Connettiti con Renovato 21

CRISPR

Catastrofe genetica in Brasile

Pubblicato

il

 

 

 

Un’azienda di ingegneria genetica anglo-americana ha liberato milioni di zanzare geneticamente modificate contenenti un gene letale, ogni settimana per 27 mesi nella zona di Bahia, Brasile, per verificare se le zanzare OGM si sarebbero accoppiate con le zanzare locali portatrici di Zika, malaria e altri virus.

 

Un nuovo studio documenta in modo allarmante che, dopo un’iniziale riduzione delle zanzare target nei primi mesi, «la popolazione è ricresciuta fino ai livelli precedenti». Ad oggi, gli scienziati non hanno idea dei rischi derivanti dalla mutazione. Ancora una volta si evidenziano i pericoli della modificazione genetica delle specie.

 

Un’azienda di ingegneria genetica anglo-americana ha liberato milioni di zanzare geneticamente modificate contenenti un gene letale

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Nature Reports, zanzare geneticamente modificate prodotte dalla compagnia Oxitec, acquisita dall’americana Intrexon, sono sfuggite al controllo umano dopo i test in Brasile e si stanno diffondendo nella zona.

 

Sulla carta, la teoria era brillante. I maschi delle zanzare portatrici di febbre gialla provenienti da Cuba e dal Messico sono stati alterati geneticamente per impedire alla progenie di sopravvivere.

 

Così, Oxitec ha iniziato a rilasciarne decine di milioni in due anni nella città di Jacobina, nella regione di Bahia, Brasile. La teoria di Oxitec prevedeva che le zanzare si sarebbero accoppiate con quelle locali portatrici di malattie infettive, come la febbre dengue, impedendo alla progenie di sopravvivere.

 

 

Dopo un’iniziale riduzione delle zanzare target nei primi mesi, «la popolazione è ricresciuta fino ai livelli precedenti». Ad oggi, gli scienziati non hanno idea dei rischi derivanti dalla mutazione

Risultati inattesi

Un team di scienziati di Yale e diversi istituti scientifici in Brasile hanno monitorato i progressi dell’esperimento. Quello che hanno scoperto è allarmante. Dopo un periodo iniziale in cui la popolazione di zanzare si è drasticamente ridotta, dopo 18 mesi è ricresciuta fino ai livelli precedenti.

 

Non solo: la ricerca mostra anche che le zanzare presentano un «vigore ibrido», cioè l’incrocio tra le zanzare naturali e quelle geneticamente modificate ha creato «una popolazione più robusta di quanto lo fosse prima del rilascio», resistente agli insetticidi, in poche parole «super-zanzare».

 

Zanzare geneticamente modificate sarebbero sfuggite al controllo umano dopo i test in Brasile e si stanno diffondendo nella zona

Gli scienziati notano che «I campioni genetici della popolazione target hanno mostrato chiaramente che porzioni del genoma modificato sono state incorporate nella popolazione target 6, 12, 27, 30 mesi dopo il rilascio. Evidentemente, la rara progenie ibrida tra il ceppo di rilascio e la Jacobina è abbastanza robusta da riprodursi naturalmente …».

 

Continuano: «Quindi, la Jacobina Ae aegypti è un mix di tre popolazioni. Non è chiaro come ciò possa influenzare la trasmissione delle malattie o influire su altri sforzi per controllare questi pericolosi vettori».

 

Si stima che tra il 10% e il 60% delle zanzare della specie Jacobina Ae aegypti locali presentino nel loro genoma il gene alterato OX513A.

 

Concludono che «Le tre popolazioni che compongono la popolazione tri-ibrida di Jacobina (Cuba, Messico, Brasile) sono molto diverse geneticamente e con ogni probabilità creeranno una popolazione molto più robusta di quella precedente al rilascio grazie al vigore ibrido».

 

Le zanzare presentano un «vigore ibrido», cioè l’incrocio tra le zanzare naturali e quelle geneticamente modificate ha creato «una popolazione più robusta di quanto lo fosse prima del rilascio», resistente agli insetticidi, in poche parole «super-zanzare»

Non era nelle previsioni. Il professore di ecologia e biologia evolutiva Jeffrey Powell, principale autore dello studio, commenta la scoperta:

 

«L’idea era che i geni del ceppo rilasciato non sarebbero penetrati nella popolazione naturale perché la progenie doveva morire. Ovviamente, questo non è successo».

 

Powell continua: «Ma sono gli effetti imprevisti che ci preoccupano».

 

 

Un progetto della Fondazione Gates

Lo studio brasiliano riaccende i riflettori sui pericoli del rilascio incontrollato di specie OGM nell’ambiente. Riporta alla mente gli orrori descritti nel 1969  nel romanzo di fantascienza di Michael Crichton Andromeda Strain.

Ma questa volta non è un romanzo.

 

Le zanzare della Oxitec sono state sviluppate utilizzando una forma di gene editing molto controversa, conosciuta come gene drive.

 

Questa tecnica, finanziata in gran parte dall’agenzia DARPA, facente capo al Pentagono, combinata con la tecnologia CRISPR, ha lo scopo di forzare una mutazione genetica da diffondere in un’intera popolazione, sia che si tratti di zanzare o di esseri umani, nell’arco di alcune generazioni.

 

La controversa tecnica del gene drive finanziata in gran parte dall’agenzia DARPA, facente capo al Pentagono, combinata con la tecnologia CRISPR, ha lo scopo di forzare una mutazione genetica da diffondere in un’intera popolazione, sia che si tratti di zanzare o di esseri umani

Lo scienziato che per primo ha suggerito lo sviluppo del gene drive nell’editing genetico, il biologo di Harvard Kevin Esvelt, ha avvisato che queste tecniche presentano elevate probabilità di sfuggire al controllo.

 

Evidenzia quante volte la CRISPR fallisce e la crescente possibilità di mutazioni protettive, trasformando ogni gene benigno in un gene aggressivo.

 

Afferma: «Bastano pochi organismi modificati per alterare irrimediabilmente un ecosistema».

 

Le simulazioni computerizzate di Esvelt sul gene drive hanno calcolato che il gene modificato «può trasmettersi al 99% della popolazione in meno di 10 generazioni, e resistere per oltre 200.» Questo è stato dimostrato nell’esperimento sulle zanzare in Brasile.

 

È da notare anche il fatto che l’esperimento brasiliano della Oxitec è stato finanziato dalla Fondazione Bill e Melinda Gates.

 

È da notare anche il fatto che l’esperimento brasiliano della Oxitec è stato finanziato dalla Fondazione Bill e Melinda Gates

Nel giugno 2018 la Oxitec ha annunciato la joint venture con la Fondazione Gates «per sviluppare un nuovo ceppo di Friendly Mosquitoes™ auto-limitanti per combattere le specie di zanzare responsabili della trasmissione della malaria nell’emisfero occidentale».

 

I risultati mostrano che l’esperimento è un catastrofico fallimento visto che il nuovo ceppo non è affatto auto-limitante.

 

La Fondazione Gates e Bill Gates supporta lo sviluppo di tecniche di ingegneria genetica da oltre un decennio.

 

Gates, storico sostenitore dell’eugenetica, del controllo della popolazione e degli OGM, è il principale promotore dell’editing genetico.

 

La Fondazione Gates e Bill Gates supporta lo sviluppo di tecniche di ingegneria genetica da oltre un decennio. Gates, storico sostenitore dell’eugenetica, del controllo della popolazione e degli OGM, è il principale promotore dell’editing genetico

In un articolo apparso sul numero di maggio/giugno di Foreign Affairs, il periodico del Council on Foreign Relations, Gates tesse le lodi delle tecnologie di editing genetico, in particolare il CRISPR.

 

Nell’articolo, Gates sostiene che il CRISPR e le altre tecniche dovrebbero essere utilizzate a livello globale per soddisfare la crescente necessità di cibo e per migliorare la prevenzione delle malattie, in particolare la malaria.

 

Aggiunge: «C’è ragione di essere ottimisti sul fatto che modificare le zanzare portatrici di malaria causerà pochi danni, se non nessuno, all’ambiente».

 

Altrettanto allarmante è il fatto che la tecnica utilizzata per l’esperimento sulle zanzare è stata diffusa senza i test sulla salute e sulla sicurezza effettuati da istituti indipendenti.

 

Ad oggi, il governo statunitense si affida alle dichiarazioni di sicurezza fornite dall’industria.

 

L’Unione Europea, formalmente responsabile per il trattamento di specie geneticamente modificate come le piante, sta cercando di allentare la regolamentazione.

 

La Cina, centro per la ricerca genetica di primaria importanza, ha dei controlli estremamente superficiali.

 

Recentemente, uno scienziato cinese ha annunciato un esperimento genetico sugli umani per rendere i gemelli neonati resistenti all’HIV.

 

Altri esperimenti sono in corso in tutto il mondo sugli animali geneticamente modificati, in particolare i salmoni. Il principio di precauzione viene gettato al vento quando si tratta di rivoluzione genetica, il che non è affatto rassicurante.

 

Oxitec, che nega il fallimento dell’esperimento in Brasile, sta ora cercando l’approvazione dell’Agenzia di Protezione Ambientale statunitense per condurre lo stesso esperimento in Texas e Florida.

 

Tra le personalità coinvolte figura anche il texano Roy Bailey, lobbysta di Washington e stretto amico di Randal Kirk, CEO miliardario di Intexon, proprietario di Oxitec. Bailey è uno dei principali finanziatori di Trump. Speriamo che sia la prudenza, e non la politica, a decidere gli sviluppi.

 

 

F. William Engdahl

 

F. William Engdahl è consulente e docente di rischio strategico, ha conseguito una laurea in politica presso la Princeton University ed è un autore di best seller sulle tematiche del petrolio e della geopolitica. È autore, fra gli altri titoli, di Seeds of Destruction: The Hidden Agenda of Genetic Manipulation («Semi della distruzione, l’agenda nascosta della manipolazione genetica»), consultabile anche sul sito globalresearch.ca.

 

 

Questo articolo , tradotto e pubblicato da Renovatio 21 con il consenso dell’autore, è stato pubblicato in esclusiva per la rivista online New Eastern Outlook.

 

 

Continua a leggere

Animali

Esperimento genetico CRISPR trasforma criceti in mostri ultra-aggressivi

Pubblicato

il

Da

Roditori domestici resi mostruosi e cattivi dalla bioingegneria CRISPR.

 

Utilizzando la nuova tecnologia di editing genetico CRISPR, il team di neuroscienze della George State University ha scoperto che l’eliminazione di un recettore della vasopressina – un ormone associato all’aggressività, alla comunicazione e al legame sociale sia negli esseri umani che nei criceti – sembrerebbe sovraccaricare i peggiori istinti dei criceti OGM.

 

«Avevamo previsto che se avessimo eliminato l’attività della vasopressina, avremmo ridotto sia l’aggressività che la comunicazione sociale», ha affermato in una dichiarazione il ricercatore di neuroscienze della GSU H. Elliott Albers. «Ma è successo il contrario».

 

Futurism nota giustamente che «i ricercatori della Georgia State University potrebbero aver pubblicato l’ eufemismo scientifico dell’anno dicendo che il loro esperimento CRISPR con i criceti “ha scoperto che la biologia alla base del comportamento sociale potrebbe essere più complessa di quanto si pensasse in precedenza”».

 

Gli scienziati avevano scelto specificamente i criceti siriani, noti per la loro aggressività, perché «forniscono un modello potente per gli studi sul comportamento sociale perché la loro organizzazione sociale è molto più simile a quella umana di quella osservata nei topi».

 

Il team della GSU è stato sorpreso di scoprire che i loro tentativi di reprimere l’aggressività nei criceti geneticamente modificati li hanno resi sia più aggressivi che più socievoli, un effetto che a qualcuno potrebbe ricordare il caso dei simpatici Mogwai, che nella famosa pellicola diventano mostruosi Gremlins.

 

Questi risultati “controintuitivi” hanno suggerito «una conclusione sorprendente», ha affermato Albers nella dichiarazione: che i recettori neurali e i comportamenti a cui sono associati potrebbero non essere in grado di essere attivati ​​e disattivati ​​individualmente, e che i tentativi di farlo potrebbero essere ardui.

 

«Sviluppare criceti geneticamente modificati non è stato facile», ha concluso Albers in un altro eufemismo.

 

È chiaro al lettore a questo punto dove Renovatio 21 lo vuole portare: una volta ottenuto questo risultato con i roditori, cosa impedirà l’uso della bioingegneria comportamentale sugli esseri umani?

 

Cosa impedirà i padroni del vapore di dichiarare illegali i bambini non geneticamente filtrati contro l’aggressività? (Quale coppietta per bene non vorrebbe un figlio calmo, tranquillo e socievole, invece di un bimbo a rischio ADHD e conseguenti terapie di psicofarmaci anfetamicni?)

 

E dall’altro lato, pure: cosa impedirà l’uso di risultati come quello della GSU per la creazione di individui programmaticamente aggressivi?

 

Come riportato da Renovatio 21, la Cina è stata accusata dagli USA di perseguire un programma di supersoldati geneticamente modificati

 

Un po’ di aggressività indotta geneticamente – invece che procurata con farmaci occulti come il BZ – non guasterebbe alle guerre di prossima generazione, da tutte le parti in giuoco.

 

 

 

 

 

Continua a leggere

CRISPR

La creatrice del CRISPR: bioingegnerizzeremo nuove specie per lottare contro il Cambiamento Climatico

Pubblicato

il

Da

In una nuova intervista al MIT Technology Review, Jennifer Doudna, una delle inventrici del rivoluzionario sistema di modifica genetica CRISPR, ha affermato che il CRISPR può essere utilizzato per «migliorare» la capacità delle comunità microbiche nel suolo o nell’acqua «di catturare il carbonio».

 

La Doudna, che ha ricevuto un Premio Nobel 2020 insieme alla collega Emmanuelle Charpentier per la scoperta dell’enzima in grado di consentire un editing genetico considerato «di precisione», sostiene che la sua tecnica aiuterà il pianeta a risolvere il problema del Cambiamento Climatico, ritenuto tremendamente fondamentale.

 

L’idea di bioingegnerizzare per geoingegnerizzare – modificare la vita per modificare il clima – è «potenzialmente di alto impatto», dice la Doudna.

 

«C’è stata molta attenzione agli usi medici clinici del CRISPR», ha detto alla rivista del Politecnico bostoniano.

 

Tuttavia, sospetto che nel prossimo decennio, quando pensiamo all’impatto globale e all’impatto sulla vita quotidiana, è qui che gli usi in agricoltura e persino per affrontare il cambiamento climatico avranno potenzialmente un impatto molto più ampio».

 

L’idea di utilizzare CRISPR per migliorare geneticamente la capacità delle piante di aspirare l’anidride carbonica è in circolazione da almeno un paio d’anni. Ad esempio, l’iniziativa Harnessing Plants del Salk Institute for Biological Studies (l’istituto creato dal pioniere del controverso vaccino polio Jonas Salk) sta tentando di amplificare i sistemi radicali delle piante e la produzione di suberina, il loro guscio protettivo responsabile della conservazione dell’anidride carbonica.

 

Processi simili potrebbero essere utilizzati per consentire anche agli organismi viventi di immagazzinare più anidride carbonica.

 

Oltre a consentire alle piante di immagazzinare più anidride carbonica, il CRISPR potrebbe anche consentire loro di diventare più adattabili a un futuro sconvolto dal clima, intuisce il sito Futurism.

 

Alcuni scienziati dell’Università della California Berkeley stanno tentando di modificare la genetica del riso, una delle principali fonti di calorie per gli esseri umani in tutto il mondo, per essere più resistente alla siccità. La ricerca è affiliata all’Innovative Genomics Institute, fondato da Doudna.

 

«Al momento tutto questo è molto azzurro», ha detto alla rivista TIME Jill Banfield, una scienziata dell’ecosistema dell’Università della California a Berkeley e uno dei più stretti collaboratori di Doudna.

 

«In primo luogo, vogliamo capire i pezzi e come si incastrano».

 

Come ripetuto da Renovatio 21, il CRISPR è candidato ad essere l’unico modo in cui tutta la vita – vegetale, microbica, animale, umana – potrà arrivare ad esistere sul pianeta. Esso rappresenta il primo vero pulsante per il controllo del potere sulla vita naturale. Come noto, uno degli uomini più ricchi del mondo, non per niente un informatico, sta lautamente e pubblicamente finanziando lo studio e l’uso del CRISPR: Bill Gates. Egli lo rivendica perfino nei video di auguri natalizi.

 

Per quanto la Doudna finora sia stata molto timida sull’argomento – ha espresso il suo dissenso sulla creazione delle supergemelle cinesi CRISPR immuni all’HIV; del resto, studiava lo yogurt, quando ha fatto la sua rivoluzionaria scoperta di infinito potenziale eugenetico – i progetti estremi degli esperti di genetica si sprecano.

 

George Church, collega della Doudna che con le si è conteso la paternità del CRISPR in tribunale, ha in programma di de-estinguere i mammuth, nonché di creare app di incontri basati sulla compatibilità genetica.

 

Tuttavia, non si tratta solo di riprogrammare la riproduzione degli esseri viventi: stanno suggerendo che è possibile, cambiando la vita, cambiare anche l’ambiente. Come dicevamo più sopra: bioingegneria per geoingegneria…

 

Secondo Church, ad esempio, il ritorno del mammutto in Siberia avrebbe un impatto ambientale positivo.

 

Si tratta, insomma, della volontà di ri-creazione dell’universo sin dalla sua base cromosomica. Si tratta del Grande Reset genomico di ogni essere vivente.

 

Se un’idea del genere vi pare esagerata, possiamo dirvi che il CRISPR non è nemmeno il programma più folle saltato in mente ai Frankenstein del DNA. Potete leggere l’articolo di Renovatio 21 (praticamente, ovviamente, unico in Italia e non solo) sui mirror humans, cioè il progetto di capovolgere la biochimica degli esseri umani per renderli immuni a qualsiasi malattia.

 

Non si tratta di fantascienza: si tratta di realtà, anzi, di politiche, che sono in atto ora mentre leggete queste righe.

 

Se sentite che la cosa vi tocca, e vi toccherà in futuro e soprattutto devasterà la porzione di XXI secolo che vivranno i vostri figli, sappiate che al momento non avete un rappresentante – in Parlamento, in chiesa, sui giornali, nel mondo dell’attivismo ambientalista o catto-qualunquista – che se ne stia occupando.

 

Avete solo le poche forze di Renovatio 21, più le forze che ci metterete voi.

 

Perché se qualcuno non inizia questa battaglia, il mondo degli umanoidi CRISPR avrà vinto in partenza

 

 

Continua a leggere

CRISPR

Il trapiantato con il cuore di maiale OGM è morto a causa di un virus suino

Pubblicato

il

Da

Il cuore di maiale OGM trapiantato in un paziente americano all’inizio di quest’anno in un’operazione storica trasportava un virus suino che potrebbe aver contribuito alla sua morte due mesi dopo. Lo riporta l’house organ del politecnico di Boston MIT Technology Review.

 

Il paziente era vicino alla morte a gennaio quando ha ricevuto un cuore di maiale geneticamente modificato in un pionieristico trapianto tra specie – con uso di bioingegneria CRISPR e cocaina – che è stato salutato come un successo, al punto da essere celebrato anche dal sito del World Economic Forum di Klaus Schwab.

 

Dopo due mesi il paziente tuttavia era morto. In una dichiarazione rilasciata dall’università a marzo, un portavoce ha affermato che «al momento della sua morte non era stata identificata alcuna causa ovvia» e che era in attesa di un rapporto completo.

 

Ora il MIT Technology Review rivela che il cuore dell’uomo è stato colpito dal citomegalovirus suino, un’infezione prevenibile collegata a effetti devastanti sui trapianti.

 

Lo scambio di cuore nel Maryland è stato un importante test di xenotrapianto, il processo di spostamento dei tessuti tra le specie. Ma poiché i maiali speciali allevati per fornire organi dovrebbero essere privi di virus, ora sembra che l’esperimento sia stato compromesso da un errore non forzato. La società di biotecnologie che alleva e ingegnerizza i maiali, Revivicor, ha rifiutato di commentare e non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche sul virus.

 

 

Tuttavia, la scienza frankensteiniana si sforza di vedere il lato positivo.

 

«Il rilevamento del virus del maiale nel cuore di Bennett non è necessariamente una cattiva notizia per lo xenotrapianto» scrive Technology Review. «Se un virus suino ha avuto un ruolo, potrebbe significare che uno xenotrapianto di cuore privo di virus potrebbe durare molto più a lungo. Alcuni chirurghi pensano che gli ultimi organi geneticamente modificati potrebbero in teoria continuare a battere per anni e procedure più rigorose dovrebbero essere in grado di schermare il virus».

 

Insomma, un piccolo sacrificio necessario sulla luminosa strada che porta verso l’avvenire degli xenotrapianti geneticamente modificati.

 

I maiali utilizzati erano infatti stati alterati con la bioingegneria CRISPR. Il più grande ostacolo ai trapianti di organi animali è il sistema immunitario umano, che – chissà perché – attacca ferocemente le cellule estranee in un processo chiamato comunemente rigetto. Per evitare il rigetto, le aziende hanno progettato maiali, rimuovendo alcuni geni e aggiungendone altri, per dare ai loro tessuti un profilo invisibile che si nasconda dagli attacchi immunitari.

 

La versione utilizzata nel Maryland proveniva da un maiale con 10 modifiche genetiche sviluppate da Revivicor, una sussidiaria di United Therapeutics.

 

Si sono utilizzati, insomma, dei cosiddetti «maiali umanizzati», parenti di cui «topi umanizzati» di cui spesse volte parla Renovatio 21, e che pare abbiano avuto un ruolo nei misteri del laboratorio di Wuhano.

 

Il riferimento alla catastrofe wuhaniana non è peregrino. Il trasferimento dei virus dei suini agli esseri umani rappresenta una preoccupazione degli scienziati: alcuni temono che lo xenotrapianto possa scatenare una pandemia qualora un virus si adattasse all’interno del corpo di un paziente e poi si diffondesse a medici e infermieri.

 

Sì: i trapianti possono generare pandemie.

 

Strane reazioni del comportamento di virus con il salto di specie dei trapianti sono state già notate in esperimenti recenti. Due anni fa ricercatori tedeschi hanno riferito che i cuori di maiale trapiantati nei babbuini duravano solo un paio di settimane se il virus era presente, mentre gli organi liberi dall’infezione potevano sopravvivere per più di sei mesi.

 

I virologi della Libera Università di Berlino hanno affermato di aver trovato livelli di virus sorprendentemente alti nei cuori di maiale rimossi dai babbuini. Pensano che il virus potrebbe mandare in tilt non solo perché il sistema immunitario dei babbuini  era soppresso dai farmaci antirigetto, ma anche perché il sistema immunitario dei maiali non è più lì per tenere sotto controllo il virus. Si sospetta che il paziente abbia seguito la sorta dei babbuini ammazzati nella sperimentazione tedesca.

 

La fine del paziente – che veniva da una controversa storia di violenza – è stata orrenda.

 

Il giorno 43 dell’esperimento il paziente si è svegliato caldo e con il respiro affannoso.

 

I medici hanno quindi affrontato un problema comune nella medicina dei trapianti: come combattere le infezioni mantenendo comunque sotto controllo il sistema immunitario del paziente. Nessuno aveva mai curato un essere umano per questo particolare virus suino.

 

Così, i dottori hanno deciso di somministrare a Bennett un farmaco di ultima istanza chiamato cidofovir, a volte usato nei pazienti con AIDS. E poiché il sistema immunitario del trapiantato era così debole, gli hanno anche somministrato immunoglobuline per via endovenosa, anticorpi raccolti da donatori di sangue.

 

Una settimana dopo, il paziente stava malissimo e il cuore è ceduto, uccidendo il primo uomo con cuore di porco OGM umanizzato.

 

Ammirate i grandi traguardi della scienza medica del XXI secolo.

 

Meditate sulla porcheria della Necrocultura che si spaccia per medicina.

 

 

 

 

Immagine gif screenshot da YouTube

 

Continua a leggere

Più popolari