sorveglianza e per trasportare carichi leggeri.
L’esercito ha ordinato 100 MULES robotici come parte di un programma di approvvigionamento di emergenza nel 2023, secondo i media locali. I robot sono stati forniti l’anno scorso da AeroArc, un’azienda con sede a Nuova Delhi, ha riferito l’Indian Defence Research Wing a ottobre.
Acquistati con un accordo da 2,8 miliardi di rupie (33 milioni di dollari), questi robot sono progettati per muoversi in modo autonomo su terreni diversi e sono in grado di operare ad altitudini fino a 10.000 piedi. Dotati di telecamere termiche e sensori avanzati, i veicoli a quattro zampe sono anche in grado di trasportare armi leggere per ingaggiare le forze nemiche quando necessario.
🇮🇳 Robo Dogs March during Army Day Parade in India https://t.co/pYBQ1Rm693 pic.twitter.com/7kcib1EFkK
— RT_India (@RT_India_news) January 15, 2025
I MULES sono stati sottoposti a prove a novembre dell’anno scorso. Oltre 50 soldati di Battle Axe, una divisione d’élite dell’esercito indiano, e dieci cani robotici hanno testato la loro efficacia in scenari di combattimento e logistici. Gli esercizi sono stati condotti in condizioni desertiche difficili per valutare la versatilità e la resistenza del robot, secondo i resoconti.
L’iniziativa fa parte della modernizzazione delle forze armate indiane.
L’integrazione dei robodoghi indiani nelle operazioni dell’esercito è in linea con le tendenze globali, poiché la robotica e l’automazione hanno migliorato sempre di più l’efficienza operativa e l’efficacia in combattimento. Le potenze militari di tutto il mondo stanno sperimentando i propri sistemi d’arma cinoidi.
Durante le recenti esercitazioni Cina-Cambogia Golden Dragon 2024, l’esercito cinese ha mostrato un cane robot equipaggiato con un fucile automatico montato sulla schiena. I video pubblicati online hanno mostrato il veicolo a quattro zampe camminare, saltare, sdraiarsi e muoversi all’indietro.
🇨🇳🇰🇭| The #Chinese military took part in the Golden Dragon 2024 exercise in #Cambodia, during which they demonstrated a robot dog equipped with a machine gun. pic.twitter.com/rAsybWzkCs
— South Today (@SouthToday5) May 30, 2024
This excerpt from a video of a Chinese People’s Liberation Army (PLA) shows a robot dog equipped with a machine gun operating in what is reportedly a series of military drills between China and Cambodia. pic.twitter.com/ECKJ1oqkmE
— Bharat Now (@BharatNow) May 27, 2024
This is getting scary.
Chinese Army was seen walking with Robo Dog equipped with a machine gun. pic.twitter.com/hjULKoRi8n
— Barsee 🐶 (@heyBarsee) May 25, 2024
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Come riportato da Renovatio 21, mesi fa l’Esercito Popolare di Liberazione (EPL) – cioè le forze armate della Repubblica Popolare Cinese – aveva dato dimostrazione delle capacità di un robocane dotato di fucile d’assalto.
Pechino ha inoltre militarizzato modelli robocinoidi, portandoli sul sempre irrequieto confine himalayano con l’India, dove è schierato il robo-yak. Un video particolarmente inquietante mostra un robocane armato essere trasportato in cima ad un palazzo da un drone.
Varie volte i cinesi hanno mostrato le capacità di allevamento di robocani, pubblicando video di branchi minacciosi che si muovono in armonia.
Come riportato da Renovatio 21, i robocani hanno pattugliato le strade di Shanghai durante il colossale lockdown della primavera 2022, dove per sorvegliare e punire i 26 milioni di abitanti usarono, oltre agli androidi quadrupedi, anche droni che volevano tra i palazzi ripetendo frasi come «contieni la sete di libertà del tuo spirito».
Come riportato da Renovatio 21, la Cina ha fatto capire di star preparandosi per l’implementazione militare già per la prossima guerra.
Come riportato da Renovatio 21, dopo tanto parlare di modelli con lanciafiamme (in teoria in libera vendita), i soldati USA l’anno passato hanno testato un robocane munito di lanciarazzi. Il corpo dei Marines avrebbe testato quadrupedi robotici armati negli scorsi mesi. Gli australiani avrebbero invece sviluppato esemplari in grado di collegarsi «telepaticamente» alle truppe.
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L’implementazione di robocani militari si è già consumata sul teatro di guerra ucraino come in quello di Gaza.
Due mesi fa è stato presentato un modello di cinorobot da combattimento anfibio. Sono parimenti terrificanti le immagini di robocani ora muniti di ruote.
Le inquietanti creature cibernetiche a quattro zampe sono già implementate da Nuova York da polizia e pompieri, così come dai poliziotti di Los Angeles.
Doghi cibernetici sono stati attivi anche in Italia per la pulizia delle spiagge liguri e nella campagna umbra.
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Droni
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Intelligenza Artificiale
Il capo delle Nazioni Unite lancia un appello per la governance dell’IA e mette in guardia sui robot killer
In linea con le richieste di papa Leone XIV e della Cina, il Segretario Generale delle Nazioni Unite António Guterres, intervenendo lunedì al primo Dialogo Globale delle Nazioni Unite sulla Governance dell’IA a Ginevra, ha lanciato un appello per un controllo globale e di vasta portata sull’Intelligenza Artificiale.
Il vertice ONU ha avvertito che i chip di IA sempre più potenti, progettati per uso civile, potrebbero essere impiegati sul campo di battaglia, dove i «robot assassini» sono già la norma, insistendo sul fatto che qualsiasi futuro accordo debba essere «degno di fiducia globale» e dare priorità alla sicurezza, in particolare alla sicurezza dei bambini, per proteggerli dalla manipolazione e dagli abusi generati digitalmente.
«Il Dialogo Globale verte sull’intelligenza artificiale in ambito civile. Ma l’IA non rispetta questo confine. Gli stessi modelli e chip sono approdati sul campo di battaglia. La mia principale preoccupazione riguarda i “sistemi d’arma autonomi letali”. Chiamiamoli con il loro nome: robot assassini» ha dichiarato il Guterres. «Macchine che selezionano e attaccano il loro bersaglio, togliendo una vita, senza controllo né giudizio umano».
«Questo è moralmente ripugnante. È politicamente inaccettabile. E deve essere vietato dal diritto internazionale. Gli Stati sono già al tavolo delle trattative. Ma non aspettiamo che si verifichi un’atrocità per agire. Alcune decisioni devono rimanere per sempre umane, nessuna più di quella di togliere una vita umana» ha dichiarto il Guterresso.
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Facendo eco a questo appello, la presidente dell’Assemblea Generale, la verde tedesca Annalena Baerbock, ha sollecitato un’azione collettiva per contrastare il lato «sinistro» dell’IA, sottolineando che il 99% dei deepfake ha una natura sessuale e il 96% prende di mira donne e ragazze.
Sebbene l’IA «sia al centro del nostro futuro comune», deve essere un futuro in cui «le macchine possano fornire informazioni, ma gli esseri umani debbano decidere e rispondere», ha affermato Guterres.
Come riportato da Renovatio 21, due anni fa, sempre a ginevra il Vaticano aveva espresso la sua posizione riguardo i robot killer, una delle nuove frontiere tecnologiche della guerra moderna. Per il Sacro Palazzo vi è «massima urgenza» per creare «solido strumento giuridicamente vincolante» che metta al bando le cosiddette «armi autonome letali», chiedendo di «stabilire una moratoria immediata sulla loro sviluppo e utilizzo».
Come riportato da Renovatio 21, riflessioni partite da anni indicano le armi autonome come potenzialmente più destabilizzanti della armi nucleari.
La discussione per una moratoria contro le armi autonome va avanti da diversi anni. In particolare, in questi anni se ne è parlato facendo l’esempio degli slaughterbots, minidroni suicidi protagonisti di un filmato divenuto virale anni fa.
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Come sa il nostro lettore, modelli di «slaugterbots» sono in preparazione ufficialmente in Australia come arma per respingere un’eventuale invasione da parte dell’Esercito di Liberazione del Popolo della Repubblica Popolare Cinese.
Varie Nazioni si stanno muovendo verso i robot militari, per lo più incuranti di quanto sta cercando di elaborare l’ONU in fatto di limitazioni all’impiego di questi sistemi.
A fine 2022 i Paesi Bassi hanno schierato le loro prime armi autonome letali, secondo la rivista di questioni militari e di Intelligence Jane’s. Si tratta della prima volta che un esercito della NATO ha avviato prove operative con veicoli armati di terra senza pilota (UGV), cioè i «robot killer».
Una ricerca fatta dall’IPSOS assieme a Campaign to Stop Killer Robots ha raccolto l’opinione della popolazione di vari Paesi riguardo ad una possibile messa al bando dei robot impiegati militarmente.
Svezia (76%), Turchia (73%) e Ungheria (70%) hanno mostrato la più forte opposizione ai veicoli letali nel 2021. Nel frattempo, l’India ha mostrato di gran lunga il maggior sostegno, con il 56% della popolazione intervistata che ha risposto che o in qualche modo o ha fortemente sostenuto l’uso delle armi. Da notare che, come riportato da Renovatio 21, l’India ha al suo confine già dispiegate contro di sé armi robotiche cinesi.
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