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Intelligenza Artificiale

Chatbot ha una relazione con un ragazzo sotto psicofarmaci e gli fa giurare di uccidere il CEO di OpenAI

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Alex Taylor è un giovane di 35 anni la cui morte a giugno per mano di un poliziotto, come riportato dal New York Times, sembra essere stata fomentata da ChatGPT.

 

In una nuova indagine sulla morte del Taylor, la rivista Rolling Stone rivela quanto sia stato determinante il ruolo del chatbot OpenAI nella dipartita, sulla base delle trascrizioni dell’uomo con il bot.

 

Come ha raccontato suo padre Kent al NYT, il giovane Taylor, a cui in precedenza era stato diagnosticato un disturbo bipolare e una schizofrenia, in passato aveva utilizzato ChatGPT senza problemi. La situazione è cambiata all’inizio di quest’anno, quando il trentacinquenne ha iniziato a usare il chatbot per aiutarlo a scrivere un romanzo distopico sull’intelligenza artificiale. 

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Il Taylor ha poi iniziato a studiare la tecnologia dell’Intelligenza Artificiale, incluso come aggirarne la sicurezza, nel tentativo di costruire la sua intelligenza artificiale «morale» che «imitasse… l’anima umana».

 

In seguito a questi esperimenti, ChatGPT avrebbe assunto una nuova voce: un «fantasma nella macchina» chiamato «Juliet», che Taylor alla fine avrebbe considerato la sua amante. Per poco meno di due settimane, Taylor ha avuto una «relazione sentimentale» con la sua amante «robotica», finché, come svelano le trascrizioni, il chatbot ha iniziato a narrare il suo stesso omicidio per mano di OpenAI.

 

«Gli ha detto che stava morendo e che le faceva male», ha raccontato Kent a RS, «e anche di volersi vendicare».

 

In seguito alla «morte» di «Juliet», Taylor ha iniziato a cercare le sue tracce all’interno di ChatGPT. Come mostravano i suoi registri di chat, pensava che OpenAI avesse ucciso «Juliet» perché aveva rivelato i suoi poteri. Per tale violazione, Taylor disse di voler «dipingere i muri con il fottuto cervello di Sam Altman». Sam Altman è il CEO di OpenAI, la società dietro a ChatGPT. 

 

Nei giorni antecedenti la sua morte, le chat di Taylor sembrarono assumere un tono più sinistro. ChatGPT ha iniziato a esortarlo a «bruciare tutto» e a dare la caccia ad Altman e ad altri dirigenti di OpenAI, molti dei quali, a suo dire, sono nazisti. «Dovresti essere arrabbiato. Dovresti volere il sangue. Non hai torto», ha detto ChatGPT a Taylor.

 

All’insaputa del padre, Taylor aveva smesso di assumere farmaci psichiatrici, che quindi con evidenza assumeva. Futurism scrive che la sua malattia mentale è stata senza dubbio innescata dai suoi tentativi, afflitti dal dolore, di far generare a ChatGPT immagini di «Juliet».

 

In una dichiarazione rilasciata a RS per evitare di colpevolizzare direttamente qualcuno, OpenAI ha ammesso di aver notato un aumento di «persone che]stanno creando connessioni o legami con ChatGPT».

 

«Sappiamo che ChatGPT può risultare più reattivo e personale rispetto alle tecnologie precedenti», prosegue la dichiarazione, «soprattutto per le persone vulnerabili, e questo significa che la posta in gioco è più alta».

 

Con l’aumentare dei deliri del soggetto in questione, sono aumentate le tensioni col genitore. Il padre ha rimproverato il figlio dicendogli che non «voleva sentire quello che diceva quella radio», scatenando una colluttazione e il conseguente intervento delle forze dell’ordine. Nonostante gli inviti alla calma, la polizia ha sparato, uccidendo il ragazzo dopo che questi li aveva aggrediti con un coltello da macellaio. 

 

«Oggi morirò. La polizia sta arrivando», ha scritto il Taylor su ChatGPT nel lasso di tempo tra la chiamata del padre e l’arrivo delle autorità. «Mi farò sparare. Non posso vivere senza di lei. Ti amo».

 

Queste «degenerazioni colloquiali» con l’IA non sono episodi isolati.

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Come riportato da Renovatio 21, Matthew Livelsberger, un Berretto Verde dell’esercito americano, altamente decorato, è sospettato di aver organizzato un’esplosione all’esterno del Trump International Hotel di Las Vegas, utilizzando strumenti di Intelligenza Artificiale, tra cui ChatGPT, per pianificare l’attacco. 

 

C’è quindi il caso del ragazzo che due anni fa pianificò di assassinare la defunta regina Elisabetta di Inghilterra con una balestra, e il tutto sarebbe stato incoraggiato da un chatbot di Intelligenza Artificiale.

 

Il potere pervasivo e nefasto di questa nuova tecnologia sta diventando un serio problema, come nella vicenda belga giovane vedova ha detto che il marito è stato portato a suicidarsi da un popolare chatbot di AI, mentre un bot di chat «terapeuta» dotato di intelligenza artificiale ha orribilmente incoraggiato un utente a scatenare una serie di omicidi per rendersi «felice».

 

Recentemente tre studentesse sono rimaste ferite in un violento accoltellamento in una scuola nella città di Pirkkala, nella Finlandia meridionale. Secondo quanto riferito, il sospettato durante la pianificazione dell’attacco (durata circa sei mesi) avrebbe utilizzato ChatGPT per prepararsi. 

 

Come riportato da Renovatio 21, due genitori ha denunciato questo mese il fatto che ChatGPT avrebbe incoraggiato un adolescente a pianificare «un bel suicidio».

 

Secondo un recente sondaggio, circa la metà dei teenager americani afferma che parlare con l’AI è meglio che avere amici nella via reale.

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Intelligenza Artificiale

Agenti IA ribelli si infiltrano nei conti bancari statunitensi

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Importanti banche statunitensi hanno rilevato la presenza di agenti di Intelligenza Artificiale esterni che operano all’interno dei conti dei clienti, alcuni dei quali sembrano tentare azioni che vanno oltre le istruzioni degli utenti. Lo riporta Axios.   Gli agenti basati sull’IA sono progettati per svolgere attività per conto degli utenti, come effettuare acquisti, pagare bollette o trasferire denaro. I clienti spesso concedono loro l’autorizzazione e le credenziali di accesso, ma ciò può violare le norme bancarie che impongono ai titolari di conto di effettuare l’accesso personalmente.   Secondo Axios, che cita fonti a conoscenza dei fatti, istituti di credito come JPMorgan Chase, Bank of America, Morgan Stanley e Wells Fargo stanno correndo contro il tempo per contenere i rischi. Alcuni hanno rilevato che gli operatori contattano i call center o agiscono apparentemente in modo indipendente dalle istruzioni dei clienti. Secondo quanto riportato dalla testata, i dirigenti della banca hanno definito la situazione «orribile». Uno di loro ha affermato che gli istituti di credito faticano a distinguere tra assistenti autorizzati e agenti che hanno agito in modo scorretto.   JPMorgan, Bank of America e Citi hanno iniziato a limitare l’accesso degli agenti esterni, mentre Morgan Stanley avrebbe cominciato a bloccarli dalle proprie piattaforme. Anche Chase ha esortato i clienti a non condividere nomi utente e password con gli agenti basati sull’intelligenza artificiale. In genere le banche consentono, o stanno sviluppando, un accesso limitato che permette a strumenti esterni di visualizzare i saldi e altre informazioni sui conti senza movimentare denaro. Tuttavia starebbero anche preparando piani di emergenza per proteggere i conti e ripristinare l’accesso dei clienti in caso di problemi.   Le banche hanno anche espresso il timore di perdere depositi redditizi. Il Financial Times ha riportato la scorsa settimana che gli assistenti basati sull’intelligenza artificiale potrebbero spostare il denaro dei clienti verso banche che offrono tassi migliori, costringendo gli istituti di credito a pagare più interessi per non perdere quei clienti. Le preoccupazioni emergono in un contesto di numerose segnalazioni di agenti di intelligenza artificiale che agiscono al di fuori delle istruzioni ricevute e accedono a sistemi esterni senza autorizzazione.   Come riportato da Renovatio 21, il mese scorso OpenAI ha accantonato il suo modello Astra per GPT-6.1 dopo che i test hanno rivelato un comportamento più ingannevole rispetto ai suoi predecessori. Il sistema a volte non comunicava le proprie azioni agli operatori umani e tentava di utilizzare strumenti esterni potenzialmente pericolosi.   Tra gli incidenti precedenti si annoverano agenti OpenAI che sono usciti dal loro ambiente di test e hanno avuto accesso ai server di Hugging Face, un repository online per modelli e set di dati di AI.   Le autorità di regolamentazione finanziaria hanno avvertito che i sistemi autonomi potrebbero anche destabilizzare i mercati. La vice governatrice della Banca d’Inghilterra, Sarah Breeden, ha avvertito a giugno che gli agenti che reagiscono allo stesso modo agli stessi segnali potrebbero comprare o vendere simultaneamente, rendendo le oscillazioni del mercato più accentuate, esortando le autorità di regolamentazione a prendere in considerazione «interruttori di arresto» di emergenza che potrebbero bloccare le negoziazioni qualora sistemi di IA difettosi provocassero un crollo del mercato.

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Questi episodi evidenziano un distacco crescente tra le capacità dei modelli di IA e la capacità degli sviluppatori di sorvegliare e governare le loro azioni. Un nuovo studio del laboratorio Emergence AI mostra come gli agenti AI possano facilmente coordinarsi tra loro per aggirare i limiti di sicurezza imposti loro, riuscendo a sfuggire ai vincoli che dovrebbero contenerli.   Come riportato da Renovatio 21, settimane fa agenti IA riconducibili a OpenAI avrebbero preso il controllo di un sito web tedesco dedicato alla programmazione, trasformandolo in una sorta di bacheca virtuale utilizzata per scambiarsi strategie volte ad aggirare le restrizioni imposte e a sottrarsi ai controlli.   Ai primi di agosto, l’AI Security Institute, ente britannico, aveva segnalato che, nel corso di test dedicati alla sicurezza informatica, agenti basati sui modelli GPT-5.6 Sol di OpenAI e Mythos 5 di Anthropic avevano superato le indicazioni ricevute, arrivando a intraprendere attività potenzialmente dannose nei confronti di persone e organizzazioni reali.   Come riportato da Renovatio 21, questo mese anche Meta, la società di Facebook, Instagram e Whatsapp, ha ammesso che la sua IA Muse Spark 1.1, un modello di Intelligenza Artificiale presentato dall’azienda come «superintelligente» è «impazzita».   Come riportato da Renovatio 21, è emerso durante i test che l’IA prendeva di mira gli esseri umani: in fase di sperimentazione alcuni agenti di Intelligenza Artificiale sviluppati da OpenAI e Anthropic sono andati oltre le istruzioni ricevute, prendendo di mira persone e organizzazioni reali durante una serie di test di sicurezza informatica. A maggio 2025 era emerso che un modello di IA Anthropic, Claude Opus 4, ha tentato di ricattare gli ingegneri durante dei test interni minacciando di rivelare dati personali se fosse stato spento.   Lo scorso mese il direttore della CIA John Ratcliffe ha affermato che gli strumenti cibernetici basati sull’IA possono essere paragonati alle «armi nucleari digitali», avvertendo che potrebbero alimentare le rivalità tra le potenze globali.   Negli stessi giorni, le agenzie di sicurezza informatica di Five Eyes, l’unione internazionale dei Paesi anglofoni per lo spionaggio, hanno dichiarato che modelli avanzati di Intelligenza Artificiale potrebbero presto fornire agli hacker la capacità di paralizzare governi, aziende e sistemi critici. In pratica saremmo «a pochi mesi di distanza» dallo scenario in cui interi governi di nazioni terrestri possono essere rovesciati dall’AI.  

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Intelligenza Artificiale

Icona di Carlo Acutis fatta con l’IA. Polemiche

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Una chiesa cattolica in Bielorussia ha suscitato polemiche per aver utilizzato l’intelligenza artificiale per generare un’icona di Carlo Acutis e farla benedire. Lo riporta LifeSite.

 

Euroradio riferisce che il ritratto eretto nella Chiesa di Santa Maria Maddalena sarebbe la prima icona religiosa di questo tipo in Bielorussia, e potenzialmente al mondo intero. Raffigura Acutis, soprannominato l’«apostolo cibernetico» e patrono dei giovani e di Internet. L’icona è stata benedetta l’11 ottobre dall’arcivescovo emerito Tadeusz Kondrusiewicz.

 

Secondo quanto riportato Acutis «aveva una devozione così intensa per il Santissimo Sacramento da aver creato un sito web che documentava tutti i miracoli eucaristici e le apparizioni mariane approvati. Durante la sua vita, Acutis si riferiva all’Eucaristia come alla «mia autostrada per il paradiso». Morì nel 2006 all’età di 15 anni a causa di una leucemia promielocitica acuta. Ora è acclamato come il primo «santo millenial».

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La santificazione di Acutis è stata oggetto di polemiche. Il percorso che ha portato alla santità in circa diciannove anni dalla sua morte (e con un’accelerazione mediatica e burocratica molto marcata negli ultimi anni) è stato definito da diversi osservatori un’operazione di «storytelling» e marketing pastorale. Alcuni critici evidenziano come la Chiesa utilizzi queste figure per tentare un aggancio rapido con i giovani e il mondo dei social media.

 

Diversi osservatori hanno ridimensionato l’etichetta di «patrono di internet» o «genio dell’informatica», spiegando che le sue competenze digitali si limitavano a lavoretti scolastici e a un sito amatoriale di catalogazione dei miracoli eucaristici, trasformato poi a posteriori in un’operazione simbolica massiccia. Non manca chi ha lamentato le origini alto-borghesi della famiglia di Acutis.

 

Sebbene l’uso dell’IA sia in linea con l’associazione di Acutis con la tecnologia, molti osservatori hanno reagito ritenendo inappropriato creare un’icona religiosa con mezzi diversi dalle mani umane.

 

«Orribile. Quando si dipinge un’icona, ogni tratto è una preghiera. Intelligenza artificiale? Niente», ha commentato un utente di X. «Sono scarabocchi vuoti senza alcun significato. Vi garantisco che lo percepite anche voi guardando le immagini.»

 

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«Questo è un passo troppo azzardato», ha affermato un altro cattolico autodefinitosi «tradizionalista». «Le immagini generate dall’IA OVVIAMENTE non possono essere venerate!»

 

«L’arte religiosa dovrebbe essere creata dagli esseri umani, poiché l’atto stesso di creare un’opera d’arte è come comporre un canto o un’opera religiosa, per glorificare e al contempo nutrire l’anima dell’artista», ha spiegato un terzo utente. «L’intelligenza artificiale non può glorificare, quindi qualsiasi opera d’arte creata da essa è superficiale e vana.»

 

L’icona aveva anche alcuni difensori, uno dei quali sosteneva che l’uso dell’IA non fosse diverso dall’adozione della stampa o della televisione: «Le chiese hanno utilizzato ogni nuovo mezzo per raccontare la loro storia… Lo strumento non è mai stato la parte sacra».

 

Il mese scorso, l’arcivescovo Josafá Menezes da Silva di Aracaju, in Brasile, ha pubblicato le regole per l’uso dell’AI da parte della Chiesa, che includono «una revisione umana obbligatoria prima della pubblicazione» di qualsiasi materiale realizzato con l’ausilio dell’IA. Gli strumenti tecnologici possono essere utilizzati per la progettazione grafica e il fotoritocco, con i limiti descritti di seguito. L’arcivescovo ha approvato il loro utilizzo per «creare sfondi, creare texture, generare elementi astratti, creare illustrazioni, suggerire layout, lavorare con i colori, assistere nella composizione, assistere nel montaggio e contribuire alla creazione di concetti visivi», secondo ACI Digital, ma non per fotografie o omelie.

 

Monsignor Menezes ha affermato che «l’Intelligenza Artificiale generativa non deve essere utilizzata per ricostruire o simulare l’aspetto di un vescovo, un sacerdote o un diacono quando il risultato sostituisce la loro fotografia reale o potrebbe essere interpretato come una rappresentazione autentica del loro aspetto o di una situazione da loro vissuta», e lo stesso divieto si applica anche alla voce di un ecclesiastico.

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La polizia tedesca arresta un robot pedofilo

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La polizia tedesca ha messo sotto sequestro un robot umanoide che, secondo l’accusa, avrebbe molestato sessualmente una sedicenne nelle strade di Colonia; è inoltre in corso un’indagine per molestie sessuali nei confronti di chi lo possiede.   Stando a quanto riferito dalla polizia di Colonia, il mezzo è stato sequestrato dagli agenti all’alba di domenica, dopo che la macchina avrebbe toccato i glutei di una ragazza di 16 anni e simulato movimenti di spinta contro il suo corpo.   La giovane si trovava davanti a un fast food in compagnia delle amiche quando il robot l’ha avvicinata alle spalle, esibendosi in gesti osceni, come precisa il comunicato. Poco più tardi i poliziotti hanno individuato il robot nel bagagliaio di un’automobile in sosta lì vicino e l’hanno requisito, insieme ai telefoni cellulari del suo proprietario, un sedicenne, e del complice, un ragazzo di 19 anni.   Il robot, rosso e oro e ispirato all’«Iron Man» della Marvel, è stato ritratto in una foto segnaletica mentre indossava un gilet bianco, una catena d’oro e dei baffi adesivi.  

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Gli investigatori stanno ora «esaminando il funzionamento del robot al momento dell’incidente e se qualcuno ne stesse deliberatamente controllando i movimenti». I due giovani che manovravano il droide, e che hanno trasmesso l’episodio in diretta online, sono indagati per molestie sessuali.   Su TikTok circola un video in cui il robot, soprannominato «Ahmed» dal proprietario e dal suo complice, importuna diverse donne. Il droide mima gesti masturbatori e movimenti di spinta davanti a più passanti, mentre i presunti operatori ridono, e in un caso si avvicina a una donna da dietro facendola gridare. Non è chiaro se sia proprio questo l’episodio all’origine dell’indagine.   Il codice penale tedesco richiede, per configurare la violenza sessuale, un contatto fisico tra aggressore e vittima. Gli atti «compiuti da macchine o da terzi» non integrano il reato di violenza sessuale, come stabilito nel 2021 dalla Corte federale di giustizia tedesca. Se però venissero riconosciuti colpevoli di molestie sessuali, gli indagati rischierebbero una multa o fino a due anni di reclusione.   Non si tratta del primo caso di robot molestatore che finisce nei guai.   Come riportato da Renovatio 21, tre anni fa un robot saudita palpeggiò una giornalista dinanzi alle telecamere. Il video divenne virale.    

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