Ambiente
Il piano per il rilascio di zanzare OGM in California sotto attacco di legislatori e ambientalisti
«Le persone non hanno acconsentito a far parte di questo esperimento di biopesticidi all’aperto», ha affermato il co-direttore di Californians per Pesticide Reform.
Mentre i sostenitori dell’ambiente chiedono alle autorità di regolamentazione di «guidare con una solida scienza» la proposta di rilascio di migliaia di zanzare geneticamente modificate (GE) su base settimanale nella California centrale, otto legislatori democratici giovedì hanno chiesto ai funzionari di respingere la proposta senza un approfondimento revisione dei suoi potenziali impatti.
La società di biotecnologie Oxitec mira a fare della California il secondo stato, dopo la Florida , ad avere un rilascio sperimentale delle sue zanzare geneticamente modificate e ha richiesto un permesso per condurre ricerche con il suo prodotto in 48 siti di test nella contea di Tulare.
Il rilascio sperimentale mirerebbe alla specie di zanzara Aedes aegypti e mirerebbe a ridurne la popolazione nella contea di Tulare.
Secondo il California Department of Pesticide Regulation (DPR), che può approvare o negare l’autorizzazione alla ricerca, tra 5.000 e 30.000 zanzare GE verrebbero rilasciate settimanalmente in ciascun sito e il permesso sarebbe in vigore fino al 30 aprile 2024.
Sebbene Oxitec abbia precedentemente evidenziato la conclusione dell’Agenzia per la protezione ambientale degli Stati Uniti (EPA) secondo cui tali rilasci non influiscono negativamente sull’uomo o sull’ambiente, i legislatori della California hanno affermato in una lettera al DPR che una revisione della proposta da parte dell’EPA non è sufficiente.
«Sono ancora necessarie ricerche scientifiche significative per comprendere le potenziali preoccupazioni per la salute pubblica e l’ambiente associate al rilascio di questo nuovo insetto prima di qualsiasi approvazione», hanno scritto i legislatori.
«Siamo consapevoli del fatto che mentre l’EPA statunitense ha approvato il rilascio delle zanzare GE in California, l’agenzia non ha condotto una revisione scientifica approfondita degli impatti di questo insetto sulla salute pubblica o sull’ambiente. La California deve richiedere maggiori e migliori informazioni prima di qualsiasi approvazione».
I legislatori hanno suggerito al DPR di condurre una revisione pubblica dei dati della Florida riguardanti il rilascio sperimentale di zanzare GE da parte dello Stato, tenere riunioni pubbliche in cui i membri della comunità possono esprimere preoccupazioni e ascoltare esperti indipendenti e istituire un comitato scientifico consultivo indipendente per esaminare la proposta di Oxitec.
«Prima di consentire l’uso di zanzare geneticamente modificate, il regolamento del Dipartimento per i pesticidi della California dovrebbe fornire regole chiare e una revisione dei rischi per la salute pubblica e l’ambiente derivanti dal rilascio degli insetti in un processo pubblico», ha affermato il membro dell’Assemblea Laura Friedman, che rappresenta Glendale.
«Ci sono troppi fattori sconosciuti quando si tratta di come potrebbe influenzare la nostra biodiversità a lungo termine, incluso come ciò potrebbe influenzare le popolazioni di uccelli, pipistrelli, specie di pesci e altri insetti».
Rebecca Spector, direttrice della West Coast presso il Center for Food Safety, ha applaudito i legislatori per «aver intrapreso azioni per proteggere la salute pubblica e l’ambiente dagli impatti sconosciuti delle zanzare geneticamente modifcate».
«Chiedono giustamente a DPR di condurre una revisione più completa e riunioni pubbliche per i residenti che saranno interessati, prima di approvare questo permesso», ha affermato Spector.
Angel Garcia, residente nella contea di Tulare e co-direttore di Californians for Pesticide Reform, ha definito la spinta a condurre l’esperimento «una questione di giustizia ambientale».
«I residenti della contea di Tulare sono già colpiti da alcuni dei peggiori problemi di inquinamento e il cambiamento climatico ha già esacerbato la distruzione ambientale, l’iniquità economica e sociale», ha affermato Garcia. «Le persone non hanno acconsentito a far parte di questo esperimento di biopesticidi all’aperto».
Julia Conley
Pubblicato originariamente su Common Dreams e ripubblicato su licenza CC BY-NC-ND 3.0
Ambiente
Documento sui «cambiamenti climatici»: «l’Eucarestia come scuola ecologica»
Un ampio documento diffuso dalla Commissione Teologica Internazionale, dal titolo «Prendersi cura della nostra Casa comune – Una risposta responsabile e fraterna al Dio trinitario», definisce il Santo Sacrificio della Messa una «scuola ecologica».
All’interno del testo, datato 2 settembre e incentrato sulle tematiche ambientali, sulla «conversione ecologica» e sul cosiddetto «cambiamenti climatici», la Commissione Teologica riserva un intero paragrafo — il numero 108 del Capitolo 2 — alla descrizione della Messa e della Santa Eucaristia come «scuola ecologica». Pur riconoscendo, in questo passaggio, che il fine ultimo della Messa resta la glorificazione di Dio, il documento sembra ridimensionarne il significato, presentando la Messa e il Santissimo Sacramento soprattutto come strumenti per «prendersi cura del creato».
Il documento scrive: «Dall’Eucaristia si sprigiona una spiritualità capace di sostenere e incoraggiare la conversione ecologica che abbiamo così urgentemente bisogno di intraprendere come famiglia umana (cf. LS 236). In essa riconosciamo nella natura i doni di Dio. L’intelligenza si apre alla diafanità di Dio nella creazione. La natura rivela la sua intrinseca dimensione epifanica».
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Il testo prosegue: «L’Eucaristia è banchetto di comunione, tavola comune da condividere. Per questo edifica la comunità. Non è possibile celebrare l’Eucaristia e non preoccuparsi dei poveri».
Al punto 99 del documento vi è un attacco preciso all’antropocentrismo, definito predatorio: «Senz’altro l’antropocentrismo predatorio, che considera l’umanità come padrona assoluta di tutto il creato, con ius utendi et abutendi, deve essere chiaramente rifiutato dai cristiani». Non è chiarissimo a cosa si stia riferendo il testo vaticano, che prova a spiegare: «seguendo la logica immanente che lo anima, l’antropocentrismo predatorio porta con sé una dinamica di violenza e sfruttamento, poiché non è regolato dal rispetto per l’altro (la natura) né per gli altri (il prossimo) né per l’Altro (Dio Creatore), finendo per sfigurare l’immagine di Dio impressa nell’essere umano ed espressa nelle relazioni in cui vive, imprigionandolo nella tristezza di una coscienza isolata (EG 2). Si saccheggiano e si sacrificano vite, e con esse il futuro di molte altre vite, a partire dalla soddisfazione indiscriminata del proprio egoismo autocentrato».
Viene proposta tuttavia una soluzione di sapore intellettualoide. Contro l’antropocentrismo predatorio, «Papa Francesco ha proposto la formula dell’«antropocentrismo situato» per descrivere il modo in cui l’umanità si relaziona con il resto del creato secondo il disegno di Dio (LD 67); aspetto ripreso da Papa Leone XIV».
Fin dai primi mesi del proprio pontificato, Papa Leone XIV ha più volte ribadito l’importanza delle questioni ambientali, arrivando ad autorizzare, a pochi mesi dall’elezione, la celebrazione della «Messa per la cura del creato». In occasione della prima Messa dedicata a questo tema, Leone XIV dichiarò che «il mondo sta bruciando», sottolineando quella che a suo giudizio rappresenta la necessità di una «conversione» per quanti non avvertono ancora «l’urgenza di prendersi cura della nostra casa comune».
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Non era poi mancato il momento ultra-cringe dove, dinanzi a funzionari transnazionali, Arnoldo Schwarzenegger e hawaiani cantanti a caso, il romano pontefice aveva benedetto un blocco di ghiaccio della Groenlandia, che immaginiamo sia arrivato in Italia, in bicicletta, o su un tappeto volante offerto dal dialogo interreligioso.
Il papato precedente si era distinto per l’ecologismo parossistico diffuso senza requie al pari dell’immigrazionismo più vile. Renovatio 21 aveva definito l’agenda bergogliana «eco-maoismo», con sessioni di indottrinamento ecofascista su bimbi piccoli da tutto il mondo condotte dallo stesso pontefice gesuita in Aula Paolo VI.
Si arrivò alla bizzarria di veder citata nella Laudate Deum pensatrice ecofemminista (e ciber-genderista) Donna Haraway, che parlava del futuro come dello Cthulhucene, un’era di morte devastata da veri mostri, dove dissolvere la famiglia e coltivare i rapporti con gli animali.
L’ecomania vaticana, con evidenza, non è morta col l’argentino. In questi giorni Leone ha inaugurato il secondo «Tempo del Creato» del proprio pontificato, celebrando una nuova Messa dedicata alla «Cura del Creato».
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Ambiente
Morti di caldo, morti di inciviltà
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Ambiente
Navi da guerra naziste affondate riemergono nel Danubio per l’ondata di caldo
Diverse navi da guerra tedesche affondate durante la Seconda Guerra Mondiale, sono riemerse nel Danubio a causa di una forte ondata di calore e di una prolungata siccità. Le imbarcazioni sono diventate visibili quando il livello dell’acqua del secondo fiume più lungo d’Europa ha raggiunto minimi storici.
Foto e video pubblicati sui social media mostravano enormi relitti di navi adagiati nell’acqua e su un banco di sabbia in mezzo al canale vicino al villaggio di Prahovo, in Serbia.
In un altro luogo, il relitto di una nave mercantile ungherese affondata nel 1937 è riemerso nei pressi del villaggio croato di Opatovac.
Secondo la Banca europea per gli investimenti, circa 200 imbarcazioni potrebbero giacere sul fondo del Danubio. Il trasporto fluviale è quasi completamente bloccato a causa del basso livello dell’acqua, secondo il Ministero dei Trasporti ungherese.
🇷🇸🇭🇷 A sunken German flotilla has surfaced in Serbia due to the shallowing of the Danube, Reuters reports.
The rusting hulks of the German flotilla, sunk in 1944 during the retreat before the Red Army, are reportedly posing a threat to shipping. pic.twitter.com/WwacLDGlgC
— Маrina Wolf (@volkova_ma57183) August 1, 2026
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Come riportato da Renovatio 21, anche il primo ministro ungherese Peter Magyar ha affermato che la centrale nucleare di Paks, che copre quasi la metà del fabbisogno elettrico dell’Ungheria, potrebbe rimanere chiusa per settimane a causa dell’insufficiente livello dell’acqua.
A Budapest, la scorsa settimana, è stato ritrovato un proiettile di artiglieria tedesco della Seconda Guerra Mondiale vicino al Ponte Margherita, una delle principali arterie stradali della città. Il ritrovamento ha comportato brevi chiusure di sicurezza per consentire l’intervento di una squadra di artificieri. L’autorità meteorologica nazionale ungherese ha inoltre segnalato un livello minimo record di 23 cm nel Danubio che attraversa la città. Il precedente minimo storico, registrato nel 2018, era di 33 cm.
Nella Bulgaria settentrionale, il prosciugamento di un fiume ha portato alla luce quelli che si ritiene essere i resti di un mammut. Le ossa sono state ritrovate da un abitante del villaggio di Ryahovo. Nikolay Nenov, direttore di un museo di storia regionale nella vicina città di Ruse, ha definito la scoperta «di grande importanza per la scienza».
Secondo l’agenzia Associated Press, nei prossimi giorni il livello del Danubio dovrebbe scendere ulteriormente, senza previsioni di piogge significative e con temperature che dovrebbero superare i 38 gradi Celsius nella regione.
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Immagine screenshot da Twitter
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