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Necrocultura

Elon Musk contro Bill Gates e gli emoji trans dell’«uomo incinto»

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Elon Musk in un tweet infilza contemporaneamente Bill Gates e gli emoji transessualisti con l’«uomo incinto».

 

In un post di poche ore fa, il Musk ha messo le foto del sultano del vaccino globale e del nuovo emoticon trans, creando un qualche  collegamento semantico tra le due cose.

 

La didascalia dice moltissimo:

 

«Nel caso doveste perdere un’erezione velocemente

 

 

Si tratta di uno degli affronti più diretti fatti dal Musk, attuale uomo più ricco del mondo sulla carta, contro il Gates, che è stato in cima alla classifica dei paperoni per decenni.

 

Le differenze tra i due non potrebbero essere più grandi. Musk è partito davvero dal nulla, Gates è un figlio di papà.

 

Musk si oppone all’obbligo vaccinale e ha messo in dubbio fortemente i lockdown e la narrazione COVID, Gates finanzia con i suoi miliardi le farmaceutiche l’OMS e una ridda di altri enti per creare e mantenere lo stato pandemico.

 

Musk ritiene che il calo demografico sia il più grande problema della civiltà e che la sovrappopolazione sia un mito tossico, Gates investe ulteriori miliardi in aborto e contraccezione.

 

Musk fa prodotti che sono amati alla follia dai consumatori (le Tesla) o che stanno aiutando l’umanità a tornare nello spazio (SpaceX), Gates fa prodotti che molti odiano (Windows, office, etc.) e a cui in vari casi si sentono condannati.

 

Come riportato da Renovatio 21, Gates si sta interessando del clima in un modo davvero inquietante (cospargere il celo di solfato per oscurare il sole), sull’argomento ha scritto un libro e può educare alla sua visione ambiental-misantropica diecine di capi di Stato tutti in una volta. Quando, intervistato, gli è stato chiesto se quindi da buon ecologista possiede un’auto elettrica ha risposto che sì, era orgoglioso della sua Porsche Taycan. La Tesla, cioè la macchina elettrica per eccellenza, non la ha evidentemente considerata.

 

Anzi. In un podcast di Joe Rogan Musk ha rivelato che il Gates avrebbe scommesso in borsa contro le azioni Tesla. Gli è andata male, ma tanto vi sono i guadagni fatti con vaccini etc.

 

Non c’è solo un battibecco tra miliardari in questa storia.

C’è lo scontro tra due idee del mondo. Da una parte il mondo vaccinato-sterilizzato-sottomesso-transessualizzato, dall’altra parte chi vi si oppone, gli uomini liberi. Da una parte la Necrocultura, dall’altra parte l’umanità.

 

In questo sardonica perculazione, c’è lo scontro tra la vita e la morte. Il Bene e il Male.

 

Viva Elone.

 

 

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Necrocultura

Ai politici non importa nulla del vostro voto. Dovreste averlo capito

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Questa foto è stata presa in una città dell’Alta Italia ieri sera. Tuttavia, a quanto ci scrivono i lettori, la medesima scena può essere scattata in ogni parte del Paese, in ogni angolo urbano ed extraurbano.

 

Ovunque vi siano spazi per le affissioni elettorali, quelli sono rimasti vuoti.

 

Le pubblicità elettorali dei partiti sono sparite. O meglio, quest’anno, per un’elezione che sulla carta dovrebbe essere decisiva per le sorti della Nazione, non sono mai partite.

 

Non siamo i soli a notarlo. Sull’argomento sono iniziate prima le lettere ai giornali locali, poi qualche timido articolo sulla stampa. Tuttavia, non ci sembra davvero che si colga il valore di questo segno inedito.

 

Pannelli vuoti, vuotissimi. Rimane solo il riflesso metallico dell’osservatore: che proprio questo sia il messaggio? Rimandare al popolo un’immagine opaca ed incomprensibile di se stesso? Di mostrarlo come un enigma visto attraverso uno specchio scuro?

 

Ammettiamo: non avevamo mai visto il metallo sotto i poster elettorali.

 

 

Ricordate? Fino a qualche anno fa si aveva il problema contrario. I partiti – tutti – piazzavano poster anche dove non potevano. Venivano talvolta puniti con una pecetta che le autorità gli piazzavano sopra, che recitava qualcosa come «affissione abusiva», o giù di lì.

 

Ora avviene il contrario. I partiti non vogliono occupare alcuno spazio. Tecnicamente, non vogliono comunicare con i propri elettori. E non stiamo solo parlando del grado zero della propaganda elettorale che è il poster stradale: vi facciamo una domanda rapida, quanti comizi avete visto nelle vostre città? Avete visto palchetti con i candidati (i fortunati sfuggiti all’orrenda strage dei parlamentari votata da PD e 5 stelle) che si presentano e vi chiedono il voto? Avete visto qualche grande leader calare perfino nella vostra piccola cittadina, esausti dopo tour in cui magari parlano in dieci posti diversi in un giorno, e prendersi almeno gli applausi dei militanti zonali?

 

Avete visto dalle vostre parti Letta, Berlusconi, Conte, Salvini, la Meloni?

 

Non diciamo niente di originale se ci spieghiamo la cosa semplicemente con il fatto che ai partiti non frega più nulla degli elettori.

 

Alla politica non importa più nulla di voi. Dovreste averlo capito.

 

Ogni interfaccia, perfino i manifesti elettorali, devono sparire: perché avere il popolo fra le scatole, quando alla fine si deve solo portare avanti un progetto dettato dall’alto (il «pilota automatico» di cui parlava Draghi) è una bella seccatura.

 

Il popolo potrebbe addirittura chiedere che si faccia il suo bene, o addirittura – anatema sit! – quello che vuole la gente, cioè quello per cui vota.

 

Meglio chiudere ogni finestra tra la politica e la società: chissà mai che quest’ultima possa entrare in casa dei partiti e rovinare il party.

 

La politica è divorziata dalla realtà, e lo sapevamo. È che molti si illudevano che per un po’ avrebbe finto che gli importasse di qualcosa. Non è più il caso.

 

La politica è divenuta una macchina in grado di vivere senza il suo padrone. Anzi, il padrone potrebbe essere divenuto un problema ingombrante, addirittura un avversario: figuratevi la Skynet di Terminator, una macchina che, divenuta senziente ed autosufficiente, considera l’umanità sua creatrice come il nemico da abbattere.

 

Non c’è molto da scherzare sull’argomento: su Renovatio 21 crediamo che questo sia esattamente il cuore dello Stato moderno, lo Stato dominato dalla Cultura della Morte.

 

Lo Stato moderno, lo Stato della Necrocultura non tende al bene dei suoi cittadini, tende alla loro distruzione. La sua sanità uccide vecchi, malati, nascituri e perfino persone che hanno avuto incidenti d’auto, che vengono immantinente squartati per predarne gli organi. La sua scuola insegna la confusione sessuale e famigliare. I suoi servizi sociali preparano i bambini a trattamenti sterilizzanti. La sua politica estera attacca i suoi stessi fornitori di energia, che pure dispongono del più grande arsenale termonucleare del pianeta. Le sue leggi sottomettono e alterano geneticamente la popolazione.

 

Quindi, non c’è molto da stupirsi se i suoi aspiranti kapò non vogliono rivolgervi la parola.

 

Voi siete il problema della politica moderna.

 

Voi, esseri umani, siete la variabile che potrebbe far fallire il piano di cui sperano di essere i maggiordomi.

 

Custodite al costo del sangue la vostra umanità.

 

Perché essa un giorno spazzerà via la boria di coloro che la disprezzano, al punto di nemmeno più chiedervi il voto, nemmeno più volervi stringervi la mano, guardarvi in faccia.

 

Fottetevene di loro – più di quanto loro se ne fottono di voi.

 

Preparatevi, trovate la pace interiore. L’ora si avvicina.

 

L’umanità trionferà su chi la vuole umiliare

 

È un programma che non ha bisogno di manifesti, sul quale non dovrete nemmeno votare. E sarà portato a termine dall’unico potere che conta: quello del Dio vivente.

 

 

Roberto Dal Bosco

 

 

 

 

 

 

 

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Alimentazione

State notando anche voi i campi incolti?

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Chiediamo l’aiuto dei lettori, perché potrebbe essere solo una nostra impressione, e di numeri forniti da qualche ente per questo 2022 non abbiamo trovato traccia.

 

Si chiamano tecnicamente «campi a riposo», normalmente li chiamiamo «campi incolti». Quando li noti non fa un bell’effetto: erbacce, piante inutili che crescono in modo disordinato, indiscriminato, laddove prima invece c’era la regolarità di una coltivazione agricola.

 

Non più spighe dorate: erbacce verdastri, fiori indefinibili, gramigna.

 

Ci sta capitando spesso: quelli che eravamo abituati a vedere come campi coltivati, sono ora lasciati incolti. Possiamo dire che in tutti i casi non era mai successo nella vita. In questo 2022, sì.

 

Si tratterebbe di un segno inquietante, molto anche. Siamo abituati a vedere i centri storici dove chiudono negozi e cinema, e non riaprono più: rimane lo spazio vuoto, coltri drammatiche di polvere sulle vetrine dietro la serranda abbassata ad aeternum.

 

Ora, questo segno di chiusura biologica non lo avevamo ancora visto – e sono tanti anni che annotiamo i dettagli che mostrano sempre meno sommessamente la decadenza di questo Paese.

 

Chiediamo ai lettori: capita anche a voi? Vedete anche voi i campi incolti?

 

Se sì, ditecelo, mostratecelo. Scrivetecelo.

 

Noi non sappiamo che pensare. O meglio, abbiamo paura di pensarlo: siamo il sito che più di ogni altro vi ha parlato del ritorno della fame, che tanti enti oramai ritengono inevitabile.

 

Vi abbiamo parlato della sempre più bizzarra storia dei fertilizzanti, dell’aumento folle del loro e del fatto che in larga parte hanno ingredienti che vengono da Russia e Bielorussia). L’incremento di prezzo vertiginoso del fertilizzante un qualcosa che precede la guerra in Ucraina e che potrebbe essere un vero disegno di Morte programmato dal nemico: vi abbiamo parlato di «attacco organizzato alle forniture globali» 10 mesi fa.

 

Se il contadino non può comprare i fertilizzanti, non coltiva il terreno. È questo? È quello che stiamo vedendo anche nel campo vicino casa?

 

Quale effetto avrà questo non ora, ma tra qualche mese, nei supermercati, sulle nostre tavole, nell’alimentazione dei nostri bambini?

 

Abbiamo paura anche di questa domanda. Potete, come abbiamo fatto noi e come fanno tanti nostri lettori che seguono i nostri consigli, aver messo via un po’ di cibo, ma nessuno è davvero preparato per una cosa del genere.

 

Un crollo della quantità di cibo distribuita, cosa provocherebbe nella società?

 

Come la prenderebbero, per esempio, i milioni di immigrati attualmente da noi mantenuti con ogni benefit per non si sa quale motivo?

 

Come agirebbe, dinanzi ad una carestia, la criminalità organizzata che regna in alcuni territori del Sud e non solo del Sud?

 

Come si comporterebbero le forze dell’ordine dinanzi a proteste massive per il cibo?

 

Domande che abbiamo già fatto, ma che ci intimoriscono sempre di più.

 

Diteci cosa ne pensate. Anche perché oramai è ora di aver idee chiare sul da farsi.

 

Perché se vi aspettate che il potere che dovrebbe proteggervi abbia intenzione davvero di farlo, state freschi: c’è, con estrema probabilità, una missione contraria. Non difendervi, ma liberarsi di voi.

 

Ve lo ripetiamo: il problema dell’ora presente è la Cultura della Morte, è una struttura affondata nello Stato moderno, nella società e nelle sue élite che spinge alla vostra eliminazione.

 

Vi cancelleranno attraverso la fame? Possibile. La fame mette in piede uno spettacolo sanguinario  che fa godere il sadico signore del Male. La carestia mette l’uno contro l’altro. Egoismo, violenza, disperazione. Cioè, la negazione della vita, resa condizione di esistenza quotidiana, resa unità di base del collasso della società.

 

Fin qui, pochi lo avevano capito. Fin qui, anche chi lo aveva capito, lo ha concesso – non ha fatto nulla per combattere il processo alla radice.

 

Non siamo sicuri che potrà continuare così.

 

O combatteremo la Necrocultura, o essa ci ucciderà. E nel frattempo, renderà deformi i nostri figli con la denutrizione, o ucciderà anche loro.

 

Cosa avete intenzione di fare, quindi?

 

 

Roberto Dal Bosco

 

 

 

 

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Necrocultura

I medici stanno rimuovendo l’utero delle braccianti indiane per aumentare la loro produttività

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Renovatio 21 traduce questo articolo di Bioedge.

 

 

 

Questa è una storia dell’orrore dall’India sull’intersezione tra povertà, sessismo, sfruttamento, norme di genere ed etica medica.

 

Il rapporto investigativo su BehanBox, un sito web femminista con sede in India, descrive le condizioni spaventose in cui le donne lavorano come taglialegna nello stato del Maharashtra.

 

Il rapporto si concentra sull’igiene mestruale delle donne. A causa di infezioni ricorrenti e dolore, il 17% delle donne taglialegna nel distretto di Beed ha avuto isterectomie.

 

Un rapporto della Society for Promoting Participative Ecosystem Management pubblicato nel 2020 descriveva le condizioni disumane in cui lavorano le donne:

 

«Il 72% delle donne ha affermato di lavorare tra le 13 e le 18 ore al giorno (in media 15 ore) durante il taglio delle canne da zucchero. Il 98% delle donne ha affermato che l’orario di lavoro non è fisso e che dovrà iniziare alle prime luci dell’alba o continuare fino a mezzanotte quando richiesto. Non ottengono ferie settimanali e continuano a lavorare. L’onere del lavoro sulle donne senza interruzione da 3 a 4 mesi. Le donne difficilmente si prendono una pausa durante la malattia, le mestruazioni, la gravidanza o il parto, il che influisce sulla loro salute».

 

Lo studio ha rilevato che il 92% di queste donne era in età riproduttiva e il 17% aveva partorito un bambino nel mezzo di un canneto.

 

Quasi tutte le donne hanno riferito di non poter prendersi del tempo per affrontare la gravidanza, le mestruazioni o la malattia. Molte delle donne usavano degli stracci, spesso umidi, come assorbenti; questo spesso provoca infezioni.

 

Ma invece di affrontare le infezioni, alcuni medici fanno isterectomie. «Senza un esame approfondito del paziente, i medici negli ospedali privati ​​suggeriscono l’isterectomia che costa almeno 35 mila rupie. Creano paura tra queste donne avvertendole che potrebbero sviluppare tumori e tumori», ha detto a BehanBox Manisha Ghule, un’attivista.

 

È difficile abbozzare un quadro accurato di situazioni come questa in India. Il giornalismo tende ad essere sensazionalistico; gli attivisti esagerano; i rapporti del governo non sono completamente affidabili. Ma negli ultimi tre anni ci sono stati molti articoli sulla stampa locale e straniera sulla difficile situazione delle donne taglialegna.

 

Un altro articolo di inchiesta nel 2019 di The Hindu è stato particolarmente feroce sul coinvolgimento dei medici.

 

Affermava che «gli appaltatori del taglio delle canne da zucchero non sono disposti ad assumere donne che hanno le mestruazioni, quindi le isterectomie sono diventate la norma».

 

«Sposate all’età di 15 o 16 anni, le ragazze nella regione di Marathwada colpita dalla siccità diventano madri nei prossimi due anni. E poi, quando hanno 22 o 23 anni, hanno un’isterectomia, un intervento chirurgico per rimuovere l’utero. Da allora in poi queste donne taglialegna diventano “macchine da lavoro viventi” per tutta la loro vita».

 

In un altro articolo, The Hindu ha citato un medico della comunità, Shashikant Ahnkari. «Dietro questo non ci sono solo gli appaltatori di canna da zucchero, ma anche gli interessi commerciali acquisiti dei medici. [Effettuare] isterectomie non indicate è contro l’etica medica. I medici hanno diffuso il timore nella regione che una scarica bianca o rossa possa provocare il cancro».

 

Un funzionario locale ha spiegato che le donne si raccontano la procedura: «l’intervento chirurgico è popolare tra le ragazze per fermare le scariche bianche. C’è una tendenza qui per cui le ragazze si sposano all’età di 15-16 anni, poi hanno due figli, poi la pianificazione familiare e poi un’isterectomia».

 

 

Michael Cook

 

 

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

 

 

Immagine di IRRI via Rice Today pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 3.0 Unported (CC BY-NC-SA 3.0)

 

 

 

 

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