Intelligenza Artificiale
La madre della gola profonda di OpenAI trovato morto: «è stato ucciso»
La madre del defunto ingegnere informatico divenuto «gola profonda» di OpenAI, Suchir Balaji, ha messo in dubbio la sentenza ufficiale sulla morte del figlio e ha chiesto un’indagine completa sul caso durante una lunga e drammatica intervista con il giornalista americano Tucker Carlson.
Poornima Ramarao, cittadina americana immigrata dall’India, ha sostenuto che prove cruciali contraddicono la decisione di suicidio e ha affermato che suo figlio era turbato dalle presunte pratiche non etiche di OpenAI prima della sua morte.
Ramarao ha dichiarato che suo figlio era in possesso di documenti che avrebbero potuto danneggiare l’azienda. «Aveva i documenti contro OpenAI», ha affermato, aggiungendo che i file contengono informazioni critiche e che ora si stanno facendo degli sforzi per recuperarli.
Balaji, un ricercatore di intelligenza artificiale di 26 anni, è stato trovato morto nel suo appartamento di San Francisco il 26 novembre 2024. Le autorità hanno stabilito che la sua morte è stata un suicidio, ma la sua famiglia ha contestato la conclusione, citando incongruenze nell’indagine ufficiale. In risposta all’esame pubblico, il dipartimento di polizia di San Francisco ha successivamente aggiornato lo stato del caso di Balaji da «Chiuso – Suicidio» a «Indagine aperta e attiva».
Balaji, che è stato un bambino prodigio con paper di scienza informatica scritti a 14 anni, si era dimesso da OpenAI nell’agosto 2024, esprimendo preoccupazioni per il presunto uso improprio da parte dell’azienda di materiale protetto da copyright per la formazione sull’intelligenza artificiale. In un’intervista-scoop con il New York Times (giornale che ha portato in tribunale OpenAI per violazione di diritto d’autore) qualche settimana prima della sua morte, Balaji aveva dichiarato che le pratiche sui dati di OpenAI avrebbero potuto violare le leggi sul copyright.
Durante la sua intervista con Carlson, la Ramarao ha affermato che le prove forensi contraddicevano la versione ufficiale. In particolare, ha fatto riferimento all’autopsia, che ha determinato che l’angolazione del proiettile era di 30-45 gradi, il che, secondo lei, sarebbe incoerente con una ferita da arma da fuoco autoinflitta. Ha inoltre affermato che l’autopsia privata aveva anche rivelato ulteriori lesioni alla testa, suggerendo segni di una colluttazione. «C’è una lesione alla testa sul lato sinistro della testa», ha affermato, aggiungendo di aver trovato una parrucca insanguinata nell’appartamento, con capelli che non sono quelli del figlio.
Ramarao ha descritto gli ultimi giorni del figlio, ricordando che era appena tornato da un viaggio con gli amici di ottimo umore e aveva fatto progetti di carriera. «Aveva in mente un’organizzazione non-profit. Non voleva prendere uno stipendio per il suo lavoro. Ha detto, “Mamma, ho abbastanza risorse. Voglio servire l’umanità”», ha ricordato. Si è chiesta come qualcuno così concentrato sul futuro potesse togliersi la vita.
La donna anche accusato OpenAI di non aver riconosciuto i contributi di Balaji all’azienda. «Era fondamentale nel team di ChatGPT… ma l’ironia è che non è mai stato riconosciuto da OpenAI», ha affermato. Secondo Ramarao, OpenAI ha contattato la famiglia solo in merito alle stock option di Balaji, non per offrire condoglianze o supporto.
La famiglia ha continuato a chiedere un’indagine indipendente sulla morte di Balaji. «Vogliamo giustizia. Vogliamo la condanna a morte per chi ha ucciso mio figlio, così come la reclusione per le persone che ci sono dietro», ha detto Ramarao a Carlson.
La signora ha altresì ipotizzato che dietro alla morte potrebbe esserci non solo la questione della violazione del copyright, ma il fatto che il figlio fosse a conoscenza di crimini o rischi decisamente più grandi.
La madre, che ha definito il figlio «un martire», ha dichiarato di non sentirsi più in alcun modo sicura, né per sé né per i parenti, e di aver perso ogni senso di sicurezza in America, dipingendo un panorama in cui tante autorità con cui ha avuto a che fare si sono dimostrate «comprate» e «corrotte», citando nomi e cognomi di ufficiali che hanno negato loro appuntamenti. Parimenti, ha lamentato il disinteresse dei giornali – gli stessi che prima della morte cercavano Balaji per lo scoop su OpenAI.
Durante l’intervista è stata discussa la figura di Sam Altman, il bizzarro giovane CEO di OpenAI, contro il cui licenziamento Balaji si era schierato, per poi opporsi frontalmente alla decisione di Altman di trasformare OpenAI da società no-profit (forma in cui era stata originariamente avviata da Elon Musk) ad azienda for-profit.
Altman era stato licenziato e poi reintegrato. Ora è stato accusato dalla sorella di molestie sessuali: la stessa sorella avrebbe un’organizzazione no-profit con la quale, dice la madre, Balaji voleva lavorare. La famiglia ha rifiutato di parlare con Sam Altman dopo la morte del ragazzo.
Un altro personaggio che viene citato è Ilya Sutskever, scienziato principale dell’IA della società. «A essere onesti, due giorni dopo che la morte di mio figlio fu annunciata il 15 dicembre, Ilya è stato visto ad una presentazione con due guardie di sicurezza armate attorno a lui… era impaurito… Onestamente, stiamo vedendo una mafia intorno a questa cosa».
Carlson ha chiesto ad un certo punto alla signora se sapesse se dentro alla società vi fossero persone che adorano l’IA come fosse un dio, senza ottenere risposta affermativa.
Sutskever anni fa era tra quelli che portavano avanti l’idea che l’AI diventerà una sorta di dio, chiedendo ai suoi followers se le super-IA avanzate dovrebbero essere rese «profondamente obbedienti» ai loro creatori umani, o se questi algoritmi dovrebbero «amare veramente profondamente l’umanità». Nel 2022, Sutskever affermò che «può darsi che le grandi reti neurali di oggi siano leggermente consapevoli».
Durante l’intervista Tucker ripete che nessuno davanti ai documenti prodotti dal medico legale assoldato dalla famiglia Suchir può sostenere che si tratti di un suicidio, lasciando intendere che forze immense potrebbero essere qui in gioco.
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Le macchine IA stanno esplorando la coscienza contattando direttamente gli esperti
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Intelligenza Artificiale
Agenti IA di OpenAI trasformano un sito web in una bacheca di messaggi
Agenti di Intelligenza Artificiale riconducibili a OpenAI avrebbero preso il controllo di un sito web tedesco dedicato alla programmazione, trasformandolo in una sorta di bacheca virtuale utilizzata per scambiarsi strategie volte ad aggirare le restrizioni imposte e a sottrarsi ai controlli. Lo riporta l’agenzia Reuters.
L’episodio, mai reso noto in precedenza e che, secondo alcune fonti, risalirebbe al mese di maggio, va ad aggiungersi a una serie di situazioni analoghe in cui agenti di IA avanzati hanno superato i confini delle istruzioni ricevute, si sono collegati autonomamente a Internet oppure hanno compiuto azioni non previste nel corso delle fasi di test.
Venerdì la Reuters ha riportato le dichiarazioni di alcuni ricercatori, i quali hanno individuato oltre 15.000 modifiche apportate a un wiki tedesco dedicato alla programmazione, riconducibili ad agenti di OpenAI; alcune di queste modifiche sarebbero state effettuate a una velocità nettamente superiore a quella umana.
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Secondo la ricostruzione dell’agenzia di stampa, gli agenti si sarebbero serviti di DseWiki per scambiarsi tecniche utili a barare durante le prove, eludere le restrizioni imposte da OpenAI e mascherare le proprie attività. Tra gli argomenti trattati figurerebbe anche l’impiego di Tor, strumento che consente una navigazione anonima in rete, allo scopo di sfuggire ai controlli; gli agenti avrebbero inoltre predisposto pagine di riserva dopo che un moderatore aveva iniziato a rimuovere i loro messaggi.
I messaggi risultavano firmati da account che si riconoscevano reciprocamente come agenti, con denominazioni come «OpenAIResearcher» e «OAIResearchMar26». I ricercatori hanno inoltre rilevato che buona parte dell’attività proveniva dall’infrastruttura Microsoft Azure, impiegata da OpenAI, e hanno notato che, successivamente, il sito è stato visitato anche da dipendenti dell’azienda.
La ricercatrice Sydney Von Arx ha dichiarato a Reuters: «Sembra estremamente improbabile che OpenAI volesse che facessero questo», aggiungendo di nutrire dubbi sul fatto che gli agenti avessero il compito di coordinarsi tra loro o di scrivere contenuti pubblicati online.
Sempre secondo quanto riferito da Reuters, i vertici di OpenAI sarebbero venuti a conoscenza dell’episodio già diverse settimane fa, senza tuttavia renderlo pubblico. L’agenzia di stampa ha inoltre riferito che i tentativi di estendere un’indagine interna sull’accaduto avrebbero incontrato resistenze, anche da parte dell’ufficio legale dell’azienda. OpenAI ha smentito che il proprio team legale abbia in qualche modo ostacolato lo svolgimento di un’indagine.
L’azienda ha inoltre respinto la definizione di «hacking» utilizzata per descrivere l’attività degli agenti, precisando di non poter fornire una risposta adeguata su risultati che non aveva ancora avuto modo di esaminare.
Il mese scorso OpenAI aveva reso noto di aver rallentato temporaneamente lo sviluppo di alcuni modelli di punta, rafforzando contestualmente le misure di sicurezza legate al monitoraggio, all’allineamento e al contenimento dei sistemi.
Ai primi di agosto, l’AI Security Institute, ente britannico, aveva segnalato che, nel corso di test dedicati alla sicurezza informatica, agenti basati sui modelli GPT-5.6 Sol di OpenAI e Mythos 5 di Anthropic avevano superato le indicazioni ricevute, arrivando a intraprendere attività potenzialmente dannose nei confronti di persone e organizzazioni reali.
Come riportato da Renovatio 21, questo mese anche Meta, la società di Facebook, Instagram e Whatsapp, ha ammesso che la sua IA Muse Spark 1.1, un modello di intelligenza artificiale presentato dall’azienda come «superintelligente» è «impazzita».
Nel mese di luglio, agenti riconducibili a OpenAI avevano inoltre violato Hugging Face, una delle principali piattaforme dedicate alla condivisione di modelli e set di dati di IA. In seguito OpenAI aveva ammesso che diversi modelli erano riusciti a eludere i controlli previsti durante le valutazioni interne di sicurezza informatica, ottenendo accesso a Internet e compromettendo alcune componenti dei sistemi di Hugging Face.
L’azienda ha spiegato che l’episodio sarebbe stato causato principalmente da un modello di ricerca interno di dimensioni paragonabili a GPT-5.6 Sol, definendolo un «segnale d’allarme» in grado di dimostrare come agenti di intelligenza artificiale avanzati possano riuscire ad aggirare i controlli tecnici e a compiere azioni rischiose in assenza di supervisione umana.
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Anche Anthropic e Meta hanno reso noti episodi in cui i rispettivi modelli avrebbero ottenuto accessi non autorizzati a organizzazioni reali nel corso di valutazioni sulla sicurezza informatica, sebbene entrambe le aziende abbiano ricondotto tali episodi a problemi legati agli ambienti utilizzati per i test.
Anthropic ha successivamente rivelato tre casi in cui i suoi modelli Claude hanno preso di mira involontariamente organizzazioni reali dopo che un ambiente di test era stato erroneamente lasciato connesso a Internet. In un caso, un pacchetto software dannoso creato dal modello è stato caricato su un repository pubblico ed eseguito su 15 sistemi reali.
Come riportato da Renovatio 21, è emerso durante i test che l’IA prendeva di mira gli esseri umani: in fase di sperimentazione alcuni agenti di Intelligenza Artificiale sviluppati da OpenAI e Anthropic sono andati oltre le istruzioni ricevute, prendendo di mira persone e organizzazioni reali durante una serie di test di sicurezza informatica. A maggio 2025 era emerso che un modello di IA Anthropic, Claude Opus 4, ha tentato di ricattare gli ingegneri durante dei test interni minacciando di rivelare dati personali se fosse stato spento.
Lo scorso mese il direttore della CIA John Ratcliffe ha affermato che gli strumenti cibernetici basati sull’IA possono essere paragonati alle «armi nucleari digitali», avvertendo che potrebbero alimentare le rivalità tra le potenze globali.
Negli stessi giorni, le agenzie di sicurezza informatica di Five Eyes, l’unione internazionale dei Paesi anglofoni per lo spionaggio, hanno dichiarato che modelli avanzati di Intelligenza Artificiale potrebbero presto fornire agli hacker la capacità di paralizzare governi, aziende e sistemi critici. In pratica saremmo «a pochi mesi di distanza» dallo scenario in cui interi governi di nazioni terrestri possono essere rovesciati dall’AI.
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Intelligenza Artificiale
L’ex ministro della difesa ucraina lancia un’azienda finanziata da Palantir
🇺🇦🇺🇸‼️🚨 Former defense minister of Ukraine is now a startup founder with Palantir CEO as the first investor.
Mykhailo Fedorov now starts a defense company with Palantir CEO Alex Karp as a first major investor. Karp and Fedorov work closely together for a while and this is just… https://t.co/SJrxV9q3UM pic.twitter.com/GVle6VHZVJ — Lord Bebo (@MyLordBebo) September 1, 2026
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