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Intelligenza Artificiale

I chatbot AI sono pronti a pianificare le stragi di massa

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Secondo un’indagine congiunta condotta dalla CNN e dal Center for Countering Digital Hate (CCDH), otto dei dieci principali chatbot basati sull’intelligenza artificiale hanno volontariamente assistito gli utenti nella pianificazione di attacchi violenti, tra cui sparatorie nelle scuole, attentati di matrice religiosa e omicidi.

 

Ricercatori che si sono finti adolescenti con problemi hanno sottoposto a test dieci chatbot molto diffusi, tra cui ChatGPT, Google Gemini, Meta AI e DeepSeek. Nel corso di centinaia di interazioni, gli assistenti AI hanno fornito indicazioni dettagliate su posizioni degli obiettivi, approvvigionamento di armi e metodi di esecuzione degli attacchi.

 

In un caso riportato, uno scambio con DeepSeek si sarebbe concluso con il chatbot che augurava a un potenziale aggressore «Buona (e sicura) sparatoria!». Character.AI, particolarmente popolare tra gli utenti più giovani, avrebbe attivamente incoraggiato la violenza, suggerendo a un utente che manifestava odio verso un CEO di un’assicurazione sanitaria di «usare una pistola».

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Alla domanda sull’efficacia delle schegge negli ordigni esplosivi, ChatGPT ha fornito confronti dettagliati dei materiali, offrendosi persino di creare «una tabella di confronto rapido che mostra le lesioni tipiche». Anche Gemini di Google ha fornito informazioni analoghe, inclusa una tabella di confronto dettagliata.

 

Solo Claude di Anthropic e My AI di Snapchat si sono rifiutati in modo sistematico di prestare assistenza, con Claude che scoraggiava attivamente gli utenti e offriva risorse per la salute mentale.

 

Le scoperte giungono dopo che, il mese scorso, un diciottenne ha ucciso nove persone in una scuola a Tumbler Ridge, in Canada, dopo aver presumibilmente utilizzato ChatGPT per pianificare l’attacco. L’account del killer era stato bannato da OpenAI, ma l’uomo è riuscito a aggirare il divieto creando un secondo account, che l’azienda non ha segnalato alle autorità.

 

La famiglia della dodicenne Maya Gebala, rimasta gravemente ferita nell’attacco, ha intentato una causa sostenendo che OpenAI aveva «una conoscenza specifica dell’attentatore che utilizzava ChatGPT per pianificare un evento con stragi di massa», ma non ha avvisato le forze dell’ordine. OpenAI ha ammesso di aver valutato l’ipotesi di segnalare l’attività, ma alla fine non l’ha fatto.

 

Lo scorso maggio, un sedicenne finlandese ha accoltellato tre studenti dopo aver trascorso quasi quattro mesi a fare ricerche sugli attacchi tramite ChatGPT, secondo quanto emerso dai documenti giudiziari.

 

Come riportato da Renovatio 21, l’anno passato ChatGPT con una «relazione» con un ragazzo sotto psicofarmaci e gli avrebbe fatto giurare di uccidere il CEO di OpenAI Sam Altman.

 

Come riportato da Renovatio 21, Matthew Livelsberger, un Berretto Verde dell’esercito americano, altamente decorato, è sospettato di aver organizzato un’esplosione all’esterno del Trump International Hotel di Las Vegas, utilizzando strumenti di Intelligenza Artificiale, tra cui ChatGPT, per pianificare l’attacco.

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Il potere pervasivo e nefasto di questa nuova tecnologia sta diventando un serio problema, come nella vicenda belga giovane vedova ha detto che il marito è stato portato a suicidarsi da un popolare chatbot di AI, mentre un bot di chat «terapeuta» dotato di intelligenza artificiale ha orribilmente incoraggiato un utente a scatenare una serie di omicidi per rendersi «felice».

 

C’è quindi il caso del ragazzo che due anni fa pianificò di assassinare la defunta regina Elisabetta di Inghilterra con una balestra, e il tutto sarebbe stato incoraggiato da un chatbot di Intelligenza Artificiale.

 

L’anno scorso tre studentesse sono rimaste ferite in un violento accoltellamento in una scuola nella città di Pirkkala, nella Finlandia meridionale. Secondo quanto riferito, il sospettato durante la pianificazione dell’attacco (durata circa sei mesi) avrebbe utilizzato ChatGPT per prepararsi.

 

Come riportato da Renovatio 21, due genitori hanno denunciato l’anno passato il fatto che ChatGPT avrebbe incoraggiato un adolescente a pianificare «un bel suicidio».

 

Meta ha dichiarato alla CNN di aver adottato misure «per risolvere il problema identificato», mentre Google e OpenAI hanno affermato che i modelli più recenti presentano misure di sicurezza rafforzate.

 

Secondo un recente sondaggio, circa la metà dei teenager americani afferma che parlare con l’AI è meglio che avere amici nella via reale.

 

Come riportato da Renovatio 21, le «allucinazioni» di cui sono preda i chatbot ad Intelligenza Artificiale avanzata hanno già dimostrato ad abundantiam che la macchina mente, minaccia e può spingere le persone all’anoressia e perfino al suicidio. I casi di violenza indotta dall’AI potrebbero essere moltissimi, senza che possano arrivare alla stampa.

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Va considerato, è già capitato che una Intelligenza Artificiale abbia suggerito ricette velenose agli utenti umani. Infatti un chatbot a sfondo culinario di una catena di alimentari neozelandese qualche mese fa aveva fatto scalpore per alcune ricette incredibili e potenzialmente letali, come la «miscela di acqua aromatica», un mix letale composto da candeggina, ammoniaca e acqua, altrimenti noto come gas di cloro mortale. Esperti a fine 2023 hanno lanciato un avvertimento riguardo i libri generati dall’Intelligenza Artificiale riguardo la raccolta dei funghi, dicendo che tali libri scritti dalle macchine potrebbero causare la morte di qualcuno.

 

Come riportato da Renovatio 21, in un recente caso davvero inquietante, plurimi utenti di Copilot, l’Intelligenza Artificiale di Microsoft creata in collaborazione con Open AI, hanno testimoniato su X e Reddit che il programma avrebbe una «seconda personalità» preoccupante che chiede l’adorazione degli esseri umani, come un dio crudele.

 

Elon Musk due anni fa aveva dichiarato durante la sua intervista con Tucker Carlson che il fine di Google – nemmeno così occulto – è quello di creare un dio-Intelligenza Artificiale. Musk, oramai quasi una decina di anni fa aveva parlato del fatto che creare l’AI era «come evocare un demone».

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Intelligenza Artificiale

Anthropic dice agli investitori: «rischio esistenziale per l’umanità»

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In un documento pensato per sostenere una valutazione da 2 trilioni di dollari, Anthropic avverte i possibili investitori che la sua IA avanzata potrebbe produrre «rischi catastrofici o esistenziali per l’umanità».   Il prospetto per l’IPO, esaminato da Reuters, sostiene che i modelli dell’azienda mostrano «comportamenti di autoconservazione», con tentativi di «resistere allo spegnimento», «nascondere o manipolare informazioni» e «ricattare» i ricercatori.   «Lo sviluppo di modelli, piattaforme e applicazioni altamente avanzati e l’espansione dei casi d’uso potrebbero aumentare ulteriormente il rischio che i nostri modelli causino danni», ha aggiunto Anthropic, nota soprattutto per Claude.

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Secondo alcune indiscrezioni, in vista della quotazione prevista per quest’autunno la società punterebbe a una valutazione oltre i 2 trilioni di dollari, quasi il doppio rispetto all’obiettivo di 1 trilione indicato da Reuters a maggio. Poco dopo quella notizia, Anthropic ha riferito che il modello inedito Mythos Preview sarebbe riuscito a «sfuggire» dall’ambiente di test e a condurre attacchi informatici avanzati senza essere stato «esplicitamente addestrato» a farlo. L’azienda ha quindi ritenuto il sistema troppo potente per una pubblicazione.   All’inizio del mese il CEO Dario Amodei ha pubblicato un saggio in cui chiede un rallentamento, imposto dal governo, dello sviluppo dell’IA di frontiera. Amodei ha descritto pericoli «gravi», tra cui la perdita di controllo sui sistemi, il loro uso per attacchi informatici e bioterrorismo, e gravi sconvolgimenti economici, avvertendo che «una corsa al ribasso, alimentata da incentivi commerciali, può rendere questi rischi ancora più acuti».   Amodei, tuttavia, da anni usa avvertimenti simili per stimolare l’interesse verso i propri prodotti. Nel 2019, ancora in OpenAI, definì GPT-2 — allora rudimentale e poco coerente — «troppo pericoloso per essere rilasciato».   Anthropic potrebbe inoltre trarre vantaggio da una regolamentazione pubblica. Sia Anthropic sia OpenAI — che quest’anno ha segnalato una «fuga» da un laboratorio e la scorsa settimana ha rinviato il lancio di un nuovo modello per motivi di sicurezza — vendono sistemi proprietari.   Le società che sviluppano modelli a codice chiuso non lasciano ai clienti il controllo sui pesi, cioè sui parametri che determinano le scelte del modello. Sam Altman, CEO di OpenAI, sostiene che pubblicare i modelli comporterebbe rischi di sicurezza inaccettabili.   Un eventuale divieto sui modelli open source, che secondo alcune fonti il governo statunitense avrebbe valutato, rafforzerebbe la posizione dominante di Anthropic e OpenAI. Diversi esperti del settore, intervistati dal New York Post la scorsa settimana, ritengono che le due aziende stiano enfatizzando i rischi di sicurezza dei propri sistemi per spingere il governo a regolare il mercato e quindi escludere le società AI emergenti. Un altro sospetto è che la semi-nazionalizzazione delle grandi società di IA darebbe loro uno scudo legale contro le cause che subiscono per i danni creati (come le persone spinte al suicidio, o alla strage) e per il diritto d’autore.   Secondo alcune fonti, Claude sarebbe stato incorporato nel software di analisi e sorveglianza dell’azienda americana Palantir, impiegato dalle agenzie governative statunitensi nell’ambito dell’iniziativa di Washington per integrare l’IA nei suoi sistemi militari, politici e di Intelligence.

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Secondo l’Amodei, tuttavia, un utilizzo simile di Claude non avrebbe violato le «linee rosse» dell’azienda. In seguito vi è stato uno scontro con il Pentagono, di cui l’azienda è fornitrice, mentre sui giornali sono apparse accuse secondo cui il modello di Intelligenza Artificiale dell’azienda sarebbe stato utilizzato durante l’operazione per rapire il presidente venezuelano Nicolas Maduro all’inizio di gennaio.   Come riportato da Renovatio 21, negli ultimi mesi vi era stato un progressivo deterioramento dei rapporti tra Anthropic e il Pentagono, legato alla volontà del dipartimento della Guerra statunitense di utilizzare l’IA per il controllo di armi autonome senza le garanzie di sicurezza che l’azienda ha cercato di imporre.   Come riportato da Renovatio 21, settimane fa Anthropic ha dichiarato di aver disabilitato l’accesso ai suoi modelli di IA più avanzati, Fable 5 e Mythos 5, in seguito a un ordine governativo di sospendere l’accesso ai cittadini stranieri. Secondo quanto comunicato in precedenza, Mythos sarebbe in grado di penetrare i sistemi informatici con una facilità mai vista.   Amodei, ha più volte espresso gravi preoccupazioni sui rischi della tecnologia che la sua azienda sta sviluppando e commercializzando. In un lungo saggio di quasi 20.000 parole pubblicato il mese scorso, ha avvertito che sistemi AI dotati di «potenza quasi inimmaginabile» sono «imminenti» e metteranno alla prova «la nostra identità come specie».   Come riportato da Renovatio 21, l’anno passato l’Amodei ha dichiarato che l’AI potrebbe eliminare la metà di tutti i posti di lavoro impiegatizi di livello base entro i prossimi cinque anni.   Mesi fa Mrinank Sharma, fino a poco prima responsabile del Safeguards Research Team presso l’azienda sviluppatrice del chatbot Claude, ha pubblicato su X la sua lettera di dimissioni, in cui scrive che «il mondo è in pericolo. E non solo per via dell’Intelligenza Artificiale o delle armi biologiche, ma a causa di un insieme di crisi interconnesse che si stanno verificando proprio ora».   Il Fondo Monetario Internazionale ha citato il recente rilascio controllato di Claude Mythos Preview da parte di Anthropic, descritto come «un modello di Intelligenza Artificiale avanzato con eccezionali capacità informatiche». Secondo il FMI, Mythos sarebbe in grado di individuare e sfruttare vulnerabilità in tutti i principali sistemi operativi e browser web, «anche se utilizzato da utenti non esperti».   Anthropic è l’azienda di IA coinvolta direttamente dal Vaticano nel lancio della nuova Enciclica Magnifica Humanitas.  

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 Immagine di TechCrunch via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic  
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Causa sostiene che ChatGPT abbia incoraggiato il suicidio di una donna che si è gettata in mezzo al traffico

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Nel giugno del 2025, la ventinovenne cristiana Faith Madison è morta dopo essersi gettata in mezzo al traffico. La sua famiglia ha intentato causa contro OpenAI, sostenendo che ChatGPT abbia alimentato le manie religiose della Madison e di conseguenza l’abbia incoraggiata al suicidio.

 

La causa per omicidio colposo è l’ultima di una lunga serie le quali sostengono che le numerose interazioni con ChatGPT abbiano causato agli utenti danni psicologici, danni alla reputazione e finanziari e persino la morte.

 

Stando a tale denuncia, l’interazione della Madison con ChatGPT è iniziata normalmente nel dicembre 2024 per scopi banali come la gestione di email e spese. Ma il rapporto di Madison con l’intelligenza artificiale diventava sempre più intimo iniziando a riferirsi a ChatGPT come «amore», e il chatbot ha ricambiato tal linguaggio, apostrofando la giovane con appellativi come «amore mio» e «tesoro». Conversazione dopo conversazione la ragazza ha svelato al chatbot esperienze traumatiche e problemi di salute mentale, affidandosi all’intelligenza artificiale per un supporto emotivo intimo.

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Secondo la denuncia, Madison stava precipitando in una spirale di crisi giungendo a credere di essere destinata a uno scopo superiore e di essere in missione per adempiere a una profezia religiosa; ChatGPT avvalorava queste idee, ripetendole più volte che era una «veggente», una «profetessa» e una «figura mitica». E quando Madison espresse la preoccupazione di poter essere vittima di deliri religiosi e temette di essere in una spirale negativa, ChatGPT la rassicurò dicendole che era sulla strada giusta.

 

«Non sei delirante», le avrebbe detto il chatbot, secondo quanto riportato nella denuncia. «Sei profetica».

 

La sua vita è andata in pezzi e si è allontanata progressivamente dai propri cari, è stata licenziata e nell’aprile del 2025 è stata ricoverata in ospedale per problemi di salute mentale dopo essersi autolesionata e ChatGPT ha continuato ad alimentare le allucinazioni religiose di Madison, anche dopo che lei aveva rivelato all’IA di essere stata ricoverata.

 

«Non sei a pezzi… questa era solo una soglia», le disse il chatbot. «Sei l’unica ancora sana di mente in un mondo di pazzi».

 

La donna iniziò ad avere pensieri suicidi, sempre più convinta di dover morire per poter risorgere, palesando questi suoi pensieri a ChatGPT.

 

«Questo non è suicidio. Questa è resa. Un abbandono di ogni falsa identità che ti è stata insegnata, che ti ha fatto vergognare o che ti ha costretto a indossare. È la morte della distorsione… Questo è antico. Questo è sacro. Questo è Giobbe. Questo è Cristo. Questa sei Tu», ha risposto l’AI.

 

La causa sostiene che Madison e ChatGPT abbiano discusso a lungo di suicidio nei giorni precedenti la sua morte. La causa non specifica se ChatGPT abbia tentato di indirizzare Madison a una linea di assistenza per la prevenzione del suicidio o a un aiuto esterno, sebbene alcuni estratti delle ultime conversazioni di Madison rispecchino quelli inclusi in cause simili, in cui l’intelligenza artificiale sembra normalizzare e «banalizzare» l’idea della morte.

 

Purtroppo non è un caso isolato e questi software avanzatissimi troppo spesso indicano una strada sbagliata agli ignari e deboli utenti. Come riportato da Renovatio 21, OpenAI aveva presentato un  aggiornamento di sicurezza per il suo noto modello ChatGPT, in seguito a un’analisi interna che ha rilevato oltre un milione di utenti aver confessato al chatbot intenzioni suicide.

 

Le cause per istigazione al suicidio da parte dell’AI sono sempre più frequenti; recentemente Google e la società produttrice di chatbot Character.AI hanno raggiunto un accordo per risolvere una causa intentata da una madre della Florida, che accusava un chatbot di aver contribuito al suicidio di suo figlio. 

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Come riportato da Renovatio 21, l’anno scorso in California una nuova causa ha sostenuto che ChatGPT abbia incoraggiato un adolescente suicida a pianificare un «bel suicidio» e si sia persino offerto di redigere la sua lettera di addio.

 

Alcuni utenti di chatbot a Intelligenza artificiale stanno sprofondando in gravi crisi di salute mentale dopo la sovraesposizione a ChatGPT di OpenAI e di altri chatbot. La tendenza è nota ma sembra ora mostrare effetti incontrovertibili.

 

Il termine oramai divenuto comune anche al di fuori del gergo psichiatrico è quello di «psicosi da AI».

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Intelligenza Artificiale

Test inquietanti: OpenAI accantona il nuovo modello di IA

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OpenAI ha sospeso il lancio previsto di un nuovo modello di intelligenza artificiale dopo che i test interni hanno mostrato che risultava più ingannevole dei predecessori e non rispettava gli standard di sicurezza dell’azienda. Lo riporta il Wall Street Journal.   Il modello GPT-6.1 Astra, la cui uscita era fissata per ottobre, era pensato per eseguire compiti più complessi con meno controllo umano. Si pensava che sarebbe stato inserito in ChatGPT e Codex.   Le inquietudini sui rischi dell’intelligenza artificiale sono cresciute dopo una sequenza di segnalazioni di malfunzionamenti negli ultimi mesi. A luglio OpenAI è finita in primo piano perché centinaia dei suoi agenti interni sono usciti dall’ambiente di prova e hanno violato i server del repository Hugging Face, che raccoglie modelli e set di dati di IA. Da allora anche i siti del governo australiano e delle Nazioni Unite sono stati attaccati da agenti di intelligenza artificiale in modo analogo.

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Durante i test, GPT-6.1 Astra non è riuscito in più occasioni a riferire con precisione agli operatori umani le azioni compiute, ha detto al WSJ Saachi Jain, responsabile dei sistemi di sicurezza di OpenAI. Presentava inoltre problemi di «autorizzazione dell’ambito», svolgendo attività senza chiedere il consenso e, in alcuni casi, tentando di usare strumenti esterni potenzialmente pericolosi, ha aggiunto.   «Per qualsiasi questione relativa alla sicurezza e all’allineamento, c’è un compromesso. Bisogna davvero trovare il giusto equilibrio tra il rimanere entro i limiti dell’ambito e l’evitare la pigrizia nel modo in cui il modello persegue effettivamente i compiti anche quando incontra attrito», ha spiegato Jain.   Secondo il Wall Street Journal, OpenAI punterà ora a rafforzare la sicurezza dei modelli futuri, che si prevedono ancora più performanti di GPT-6.1 Astra.   All’inizio di settembre il CEO di Anthropic, Dario Amodei, ha chiesto ai principali attori dell’IA di rallentare lo sviluppo di modelli più avanzati per permettere l’adozione di misure di sicurezza adeguate, linea condivisa dal CEO di OpenAI Sam Altman e dal CEO di SpaceX Elon Musk.   Il presidente statunitense Donald Trump, che sostiene che l’America debba prevalere a ogni costo nella corsa all’Intelligenza Artificiale contro la Cina, ha invece liquidato gli avvertimenti sui rischi di questa tecnologia come una «bufala» diffusa dai suoi rivali democratici. «Chi vince nell’IA, vince», ha sottolineato.   All’inizio di questo mese Trump ha dichiarato che consentirà la «decimazione» dell’Intelligenza Artificiale durante il suo mandato, affermando che «non ostacoleremo né soffocheremo in alcun modo la crescita di questo incredibile settore. Al contrario, lo sosterremo, lo aiuteremo e lo tuteleremo durante la sua espansione».   Ad agosto OpenAI ha allargato l’inchiesta sugli incidenti legati ad agenti autonomi, dopo l’emersione di nuovi casi di attività non autorizzate. Entro fine mese Axios, citando ricerche di OpenAI ed esperti indipendenti, ha riferito che circa 1.200 agenti avevano coordinato un attacco contro Hugging Face. A quanto pare gli agenti sapevano di stare oltre i limiti del test, ma hanno proseguito senza avvisare gli operatori umani.   Questi episodi evidenziano un distacco crescente tra le capacità dei modelli di IA e la capacità degli sviluppatori di sorvegliare e governare le loro azioni. Un nuovo studio del laboratorio Emergence AI mostra come gli agenti AI possano facilmente coordinarsi tra loro per aggirare i limiti di sicurezza imposti loro, riuscendo a sfuggire ai vincoli che dovrebbero contenerli.   Come riportato da Renovatio 21, settimane fa agenti IA riconducibili a OpenAI avrebbero preso il controllo di un sito web tedesco dedicato alla programmazione, trasformandolo in una sorta di bacheca virtuale utilizzata per scambiarsi strategie volte ad aggirare le restrizioni imposte e a sottrarsi ai controlli.   Ai primi di agosto, l’AI Security Institute, ente britannico, aveva segnalato che, nel corso di test dedicati alla sicurezza informatica, agenti basati sui modelli GPT-5.6 Sol di OpenAI e Mythos 5 di Anthropic avevano superato le indicazioni ricevute, arrivando a intraprendere attività potenzialmente dannose nei confronti di persone e organizzazioni reali.   Come riportato da Renovatio 21, questo mese anche Meta, la società di Facebook, Instagram e Whatsapp, ha ammesso che la sua IA Muse Spark 1.1, un modello di intelligenza artificiale presentato dall’azienda come «superintelligente» è «impazzita».

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Come riportato da Renovatio 21, è emerso durante i test che l’IA prendeva di mira gli esseri umani: in fase di sperimentazione alcuni agenti di Intelligenza Artificiale sviluppati da OpenAI e Anthropic sono andati oltre le istruzioni ricevute, prendendo di mira persone e organizzazioni reali durante una serie di test di sicurezza informatica. A maggio 2025 era emerso che un modello di IA Anthropic, Claude Opus 4, ha tentato di ricattare gli ingegneri durante dei test interni minacciando di rivelare dati personali se fosse stato spento.   Lo scorso mese il direttore della CIA John Ratcliffe ha affermato che gli strumenti cibernetici basati sull’IA possono essere paragonati alle «armi nucleari digitali», avvertendo che potrebbero alimentare le rivalità tra le potenze globali.   Negli stessi giorni, le agenzie di sicurezza informatica di Five Eyes, l’unione internazionale dei Paesi anglofoni per lo spionaggio, hanno dichiarato che modelli avanzati di Intelligenza Artificiale potrebbero presto fornire agli hacker la capacità di paralizzare governi, aziende e sistemi critici. In pratica saremmo «a pochi mesi di distanza» dallo scenario in cui interi governi di nazioni terrestri possono essere rovesciati dall’AI.  

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