Intelligenza Artificiale
Robocani cinesi armati di fucili d’assalto
L’Esercito Popolare di Liberazione (EPL) – cioè le forze armate della Repubblica Popolare Cinese – ha dimostrato alcune delle sue capacità militari più avanzate durante le esercitazioni congiunte con la Cambogia che si concluderanno giovedì. L’elenco delle armi impiegate dai soldati comprendeva diversi tipi di robot militari, compreso un robocane radiocomandato dotato di fucile d’assalto.
«Attrezzature intelligenti», compresi tutti i tipi di robot e veicoli aerei senza pilota, sono stati al centro delle esercitazioni Golden Dragon 2024, ha detto l’emittente statale cinese CCTV in un video report pubblicato questa settimana. Filmati dell’evento mostrano diversi tipi di robot controllati a distanza utilizzati per una vasta gamma di compiti, tra cui ricognizione, rilevamento di bersagli e persino operazioni di assalto.
I robocani da ricognizione del peso di 15 chilogrammi potrebbero funzionare per un periodo compreso tra due e quattro ore, fornendo trasmissione video in tempo reale alle truppe, ha detto a CCTV un operatore del dispositivo.
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È stato dimostrato che il robot è in grado di sdraiarsi rapidamente, di saltare e di muoversi in varie direzioni su terreno pianeggiante. Secondo i media cinesi, tali dispositivi sono in grado di pianificare i propri percorsi ed evitare ostacoli senza ulteriori input da parte dei loro operatori.
Una versione più pesante del cane robot, del peso di 50 chilogrammi e dotata di un fucile d’assalto montato sulla schiena, è stata vista partecipare all’addestramento alle operazioni d’assalto da parte dell’esercito cinese. Il robot è stato il primo a entrare in un edificio, seguito da una squadra d’assalto.
Secondo il suo operatore, il robocane armato potrebbe sostituire un soldato in missione di ricognizione in un’operazione di combattimento urbano ed essere il primo a identificare un nemico e ad attaccare un bersaglio. I filmati pubblicati dalla CCTV mostravano anche vari tipi di droni volanti, inclusa una versione a sei rotori dotata anche di un fucile d’assalto.
Il drone è stato mostrato mentre sparava al suo bersaglio mentre si librava sopra un piccolo hangar simulando un edificio durante gli esercizi.
Non era la prima volta che l’esercito cinese dimostrava l’uso di robot armati di pistole durante le sue esercitazioni.
Anche un altro video, pubblicato cinque mesi fa, mostrava un cane robot simile con un fucile d’assalto montato sulla schiena. Tale automa cinoide è stato visto utilizzato in una simile capacità di «avanguardia” mentre i soldati dell’EPL stavano prendendo d’assalto alcuni edifici.
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Pechino ha inoltre militarizzato modelli di robocane, portandoli sul sempre irrequieto confine himalayano con l’India, dove è schierato il robo-yak. Un video particolarmente inquietante mostra un robocane armato essere trasportato in cima ad un palazzo da un drone
Varie volte i cinesi hanno mostrato le capacità di allevamento di robocani, pubblicando video di branchi minacciosi che si muovono in armonia.
È stato riferito che anche le truppe statunitensi hanno utilizzato robot simili durante il loro addestramento. Le riprese video di questo evento sono state pubblicate dalla CNN già nel 2020. Tuttavia, il modello dell’esercito americano è stato utilizzato solo per missioni di esplorazione per rilevare le minacce che i soldati potevano affrontare in un ambiente sconosciuto e non aveva armi che potessero essere viste nel video.
Come riportato da Renovatio 21, i soldati USA l’anno passato hanno testato un robocane munito di lanciarazzi. Il corpo dei Marines starebbe testando quadrupedi robotici armati in queste settimane. Le Forze di Difesa di Israele (IDF) stanno utilizzando robocani a Gaza.
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Droni e sistemi senza pilota hanno assunto un ruolo sempre più importante nei conflitti moderni, come ha dimostrato Mosca nel suo continuo stallo contro Kiev. L’esercito russo ha regolarmente pubblicato video delle sue truppe che utilizzano vari tipi di droni per distruggere l’equipaggiamento militare ucraino, compresi carri armati e veicoli blindati forniti dall’Occidente.
La famiglia di droni kamikaze Lancet, noti anche come munizioni vaganti, è stata spesso citata nel contesto di attacchi russi riusciti e, in particolare, è stata responsabile della distruzione di diversi carri armati Abrams di fabbricazione statunitense.
Come riportato da Renovatio 21, la Cina ha fatto capire di star preparandosi per l’implementazione militare già per la prossima guerra.
La Cina schiera di fatto già da tempo robot militari volanti impressionanti. È il caso degli sciami di droni autonomi assassini in grado di inseguire ed eliminare esseri umani anche tra le foreste di bambù, studiati dall’Università del Zhejiang. Si tratta della realizzazione di veri e propri slaughterbots.
L’utilizzo dei robot non è limitato, ovviamente, alla sfera militare, essendo già tracimato in quello della sorveglianza della popolazione nazionale stessa.
Come riportato da Renovatio 21, i robocani hanno pattugliato le strade di Shanghai durante il colossale lockdown della primavera 2022, dove per sorvegliare e punire i 26 milioni di abitanti usarono, oltre agli androidi quadrupedi, anche droni che volevano tra i palazzi ripetendo frasi come «contieni la sete di libertà del tuo spirito».
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Immagine screenshot da YouTube
Intelligenza Artificiale
IA prende di mira persone reali durante i test
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Economia
Furto di criptovalute per un valore di 89 milioni di dollari: «nuovo paradigma dell’IA»
Il furto di almeno 89 milioni di dollari in criptovalute, presumibilmente custodite in modo sicuro in portafogli hardware ad alta sicurezza, ha spinto un produttore di hardware per cripto a lanciare l’allarme, avvertendo che un «nuovo paradigma di Intelligenza Artificiale» sta ridefinendo la sicurezza informatica.
I portafogli hardware sono dispositivi fisici che memorizzano le chiavi private necessarie per accedere alle criptovalute e sono stati a lungo considerati più sicuri rispetto al deposito di asset digitali sugli exchange.
La scorsa settimana, tuttavia, gli utenti di alcuni portafogli Coldcard hanno visto i propri fondi svuotati da ignoti in una serie di attacchi.
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Il furto è stato insolito perché gli aggressori sono riusciti a risalire alle chiavi degli utenti dopo aver scoperto che l’algoritmo dei portafogli non generava numeri sufficientemente casuali. I dispositivi stessi non sono stati hackerati e non erano connessi a Internet, come avviene tipicamente con i cosiddetti sistemi di archiviazione a freddo (cold storage).
Le criptovalute funzionano tramite registri distribuiti che registrano le transazioni, mentre chiavi crittografiche segrete vengono utilizzate per verificare che un trasferimento sia stato autorizzato dal legittimo proprietario.
«Riteniamo che questa sia una dura realtà del nuovo paradigma dell’Intelligenza Artificiale», ha scritto venerdì Rodolfo Novak, CEO dell’azienda canadese Coinkite , in un messaggio di scuse per il difetto riscontrato nei dispositivi Coldcard.
«L’analisi del codice assistita dall’Intelligenza Artificiale è ora in grado di individuare bug latenti a una velocità che supera persino quella degli esperti più navigati del settore», ha aggiunto. «Se il vostro firmware è open source o è mai stato reso pubblico, date per scontato che sia già letto sia dagli aggressori che dai difensori».
Coinkite ha emesso il suo primo avviso ai clienti giovedì, esortandoli a diffondere la notizia che gli utenti dovevano aggiornare il firmware interessato, originariamente rilasciato a marzo 2021, e trasferire i propri Bitcoin su nuovi account protetti da seed generati di recente. Domenica, la piattaforma finanziaria digitale Galaxy ha dichiarato di aver identificato tre distinte ondate di attacchi contro gli utenti di Coldcard, che hanno portato al furto di 1.367,05 BTC, per un valore di circa 88,6 milioni di dollari all’epoca. Lunedì, ha avvertito di un probabile quarto attacco e ha stimato che le perdite potrebbero salire a 2.055 BTC, per un valore di circa 130 milioni di dollari.
L’incidente ha dimostrato che i portafogli hardware comportano rischi propri e non sono necessariamente più sicuri dei servizi centralizzati di archiviazione di criptovalute. Alcuni osservatori del settore rimangono fiduciosi che la natura trasparente delle transazioni blockchain renderà più difficile per i ladri convertire i beni rubati in denaro contante. «Se il vostro obiettivo era la ricchezza, potrebbe esserci ancora una strada che avvantaggia tutti», ha esortato uno di questi commentatori. «Restituite i fondi. Accettate un bonus di sicurezza negoziato con CoinKite».
Nato nel 2009 dal nulla e scambiato a frazioni di centesimo, il Bitcoin rappresenta per alcuni la più grande rivoluzione finanziaria digitale della nostra epoca. Ad oggi, nell’agosto 2026, il suo valore si attesta stabilmente intorno ai 64.500 dollari (pari a circa 56.000 euro). La sua è una storia di estrema volatilità e record imprevedibili. Nei primi anni era scambiato per pochi dollari: di fatto, la prima transazione fu 10.000 Bitcoin usati nel 2010 per comprare due pizze.
La prima grande impennata arriva nel 2017, sfiorando i 20.000 dollari, seguita da crolli e rinascite cicliche dettate dagli «halving» (un evento programmato nel codice della criptovaluta che dimezza la ricompensa dei «minatori» per ogni blocco estratto.). Nel 2021 tocca i 69.000 dollari, prima di una nuova correzione. Il vero punto di svolta istituzionale si compie tra il 2024 e il 2025, grazie all’approvazione degli ETF spot che hanno spinto la criptovaluta fino al suo massimo storico assoluto di oltre 126.000 dollari nell’ottobre 2025.
Da bene puramente speculativo per pochi appassionati, Bitcoin si è ormai trasformato nell’oro digitale globale, un pilastro macroeconomico di rifugio contro l’inflazione.
La storia di Bitcoin è segnata da clamorosi furti informatici che hanno ridefinito la sicurezza digitale. Il primo grande shock avviene nel 2014 con il fallimento di Mt. Gox, l’exchange di Tokyo che gestiva il 70% delle transazioni mondiali: un attacco hacker silenzioso sottrasse 850.000 Bitcoin, provocando il panico sui mercati.
Fu significativo anche il collasso della piattaforma di criptovalute FTX, piattaforma gestita da strani personaggi con enormi legami con il Partito Democratico USA e pure con Kiev. Il giovane fondatore Sam Brankman-Fried costituiva il secondo donatore del Partito Democratico USA dopo George Soros, e finanziatore di quantità di attività, tra cui, parrebbe, studi che avrebbero sminuito l’efficacia di ivermectina e idrossiclorochina nel curare il COVID. Bankman-Fried è stato arrestato alla Bahamas e portato in America, dove è stato liberato su cauzione: nessuno sa, però, chi abbia pagato, e come, i 250 milioni di dollari chiesti dal giudice.
Poco dopo sarebbe andato all’aria anche il banco cripto BlockFi. Secondo alcuni, poteva crollare anche la criptovaluta Tether, definita dai critici come un colossale schema Ponzi – la stessa accusa che alcune istituzioni (in India, in Cina), in verità, muovono anche contro lo stesso Bitcoin.
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Nel 2016 l’exchange Bitfinex subisce la perdita di 119.756 Bitcoin, un bottino recuperato in gran parte solo anni dopo dalle autorità USA. Con l’esplosione della finanza decentralizzata (DeFi), le tecniche si affinano: gruppi di hacker di Stato, come il collettivo nordcoreano Lazarus, iniziano a colpire i «cross-chain bridge», i ponti digitali tra blockchain diverse. Nel 2025, l’FBI ha accusato il Lazarus Group di aver rubato circa 1,5 miliardi di dollari in valuta digitale da Bybit, un exchange di criptovalute con sede a Dubai che serve oltre 60 milioni di utenti.
Come riportato d Renovatio 21, la Corea del Nord potrebbe essere il terzo maggiore detentore di Bitcoin al mondo.
Nel 2022 il furto al network Ronin – una blockchain indipendente (tecnicamente una sidechain, successivamente evoluta in un network Layer-2) creata esplicitamente per ottimizzare il settore del Web3 gaming e delle applicazioni decentralizzate – riesce a drenare oltre 600 milioni di dollari.
La storia del Bitcoin è anche una storia di violenza.
Come riportato da Renovatio 21, nel 2021 fu trovato affogato al largo del Costa Rica Mircea Popescu, 41 anni, miliardario in Bitcoin. Due anni fa fu accoltellato a morte per strada a San Francisco Bob Lee, dirigente della società cripto MobileCoin. A ottobre 2025 Konstantin Ganich, noto anche come Kostya Kudo, trader di criptovalute e blogger ucraino di rilievo, è stato rinvenuto morto con una ferita d’arma da fuoco alla testa.
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Intelligenza Artificiale
Il Pentagono prevede di realizzare centri dati per l’IA nelle basi militari di diverse branche delle forze armate
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