Connettiti con Renovato 21

Autismo

Epstein andava alla ricerca di bambini autistici da impiegare per la sua società di DNA e Intelligenza Artificiale

Pubblicato

il

Nuovi allucinanti dettagli continuano ad uscire dalla storia di Epstein. Dopo gli incontri con il capo della CIA, l’ex premier israeliano, Woody Allen, i Rothschild e Noam Chomsky, emergono altri sorprendenti incontri del ricco pedofilo: quelli con bambini autistici delle Isole Vergini, da utilizzare negli algoritmi di una sua società di raccolta dati DNA.

 

Siamo oramai ben oltre il film, il romanzo, la fiction: siamo alla pura allucinazione. Che, epperò, dice tanto, tantissimo su ciò che sta succedendo oggi nelle nostre vite.

 

Come noto, il Wall Street Journal sta pubblicando una serie di documenti inediti, tra cui l’agenda degli appuntamenti di Epstein. Vi sono altri documenti legali: come noto, la procura delle Isole Vergini americane sta procedendo contro Epstein coinvolgendo anche la banca JP Morgan e tutta una serie di magnati a cui sono stati spediti dei mandati di comparizione, compreso Elon Musk e compreso Larry Page di Google, che risulta però irreperibile.

 

Qualcuno sospetta che la fonte del WSJ sia la stessa procura delle Isole Vergini, dove la figura della procuratrice generale che indagava sul piano Epstein, Denise M. George, è stata licenziata dal governatore.

 

Forse a causa di questi accadimenti, stanno uscendo notizie sempre più sbalorditive.

 

Nel 2007, dopo 13 mesi di detenzione in Florida per aver procurato una ragazza minorenne per la prostituzione, Epstein ha spostato il centro dei suoi interessi commerciali nelle Isole Vergini americane, dove – oltre che a possedere l’Isola di Little Saint James dove sarebbe avvenuto il traffico delle minorenni ai potenti della Terra – nel 2012, ha fondato Southern Trust, una società di data mining (cioè di raccolta dati) del DNA che mirava a lavorare con Big Pharma.

 

«Southern Trust stava cercando di valutare la predisposizione dei clienti al cancro “fondamentalmente organizzando algoritmi matematici”», scrive un articolo del New York Times dell’ottobre 2019.

 

Epstein disse all’epoca alla Commissione per lo sviluppo economico delle Isole Vergini americane che voleva coinvolgere i bambini locali nelle attività di programmazione e Intelligenza Artificiale della sua azienda.

 

Intervistata per la trasmissione YouTube Redacted, la giornalista investigativa Whitney Webb – che ha appena dato alle stampe due densi volumi sul caso Epstein – sostiene che il miliardario pedofilo avrebbe preso di mira specificamente i bambini vulnerabili, svantaggiati e poveri, una strategia che ha replicato la sua precedente tattica di adescare ragazze adolescenti economicamente svantaggiate.

 

«Alcuni di questi sforzi che stava creando nelle Isole Vergini prendevano di mira bambini maltrattati, bambini orfani e delinquenti minorili», sostiene la Webb. «Molti di quei bambini potrebbero non avere genitori, quindi ancora una volta questo è molto inquietante».

 

Storie come questa ci inducono a pensare che lo Epstein in realtà non gestisse solo una rete di traffico di minorenni da usare per eventuali ricatti ai potenti. La sua ragnatela era molto più fitta, e copriva diversi ambiti.

«Epstein stava reclutando ragazzi per lavorare in un’officina di programmazione dalle scuole delle Isole Vergini, ma ci è permesso parlare dei suoi crimini di traffico sessuale a Palm Beach dal 2000 al 2006 solo per quanto riguarda i media mainstream. C’è molto di più qui».

 

Il caso Epstein è sempre più una finestra sui sistemi utilizzati dall’oligarcato. «Questo è solo un microcosmo in un gruppo più ampio di persone che si mascherano da filantropi, ma in realtà stanno costruendo una prigione digitale» dice l’autrice. «Lo stanno sperimentando proprio ora su bambini vulnerabili, principalmente bambini neri, in Africa e nei Caraibi».

 

«Si tratta di legare un ID digitale a un portafoglio digitale e creare fondamentalmente un apparato di sorveglianza in cui vengono monitorate le prestazioni di questi bambini nelle scuole e ciò che fanno nella loro vita e i dati vengono salvati. E lo stanno usando per alimentare algoritmi di Intelligenza Artificiale, molto probabilmente senza il loro consenso».

 

«Alla fine della giornata, l’intenzione è di avere tutti i bambini e tutte le persone su questo tipo di sistema – su questa griglia di sorveglianza digitale – legati al tuo portafoglio digitale che contiene un CBDC [le monete digitali di Stato in arrivo, ndr] e avere tutto tracciato. Epstein stava cercando di anticipare questo oltre un decennio fa con la sua compagnia, Southern Trust, e aveva i tuoi dati genetici legati alla tua istruzione, legati alle tue finanze».

 

La Webb afferma che gli sforzi commerciali di Epstein nelle Isole Vergini americane fanno luce sulla «natura predatoria delle persone che stanno cercando di portare avanti» questa rete di sorveglianza che comprende i dati del cittadino.

 

Genetica, Algoritmi, Intelligenza Artificiale, sistemi di sorveglianza biometrica. Colpisce quanto Epstein già lustri fa fosse avanti con l’agenda che stia vedendo dipanarsi sotto i nostri occhi, tra mRNA, green pass, euro digitale, tracking carbonico e discorsi cinesi, climatici e transumanisti vari da Grande Reset e Quarta Rivoluzione Industriale made in Davos.

 

Colpisce nell’intervista, tuttavia, un riferimento all’autismo. Secondo quanto dice l’intervistatore Clayton Morris, che cita documenti del caso, vi sarebbe stata una predilezione di Epstein per arruolare in questo suo progetto di algoritmi genetici dei bambini autistici.

 

«È come un cattivo di James Bond» dice Morris «come se dovessi scrivere una parte per un film, ma ti dicessero che è ridicolo pensare a un miliardario che va alle Isole Vergini e cerca bambini per fare ricerca biomedica impiantando cose nei loro cervelli… e poi nella sua testimonianza nei documenti che ho visto, parla specificatamente di bambini autistici…. tipo un quarto di loro erano autistici… cercava specificatamente per bambini nello spettro».

 

Epstein aveva dichiarato un interesse per l’autismo anche in una vecchia intervista ad una rivista scientifica nel 2017, ripescata dal New York Post, dove si discuteva del suo interesse per il Massachusetts Institute of Technology, detto anche MIT, cioè il prestigiosissimo politecnico bostoniano. Qui l’enigmatico magnate pedofilo dichiarava di essere stato attratto dal MIT a causa della natura psicologica suo corpo studentesco unico: «Direi che il 25 percento dei bambini è autistico, nello spettro… Non lavorano davvero in gruppo. Non stanno prendendo lezioni. Non danno incarichi di insegnamento. Non hanno molto da fare, sono lì per pensare».

 

Secondo Whitney Webb, potrebbe essere che Epstein cercasse le capacità matematiche riconosciute in certi casi di autismo.

 

«Qualcosa di cui parla nella sua testimonianza alla Commissione delle Isole Vergini è l’idea di voler sequenziare geneticamente gli isolani, in quanto popolazione isolata, e poi parla di come quell’informazione genetica può essere usata per educare quei bambini».

 

Siamo dinanzi, senza ombra di dubbi, a microprogrammi prototipali di eugenetica del XXI secolo, dove la macchina va a giocare un ruolo fondamentale, e la popolazione viene schedata biologicamente e incoraggiata e/o scoraggiata alle attività in base del loro profilo genetico.

 

Non è una novità per il lettore di Renovatio 21, dove è stata ampiamente discussa la cifra eugenetica di Epstein, che voleva – tra le altre cose – usare le «sue» ragazzine come portatrici di embrioni concepiti dallo sperma di professori-geni che frequentavano il miliardario pedofilo. Secondo quanto riportato, il luogo dove le ragazze avrebbero dovuto portare avanti la gravidanza doveva essere un ranch in New Mexico.

 

Renovatio 21 ha ipotizzato che alla base dell’amicizia tra Bill Gates ed Epstein (una mai del tutto spiegata, che anche oggi imbarazza l’uomo Microsoft) potrebbe esserci stato anche l’eugenetica.

 

Se pensavate che l’eugenetica fosse sparita con Hitler vi sbagliate di grosso: gli stessi oligarchi che, in fine, Hitler lo avevano finanziato, sotto il naso delle sedicenti democrazie l’hanno portata avanti per tutto il XX secolo e ora, nel XXI, si servono di tecnologie informatiche e di intere popolazioni assoggettate.

 

Ci sembra ogni giorno di più che Epstein sia solo la punta dell’iceberg eugenetico delle élite occidentali.

 

Stiamo per vedere l’eugenetica scatenarsi come mai avremmo immaginato. Perché, ricordatelo sempre, fare i bambini con la bioingegneria «sarà come vaccinarli».

 

E, abbiamo capito, vanno vaccinati tutti – ma proprio tutti.

 

 

Roberto Dal Bosco

Autismo

Finestra di Overton per l’inarrestabile incremento dell’autismo: dal vaccino al sacrificio umano dell’eutanasia infantile

Pubblicato

il

Da

Il 2 aprile si è celebrata la Giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo. Si tratta di una delle tante festività sociopolitiche indette dall’ONU che tempestano il calendario tentando di sostituire santi e solennità.

 

A molti può venire da ridere: il giorno globale della consapevolezza sull’autismo avanza nell’inconsapevolezza – tutta programmata – delle cause della malattia.

 

Come sa il lettore, sull’autismo vige un tabù assoluto – è lecito qualsiasi scienzioso scaricabarile per spiegarlo, dalla «mamma-frigorifero» (che incolpa, con poca cavalleria, le genitrici) a improbabili cause genetiche (con letteratura debolissima, ma che si sentono ancora ripetere alla TV pubblica italiana), epigenetiche, etc. ma in nessun modo si deve sfiorare il tema della possibile correlazione con lo stato di ipervaccinazione in cui sono incorsi i bambini, in America come in Italia, quando i governi hanno deresponsabilizzato le farmaceutiche mettono i danni da vaccino a carico dello Stato, moltiplicando il numero di sieri e dosi iniettati sotto la spinta commerciale dei colossi di Big Pharma che non devono più pagare in caso di problemi.

Sostieni Renovatio 21

È la teoria portata avanti, fra gli altri, dal candidato presidenziale USA Robert F. Kennedy jr. – e con probabilità dalla sua scelta vicepresidenziale, l’ex moglie del fondatore di Google Sergej Brin Nicole Shanahan, linciata a scatola chiusa come creatura dell’oligarcato senza che potesse raccontare la sua storia di mamma di una bambina perfettamente sana divenuta autistica dopo la sierizzazione pediatrica.

 

Chi scrive sa quale ostracismo può causare anche solo avvicinarsi al tema del collegamento tra autismo e vaccini: il termine «nessuna correlazione» Renovatio 21 lo aveva sentito ben prima di malori, miocarditi e mRNA. Un’enorme impresa di fact checking, con ex ministri angloamericani ed ex direttori CIA nel board e «collaborazioni» con Microsoft, ci contattò per la prima volta nel 2019 per censire il grado di disinformazione di cui sarebbe affetto il sito che state leggendo.

 

Nella lunga telefonata che ci fecero da Nuova York, capimmo in particolare che erano disturbati dagli articoli che trattavano la questione di autismo e vaccini – Renovatio 21 già traduceva su permesso gli articoli di Kennedy e del suo gruppo, Children Health Defense, che all’epoca si chiamava ancora Mercury Project.

 

Le cose in seguito sarebbero divenute più chiare: emerse che Gates, quello di Microsoft, non solo aveva investito centinaia di milioni nei produttori di vaccini e nella stessa OMS, ma era fuggito da un incontro con Kennedy che voleva organizzare il presidente Donald Trump. Lo stesso RFK jr. pubblicò poi memorabili lunghi articoli in cui dettagliava con precisione spaventosa il piano di Gates per l’umanità e il mondo: farmaci, media mainstream, istituzioni, id digitale, campagne vaccinali internazionali, censura elettronica, «Quantum dots», agricoltura in Africa e negli USA, aborto, contraccezione, energia nucleare, alimentazione OGM e cibo sintetico, geoingegneria, bioingegneria sempre più cringe.

 

Quindi, quando parliamo di autismo e vaccini, in verità stiamo sulla punta di un iceberg, dove il sommerso è il più oscuro piano mondialista mai veduto, un progetto che è ora in corso, che è sotto i nostri occhi.

 

La giornata della consapevolezza inconsapevole sull’autismo, tuttavia, ha una certezza: l’aumento impressionante dei casi. È, di fatto, un’epidemia, che non riescono a curare né a prevenire – dire che non c’è vaccino per l’autismo è un gioco di parole che non sappiamo se ci sentiamo di fare.

 

Secondo i Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (CDC), la prevalenza dell’autismo tra i bambini statunitensi è aumentata in modo significativo negli ultimi anni.

 

Come visibile in una infografica di Statista, mentre nel 2000 a 6,7 ​​bambini su 1.000 era stato diagnosticato un disturbo dello spettro autistico (ASD), quel numero è salito a 27,6 su 1.000 bambini entro il 2020.

 

Ciò significa che attualmente a 1 bambino su 36 negli Stati Uniti viene diagnosticato l’ASD, rispetto a 1 bambino su 150 20 anni fa.

 

Infographic: The Rising Prevalence of Autism | Statista

Troverai altre infografiche su Statista

 

«La Giornata mondiale di sensibilizzazione sull’autismo di quest’anno, celebrata il 2 aprile, offre alle persone autistiche di tutto il mondo la possibilità di condividere la loro prospettiva su come le diverse società stanno affrontando il disturbo dello spettro autistico» scrive il sito di infografiche. «”Passare dalla sopravvivenza alla prosperità: gli individui autistici condividono prospettive regionali” è il motto della celebrazione di quest’anno, organizzata dal Dipartimento delle Comunicazioni Globali delle Nazioni Unite in collaborazione con l’Istituto di Neurodiversità (ION), un’organizzazione fondata e gestita da persone neurodivergenti per persone neurodivergenti e alleati».

 

Potete già sentirlo dalle parole – «neurodiversità», «neurodivergenti» – nuove e piuttosto orwelliane: è in atto una manipolazione pubblica riguardo l’autismo, una vera Finestra di Overton che vuole farcelo sembrare sempre più come un fatto normale, comune, anzi, forse è un superpotere.

 

È il caso della glorificazione dello spettro autistico visibile ovunque. Della diagnosi di sindrome di Asperger di Greta Thunberg i giornali hanno fatto un complimento.

 

Elon Musk, ospite principale di un’edizione del popolare programma satirico della TV americana Saturday Night Life, ha confessato di essere il primo presentatore Asperger nella storia della trasmissione.

 

Di recente, abbiamo avuto in Italia il caso della scrittrice Susanna Tamaro, che in varie occasioni ha dichiarato di soffrire della sindrome di Asperger. «Da piccola mi sentivo in un corpo sbagliato e prendevo psicofarmaci. A 3 anni dissi a mio fratello di chiamarmi Carlo» hanno titolato i giornali riportando una sua recente intervista.

 

Le dichiarazioni della Tamaronel 2019 portarono una famosa testata femminile a pubblicare un articolo acchiappa-click con «10 personaggi famosi con la sindrome di Asperger». Apprendiamo che in lista ci sono Darryl Hannah, Tim Burton, Courtney Love (interessante), Dan Aykroid, Anthony Hopkins, Andy Warhol, persino Stanley Kubrick. Tutta gente di estremo successo…

 

Film e serie TV vanno nella medesima direzione: ecco la pellicola di azione The Predator (2018), dove l’alieno cacciatore vede come avversari non aitanti maschi veterani dell’esercito, ma un bambino autistico, definito «grande guerriero».

 

Ecco The Accountant (2016), una pellicola di azione in cui il protagonista (Ben Affleck) è un uomo autistico che, oltre a saper sparare e pianificare trappole, fughe e quant’altro, è ovviamente un genio della matematica, cosa che lo rende un commercialista insuperabile.

 

Alcuni ritengono che Reed Richards detto «Mr. Fantastic», il personaggio dello scienziato elastico ed infallibile dei Fantastici 4, abbia un autismo conclamato: decisamente, un superpotere.

 

La stessa cosa capita a Billy the Blue Ranger, personaggio della insopportabile serie per bambini Power Rangers: ecco un supereroe autistico che combatte mostri giganteschi, e vince.

 

Tutta questa continua glorificazione, mentre la logica potrebbe far pensare che l’autismo, che impedisce l’empatia verso il prossimo, può sfociare in psicopatia. Quanti Serial Killer sono classificabili nello spettro autistico?

 

Senza andare a toccare questo tema, pensiamo a quanto sta emergendo in tanta letteratura scientifica, come sottolineato di recente anche dal dottor Peter McCullough: una correlazione netta tra autismo e transgenderismo.

 

In pratica, il bambino che dice di voler cambiare sesso potrebbe essere, innanzitutto, un bambino che soffre di autismo. Di qui parte la filiera dell’orrore: ormoni, mutilazioni, castrazioni.

 

Aggiungeteci la consapevolezza che tutto potrebbe essere partito – giurano tanti genitori – dalla vaccinazione, o meglio dall’ipervaccinazione del bimbo, e il quadro vi può diventare ancora più chiaro, simmetrico, ridondante.

 

A quei papà, a quelle mamme che si chiedono in lacrime perché mai qualcuno voglia portare avanti un programma tanto malvagio, possiamo rispondere solo che, di fatto, la persona autistica è il cittadino ideale del Nuovo Ordine Mondiale: totalmente dipendente (per ora dai genitori, domani dallo Stato), totalmente prevedibile (non concepisce di uscire dalle routine programmate per lui), totalmente disposto a restare in casa e non uscire (come da imperativo visto con i lockdown).

 

Quale Stato totalitario non desidererebbe un cittadino così?

Aiuta Renovatio 21

I numeri che abbiamo visto sopra sono, in realtà, ancora poco disturbanti. Perché il numero che circola tra gli addetti ai lavori – quelli non venduti – è che a breve avremo probabilmente un bambino autistico ogni quattro, forse ogni tre.

 

Bisogna capire che non tutti sopravvivranno, forse, anzi, il programma è di farne sopravvivere pochissimi. Perché – e abbiamo visto che in Olanda stanno iniziando – a breve proporranno alle famiglie di eliminare questi figli «imperfetti», con tutta la strisciante quantità di argomenti hitleriani del caso: la Lebensunwertes Leben, la «vita non degna di essere vissuta», i costi per la collettività, la possibilità di sostituire il figlio difettoso con uno nuovo, magari fatto con l’eugenetica delle provette e domani del CRISPR.

 

Non pensate che sia possibile un’alternativa: studi degli ultimi mesi prevedono che i sistemi sanitari, davanti a questo «tsunami dell’autismo», non potranno che collassare. E quindi, la questione verrà risolta alla radice: dolce morte per i bambini autistici – e non solo loro.

 

Lo avevamo detto, oramai sette anni fa, in una delle prime conferenze di Renovatio 21, in un hotel del centro di Reggio Emilia, all’altezza dell’entrata in vigore della legge Lorenzin che ipervaccinò i bimbi italiani, pena l’esclusione dalle scuole.

 

Il video è stato, ovviamente, censurato e tolto da YouTube, e neanche tanto tempo fa. Proviamo comunque a caricarne altrove una clip.

 

 

«Abbiamo visto che eliminano completamente i down, perché la loro è una vita indegna di essere vissuta» dicevo indicando il caso dell’Islanda down-free. «E una vita indegna di essere vissuta, va eliminata… voi pensate che sia impossibile? Il re cattolico del Belgio nel 2014 ha firmato una legge per cui si può fare l’eutanasia del bambino, basta che il bambino sia “consenziente”… l’eutanasia infantile è arrivata… qualcuno lo chiama aborto post-natale» dicevo.

 

Poi parlavo del caso di Charlie Gard, il bambino lasciato morire della Sanità inglese, e del suo messaggio, e cioè il «pensare che si possono ammazzare i bambini anche già nati… i bambini danneggiati si possono ammazzare».

 

«Quindi io mi chiedo, e sono conscio della forza di questa mia domanda: quanti anni ci vorranno prima che i bambini autistici finiranno in questo calderone?»

 

Ricordo il gelo che scese nella sala. Da persona che lavora con i teatri, so percepire la temperatura di una sala. Lì era precipitato tutto sottozero all’istante, al punto che mi fermai prima ancora di finire la frase.

 

L’eutanasia dei bambini autistici sarà una proposta che la realtà globale comincerà a discutere, e ad accettare, a brevissimo. Il cittadino del futuro è dipendente, prevedibile, domestico – e soprattutto spendibile. Scartabile a piacere, eliminabile magari pure con l’assenso dei famigliari.

 

Il capolavoro della Necrocultura di Satana è più visibile che mai: come con l’aborto – dove è la madre ad uccidere il suo figlio indifeso – anche qui l’eliminazione massiva di questa parte della popolazione in crescita verrà fatta passare per il consenso della famiglia, distruggendone, di fatto, ogni suo tessuto morale. La famiglia da luogo della vita, diventa luogo della Morte.

 

La famiglia, la cellula primaria della società nella quale visse lo stesso Dio incarnato, il cuore della legge naturale, viene pervertita in modo sanguinario.

 

È il Regno Sociale di Satana: parte dalle siringhe dei sieri e, dopo dolore e malattia, torna alle siringhe, ma dello sterminio biomedico di Stato. Dalla siringa al sacrificio umano. Lo Stato moderno fa così

 

Quanto ci piacerebbe che la «consapevolezza sull’autismo», e le sue giornatone ONU pagate dal contribuente, parlasse di queste cose.

 

Un’ultima cosa detta ai censori e ai «normalisti» che leggono queste righe e ridacchiano, o si scandalizzano, magari presi dalla voglia di segnalarci alle «autorità competenti» per «disinformazione»: ecco a voi il nostro dito medio, e ve lo siete meritato tutto, perché le vostre azioni stanno portando avanti nei decenni questo programma di morte e devastazione che usa i bambini come strumenti, come armi per la rivoluzione biologica che sta rovinando il mondo.

 

Siatene consapevoli: la Necrocultura travolgerà anche voi e le vostre patetiche esistenze di volonterosi carnefici di Moloch.

Svegliatevi. Convertitevi.

 

Roberto Dal Bosco

SOSTIENI RENOVATIO 21


 

 

 

 

 

 

 

Continua a leggere

Autismo

Vaccini COVID-19 collegati all’autismo nei ratti vaccinati: studio

Pubblicato

il

Da

Uno studio condotto in Turchia ha scoperto che ratti femmine a cui erano stati iniettati vaccini mRNA contro il COVID-19 hanno dato alla luce prole che mostrava sintomi di autismo e conteggi neuronali inferiori nel cervello. Lo riporta Epoch Times.   Lo studio sottoposto a revisione paritaria, pubblicato sulla rivista Neurochemical Research il 10 gennaio, ha esaminato i collegamenti tra i vaccini mRNA COVID-19 e i disturbi dello sviluppo neurologico, con particolare attenzione all’autismo, analizzando la prole di ratti gravidi a cui erano stati iniettati i vaccini mRNA COVID-19 durante la gestazione.   I ricercatori hanno scoperto che i vaccini hanno avuto un «profondo impatto sui principali percorsi dello sviluppo neurologico», con la prole maschile che mostrava «comportamenti pronunciati simili all’autismo, caratterizzati da una marcata riduzione dell’interazione sociale e di modelli di comportamento ripetitivi».   «Inoltre, si è verificata una sostanziale diminuzione della conta neuronale nelle regioni critiche del cervello, indicando una potenziale neurodegenerazione o uno sviluppo neurologico alterato. I ratti maschi hanno anche dimostrato prestazioni motorie compromesse, evidenziate da una ridotta coordinazione e agilità», scrivono i ricercatori.

Sostieni Renovatio 21

Nello studio, i ratti femmine sono stati assegnati in modo casuale in due gruppi. Quelli del Gruppo 1 hanno ricevuto un’iniezione salina intramuscolare il tredicesimo giorno di gestazione, mentre i ratti del Gruppo 2 hanno ricevuto iniezioni di Pfizer lo stesso giorno. C’erano sette ratti femmine nel Gruppo 1 e otto nel Gruppo 2, per un totale di 15 ratti.   Sono nati in totale 41 figli: 20 nel gruppo salino e 21 tra quelli vaccinati. La prole è stata sottoposta a molteplici test comportamentali 50 giorni dopo la nascita, durante i quali i ricercatori hanno annotato le loro prestazioni:  
  • Open Field Test, che ha testato l’attività locomotoria generale e l’ansia.
  • Comportamento di allevamento indotto dalla novità, che ha valutato la prole per i loro comportamenti esplorativi.
  • Test di socievolezza e novità sociale a tre camere, che valutava la socievolezza della prole.
  • Rotarod Test, che ha analizzato le capacità motorie e la resistenza della prole.
  I ricercatori hanno riscontrato una «differenza significativa» tra maschi e femmine nel gruppo vaccino in termini di coordinazione motoria ed equilibrio, con la prole maschile che mostrava capacità compromesse «più pronunciate». Tuttavia, non sono state osservate differenze di questo tipo nella coordinazione motoria e nell’equilibrio basate sul sesso nella prole nata da ratti a cui era stata somministrata soluzione salina.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

Nei test di socialità, i figli maschi del gruppo vaccino sono stati visti trascorrere «molto meno tempo» con ratti che erano loro estranei rispetto ai figli maschi del gruppo trattato con soluzione salina. Questa differenza non esisteva quando si confrontavano le figlie del gruppo vaccino con quelle del gruppo soluzione salina.   I risultati «sottolineano l’importanza di considerare il sesso come una variabile biologica nella ricerca sui vaccini ed evidenziano la necessità di studi mirati per esplorare ulteriormente le implicazioni di questi effetti specifici del sesso».   Lo studio è stato finanziato dal Consiglio per la ricerca scientifica e tecnologica della Turchia, e gli autori non hanno dichiarato conflitti di interessi.   Dopo che i ratti nati sono stati testati, i ricercatori li hanno soppressi, hanno estratto il loro cervello e li hanno sottoposti a valutazioni biochimiche e istologiche. L’istologia si riferisce alla struttura microscopica di organi, tessuti e cellule.   Analogamente ai test comportamentali, anche le valutazioni biochimiche e istologiche hanno riscontrato che i figli maschi dei gruppi vaccinati erano colpiti. I ratti avevano «una conta neuronale significativamente diminuita» in alcune regioni dell’ippocampo rispetto ai maschi del gruppo salino. L’ippocampo è la parte del cervello che ha il compito di formare nuovi ricordi, apprendimento ed emozioni.   Allo stesso modo, anche la conta delle cellule di Purkinje nel cervelletto era «significativamente inferiore» nei figli maschi del gruppo vaccino. Le cellule di Purkinje sono un tipo di neurone situato nel cervello.   «Non sono state riscontrate differenze significative» tra le femmine del gruppo vaccino e quelle trattate con soluzione salina in termini di conta neuronale nell’ippocampo o nella conta delle cellule di Purkinje.

Aiuta Renovatio 21

I ricercatori hanno anche esaminato i livelli di BDNF nel cervello e l’espressione del gene WNT nella prole. Il BDNF è una proteina che influenza le funzioni cerebrali, come l’induzione di una nuova crescita neuronale, la prevenzione della morte delle cellule cerebrali esistenti e il supporto delle funzioni cognitive. Bassi livelli di BDNF sono stati collegati a uno scarso sviluppo neurale, all’Alzheimer e a disfunzioni dei neurotrasmettitori.   Nel frattempo, il gene WNT è stato collegato alla secrezione di proteine ​​di segnalazione coinvolte nello sviluppo neurologico. Sia nella prole maschile che in quella femminile del gruppo vaccino, i livelli cerebrali di BDNF sono risultati «significativamente diminuiti» rispetto alle loro controparti del gruppo salino.   L’espressione del gene WNT era «significativamente diminuita» nella prole maschile del gruppo vaccino rispetto ai maschi del gruppo soluzione salina. Nelle femmine, la prole del gruppo vaccino ha mostrato un’espressione del gene WNT «non significativamente più alta» rispetto al gruppo soluzione salina.   «Il vaccino mRNA per il COVID-19 sembra indurre comportamenti simili all’autismo nei ratti maschi, influenzando i percorsi WNT e BDNF in entrambi i sessi», afferma lo studio. «Questo risultato specifico per genere enfatizza le domande sull’influenza del vaccino sulla funzione e sulla struttura del cervello».   «C’è una notevole maggiore prevalenza di ASD (disturbo dello spettro autistico) nei maschi rispetto alle femmine, il che indica fattori biologici innati che influenzano la manifestazione dei disturbi dello sviluppo neurologico in modo diverso tra i sessi».   Gli autori hanno chiesto che vengano condotte ulteriori ricerche su questi argomenti per «convalidare questi risultati nelle popolazioni umane e per svelare i complessi meccanismi alla base degli effetti osservati».   «Lo studio ha suscitato intense reazioni da parte della comunità scientifica. Il radiologo e ricercatore sul cancro William Makis ha definito i risultati dello studio “scioccanti” in un post del 12 gennaio» scrive Epoch Times, che ricorda come i media hanno spinto con decisione perché le donne incinte si vaccinassero per il COVID. «È ora di fermare immediatamente i vaccini mRNA contro il COVID-19 e di iniziare a valutare il danno incalcolabile arrecato alla prossima generazione», ha affermato Makis.

Sostieni Renovatio 21

Uno studio sulla popolazione dei vaccinati italiani pubblicato sulla rivista Vaccines in ottobre aveva anche collegato i vaccini COVID-19 a problemi neurologici. Lo studio rilevava che circa il 31,2% degli individui vaccinati ha sviluppato complicazioni neurologiche post-vaccinazione, in particolare tra quelli a cui è stato iniettato il vaccino AstraZeneca.   Il profilo di rischio neurologico del vaccino AstraZeneca comprendeva mal di testa, tremori, spasmi muscolari, insonnia e acufene, mentre il profilo di rischio del vaccino Moderna comprendeva sonnolenza, vertigini, diplopia (visione doppia), parestesia (sensazione di intorpidimento o prurito sul viso o sulla pelle), alterazioni del gusto e dell’olfatto e disfonia (raucedine o perdita della voce normale).   Per quanto riguarda i vaccini Pfizer, i ricercatori hanno riscontrato «un aumento del rischio» di nebbia cognitiva o difficoltà di concentrazione.   Il tema della correlazione tra autismi e vaccini è stato un tabù assoluto almeno da fine anni Novanta, quando essa fu tenuemente ipotizzata in uno studio condotto da vari ricercatori capeggiati dal dottor Andrew Wakefield. Negli anni, studi hanno dimostrato nei bambini non vaccinati meno casi di autismo e allergie.   Come riportato da Renovatio 21, il numero di bambini autistici sta aumentando di anno in anno in modo impressionante, rendendo la loro futura assistenza economicamente quasi insostenibile per la società.   Nei Paesi Bassi intanto avanza l’ipotesi, preconizzata da Renovatio 21 sin dalla sua prima conferenza nel 2017, dell’eutanasia di Stato per gli affetti da autismo.   La ricercatrice biomolecolare americana Theresa Deisher ha teorizzato un legame tra l’uso di cellule di aborto nei vaccini e l’impennata dei casi di autismo.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
 
Continua a leggere

Autismo

«Tsunami dell’autismo»: il costo della società per prendersi cura della popolazione autistica in espansione e in invecchiamento raggiungerà i 5,54 trilioni di dollari entro il 2060

Pubblicato

il

Da

Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

Uno studio del 2021 che prevedeva uno tsunami di futuri casi di autismo e di costi se le cause ambientali profonde della malattia non fossero state affrontate è stato ritirato l’anno scorso sotto la pressione dell’«industria dell’autismo» e ripubblicato il mese scorso. L’aumento dei tassi di prevalenza e la mancanza di servizi statali mostrano che la crisi prevista si sta già manifestando.

 

Si prevede che i costi sociali del disturbo dello spettro autistico (ASD) negli Stati Uniti raggiungeranno i 589 miliardi di dollari all’anno entro il 2030, 1,36 trilioni di dollari all’anno entro il 2040 e 5,54 trilioni di dollari all’anno entro il 2060, secondo uno studio studio pubblicato il mese scorso.

 

L’articolo, «Autism Tsunami : The Impact of Rising Prevalence on the Societal Cost of Autism in the United States» («Tsunami dell’autismo: l’impatto della crescente prevalenza sul costo sociale dell’autismo negli Stati Uniti»), è stato pubblicato per la prima volta nel 2021 , sul Journal of Autism and Developmental Disorders (JADD). È stato ritirato quasi due anni dopo dall’editore e dal redattore, citando «preoccupazioni» sulla metodologia e «interessi non finanziari» degli autori.

 

Il mese scorso, Science, Public Health Policy and the Law ha sottoposto a revisione paritaria e ripubblicato lo studio, il primo a proiettare i costi presenti e futuri dell’ASD che collega l’aumento dei costi alla crescente prevalenza del disturbo.

 

Gli autori hanno scoperto che studi precedenti, che non tenevano conto dell’aumento della prevalenza, tendevano a sovrastimare i costi attuali – perché presumevano che i tassi di prevalenza tra gli adulti fossero gli stessi dei tassi tra i bambini – e a sottostimare i costi futuri associati a una popolazione autistica in crescita con cure in continuo cambiamento. esigenze.

 

I ricercatori Mark Blaxill, Cynthia Nevison, Ph.D., e Toby Rogers, Ph.D., hanno previsto i costi futuri dell’ASD in tre scenari: uno scenario base che presuppone la continuazione delle tendenze esistenti; uno scenario basso che fornisce una stima conservativa dei costi futuri; e uno scenario di prevenzione che esplora la possibilità di una futura mitigazione delle cause ambientali.

 

Ma queste due premesse del documento – che la prevalenza è in aumento e che l’intervento ambientale è possibile – hanno reso controverso un semplice documento di modello e sono state alla base delle «preoccupazioni» sollevate che hanno portato alla sua ritrattazione.

 

Queste premesse andavano contro i presupposti profondamente radicati dell’industria della ricerca e del trattamento dell’autismo, che continua a eludere la questione della crescente prevalenza e sostiene che l’autismo è principalmente una malattia genetica e non ambientale.

Sostieni Renovatio 21

Gli Stati Uniti potrebbero superare il 6% di ASD nei bambini nel 2024 e il 7% nel 2032

Per costruire il loro modello, i ricercatori hanno stimato quattro parametri chiave: la prevalenza storica e futura dell’ASD, la dimensione futura della popolazione ASD, il costo per individuo nel corso della vita e le proiezioni di inflazione.

 

Le proiezioni sulla prevalenza si basavano sui dati del carico di lavoro del Dipartimento dei servizi di sviluppo della California dal 1931 al 2016. I ricercatori hanno utilizzato le previsioni sulla popolazione dell’US Census Bureau per tradurre la prevalenza in numeri effettivi di persone con autismo. Hanno moltiplicato quelli per diverse categorie di costo suddivise per fascia di età e gravità dell’ASD e hanno applicato un indice di inflazione alle loro proiezioni.

 

Nevison ha detto a The Defender che questo approccio al calcolo dei costi futuri è stato costruito su modelli precedenti che identificavano in modo simile le categorie di costo e le moltiplicavano per le popolazioni autistiche in ciascuna fascia di età.

 

«Ma abbiamo utilizzato un modello di prevalenza più sofisticato e questo ha fornito un progresso rispetto al lavoro precedente», ha affermato.

 

Il loro modello di prevalenza dell’ASD ha mostrato che, sulla base delle tendenze attuali, gli Stati Uniti potrebbero superare il 6% dei tassi di ASD nei bambini nati nel 2024 e il 7% nei nati nel 2032, per poi probabilmente aumentare più lentamente. Ciò differiva dai modelli precedenti , che prevedevano una crescita esponenziale continua.

 

I costi associati all’ASD includevano «servizi non medici» come assistenza comunitaria e programmi giornalieri, perdite di produttività individuale e dei genitori, costi stimati per l’istruzione speciale, interventi precoci e comportamentali e costi medici.

 

Lo stesso studio ha dimostrato che l’aumento della prevalenza stessa fa aumentare i costi, ma lo stesso vale per il fatto che il mix di costi cambia nel tempo man mano che la popolazione autistica invecchia e ha esigenze di assistenza diverse.

 

Man mano che le persone invecchiano, i loro bisogni cambiano, ha detto Blaxill a The Defender, «hai a che fare con l’istruzione e la perdita di produttività dei genitori nei primi anni, e hai a che fare con servizi residenziali e assistenza medica e con la perdita di produttività adulta delle persone disabili. Quindi è un profilo completamente diverso».

 

Secondo lo studio, poiché intorno al 2040 inizierà a morire la prima generazione di genitori di bambini affetti dall’epidemia di autismo, che si sono fatti carico di gran parte del peso dell’assistenza, i costi delle cure da loro sostenuti si sposteranno a livello dei governi statali e federali.

 

L’aumento dei costi, ha affermato Blaxill, «è radicale, costerà 5 trilioni di dollari all’anno».

 

Nevison ha detto a The Defender che per il loro scenario di «prevenzione» hanno guardato ad un esempio esistente con buoni dati in cui i tassi di ASD erano diminuiti.

 

Lei e un collega hanno pubblicato quella ricerca su JADD nel 2020, dimostrando che mentre i tassi di ASD, che erano aumentati per tutti i bambini statunitensi negli anni di nascita 1993-2000, si sono stabilizzati o sono diminuiti tra le famiglie bianche che vivono in contee ricche, suggerendo che quelle famiglie hanno apportato cambiamenti che hanno ridotto il rischio di ASD dei loro figli.

 

«Lo scenario Prevenzione presuppone che queste strategie e opportunità già utilizzate dai genitori benestanti per ridurre il rischio di ASD dei propri figli possano essere identificate e rese rapidamente disponibili ai bambini a basso reddito e alle minoranze etniche, che stanno attualmente sperimentando la crescita più rapida nella prevalenza di ASD», hanno scritto gli autori di «Autism Tsunami».

 

Il documento non indica quali potrebbero essere stati questi cambiamenti, ma Blaxill ha detto a The Defender che hanno ipotizzato che i cambiamenti siano avvenuti tra le famiglie che hanno seguito programmi di vaccinazione alternativi e altri cambiamenti nello stile di vita.

 

Anche nello scenario di prevenzione, rileva lo studio, il costo dell’ASD salirà alle stelle fino a 3,7 ± 0,8 trilioni di dollari all’anno entro il 2060 perché deve ancora tenere conto dello slancio demografico della vasta popolazione ASD nata negli ultimi tre decenni.

 

Gli autori hanno concluso che l’aumento dei tassi di autismo deve essere preso sul serio come questione di salute pubblica e di politica economica.

 

«Paradossalmente, i costi futuri dell’autismo incombono così grandi che, invece di rispondere con un senso di urgenza come ci si potrebbe aspettare, i politici finora non sono riusciti a impegnarsi affatto con le implicazioni politiche», hanno scritto gli autori.

 

«Speriamo che questo documento serva da campanello d’allarme per l’emergenza sanitaria pubblica che il costo sociale dell’autismo rappresenta per il futuro economico degli Stati Uniti».

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

Una «lettera scarlatta digitale per l’eternità»

Dopo che l’articolo «ha superato la peer review» presso il JADD ed è diventato uno degli articoli più scaricati della rivista, ci sono stati immediati respingimenti , in particolare negli articoli pubblicati sul sito web Spectrum News (ora The Transmitter). L’ex redattore capo della JADD Fred Volkmar ha avviato un’indagine sullo studio sulla base delle preoccupazioni sollevate.

 

Un articolo su Spectrum includeva anche un post su Twitter che implicava che l’idea di prevenzione degli autori fosse «eugenetica», un’accusa che gli autori hanno detto a The Defender era estremamente scioccante e dolorosa e chiaramente un tentativo di «cancellarli».

 

Rogers ha detto a The Defender, e dettagliato in un post su Substack che si aspettavano una risposta negativa da parte dei guardiani, «perché abbiamo aperto nuove strade e il dibattito sull’autismo è sempre intenso in questo Paese».

 

Ma, ha detto, lui e i suoi coautori sono rimasti sorpresi quando sono stati informati che Volkmar sollecitava nuove revisioni critiche e hanno concesso loro una settimana per rispondere.

 

Rogers ha detto in retrospettiva di aver capito che «a quel punto il dado era tratto» e che era stata presa la decisione di indebolire l’articolo. Tuttavia, i ricercatori «credevano ingenuamente» di poter fornire risposte rigorose alle revisioni, che non offrivano «nulla di sostanziale» e la pubblicazione sarebbe rimasta valida.

 

La dichiarazione di ritrattazione indicava che c’erano preoccupazioni metodologiche insieme alle preoccupazioni che gli autori, Blaxill , redattore generale di Age of Autism e direttore finanziario dell’Holland CenterNevison , ex membro del consiglio di SafeMinds, e Rogers, che scrive su uTobian Substack e secondo Spectrum avevano «scritto per il Children’s Health Defense Fund», non avevano rivelato i loro conflitti di interessi «non finanziari».

 

Secondo Spectrum News questi «conflitti non dichiarati» erano le opinioni «anti-vaccini» degli autori. Blaxill e Nevison avevano entrambi precedentemente pubblicato articoli su JADD, senza sollevare preoccupazioni simili.

 

Gli autori hanno notato nella loro risposta ai revisori che le preoccupazioni enumerate da Volkmar rispecchiavano quelle contenute nel «post ostile sul blog» di Spectrum.

 

Spectrum News è interamente finanziato dalla Simons Foundation Autism Research Initiative (SFARI), da cui Volkmar ha ricevuto milioni di finanziamenti per la ricerca.

 

SFARI ha un budget di oltre 100 milioni di dollari all’anno e dal 2003 ha dedicato quasi 1 miliardo di dollari alla ricerca sull’autismo. Tali finanziamenti sono in gran parte dedicati alla ricerca incentrata sulle basi genetiche dell’autismo.

 

Rogers ha scritto: «la Fondazione Simons ha ampiamente conquistato il campo della ricerca sull’autismo e ha centinaia di accademici che dipendono dalla loro generosità».

 

«Piuttosto che cambiare direzione sulla base di nuove informazioni, la Fondazione Simons ha raddoppiato la sua strategia sbagliata e ha sparso la voce che “questo articolo deve essere fatto secco”», ha aggiunto.

 

Gli autori hanno anche notato che nessun ricercatore nella storia della JADD aveva elencato una convinzione personale come un «conflitto di interessi non finanziario non dichiarato” e che la loro premessa secondo cui l’aumento dei numeri di autismo è reale ed è principalmente guidato da fattori ambientali è un errore. punto di vista scientifico legittimo condiviso da altri.

 

Gli autori hanno anche risposto in dettaglio a quelli che hanno considerato commenti minori da parte di tre revisori.

 

Tuttavia, la rivista ha deciso di ritirare l’articolo, allegando quella che Rogers ha descritto come «una lettera scarlatta digitale per l’eternità, “RITIRATO!”»

 

Gli autori hanno tentato di fare causa ma non hanno prevalso.

 

«L’intero processo è stato utilizzato come un’arma al servizio del potere e del denaro e nessuno, o pochissime persone, si schierano a favore della buona scienza, dei metodi adeguati e delle norme scientifiche e di tutte quelle cose che ci aspetteremmo siano fondamentali per tutto questo tipo di cosa», ha detto Rogers a The Defender.

 

«Siamo stati censurati a causa di una parola che non appare nemmeno nell’articolo: vaccini», ha scritto Rogers.

 

«L’implicazione non dichiarata dello studio californiano era che quei genitori probabilmente operavano con programmi vaccinali diversi o saltavano i vaccini. Le agenzie di sanità pubblica non hanno mai indagato su questa tendenza», ha detto Rogers, «perché hanno paura di poter trovare un’associazione tra vaccini e autismo».

 

«Questo vile atto di censura da parte di JADD e Springer [il suo editore] è una sorprendente ammissione di colpa da parte dei guardiani del mainstream. Semplicemente non possono avere una conversazione sui fatti perché sanno che perderanno. La censura è tutto ciò che hanno lasciato».

Aiuta Renovatio 21

Le previsioni degli studi si rivelano vere

Da quando è stato pubblicato per la prima volta «Autism Tsunami», la rete di monitoraggio dell’autismo e delle disabilità dello sviluppo ( ADDM ) dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC), che conduce una sorveglianza semestrale sulla prevalenza di ASD, ha pubblicato due rapporti che confermano un continuo aumento dei tassi di ASD.

 

Quando il CDC iniziò a raccogliere dati per la prima volta nel 2000, i tassi erano di 1 su 150 bambini con diagnosi di ASD. Nel rapporto del 2021, l’ADDM ha rilevato che 1 su 44 o il 2,27% dei bambini americani di 8 anni aveva ASD e nel rapporto del 2023 ha rilevato che 1 su 36 (2,8%) bambini di 8 anni – il 4% dei i ragazzi e l’1% delle ragazze hanno ASD.

 

L’ADDM ha anche riferito che la prevalenza dell’autismo era più alta tra i bambini neri, ispanici e delle isole dell’Asia/Pacifico rispetto ai bambini bianchi e birazziali.

 

Eppure il CDC continua a suggerire che i numeri «potrebbero riflettere un miglioramento dello screening, della consapevolezza e dell’accesso ai servizi» piuttosto che tassi di crescita effettivi.

 

Nevison ha detto a The Defender che, dati questi tassi di crescita, è molto preoccupata per il futuro di coloro che vivono con ASD, soprattutto perché è già evidente che i servizi pubblici non sono in grado di tenere il passo con i bisogni dei bambini nello spettro autistico.

 

Nel suo distretto scolastico, c’è una grave carenza di educatori che potrebbero servire i bambini con Piani Educativi Individualizzati (IEP), molti dei quali hanno ASD.

 

I dati del Dipartimento dell’Istruzione degli Stati Uniti indicano che si tratta di un problema nazionale: 42 stati e Washington, DC, hanno meno insegnanti di educazione speciale di quelli di cui le scuole hanno bisogno. A molti bambini che frequentano l’educazione speciale viene diagnosticato l’ASD.

 

La carenza di strutture per adulti è già una realtà in Massachusetts

«Autism Tsunami» ha sottolineato il fatto che il numero crescente di bambini con diagnosi di ASD negli ultimi decenni stanno o entreranno presto nell’età adulta e avranno bisogno di servizi diversi e costosi rispetto a quelli forniti dal Dipartimento dell’Istruzione, già sotto pressione, come assistenza residenziale.

 

Una nuova indagine sull’assistenza residenziale per persone con ASD pubblicata la scorsa settimana dal Boston Globe ha riferito che i numeri previsti da «Autism Tsunami» si stanno già materializzando in Massachusetts.

 

«Un numero record di bambini con disabilità intellettiva o autismo compiono 22 anni quest’anno e si qualificano per i servizi per adulti presso il Dipartimento dei servizi per lo sviluppo», ha scritto il Globe.

 

Quel numero è raddoppiato negli ultimi 10 anni arrivando a più di 1.430 persone «spinto dall’enorme aumento di bambini con autismo. I bambini autistici ora rappresentano più della metà di questi nuovi adulti».

 

«C’è stata pochissima pianificazione per prepararsi a questo», ha detto al Globe Michael Borr, genitore di un figlio adulto con autismo ed ex presidente di Advocates for Autism of Massachusetts.

 

In passato, Borr ha detto: «parlerei dello tsunami che sta arrivando. Non arriverà: è qui».

Sostieni Renovatio 21

Il Dipartimento dei servizi per lo sviluppo del Massachusetts, che concede licenze e gestisce case di gruppo, l’anno scorso ha informato il legislatore di avere una capacità “estremamente limitata” di fornire alloggi ad adulti autistici che hanno esigenze diverse rispetto ai loro clienti tipici.

 

L’indagine del Globe ha anche scoperto che molte centinaia di bambini e adulti con autismo nelle scuole residenziali sono stati aggrediti fisicamente o trascurati in residenze con assistenti a basso reddito e scarsamente formati.

 

Il giornale ha fornito diversi esempi di gravi aggressioni ai residenti non verbali da parte degli operatori sanitari.

 

Le case famiglia per adulti del Massachusetts hanno più di 4.000 posti vacanti per il personale di assistenza diretta, ovvero più di un quarto della forza lavoro necessaria.

 

E «mentre la legge federale garantisce servizi educativi speciali per i bambini disabili, i servizi per gli adulti dipendono in gran parte dai criteri di ammissibilità e dai finanziamenti», secondo il Globe, il che porta a molta incertezza per i genitori anziani di giovani adulti autistici.

 

Blaxill ha dichiarato a The Defender che senza interventi volti a rallentare i tassi di prevalenza dell’ASD, «crescerà così velocemente che manderà in pezzi il sistema. Se passiamo da forse 1 o 2 milioni di persone – la maggior parte dei quali bambini con autismo – a 10, 15 o 20 milioni di persone con autismo – la maggior parte dei quali adulti – si tratta di una popolazione di servizi, di un problema di costi e di un profilo di costo drammaticamente diversi».

 

Blaxill, che è anche genitore di un bambino autistico, ha detto che il problema non è solo il costo, ma per le persone con ASD: «i genitori sono i loro sostenitori. Ci prendiamo cura di loro. Ma stiamo tutti invecchiando».

 

Ha detto che è costantemente preoccupato per il futuro di sua figlia. «quando non ci saremo più, chi si prenderà cura di lei? Chi la difenderà presso lo Stato? Chi la proteggerà da abusi o violenze?»

 

«È una crisi», ha detto.

 

Il principale ostacolo all’affrontare questa crisi, ha detto Rogers a The Defender, non è solo Big Pharma. È nata un’intera industria dell’autismo che comprende l’industria farmaceutica, ma anche ricercatori, organizzazioni no-profit, riviste accademiche e altro ancora, ha affermato.

 

«Quell’industria vale più di un trilione di dollari e non vogliono che si parli delle cause profonde o della prevenzione. Vogliono fare soldi con l’industria delle malattie».

 

Brenda Baletti

Ph.D.

 

© 5 gennaio 2024, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21



 

Continua a leggere

Più popolari