Connettiti con Renovato 21

Armi biologiche

Preparano l’apocalisse degli insetti

Pubblicato

il

 

 

 

Abbiamo certezza che la ridefinizione dell’umanità passerà attraverso radicali cambiamenti che avverranno nel mondo degli insetti.

 

Gli esseri umani – in particolare alcuni popoli, come quello giapponese – hanno sempre guardato alla società degli insetti, tutta brulicante ma a suo modo ordinatissima e laboriosa, come ad una bizzarra metafora di quella umana. O perfino ad un ideale di organizzazione sociale.

 

La forma di vita degli insetti pare anche visivamente aliena a quella dei vertebrati. Tuttavia, la sua presenza sul pianeta è ineludibile.

 

Gli uomini hanno catalogato almeno un milione di specie di insetti.

Quelle che crediamo di conoscere meglio, in realtà non le conosciamo per niente: ci sono 12.000 tipi di formiche, quasi 20.000 varietà di api, quasi 400.000 specie di coleotteri, così tante che il genetista J.B.S. Haldane (1892–1964), inventore del termine «clone» e gran nemico scientista di C.S. Lewis, ci ha fatto sopra uno scherzo blasfemo: Dio avrebbe «una passione smodata per i coleotteri», visto il loro numero e varietà.

La ridefinizione dell’umanità passerà attraverso radicali cambiamenti che avverranno nel mondo degli insetti

Un lembo di pochi centimetri di terreno sano, a pochissimi centimetri di profondità, potrebbe facilmente essere la dimora di 200 specie uniche di acari, ognuno impegnato in un lavoro diverso.

 

Eppure gli entomologi stimano che tutta questa varietà incredibile, assurda e sottovalutata rappresenti forse solo il 20% dell’attuale diversità di insetti sul nostro pianeta. Essi ritengono che ci siano milioni e milioni di specie che sono completamente sconosciute alla scienza.

 

Il pianeta Terra è insomma un pianeta degli insetti. Come l’uomo, e prima dell’uomo, essi per disegno diabolico stanno andando incontro al medesimo destino: estinzione, ingegneria genetica, guerra.

 

Il parabrezza pulito come segno apocalittico

Lo chiamano windshield phenomenon, il fenomeno del parabrezza.

Il termine è stato popolarizzato nel 2017. L’espressione viene utilizzata per descrivere la mancanza di insetti spiaccicati sul parabrezza delle auto, segno ineluttabile – dicono i propositori – di una popolazione di insetti che si assottiglia fino a sparire.

 

A lanciare l’allarme fu un paper di un’oscura società entomologica tedesca, la Entomologischer Verein Krefeld (Società entomologica di Krefeld). Il generoso ente – basato per lo più su lavori di appassionati – aveva messo a fuoco il problema della possibile sparizione degli insetti, calcolando  «un declino di più del 75% in oltre 27 anni di biomassa totale di insetti volanti nelle aree protette».

 

Lo studio tedesco ha rilevato che guardando i picchi della popolazione in piena estate, il calo è stato dell’82%.

Il pianeta Terra è insomma un pianeta degli insetti. Come l’uomo, e prima dell’uomo, essi per disegno diabolico stanno andando incontro al medesimo destino: estinzione, ingegneria genetica, guerra.

 

Non è la prima volta che grida di dolore per i nostri amici invertebrati si levano nel mondo dell’alta cultura. Pensate al violento intellettuale pedofilo Pier Paolo Pasolini, che cavalcò a suo tempo il mito della «scomparsa delle lucciole». In un articolo sul Corriere del 1 febbraio 1975, il poeta pederasta scrisse « gli uomini di potere democristiani sono passati dalla “fase delle lucciole” alla “fase della scomparsa delle lucciole” senza accorgersene. Per quanto ciò possa sembrare prossimo alla criminalità la loro inconsapevolezza su questo punto è stata assoluta; non hanno sospettato minimamente che il potere, che essi detenevano e gestivano, non stava semplicemente subendo una “normale” evoluzione, ma sta cambiando radicalmente natura».

 

In breve, per il protoambientalismo comunista del regista molestatore, la supposta sparizione del coleottero bioluminescente (che invero vediamo tutt’ora in giro d’estate) serviva ad una tirata politica, una dimostrazione della sua tesi di politica spicciola, davvero scema a guardarla oggidì, per cui «la continuità tra fascismo fascista e fascismo democristiano è completa e assoluta».

 

La sparizione degli insetti è quindi un possibile strumento politico: Pasolini lo usava per la sua bega nazionale; è facile pensare invece che il campanello d’allarme della Krefeld (ripreso su tutti i giornali, dal NYT che ha impaginato una lenzuolata, al Washington Post e molte altre testate) serva, forse in modo più plastico, agli stessi fini dell’allarme per il cosiddetto «cambiamento climatico» (che fino a pochi anni fa era «riscaldamento globale»): la depopolazione umana.

 

L’algoritmo della grande riduzione lo conoscete tutti: l’inquinamento uccide la natura, l’uomo inquina, quindi facciamo nascere meno uomini. Meglio milioni di insetti che qualche migliaio di uomini: sì, siamo dinanzi ad un estremo animalismo entomomorfo.

 

L’algoritmo della grande riduzione lo conoscete tutti: l’inquinamento uccide la natura, l’uomo inquina, quindi facciamo nascere meno uomini. Meglio milioni di insetti che qualche migliaio di uomini: sì, siamo dinanzi ad un estremo animalismo entomomorfo.

Non è un caso, per inciso, che l’autore del libro che più di ogni altro introdusse l’idea della sovrappopolazione terrestre (The Population Bomb, 1968) sia un entomologo. Il leggendario Paul R. Ehrlich, che perse ogni previsione catastrofista sulla fine dell’umanità a causa dei troppi figli, lo pensavamo dimenticato, quando poi a ritirarlo fuori dal nulla invitandolo a San Pietro (!) è stato il nuovo Vaticano.

 

Tornando dagli umani e gli invertebrati, le previsioni apocalittiche sulla sparizione degli insetti non sono nuove. Quando è stato chiesto di immaginare cosa sarebbe successo se gli insetti dovessero scomparire completamente, gli scienziati hanno trovato parole come: caos, il collasso, Armageddon.

 

Il professor David L. Wagner, entomologo dell’Università del Connecticut, per esempio, ha immaginato che senza insetti ci ritroveremo in un mondo senza fiori, con boschi e campagni immersi nel silenzio. Un mondo gravi problemi di smaltimento: sterco e foglie vecchie e carcasse in decomposizione si accumulerebbero nei bordi delle strade, un mondo di «collasso, decadimento, erosione e perdita che si diffonderà attraverso gli ecosistemi»

 

Edward Osborne Wilson, mirmecologo (cioè, studioso delle formiche) e premio Pulitzer per la divulgazione scientifica, è il fondatore di quella che si chiama sociobiologia, cioè lo studio sistematico delle basi biologiche del comportamento sociale.

 

Wilson non si è tirato indietro nella prospettiva della entomo-apocatastasi: ecco a descrivere un mondo senza insetti dove la maggior parte delle piante e degli animali terrestri si estingue; dove la popolazione dei funghi esplode a dismisura (qualcosa di simile a quello che si vede con quella sorta di terraforming che si vede ne La Guerra dei Mondi di Spielberg) prosperando con la morte e il marciume.

 

La Guerra dei Mondi: forme fungine colonizzano il pianeta sconvolto

 

Tuttavia la specie umana «sopravvive, perché in grado di ricorrere ai grani impollinati dal vento e alla pesca marina» nonostante la carestia massiva e le continue guerre di risorse. «Aggrappati alla sopravvivenza in un mondo devastato e intrappolati in un’epoca oscura ecologica – scrive Wilson nel libro The Creation: An Appeal to Save Life on Earth (2010) – i sopravvissuti offriranno preghiere per il ritorno di erbacce e insetti».

 

L’Antropocene, dice il sociobiologo, sarà sostituito dall’«Eremocene»: l’era della solitudine.

L’Antropocene, dice il sociobiologo, sarà sostituito dall’«Eremocene»: l’era della solitudine.

Per altri, la catastrofe, a guardare attraverso gli occhi degli insetti, è già qui.

 

L’entomologo olandese Hans de Kroon racconta che la vita di molti insetti moderni è una sorta di nomadica sopravvivenza da un’oasi in via di estinzione alla successiva, ma con «un deserto nel mezzo, un deserto velenoso». I poveri insetti come gli ebrei dell’Esodo biblico.

 

L’inquinamento, i pesticidi, forse perfino le onde elettromagnetiche di radio, cellulari e Wi-Fi renderebbero infatti inospitale una grossa fetta della superficie terrestre.

 

Di particolare interesse sono i neonicotinoidi, le neurotossine che si pensava influenzassero solo le colture trattate. Al contrario, è stato rilevato che i neonicotinoidi si sono accumulati nel paesaggio venendo dunque consumati da tutti i tipi di insetti.

 

Si parla della «perdita» delle api come di un disordine: gli alveari colpiti non sono pieni di api morte, ma semplicemente misteriosamente vuoti.

 

Una teoria fondamentale è che l’esposizione alle neurotossine lascia le api incapaci di trovare la strada di casa. È stato dimostrato che anche alveari esposti a bassi livelli di neonicotinoidi raccolgono meno pollini e producono un minor numero di uova e un numero molto minore di regine. Alcuni studi recenti hanno scoperto che, controintuivamente, le api stanno meglio nelle città che in campagna.

 

Il Premio Marzotto, un evento nazionale che premia startup tecnologiche, è stato vinto nel 2017 da 3Bee, una giovane società che sta sensorizzando le arnie degli apicoltori.

 

Impossibile non pensare al terribile episodio finale della terza stagione della serie Black MirrorHated in The Nation») dove le api sono state sostituite da robot-insetto che impollinano i campi salvando la società dal collasso alimentare.

L’artificializzazione degli insetti non è tuttavia una questione di fantascienza distopica. Essa è per l’Esercito della superpotenza americana una realtà fattuale.

 

L’artificializzazione degli insetti non è tuttavia una questione di fantascienza distopica. Essa è per l’Esercito della superpotenza americana una realtà fattuale. Anzi, un progetto.

 

 

Le api sintetiche in Black Mirror

 

 

Il Pentagono arma gli insetti

Scrive William Engdahl che esistono prove evidenti del fatto che il Pentagono, attraverso la sua agenzia di Ricerca & Sviluppo DARPA, stia sviluppando insetti geneticamente modificati che sarebbero in grado di distruggere le colture agricole di un potenziale nemico.

 

Tale voce è stata respinta dalla DARPA, ma i principali biologi hanno lanciato l’allarme su ciò che sta avvenendo utilizzando la nuova tecnologia CRISPR-CAS9, ossia il metodo definitivo di editing genetico che potrebbe essere impiegato in effetti per militarizzare gli insetti.

 

«È come un aggiornamento del 21° secolo della piaga biblica delle cavallette, solo potenzialmente molto peggiore» scrive Engdahl.

«È come un aggiornamento del 21° secolo della piaga biblica delle cavallette, solo potenzialmente molto peggiore»

 

Il nome del programma DARPA è interessante: Insect Allies, «Insetti alleati».

Spiega il dott. Blake Bextine della DARPA che è possibile «sfruttare un sistema di consegna in due fasi (…) per trasferire i geni modificati alle piante» usando gli come insetti vettori dei virus mutageni.

 

Si tratta della via entomologica al gene drive («guida genetica», «genetica direttiva»). Il gene drive è una tecnologia di ingegneria genetica che può propagare una particolare suite di geni in tutta la popolazione di creature. In atto, come vedremo, vi sono già proposte per fornire un mezzo efficace per modificare geneticamente popolazioni specifiche o financo intere specie.

 

 

Nel suo sito internet, la DARPA dichiara (utilizzando un linguaggio che sa di militare e di finanziario al contempo) che  il programma è quello di fornire «contromisure scalabili, rapidamente schierabili, e generalizzabili contro potenziali minacce naturali e artificiali per l’approvvigionamento di cibo con l’obbiettivo di preservare il sistema di raccolto degli Stati Uniti». Anche la bomba atomica, del resto, era una questione di Difesa…

 

In pratica, nell’ambito del progetto DARPA, agenti di alterazione genetica o virus saranno introdotti nella popolazione degli insetti per influenzare direttamente la composizione genetica delle colture. La DARPA prevede di utilizzare cicale, mosche bianche e afidi per introdurre virus selezionati nelle colture.

Nell’ambito del progetto DARPA, agenti di alterazione genetica o virus saranno introdotti nella popolazione degli insetti per influenzare direttamente la composizione genetica delle colture

 

Non poteva mancare, tra le tante dubbie affermazioni, la dichiarazione per cui l’insetto alleato «aiuterà gli agricoltori a combattere i “cambiamenti climatici”».

 

Gli enti di controllo come la Food and Drug Administration (la FDA, la stessa accusata di aver nascosto i dati della presenza del glifosato nei vaccini) stanno chiudendo un occhio, anzi due, fingendo di non vedere la prospettiva di colture costantemente inondate da virus geneticamente modificati.

 

Come ciò possa  ciò alterare la genetica e il sistema immunitario degli umani che dipendono dalle colture, non è domanda che vogliono porsi, né loro né, al momento, la UE, l’ente sovranazionale che determina la curvatura di banane (Regolamento CEE numero 404/93).

 

Guerra biologica con insetti militarizzati

Gli enti di controllo come la Food and Drug Administration (la FDA, la stessa accusata di aver nascosto i dati della presenza del glifosato nei vaccini) stanno chiudendo un occhio, anzi due, fingendo di non vedere la prospettiva di colture costantemente inondate da virus geneticamente modificati.

Un gruppo di scienziati europei ha pubblicato sull’argomento un articolo scientifico nel numero di ottobre 5 della rivista Science. L’autore capofila dello studio è il dottor Guy Reeves dell’Istituto Max Planck Institute di Plön, Germania.

 

Sul sito dello stesso Istituto compare una pagina con titolo inequivocabile: «Un passo verso la guerra biologica con gli insetti?». Sottotitolo: «Un progetto di un’agenzia di ricerca del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti potrebbe facilmente essere utilizzato impropriamente per lo sviluppo di armi biologiche». Sono dei tedeschi, in questo mondo capovolto, a temere la guerra.

 

 

 

L’articolo rileva che il programma «Insetti alleati» «mira a disperdere i virus infettivi geneticamente modificati che sono stati progettati per modificare i cromosomi delle colture direttamente nei campi». Questo è noto come« horizontal inheritance» («ereditarietà orizzontale»), in opposizione al metodo verticale dominante di alterazione degli OGM che produce modifiche generate in laboratorio nei cromosomi delle specie bersaglio per creare varietà di piante OGM.

 

Gli scienziati europei ricordano dunque come la DARPA non abbia presentato motivi convincenti per l’uso degli insetti come mezzo incontrollato di dispersione di virus sintetici nell’ambiente.

 

Inoltre, sostengono che il programma degli «Insetti alleati»potrebbe essere più facilmente utilizzato per la guerra biologica che per un uso agricolo di routine. Il motivo è lineare, è un principio: è più facile distruggere che creare. «È molto più facile uccidere o sterilizzare una pianta usando l’editing genetico piuttosto che renderla resistente agli insetti o alle erbacce».

Il programma degli alleati degli insetti potrebbe essere più facilmente utilizzato per la guerra biologica che per un uso agricolo di routine

 

 

Il lettore pensi alla geopolitica: chi è il più grande produttore al mondo di grano? Sì, è la Russia. Lo stesso Paese che rifiuta in modo sempre più aperto gli OGM…

 

L’articolo di Science sottolinea che non c’è stata alcuna discussione scientifica, per non parlare della supervisione, della sicurezza di tali metodi di modifica genetica in campi aperti o anche se ci sono dei benefici. La Bioetica e le sue Università Pontificie sono ovviamente mutissime.  del resto il loro lavoro, parlare della frittata solo quando le uova sono state sbattute.

La Bioetica e le sue Università Pontificie sono ovviamente mutissime.  del resto il loro lavoro, parlare della frittata solo quando le uova sono state sbattute.

 

Il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti respinge categoricamente qualsiasi test di sicurezza o salute di piante o insetti geneticamente modificati, «di conseguenza, il programma potrebbe essere ampiamente percepito come uno sforzo per sviluppare agenti biologici a scopi ostili e ai loro mezzi di consegna, che, se fosse vero, costituirebbero una violazione della Convenzione sulle armi biologiche ». Finora $27 milioni di dollari dei contribuenti statunitensi sono stati spesi per gli «Insetti alleati».

 

Una cifra tutto sommato modesta conoscendo l’immane budget di cui gode la DARPA, che per il 2018 ha richiesto 3,18 miliardi di dollari. La DARPA, per inciso, studia tutta una serie di tecnologie interessantissime, tra cui la «stimolazione transcranica», ossia la possibilità di influenzare («correggere») il cervello umano con scosse ed onde magnetiche. Con una tecnica del genere sarebbe stato curato dalla dipendenza della cocaina, sostiene l’interessato, Lapo Elkann; ci sono tuttavia casi, alcuni dei quali forse vicini allo scrivente, in cui simili tecniche potrebbero aver portato il paziente alla manìa e financo al suicidio. Ma è materiale per un altro articolo.

Per chi volesse una panoramica sulle allucinanti ricerche della DARPA, consigliamo il recente libro The Pentagon Brain, il più completo e ricco di fonti sull’argomento.

 

A rendere ancora più tetro lo scenario è stato il biologo harvardiano Kevin Esvelt, uno dei primi a suggerire l’uso del gene drive nell’editing genetico delle popolazioni. Forse in un momento di pentimento, Esvelt ha notato come la tecnologia CRISPR confonde le possibilità di «mutazioni protettive»: secondo lo scienziato, anche i gene drive benigni divengono aggressivi. «Anche pochi organismi ingegnerizzati – ha sottolineato – potrebbero irrevocabilmente alterare un ecosistema».

«Anche pochi organismi ingegnerizzati potrebbero irrevocabilmente alterare un ecosistema».

 

Il professor Esvelt ha quindi provato una simulazione al computer, calcolando che un gene modificato risultante «può diffondersi al 99 percento di una popolazione in meno di 10 generazioni e persistere per più di 200 generazioni». In pratica, l’inquinamento definitivo del pool genico di una specie.

 

Come appreso la settimana scorsa, la Cina ha dato ufficialmente il via all’era degli umani bioingegnerizzati, portando alla nascita due embrioni a cui, tramite il CRISPR, è stato alterato il genoma di modo da renderle HIV-resistenti.

 

La cospirazione delle zanzare OGM

Il fatto più clamoroso riguardo all’uso tecno-politico degli insetti è la preparazione della zanzara OGM, un argomento ai più misconosciuto ma sul quale lo scrivente raccoglie materiale da anni, tanto che potrebbe essere necessario un futuro articolo sull’argomento per spiegare l’incredibile, esiziale situazione che si sta via via dipanando nel disinteresse generale.

 

La Fondazione Bill e Melinda Gates stan lautamente finanziando la produzione di zanzare modificate geneticamente, con l’apparente fine di combattere la malaria. Alcuni dei laboratori sono in Italia, a Terni

In breve, la Fondazione Bill e Melinda Gates stan lautamente finanziando la produzione di zanzare modificate geneticamente, con l’apparente fine di combattere la malaria. Alcuni dei laboratori sono in Italia, a Terni. Il progetto, firmato anche dall’Imperial College di Londra, è portato avanti da un italiano, Andrea Crisanti.

 

Il laboratorio delle zanzare geneticamente modificate a Terni

 

Tramite il CRISPR e il gene drive, Gates – che vi ha investito circa 1 miliardo di dollari – vuole creare un’intera popolazione di zanzare che possano generare solo una prole di maschi. Avete capito cosa deve succedere: in una generazione, l’estinzione assoluta. Una popolazione di soli maschi  Niente più zanzare Aedes aegypti, quindi niente più malaria. Il Duce bonificava le paludi, Bill Gates «bonifica» la genetica di un’intera specie – spazzandola via.

 

Guardatelo con i vostri occhi rilascia zanzare nell’aria ad un TED Talk

 

 

È emerso di recente che anche Verily, il braccio di Google che si occupa di «scienze della vita», sta già implementando nella città di Los Angeles un metodo alternativo di combattere la zanzara. La città californiana di Fresno è stata già teatro del primo esperimento; chiaramente si sta preparando la diffusione su scala globale.

 

L’impianto automatico di allevamento di zanzare di Google

 

 

Funziona così: gli insetti succhiasangue vengono  allevati in un ambiente ultra-high-tech, un sistema automatizzato di allevamento delle zanzare creato da Verily  200 miglia a sud di San Francisco. In questa macchina sofisticatissima di precisione millimetrica, i maschi di zanzara vengono infettati dal Wolbachia, un batterio comune. Quando, una volta rilasciate in natura, le 80.000 zanzare maschio infette da Wolbachia allevate in laboratorio si accoppiano con le loro controparti femminili, il risultato è il silenzioso annientamento della loro specie: la prole non arriva mai. Esattamente come il progetto di gene drive di Bill Gates.

 

Insomma, due colossi della modernità elettronica, Google e Microsoft, lavorano alacremente allo stesso obiettivo: l’eliminazione genetica delle zanzare.

Due colossi della modernità elettronica, Google e Microsoft, lavorano alacremente allo stesso obiettivo: l’eliminazione genetica delle zanzare.

 

Uniamo i puntini.

Un primo dato inquietante è che, come noto, Bill e Melinda Gates sono sostenitori accaniti e esibizionisti non solo delle cure forzate sulla popolazione (i vaccini, soprattutto) ma anche dell’eterno mito della sovrappopolazione. La missione di riduzione del numero delle persone viventi deve caricarsi quando si diventa i più ricchi del pianeta (era così per generazioni di Rockefeller, è così per l’ultramiliardario William Buffet, che i Gates hanno tirato dentro nella loro crociata antiumana).

 

Altrettanto inquietante è il fatto che 23andMe, la prima fortunatissima azienda di genomica di consumo (per pochi dollari di analizzano il DNA, ti dicono da dove vieni, quali malattie potresti avere e in alcuni casi ti trovano pure i parenti che non conosci) si stata lanciata e finanziata da Google. L’amministratore delegato è l’ex moglie del fondatore di Google Sergej Brin, Anne Wojcicki. (La sorella Susan è invece CEO di YouTube: tanto per farvi capire quanto vi sono famiglie della morte a controllo delle vostre vite sin dentro alle cellule o al vostro svago).

 

Abbiamo la tendenza di vedere la società degli insetti come una buffa, densa metafora di quella umana. Forse qualcuno è andato oltre: proviamo sugli insetti ciò che un domani proveremo sugli umani.

Come non pensare che una simile tecnica non possa essere usata anche sugli esseri umani? Come non pensare alla prospettiva di una sterilità bioingegnerizzata per limitare la popolazione?

 

Alla mente ritorna un vecchio, bizzarro romanzo italiano, Il Mondo senza donne (1936) di Virgilio Martini, un libro che forse varrebbe la pena di ristampare. In esso si raccontava di un’apocalisse umana in cui un gruppo di omosessuali diffondeva una malattia che uccideva solo le donne; il risultato era un mondo di soli uomini che, dinanzi alla prospettiva dell’estinzione, crollava in una barbarie sempre più africana.

 

Lo abbiamo detto sopra, lo ripetiamo: abbiam la tendenza di vedere la società degli insetti come una buffa, densa metafora di quella umana. Forse qualcuno è andato oltre: proviamo sugli insetti ciò che un domani proveremo sugli umani.

 

Sterminare le zanzare per capire come sterminare l’uomo, colpendo la cosa più preziosa, il suo seme

Sterminare le zanzare per capire come sterminare l’uomo, colpendo la cosa più preziosa, il suo seme. Il Serpente ricorda la promessa di Dio. Il Serpente (Genesi 3,15) conosce il suo nemico:

 

Io porrò inimicizia tra te e la donna,

tra la tua stirpe

e la sua stirpe:

questa ti schiaccerà la testa

e tu le insidierai il calcagno

 

E noi, stirpe della donna, conosciamo il nostro nemico?

 

 

Roberto Dal Bosco

 

Articolo precedentemente apparso su EFFEDIEFFE.

Continua a leggere

Armi biologiche

La Cina aveva ambizioni di armi biologiche molto prima della pandemia

Pubblicato

il

Da

La Cina aveva chiarito le sue ambizioni di armi biologiche molto prima dello scoppio della pandemia di COVID-19, secondo il rappresentante repubblicano dell’Ohio Brad Wenstrup, membro della House Intelligence Committee. Lo riporta Epoch Times.

 

Wenstrup insieme ai repubblicani del House Permanent Select Committee on Intelligence (HPSCI) ha pubblicato un rapporto sulle origini della pandemia di COVID-19 lo scorso 14 dicembre.

 

«Il nostro Dipartimento di Stato ha dichiarato in passato, anche nel 2005, che la Cina è interessata alle armi biologiche offensive» ha detto Wenstrup a NTD, media collegato con Epoch Times.

 

Wenstrup ha anche dato conto del libro intitolato The Unnatural Origin of SARS and New Species of Artificial Humanized Viruses as Genetic Weapons, pubblicato da AMMS nel 2015.

 

«Il libro descriveva come creare coronavirus SARS chimerici armati, la portata potenzialmente più ampia del loro utilizzo rispetto alle armi biologiche tradizionali e i vantaggi di poter negare plausibilmente che tali coronavirus chimerici fossero stati creati artificialmente piuttosto che presenti in natura», afferma il rapporto.

 

Il deputato americano, che è anche medico, ha affermato che l’istituto di ricerca militare aveva collaborato anche con l’Istituto di Virologia di Wuhan, l’organismo al centro della teoria sulle origini della pandemia come fuga del patogeno dal laboratorio.

 

Il Wenstrup ha detto che c’erano «articoli pubblicati con scienziati del Quinto Istituto, così come l’Istituto di Virologia di Wuhan… che combinano i loro militari con le loro altre aree di ricerca».

 

Ha inoltre indicato uno scienziato del Quinto Istituto dell’Esercito di Liberazione del Popolo, il generale Zhou Yusen, che avrebbe lavorato con l’Istituto di Virologia di Wuhan per anni prima della pandemia.

 

Secondo Wenstrup, Zhou era interessato alla «ricerca di guadagno di funzione o alla ricerca chimerica».

 

«In particolare, nella primavera del 2020, quando i casi globali di COVID-19 hanno superato i 7 milioni e i decessi per COVID-19 hanno superato i 400.000, il generale Zhou sarebbe morto in circostanze misteriose», secondo il rapporto del Partito Repubblicano USA.

 

Wenstrup ha specificamente indicato la morte di Zhou in circostanze discutibili, dicendo: «vogliamo sapere cosa sa la comunità dell’intelligence sul suo lavoro, e anche sulla sua morte prematura e le circostanze che lo circondano».

 

Il deputato ha poi sottolineato che la Cina ha costantemente fallito nel collaborare alle indagini sulle origini del COVID-19.

 

«Quando finalmente hanno permesso alle persone di venire in Cina, non le hanno davvero lasciate entrare nel laboratorio e vedere tutto. In effetti, loro [gruppo investigativo] hanno dovuto essere tenuti in quarantena per una o due settimane prima ancora che potessero avere una conversazione», ha detto, riferendosi a un team di scienziati reclutati dall’Organizzazione mondiale della sanità che ha visitato la Cina all’inizio del 2021 per sondare le origini della pandemia.

 

«E curiosamente, l’unica persona che avrebbero permesso dall’America era un signore di nome Peter Daszak, che era con EcoHealth Alliance, che stava ricevendo finanziamenti NIH [National Institutes of Health, l’ente sanitario nazionale USA, ndr], e poi lavorava con i cinesi sul tipo di ricerca sul coronavirus».

 

Come riportato da Renovatio 21, anche il deputato dell’Alabama Mo Brooks l’anno passato aveva dichiarato a Fox News che «il COVID è un’arma biologica creata nel laboratorio delle armi biologiche di Wuhan del Partito Comunista Cinese».

 

Non sono mancate le accuse invertite: un ex segretario politico del presidente malese ha dichiarato a inizio pandemia che il coronavirus era «un’arma biologica americana contro la Cina».

 

Considerazioni simili furono espresse dal portavoce degli Esteri cinese Zhao Lijian, che si chiese se non fossero stati gli americani a portare il COVID alle Olimpiadi militari di Wuhan dell’ottobre 2019. Il Zhao, già considerato capo della fazione aggressiva della nuova diplomazia pechinese, come noto, è stato rimosso dall’incarico pochi giorni fa.

 

A inizio pandemia la Cina fu accusata dal Belgio di «bio-spionaggio».

 

Attualmente non esiste ancora nessun vero meccanismo di verifica per la convenzione sulle armi biologiche.

 

In Italia a parlare approfonditamente del possibile aspetto «militare» del COVID fu il professor Joseph Tritto.

 

Come riportato da Renovatio 21, allo scoppio della pandemia l’esercito cinese è arrivato velocemente all’Istituto di Virologia di Wuhan con il generale Chen, 54 anni, virologa militare accreditata in Cina per lo sviluppo di uno spray nasale che ha contribuito a proteggere gli operatori sanitari dalla sindrome respiratoria acuta grave (SARS) nel 2003 e che ha contribuito in modo significativo al trattamento dell’ebola durante l’epidemia del 2014-2016.

 

 

 

 

Continua a leggere

Armi biologiche

L’OMS potrebbe privare le Nazioni della loro sovranità e creare uno Stato totalitario mondiale: parla un esperto ONU in armi biologiche

Pubblicato

il

Da

Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

 

In un’intervista con The Defender, Francis Boyle, JD, Ph.D., esperto di armi biologiche e professore di diritto internazionale presso l’Università dell’Illinois, ha affermato che le ultime proposte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) potrebbero violare il diritto internazionale. Boyle ha chiesto ai governi federale e statale degli Stati Uniti di uscire immediatamente dall’OMS.

 

 

Negoziati segreti si sono svolti questa settimana a Ginevra, in Svizzera, per discutere gli emendamenti proposti al regolamento sanitario internazionale (RSI) dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), considerato uno strumento vincolante di diritto internazionale.

 

Negoziati simili si sono svolti il ​​mese scorso per redigere un nuovo trattato pandemico dell’OMS.

 

Mentre i due sono spesso confusi, gli emendamenti RSI proposti e il trattato sulla pandemia proposto rappresentano due serie di proposte separate ma correlate che altererebbero sostanzialmente la capacità dell’OMS di rispondere alle «emergenze di salute pubblica» in tutto il mondo e, avvertono i critici, ridurrebbero in modo significativo nazioni della loro sovranità.

Secondo lo scrittore e ricercatore James Roguski, queste due proposte trasformerebbero l’OMS da un’organizzazione consultiva a un organo di governo globale le cui politiche sarebbero legalmente vincolanti.

 

Amplieranno inoltre notevolmente la portata e la portata del RSI, istituiranno un sistema di certificati sanitari globali e «passaporti» e consentiranno all’OMS di imporre esami medici, quarantena e cure.

 

Roguski ha affermato che i documenti proposti darebbero all’OMS il potere sui mezzi di produzione durante una pandemia dichiarata, richiederebbero lo sviluppo di infrastrutture RSI nei «punti di ingresso» (come i confini nazionali), reindirizzerebbero miliardi di dollari al «Complesso industriale ospedaliero-farmaceutico dell’emergenza» e rimuoverebbero la menzione del «rispetto della dignità, dei diritti umani e delle libertà fondamentali delle persone».

 

Francis Boyle, JD, Ph.D., professore di diritto internazionale presso l’Università dell’Illinois, ha affermato che i documenti proposti potrebbero anche contravvenire al diritto internazionale.

 

Boyle, autore di numerosi libri di testo di diritto internazionale ed esperto di armi biologiche che ha redatto il Biological Weapons Anti-Terrorism Act del 1989, ha recentemente parlato con The Defender dei pericoli – e della potenziale illegalità – di questi due documenti proposti.

 

Anche altri importanti analisti hanno lanciato l’allarme.

 

 

Le proposte creerebbero uno «Stato di polizia medico e scientifico totalitario mondiale»

Incontrandosi a Ginevra tra il 9 e il 13 gennaio, il Comitato di revisione del RSI dell’OMS ha lavorato per sviluppare «raccomandazioni tecniche al Direttore generale [dell’OMS] sugli emendamenti proposti dagli Stati parti del RSI», secondo un documento dell’OMS.

 

Il RSI è stato emanato per la prima volta nel 2005, all’indomani della SARS-CoV-1, ed è entrato in vigore nel 2007. Costituisce uno degli unici due trattati legalmente vincolanti che l’OMS ha raggiunto sin dal suo inizio nel 1948: l’altro è la Convenzione quadro sul controllo del tabacco.

 

Come riportato in precedenza da The Defender, il quadro RSI  consente già al direttore generale dell’OMS di dichiarare un’emergenza sanitaria pubblica in qualsiasi paese, senza il consenso del governo di quel paese, sebbene il quadro richieda alle due parti di tentare prima di raggiungere un accordo.

 

Secondo lo stesso documento dell’OMS, le raccomandazioni del comitato di revisione del RSI e del gruppo di lavoro degli Stati membri sugli emendamenti al regolamento sanitario internazionale (2005) (WGIHR) saranno riferite al direttore generale dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus entro metà gennaio, in vista della 76a Assemblea mondiale della sanità dell’OMS a fine maggio.

 

Boyle ha detto di mettere in dubbio la legalità dei suddetti documenti, citando ad esempio il fatto che «il proposto trattato dell’OMS viola la Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati», che è stata ratificata nel 1969, e che Boyle ha descritto come «il diritto internazionale dei trattati per ogni Stato del mondo».

 

Boyle ha spiegato la differenza tra l’ultimo trattato sulla pandemia e le proposte di RSI. «Il trattato dell’OMS istituirebbe un’organizzazione internazionale separata, mentre i regolamenti proposti funzionerebbero nel contesto dell’OMS che abbiamo oggi».

 

Tuttavia, ha detto: «Dopo aver letto entrambi, è una distinzione senza differenze».

 

«L’uno o l’altro istituiranno uno Stato di polizia medico-scientifica totalitario mondiale sotto il controllo di Tedros e dell’OMS, che sono fondamentalmente un’organizzazione di facciata per i Centers for Disease Control and Prevention (CDC), Tony Fauci , Bill Gates, Big Pharma , l’industria della guerra biologica e il governo comunista cinese che paga una buona parte dei loro conti».

 

«O otterranno i regolamenti o otterranno il trattato, ma entrambi sono esistenzialmente pericolosi. Questi sono documenti veramente pericolosi, esistenzialmente pericolosi e insidiosi».

 

Boyle, che ha scritto molto sul diritto internazionale e ha discusso casi per conto di Palestina e Bosnia presso la Corte internazionale di giustizia, ha dichiarato a The Defender di «non aver mai letto trattati e bozze di organizzazioni internazionali così totalmente totalitarie come i regolamenti RSI e il trattato OMS », aggiungendo:

 

«O uno o entrambi istituiranno uno Stato totalitario di polizia medica e scientifica che sarà al di fuori del controllo delle autorità governative nazionali, statali e locali».

 

«Sia i regolamenti RSI che il trattato dell’OMS, per quanto ne so leggendoli, sono specificamente progettati per eludere le autorità governative nazionali, statali e locali quando si tratta di pandemie, il trattamento delle pandemie e includendovi anche i vaccini».

 

I colloqui sia per il trattato sulla pandemia proposto che per gli emendamenti proposti all’RSI sembrano seguire una sequenza temporale simile, al fine di essere sottoposti all’esame durante l’Assemblea mondiale della sanità dell’OMS dal 21 al 30 maggio.

 

«Mi è chiaro che stanno preparando sia i regolamenti che il trattato per l’adozione da parte dell’Assemblea mondiale della sanità nel maggio 2023», ha affermato Boyle. «Ecco dove ci troviamo in questo momento per come la vedo io».

 

Secondo l’OMS, l’International Negotiating Body (INB) che lavora al Trattato sulla pandemia presenterà un «rapporto sui progressi» alla riunione di maggio, in vista della presentazione del suo «risultato finale» alla 77a Assemblea mondiale della sanità nel maggio 2024.

 

 

Boyle: proposta di trattato sulla pandemia giuridicamente vincolante viola il diritto internazionale

Commentando il trattato sulla pandemia, Tedros ha affermato: «Le lezioni della pandemia non devono essere disimparate». Ha descritto l’attuale «bozza zero concettuale» del trattato come «un vero riflesso delle aspirazioni per un paradigma diverso per rafforzare la prevenzione, la preparazione, la risposta e il recupero della pandemia».

 

Roguski, nella sua analisi del «Trattato pandemico», ha avvertito che creerà una «convenzione quadro giuridicamente vincolante che consegnerà all’OMS un’enorme autorità aggiuntiva e legalmente vincolante».

 

In altre parole, i 194 Stati membri dell’OMS «accetterebbero di cedere la loro sovranità nazionale all’OMS». Ciò «amplierebbe notevolmente il ruolo dell’OMS», includendo una «burocrazia completamente nuova», la «Conferenza delle parti», che includerebbe non solo gli Stati membri ma anche «stakeholder rilevanti».

 

Questa nuova burocrazia, secondo Roguski, avrebbe «il potere di analizzare i social media per identificare la cattiva informazione e la disinformazione al fine di contrastarla con la propria propaganda».

 

L’OMS attualmente collabora con numerose organizzazioni di questo tipo, come la società di «verifica dei fatti» NewsGuard, per questi scopi.

 

Roguski ha affermato che il trattato sulla pandemia accelererà anche il processo di approvazione di farmaci e iniettabili, fornirà supporto per la ricerca sul guadagno di funzione, svilupperà un «meccanismo di revisione globale» per supervisionare i sistemi sanitari nazionali, implementerà il concetto di «One Health» e aumentare i finanziamenti per i cosiddetti «esercizi da tavolo» o «simulazioni».

 

«One Health», nato da un’idea dell’OMS, è descritto come «un approccio integrato e unificante per bilanciare e ottimizzare la salute delle persone, degli animali e dell’ambiente» che «mobilita più settori, discipline e comunità» ed «è particolarmente importante per prevenire, prevedere, rilevare e rispondere alle minacce per la salute globale come la pandemia di COVID-19».

 

A loro volta, «esercizi da tavolo» e «simulazioni» come «Event 201», sono stati straordinariamente preveggenti nel «prevedere» le epidemie di COVID-19 e vaiolo delle scimmie prima che si verificassero effettivamente.

 

Roguski ha affermato che il trattato sulla pandemia fornirà una struttura per reindirizzare enormi quantità di denaro «attraverso il capitalismo clientelare verso le società che traggono profitto dalle dichiarazioni di Emergenze sanitarie pubbliche di interesse internazionale» («pandemia») e «l’allarmismo che segue naturalmente tale emergenza dichiarazioni».

 

Boyle ha avvertito che il trattato e le proposte di regolamento RSI vanno ancora oltre. «L’OMS, che è un’organizzazione marcia, corrotta, criminale e spregevole, sarà in grado di emettere ordini che vanno giù per il luccio al tuo medico di base su come dovresti essere trattato nel caso in cui proclamassero una pandemia».

 

Inoltre, ha affermato Boyle, il trattato sulla pandemia sarebbe diverso da molti altri accordi internazionali in quanto entrerebbe in vigore immediatamente. Ha detto a The Defender:

 

«Se leggi il Trattato dell’OMS, alla fine, dice abbastanza chiaramente che entrerà in vigore immediatamente dopo la firma».

 

«Ciò viola i normali processi di ratifica dei trattati a livello internazionale ai sensi della Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati, e anche ai sensi della Costituzione degli Stati Uniti, che richiede al Senato degli Stati Uniti di dare il proprio parere e il proprio consenso ai termini del trattato di due terzi votazione».

 

In effetti, l’articolo 32 del trattato proposto riguardo alla sua «applicazione provvisoria» afferma:

 

«Il [trattato] può essere applicato in via provvisoria da una Parte che acconsenta alla sua applicazione provvisoria dandone comunicazione scritta al Depositario al momento della firma o del deposito del suo strumento di ratifica, accettazione, approvazione, conferma formale o adesione».

 

«Tale applicazione provvisoria entrerà in vigore dalla data di ricezione della notifica da parte del Segretario Generale delle Nazioni Unite».

 

«Chiunque l’abbia redatto sapeva esattamente cosa stavano facendo per metterlo in vigore immediatamente dopo la firma», ha detto Boyle. «Supponendo che l’Assemblea mondiale della sanità adotti il ​​trattato a maggio, Biden può semplicemente ordinare a Fauci o chiunque sia il suo rappresentante di firmare il trattato, che entrerà immediatamente in vigore su base provvisoria», ha aggiunto.

 

«Non conosco, in nessuno dei miei studi approfonditi sui trattati internazionali, per non parlare dei trattati che istituiscono organizzazioni internazionali, di nessuno che contenga una disposizione del genere», ha detto Boyle. «È completamente insidioso».

 

 

Modifiche proposte all’RSI descritte come una «presa di potere» dell’OMS

Secondo Roguski, che ha affermato che l’OMS sta «tentando una presa di potere», gli emendamenti proposti al RSI potrebbero essere ancora più preoccupanti del trattato sulla pandemia.

 

Roguski ha scritto che mentre crede che il trattato sulla pandemia sia «una questione importante», pensa anche che stia «funzionando come un’esca progettata per distrarre le persone dalla minaccia molto più grande e più immediata ai nostri diritti e libertà, che sono la proposta modifiche al Regolamento Sanitario Internazionale».

 

Il Comitato di revisione del RSI che lavora sugli emendamenti proposti «ha iniziato i suoi lavori il 6 ottobre 2022», secondo un documento dell’OMS , e da allora si è riunito cinque volte, comprese le riunioni di questa settimana a Ginevra. L’accesso agli incontri è stato vietato ai non vaccinati.

 

Le proposte finali del Comitato di revisione RSI e del WGIHR saranno presentate a Tedros a metà gennaio e all’Assemblea mondiale della sanità a maggio. Secondo Roguski , «se gli emendamenti proposti vengono presentati alla 76a Assemblea mondiale della sanità, potrebbero essere adottati dalla maggioranza semplice dei 194 paesi membri».

 

Di conseguenza, ha affermato Roguski, rispetto al trattato sulla pandemia proposto, «gli emendamenti al regolamento sanitario internazionale rappresentano una minaccia molto più immediata e diretta alla sovranità di ogni nazione e ai diritti e alle libertà di ogni persona sulla terra».

 

Secondo Roguski, «gli emendamenti proposti mirerebbero a rimuovere 3 aspetti molto importanti delle normative esistenti», tra cui «rimuovere il rispetto della dignità, dei diritti umani e delle libertà fondamentali» dal testo dell’RSI, modificando l’RSI da «non vincolante» a nazioni «legalmente vincolanti» e obbliganti ad «assistere» altre Nazioni.

 

«Essenzialmente, il Comitato di emergenza dell’OMS avrebbe il potere di annullare le azioni intraprese da Nazioni sovrane», ha detto Roguski.

 

Secondo Boyle, analogamente al trattato sulla pandemia, «ancora una volta, Biden può incaricare il suo rappresentante a maggio, ammesso che adottino i regolamenti, di firmare i regolamenti. E poi, l’amministrazione Biden lo tratterà come un accordo internazionale vincolante, proprio come hanno fatto con i regolamenti del 2005», riferendosi all’IHR originale ratificato quell’anno.

 

«Quelli [il RSI del 2005] sono stati firmati e il Dipartimento di Stato americano a quel tempo li considerava un accordo esecutivo internazionale legalmente vincolante che elenca nella pubblicazione ufficiale del Dipartimento di Stato, “Trattati in vigore“» ha aggiunto.

 

«In altre parole, trattano i regolamenti del 2005 come se fossero un trattato che non ha mai ricevuto il parere e il consenso del Senato degli Stati Uniti, e quindi la legge suprema del paese ai sensi dell’articolo 6 della Costituzione degli Stati Uniti che sarebbe vincolante per tutti i governi statali e locali qui negli Stati Uniti, anche se resistono, ai regolamenti RSI o al trattato dell’OMS».

 

Secondo Roguski, «gli emendamenti proposti implementerebbero un gran numero di cambiamenti con cui tutti dovrebbero assolutamente non essere d’accordo».

 

Questi cambiamenti includono «l’ampliamento [drammatico] dell’ambito del regolamento sanitario internazionale dalla gestione dei rischi reali alla gestione di tutto ciò che ha il potenziale di essere un rischio per la salute pubblica», che secondo Roguski «aprirebbe le porte a enormi abusi al di là di qualsiasi cosa abbiamo visto negli ultimi tre anni».

 

Gli emendamenti proposti inoltre sposterebbero l’attenzione dell’OMS «lontano dalla salute delle persone reali» per «dare la preferenza primaria alla resilienza dei sistemi sanitari» e istituirebbero una «autorità nazionale competente» a cui «verrebbe dato un grande potere per implementare gli obblighi previsti da questi regolamenti», ha affermato Roguski.

 

Se gli emendamenti verranno approvati, Roguski ha dichiarato: «l’OMS non avrà più bisogno di consultare alcuna nazione sovrana in cui un evento potrebbe o meno verificarsi all’interno di quella nazione prima di dichiarare che esiste un’emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale all’interno dei confini di quella Nazione».

 

«Allarme[i] di salute pubblica intermedia», «Emergenze di salute pubblica di interesse regionale» e «Avvisi di allerta e risposta a livello mondiale» potrebbero anche essere dichiarati dal direttore generale dell’OMS, mentre l’OMS sarebbe riconosciuta «come l’autorità di indirizzo e coordinamento durante le emergenze internazionali».

 

Durante tali emergenze reali o «potenziali», gli emendamenti autorizzerebbero l’OMS a imporre una varietà di politiche a livello globale, che sarebbero legalmente vincolanti per i paesi membri.

 

Queste politiche potrebbero includere la richiesta di esami medici o la prova di tali esami, la richiesta di prove di vaccinazione, il rifiuto di viaggiare, l’implementazione della quarantena e del tracciamento dei contatti o la richiesta ai viaggiatori di fornire dichiarazioni sanitarie, compilare moduli di localizzazione dei passeggeri e portare certificati sanitari globali digitali.

 

Le «autorità sanitarie competenti» sarebbero inoltre autorizzate a requisire aerei e navi, mentre verrebbero istituite anche reti di sorveglianza per «rilevare rapidamente eventi di salute pubblica» all’interno dei paesi membri, secondo gli emendamenti proposti.

 

L’OMS avrebbe anche il potere di essere coinvolta nella stesura della legislazione sanitaria nazionale.

 

Gli emendamenti proposti conferirebbero all’OMS il potere di sviluppare un «Piano di allocazione», consentendole di requisire i mezzi di produzione di prodotti farmaceutici e altri articoli durante una «emergenza» e obbligherebbero le nazioni sviluppate a fornire «assistenza» alle Nazioni in via di sviluppo.

 

«Gli emendamenti proposti … faciliterebbero l’accesso digitale alle cartelle cliniche private di tutti», ha affermato Roguski, e analogamente alle proposte nel trattato sulla pandemia, «faciliterebbero anche la censura di qualsiasi opinione divergente con il pretesto di cattiva informazione o disinformazione».

 

Roguski ha affermato che le proposte sono state fatte nonostante una «mancanza di input da parte del pubblico in generale» da parte di «delegati sconosciuti e irresponsabili» utilizzando una «terminologia vaga e indefinita» e criteri vaghi «con cui misurare la preparazione».

 

Ha affermato che le proposte «calpesterebbero i nostri diritti e limiterebbero le nostre libertà», compreso il diritto alla privacy, di scegliere o rifiutare il trattamento, di esprimere le proprie opinioni, di proteggere i propri figli, di stare con la famiglia e gli amici e di essere liberi da discriminazioni, compresa la discriminazione sulla base del proprio stato di vaccinazione.

 

«Il carattere definitivo delle decisioni prese dal Comitato di emergenza» previsto dagli emendamenti «sarebbe un attacco diretto alla sovranità nazionale», ha affermato Roguski.

 

 

Come siamo arrivati ​​qui?

Secondo l’OMS , i membri dell’INB – durante un incontro a Ginevra dal 18 al 21 luglio 2022 – hanno raggiunto un «consenso», concordando sul fatto che qualsiasi nuova «convenzione, accordo o altro strumento internazionale sulla prevenzione, preparazione e risposta alla pandemia» sarebbe essere «legalmente vincolante» per gli Stati membri.

 

Per Boyle, questa è la risposta dell’OMS all’«enorme opposizione» alle restrizioni legate al COVID-19 degli ultimi tre anni.

 

«Per quanto posso capire, quello che è successo qui è stato questo: come sapete, c’è stata un’enorme opposizione qui negli Stati Uniti [contro] questi editti totalitari in uscita, e questo sia sotto Trump che Biden» ha detto a The Defender.

 

«Questi editti totalitari che escono dal governo federale, dalla Casa Bianca, dal CDC, da tutti gli altri su questa pandemia e anche dai mandati sui vaccini, c’è un’enorme opposizione di base. E così, per quanto posso dire cosa è successo, questo è culminato con Trump che ci ha ritirato dall’OMS , che penso sia stata una decisione corretta».

 

«Quindi sai, sono un politico indipendente. Sto solo guardando questo soggettivamente. Ora, quello che è successo è stato allora, quando Biden è salito al potere, il suo principale consigliere scientifico era Tony Fauci. Quindi Biden ci ha rimesso nell’OMS e poi ha nominato Fauci rappresentante degli Stati Uniti nel Comitato esecutivo dell’OMS.

 

«Ecco da dove provengono sia i regolamenti RSI che il trattato dell’OMS: per aggirare l’enorme opposizione di base alla gestione degli editti emanati dal governo federale rispetto alla pandemia e agli obblighi sui vaccini».

 

Boyle ha spiegato cosa significherebbe “legalmente vincolante” in questo contesto, se una delle due serie di proposte si avverasse:

 

«Quello che accadrà è che l’OMS presenterà un ordine, questa nuova organizzazione presenterà un ordine che poi invierà a Washington, DC, dopodiché l’amministrazione Biden lo applicherà come obbligo internazionale vincolante degli Stati Uniti d’America America ai sensi dell’articolo 6 della Costituzione degli Stati Uniti, e usurperà le autorità sanitarie statali e locali, che generalmente hanno l’autorità costituzionale di occuparsi della salute pubblica ai sensi del 10° emendamento alla Costituzione degli Stati Uniti».

 

«L’amministrazione Biden sosterrà quindi che i regolamenti o il trattato usurperanno il decimo emendamento alla Costituzione degli Stati Uniti e le autorità sanitarie statali e locali, i governatori, i procuratori generali, le autorità sanitarie pubbliche dovranno obbedire a [qualsiasi] ordine proveniente dall’OMS».

 

Riferendosi alle sue osservazioni sull’illegalità delle due proposte ai sensi della Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati , Boyle ha chiarito che, ai sensi dell’articolo 18 della convenzione, «un trattato non entra in vigore una volta firmato. Quando lo Stato ha firmato il trattato, è solo obbligato ad agire in un modo che non vanifichi l’oggetto e lo scopo del trattato».

 

L’articolo 18 recita:

 

«Uno Stato è obbligato ad astenersi da atti che vanificherebbero l’oggetto e lo scopo di un trattato quando: (a) ha firmato il trattato o ha scambiato gli strumenti che costituiscono il trattato soggetti a ratifica, accettazione o approvazione, fino a quando non avrà effettuato la sua chiara intenzione di non diventare parte del trattato».

 

Secondo Boyle la firma di uno stato «non mette provvisoriamente in vigore il trattato».

 

Boyle ha anche descritto le proposte come «una massiccia presa di potere da parte di Fauci, CDC, OMS, Bill Gates, Big Pharma, l’industria della guerra biologica e Tedros».

 

«Non ho mai visto niente di simile in nessuna delle mie ricerche, scritti, insegnamenti, controversie contro organizzazioni internazionali che risalgono alla Prima Conferenza di pace dell’Aia del 1899, fino ad oggi» ha aggiunto.

 

Roguski e Boyle hanno sostenuto che gli Stati Uniti – e altri Paesi – dovrebbero uscire dall’OMS. Boyle ha detto a The Defender:

 

«Non sono un sostenitore del presidente Trump, ma penso che dobbiamo tornare subito a ritirarci dall’OMS. Nell’ultima sessione del Congresso è stata introdotta una legislazione che ci ha allontanato dall’OMS. Abbiamo bisogno che la legislazione sia reintrodotta immediatamente, in questa nuova sessione del Congresso».

 

«Penso che la Camera dei Rappresentanti debba chiarire che si oppone, che non c’è modo di accettare gli ordini provenienti dall’OMS, dall’Assemblea Mondiale della Sanità [WHA] o da questa nuova organizzazione internazionale contro le pandemie, e che hanno il potere della borsa e che definanzieranno qualsiasi cosa relativa all’OMS».

 

Tuttavia, per Boyle, questa non è solo una questione per i legislatori federali. «Abbiamo bisogno, certamente, che i governi statali qui negli Stati Uniti prendano la posizione che non rispetteranno alcuna decisione proveniente dall’OMS, dall’OMS o da questa nuova organizzazione internazionale contro le pandemie», aggiungendo che ha recentemente formulato tali raccomandazioni al governatore della Florida Ron DeSantis.

 

«Abbiamo bisogno che venga replicato in tutti gli Stati Uniti, stato per stato», ha detto Boyle, «e penso che ne abbiamo bisogno subito perché stanno cercando di far passare rapidamente questi regolamenti dell’OMS e il trattato [pandemia] per l’assemblea dell’OMS a maggio».

 

 

Stretta collaborazione con la Fondazione Gates, altri

Secondo l’OMS, le discussioni dell’INB si stanno svolgendo non solo tra tutti gli Stati membri, ma anche con le «stakeholder rilevanti» elencate nel documento A/INB/2/4 .

 

Chi sono questi stakeholder? Un esempio è GAVI, The Vaccine Alliance, elencato come “Osservatore” insieme a Santa Sede (Vaticano), Palestina e Croce Rossa.

 

Come precedentemente riportato da The DefenderGAVI proclama una missione per «salvare vite e proteggere la salute delle persone» e afferma che «aiuta a vaccinare quasi la metà dei bambini del mondo contro malattie infettive mortali e debilitanti».

 

GAVI descrive la sua partnership principale con varie organizzazioni internazionali, inclusi nomi ormai familiari: l’OMS, l’UNICEF, la Bill & Melinda Gates Foundation e la Banca Mondiale, e con l’Alleanza ID2020, che sostiene l’implementazione dei «passaporti vaccinali».

 

I membri fondatori di ID2020 includono la Gates Foundation, Microsoft e la Rockefeller Foundation.

 

A sua volta, la Gates Foundation, insieme a Bloomberg Philanthropies, la Clinton Health Access Initiative, la Rockefeller Foundation, l’International Air Transport Association (IATA – pensate ai «passaporti vaccinali») e il Population Council — fondato da John D. Rockefeller e noto per i suoi iniziative di «controllo della popolazione» – sono elencate nello stesso documento dell’OMS nell’allegato C come «attori non statali nelle relazioni ufficiali con l’OMS».

 

«Altre parti interessate, come deciso dall’INB, invitate a partecipare [e] parlare alle sessioni aperte delle riunioni dell’INB [e] fornire input all’INB» includono IATA, l’Organizzazione per l’aviazione civile internazionale e il Gruppo della Banca mondiale.

 

«Open Philanthropy» e la Open Society Foundations di George Soros, e «l’organizzazione senza scopo di lucro per la difesa dei consumatori» Public Citizen, sono tra i gruppi elencati nel documento dell’OMS come «altre parti interessate» che possono «fornire input all’INB», insieme a due stati russi – organizzazioni sanitarie affiliate.

 

La principale negoziatrice degli Stati Uniti per il trattato sulla pandemia, Pamela Hamamoto – in precedenza una banca d’affari con Goldman Sachs e Merrill Lynch – «ha contribuito a coordinare le prime risposte all’epidemia di Ebola in Africa occidentale nel 2015… e una risposta rafforzata dell’OMS».

 

La Hamamoto è stato anche «strumentale nel lancio nel 2014 della Global Health Security Agenda» (GHSA), uno «sforzo globale… incentrato sul rafforzamento della capacità mondiale di prevenire, rilevare e rispondere alle minacce di malattie infettive», guidato dal CDC e fondato con lo scopo di accelerare il RSI approvato nel 2005.

 

La Banca mondiale, il Global Health Security Consortium, la Tavola rotonda del settore privato e l’OMS fanno parte del gruppo direttivo della GHSAAstraZeneca e Johnson & Johnson , produttori di vaccini COVID-19, sono membri della tavola rotonda del settore privato.

 

A consigliare la GHSA è il «GHSA Consortium», che comprende all’interno del suo comitato direttivo la Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health (che ha ospitato l’evento 201) e la Nuclear Threat Initiative (NTI).

 

Come riportato in precedenza da The Defender, l’NTI ha organizzato un «esercizio da tavolo» che prevedeva un’epidemia «immaginaria» di vaiolo delle scimmie nel maggio 2022 con notevole precisione. «Open Philanthropy» ha finanziato la relazione finale di questo esercizio.

 

I membri generali del consorzio GHSA includono la Gates Foundation, Amazon Web Services (che ha mantenuto i database di immunizzazione COVID-19 per il CDC ), la Boston University e i National Emerging Infectious Diseases Laboratories (NEIDL) dell’istituto e Emergent BioSolutions.

 

Come precedentemente riportato da The Defender, NEIDL è il luogo in cui è stato recentemente sviluppato «un nuovo ceppo di COVID-19 che ha ucciso l’80% dei topi infettati dal virus».

 

Emergent BioSolutions, che ha prodotto il vaccino Johnson & Johnson e ha raggiunto l’infamia per aver perso un contratto federale da 600 milioni di dollari dopo che milioni di dosi di vaccino sono state rovinate, è collegata alla simulazione dell’antrace Dark Winter del 2001.

 

Nel giugno 2022, con il sostegno degli Stati Uniti, dell’Italia (attuale presidente della GHSA) e dell’allora presidente del G20 Indonesia, la Banca mondiale ha annunciato il lancio di un «fondo pandemico» da 1 miliardo di dollari.

 

Nel novembre 2022, il ministro della Salute indonesiano Budi Gunadi Sadikin, alla riunione del G20 tenutasi a Bali , ha spinto per un «certificato sanitario digitale riconosciuto dall’OMS» internazionale per consentire al pubblico di «muoversi». L’Indonesia è anche un membro permanente del gruppo direttivo della GHSA .

 

 

 

Michael Nevradakis

Ph.D.

 

 

 

© 14 gennaio 2023, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

 

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

Continua a leggere

Armi biologiche

Musk contro Fauci: il Gain of Function «dovrebbe essere chiamato ricerca sulle armi biologiche poiché la sua funzione è la morte»

Pubblicato

il

Da

Elon Musk torna ad attaccare il plenipotenziario pandemico USA Anthony Fauci.

 

In risposta a un post di un utente di Twitter sulla continuazione della ricerca sul guadagno di funzione da parte del dottor Anthony Fauci dopo che l’amministrazione Obama l’aveva bandita a livello nazionale, il nuovo CEO della società Elon Musk ha suggerito che il guadagno di funzione dovrebbe essere chiamato «ricerca sulle armi biologiche» in futuro.

 

Con logica ineccepibile, il Musk nel commento di mercoledì mattina aveva poi affermato che la «funzione» a cui si fa riferimento nel termine è «morte», poiché l’unica cosa che viene fatta è la ricerca per rendere virus e malattie più letali per l’uomo.

 

«Fauci ha aggirato la moratoria sulla ricerca sul guadagno di funzione per finanziare progetti pericolosi come il lavoro di EcoHealth Alliance a Wuhan. Ha poi lavorato internamente per modificare la definizione di GoF [Gain of Function, cioè ricombinazione genetica per il guadagno di funzione, ndr] del NIH [l’ente sanitario nazionale USA, ndr] per eludere la colpevolezza. Nel 2022, ha assegnato più $ a Peter Daszak per ulteriori ricerche GoF», ha scritto l’utente di Twitter Year Zero – Rory Biller.

 

In risposta, Musk ha scritto: «Il “guadagno di funzione” dovrebbe essere chiamato ricerca sulle “armi biologiche”, poiché la funzione a cui si fa riferimento è la morte! Qual è stato il nome cambiato a questa volta?»

 

 

Come riporta Infowars, la conversazione è iniziata dopo che l’investitore Venture Capital Marc Andreessen aveva pubblicato uno screenshot in cui qualcuno chiedeva al popolare sito di intelligenza artificiale ChatGPT se Anthony Fauci avesse mai mentito e il software ha risposto affermando che «non è preciso o giusto dire» che abbia mai mentito. Interessante.

 

A questo post, Musk ha semplicemente risposto con un collegamento a un articolo di Newsweek del 2021 intitolato «Fauci ha detto il “falso” al Congresso sulla ricerca del laboratorio di Wuhan, sembrano mostrare nuovi documenti».

 

 

In aggiunta alla sua risposta a Newsweek, Musk ha sottolineato che la moglie del dottor Fauci sovrintende alla divisione etica del NIH, un fatto sconosciuto ai più.

 

Ha anche pubblicato un articolo di Yahoo News del 2021 toccando il sostegno di Fauci alla ricerca sul guadagno di funzione, scrivendo: «è importante notare che Fauci ha scritto un documento del 2012 sostenendo la ricerca sul guadagno di funzione! Obama ha saggiamente messo in pausa tutto questo, ma Fauci l’ha riavviato».

 

Come riportato da Renovatio 21, nel saggio Fauci diceva che la bioingegneria sul virus vale «il rischio di una pandemia che provoca incidenti in laboratorio.

 

 

 

Successivamente, il nuovo CEO di Twitter ha rivelato che il personale della vecchia azienda aveva effettivamente una bacheca di messaggistica interna chiamata «Fauci Fan Club».

 

Renovatio 21 aveva riportato nel maggio 2020, a pandemia appena iniziata, l’implicazione del governo USA nel laboratorio di Wuhano. Robert F. Kennedy jr. aveva già dato l’allarme sul fatto che «il National Institute of Allergy and Disease Disease (NIAID) presieduto dal Dr. Anthony Fauci ha devoluto 3,7 milioni di dollari agli scienziati del laboratorio di Wuhan». Come avrebbe scritto anni dopo lo stesso Kennedy, il Fauci ha una «storia oscura» che deve essere portata alla luce.

 

La realtà è che i legami tra la sanità statunitense diretta da Fauci e Wuhano sono molto più profondi – e non solo della sanità USA.

 

Come ha detto il senatore del Kentucky Rand Paul, «Fauci potrebbe essere il responsabile dell’intera pandemia».

 

 

 

Continua a leggere

Più popolari