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Armi biologiche

C’è stato un Golpe. Ma a chi importa ormai?

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Negli ultimi tempi si è parlato molto di un alto papavero dell’esercito americano, il generale Mark A. Mulley. Egli ricopre tutt’ora il ruolo di Capo dello stato maggiore congiunto, l’ufficiale di rango più elevato delle forze armate statunitense.

 

Milley è conosciuto per aver espresso di recente commenti sulla «white rage»: ritiene che un problema fondamentale del Paese sia la rabbia dei bianchi. Dice che sta studiando la materia. L’esercito intanto adotta come letture per i soldati manuali di Critical Race Theory, l’idea per cui ogni singola cosa accada in America sia frutto di un «razzismo sistemico» che dura da almeno 400 anni.

 

Poche settimane fa, all’indomani dell’uccisione di 13 militari americani all’Aeroporto di Kabul, fece una conferenza stampa per dire che gli USA avevano reagito: grazie a una «solida intelligence», un drone aveva disintegrato un furgoncino carico di terroristi dell’ISIS-K che stavano per entrare in azione. L’azione sembrò subito sospetta. Il New York Times ora conferma che a morire è stata un’intera famiglia, tra cui vari bambini.

 

Ora di Milley si parla con ancora più insistenza. Bob Woodward, il decano dei giornalisti (l’uomo che con la sua fonte Gola profonda innescò lo scandalo Watergate e la conseguente caduta di Nixon) ha mandato in stampa un paio di racconti incredibili.

 

Secondo il libro Peril, sul finire della presidenza Trump, Milley disse ai suoi sottoposti di essere consultato personalmente su qualsiasi ordine di azione militare da parte del presidente, compreso l’uso di armi nucleari – un fatto che costituisce la rottura della catena di comando in violazione del principio del controllo civile sui militari.

 

Per qualche giorno, gli USA sono stati tecnicamente oggetto di un Colpo di Stato. Un Golpe militare di cui erano a conoscenza i vertici del Partito Democratico e delle varie agenzie di sicurezza: tutti tranne che il popolo. Un golpe segreto, nondimeno, realizzato

L’8 gennaio, Milley ha assicurato la presidente della Camera, la democratica californiana Nancy Pelosi,  che «gli inneschi nucleari sono sicuri e non lo faremo – non permetteremo nulla di pazzo, illegale, immorale o non etico che accada».

 

Secondo quanto riferito, la Pelosi avrebbe poi detto a Milley: «È pazzo. Sai che è pazzo. È pazzo da molto tempo. Quindi non dire che non sai quale sia il suo stato d’animo… È pazzo e quello che ha fatto ieri è un’ulteriore prova della sua follia», ha aggiunto la Pelosi, riferendosi a Trump e all’assedio del Campidoglio.

 

«Signora Presidente, sono d’accordo con lei su tutto» avrebbe risposto Milley.

 

Il libro riporta inoltre che il 30 ottobre 2020, quattro giorni prima del giorno delle elezioni presidenziali statunitensi, Milley chiamò il suo omologo in Cina, il generale Li Zuocheng:

 

«Voglio assicurarvi che il governo americano è stabile e che tutto è andrà tutto bene… Non attaccheremo o condurremo nessuna operazione cinetica contro di voi». «Operazione cinetica» significa attacco militare con armi fisiche.

 

«Se vogliamo attaccare, vi chiamerò prima, non sarà una sorpresa». Gli autori scrivono che il generale Milley ha chiamato di nuovo il generale cinese nel gennaio 2021, due giorni dopo l’attacco al Campidoglio degli Stati Uniti del 2021.

 

Si tratta di rivelazioni a dir poco sbalorditive.

 

Il generale Milley, sostiene qualche membro dell’ opposizione repubblicana (non tutti…) si è quindi reso responsabile di alto tradimento.

Quello di Milley, nel passato nel presente e nel futuro, è un tradimento con implicazioni immani

 

Il generaly Milley, quindi, andrebbe mandato dinanzi ad una Corte Marziale dell’esercito USA. La quale, all’articolo 94 dell’Uniform Code of Military Justice, prevede che l’ammutinamento e la sedizione siano puniti con la morte.

 

Avete letto bene: pena di morte per i militari traditori. Nientemeno. Il caso di Milley ci sembra esattamente questo. Per qualche giorno, gli USA sono stati tecnicamente oggetto di un Colpo di Stato. Un Golpe militare di cui erano a conoscenza i vertici del Partito Democratico e delle varie agenzie di sicurezza: tutti tranne che il popolo. Un golpe segreto, nondimeno, realizzato.

 

Non si tratta di un tradimento qualsiasi – ma di un tradimento «nucleare».  Cioè, di un piano preciso di privare il presidente ancora in carica (anche se per poco) dell’arma di deterrenza assoluta di cui dispone il suo Paese – e il tutto, tramando con una potenza avversaria che parimenti dispone del fuoco termonucleare e che, come riportato da Renovatio 21, potrebbe di recente aver costruito nuovi siti di lancio di missili intercontinentali – la Cina.

 

La Cina, lo strano compagno di viaggio, o meglio, il padrone di tanta della sinistra progressista occidentale. La Cina a cui, con un tradimento non ancora raccontato o spiegato, le nostre élite hanno passato tutta la nostra capacità manifatturiera. La Cina a cui abbiamo svenduto aziende, la Cina per cui abbiamo svuotato interi comparti industriali, con la conseguente distruzione della classe media.

 

Tutto è l’opposto di ciò che credono i vostri occhi, e la vostra logica

Quella Cina che potrebbe in questi giorni innescare una guerra per Taiwan: lo temono in molti, le manovre dell’anglosfera sembrano puntare lì (a meno che sotto, non ci sia un accordo ancora più profondo di ritirata occidentale), dai sottomarini atomici che ora si vuole fornire all’Australia in giù. Gli stessi media australiani, in questi giorni, si stanno chiedendo seriamente quanto Canberra sia vicina alla guerra con Pechino – che, su un organo ufficiale del Partito Comunista Cinese, ha definito l’Australia una gomma da masticare attaccata alla suola dello stivale cinese.

 

Quello di Milley, nel passato nel presente e nel futuro, è un tradimento con implicazioni immani.

 

Il problema qui, tuttavia, è un altro. Di tutto questo, a nessuno importa. Milley è salutato dai media americani tutti (con l’eccezione di Fox News e dei canali trumpiani OAN e Newsmax) come un salvatore della patria. Si sprecano i commentatori che dicono quanto abbia fatto bene, perché, come la Pelosi, definiscono Trump «pazzo» (nonostante vi sia un emendamento, il 25°, per rimuovere un presidente pazzo, ma i democratici non sono riusciti ad attivarlo).

 

A lui dobbiamo la salvezza planetaria. Milley non è un traditore: è un eroe.

 

Vi renderete conto che siamo dinanzi ad un mondo capovolto. Deve essere la «Umwertung aller Werte», quella «trasmutazione di tutti i valori» di cui parlava il sifilitico Nietzsche quando sognava il suo mondo dionisiaco ed invertito.

 

Tutto è l’opposto di ciò che credono i vostri occhi, e la vostra logica.

 

Giocare con la fine del mondo, e senza alcuna supervisione politica. Anzi: farlo partendo proprio dalla sottrazione del potere da funzionari eletti dal popolo

Il rivale geopolitico non va considerato come avversario, anzi va protetto. Gli immigrati hanno più diritti dei cittadini, possono infrangere la legge sull’immigrazione e pure la regolamentazione anti-COVID: possono entrare nel Paese senza test e senza vaccini, a differenza di voi che se ne siete sprovvisti non potete nemmeno entrare al bar per fare la pipì.

 

E poi, l’inversione suprema, quella della «libertà». La vera libertà, ripetono anche i leader di partiti italiani, la ottiene se ti inserisci in un sistema di sorveglianza bio-informatica. «Libertà» è essere obbligati ad una terapia genica, pena la perdita non solo dei propri diritti ma anche del proprio lavoro, cioè del cibo per la propria famiglia. Il «bispensiero» teorizzato nel romanzo di Orwell è roba da educande.

 

Quindi, sì, vero: il generale Milley è un eroe del nostro tempo. E non è l’unico.

 

Il suo caso ricorda da vicino quello di un altro generale coinvolto in affari cinesi e, potenzialmente, in armi pericolosissime: quello del dottor Anthony Fauci.

 

L’eterno, onnipotente zar dell’ente pubblico per le malattie infettive, già detestato dagli scienziati odiato dai gay ai tempi dell’AIDS (dove fece un paio di manovre interessanti), ora è considerato da alcuni – come il senatore Rand Paul che glielo ha detto in faccia in commissione – il possibile «responsabile dell’intera pandemia».

 

Egli infatti, come sembra sempre più certo, ha passato milioni di euro del contribuente americano a ONG che lavoravano sull’ingegneria genetica dei coronavirus all’Istituto di virologia di Wuhan – un progetto che la stessa DARPA, l’ente scientifico di ricerca del Pentagono, aveva scartato come troppo rischioso.

 

Avevate bisogno di altre prove della fine pragmatica della democrazia?

Eppure, anche di Fauci – oramai considerato perfino colpevole di aver mentito davanti al Congresso, pena che dovrebbe costargli 5 anni di gabbio – nessuno si cura. Anzi. Fauci è un eroe.

 

Abbiamo avuto testimonianze, nei mesi della pandemia, di cose grottesche: il giardino delle case private degli elettori democrat esponevano cartelli con su scritto «Grazie Fauci per difenderci dalla pandemia». Era quando Fauci, smentendo se stesso e pure quello che diceva in email private ora emerse, raccomandava mascherine e lockdown draconiani. C’era ancora Trump, quindi, come gli ubriachi con i lampioni, l’onesto cittadino progressista si aggrappava all’unico uomo che gli teneva testa, il virologo che tutti gli anni dava notizie sull’andamento stagionale dell’influenza (lo chiamavano, allora, «doctor flu»).

 

Si trattava, invero, di un altro effetto collaterale della TDS, ovvero la «Trump Derangement Syndrome», sindrome da disturbo-Trump. Non possiamo dire di non conoscerla, qui in Italia – l’abbiamo avuta per due decenni, solo che invece che il costruttore TV della Trump Tower abbiamo avuto il costruttore TV di Milano 2. La dinamica di odio cieco, e controproducente fino al masochismo, la conosciamo bene: alimentata dai media degli avversari finanziari e personali di Berlusconi, possiamo dire  che essa ha creato l’assetto parlamentare dell’ora presente. Il fenomeno dei 5S, senza le decadi di delegittimazione mediatico-popolare di Berlusconi (certo, unito all’incapacità totale del PD di costruire un’alternativa credibile), non sarebbe esistito.

 

Quindi: Fauci e Milley sono eroi.

 

Non è un caso che, arrivato un premier «tecnico» (cioè, ancora meno eletto di quello precedente) la responsabilità della campagna vaccinale italiana sia subito passata ai soldati

Entrambi hanno trafficato con sicumera con le cose più delicate e devastanti al mondo, le armi atomiche e quelle biologiche. Queste ultime, come abbiamo visto, ancora più pericolose delle prime. E se diciamo proprio «armi biologiche» è perché siamo convinti che a quei livelli di biosicurezza le innocenti ricerche non esistono: ogni ricerca su un patogeno distruttivo è dual use, puoi farci un vaccino ma anche un’arma (guardate il film Virus Letale: è spiegato bene, è il centro di tutta la storia). E sappiamo per certo che l’esercito cinese lavorasse anche lì…

 

Giocare con la fine del mondo, e senza alcuna supervisione politica. Anzi: farlo partendo proprio dalla sottrazione del potere da funzionari eletti dal popolo.

 

Avevate bisogno di altre prove della fine pragmatica della democrazia?

 

Avete notato come improvvisamente quando si parla di militari al potere ora non venga più in mente Pinochet, ma anzi, i giornali dell’Oligarcato arrivano ad invocare un mezzo golpe dei colonnelli?

 

Non è un caso che, arrivato un premier «tecnico» (cioè, ancora meno eletto di quello precedente) la responsabilità della campagna vaccinale italiana sia subito passata ai soldati.

Tenete bene a mente: nel mondo invertito, voi non valete niente.

 

Il generale a capo della siringa nazionale si lascia scappare una gaffe, parla di inoculo di «decine di milioni di dosi senza saperne esattamente l’esito»: dice cioè, la verità – certo, forse senza rendersi bene conto. Invece che ricordare il Codice di Norimberga, giornali e popolo progressista applaudono. Anche qui, un generale eroe. Celo anche noi.

 

Ma anche questo: che importanza ha?

 

Tenete bene a mente: nel mondo invertito, voi non valete niente.

 

La vostra Costituzione, non vale niente.

 

La nuova forma di cittadinanza politica nel mondo degli eroi invertiti è una sola: la sottomissione

I vostri diritti umani, non esistono.

 

La vostra opinione, è nulla.

 

Il vostro voto, non ha valore.

 

Le vostre parole, vengono cancellate.

 

La vostra religione, non conta nulla.

 

I vostri figli, non sono vostri.

 

Il vostro corpo, non è vostro.

 

C’è stato un Golpe. L’obbiettivo non erano i palazzi dei governi. Erano i vostri corpi e le vostre menti.

La nuova forma di cittadinanza politica nel mondo degli eroi invertiti è una sola: la sottomissione.

 

Lo ripetiamo, nel caso qualcuno di voi non abbia capito a cosa serve il COVID. Allineatevi. Sottomettetevi.

 

Tra menzogne, bombe atomiche e armi biologiche, si sta aprendo una nuova era di schiavitù. E non pensate di poter scappare.

 

C’è stato un Golpe. L’obbiettivo non erano i palazzi dei governi, ma i vostri corpi e le vostre menti.

 

Ma a chi importa, oramai?

 

 

Roberto Dal Bosco

Armi biologiche

«Giochi dei germi»: Gates, la Banca Mondiale e il NIH hanno modellato la risposta alla pandemia ispirandosi alle esercitazioni militari statunitensi.

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.

 

Nel gennaio 2016, figure di spicco della Fondazione Gates e della Banca Mondiale proposero un nuovo approccio alla preparazione alle pandemie: simulazioni su larga scala ispirate ai giochi di guerra militari. Alcune email interne, recentemente acquisite, mostrano come l’idea – denominata «Germ Games» – abbia rapidamente preso piede e ottenuto il favore del NIH (National Institutes of Health).

 

A porte chiuse, durante il Forum economico mondiale (WEF) di Davos nel gennaio 2016, alti funzionari della Fondazione Gates e della Banca Mondiale hanno proposto un nuovo approccio alla preparazione alle pandemie: simulazioni su larga scala ispirate ai giochi di guerra militari.

 

Alcune email interne recentemente acquisite mostrano come l’idea, denominata «Germ Games», abbia rapidamente preso piede e attirato l’attenzione dei National Institutes of Health (NIH) statunitensi.

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Una potenziale mina terrestre

Il 10 gennaio 2016, mentre l’allora direttore del NIH, Francis Collins, si preparava a partecipare alla riunione annuale del WEF a Davos, inviò via e-mail una copia anticipata del suo programma al dottor Anthony Fauci , uno dei suoi più stretti collaboratori.

 

Una sessione, in particolare, attirò la sua attenzione. «Questa sessione di Davos sembra una potenziale mina antiuomo», ha scritto Collins.

 

L’incontro, intitolato «Innovazione vaccinale per la preparazione alle pandemie», ha riunito dirigenti di GSK, Merck e Johnson & Johnson, insieme a rappresentanti della Fondazione Gates e del Wellcome Trust.

 

Secondo il rapporto di Collins all’allora Segretario alla Salute degli Stati Uniti, Sylvia Burwell, le case farmaceutiche furono esplicite riguardo alle condizioni per la loro partecipazione: non potevano impegnarsi a sviluppare rapidamente vaccini per ogni futura epidemia a meno che i governi non avessero prima stabilito chi avrebbe pagato e come sarebbe stata gestita la responsabilità.

 

Le aziende hanno dichiarato di essere disposte a mettere a disposizione le proprie piattaforme vaccinali, ma si sono rifiutate di condividere la propria proprietà intellettuale a fini commerciali.

 

Collins ha descritto la proposta emergente come «molto vaga» e ha avvertito che solleva seri interrogativi in ​​merito a governance, finanziamenti e strategia. Ha messo in guardia contro qualsiasi piano che possa minare i programmi statunitensi esistenti.

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La nascita dei «Germ Games»

Una sessione separata sulla preparazione alle future pandemie si è rivelata ancora più importante. Presieduta dal presidente della Banca Mondiale Jim Yong Kim, alla discussione ha partecipato anche Bill Gates.

 

Gates sostenne che il mondo era impreparato ad affrontare un virus respiratorio a rapida diffusione e che simulazioni più sofisticate avrebbero potuto migliorare la pianificazione in materia di logistica, comunicazione, misure di quarantena, messaggi al pubblico e distribuzione dei vaccini.

 

Kim colse al volo l’idea. Secondo l’e-mail di Collins, il presidente della Banca Mondiale propose di creare i «Giochi dei Germi» – esercitazioni esplicitamente modellate su simulazioni di guerra militari – per persuadere i leader del G20 a investire nella preparazione alle pandemie ed evitare l’autocompiacimento una volta svanito il ricordo dell’Ebola.

 

Kim ha suggerito di «sfruttare l’esperienza» del Dipartimento della Difesa statunitense, la cui attività di simulazione bellica ha messo alla prova le strutture di comando, il processo decisionale e la risposta alle crisi sotto pressione.

 

Ha pubblicamente invitato il NIH, la Banca Mondiale, la Fondazione Gates e il Wellcome Trust a sviluppare insieme il progetto, affermando che avrebbe «trovato i fondi necessari».

 

Scrivendo successivamente a Fauci, Collins riconobbe che la proposta aveva rapidamente ottenuto un sostegno influente. Con l’appoggio sia della Fondazione Gates che della Banca Mondiale, scrisse, sarebbe stato «difficile fermare questo sforzo ora».

 

Collins ha ammesso che le simulazioni di pandemie su larga scala esulavano dalle sue competenze e ha chiesto a Fauci un suo parere.

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La risposta di Fauci

Fauci ha risposto che il governo statunitense aveva già una notevole esperienza nella conduzione di simulazioni di «attacchi bioterroristici».

 

Ha spiegato che il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti (HHS), il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti e il Dipartimento della Sicurezza Interna degli Stati Uniti avevano condotto numerose esercitazioni «da tavolo», ovvero simulazioni di scenari di crisi in cui i funzionari avevano provato le risposte a minacce biologiche, tra cui l’antrace in aerosol, il vaiolo a rilascio multiplo e le pandemie influenzali.

 

«Potrebbe non essere ‘esattamente’ ciò a cui si riferivano [Bill] Gates, [Jeremy] Farrar e [Jim Yong] Kim», ha scritto Fauci, «ma ci si avvicina molto».

 

Ha inoltre suggerito di coinvolgere Nicole Lurie, all’epoca sottosegretaria per la preparazione e la risposta alle emergenze, sottolineando la sua precedente esperienza presso la RAND Corporation.

 

Collins ha subito coinvolto Lurie e il direttore del BARDA, Robin Robinson, nella discussione, chiedendo se il supporto della Banca Mondiale e della Fondazione Gates potesse contribuire a migliorare i modelli e le strategie di preparazione già in uso negli Stati Uniti.

 

Lurie ha risposto che l’HHS stava già aggiornando il suo piano per la pandemia influenzale e che un intero team si occupava di condurre regolarmente simulazioni per una serie di minacce biologiche, tra cui H7N9, MERS, Ebola e Zika.

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Dai «Giochi dei Germi» all’agenda globale

Il concetto dei «Giochi dei Germi» non è rimasto un’idea isolata. Un anno dopo, Collins è tornato a Davos per il Forum economico mondiale del 2017.

 

Il suo programma prevedeva una simulazione pilota di pandemia organizzata dalla Banca Mondiale e dalla Fondazione Gates. L’esercitazione era stata concepita per immergere i responsabili decisionali di alto livello in una crisi pandemica simulata, utilizzando un tipo di gioco di ruolo basato su scenari, simile a quello impiegato nelle esercitazioni militari.

 

Lo stesso approccio si è poi riflesso nell’Evento 201 , una simulazione di alto profilo di una «pandemia fittizia di coronavirus» tenutasi nell’ottobre 2019 dal Johns Hopkins Center for Health Security in collaborazione con il WEF e la Fondazione Gates.

 

Quell’esercitazione ha riunito leader aziendali, funzionari governativi ed esperti di sanità pubblica per simulare risposte a una pandemia «ipotetica», utilizzando lo stesso processo decisionale strutturato e basato su scenari discusso a Davos tre anni prima.

 

All’inizio del 2018, Collins ha invitato Jim Yong Kim al NIH. Sebbene l’evento pubblico consistesse nella proiezione del documentario Bending the Arc, i documenti di pianificazione interni mostrano che i funzionari organizzarono una tavola rotonda a porte chiuse con Collins, Fauci e quasi tutti i direttori degli istituti del NIH.

 

L’ordine del giorno ha trattato la preparazione alle pandemie, le minacce trasmesse per via aerea e una maggiore collaborazione tra il NIH e la Banca Mondiale.

 

Nel loro insieme, questi documenti interni dimostrano come, a partire dal 2016, la preparazione alle pandemie sia stata sempre più influenzata da concetti di pianificazione militare e da una mentalità orientata alla biodifesa.

 

Ciò che è iniziato come un dibattito a Davos si è evoluto in un impegno internazionale costante per integrare approcci basati sulla simulazione, simili a giochi di guerra, nella sicurezza sanitaria globale: approcci che sarebbero poi diventati fondamentali per la risposta al COVID-19.

 

Maryanne Demasi

Ph.D.

 

Originariamente pubblicato sulla pagina Substack di Maryanne Demasi su MD Reports.

 

© 1 luglio 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

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Armi biologiche

Fauci ha finanziato la ricerca che ha dato origine al COVID: cosa dicono i documenti secretati dalla Gabbard

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Una serie di comunicazioni e documenti resi pubblici dalla direttrice uscente dell’intelligence nazionale, Tulsi Gabbard, dimostrano che il dottor Anthony Fauci «ha fornito milioni di dollari dei contribuenti statunitensi per finanziare pericolose ricerche di tipo gain-of-function» sui coronavirus dei pipistrelli presso l’Istituto di Virologia di Wuhan (WIV) e che Fauci «ha mentito al Congresso».   La Gabbard ha fatto le sue dichiarazioni in un video divenuto virale sui social media, già visto da milioni di persone.   «Oggi, nel mio ultimo giorno come Direttore dell’Intelligence Nazionale, sto rendendo pubbliche comunicazioni e documenti inediti che svelano come il Dottor Fauci abbia fornito milioni di dollari dei contribuenti statunitensi per finanziare pericolose ricerche di “guadagno di funzione” presso il laboratorio di Wuhan, abbia collaborato con elementi politicizzati all’interno della comunità dell’Intelligence per sopprimere la verità sulle sue azioni e nascondere le origini della fuga di laboratorio del virus, e abbia mentito al Congresso sotto giuramento nel 2024. È ora che conosciate la verità.»  

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  Secondo una dichiarazione rilasciata dall’ufficio di Gabbard (ODNI), i documenti appena pubblicati «svelano il ruolo diretto di Fauci nell’influenzare e manipolare le valutazioni della comunità dell’intelligence (IC) sul COVID-19 e come Fauci abbia mentito al Congresso nel 2024, quando sotto giuramento negò di essere a conoscenza o di aver partecipato a discussioni con funzionari dell’intelligence sulla ricerca virale».   «La pandemia di COVID-19 ha causato enormi difficoltà e sofferenze a milioni di nostri concittadini americani e a innumerevoli persone in tutto il mondo. Dopo anni di menzogne, censura e insabbiamenti, il popolo americano merita trasparenza, verità e responsabilità», ha dichiarato la Gabbarda.   «Le tattiche utilizzate per nascondere la verità provengono direttamente dal manuale del deep state: leader politicizzati e opportunisti come il dottor Fauci hanno insabbiato le proprie malefatte e gli abusi di potere, manipolato i dati dell’intelligence, mentito al Congresso e minato l’autorità di un presidente regolarmente eletto», ha aggiunto.   Nella sua dichiarazione, l’ODNI ha affermato che i documenti pubblicati sono il risultato di un processo di declassificazione durato un anno, condotto da Gabbard a sostegno del mandato di massima trasparenza del Presidente Trump. «Durante questo processo, i funzionari dell’ODNI hanno raccolto testimonianze da diversi informatori della comunità dell’intelligence (IC) che hanno denunciato ritorsioni per aver contestato la manipolazione delle informazioni sull’origine del virus da parte dell’IC. Ciò ha rivelato un chiaro schema di soppressione del dissenso, di silenziamento dei critici e di occultamento di prove che hanno minato l’integrità dell’IC e danneggiato il popolo americano.»   La dichiarazione spiega che gli stretti rapporti di Fauci con la comunità dell’Intelligence gli hanno permesso di «assumere tre ruoli chiave durante la pandemia che lo hanno protetto da controlli, consentendogli al contempo di esercitare un’influenza sproporzionata»: Fauci ha finanziato ricerche rischiose sul coronavirus legate alle grandi aziende farmaceutiche e alla ricerca di «vaccini universali» per un valore di migliaia di miliardi di dollari; Fauci era il consulente dietro le quinte che, con i suoi esperti scelti personalmente, ha spinto la comunità internazionale ad avallare un’origine naturale, animale, per nascondere la sua pericolosa ricerca.; Fauci è diventato l’«esperto» nazionale della pandemia e ha diffuso pubblicamente menzogne, disinformazione e censura.   L’ODNI ha inoltre spiegato che la corrispondenza appena resa pubblica contraddice direttamente la testimonianza resa da Fauci nel 2024 alla Sottocommissione speciale della Camera sulla pandemia di coronavirus.

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In quell’udienza, sotto giuramento, a Fauci è stato ripetutamente chiesto se avesse parlato con «FBI, CIA, DIA o qualsiasi altra agenzia di intelligence statunitense in merito alla ricerca sui virus» prima, durante o dopo la pandemia. Fauci ha ripetutamente eluso le domande, prima di affermare falsamente: «a mia conoscenza, no, riguardo al COVID».   La dichiarazione dell’ODNI afferma inoltre che «le testimonianze di numerosi informatori rivelano che gli analisti dell’intelligence che hanno contestato le conclusioni di Fauci sull’origine del COVID hanno subito minacce di ritorsioni, sono stati emarginati e spesso hanno subito battute d’arresto nella carriera. Ciò ha messo a tacere il dissenso e ha favorito una cultura in cui la verità è stata sacrificata al conformismo e le prove credibili sono state insabbiate».   Segnalazioni di informatori che la Gabbard ha riportato all’Ispettore Generale della Comunità dell’Intelligence comprendono: il caso di un appaltatore licenziato pochi giorni dopo essersi rivolto all’ODNI in qualità di informatore; i dirigenti che ricordano agli analisti che sostenevano l’ipotesi della fuga dal laboratorio che sarebbe stata la leadership a decidere quali analisti sarebbero stati promossi (il messaggio era chiaro: dissentire da un risultato manipolato avrebbe compromesso la carriera); i dirigenti di alto livello avrebbero eretto degli ostacoli per i whistleblower, eliminando l’anonimato dal processo di denuncia e insistendo sulla presenza di manager o avvocati alle riunioni dell’ODNI, creando un clima di intimidazione.  

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Immagine di Christopher Michel via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
     
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Armi biologiche

Laboratori biologici finanziati dagli Stati Uniti in oltre 30 Paesi: molti hanno condotto esperimenti con agenti patogeni altamente contagiosi

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

Secondo documenti declassificati e resi pubblici la scorsa settimana dalla direttrice uscente dell’intelligence nazionale, Tulsi Gabbard, molti ricercatori sono attualmente o sono stati in passato impegnati in ricerche che utilizzano «agenti patogeni pericolosi e altamente contagiosi», come si legge in una dichiarazione. Circa un terzo si trova in Ucraina ed è «vulnerabile alle minacce di lunga data di attacchi, sequestri o danni da parte della Russia».

 

Secondo documenti declassificati e resi pubblici dalla direttrice uscente dell’intelligence nazionale, Tulsi Gabbard, gli Stati Uniti hanno finanziato oltre 120 laboratori biologici in più di 30 Paesi.

 

«Molti di questi laboratori biologici finanziati dal governo statunitense sono attualmente o sono stati in passato impegnati in ricerche che utilizzano agenti patogeni pericolosi e altamente contagiosi, in alcuni casi comprese pericolose ricerche di tipo ‘Gain-of-Function’, con pochissima visibilità o supervisione», ha dichiarato l’ufficio di Gabbard in un comunicato.

 

Circa un terzo dei laboratori biologici si trova in Ucraina ed è «vulnerabile alle minacce di lunga data di attacchi, sequestri o danneggiamenti da parte della Russia», ha affermato Gabbard.

 

Alcuni esperti hanno dichiarato a The Defender che i documenti non rivelavano nulla di nuovo. «Queste informazioni sono di dominio pubblico almeno dal 2005», ha affermato Sasha Latypova, ex dirigente nel settore della ricerca e sviluppo farmaceutico .

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La ricerca sul guadagno di funzione, che aumenta la trasmissibilità o la virulenza dei virus, è stata collegata allo sviluppo del COVID-19.

 

RadioFreeEurope/RadioLiberty ha descritto la pubblicazione del documento come una «mossa insolita», avvenuta pochi giorni prima della partenza di Gabbard, prevista per il 19 giugno.

 

Secondo il New York Post , Gabbard ha reso pubblici i documenti in risposta all’ordine esecutivo del presidente Donald Trump del 2025 che sospende i finanziamenti federali per la ricerca sul guadagno di funzione fino all’adozione di una nuova politica federale.

 

«Il presidente Trump comprende la grave minaccia che la pericolosa ricerca sul guadagno di funzione rappresenta per il popolo americano», si legge nel comunicato stampa di Gabbard.

 

Gabbard ha preso di mira il dottor Anthony Fauci, affermando che «ha mentito al popolo americano sull’esistenza di laboratori biologici finanziati e sostenuti dagli Stati Uniti».

 

Fox News ha riferito che Fauci «ha studiato a lungo la tecnica del guadagno di funzione», ma ha «ripetutamente negato che il governo abbia finanziato quel tipo di ricerca».

 

La pubblicazione del documento ha suscitato l’ira dei virologi legati a Fauci e alla ricerca sul guadagno di funzione, tra cui Peter Daszak, Ph.D., ex presidente dell’EcoHealth Alliance , finanziata da Bill Gates.

 

Stephanie Weidle, direttrice esecutiva di Feds for Freedom , ha affermato che la pubblicazione «rappresenta la prima volta che un funzionario statunitense ha riconosciuto formalmente l’esistenza dei laboratori e la minaccia rappresentata dal lavoro scientifico che vi si svolge».

 

«Queste rivelazioni sono agghiaccianti perché dimostrano la totale assenza di supervisione su questo tipo di ricerca», ha affermato Brian Hooker, Ph.D., responsabile scientifico di Children’s Health Defense (CHD).

 

Entro la fine del mese, il senatore Rand Paul (repubblicano del Kentucky) terrà un’intervista con Fauci al Senato degli Stati Uniti, che verrà trascritta. La data dell’intervista non è ancora stata resa pubblica e non si sa se Fauci dovrà rispondere a domande sul coinvolgimento degli Stati Uniti nei laboratori di biosicurezza globali e sul relativo finanziamento.

 

Karl Jablonowski, Ph.D., ricercatore senior del CHD, ha affermato che Fauci ha molto di cui rispondere riguardo al suo coinvolgimento con laboratori biologici stranieri e ha previsto che Fauci negherà di essere a conoscenza di tali laboratori.

 

«Dato che la grazia concessa da Fauci tramite autopen non protegge da future frodi, l’America dovrebbe prepararsi a ricevere molte domande importanti al Senato, alle quali si risponderà con la frase “Non ricordo“», ha affermato Jablonowski.

 

Gabbard ha affermato che l’Ufficio del Direttore dell’Intelligence Nazionale (ODNI) si impegnerà a identificare i laboratori e a «porre fine alle pericolose ricerche di tipo ‘Gain-of-Function’ che minacciano la salute e il benessere del popolo americano e delle persone in tutto il mondo».

 

Un portavoce dell’ODNI ha rimandato The Defender alla dichiarazione di Gabbard.

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I laboratori ucraini sono «solo la punta dell’iceberg»

Il documento di quattro pagine, parzialmente censurato , diffuso da Gabbard, si concentrava principalmente sull’Ucraina. Secondo il documento, in quel paese esistono oltre 40 laboratori biologici, molti dei quali costruiti con milioni di dollari di finanziamenti del governo statunitense.

 

Nei laboratori sono presenti agenti patogeni quali antrace, tubercolosi, SARS, Marburg, Ebola, Lassa e peste. Il documento citava anche esempi di specifici progetti di ricerca condotti nei laboratori ucraini, tra cui ricerche sull’influenza aviaria e sulla peste suina.

 

«La portata di questa operazione è sbalorditiva», ha affermato l’avvocato Greg Glaser. «La rivelazione più eclatante è l’audacia con cui questi programmi sono stati orchestrati sotto la maschera della sicurezza globale. Hanno di fatto aggirato la supervisione del popolo americano, arricchendo al contempo una rete di appaltatori e burocrati».

 

Uno dei laboratori – l’Istituto di Medicina Veterinaria Sperimentale e Clinica di Kharkiv, in Ucraina, specializzato in medicina veterinaria, virologia e tossicologia – potrebbe ospitare «almeno alcuni agenti patogeni pericolosi», ha affermato.

 

Il laboratorio ha ricevuto finanziamenti nell’ambito del Programma di riduzione delle minacce biologiche (BTRP) del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti (DOD) all’inizio degli anni 2010. Nel 2019, la struttura presentava «almeno alcune carenze in materia di biosicurezza e biocontenimento, in particolare nelle stanze adibite alla manipolazione del batterio contagioso Brucella», si legge nel documento.

 

Nonostante la probabile presenza di questi agenti patogeni, il laboratorio «resta quasi certamente vulnerabile alle operazioni di disinformazione, al sequestro o al danneggiamento da parte della Russia, in corso da tempo».

 

Oltre ai finanziamenti e al supporto del Dipartimento della Difesa, la ricerca è stata sostenuta dai Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie, dal Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti e da organismi internazionali, tra cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura.

 

A loro si sono unite diverse istituzioni accademiche statunitensi, tra cui l’Università della Florida, l’Università del New Mexico, l’Università dell’Alaska Anchorage e l’Università del Tennessee, Knoxville.

 

Secondo Richard Ebright, Ph.D., biologo molecolare della Rutgers University e critico della ricerca «gain-of-function», altri Paesi che ospitano laboratori BTRP includono le ex repubbliche sovietiche di Armenia, Azerbaigian, Georgia, Kazakistan e Uzbekistan.

 

Weidle ha affermato che le strutture identificate da Gabbard «fanno parte di una rete molto più ampia di laboratori costruiti e finanziati nell’ambito del programma Cooperative Threat Reduction (CTR)», con l’aiuto del Dipartimento della Difesa e del Dipartimento di Stato americano, che hanno anche formato gli scienziati e attrezzato i laboratori.

 

«Si tratta di un programma di portata mondiale e i laboratori ucraini rappresentano solo la punta dell’iceberg», ha affermato Weidle. Per Glaser, il filo conduttore è «la ricerca dell’accesso a serbatoi di agenti patogeni pericolosi in paesi con normative meno stringenti».

 

Secondo quanto riportato da Gateway Pundit, l’ex presidente Barack Obama, durante il suo mandato come senatore degli Stati Uniti, ha contribuito a garantire i finanziamenti per i laboratori biologici ucraini.

 

Nel 2022, la stessa testata ha riportato prove del finanziamento da parte dell’esercito statunitense della ricerca sul coronavirus presso laboratori di biologia ucraini . Le prove rinvenute sul laptop di Hunter Biden indicavano che questi aveva contribuito a garantire finanziamenti a società appaltatrici statunitensi specializzate nella ricerca di agenti patogeni in Ucraina.

 

Sebbene i documenti pubblicati da Gabbard si concentrassero sui laboratori ucraini, non sono stati menzionati altri paesi tra i circa 30 che presumibilmente ospitano tali laboratori biologici.

 

Tuttavia, secondo RadioFreeEurope/RadioLiberty, il governo statunitense è da tempo impegnato in «sforzi volti a salvaguardare i programmi di ricerca dell’era della Guerra Fredda» nell’ambito del programma CTR. Ciò include le strutture di Tbilisi, in Georgia, «e in altre località dell’ex Unione Sovietica».

 

Secondo il documento, nessuno dei laboratori ucraini è un laboratorio di livello di biosicurezza 4 (BSL-4), una designazione riservata ai laboratori che conducono le ricerche più rischiose e che, di conseguenza, adottano le misure di sicurezza più rigorose. Tuttavia, secondo Jablonowski, la ricerca rischiosa viene spesso condotta anche in laboratori BSL-2 e BSL-3.

 

«Alcuni potrebbero trovare conforto nel fatto che la maggior parte dei laboratori biologici in Ucraina siano di livello BSL-2, e quindi inadatti per gli agenti patogeni più pericolosi. Il SARS-CoV-2 è stato studiato in modo inappropriato in un ambiente di contenimento BSL-2 presso l’ Istituto di Virologia di Wuhan, quando il livello minimo richiesto è BSL-3. Non vi è alcuna garanzia che gli agenti patogeni estremamente pericolosi vengano studiati in condizioni di biosicurezza adeguate», ha affermato Jablonowski.

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«Nessuna intenzione o piano» di tagliare i fondi ai laboratori

Dal 2010 si sono verificati almeno quattro casi di fughe di sostanze e incidenti nei laboratori di ricerca biologica statunitensi. Weidle ha chiesto una «revisione completa della ricerca condotta nei laboratori del CTR».

 

Secondo Newsweek, i documenti presentano «lacune significative» e mancano di «prove dirette che le strutture siano coinvolte nello sviluppo di armi biologiche offensive».

 

Altri esperti hanno suggerito che, nonostante la pubblicità generata dalla pubblicazione dei documenti da parte di Gabbard, i file contengono poche, se non nessuna, informazione nuova.

 

Secondo Ebright, i documenti «non contenevano nuove informazioni e non riuscivano nemmeno a includere la maggior parte delle informazioni già disponibili al pubblico sull’argomento». «Peggio ancora, Gabbard ha complicato ulteriormente la situazione confondendo la ricerca di routine, non pericolosa, con la pericolosa ricerca di acquisizione di nuove funzioni».

 

Latypova ha affermato che il dipartimento della Difesa possiede i laboratori biologici ucraini da oltre 20 anni, avendoli «acquistati per 15 milioni di dollari durante la vendita all’asta fallimentare dell’Unione Sovietica nel 2005».

 

«Questi laboratori biologici… sono stati finanziati da ogni amministrazione statunitense dal 2005», ha affermato Latypova. «La retorica online di Gabbard non è altro che una manovra politica in vista delle elezioni del 2028. Non ha espresso alcuna intenzione o piano di tagliare i fondi» a questi laboratori.

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Un sostenitore della ricerca sul guadagno di funzione denuncia una «campagna di disinformazione»

Daszak, che ha pubblicato numerosi articoli sulla ricerca relativa al guadagno di funzione , ha attaccato Gabbard poco dopo la diffusione dei documenti, accusandola di diffondere «disinformazione».

 

In una dichiarazione diffusa da Fox News, Daszak ha affermato: «il finanziamento di questi laboratori è stato reso pubblico e fa parte di un impegno a lungo termine per la de-militarizzazione della ricerca biologica in seguito al crollo dell’Unione Sovietica. Ecco perché la Russia ha lanciato una campagna di disinformazione su di essi, che ora Gabbard sta alimentando».

 

In un post su X, Daszak ha anche attaccato i sostenitori della teoria della fuga dal laboratorio, secondo la quale il SARS-CoV-2 sarebbe stato prodotto in un laboratorio e poi fuoriuscito da esso.

 

Daszak ha affermato che EcoHealth Alliance «non è coinvolta» nei laboratori in questione, «ma la disinformazione russa e i responsabili delle fughe di notizie sui laboratori continuano a diffondere la teoria del complotto, prendendo di mira noi e i nostri colleghi. Stanno letteralmente aiutando la Russia a promuovere la disinformazione per minare i nostri obiettivi geopolitici!».

 

Daszak aveva legami finanziari con l’Istituto di Virologia di Wuhan, che secondo i sostenitori della teoria della fuga dal laboratorio sarebbe la fonte della diffusione del SARS-CoV-2. Ha svolto un ruolo chiave nel promuovere la teoria dell’origine zoonotica, o naturale, dell’emergere del COVID-19.

 

Nel 2017, la proposta DEFUSE dell’EcoHealth Alliance prevedeva la modifica dei virus dei pipistrelli mediante l’inserimento di una proteina spike con un sito di clivaggio per la furina, una modifica che avrebbe facilitato l’infezione dei polmoni umani da parte di tali virus.

 

Sebbene la Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA) avesse respinto la proposta DEFUSE, Fauci l’avrebbe approvata, stando ai documenti resi pubblici da Paul la scorsa settimana.

 

Ralph Baric, Ph.D., virologo dell’Università del North Carolina, e Shi Zhengli, Ph.D. , ricercatore dell’Istituto di Virologia di Wuhan, hanno contribuito alla stesura della proposta.

 

Nel 2024, il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti ha sospeso i finanziamenti all’EcoHealth Alliance per non aver monitorato adeguatamente la sicurezza dei suoi esperimenti sul coronavirus.

 

Ad aprile, Baric ha perso i finanziamenti del National Institutes of Health (NIH) e la sua istituzione, l’Università della Carolina del Nord, lo ha messo in congedo.

 

All’inizio di questo mese, il virologo del NIH Vincent Munster, Ph.D. , anch’egli indicato come partner nella proposta DEFUSE, e il collega ricercatore del NIH Claude Kwe Yinda, Ph.D., sono stati accusati di aver cospirato per contrabbandare materiale biologico, inclusi campioni inattivati ​​del virus del vaiolo delle scimmie, negli Stati Uniti dall’Africa.

 

Ad aprile, una giuria ha incriminato l’ex collaboratore di Fauci, il dottor David Morens, con l’accusa di cospirazione per occultare documenti federali sulle origini del COVID-19. L’anno scorso, Daszak è diventato presidente di Nature.Health.Global , azienda per cui ora lavora Morens.

 

In un altro post su X , Daszak ha suggerito che la pubblicazione dei documenti sui laboratori biologici da parte di Gabbard e i problemi legali affrontati da personaggi come Morens e Munster siano motivati ​​politicamente: »un pretesto per abbattere su tutti noi una mazza da baseball performativa».

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È «assolutamente appropriato» indagare sul ruolo di Fauci nella ricerca sul guadagno di funzione

Ma altri scienziati ed esperti hanno contestato le affermazioni di Daszak, con Hooker che ha definito le dichiarazioni di Daszak «sorprendentemente ambigue, visti i suoi problemi personali». Jablonowski ha fatto notare che Daszak «ha pubblicato con Munster e Morens», tra cui un articolo che descrive le presunte origini zoonotiche del COVID-19.

 

Il coinvolgimento di Daszak, «soprattutto considerando i suoi precedenti legami con la ricerca oggetto dell’indagine, lo rende un testimone fortemente compromesso», ha affermato Glaser.

 

L’anno scorso, Paul ha proposto una legge – il Risky Research Review Act – che istituirebbe un comitato federale per esaminare i finanziamenti destinati alla ricerca ad alto rischio nel campo delle scienze biologiche. Weidle ha affermato che «è giunto il momento» di approvare questa legge.

 

Altri, invece, hanno chiesto maggiore trasparenza nei documenti governativi sulle origini del COVID-19.

 

«Gabbard ha promesso di declassificare e rendere pubbliche le informazioni sulle origini del COVID. Si spera che le informazioni che Gabbard pubblicherà sulle origini del COVID siano più esaustive rispetto alle informazioni poco utili che ha diffuso sui laboratori di biocontenimento finanziati dagli Stati Uniti all’estero», ha affermato Ebright.

 

Glaser ha suggerito che Fauci dovrebbe rispondere al Congresso in merito al coinvolgimento dei laboratori di ricerca biologici statunitensi.

 

«È assolutamente opportuno indagare sul ruolo di Fauci e di altri funzionari che hanno categoricamente negato o travisato l’esistenza e la natura di questi programmi. Il tentativo di spostare l’attenzione su altri aspetti – da “questi laboratori non esistono’ a ‘si tratta solo di un normale processo di disarmo” – non reggerà al vaglio di una seria inchiesta del Senato».

 

Michael Nevradakis

Ph.D.

 

© 15 giugno 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

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