Spirito
Mons. Schneider: l’infiltrazione della massoneria è responsabile della crisi nella Chiesa
Il vescovo Athanasius Schneider, vescovo ausiliare di Astana, in Kazakistan, ha parlato in un’intervista pubblicata venerdì dei mali della massoneria e della sua profonda infiltrazione nella Chiesa sin dal Concilio Vaticano II.
Durante un’intervista sul canale YouTube Adrian Milag TV, trasmessa pubblicamente il 22 maggio, il vescovo Schneider, parlando del suo libro Credo: Compendio della fede cattolica, ha affermato di aver incluso un capitolo sulla Massoneria perché è uno dei principali mali moderni che non viene affrontato nel Catechismo ufficiale della Chiesa. Il vescovo ha poi sottolineato che la Massoneria è una forma di gnosticismo e relativismo che si è profondamente infiltrata nella Chiesa sin dal Concilio Vaticano II, soprattutto attraverso l’ecumenismo, il dialogo interreligioso e la riorientazione «antropocentrica» della liturgia.
«Questa è una delle sette più pericolose e delle sette pseudo-religiose segrete, che è una forma di (gnosticismo)», ha detto il vescovo. «Nei livelli più alti (della Massoneria), si avvicina sempre di più al culto di Satana… e il dogma fondamentale della Massoneria è il relativismo, (credono) che “non c’è verità nella religione, tutte le religioni sono uguali e ognuno può scegliere il proprio dio”».
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«Il secondo dogma è l’antropocentrismo, secondo il quale l’uomo deve essere al centro di tutto, non Dio», ha aggiunto.
Monsignor Schneider ha poi approfondito le ragioni per cui i massoni si sono infiltrati nella Chiesa.
«Il più grande ostacolo all’ideologia della Massoneria è Gesù Cristo, il Dio incarnato», ha affermato Sua Eccellenza. «Questo è in totale contrasto con l’intero edificio spirituale della Massoneria. Pertanto, la vera e piena fede cattolica… è considerata dai massoni il più grande antagonismo».
«Pertanto, fin dall’inizio la Massoneria ha avuto come obiettivo quello di emarginare la fede cattolica e di combatterla», ha aggiunto. «E ora sono passati a un’altra tattica, davvero demoniaca, per combattere direttamente la fede cattolica: hanno iniziato a infiltrarsi nella Chiesa per corromperla con le loro idee di relativismo, naturalismo, antropocentrismo… questa è la radice dell’attuale crisi della Chiesa sin dal Concilio Vaticano II».
Il prelato kazako-tedesco ha sottolineato che, pur non affermando che la massoneria sia direttamente responsabile della crisi nella Chiesa, le somiglianze con l’ideologia massonica sin dal Concilio sono «davvero sorprendenti», soprattutto per quanto riguarda l’ecumenismo, il dialogo interreligioso e la centralità dell’uomo nella liturgia.
«La crisi che dura da 60 anni, a partire dal Concilio, è il primato del relativismo, attraverso il cosiddetto ecumenismo e il dialogo interreligioso. Gesù Cristo è privato della sua unicità rispetto alle altre religioni», ha affermato.
«Il secondo fenomeno all’interno della Chiesa cattolica dal Concilio è quello di mettere l’uomo al centro della liturgia… e Cristo viene messo in un angolo, di lato, persino nelle chiese. La Santa Eucaristia… il Cristo vivente, il Dio vivente incarnato, viene messo in un angolo e il sacerdote si mette sulla sua sedia, al centro», ha aggiunto. «Questo è così antropocentrico, e il modo di celebrare la Santa Messa rivolti verso il popolo come in un cerchio chiuso… l’altare non è (più) un altare. No, è un tavolo, e al centro c’è il sacerdote (non più) Cristo. Dicono in teoria, sì, ma non in pratica».
«Questa è dunque un’altra caratteristica fondamentale della crisi della Chiesa cattolica, che è anche, lo ripeto, una caratteristica dell’ideologia massonica. Vale a dire che “il primato deve essere dato alla natura della vita terrena, alle realtà terrene”, a scapito della verità eterna, a scapito della grazia della vita spirituale in grazia con Dio, e questa è la nostra crisi. Dobbiamo tornare a Cristo… Lui deve essere il centro» ha continuato il vescovo.
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Immagine screenshot da YouTube
Spirito
«Assunzione, rigenerazione, garanzia della nostra stessa risurrezione»: Omelia di mons. Viganò nella festa dell’Assunta
Renovatio 21 pubblica l’omelia dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò nella festa dell’Assunzione della Vergine Maria
TU HONORIFICENTIA POPULI NOSTRI
Omelia nell’Assunzione della Beatissima Vergine Maria
Signum magnum apparuit in cælo:
mulier amicta sole, et luna sub pedibus ejus.
Un segno grande apparve nel cielo:
una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi.
Ap 12, 1
In questo giorno santo in cui la Chiesa — quella di sempre, non quella schiava del mondo, che ha creduto di poter riscrivere anche la lode dovuta alla Madre di Dio — innalza il suo canto dinanzi al mistero dell’Assunzione, permettetemi di condurvi non a una pia commozione passeggera, ma a quella roccia di dottrina sicura su cui i Padri, i Dottori e i Sommi Pontefici hanno edificato, per secoli, la nostra certezza.Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
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+ Carlo Maria Viganò
Arcivescovo
Viterbo, 15 Agosto MMXXVI
In Assumptione Beatæ Mariæ Virginis
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Spirito
La Reja: 12 seminaristi FSSPX hanno preso la tonaca
Nella festa dell’Assunzione, il 15 agosto 2026, dodici seminaristi del Seminario Internazionale di Nostra Signora Corredentrice di La Reja, in Argentina, hanno ricevuto la tonaca da padre de Lassus, direttore del seminario. Provenienti da dieci paesi diversi, hanno così compiuto un passo significativo nel loro percorso di formazione al sacerdozio.
Oggi, 15 agosto, festa dell’Assunzione della Vergine Maria, il seminario La Reja è stato pervaso dalla gioia. In primo luogo per la festa che stavamo celebrando, ma anche, in stretta connessione con il mistero dell’Assunzione, in occasione dell’investitura di dodici seminaristi dell’anno di spiritualità, provenienti da diverse parti del mondo.
Un cileno, un peruviano, un colombiano, due messicani, tre brasiliani, un filippino, un argentino, un ecuadoriano e un cubano hanno ricevuto l’abito ecclesiastico dalle mani del reverendo padre de Lassus, direttore del seminario.
Questa cerimonia, che segna in modo chiaro, significativo e profondo ogni seminarista durante gli anni di formazione, manifesta e chiede a Dio la grazia di abbandonare il mondo e donarsi interamente al Signore. Come la talare ricopre tutto il corpo, così l’intera persona deve essere avvolta da Cristo per rivestirsi della vita di grazia, simboleggiata dalla cotta bianca che il seminarista indosserà sopra l’abito clericale nero.
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Questi seminaristi hanno ricevuto oggi un dono molto speciale, ma anche una grande responsabilità. Ovunque andranno, saranno d’ora in poi ambasciatori di Colui che hanno scelto. Non si tratta di un’investitura volta a mettere in risalto meriti personali o onori individuali: tutto è ordinato al Signore, alla Sua gloria e al Suo regno in mezzo al popolo. Questi seminaristi ricevono la missione di manifestare pubblicamente la loro offerta alla divina Volontà, come rivelata nella Rivelazione e nella Tradizione trasmesse dagli Apostoli.
Sono stati indetti tre giorni di ritiro spirituale per preparare le loro anime a ricevere questo dono; è stato un vero e proprio tempo di grazia. Santa Messa, adorazione eucaristica, preghiera liturgica e personale, silenzio, meditazione e riflessione su questa fase della loro vita da seminaristi hanno scandito questi giorni. Durante questo periodo, ciascuno ha anche beneficiato della guida e del sostegno dei professori. Infine, come grazia speciale, l’ultima conferenza è stata tenuta dal priore del priorato di Buenos Aires, padre Luiz Camargo.
Oggi, Nostro Signore, che si è degnato di rivestirsi della nostra umanità, ha benedetto, per mano del direttore del seminario, le tonache con cui questi seminaristi sono stati rivestiti: affinché si rivestano di povertà, innocenza e rinuncia, e muoiano a tutto ciò che si oppone al regno di Nostro Signore; affinché, con la santità della loro vita, gli uomini siano spinti a cercare le cose del Cielo e, con le loro azioni, glorifichino la grandezza, la giustizia e la bontà di Dio.
Nessun cattolico ben formato può negare i tempi bui che stiamo vivendo. Perciò affidiamo alle vostre preghiere la perseveranza di ciascuno dei seminaristi della nostra casa di formazione sacerdotale, e in particolare di coloro che oggi hanno compiuto questo importante primo passo. Possano rimanere sempre fedeli e trovare la loro gloria nella Croce del nostro Redentore.
«Mihi autem absit gloria in cruce Domini nostri Iesu Christi, per quem mihi mundus crucifixus est et ego mundo».
«Quanto a me, quanto a me, non sia mai che io mi vanti se non nella croce del nostro Signore Gesù Cristo, per mezzo della quale il mondo è stato crocifisso per me e io per il mondo» (Galati 6,14).



Articolo previamente apparso su FSSPX.News
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Immagine fa FSSPX.News
Occulto
Mons. Viganò contro il rito della Pachamama in Perù prima dell’arrivo del papa
A Cusco, nei giorni scorsi, in preparazione al prossimo viaggio di Leone in Perù, alti prelati della chiesa sinodale hanno preso parte — non come spettatori distratti, ma come partecipanti attivi — a un rito pagano di invocazione all’idolo infernale della Pachamama. È lo stesso… pic.twitter.com/VbRfyCpnFr
— Arcivescovo Carlo Maria Viganò (@CarloMVigano) August 20, 2026
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