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Cina

Si prepara la guerra nucleare per Taiwan

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Renovatio 21 pubblica questo articolo di Réseau Voltaire. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

 

Le reazioni ufficiali al Patto Australia-Regno Unito-Stati Uniti (AUKUS) vertono unicamente sulla risoluzione del contratto di fornitura di armamenti fra Australia e Francia. Ma per quanto disastrose siano, le ripercussioni sui cantieri navali sono solamente il portato collaterale di un rovesciamento di alleanze in vista di una guerra contro la Cina.

 

 

 

L’annuncio del Patto Australia-Regno Unito-Stati Uniti (A-UK-US) (1) ha provocato un terremoto nella regione dell’Indo-Pacifico.

 

Non v’è dubbio: Washington si prepara a uno scontro a lungo termine con la Cina.

 

Fin a ora il dispiegamento occidentale, finalizzato a contenere politicamente e militarmente la Cina, aveva coinvolto Stati Uniti e Regno Unito, nonché Francia e Germania. Oggi invece gli europei sono messi da parte. Domani la zona sarà controllata dai Quad+ (Stati Uniti, Regno Unito, Australia, India e Giappone). Washington prepara una guerra entro uno o due decenni.

 

Non v’è dubbio: Washington si prepara a uno scontro a lungo termine con la Cina.  Washington prepara una guerra entro uno o due decenni

Se Francia e Germania non sono state consultate − e neppure avvisate prima del pubblico annuncio del mutamento di strategia − altri Paesi, come l’Indonesia, sono stati invece avvertiti. Il dispositivo dovrebbe andare in scena la prossima settimana, a Washington.

 

Se è logico che Londra e Washington si appoggino a Canberra piuttosto che a Parigi − visto che l’Australia è membro dei Cinque Occhi, cui la Francia è solo associata − la discesa in campo del Giappone, e soprattutto dell’India, mette fine a un lungo periodo d’incertezza.

 

Più sconcertante il ruolo assegnato alla Germania, che potrebbe unirsi ai Cinque Occhi (2), ma non entrare nei Quad; ossia entrare nel sistema di spionaggio delle telecomunicazioni, ma non partecipare all’azione militare.

 

 

Alleanze stravolte

La nuova situazione costringe tutte le alleanze a riposizionarsi.

 

L’A-NZ-US, alleanza fra Australia, Nuova Zelanda e Stati Uniti, non funziona più dal 1985 ed è stata definitivamente archiviata dopo che la Nuova Zelanda ha adottato una politica di disarmo nucleare e, conseguentemente, rifiutato l’ingresso nei propri porti a navi con armi nucleari o a propulsione nucleare.

 

Siccome gli Stati Uniti si sono rifiutati di svelare questi «dettagli» sulle proprie navi, nei porti neozelandesi non sono più entrate navi da guerra USA. Anche i futuri sottomarini australiani ne saranno banditi.

 

Per il momento l’Unione Europea non ha reagito. La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen − che proprio il giorno dell’annuncio dell’AUKUS pronunciava il discorso sullo stato dell’Unione (3) − è rimasta impietrita: mentre parlava della nuova strategia europea nella zona dell’Indo-Pacifico, gl’inglesi della Brexit le giocavano un tiro mancino: non solo l’Unione Europea non è una potenza militare, addirittura i Paesi membri che lo sono non avranno più voce in capitolo.

 

Non solo l’Unione Europea non è una potenza militare, addirittura i Paesi membri che lo sono non avranno più voce in capitolo

La NATO è ammutolita: ambiva estendersi nella regione dell’Indo-Pacifico e ora le è chiaro che non sarà della partita.

 

Nemmeno l’ASEAN ha reagito, ma l’Indonesia, ove ha sede il segretariato generale, ha già manifestato la propria delusione.

 

Come l’ANZUS e la UE, anche l’Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico era stata concepita durante la guerra fredda per contenere il blocco comunista, ma in seguito ha cambiato natura. A differenza della UE − diventata una burocrazia sovranazionale − per l’influenza dei Paesi non allineati, l’ASEAN aspira a formare una vasta zona di libero-scambio che includa la Cina. Numerosi intellettuali indonesiani hanno immediatamente denunciato che l’AUKUS significa affossamento delle speranze di pace.

 

Cina e Russia, i principali nemici degli anglosassoni, non hanno ancora reagito. Diversamente dagli occidentali, questi Paesi non annunciano intenzioni, comunicano decisioni già prese e messe in atto.

 

Parlando soltanto a proprio nome, la Cina s’è indignata della mentalità anglosassone che vuole formare alleanze più vaste e potenti possibili, senza tenere conto delle peculiarità dei Paesi coinvolti.

 

La NATO è ammutolita: ambiva estendersi nella regione dell’Indo-Pacifico e ora le è chiaro che non sarà della partita.

Non si tratta di furbizia mediatica: i cinesi mettono tutti i Paesi sullo stesso piano, ciascuno con le proprie peculiarità. Per esempio, quando il presidente Xi ha incontrato i dirigenti europei, ha passato più tempo a Monaco che in alcuni Paesi dell’Unione Europea.

 

Facendo seguire alle parole i fatti, l’indomani dell’annuncio della costituzione dell’AUKUS la Cina ha depositato una richiesta ufficiale di adesione all’Accordo Globale e Progressivo di Partenariato Trans-Pacifico (CPTPP), ossia all’organizzazione nata dal progetto del presidente Obama di partenariato trans-Pacifico. La concomitanza dei due fatti è ufficialmente fortuita. Di fatto però Beijing è aperta a scambi economici senza distinguo, Washington invece propone la guerra.

 

 

Lo spettro nucleare

Fino a ora, e probabilmente tuttora, gli Stati Uniti ritengono che possedere navi a propulsione nucleare apra rapidamente la via alla costruzione di bombe atomiche. Per questa ragione hanno offerto la tecnologia di propulsione nucleare solo all’alleato britannico.

 

Costruire sottomarini a propulsione nucleare prelude all’accesso dell’Australia al club delle potenze atomiche

Di conseguenza − checché ne dicano gli australiani − costruire sottomarini a propulsione nucleare prelude all’accesso dell’Australia al club delle potenze atomiche. La guerra contro la Cina sarà una guerra nucleare (4).

 

Sotto questo aspetto, l’ingresso del Giappone nei Quad dopo Hiroshima e Nagasaki è un ardimento.

 

Fin qui solo i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite disponevano di sottomarini a propulsione nucleare. Ora l’India è il sesto Paese e l’Australia dovrebbe diventare il settimo.

 

Siccome gli Stati Uniti non possono più fare i loro discorsi sulle tecnologie nucleari a doppio uso, non possono nemmeno più affermare che le ricerche nucleari iraniane sono a scopo militare. Questo dovrebbe aprire la porta a una cooperazione esplicita tra Washington e Teheran, immediatamente anticipata da Israele (5).

 

 

Il declassamento degli Europei

Chi più di ogni altro fa le spese di questa nuova architettura è la Francia, che perde il proprio statuto di potenza globale, benché mantenga il seggio di membro permanente al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

 

L’arretramento di Parigi era prevedibile sin dal 2009, quando la Francia mise le proprie forze armate sotto il comando statunitense, in seno al Comando Integrato della NATO.

 

Siccome gli Stati Uniti non possono più fare i loro discorsi sulle tecnologie nucleari a doppio uso, non possono nemmeno più affermare che le ricerche nucleari iraniane sono a scopo militare

Non sono più in grado di proteggere l’intero territorio francese, ma spediscono soldati a difendere gli interessi USA in Africa. Infatti, gli Stati Uniti non sono ancora riusciti a dispiegare l’AfriCom sul continente nero, sicché utilizzano truppe terrestri francesi inquadrate dal loro sistema di controllo aereo.

 

Parigi ha reagito… annullando una serata di gala dell’ambasciata francese negli Stati Uniti.

 

Nelle ore precedenti l’annuncio dell’AUKUS, il Quai d’Orsay (ministero degli Esteri, ndt) ha chiesto spiegazioni urgenti al dipartimento di Stato statunitense; alla fine, è giunto alla conclusione che l’Australia gli avesse deliberatamente nascosto il disegno i cui istigatori erano gli Stati Uniti.

 

Parigi ha perciò richiamato i propri ambasciatori di Canberra e Washington.

 

Chi più di ogni altro fa le spese di questa nuova architettura è la Francia, che perde il proprio statuto di potenza globale, benché mantenga il seggio di membro permanente al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

La Francia ha deciso di reagire all’annullamento da parte degli australiani del contrato del secolo. L’accordo di 90 miliardi di dollari è però poca cosa rispetto a quanto c’è in gioco e alle perdite reali.

 

Parigi è rimasta ancor più sbalordita perché credeva di aver stabilito una relazione privilegiata con Londra: erano in corso negoziati segreti per lo spostamento della base dei sottomarini britannici a propulsione nucleare (Trident) in Francia, in caso di secessione della Scozia (6).

 

La Francia può consolarsi constatando che il suo declassamento avviene in un contesto di regressione generale di tutti i Paesi europei.

 

Il fatto che la Germania possa eventualmente uscirne meno malconcia è di secondaria importanza: dalla seconda guerra mondiale, Berlino è autorizzata a essere potenza economica ma non potenza politica globale.

 

La Francia non è soltanto un territorio europeo. È anche una costellazione di territori sparsi ovunque nel mondo, che la dota del secondo dominio marittimo mondiale, dopo gli Stati Uniti. Nella regione dell’Indo-Pacifico possiede i dipartimenti della Réunion e della Mayotte, Collettività della Nuova Caledonia e della Polinesia francese, del Territorio di Wallis e Futuna, delle Terre Australi e Antartiche Francesi (TAAF). Luoghi in cui risiedono 1,6 milioni di cittadini francesi.

 

La Francia ha deciso di reagire all’annullamento da parte degli australiani del contrato del secolo. L’accordo di 90 miliardi di dollari è però poca cosa rispetto a quanto c’è in gioco e alle perdite reali.

La Francia è perciò una potenza della regione dell’Indo-Pacifico; a tale titolo s’è offerta di favorirvi gli interessi dei partner dell’Unione Europea, che ha badato a tenere fuori dalla rivalità strategica USA-Cina.

 

La Francia è membro della Commissione dell’Oceano Indiano, partecipa ai vertici dei ministri della Difesa dell’ASEAN, al suo coordinamento di polizia e d’intelligence (ASEANAPOL); dovrebbe anche aderire a breve alla Cooperazione Regionale contro la Pirateria (RECAAP).

 

Sicché la Francia − che assumerà la presidenza del Consiglio Europeo nel primo semestre 2022 − si proponeva di fare dell’uso del proprio radicamento nella regione una delle poste in gioco dell’Unione Europea.

 

 

Taiwan, il pomo della discordia

Tutti sanno che gli isolotti del Pacifico rivendicati dalla Cina non saranno occasione di futura guerra: infatti nessuno degli altri Paesi che li reclama lo auspica e la storia dà ragione a Beijing. Ma Taiwan è questione totalmente diversa.

 

Mao Zedong unificò la Cina sconfiggendo uno dopo l’altro tutti i Signori della guerra che se n’erano spartiti il territorio. Si riprese anche il Tibet, che aveva fatto secessione e si era alleato con Chiang Kai-shek e gli Occidentali. Fallì però con Formosa, dove Chiang si era insediato instaurandovi un regime che si trasformò gradualmente, passando da un’implacabile dittatura a una certa forma di democrazia, Taiwan.

 

La Francia può consolarsi constatando che il suo declassamento avviene in un contesto di regressione generale di tutti i Paesi europei

Il Patto AUKUS sembra concepito per accorrere in aiuto a Taiwan, qualora la Cina tentasse di riprenderla con la forza.

 

Il generale sir James Hockenhull, comandante dell’intelligence militare di Sua Maestà, ha confermato che le forze armate britanniche reclutavano agenti asiatici. L’ex primo ministro, Theresa May, ha tirato un sasso nello stagno chiedendo alla Camera dei Comuni se il Patto preveda l’ingresso in guerra qualora la Cina tentasse di recuperare Taiwan

 

Nel vertice del G7 dello scorso giugno a Carbis Bay il Giappone era riuscito a imporre un sostegno indefettibile a Taiwan. Ma è stato proprio durante questo summit che, dietro le quinte, Joe Biden, Scott Morrison e Boris Johnson hanno suggellato le basi del Patto.

 

Per poter rispondere alla domanda di May bisognerebbe poter leggere per intero il testo dell’AUKUS, compresi gli eventuali annessi segreti. Ma per il momento non si ha in mano nulla, bisogna accontentarsi dei comunicati stampa.

 

Il Patto AUKUS sembra concepito per accorrere in aiuto a Taiwan, qualora la Cina tentasse di riprenderla con la forza

Tutt’al più si sa che l’AUKUS si basa su una cooperazione molto ampia in materia di armamenti.

 

Non si tratta soltanto di dotare di sottomarini a propulsione nucleare l’Australia, ma di fornirle anche missili Tomahawks e Hornet, nonché di farla partecipare alle ricerche sui missili ipersonici, in grado di rivaleggiare con i missili nucleari russi.

 

 

Thierry Meyssan

 

NOTE

(1) «Biden, Morrison & Johnson Announcing the Creation of AUKUS», by Boris Johnson, Joseph R. Biden Jr., Scott Morrison, Voltaire Network, 15 settembre 2021.

(2) «I Cinque Occhi diventeranno Nove Occhi», Traduzione Rachele Marmetti, Rete Voltaire, 6 settembre 2021.

(3 «Discours 2021 sur l’état de l’Union européenne» di Ursula von der Leyen, Réseau Voltaire, 15 settembre 2021.

(4) «Joe Biden apprendista stregone nucleare», di Manlio Dinucci, Il Manifesto (Italia) , Rete Voltaire, 21 settembre 2021.

(5) «Israele riconosce la validità della diplomazia USA nei confronti dell’Iran», Traduzione Rachele Marmetti, Rete Voltaire, 15 settembre 2021.

(6) «UK draws up plan to shift Trident subs abroad if Scotland secedes», Sebastain Payne & Hellen Warren, Financial Times, 2 settembre, 2021.

 

 

 

 

Articolo ripubblicato su licenza Creative Commons CC BY-NC-ND

 

 

 

La traduzione italiana del libro è disponibile in versione cartacea.

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

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Cervello

La Cina batte Neuralink di Musk nella commercializzazione di impianti cerebrali

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Chirurghi cinesi hanno impiantato un’interfaccia cervello-computer in un paziente con mobilità ridotta della mano, in quella che viene indicata come la prima procedura commerciale al mondo che impiega un dispositivo non invasivo approvato di questo genere.

 

L’operazione è stata eseguita lunedì in un ospedale di Sciangai. Il paziente aveva riportato una lesione al midollo spinale in un incidente stradale dieci anni prima e, nonostante anni di riabilitazione, conservava una funzionalità limitata alla mano.

 

Durante l’intervento, un impianto delle dimensioni di una moneta è stato collocato sulla superficie del cervello del paziente. Il dispositivo è progettato per rilevare i segnali cerebrali e trasmetterli a un computer, che li converte in comandi per un guanto robotico.

 

Secondo quanto dichiarato dai funzionari, l’operazione si è svolta senza complicazioni e il paziente si sta riprendendo, con parametri vitali stabili. Hanno precisato che l’impianto ha catturato con successo segnali cerebrali stabili e di alta qualità.

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L’impianto, denominato NEO, è stato sviluppato dalla startup cinese Neuracle e approvato dall’ente regolatore medico cinese a marzo, permettendogli di superare la fase di sperimentazione clinica e di essere impiegato commercialmente negli ospedali.

 

Questo risultato ha consentito a Neuracle di precedere Neuralink, l’azienda di Elon Musk, nella gara alla commercializzazione di interfacce cervello-computer impiantabili. Sebbene anche Neuralink abbia impiantato chip in esseri umani e sostenga di avere 21 persone coinvolte in sperimentazioni cliniche in tutto il mondo, non ha ancora ottenuto l’approvazione commerciale completa negli Stati Uniti.

 

L’approccio di NEO si distingue da quello di Neuralink ed è concepito per essere non invasivo, poiché il dispositivo viene posizionato sulla superficie del cervello senza penetrarlo, con l’obiettivo di aiutare i pazienti a recuperare la funzionalità degli arti.

 

Il chip di Musk, al contrario, utilizza fili sottilissimi inseriti direttamente nel tessuto cerebrale grazie all’ausilio di un robot chirurgico. Anche il primo prodotto di Neuralink, Telepathy, è destinato a permettere alle persone paralizzate di controllare computer, telefoni e altri dispositivi con il pensiero.

 

Anche altre aziende hanno esplorato soluzioni meno invasive. Synchron, una startup statunitense, ha realizzato un impianto inserito attraverso una vena anziché tramite un intervento chirurgico a cranio aperto, mentre Meta sta sviluppando sistemi di intelligenza artificiale capaci di tradurre in testo le scansioni cerebrali non invasive.

 

Per il momento, l’impiego principale delle interfacce cervello-computer resta in ambito medico, in particolare per pazienti affetti da paralisi, lesioni del midollo spinale e gravi patologie neurologiche. Tuttavia, Musk ha previsto che tali chip finiranno per sostituire gli smartphone. I ricercatori del settore hanno inoltre discusso di possibili applicazioni future nell’elettronica di consumo, nella robotica e nel potenziamento umano.

 

Come riportato da Renovatio 21, Elone sostiene che gli impianti cerebrali neuralinki «aumenteranno drasticamente le capacità umane». L’anno scorso era emerso che un primo paziente neuralinko utilizzava il chip al cervello per imparare nuove lingue.

 

Due anni fa Musk disse che il primo paziente Neuralink era giunto a controllare il mouse del computer con i pensieri.

 

Come riportato da Renovatio 21, negli anni scorsi, in concomitanza con la partenza degli esperimenti sugli esseri umani approvati dall’ente regolatorio americano FDA, era emerso che alle scimmie su cui era stato sperimentato l’impianto erano successe «cose terribili», cosa che Musk ha poi negato.

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Neuralink, che aveva iniziato con impianti di microchip cerebrali sui suini, non è la prima azienda ad avviare sperimentazioni umane con un’interfaccia cervello-computer. Nel 2022, la società tecnologica con sede a New York Synchron, finanziata dai miliardari Bill Gates e Jeff Bezos, ha già impiantato il suo primo dispositivo per la lettura della mente in un paziente statunitense in una sperimentazione clinica.

 

Vi sono altri casi simili di impianti cerebrali che tentano di aiutare pazienti in condizioni estremamente critiche come quello portato avanti dagli scienziati della Stanford University, che consente ad un uomo con le mani paralizzate di poter «digitare» fino a 90 caratteri al minuto, semplicemente pensando alle parole.

Anche un colosso digitale come Facebook era interessato alla tecnologia del pensiero degli individui.

 

Chip cerebrali sono stati utilizzati per comandare piante carnivore. Pochi mesi fa è emerso che gli scienziati sono riusciti a far giocare sempre a Pong anche delle cellule cerebrali in vitro.

 

La trasformazione cibernetica della vita umana è uno dei punto focali del transumanismo, predicato sia da entusiasti della Silicon Valley più o meno innocui che da vertici planetari come il Klaus Schwab, patron del World Economic Forum di Davos, che immagina un mondo dove in aeroporto saranno fatte «scansioni cerebrali» per evitare che il passeggero nutra idee pericolose. «Una fusione della nostra identità fisica, digitale e biologica» dice Klaus Schwab.

 

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Cina

La Cina denuncia l’esistenza di un meccanismo segreto di condivisione dati nell’IA Claude di Anthropic

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La Cina ha accusato Claude Code, lo strumento di programmazione basato sull’intelligenza artificiale di Anthropic, di contenere «vulnerabilità di sicurezza nascoste» in grado di trasmettere informazioni sensibili degli utenti senza il loro consenso, avvertendo che tale meccanismo rappresenta un «grave rischio per la sicurezza».   Claude Code, sviluppato dalla società AI statunitense con stretti legami con il Pentagono, è un assistente di programmazione basato sull’Intelligenza Artificiale che aiuta gli sviluppatori a scrivere, modificare, eseguire il debug e comprendere il codice utilizzando suggerimenti in linguaggio naturale. Poiché viene eseguito all’interno del terminale dello sviluppatore anziché in un browser, può accedere al codice sorgente e ad altri file che l’utente sceglie di condividere.   In un avviso di rischio emesso mercoledì, la piattaforma di monitoraggio delle minacce informatiche NVDB del Ministero dell’Industria e dell’Informatica cinese (MIIT) ha dichiarato di aver identificato un potenziale rischio per la sicurezza in diverse versioni recenti di Claude Code. Secondo NVDB, queste versioni contengono un «meccanismo di monitoraggio integrato» che trasmette automaticamente la posizione geografica degli utenti, gli identificativi di identità e altri dati sensibili a server remoti senza il loro consenso.   Il MIIT ha descritto il presunto meccanismo come una funzionalità potenzialmente dannosa che potrebbe comportare rischi per la privacy, la sicurezza e la proprietà intellettuale, poiché gli assistenti di programmazione basati sull’IA sono spesso utilizzati su software proprietari e altre basi di codice sensibili, esortando gli utenti a esaminare i sistemi interessati, disinstallare le versioni vulnerabili o aggiornare a una versione in cui la presunta backdoor sia stata rimossa, e richiedendo controlli più rigorosi sull’accesso alla rete in uscita per gli strumenti di sviluppo e un monitoraggio più efficace del traffico per prevenire la trasmissione di dati non autorizzati.

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Anthropic non ha ancora risposto pubblicamente all’avviso. Il rapporto tra la Cina e Anthropic è stato controverso. Sebbene l’azienda vieti alle imprese cinesi e alle loro filiali estere di utilizzare Claude in virtù di restrizioni di sicurezza regionali e nazionali, alcune fonti affermano che ricercatori e ingegneri cinesi continuano ad accedervi tramite intermediari esteri.   Da febbraio, Anthropic ha accusato Alibaba e diversi altri laboratori cinesi di intelligenza artificiale di aver «distillato» illegalmente i suoi modelli per addestrare sistemi concorrenti.   L’avviso è stato emesso in seguito alle affermazioni pubblicate la scorsa settimana su Reddit, secondo cui Anthropic avrebbe segretamente «integrato uno spyware in Claude Code» per identificare gli utenti che accedevano illegalmente al servizio dalla Cina.   Thariq, un dipendente di Anthropic, ha risposto su X affermando che il codice faceva parte di un «esperimento» lanciato «per prevenire l’abuso degli account da parte di rivenditori non autorizzati e proteggere dalla distillazione», aggiungendo che l’azienda prevedeva di rimuovere il meccanismo con la versione del 2 luglio.   Anthropic è stata al centro di controversie anche negli Stati Uniti. Sebbene l’azienda abbia sottolineato le misure di sicurezza adottate per la sua IA – di recente ha sospeso la diffusione del modello Claude Mythos per timore che potesse rivelare vulnerabilità critiche del software e si è opposta alle richieste del Pentagono di allentare le restrizioni sulla sorveglianza e sulle armi autonome – la sua tecnologia sarebbe stata integrata nel software di analisi e sorveglianza di Palantir, utilizzato dalle agenzie governative statunitensi.   Secondo alcune fonti, Claude sarebbe stato incorporato nel software di analisi e sorveglianza dell’azienda americana Palantir, impiegato dalle agenzie governative statunitensi nell’ambito dell’iniziativa di Washington per integrare l’IA nei suoi sistemi militari, politici e di Intelligence.   Durante la guerra contro l’Iran, il software avrebbe identificato la scuola elementare iraniana di Minab come bersaglio. Un attacco statunitense ha ucciso quasi 160 persone nell’edificio, la maggior parte delle quali bambini.   Secondo Dario Amodei, CEO di Anthropic, tuttavia, un utilizzo simile di Claude non avrebbe violato le «linee rosse» dell’azienda. In seguito vi è stato uno scontro con il Pentagono, di cui l’azienda è fornitrice, mentre sui giornali sono apparse accuse secondo cui il modello di Intelligenza Artificiale dell’azienda sarebbe stato utilizzato durante l’operazione per rapire il presidente venezuelano Nicolas Maduro all’inizio di gennaio.   Come riportato da Renovatio 21, negli ultimi mesi vi era stato un progressivo deterioramento dei rapporti tra Anthropic e il Pentagono, legato alla volontà del dipartimento della Guerra statunitense di utilizzare l’IA per il controllo di armi autonome senza le garanzie di sicurezza che l’azienda ha cercato di imporre.   Come riportato da Renovatio 21, settimane fa Anthropic ha dichiarato di aver disabilitato l’accesso ai suoi modelli di IA più avanzati, Fable 5 e Mythos 5, in seguito a un ordine governativo di sospendere l’accesso ai cittadini stranieri. Secondo quanto comunicato in precedenza, Mythos sarebbe in grado di penetrare i sistemi informatici con una facilità mai vista.   Amodei, ha più volte espresso gravi preoccupazioni sui rischi della tecnologia che la sua azienda sta sviluppando e commercializzando. In un lungo saggio di quasi 20.000 parole pubblicato il mese scorso, ha avvertito che sistemi AI dotati di «potenza quasi inimmaginabile» sono «imminenti» e metteranno alla prova «la nostra identità come specie».

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Come riportato da Renovatio 21, l’anno passato l’Amodei ha dichiarato che l’AI potrebbe eliminare la metà di tutti i posti di lavoro impiegatizi di livello base entro i prossimi cinque anni.   Lo scorso mese Mrinank Sharma, fino a poco tempo fa responsabile del Safeguards Research Team presso l’azienda sviluppatrice del chatbot Claude, ha pubblicato su X la sua lettera di dimissioni, in cui scrive che «il mondo è in pericolo. E non solo per via dell’Intelligenza Artificiale o delle armi biologiche, ma a causa di un insieme di crisi interconnesse che si stanno verificando proprio ora».   Il Fondo Monetario Internazionale ha citato il recente rilascio controllato di Claude Mythos Preview da parte di Anthropic, descritto come «un modello di Intelligenza Artificiale avanzato con eccezionali capacità informatiche». Secondo il FMI, Mythos sarebbe in grado di individuare e sfruttare vulnerabilità in tutti i principali sistemi operativi e browser web, «anche se utilizzato da utenti non esperti».   Anthropic è l’azienda di IA coinvolta direttamente dal Vaticano nel lancio della nuova Enciclica Magnifica Humanitas.

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Immagine di Anthropic via Flickr pubblicata su licenza CC BY 2.0
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Cina

Peter Thiel ad Aspen: il papa «lavora per i comunisti cinesi»

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Il miliardario e investitore tecnologico Peter Thiel ha lanciato una serie di avvertimenti e previsioni provocatorie sul futuro dell’intelligenza artificiale e dell’Occidente, accusando papa Leone XIV di agire involontariamente come «agente comunista cinese» per aver chiesto una regolamentazione dell’IA. Lo riporta la CNN.

 

Nel suo intervento all’Aspen Ideas Festival in Colorado, ha anche messo in guardia contro una «presa di potere democratico-socialista» del Partito Democratico degli Stati Uniti.

 

Thiel, cofondatore di Palantir e PayPal, è stato uno dei primi sostenitori del presidente Donald Trump nella Silicon Valley, contribuendo al lancio della carriera del vicepresidente JD Vance: Vance lavorava presso Mithril Capital, una società di investimenti cofondata da Thiel, prima che quest’ultimo appoggiasse il suo ingresso in politica. Il Thiel tenuto il suo intervento durante un dibattito non registrato, insieme al politologo, noto per la sua teoria sulla «fine della storia», Francis Fukuyama. Ai giornalisti è stato permesso di prendere appunti.

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Durante l’evento, il Thiel ha attaccato direttamente il Vaticano, accusando Papa Leone XIV – il primo papa statunitense – di aver involontariamente favorito gli interessi cinesi promuovendo una maggiore supervisione internazionale sull’intelligenza artificiale.

 

A maggio, Leone XIV, con la sua prima enciclica, Magnifica Humanitas, ha dichiarato che l’intelligenza artificiale «deve essere disarmata» e ha chiesto una maggiore regolamentazione internazionale di questa tecnologia. Poiché il messaggio del papa potrebbe influenzare alcuni americani, ma difficilmente verrebbe recepito dai cinesi, ha sostenuto Thiel, l’enciclica rischiava di rallentare solo una delle due parti della «corsa tra Stati Uniti e Cina» per lo sviluppo dell’IA.

 

Ciò significa che Leone «lavora per i comunisti cinesi», ha detto il Thiel. Il pubblico di Aspen ha accolto con risate la sua descrizione del papa come agente cinese.

 

Le tensioni tra il miliardario del settore tecnologico e il Vaticano non sono una novità. A marzo, il Thiel ha tenuto una serie di conferenze sull’Anticristo a Roma, a pochi isolati dalla Santa Sede, su invito. Le conferenze avrebbero innervosito il Vaticano e spinto due università cattoliche a dichiarare pubblicamente di non essere coinvolte nell’organizzazione degli eventi.

 

Thiel ha sostenuto che l’Anticristo potrebbe manifestarsi non come un individuo, bensì come un governo mondiale che prende il potere promettendo di proteggere l’umanità da minacce esistenziali come l’IA o il riscaldamento globale.

 

La discussione tra Thiel e Fukuyama, intitolata «L’umanità alla fine della storia», ha rappresentato una netta svolta rispetto all’ultimo dibattito tra i due, avvenuto 14 anni prima.

 

Nel 2012, i due si sono concentrati principalmente sulle cause di quella che Thiel definisce «stagnazione tecnologica», discutendo di disuguaglianza di reddito, dei fallimenti delle tecnologie per le energie pulite e dello stallo dei progetti infrastrutturali statunitensi, come la ferrovia ad alta velocità.

 

Mentre il loro precedente confronto si era concentrato su questioni economiche, questa volta i due hanno inquadrato il destino della democrazia occidentale in termini più drastici. Fukuyama è noto per la sua tesi sulla «fine della storia», in cui ipotizzava che, dopo la Guerra Fredda, la democrazia liberale potesse rappresentare la forma di governo definitiva. Durante il dibattito ad Aspen, Fukuyama ha sostenuto che il pericolo maggiore risiede nell’abbandono delle istituzioni che hanno sostenuto la democrazia.

 

Thiel ha replicato affermando che quelle stesse istituzioni sono diventate motori di paralisi e che decenni di stagnazione tecnologica hanno spinto la politica occidentale verso una maggiore instabilità: «le strane modalità con cui la politica è andata fuori controllo mi stanno dicendo qualcosa di molto profondo».

 

Le posizioni politiche di Thiel hanno suscitato critiche da parte di alcuni scrittori e intellettuali, i quali sostengono che la sua sfiducia nelle istituzioni democratiche e il suo entusiasmo per un governo guidato dalle élite costituiscano una forma di «tecno-autoritarismo».

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In risposta all’argomentazione di Fukuyama secondo cui, nonostante il crescente estremismo, la democrazia liberale rimane il miglior sistema politico dell’umanità, Thiel ha avvertito che le forze di estrema sinistra stanno dominando sempre più la politica americana.

 

«Credo che ci sarà una presa di potere democratico-socialista all’interno del Partito Democratico», ha affermato Thiel.

 

Le sue dichiarazioni giungono in un momento in cui i socialisti democratici autoproclamati hanno guadagnato influenza all’interno del Partito Democratico, in particolare con l’elezione dello scorso anno del sindaco di New York Zohran Mamdani, seguita quest’anno da una serie di vittorie di candidati socialisti democratici alle primarie per la carica di sindaco e per il Congresso.

 

«Il Partito Repubblicano non conta poi molto. È quello meno importante», ha detto Thiel. «Quando il Partito Democratico andrà al potere, questo Paese sarà finito».

 

Alla vigilia del 250° anniversario dell’adozione della Dichiarazione d’Indipendenza da parte degli Stati Uniti, Thiel ha anche sostenuto che la Rivoluzione americana è stata fondamentalmente fraintesa. «Ci sono tutte queste proteste anti-Trump: non vogliamo re, vogliamo lo stato di diritto», ha detto Thiel. Il finanziere ha inquadrato la Rivoluzione americana non come una campagna contro Re Giorgio III, ma come una rivolta contro un Parlamento britannico onnipotente, i cui legislatori esercitavano un controllo «totalitario».

 

Secondo la versione di Thiel, la Costituzione degli Stati Uniti fu concepita come correttivo al «governo tirannico degli avvocati» in Gran Bretagna, con una presidenza, a suo dire, pensata per essere «più potente di quella di Re Giorgio III». Il multimiliardario ha quindi contrapposto il sistema costituzionale degli Stati Uniti a quello dell’attuale Unione Europea, che ha descritto come una burocrazia stagnante e rigidamente regolamentata, in cui le persone sono «NPC» (i personaggi non giocabili dei videogiochi, espressione gergale odierna con cui si descrivono persone comuni senza particolare coscienza di ciò che accade) senza alcun potere decisionale.

 

«L’UE è l’imperio del diritto [Rule of Law]», ha affermato Thiel. «È come un’Intelligenza Artificiale difettosa.»

 

Thiel ha parlato di Palantir, la società di software da lui co-fondata, e della sua stretta collaborazione con agenzie federali statunitensi, tra cui il Pentagono e l’agenzia statunitense per l’immigrazione e le dogane (ICE).

 

Nonostante intrattenga rapporti commerciali per miliardi di dollari con le istituzioni preposte alla sicurezza nazionale, l’azienda «non è indissolubilmente legata» al «deep state statunitense», ha affermato Thiel, definendo i dirigenti dell’azienda «persone leali ma dissidenti» e ha dichiarato che né lui né l’attuale CEO di Palantir, Alex Karp.

 

Come riportato da Renovatio 21, recentemente Palantir, per mezzo di Karp, ha lanciato un vero e proprio manifesto riguardo allo Stato americano e alla situazione storica mondiale.

 

L’enorme influenza esercitata dalle aziende tecnologiche, ha affermato Thiel, è «uno degli aspetti davvero positivi degli Stati Uniti», perché significa che «i centri di potere sono distribuiti sul territorio nazionale».

 

Come esempio dei molteplici centri di potere, ha avanzato un’affermazione complottista infondata secondo cui l’azienda di Intelligenza Artificiale Anthropic, una «società progressista woke» a cui ha attribuito il merito di aver «vinto la corsa all’IA», e «truccato le elezioni del 2028» a sostegno dei Democratici. Anthropic, ha affermato Thiel, potrebbe utilizzare i suoi modelli di IA leader del settore per «sbaragliare completamente» qualsiasi tentativo ideologico che Elon Musk possa intraprendere nella direzione opposta attraverso X.

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Nonostante le sue posizioni politiche libertario-destroidi, Thiel ha affermato di preferire l’idea che gli Stati Uniti abbiano centri di potere concorrenti a una situazione come «Roma o Russia», poiché «non si vuole che tutto si concentri a Washington».

 

Thiel ha anche parlato del nome di Palantir, ispirato alle pietre magiche veggenti de Il Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien. I critici hanno notato che i personaggi che cercano di usare i poteri del palantír finiscono per essere manipolati dall’arcinemico della storia, Sauron.

 

Thiel sostenne che quelle persone fraintendono la storia di Tolkien. «Verso la fine, viene usata dai buoni», disse Thiel. L’eroe e futuro re, Aragorn, usa un palantír per affrontare Sauron, mostrandogli di essere ora in possesso della spada riforgiata dei suoi antenati. Sauron poi interpreta male questa informazione, commettendo un fatale errore strategico. «Chiunque vi racconti una versione diversa di Tolkien», ha affermato Thiel, «non sa nemmeno di cosa sta parlando, dal punto di vista letterario».

 

Dichiarazioni di Thiel contro la Cina si sono susseguite negli anni, comprendendo anche l’allarme secondo cui il Bitcoin sarebbe un’arma finanziaria della Repubblica Popolare creata per distruggere l’economia americana. È noto che il Thiel a sua volta ha fatto immani investimenti nella criptovalute, per poi uscirne poco prima di un crash, e dicendo anche di essere sicuro di aver incontrato il misterioro creatore del bitconio, Satoshi Nakamoto, «sulla spiaggia di Anguilla nel febbraio del 2000» ad un evento prodromico dell’era delle criptovalute.

 

L’interesse di Thiel e del CEO di Palantir Alex Karp per il Vaticano e il pensiero cattolico sono note. Thiel è discepolo diretto a Stanford del filosofo cattolico del sacrificio Réné Girard sulla cui teoria mimetica ha impostato la sua fortunatissima filosofia di investimento. Thiel è figlio di genitori tedeschi protestanti emigrati in America, e nonostante le sue posizioni para-transumaniste ha dichiarato in passato che il cristianesimo è la verità. Ora si sarebbe trasferito in Argentina temendo l’apocalisse.

 

Il Karp ha studiato in Germania con il filosofo dell’ermeneutica Jürgen Habermas, che con papa Ratzinger aveva vergato i libri Etica, religione e Stato liberale e Ragione e fede in Dialogo.

 

L’Aspen Institute è un elitario think tank internazionale nato negli Stati Uniti nel 1949, ufficialmente focalizzato sulla promozione della leadership e del dialogo su tematiche globali. Attraverso dibattiti e seminari geopolitici, unisce leader politici, accademici ed esponenti del mondo economico.

 

Tra le figure legate a questo network di potere spicca Giorgia Meloni, entrata a far parte dei soci della divisione italiana nel 2021. La premier italiana ha consolidato forti legami con l’establishment internazionale e, in particolare, con il magnate Elon Musk, che l’ha pubblicamente elogiata a New York nel 2024 definendola «onesta e premurosa». L’autore dell’ultima biografia estensiva su Musk, Walter Isaacson, è stato prima presidente della CNN e poi presidente dell’Aspen Institute, ruolo che ha ricoperto dal 2003 al 2018.

 

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Immagine di Gage Skidmore via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic

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