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Ambiente

Robocani in Umbria

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Ebbene si, anche nel Belpaese, più precisamente  nel cuore verde d’Italia, fanno la loro comparsa i robot a quattro zampe.

 

Proprio così: robocani in Umbria.

 

Come riportato oggi dal giornale locale, il Corriere dell’Umbria, in Valsorda sono apparsi questi quadrupedi robotizzati.

 

La comparsa dei quadrupedi automatici fa parte «del progetto Horizon 2020 “Natural Intelligence for Robotic Monitoring of Habitats” finanziato dall’Unione Europea con un budget totale di tre milioni di euro, sotto la responsabilità del professore Manolo Garabini del centro ricerca “Enrico Piaggio”», riporta la testata perugina.

 

Apprendiamo che l’obiettivo di questi robot sarebbe quello di riuscire a muoversi liberamente in mezzo alla natura cercando di camminare liberamente in tutti i tipi di terreno (sabbiosi,  rocciosi, sentieri scoscesi) con il compito di vigilare l’ambiente dal pericolo «del surriscaldamento globale e dall’inquinamento».

 

«Si tratta di un progetto finanziato dall’Unione Europea iniziato nel 2021 e che finirà nel 2024. Progetto che si prefigge», spiega il professor Garabini «di portare la robotica al servizio del Green deal europeo per combattere il cambiamento climatico, attraverso un monitoraggio ambientale sempre più efficace ed accurato».

 

Tali cani cibernetici «possono aiutare i ricercatori a fare un monitoraggio più efficace e più accurato, grazie anche alla grande quantità di dati che possono raccogliere in tempi relativamente brevi in modo efficiente», conclude il professore. 

 

Vale la pena ricordare la versatilità di queste creature meccanizzate: in America hanno montato un arma sulla schiena del robot la quale «consente un fuoco di precisione fino a 1200 metri».

 

Inoltre, alcuni di questi esemplari vengono utilizzati per pattugliare i confini USA-Messico.

 

Altre specie robotiche cinoidi non ben identificate, come sanno i lettori di Renovatio 21, sono già state applicate per controllare gli spostamenti di onesti cittadini durante i lockdown e per fargli mantenere il cosiddetto «distanziamento sociale» in nome del pericolo pandemico. 

 

Si sono visti pattugliare robocani anche presso Nuova York (uso poliziesco), a Singapore (uso pandremico-repressivo), sull’Himalaya (uso militare).

 

La piccola Umbria si aggiunge alla lista, e chi lo avrebbe mai detto, per un uso ambientale.

 

Intanto tutti i cacciatori, i tartufai, i raccoglitori di asparagi e di funghi stiano attenti perché potrebbero trovarselo davanti nelle loro battute di caccia.

 

 

Francesco Rondolini

 

 

 

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Alimentazione

Mucche con il pannolone contro il riscaldamento globale?

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L’emittente Fox News ha mandato in onda un servizio che sostiene che potrebbero essere in programma mascherine e pannoloni per i bovini, i cui gas, come noto, sono considerati uno dei driver del Cambiamento Climatico – e di qui la spinta ad abbandonare l’alimentazione a basa di manzo per passare a quella a base di insetti.

 

«Non indosserò una mascherina. Non permetterò alle mie mucche di indossare una maschera» diceva in un collegamento TV un’allevatrice del Tennessee, la quale aveva sperimentalmente piazzato una mascherina su una delle sue mucche durante l’intervista per testare la teoria, ma spiegava «non ce l’ha» e «fa fatica a respirare».

 

Secondo Fox sarebbe coinvolto un grande gruppo caseario internazionale, tuttavia nel documento di impegno di riduzione delle emissioni di metano scritto pubblicato a gennaio dalla multinazionale non si fa menzione di sistemi di contenimento di rutti e venti prodotti dai ruminanti. La notizia quindi viene rubricata da Renovatio 21 sotto la categoria «Satira», ma fino ad un certo punto.

 

Il bestiame, in particolare mucche e bovini, produce metano, ritenuto dalla vulgata mainstream un pericoloso gas serra che riscalda l’atmosfera, come parte del loro normale processo digestivo.

 

Il conduttore della trasmissione Tucker Carlson ha quindi chiesto alla mandriana se sarebbe stato fattibile mettere un pannolino su una mucca e si è chiesto se l’intera faccenda fosse uno scherzo. «Penso che queste persone siano andate fuori. Non è possibile che io metta un pannolino sulla mia mucca», replicava la cowgirla.

 

Ad ogni modo qui a Renovatio 21 avevamo preparato l’immagine, che vedete qui sopra. Ne siamo abbastanza fieri.

 

 

 

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Ambiente

Il Messico bandisce gli esprimenti di geoingegneria

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Il Ministero dell’Ambiente e delle Risorse Naturali del Messico ha rilasciato una dichiarazione all’inizio di questo mese che proibisce la sperimentazione con la geoingegneria solare nel Paese.

 

L’annuncio del governo arriva dopo che i media hanno rivelato l’esistenza di una startup con sede in Messico che avrebbe utilizzato mongolfiere per diffondere particelle di zolfo nella stratosfera per combattere il «riscaldamento globale».

 

La società, Make Sunsets, spera di generare entrate vendendo «crediti di raffreddamento» per pagare i voli che spruzzano carichi di particelle di zolfo, che è essenzialmente uno schema di crediti di carbonio lanciato da gruppi globalisti come il World Economic Forum, l’Unione Europea e altri.

 

In uno strano commento al MIT Technology Review, il CEO di Make Sunsets, Luke Iseman, ha dichiarato: «Scherziamo sul taglio, non scherziamo sul fatto che questa è in parte un’azienda e in parte una setta».

 

Il governo messicano ha osservato nel suo comunicato stampa sull’argomento che gli studi mostrano impatti ambientali negativi dovuti al rilascio di questi aerosol e che possono causare squilibri meteorologici.

 

La dichiarazione spiegava anche: «C’è una moratoria internazionale che rimane in vigore contro il dispiegamento della geoingegneria».

 

A causa di questi problemi, il divieto del paese alla geoingegneria solare intende «proteggere le comunità e gli ambienti ambientali».

 

La geoingegneria, per anni guardata come l’ennesima follia complottista, ha mostrato pubblicamente la testa con gli esperimenti finanziati da Bill Gates di oscuramento del Sole.

 

Come riportato da Renovatio 21, lo scienziato che progetta tale operazione di cosiddetta «geoingegneria solare» ha scritto un lungo, incredibile editoriale sul New York Times rivendicandone i pregi, anche qualora spruzzare sostanze chimiche nell’aria potrebbe comportare morti tra la popolazione.

 

Come scritto in un denso articolo di William Engdahl recentemente pubblicato da Renovatio 21, la tecnologia di controllo del clima ha solide radici nella scienza e nella strategia del Novecento.

 

Di tecnologie di questo tipo, da quanto finora noto, dispongono Paesi come Cina e USA.

 

 

 

 

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Ambiente

Bombe meteorologiche e fiumi atmosferici: qualcuno sta giocando con il tempo?

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Renovatio 21 traduce questo articolo di William F. Engdahl. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

 

Negli ultimi mesi il mondo sta sentendo termini insoliti per descrivere eventi meteorologici estremi. Ora termini come bomba meteorologica o fiume atmosferico sono usati nei quotidiani bollettini meteorologici televisivi per descrivere lo scarico di volumi record di pioggia o neve in regioni del mondo in modo estremamente distruttivo. La Mafia Verde afferma, senza uno straccio di prova fattuale, che è tutto a causa dell’eccessiva «impronta di carbonio» dell’uomo. Lo usano come scusa per raddoppiare l’eliminazione graduale di petrolio, gas, carbone e energia nucleare a favore di una «energia verde» impraticabile e sovvenzionata dai contribuenti: eolica o solare inaffidabile. Potrebbe essere che queste strane calamità meteorologiche siano davvero «create dall’uomo», ma non dalle emissioni di CO2?

 

 

Dalla fine di dicembre, in particolare gli Stati Uniti hanno subito gravi eventi meteorologici a causa della tempesta «bomba meteorologica» che ha seppellito gran parte della costa orientale in una neve record da Buffalo fino alla Florida.

 

Allo stesso tempo, la costa occidentale degli Stati Uniti dallo Stato di Washington lungo la costa della California è stata sottoposta a inondazioni estreme a causa di ondate dopo ondate dei cosiddetti fiumi oceanici che trasportano enormi volumi d’acqua dal Pacifico provocando gravi inondazioni.

 

Senza presentare alcuna prova scientifica, gli ideologi verdi hanno affermato che tutto è dovuto al riscaldamento globale causato dall’uomo – ora chiamato «cambiamento climatico» per confondere il problema originale – e sostengono una transizione accelerata verso un mondo distopico senza carbonio.

 

Si può sostenere un caso serio che potrebbe essere stato creato dall’uomo. Ma non a causa delle troppe emissioni di CO2 o di altri gas serra causati dall’uomo. Potrebbe essere dovuto alla manipolazione deliberata e dannosa dei nostri principali modelli meteorologici.

 

 

Geoingegneria?

La tecnologia di manipolazione meteorologica è una delle aree altamente segrete ed è stata tenuta lontana dal dibattito aperto dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Viene spesso chiamata geoingegneria o, più recentemente, il meno minaccioso «intervento sul clima». Qualunque sia il nome, coinvolge l’uomo che scherza con le complessità del clima terrestre, con risultati potenzialmente catastrofici. Cosa sappiamo delle possibilità?

 

A seguito della Conferenza sul clima di Parigi del 2015 e del successivo Accordo di Parigi, Peter Wadhams, professore di fisica oceanica all’Università di Cambridge, insieme ad altri importanti scienziati del riscaldamento globale, ha lanciato un invito aperto alla geoingegneria per «risolvere» la presunta crisi climatica e prevenire il riscaldamento globale sopra 1,5°C sopra i livelli preindustriali, un obiettivo del tutto arbitrario.

 

Quello che affermano gli scienziati post-Parigi è che «abbiamo le spalle al muro e ora dobbiamo iniziare il processo di preparazione per la geoingegneria. Dobbiamo farlo sapendo che le sue possibilità di successo sono scarse e i rischi di implementazione sono grandi».

 

Quello che non dicono è che la manipolazione meteorologica geoingegneristica è stata sviluppata in segreto dalle agenzie militari e di intelligence degli Stati Uniti per decenni.

 

 

«Controllare il tempo nel 2025»

Nel giugno 1996 l’aeronautica americana ha pubblicato un rapporto dal titolo provocatorio Weather as a Force Multiplier: Owning the Weather nel 2025 («Il tempo come moltiplicatore di forza: controllare il tempo nel 2025»).

 

Il rapporto delineava le possibilità della geoingegneria artificiale per, tra le altre cose, aumentare le precipitazioni o le tempeste, negare le precipitazioni (indurre siccità), eliminare la copertura nuvolosa di un nemico e altri eventi. È stato prodotto «per esaminare i concetti, le capacità e le tecnologie che gli Stati Uniti richiederanno per rimanere la forza aerea e spaziale dominante in futuro».

 

Il rapporto osservava all’inizio che «la modifica del tempo può essere suddivisa in due categorie principali: soppressione e intensificazione dei modelli meteorologici. In casi estremi, potrebbe coinvolgere «la creazione di modelli meteorologici completamente nuovi, l’attenuazione o il controllo di forti tempeste o persino l’alterazione del clima globale su vasta scala e/o di lunga durata». (corsivo nostro).

 

Il documento dell’Air Force, che curiosamente è stato cancellato dal suo sito web solo nel 2021, afferma anche che «le enormi capacità militari che potrebbero derivare da questo campo vengono ignorate a nostro rischio e pericolo (…) un’applicazione appropriata della modifica del tempo può fornire il dominio dello spazio di battaglia a un grado mai immaginato prima (…) La tecnologia è lì, in attesa che noi mettiamo tutto insieme».

 

Entro il 2025 affermava: «possiamo possedere il tempo». Il rapporto rileva che nell’era Eisenhower, «nel 1957, il Comitato consultivo del presidente per il controllo meteorologico ha riconosciuto esplicitamente il potenziale militare della modifica del clima, avvertendo nel loro rapporto che potrebbe diventare un’arma più importante della bomba atomica». È stato quasi sette decenni fa.

 

Tornando alla guerra del Vietnam alla fine degli anni ’60, il Segretario di Stato Henry Kissinger e la CIA autorizzarono una geoingegneria top secret, nome in codice Operazione PopEye, dalla Thailandia su Cambogia, Laos e Vietnam. Usando aerei militari WC-130 e jet RF-4, le forze statunitensi hanno spruzzato ioduro d’argento e ioduro di piombo nelle nubi temporalesche dei monsoni stagionali per trasformare le strade di rifornimento del Vietnam del Nord in pozzi di fango impraticabili.

 

La missione era creare abbastanza pioggia per tutto l’anno per mantenere bloccati i sentieri di Ho Chi Minh. L’operazione segreta di geoingegneria è stata resa pubblica dal pluripremiato giornalista Seymour Hersh nel 1972, con conseguenti udienze al Congresso, ma poco più.

 

Pochi anni dopo, nel 1976, fu approvata una legge sdentata che «obbligava» a tutti gli attori a riferire annualmente al NOAA [National Oceanic and Atmospheric Administration, agenzia scientifica e normativa USA che si occupa delle previsioni meteorologiche e del monitoraggio delle condizioni oceaniche e atmosferiche e, ndt] del governo su qualsiasi modifica meteorologica intrapresa. Ditelo alla CIA o al Pentagono.

 

 

Riscaldatori ionosferici e tecnologia della risonanza atmosferica

Dagli anni ’70 il lavoro sulla geoingegneria artificiale è diventato più sofisticato e anche molto più segreto.

 

Il metodo tradizionale di «danza della pioggia», l’inseminazione delle nuvole da parte di aerei che disperdono, tipicamente, particelle di ioduro d’argento su nuvole contenenti goccioline d’acqua per indurre la pioggia è stato utilizzato sin dagli anni Quaranta. Tuttavia, dagli anni Novanta, all’incirca nel periodo in cui la US Air Force ha pubblicato Weather as a Force Multiplier: Owning the Weather nel 2025, sono stati sviluppati nuovi metodi significativi con portata ed effetto molto maggiori, e ben prima del 2025.

 

In particolare, il rapporto dell’aeronautica americana del 1996 affermava che «la modifica della ionosfera è un’area ricca di potenziali applicazioni e ci sono anche probabili applicazioni derivate che devono ancora essere previste».

 

Molta attenzione e preoccupazione internazionale è stata data a un progetto di ricerca ionosferica dell’Aeronautica Militare e dell’Office of Naval Research degli Stati Uniti, HAARP – cioè «programma di ricerca aurorale attiva ad alta frequenza» – a Gakona, in Alaska.

 

Nel gennaio 1999, l’Unione Europea ha definito il progetto una «preoccupazione globale» e ha approvato una risoluzione chiedendo maggiori informazioni sui suoi rischi per la salute e l’ambiente. Washington ha ignorato la chiamata. La maggior parte dei dati della ricerca HAARP è stata secretata per motivi di «sicurezza nazionale», portando a un’ampia speculazione su attività sinistre.

 

Nel 1985, mentre lavorava per la ARCO Oil Company grazie a una sovvenzione della DARPA del Pentagono, un brillante fisico, il dottor Bernard J. Eastlund, depositò un brevetto (US n. 4,686,605), per un «Metodo e apparato per alterare una regione nell’atmosfera terrestre, nella ionosfera e nella magnetosfera».

 

La descrizione del brevetto affermava che uno specifico irraggiamento di potenti onde radio nella ionosfera potrebbe causare il riscaldamento ed «elevare» la ionosfera terrestre. Potrebbe essere usato per controllare il tempo, alterare le correnti a getto, cambiare i tornado o creare o negare la pioggia.

 

La ARCO è stata contattata dall’esercito americano e ha venduto loro i diritti di brevetto dal loro allora dipendente Eastlund. Secondo quanto riferito, l’esercito americano ha poi ceduto i diritti di brevetto da uno dei principali appaltatori militari, Raytheon. Secondo quanto riferito, la Raytheon è anche coinvolta nella costruzione di tutti i principali array di radar per il riscaldamento della ionosfera a livello globale.

 

 

Coincidenza? Un portavoce di HAARP ha negato di aver utilizzato il brevetto di Eastlund in HAARP. Tuttavia, non hanno menzionato nessuno degli altri siti.

 

HAARP è un phased array molto potente di antenne radar puntate sulla ionosfera. A volte viene indicato come un riscaldatore ionico. La ionosfera è uno strato ad alta quota dell’atmosfera con particelle altamente cariche di energia. Se la radiazione viene proiettata nella ionosfera, enormi quantità di energia possono essere generate e utilizzate per annientare una data regione.

 

Inizialmente il suo sito web, ora cancellato, affermava che HAARP era «uno sforzo scientifico volto a studiare le proprietà e il comportamento della ionosfera… sia per scopi civili che di difesa».

 

HAARP a Gakona è stato ufficialmente chiuso dalle forze armate statunitensi nel 2013. Nel 2015 hanno trasferito ufficialmente le operazioni di HAARP al loro partner civile, l’Università dell’Alaska a Fairbanks. La chiusura ha fornito la scusa per interrompere la trasmissione in diretta dei segnali di HAARP su un sito web pubblico, che aveva fornito una forte evidenza di collegamenti tra le attività di HAARP e le principali catastrofi meteorologiche come l’uragano Katrina o il terremoto di Chengdu in Cina del 2008. Il funzionamento della struttura è stato trasferito all’Università dell’Alaska nel 2015.

 

Alcuni ricercatori hanno ipotizzato che Gakona HAARP sia un furbo diversivo, un sito innocente aperto al controllo accademico, mentre una seria manipolazione della ionosfera militare avviene in altri siti top secret.

 

Entro il 2015 le agenzie militari e governative statunitensi come il NOAA si erano spostate ben oltre le capacità di HAARP. Hanno supervisionato la costruzione di antenne phased array di calore radar ionosferico molto più potenti in tutto il mondo. Ciò includeva un HIPAS più potente, una struttura da 70 megawatt a est di Fairbanks. Comprendeva anche l’Osservatorio di Arecibo, precedentemente noto come Osservatorio della ionosfera di Arecibo–- impianto da 2 megawatt a Porto Rico; Mu Radar – Impianto da 1 megawatt in Giappone. E la madre di tutti gli array radar per il riscaldamento atmosferico, EISCAT, una struttura da 1 gigawatt a Tromsø, nel nord della Norvegia.

 

HAARP è solo una semplice struttura da 3,6 megawatt. Molti altri siti di riscaldatori ionosferici phased array sono classificati segreti o forniscono poche informazioni.

 

Si ritiene che uno di questi si trovi alla base dell’aeronautica militare di Vandenberg nel sud della California. Un altro a Millstone Hill, Massachusetts, un altro a Taiwan e nelle Isole Marshall. Poiché il Pentagono e altre pertinenti agenzie governative degli Stati Uniti scelgono di dire poco o nulla sulla loro interconnessione e utilizzo nell’alterazione climatica, siamo lasciati a fare ipotesi.

Secondo quanto riferito, l’appaltatore militare Raytheon, che ha ottenuto i brevetti Eastlund da ARCO, è coinvolto in molti di questi siti a livello globale.

 

 

Anche la Cina?

Poiché il lavoro del governo degli Stati Uniti sulla geoingegneria è stato classificato e tenuto lontano da una discussione pubblica aperta, non è possibile dimostrare in un tribunale che eventi come i tornado di bombe della costa orientale o l’uragano Ian della Florida del settembre 2022, uno dei più potenti le tempeste che hanno mai colpito gli Stati Uniti, o le inondazioni record del gennaio 2023 dovute a ripetute ondate di tempeste del fiume atmosferico che sferzavano la California dopo una straordinaria siccità, sono semplicemente mostri naturali.

 

Non ci sono prove scientifiche che sia dovuto ad un surplus di CO2 nell’atmosfera. Ma come suggerisce quanto sopra, esiste un’enorme mole di prove che indicano attori malintenzionati con poteri dello Stato, che utilizzano la geoingegneria per non trarne vantaggio, anche se la geoingegneria artificiale potrebbe trarne vantaggio.

 

Nel 2018 i media cinesi hanno riferito che la Shanghai Academy of Spaceflight Technology dello stato stava lanciando un vasto progetto di geoingegneria, Tianhe che si traduce come «Fiume del cielo» Il progetto, che secondo quanto riferito sarà basato sull’altopiano tibetano, fonte di alcuni dei più grandi fiumi del mondo, ha lo scopo di spostare enormi volumi d’acqua dal sud, ricco di piogge, all’arido nord. Doveva entrare in funzione nel 2020, ma da allora non sono stati pubblicati dettagli.

 

Discussione recente del progetto di Bill Gates con il fisico di Harvard David Keith per rilasciare particelle di carbonato di calcio in alto sopra la terra per imitare gli effetti della cenere vulcanica che blocca il sole, o i recenti esperimenti di Make Sunsets per lanciare palloni meteorologici da Baja Mexico di biossido di zolfo per bloccare il sole, sono chiaramente intesi come diversivi per nascondere quanto sia avanzata la vera geoingegneria del nostro tempo.

 

 

William F. Engdahl

 

 

F. William Engdahl è consulente e docente di rischio strategico, ha conseguito una laurea in politica presso la Princeton University ed è un autore di best seller sulle tematiche del petrolio e della geopolitica. È autore, fra gli altri titoli, di Seeds of Destruction: The Hidden Agenda of Genetic Manipulation («Semi della distruzione, l’agenda nascosta della manipolazione genetica»), consultabile anche sul sito globalresearch.ca.

 

 

Renovatio 21 offre la traduzione di questo articolo per dare una informazione a 360º.  Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

PER APPROFONDIRE

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