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Armi biologiche

Preparano l’apocalisse degli insetti

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Abbiamo certezza che la ridefinizione dell’umanità passerà attraverso radicali cambiamenti che avverranno nel mondo degli insetti.

 

Gli esseri umani – in particolare alcuni popoli, come quello giapponese – hanno sempre guardato alla società degli insetti, tutta brulicante ma a suo modo ordinatissima e laboriosa, come ad una bizzarra metafora di quella umana. O perfino ad un ideale di organizzazione sociale.

 

La forma di vita degli insetti pare anche visivamente aliena a quella dei vertebrati. Tuttavia, la sua presenza sul pianeta è ineludibile.

 

Gli uomini hanno catalogato almeno un milione di specie di insetti.

Quelle che crediamo di conoscere meglio, in realtà non le conosciamo per niente: ci sono 12.000 tipi di formiche, quasi 20.000 varietà di api, quasi 400.000 specie di coleotteri, così tante che il genetista J.B.S. Haldane (1892–1964), inventore del termine «clone» e gran nemico scientista di C.S. Lewis, ci ha fatto sopra uno scherzo blasfemo: Dio avrebbe «una passione smodata per i coleotteri», visto il loro numero e varietà.

La ridefinizione dell’umanità passerà attraverso radicali cambiamenti che avverranno nel mondo degli insetti

Un lembo di pochi centimetri di terreno sano, a pochissimi centimetri di profondità, potrebbe facilmente essere la dimora di 200 specie uniche di acari, ognuno impegnato in un lavoro diverso.

 

Eppure gli entomologi stimano che tutta questa varietà incredibile, assurda e sottovalutata rappresenti forse solo il 20% dell’attuale diversità di insetti sul nostro pianeta. Essi ritengono che ci siano milioni e milioni di specie che sono completamente sconosciute alla scienza.

 

Il pianeta Terra è insomma un pianeta degli insetti. Come l’uomo, e prima dell’uomo, essi per disegno diabolico stanno andando incontro al medesimo destino: estinzione, ingegneria genetica, guerra.

 

Il parabrezza pulito come segno apocalittico

Lo chiamano windshield phenomenon, il fenomeno del parabrezza.

Il termine è stato popolarizzato nel 2017. L’espressione viene utilizzata per descrivere la mancanza di insetti spiaccicati sul parabrezza delle auto, segno ineluttabile – dicono i propositori – di una popolazione di insetti che si assottiglia fino a sparire.

 

A lanciare l’allarme fu un paper di un’oscura società entomologica tedesca, la Entomologischer Verein Krefeld (Società entomologica di Krefeld). Il generoso ente – basato per lo più su lavori di appassionati – aveva messo a fuoco il problema della possibile sparizione degli insetti, calcolando  «un declino di più del 75% in oltre 27 anni di biomassa totale di insetti volanti nelle aree protette».

 

Lo studio tedesco ha rilevato che guardando i picchi della popolazione in piena estate, il calo è stato dell’82%.

Il pianeta Terra è insomma un pianeta degli insetti. Come l’uomo, e prima dell’uomo, essi per disegno diabolico stanno andando incontro al medesimo destino: estinzione, ingegneria genetica, guerra.

 

Non è la prima volta che grida di dolore per i nostri amici invertebrati si levano nel mondo dell’alta cultura. Pensate al violento intellettuale pedofilo Pier Paolo Pasolini, che cavalcò a suo tempo il mito della «scomparsa delle lucciole». In un articolo sul Corriere del 1 febbraio 1975, il poeta pederasta scrisse « gli uomini di potere democristiani sono passati dalla “fase delle lucciole” alla “fase della scomparsa delle lucciole” senza accorgersene. Per quanto ciò possa sembrare prossimo alla criminalità la loro inconsapevolezza su questo punto è stata assoluta; non hanno sospettato minimamente che il potere, che essi detenevano e gestivano, non stava semplicemente subendo una “normale” evoluzione, ma sta cambiando radicalmente natura».

 

In breve, per il protoambientalismo comunista del regista molestatore, la supposta sparizione del coleottero bioluminescente (che invero vediamo tutt’ora in giro d’estate) serviva ad una tirata politica, una dimostrazione della sua tesi di politica spicciola, davvero scema a guardarla oggidì, per cui «la continuità tra fascismo fascista e fascismo democristiano è completa e assoluta».

 

La sparizione degli insetti è quindi un possibile strumento politico: Pasolini lo usava per la sua bega nazionale; è facile pensare invece che il campanello d’allarme della Krefeld (ripreso su tutti i giornali, dal NYT che ha impaginato una lenzuolata, al Washington Post e molte altre testate) serva, forse in modo più plastico, agli stessi fini dell’allarme per il cosiddetto «cambiamento climatico» (che fino a pochi anni fa era «riscaldamento globale»): la depopolazione umana.

 

L’algoritmo della grande riduzione lo conoscete tutti: l’inquinamento uccide la natura, l’uomo inquina, quindi facciamo nascere meno uomini. Meglio milioni di insetti che qualche migliaio di uomini: sì, siamo dinanzi ad un estremo animalismo entomomorfo.

 

L’algoritmo della grande riduzione lo conoscete tutti: l’inquinamento uccide la natura, l’uomo inquina, quindi facciamo nascere meno uomini. Meglio milioni di insetti che qualche migliaio di uomini: sì, siamo dinanzi ad un estremo animalismo entomomorfo.

Non è un caso, per inciso, che l’autore del libro che più di ogni altro introdusse l’idea della sovrappopolazione terrestre (The Population Bomb, 1968) sia un entomologo. Il leggendario Paul R. Ehrlich, che perse ogni previsione catastrofista sulla fine dell’umanità a causa dei troppi figli, lo pensavamo dimenticato, quando poi a ritirarlo fuori dal nulla invitandolo a San Pietro (!) è stato il nuovo Vaticano.

 

Tornando dagli umani e gli invertebrati, le previsioni apocalittiche sulla sparizione degli insetti non sono nuove. Quando è stato chiesto di immaginare cosa sarebbe successo se gli insetti dovessero scomparire completamente, gli scienziati hanno trovato parole come: caos, il collasso, Armageddon.

 

Il professor David L. Wagner, entomologo dell’Università del Connecticut, per esempio, ha immaginato che senza insetti ci ritroveremo in un mondo senza fiori, con boschi e campagni immersi nel silenzio. Un mondo gravi problemi di smaltimento: sterco e foglie vecchie e carcasse in decomposizione si accumulerebbero nei bordi delle strade, un mondo di «collasso, decadimento, erosione e perdita che si diffonderà attraverso gli ecosistemi»

 

Edward Osborne Wilson, mirmecologo (cioè, studioso delle formiche) e premio Pulitzer per la divulgazione scientifica, è il fondatore di quella che si chiama sociobiologia, cioè lo studio sistematico delle basi biologiche del comportamento sociale.

 

Wilson non si è tirato indietro nella prospettiva della entomo-apocatastasi: ecco a descrivere un mondo senza insetti dove la maggior parte delle piante e degli animali terrestri si estingue; dove la popolazione dei funghi esplode a dismisura (qualcosa di simile a quello che si vede con quella sorta di terraforming che si vede ne La Guerra dei Mondi di Spielberg) prosperando con la morte e il marciume.

 

La Guerra dei Mondi: forme fungine colonizzano il pianeta sconvolto

 

Tuttavia la specie umana «sopravvive, perché in grado di ricorrere ai grani impollinati dal vento e alla pesca marina» nonostante la carestia massiva e le continue guerre di risorse. «Aggrappati alla sopravvivenza in un mondo devastato e intrappolati in un’epoca oscura ecologica – scrive Wilson nel libro The Creation: An Appeal to Save Life on Earth (2010) – i sopravvissuti offriranno preghiere per il ritorno di erbacce e insetti».

 

L’Antropocene, dice il sociobiologo, sarà sostituito dall’«Eremocene»: l’era della solitudine.

L’Antropocene, dice il sociobiologo, sarà sostituito dall’«Eremocene»: l’era della solitudine.

Per altri, la catastrofe, a guardare attraverso gli occhi degli insetti, è già qui.

 

L’entomologo olandese Hans de Kroon racconta che la vita di molti insetti moderni è una sorta di nomadica sopravvivenza da un’oasi in via di estinzione alla successiva, ma con «un deserto nel mezzo, un deserto velenoso». I poveri insetti come gli ebrei dell’Esodo biblico.

 

L’inquinamento, i pesticidi, forse perfino le onde elettromagnetiche di radio, cellulari e Wi-Fi renderebbero infatti inospitale una grossa fetta della superficie terrestre.

 

Di particolare interesse sono i neonicotinoidi, le neurotossine che si pensava influenzassero solo le colture trattate. Al contrario, è stato rilevato che i neonicotinoidi si sono accumulati nel paesaggio venendo dunque consumati da tutti i tipi di insetti.

 

Si parla della «perdita» delle api come di un disordine: gli alveari colpiti non sono pieni di api morte, ma semplicemente misteriosamente vuoti.

 

Una teoria fondamentale è che l’esposizione alle neurotossine lascia le api incapaci di trovare la strada di casa. È stato dimostrato che anche alveari esposti a bassi livelli di neonicotinoidi raccolgono meno pollini e producono un minor numero di uova e un numero molto minore di regine. Alcuni studi recenti hanno scoperto che, controintuivamente, le api stanno meglio nelle città che in campagna.

 

Il Premio Marzotto, un evento nazionale che premia startup tecnologiche, è stato vinto nel 2017 da 3Bee, una giovane società che sta sensorizzando le arnie degli apicoltori.

 

Impossibile non pensare al terribile episodio finale della terza stagione della serie Black MirrorHated in The Nation») dove le api sono state sostituite da robot-insetto che impollinano i campi salvando la società dal collasso alimentare.

L’artificializzazione degli insetti non è tuttavia una questione di fantascienza distopica. Essa è per l’Esercito della superpotenza americana una realtà fattuale.

 

L’artificializzazione degli insetti non è tuttavia una questione di fantascienza distopica. Essa è per l’Esercito della superpotenza americana una realtà fattuale. Anzi, un progetto.

 

 

Le api sintetiche in Black Mirror

 

 

Il Pentagono arma gli insetti

Scrive William Engdahl che esistono prove evidenti del fatto che il Pentagono, attraverso la sua agenzia di Ricerca & Sviluppo DARPA, stia sviluppando insetti geneticamente modificati che sarebbero in grado di distruggere le colture agricole di un potenziale nemico.

 

Tale voce è stata respinta dalla DARPA, ma i principali biologi hanno lanciato l’allarme su ciò che sta avvenendo utilizzando la nuova tecnologia CRISPR-CAS9, ossia il metodo definitivo di editing genetico che potrebbe essere impiegato in effetti per militarizzare gli insetti.

 

«È come un aggiornamento del 21° secolo della piaga biblica delle cavallette, solo potenzialmente molto peggiore» scrive Engdahl.

«È come un aggiornamento del 21° secolo della piaga biblica delle cavallette, solo potenzialmente molto peggiore»

 

Il nome del programma DARPA è interessante: Insect Allies, «Insetti alleati».

Spiega il dott. Blake Bextine della DARPA che è possibile «sfruttare un sistema di consegna in due fasi (…) per trasferire i geni modificati alle piante» usando gli come insetti vettori dei virus mutageni.

 

Si tratta della via entomologica al gene drive («guida genetica», «genetica direttiva»). Il gene drive è una tecnologia di ingegneria genetica che può propagare una particolare suite di geni in tutta la popolazione di creature. In atto, come vedremo, vi sono già proposte per fornire un mezzo efficace per modificare geneticamente popolazioni specifiche o financo intere specie.

 

 

Nel suo sito internet, la DARPA dichiara (utilizzando un linguaggio che sa di militare e di finanziario al contempo) che  il programma è quello di fornire «contromisure scalabili, rapidamente schierabili, e generalizzabili contro potenziali minacce naturali e artificiali per l’approvvigionamento di cibo con l’obbiettivo di preservare il sistema di raccolto degli Stati Uniti». Anche la bomba atomica, del resto, era una questione di Difesa…

 

In pratica, nell’ambito del progetto DARPA, agenti di alterazione genetica o virus saranno introdotti nella popolazione degli insetti per influenzare direttamente la composizione genetica delle colture. La DARPA prevede di utilizzare cicale, mosche bianche e afidi per introdurre virus selezionati nelle colture.

Nell’ambito del progetto DARPA, agenti di alterazione genetica o virus saranno introdotti nella popolazione degli insetti per influenzare direttamente la composizione genetica delle colture

 

Non poteva mancare, tra le tante dubbie affermazioni, la dichiarazione per cui l’insetto alleato «aiuterà gli agricoltori a combattere i “cambiamenti climatici”».

 

Gli enti di controllo come la Food and Drug Administration (la FDA, la stessa accusata di aver nascosto i dati della presenza del glifosato nei vaccini) stanno chiudendo un occhio, anzi due, fingendo di non vedere la prospettiva di colture costantemente inondate da virus geneticamente modificati.

 

Come ciò possa  ciò alterare la genetica e il sistema immunitario degli umani che dipendono dalle colture, non è domanda che vogliono porsi, né loro né, al momento, la UE, l’ente sovranazionale che determina la curvatura di banane (Regolamento CEE numero 404/93).

 

Guerra biologica con insetti militarizzati

Gli enti di controllo come la Food and Drug Administration (la FDA, la stessa accusata di aver nascosto i dati della presenza del glifosato nei vaccini) stanno chiudendo un occhio, anzi due, fingendo di non vedere la prospettiva di colture costantemente inondate da virus geneticamente modificati.

Un gruppo di scienziati europei ha pubblicato sull’argomento un articolo scientifico nel numero di ottobre 5 della rivista Science. L’autore capofila dello studio è il dottor Guy Reeves dell’Istituto Max Planck Institute di Plön, Germania.

 

Sul sito dello stesso Istituto compare una pagina con titolo inequivocabile: «Un passo verso la guerra biologica con gli insetti?». Sottotitolo: «Un progetto di un’agenzia di ricerca del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti potrebbe facilmente essere utilizzato impropriamente per lo sviluppo di armi biologiche». Sono dei tedeschi, in questo mondo capovolto, a temere la guerra.

 

 

 

L’articolo rileva che il programma «Insetti alleati» «mira a disperdere i virus infettivi geneticamente modificati che sono stati progettati per modificare i cromosomi delle colture direttamente nei campi». Questo è noto come« horizontal inheritance» («ereditarietà orizzontale»), in opposizione al metodo verticale dominante di alterazione degli OGM che produce modifiche generate in laboratorio nei cromosomi delle specie bersaglio per creare varietà di piante OGM.

 

Gli scienziati europei ricordano dunque come la DARPA non abbia presentato motivi convincenti per l’uso degli insetti come mezzo incontrollato di dispersione di virus sintetici nell’ambiente.

 

Inoltre, sostengono che il programma degli «Insetti alleati»potrebbe essere più facilmente utilizzato per la guerra biologica che per un uso agricolo di routine. Il motivo è lineare, è un principio: è più facile distruggere che creare. «È molto più facile uccidere o sterilizzare una pianta usando l’editing genetico piuttosto che renderla resistente agli insetti o alle erbacce».

Il programma degli alleati degli insetti potrebbe essere più facilmente utilizzato per la guerra biologica che per un uso agricolo di routine

 

 

Il lettore pensi alla geopolitica: chi è il più grande produttore al mondo di grano? Sì, è la Russia. Lo stesso Paese che rifiuta in modo sempre più aperto gli OGM…

 

L’articolo di Science sottolinea che non c’è stata alcuna discussione scientifica, per non parlare della supervisione, della sicurezza di tali metodi di modifica genetica in campi aperti o anche se ci sono dei benefici. La Bioetica e le sue Università Pontificie sono ovviamente mutissime.  del resto il loro lavoro, parlare della frittata solo quando le uova sono state sbattute.

La Bioetica e le sue Università Pontificie sono ovviamente mutissime.  del resto il loro lavoro, parlare della frittata solo quando le uova sono state sbattute.

 

Il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti respinge categoricamente qualsiasi test di sicurezza o salute di piante o insetti geneticamente modificati, «di conseguenza, il programma potrebbe essere ampiamente percepito come uno sforzo per sviluppare agenti biologici a scopi ostili e ai loro mezzi di consegna, che, se fosse vero, costituirebbero una violazione della Convenzione sulle armi biologiche ». Finora $27 milioni di dollari dei contribuenti statunitensi sono stati spesi per gli «Insetti alleati».

 

Una cifra tutto sommato modesta conoscendo l’immane budget di cui gode la DARPA, che per il 2018 ha richiesto 3,18 miliardi di dollari. La DARPA, per inciso, studia tutta una serie di tecnologie interessantissime, tra cui la «stimolazione transcranica», ossia la possibilità di influenzare («correggere») il cervello umano con scosse ed onde magnetiche. Con una tecnica del genere sarebbe stato curato dalla dipendenza della cocaina, sostiene l’interessato, Lapo Elkann; ci sono tuttavia casi, alcuni dei quali forse vicini allo scrivente, in cui simili tecniche potrebbero aver portato il paziente alla manìa e financo al suicidio. Ma è materiale per un altro articolo.

Per chi volesse una panoramica sulle allucinanti ricerche della DARPA, consigliamo il recente libro The Pentagon Brain, il più completo e ricco di fonti sull’argomento.

 

A rendere ancora più tetro lo scenario è stato il biologo harvardiano Kevin Esvelt, uno dei primi a suggerire l’uso del gene drive nell’editing genetico delle popolazioni. Forse in un momento di pentimento, Esvelt ha notato come la tecnologia CRISPR confonde le possibilità di «mutazioni protettive»: secondo lo scienziato, anche i gene drive benigni divengono aggressivi. «Anche pochi organismi ingegnerizzati – ha sottolineato – potrebbero irrevocabilmente alterare un ecosistema».

«Anche pochi organismi ingegnerizzati potrebbero irrevocabilmente alterare un ecosistema».

 

Il professor Esvelt ha quindi provato una simulazione al computer, calcolando che un gene modificato risultante «può diffondersi al 99 percento di una popolazione in meno di 10 generazioni e persistere per più di 200 generazioni». In pratica, l’inquinamento definitivo del pool genico di una specie.

 

Come appreso la settimana scorsa, la Cina ha dato ufficialmente il via all’era degli umani bioingegnerizzati, portando alla nascita due embrioni a cui, tramite il CRISPR, è stato alterato il genoma di modo da renderle HIV-resistenti.

 

La cospirazione delle zanzare OGM

Il fatto più clamoroso riguardo all’uso tecno-politico degli insetti è la preparazione della zanzara OGM, un argomento ai più misconosciuto ma sul quale lo scrivente raccoglie materiale da anni, tanto che potrebbe essere necessario un futuro articolo sull’argomento per spiegare l’incredibile, esiziale situazione che si sta via via dipanando nel disinteresse generale.

 

La Fondazione Bill e Melinda Gates stan lautamente finanziando la produzione di zanzare modificate geneticamente, con l’apparente fine di combattere la malaria. Alcuni dei laboratori sono in Italia, a Terni

In breve, la Fondazione Bill e Melinda Gates stan lautamente finanziando la produzione di zanzare modificate geneticamente, con l’apparente fine di combattere la malaria. Alcuni dei laboratori sono in Italia, a Terni. Il progetto, firmato anche dall’Imperial College di Londra, è portato avanti da un italiano, Andrea Crisanti.

 

Il laboratorio delle zanzare geneticamente modificate a Terni

 

Tramite il CRISPR e il gene drive, Gates – che vi ha investito circa 1 miliardo di dollari – vuole creare un’intera popolazione di zanzare che possano generare solo una prole di maschi. Avete capito cosa deve succedere: in una generazione, l’estinzione assoluta. Una popolazione di soli maschi  Niente più zanzare Aedes aegypti, quindi niente più malaria. Il Duce bonificava le paludi, Bill Gates «bonifica» la genetica di un’intera specie – spazzandola via.

 

Guardatelo con i vostri occhi rilascia zanzare nell’aria ad un TED Talk

 

 

È emerso di recente che anche Verily, il braccio di Google che si occupa di «scienze della vita», sta già implementando nella città di Los Angeles un metodo alternativo di combattere la zanzara. La città californiana di Fresno è stata già teatro del primo esperimento; chiaramente si sta preparando la diffusione su scala globale.

 

L’impianto automatico di allevamento di zanzare di Google

 

 

Funziona così: gli insetti succhiasangue vengono  allevati in un ambiente ultra-high-tech, un sistema automatizzato di allevamento delle zanzare creato da Verily  200 miglia a sud di San Francisco. In questa macchina sofisticatissima di precisione millimetrica, i maschi di zanzara vengono infettati dal Wolbachia, un batterio comune. Quando, una volta rilasciate in natura, le 80.000 zanzare maschio infette da Wolbachia allevate in laboratorio si accoppiano con le loro controparti femminili, il risultato è il silenzioso annientamento della loro specie: la prole non arriva mai. Esattamente come il progetto di gene drive di Bill Gates.

 

Insomma, due colossi della modernità elettronica, Google e Microsoft, lavorano alacremente allo stesso obiettivo: l’eliminazione genetica delle zanzare.

Due colossi della modernità elettronica, Google e Microsoft, lavorano alacremente allo stesso obiettivo: l’eliminazione genetica delle zanzare.

 

Uniamo i puntini.

Un primo dato inquietante è che, come noto, Bill e Melinda Gates sono sostenitori accaniti e esibizionisti non solo delle cure forzate sulla popolazione (i vaccini, soprattutto) ma anche dell’eterno mito della sovrappopolazione. La missione di riduzione del numero delle persone viventi deve caricarsi quando si diventa i più ricchi del pianeta (era così per generazioni di Rockefeller, è così per l’ultramiliardario William Buffet, che i Gates hanno tirato dentro nella loro crociata antiumana).

 

Altrettanto inquietante è il fatto che 23andMe, la prima fortunatissima azienda di genomica di consumo (per pochi dollari di analizzano il DNA, ti dicono da dove vieni, quali malattie potresti avere e in alcuni casi ti trovano pure i parenti che non conosci) si stata lanciata e finanziata da Google. L’amministratore delegato è l’ex moglie del fondatore di Google Sergej Brin, Anne Wojcicki. (La sorella Susan è invece CEO di YouTube: tanto per farvi capire quanto vi sono famiglie della morte a controllo delle vostre vite sin dentro alle cellule o al vostro svago).

 

Abbiamo la tendenza di vedere la società degli insetti come una buffa, densa metafora di quella umana. Forse qualcuno è andato oltre: proviamo sugli insetti ciò che un domani proveremo sugli umani.

Come non pensare che una simile tecnica non possa essere usata anche sugli esseri umani? Come non pensare alla prospettiva di una sterilità bioingegnerizzata per limitare la popolazione?

 

Alla mente ritorna un vecchio, bizzarro romanzo italiano, Il Mondo senza donne (1936) di Virgilio Martini, un libro che forse varrebbe la pena di ristampare. In esso si raccontava di un’apocalisse umana in cui un gruppo di omosessuali diffondeva una malattia che uccideva solo le donne; il risultato era un mondo di soli uomini che, dinanzi alla prospettiva dell’estinzione, crollava in una barbarie sempre più africana.

 

Lo abbiamo detto sopra, lo ripetiamo: abbiam la tendenza di vedere la società degli insetti come una buffa, densa metafora di quella umana. Forse qualcuno è andato oltre: proviamo sugli insetti ciò che un domani proveremo sugli umani.

 

Sterminare le zanzare per capire come sterminare l’uomo, colpendo la cosa più preziosa, il suo seme

Sterminare le zanzare per capire come sterminare l’uomo, colpendo la cosa più preziosa, il suo seme. Il Serpente ricorda la promessa di Dio. Il Serpente (Genesi 3,15) conosce il suo nemico:

 

Io porrò inimicizia tra te e la donna,

tra la tua stirpe

e la sua stirpe:

questa ti schiaccerà la testa

e tu le insidierai il calcagno

 

E noi, stirpe della donna, conosciamo il nostro nemico?

 

 

Roberto Dal Bosco

 

Articolo precedentemente apparso su EFFEDIEFFE.

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Armi biologiche

Fauci ha finanziato la ricerca che ha dato origine al COVID: cosa dicono i documenti secretati dalla Gabbard

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Una serie di comunicazioni e documenti resi pubblici dalla direttrice uscente dell’intelligence nazionale, Tulsi Gabbard, dimostrano che il dottor Anthony Fauci «ha fornito milioni di dollari dei contribuenti statunitensi per finanziare pericolose ricerche di tipo gain-of-function» sui coronavirus dei pipistrelli presso l’Istituto di Virologia di Wuhan (WIV) e che Fauci «ha mentito al Congresso».

 

La Gabbard ha fatto le sue dichiarazioni in un video divenuto virale sui social media, già visto da milioni di persone.

 

«Oggi, nel mio ultimo giorno come Direttore dell’Intelligence Nazionale, sto rendendo pubbliche comunicazioni e documenti inediti che svelano come il Dottor Fauci abbia fornito milioni di dollari dei contribuenti statunitensi per finanziare pericolose ricerche di “guadagno di funzione” presso il laboratorio di Wuhan, abbia collaborato con elementi politicizzati all’interno della comunità dell’Intelligence per sopprimere la verità sulle sue azioni e nascondere le origini della fuga di laboratorio del virus, e abbia mentito al Congresso sotto giuramento nel 2024. È ora che conosciate la verità.»

 


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Secondo una dichiarazione rilasciata dall’ufficio di Gabbard (ODNI), i documenti appena pubblicati «svelano il ruolo diretto di Fauci nell’influenzare e manipolare le valutazioni della comunità dell’intelligence (IC) sul COVID-19 e come Fauci abbia mentito al Congresso nel 2024, quando sotto giuramento negò di essere a conoscenza o di aver partecipato a discussioni con funzionari dell’intelligence sulla ricerca virale».

 

«La pandemia di COVID-19 ha causato enormi difficoltà e sofferenze a milioni di nostri concittadini americani e a innumerevoli persone in tutto il mondo. Dopo anni di menzogne, censura e insabbiamenti, il popolo americano merita trasparenza, verità e responsabilità», ha dichiarato la Gabbarda.

 

«Le tattiche utilizzate per nascondere la verità provengono direttamente dal manuale del deep state: leader politicizzati e opportunisti come il dottor Fauci hanno insabbiato le proprie malefatte e gli abusi di potere, manipolato i dati dell’intelligence, mentito al Congresso e minato l’autorità di un presidente regolarmente eletto», ha aggiunto.

 

Nella sua dichiarazione, l’ODNI ha affermato che i documenti pubblicati sono il risultato di un processo di declassificazione durato un anno, condotto da Gabbard a sostegno del mandato di massima trasparenza del Presidente Trump. «Durante questo processo, i funzionari dell’ODNI hanno raccolto testimonianze da diversi informatori della comunità dell’intelligence (IC) che hanno denunciato ritorsioni per aver contestato la manipolazione delle informazioni sull’origine del virus da parte dell’IC. Ciò ha rivelato un chiaro schema di soppressione del dissenso, di silenziamento dei critici e di occultamento di prove che hanno minato l’integrità dell’IC e danneggiato il popolo americano.»

 

La dichiarazione spiega che gli stretti rapporti di Fauci con la comunità dell’Intelligence gli hanno permesso di «assumere tre ruoli chiave durante la pandemia che lo hanno protetto da controlli, consentendogli al contempo di esercitare un’influenza sproporzionata»: Fauci ha finanziato ricerche rischiose sul coronavirus legate alle grandi aziende farmaceutiche e alla ricerca di «vaccini universali» per un valore di migliaia di miliardi di dollari; Fauci era il consulente dietro le quinte che, con i suoi esperti scelti personalmente, ha spinto la comunità internazionale ad avallare un’origine naturale, animale, per nascondere la sua pericolosa ricerca.; Fauci è diventato l’«esperto» nazionale della pandemia e ha diffuso pubblicamente menzogne, disinformazione e censura.

 

L’ODNI ha inoltre spiegato che la corrispondenza appena resa pubblica contraddice direttamente la testimonianza resa da Fauci nel 2024 alla Sottocommissione speciale della Camera sulla pandemia di coronavirus.

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In quell’udienza, sotto giuramento, a Fauci è stato ripetutamente chiesto se avesse parlato con «FBI, CIA, DIA o qualsiasi altra agenzia di intelligence statunitense in merito alla ricerca sui virus» prima, durante o dopo la pandemia. Fauci ha ripetutamente eluso le domande, prima di affermare falsamente: «a mia conoscenza, no, riguardo al COVID».

 

La dichiarazione dell’ODNI afferma inoltre che «le testimonianze di numerosi informatori rivelano che gli analisti dell’intelligence che hanno contestato le conclusioni di Fauci sull’origine del COVID hanno subito minacce di ritorsioni, sono stati emarginati e spesso hanno subito battute d’arresto nella carriera. Ciò ha messo a tacere il dissenso e ha favorito una cultura in cui la verità è stata sacrificata al conformismo e le prove credibili sono state insabbiate».

 

Segnalazioni di informatori che la Gabbard ha riportato all’Ispettore Generale della Comunità dell’Intelligence comprendono: il caso di un appaltatore licenziato pochi giorni dopo essersi rivolto all’ODNI in qualità di informatore; i dirigenti che ricordano agli analisti che sostenevano l’ipotesi della fuga dal laboratorio che sarebbe stata la leadership a decidere quali analisti sarebbero stati promossi (il messaggio era chiaro: dissentire da un risultato manipolato avrebbe compromesso la carriera); i dirigenti di alto livello avrebbero eretto degli ostacoli per i whistleblower, eliminando l’anonimato dal processo di denuncia e insistendo sulla presenza di manager o avvocati alle riunioni dell’ODNI, creando un clima di intimidazione.

 

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Immagine di Christopher Michel via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International

 

 

 

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Armi biologiche

Laboratori biologici finanziati dagli Stati Uniti in oltre 30 Paesi: molti hanno condotto esperimenti con agenti patogeni altamente contagiosi

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.   Secondo documenti declassificati e resi pubblici la scorsa settimana dalla direttrice uscente dell’intelligence nazionale, Tulsi Gabbard, molti ricercatori sono attualmente o sono stati in passato impegnati in ricerche che utilizzano «agenti patogeni pericolosi e altamente contagiosi», come si legge in una dichiarazione. Circa un terzo si trova in Ucraina ed è «vulnerabile alle minacce di lunga data di attacchi, sequestri o danni da parte della Russia».   Secondo documenti declassificati e resi pubblici dalla direttrice uscente dell’intelligence nazionale, Tulsi Gabbard, gli Stati Uniti hanno finanziato oltre 120 laboratori biologici in più di 30 Paesi.   «Molti di questi laboratori biologici finanziati dal governo statunitense sono attualmente o sono stati in passato impegnati in ricerche che utilizzano agenti patogeni pericolosi e altamente contagiosi, in alcuni casi comprese pericolose ricerche di tipo ‘Gain-of-Function’, con pochissima visibilità o supervisione», ha dichiarato l’ufficio di Gabbard in un comunicato.   Circa un terzo dei laboratori biologici si trova in Ucraina ed è «vulnerabile alle minacce di lunga data di attacchi, sequestri o danneggiamenti da parte della Russia», ha affermato Gabbard.   Alcuni esperti hanno dichiarato a The Defender che i documenti non rivelavano nulla di nuovo. «Queste informazioni sono di dominio pubblico almeno dal 2005», ha affermato Sasha Latypova, ex dirigente nel settore della ricerca e sviluppo farmaceutico .

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La ricerca sul guadagno di funzione, che aumenta la trasmissibilità o la virulenza dei virus, è stata collegata allo sviluppo del COVID-19.   RadioFreeEurope/RadioLiberty ha descritto la pubblicazione del documento come una «mossa insolita», avvenuta pochi giorni prima della partenza di Gabbard, prevista per il 19 giugno.   Secondo il New York Post , Gabbard ha reso pubblici i documenti in risposta all’ordine esecutivo del presidente Donald Trump del 2025 che sospende i finanziamenti federali per la ricerca sul guadagno di funzione fino all’adozione di una nuova politica federale.   «Il presidente Trump comprende la grave minaccia che la pericolosa ricerca sul guadagno di funzione rappresenta per il popolo americano», si legge nel comunicato stampa di Gabbard.   Gabbard ha preso di mira il dottor Anthony Fauci, affermando che «ha mentito al popolo americano sull’esistenza di laboratori biologici finanziati e sostenuti dagli Stati Uniti».   Fox News ha riferito che Fauci «ha studiato a lungo la tecnica del guadagno di funzione», ma ha «ripetutamente negato che il governo abbia finanziato quel tipo di ricerca».   La pubblicazione del documento ha suscitato l’ira dei virologi legati a Fauci e alla ricerca sul guadagno di funzione, tra cui Peter Daszak, Ph.D., ex presidente dell’EcoHealth Alliance , finanziata da Bill Gates.   Stephanie Weidle, direttrice esecutiva di Feds for Freedom , ha affermato che la pubblicazione «rappresenta la prima volta che un funzionario statunitense ha riconosciuto formalmente l’esistenza dei laboratori e la minaccia rappresentata dal lavoro scientifico che vi si svolge».   «Queste rivelazioni sono agghiaccianti perché dimostrano la totale assenza di supervisione su questo tipo di ricerca», ha affermato Brian Hooker, Ph.D., responsabile scientifico di Children’s Health Defense (CHD).   Entro la fine del mese, il senatore Rand Paul (repubblicano del Kentucky) terrà un’intervista con Fauci al Senato degli Stati Uniti, che verrà trascritta. La data dell’intervista non è ancora stata resa pubblica e non si sa se Fauci dovrà rispondere a domande sul coinvolgimento degli Stati Uniti nei laboratori di biosicurezza globali e sul relativo finanziamento.   Karl Jablonowski, Ph.D., ricercatore senior del CHD, ha affermato che Fauci ha molto di cui rispondere riguardo al suo coinvolgimento con laboratori biologici stranieri e ha previsto che Fauci negherà di essere a conoscenza di tali laboratori.   «Dato che la grazia concessa da Fauci tramite autopen non protegge da future frodi, l’America dovrebbe prepararsi a ricevere molte domande importanti al Senato, alle quali si risponderà con la frase “Non ricordo“», ha affermato Jablonowski.   Gabbard ha affermato che l’Ufficio del Direttore dell’Intelligence Nazionale (ODNI) si impegnerà a identificare i laboratori e a «porre fine alle pericolose ricerche di tipo ‘Gain-of-Function’ che minacciano la salute e il benessere del popolo americano e delle persone in tutto il mondo».   Un portavoce dell’ODNI ha rimandato The Defender alla dichiarazione di Gabbard.

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I laboratori ucraini sono «solo la punta dell’iceberg»

Il documento di quattro pagine, parzialmente censurato , diffuso da Gabbard, si concentrava principalmente sull’Ucraina. Secondo il documento, in quel paese esistono oltre 40 laboratori biologici, molti dei quali costruiti con milioni di dollari di finanziamenti del governo statunitense.   Nei laboratori sono presenti agenti patogeni quali antrace, tubercolosi, SARS, Marburg, Ebola, Lassa e peste. Il documento citava anche esempi di specifici progetti di ricerca condotti nei laboratori ucraini, tra cui ricerche sull’influenza aviaria e sulla peste suina.   «La portata di questa operazione è sbalorditiva», ha affermato l’avvocato Greg Glaser. «La rivelazione più eclatante è l’audacia con cui questi programmi sono stati orchestrati sotto la maschera della sicurezza globale. Hanno di fatto aggirato la supervisione del popolo americano, arricchendo al contempo una rete di appaltatori e burocrati».   Uno dei laboratori – l’Istituto di Medicina Veterinaria Sperimentale e Clinica di Kharkiv, in Ucraina, specializzato in medicina veterinaria, virologia e tossicologia – potrebbe ospitare «almeno alcuni agenti patogeni pericolosi», ha affermato.   Il laboratorio ha ricevuto finanziamenti nell’ambito del Programma di riduzione delle minacce biologiche (BTRP) del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti (DOD) all’inizio degli anni 2010. Nel 2019, la struttura presentava «almeno alcune carenze in materia di biosicurezza e biocontenimento, in particolare nelle stanze adibite alla manipolazione del batterio contagioso Brucella», si legge nel documento.   Nonostante la probabile presenza di questi agenti patogeni, il laboratorio «resta quasi certamente vulnerabile alle operazioni di disinformazione, al sequestro o al danneggiamento da parte della Russia, in corso da tempo».   Oltre ai finanziamenti e al supporto del Dipartimento della Difesa, la ricerca è stata sostenuta dai Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie, dal Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti e da organismi internazionali, tra cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura.   A loro si sono unite diverse istituzioni accademiche statunitensi, tra cui l’Università della Florida, l’Università del New Mexico, l’Università dell’Alaska Anchorage e l’Università del Tennessee, Knoxville.   Secondo Richard Ebright, Ph.D., biologo molecolare della Rutgers University e critico della ricerca «gain-of-function», altri Paesi che ospitano laboratori BTRP includono le ex repubbliche sovietiche di Armenia, Azerbaigian, Georgia, Kazakistan e Uzbekistan.   Weidle ha affermato che le strutture identificate da Gabbard «fanno parte di una rete molto più ampia di laboratori costruiti e finanziati nell’ambito del programma Cooperative Threat Reduction (CTR)», con l’aiuto del Dipartimento della Difesa e del Dipartimento di Stato americano, che hanno anche formato gli scienziati e attrezzato i laboratori.   «Si tratta di un programma di portata mondiale e i laboratori ucraini rappresentano solo la punta dell’iceberg», ha affermato Weidle. Per Glaser, il filo conduttore è «la ricerca dell’accesso a serbatoi di agenti patogeni pericolosi in paesi con normative meno stringenti».   Secondo quanto riportato da Gateway Pundit, l’ex presidente Barack Obama, durante il suo mandato come senatore degli Stati Uniti, ha contribuito a garantire i finanziamenti per i laboratori biologici ucraini.   Nel 2022, la stessa testata ha riportato prove del finanziamento da parte dell’esercito statunitense della ricerca sul coronavirus presso laboratori di biologia ucraini . Le prove rinvenute sul laptop di Hunter Biden indicavano che questi aveva contribuito a garantire finanziamenti a società appaltatrici statunitensi specializzate nella ricerca di agenti patogeni in Ucraina.   Sebbene i documenti pubblicati da Gabbard si concentrassero sui laboratori ucraini, non sono stati menzionati altri paesi tra i circa 30 che presumibilmente ospitano tali laboratori biologici.   Tuttavia, secondo RadioFreeEurope/RadioLiberty, il governo statunitense è da tempo impegnato in «sforzi volti a salvaguardare i programmi di ricerca dell’era della Guerra Fredda» nell’ambito del programma CTR. Ciò include le strutture di Tbilisi, in Georgia, «e in altre località dell’ex Unione Sovietica».   Secondo il documento, nessuno dei laboratori ucraini è un laboratorio di livello di biosicurezza 4 (BSL-4), una designazione riservata ai laboratori che conducono le ricerche più rischiose e che, di conseguenza, adottano le misure di sicurezza più rigorose. Tuttavia, secondo Jablonowski, la ricerca rischiosa viene spesso condotta anche in laboratori BSL-2 e BSL-3.   «Alcuni potrebbero trovare conforto nel fatto che la maggior parte dei laboratori biologici in Ucraina siano di livello BSL-2, e quindi inadatti per gli agenti patogeni più pericolosi. Il SARS-CoV-2 è stato studiato in modo inappropriato in un ambiente di contenimento BSL-2 presso l’ Istituto di Virologia di Wuhan, quando il livello minimo richiesto è BSL-3. Non vi è alcuna garanzia che gli agenti patogeni estremamente pericolosi vengano studiati in condizioni di biosicurezza adeguate», ha affermato Jablonowski.

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«Nessuna intenzione o piano» di tagliare i fondi ai laboratori

Dal 2010 si sono verificati almeno quattro casi di fughe di sostanze e incidenti nei laboratori di ricerca biologica statunitensi. Weidle ha chiesto una «revisione completa della ricerca condotta nei laboratori del CTR».   Secondo Newsweek, i documenti presentano «lacune significative» e mancano di «prove dirette che le strutture siano coinvolte nello sviluppo di armi biologiche offensive».   Altri esperti hanno suggerito che, nonostante la pubblicità generata dalla pubblicazione dei documenti da parte di Gabbard, i file contengono poche, se non nessuna, informazione nuova.   Secondo Ebright, i documenti «non contenevano nuove informazioni e non riuscivano nemmeno a includere la maggior parte delle informazioni già disponibili al pubblico sull’argomento». «Peggio ancora, Gabbard ha complicato ulteriormente la situazione confondendo la ricerca di routine, non pericolosa, con la pericolosa ricerca di acquisizione di nuove funzioni».   Latypova ha affermato che il dipartimento della Difesa possiede i laboratori biologici ucraini da oltre 20 anni, avendoli «acquistati per 15 milioni di dollari durante la vendita all’asta fallimentare dell’Unione Sovietica nel 2005».   «Questi laboratori biologici… sono stati finanziati da ogni amministrazione statunitense dal 2005», ha affermato Latypova. «La retorica online di Gabbard non è altro che una manovra politica in vista delle elezioni del 2028. Non ha espresso alcuna intenzione o piano di tagliare i fondi» a questi laboratori.

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Un sostenitore della ricerca sul guadagno di funzione denuncia una «campagna di disinformazione»

Daszak, che ha pubblicato numerosi articoli sulla ricerca relativa al guadagno di funzione , ha attaccato Gabbard poco dopo la diffusione dei documenti, accusandola di diffondere «disinformazione».   In una dichiarazione diffusa da Fox News, Daszak ha affermato: «il finanziamento di questi laboratori è stato reso pubblico e fa parte di un impegno a lungo termine per la de-militarizzazione della ricerca biologica in seguito al crollo dell’Unione Sovietica. Ecco perché la Russia ha lanciato una campagna di disinformazione su di essi, che ora Gabbard sta alimentando».   In un post su X, Daszak ha anche attaccato i sostenitori della teoria della fuga dal laboratorio, secondo la quale il SARS-CoV-2 sarebbe stato prodotto in un laboratorio e poi fuoriuscito da esso.   Daszak ha affermato che EcoHealth Alliance «non è coinvolta» nei laboratori in questione, «ma la disinformazione russa e i responsabili delle fughe di notizie sui laboratori continuano a diffondere la teoria del complotto, prendendo di mira noi e i nostri colleghi. Stanno letteralmente aiutando la Russia a promuovere la disinformazione per minare i nostri obiettivi geopolitici!».   Daszak aveva legami finanziari con l’Istituto di Virologia di Wuhan, che secondo i sostenitori della teoria della fuga dal laboratorio sarebbe la fonte della diffusione del SARS-CoV-2. Ha svolto un ruolo chiave nel promuovere la teoria dell’origine zoonotica, o naturale, dell’emergere del COVID-19.   Nel 2017, la proposta DEFUSE dell’EcoHealth Alliance prevedeva la modifica dei virus dei pipistrelli mediante l’inserimento di una proteina spike con un sito di clivaggio per la furina, una modifica che avrebbe facilitato l’infezione dei polmoni umani da parte di tali virus.   Sebbene la Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA) avesse respinto la proposta DEFUSE, Fauci l’avrebbe approvata, stando ai documenti resi pubblici da Paul la scorsa settimana.   Ralph Baric, Ph.D., virologo dell’Università del North Carolina, e Shi Zhengli, Ph.D. , ricercatore dell’Istituto di Virologia di Wuhan, hanno contribuito alla stesura della proposta.   Nel 2024, il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti ha sospeso i finanziamenti all’EcoHealth Alliance per non aver monitorato adeguatamente la sicurezza dei suoi esperimenti sul coronavirus.   Ad aprile, Baric ha perso i finanziamenti del National Institutes of Health (NIH) e la sua istituzione, l’Università della Carolina del Nord, lo ha messo in congedo.   All’inizio di questo mese, il virologo del NIH Vincent Munster, Ph.D. , anch’egli indicato come partner nella proposta DEFUSE, e il collega ricercatore del NIH Claude Kwe Yinda, Ph.D., sono stati accusati di aver cospirato per contrabbandare materiale biologico, inclusi campioni inattivati ​​del virus del vaiolo delle scimmie, negli Stati Uniti dall’Africa.   Ad aprile, una giuria ha incriminato l’ex collaboratore di Fauci, il dottor David Morens, con l’accusa di cospirazione per occultare documenti federali sulle origini del COVID-19. L’anno scorso, Daszak è diventato presidente di Nature.Health.Global , azienda per cui ora lavora Morens.   In un altro post su X , Daszak ha suggerito che la pubblicazione dei documenti sui laboratori biologici da parte di Gabbard e i problemi legali affrontati da personaggi come Morens e Munster siano motivati ​​politicamente: »un pretesto per abbattere su tutti noi una mazza da baseball performativa».

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È «assolutamente appropriato» indagare sul ruolo di Fauci nella ricerca sul guadagno di funzione

Ma altri scienziati ed esperti hanno contestato le affermazioni di Daszak, con Hooker che ha definito le dichiarazioni di Daszak «sorprendentemente ambigue, visti i suoi problemi personali». Jablonowski ha fatto notare che Daszak «ha pubblicato con Munster e Morens», tra cui un articolo che descrive le presunte origini zoonotiche del COVID-19.   Il coinvolgimento di Daszak, «soprattutto considerando i suoi precedenti legami con la ricerca oggetto dell’indagine, lo rende un testimone fortemente compromesso», ha affermato Glaser.   L’anno scorso, Paul ha proposto una legge – il Risky Research Review Act – che istituirebbe un comitato federale per esaminare i finanziamenti destinati alla ricerca ad alto rischio nel campo delle scienze biologiche. Weidle ha affermato che «è giunto il momento» di approvare questa legge.   Altri, invece, hanno chiesto maggiore trasparenza nei documenti governativi sulle origini del COVID-19.   «Gabbard ha promesso di declassificare e rendere pubbliche le informazioni sulle origini del COVID. Si spera che le informazioni che Gabbard pubblicherà sulle origini del COVID siano più esaustive rispetto alle informazioni poco utili che ha diffuso sui laboratori di biocontenimento finanziati dagli Stati Uniti all’estero», ha affermato Ebright.   Glaser ha suggerito che Fauci dovrebbe rispondere al Congresso in merito al coinvolgimento dei laboratori di ricerca biologici statunitensi.   «È assolutamente opportuno indagare sul ruolo di Fauci e di altri funzionari che hanno categoricamente negato o travisato l’esistenza e la natura di questi programmi. Il tentativo di spostare l’attenzione su altri aspetti – da “questi laboratori non esistono’ a ‘si tratta solo di un normale processo di disarmo” – non reggerà al vaglio di una seria inchiesta del Senato».   Michael Nevradakis Ph.D.   © 15 giugno 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.   Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.    

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Armi biologiche

Tulsi Gabbard pubblica i documenti sui «pericolosi» biolaboratori ucraini

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La direttrice dimissionaria dell’Intelligence nazionale statunitense (DNI), Tulsi Gabbard, ha reso pubbliche nuove prove che indicherebbero come laboratori biologici finanziati dagli Stati Uniti in Ucraina stessero effettuando ricerche su agenti patogeni pericolosi. In precedenza, Washington aveva negato qualsiasi coinvolgimento nella gestione di questi laboratori.

 

Pubblicati venerdì, i documenti declassificati rivelano che gli Stati Uniti hanno «costruito e supportato» 40 laboratori biologici in Ucraina, impegnati a lavorare con «agenti patogeni particolarmente pericolosi» tra cui antrace, influenza aviaria, Ebola, peste e tubercolosi. Almeno 12 di questi laboratori conducevano ricerche su esseri umani.

 

Alcuni laboratori erano coinvolti nella cosiddetta ricerca «di guadagno di funzione», una pratica controversa in cui i virus animali vengono modificati per aumentarne la virulenza e la trasmissibilità al fine di studiarne gli effetti sugli esseri umani.

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I documenti, parzialmente censurati, affermano che gli Stati Uniti hanno finanziato la costruzione e l’allestimento di almeno quattro laboratori, per un costo totale superiore a 9 milioni di dollari. Rivelano inoltre che questi laboratori hanno condotto ricerche per conto e in collaborazione con il dipartimento dell’Agricoltura e dell’Alimentazione degli Stati Uniti, l’Esercito degli Stati Uniti, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, le Nazioni Unite e diverse università statunitensi. Metabiota, un’azienda biotecnologica in parte di proprietà della società di investimento di Hunter Biden, è anch’essa elencata come partner.

 

Nel febbraio 2022, con l’ingresso delle truppe russe in Ucraina, il ministero della Difesa russo affermò che il governo di Volodymyr Zelens’kyj a Kiev aveva ordinato la «distruzione d’emergenza» di agenti patogeni in diversi laboratori ucraini finanziati dagli Stati Uniti. Il ministero accusò Kiev di aver impartito tale ordine nel tentativo di occultare il proprio ruolo in un programma americano di armi biologiche.

 

Tra i documenti diffusi dal ministero figurava un ordine del ministero della Salute ucraino di distruggere gli agenti patogeni, tra cui «peste, antrace, tularemia, colera e altre malattie mortali».

 

Dopo aver esaminato migliaia di pagine di documenti sequestrati nei laboratori di Donetsk, Lugansk e Kherson, il tenente generale Igor Kirillov delle Forze russe di difesa radiologica, chimica e biologica concluse nel 2023 che «gli Stati Uniti, con il pretesto di garantire la biosicurezza globale, hanno condotto ricerche a duplice uso, inclusa la creazione di componenti per armi biologiche, in prossimità dei confini russi». Kirillov guidò l’indagine russa sui laboratori fino al suo assassinio nel 2024, presumibilmente per mano dei Servizi di sicurezza ucraini (SBU).

 


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Tra le strutture menzionate dal ministero figurava l’Istituto di Medicina Veterinaria di Charkiv. L’esercito russo ha accusato l’Ucraina di condurre ricerche su potenziali armi biologiche nel seminterrato dell’istituto. Secondo i documenti di Gabbard, la struttura possedeva effettivamente un piano interrato, dove venivano conservati i batteri dell’antrace e della brucellosi. Entrambi sono considerati armi biologiche a causa della loro estrema infettività e della capacità di causare malattie debilitanti.

 

Nel marzo del 2022, l’allora sottosegretario di Stato americano Victoria Nuland ammise sotto giuramento che «l’Ucraina possiede strutture di ricerca biologica». Tuttavia, la Nuland negò che tali strutture lavorassero su armi biologiche e insistette sul fatto che «gli Stati Uniti non possiedono né gestiscono alcun laboratorio chimico o biologico in Ucraina».

 

Il dipartimento di Stato americano ha affermato che «il Cremlino sta diffondendo intenzionalmente menzogne ​​palesi, sostenendo che gli Stati Uniti e l’Ucraina stiano conducendo attività legate alle armi chimiche e biologiche in Ucraina», mentre l’allora ambasciatrice statunitense presso le Nazioni Unite, Linda Thomas-Greenfield, ha dichiarato che «non esistono laboratori ucraini per la produzione di armi biologiche supportati dagli Stati Uniti».

 

«Nonostante l’evidente potenziale impatto globale catastrofico che la ricerca su agenti patogeni pericolosi nei laboratori biologici può avere, politici, cosiddetti professionisti della salute come il dottor Fauci ed entità all’interno del team per la sicurezza nazionale dell’amministrazione Biden hanno mentito al popolo americano sull’esistenza di laboratori biologici finanziati e supportati dagli Stati Uniti e hanno minacciato coloro che hanno tentato di svelare la verità », ha dichiarato la Gabbarda in un comunicato stampa venerdì.

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La Gabbard ha dichiarato di aver impartito nuove direttive alle agenzie di Intelligence statunitensi in merito alla raccolta di dati dai laboratori in Ucraina e dalla più ampia rete di laboratori biologici collegati agli Stati Uniti in tutto il mondo. Attualmente, il suo ufficio sta raccogliendo «nuovi dettagli sulle sperimentazioni cliniche in corso presso queste strutture, che sollevano significative preoccupazioni etiche, finanziarie e di sicurezza», si legge nella sua dichiarazione.

 

Tuttavia, la Gabbard non sarà in grado di agire sulla base di queste informazioni ancora per molto. In seguito alla diagnosi di una rara forma di cancro alle ossa ricevuta dal marito il mese scorso, la veterana hawaiana ha annunciato il suo ritiro a fine giugno.

 

Giovedì il presidente Donald Trump ha annunciato la nomina di Jay Clayton, procuratore degli Stati Uniti per il Distretto Meridionale di New York, al posto della Gabbard come Direttore dell’Intelligence Nazionale (DNI). Clayton non si è mai espresso pubblicamente sulla questione dei laboratori biologici.

 

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Immagine screenshot da Twitter

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