Pensiero
Il ritorno del sacrificio umano in Ucraina, spiegato bene
La settimana scorsa è apparso in rete questo bizzarro, inquietante video.
Con probabilità, il lettore lo ha già visto. Su uno sfondo digitale, fatto di cielo e di campi di grano – i colori della bandiera ucraina – una ragazza agghindata con solenni vesti tradizionali declama parole poetiche, per poi sgozzare quello che, da quel che ci è dato di capire, è un uomo russo.
Moltissimi di coloro che lo hanno rilanciato – compresi alcuni grandi analisti internazionali – hanno detto che si trattava di una sorta di Pubblicità progresso del potere ucraino. Non sembra essere così: pare essere opera di un’attrice, originaria di Leopoli. La fattura del video è compatibile con uno studio di posa domestico o di modeste dimensioni, nonostante sia visibile uno sforzo produttivo non estemporaneo (trucco e parrucco, costume, luci, etc.).
Il video è stato caricato per la prima volta sul profilo Instagram dell’attrice ucraina. L’account è stato poi chiuso.
Questo filmato, caricato con sottotitoli in vari canali su YouTube e Twitter, ha cominciato rapidamente a sparire.
Alcuni soldati russi hanno già reagito.
Nei canali Telegram legati all’Operazione Z si è diffuso un video in cui alcuni soldati al fronte dicono che l’attrice dovrebbe rimanere a casa, e se la prendono con gli uomini ucraini, che mandano avanti le donne a parlare di queste cose.
Parole che qui, nel metaverso NATO, sono oramai illegali: «Non vi vergognate che le donne parlino per voi?»
Dicono che devono essere i valori europei verso cui gli uomini ucraini ora tendono. Anzi, si chiedono: ci sono ancora uomini in Ucraina?
ISIS nazi-pagana
Vari commentatori occidentali hanno subito collegato il videosgozzamento ucraino all’ISIS.
Et pour cause: è piuttosto facile che gli autori del video non se ne rendessero conto, ma si tratta esattamente della stessa pulsione – esibire dinanzi al mondo il proprio zelo sfrenato, con il nemico in ginocchio, in un atto arcaico, sacrificale.
Il nemico è disumanizzato, reso bestia – da sgozzare, appunto, come un agnello, come un capretto, come un maiale, in un antico atto alimentare e religioso. L’omicidio produce brivido, fierezza piacere.
Sì, decisamente assomiglia ai video dello Stato Islamico.
ISIS ؛ made by U.S
Ukraine ؛ supported by U.S pic.twitter.com/xs5huMive9— Fatemeh Abv ???????? (@fa_abv) April 11, 2022
Questo sito ha parlato da subito al fatto che l’Ucraina, con le sue fiammate neonaziste vendute come poesia romantica dai giornali occidentali, era di fatto parte di un programma del tutto simile a quello subito da siriani e iracheni. La radicalizzazione. La zeloteria. La sete di sangue. Lì, il wahabbismo, l’islamo-nichilismo assassino. Qui, il nazismo, più qualche sfumatura di paganesimo paleoslavo.
L’Ucraina è il territorio di coltura di un’ISIS neonazista, non v’è dubbio. Sappiamo bene che, qualora dovessero sopravvivere al conflitto, ci ritroveremo molti dei suoi uomini qui a generare caos. Oppure riassorbiti in qualche altro conflitto – l’ex ispettore ONU Scott Ritter ritiene che, addestratissimi dalla NATO come sono, i battaglioni ucronazisti sono ora piazzabili in qualsiasi forza, ufficiale o meno, del Patto Atlantico.
La ragazza tagliagole è un primo segno di maturità mediatica di questa ISIS slava, creata sinteticamente dai soliti noti. Certo.
Tuttavia non è di questo che vogliamo scrivere qui. Vogliamo trattare un tema più profondo. Proibito.
Il ritorno materiale degli dei
Guardate bene il video. La ragazza è più di una ragazza: è calma, ieratica. Sulla testa una elaboratissima corona di fiori, che sa di qualche tradizione locale millenaria.
L’effetto della visione, unita ai campi rigogliosi dietro di lei, ci fanno pensare decisamente ad una figura divina, ad una dea: Cerere, dea della fertilità, dei fiori, della frutta e dei raccolti. In Grecia è conosciuta come Demetra. È la madre di Prosperpina, Persefone per i greci – la dea della crescita del grano, rapita da Ade, dio dell’ombra e della morte, signore del sotterraneo che chiamiamo, per estensione, sempre «Ade».
Alla fine del filmato, il commiato ci riporta proprio qui: «dobro pozhalovat’ v Ad», benvenuti all’Inferno, dove quest’ultimo è reso con la parola russa, classicamente risonante in ogni europeo mediterraneo ma non solo, «Ad».
Sì, è effettivamente l’immagine di una dea. La sua flemma, il suo pallore… quelle labbra, che sembrano piene di lividi, o forse… si tratta di un pasto vampiresco?
Non stiamo proiettando significati nostri. È la signora dei campi che, ad un certo punto, comincia a parlarne, quando dice che «qualcosa che dormiva da secoli nelle profondità del fiume Dnepr … il dio iniziale ed antico dell’Ucraina» si è svegliato.
«E ora stiamo raccogliendo il nostro raccolto di sangue», dice questa dea dei campi, della fertilità e della morte.
Una divinità arcaica è stata fatta tornare sulla terra. E ora esige il suo tributo di violenza, una violenza che è necessaria, che è sacra.
Un’immagine migliore della ripaganizzazione del mondo non potevamo trovarla. Perché qui si va molto nel dettaglio: non si riesuma un rito, un mito… ma un dio, una dea, un essere antropomorfo, vivente, intelligente.
Non una mera forza storica o naturale – no, si tratta di una persona. Sia pure, una persona non umana…
Non ho inventato io questa storia del ritorno materiale degli dei. Il lettore la può trovare romanzata nel libro di Neil Gaiman American Gods, e più ancora dalla serie che ne hanno tratto, dove vediamo miriadi di divinità minori vivere tra noi, in cerca di adorazione e sacrificio.
Il ritorno degli dèi: in Italia vi è una prestigiosissima casa editrice che si occupa solo di quello. Tanta fumisteria della destra tossico-narcotica, da Evola a De Benoist, ne ha scritto in modo fremente. Ma soprattutto, colui che ha preparato il campo per questo tipo di pensiero è lo psicologo svizzero Carl Gustav Jung, che per qualche oscura ragione riuscito a scampare, al momento, alla cultura della cancellazione.
Jung scriveva di archetipi, cioè di forme di rappresentazione psichiche preesistenti all’individuo e comuni a tutte le culture del mondo. L’allievo ribelle di Freud è tuttora celebrato per l’idea di questa grammatica di simboli dietro ogni vita umana, individuale e collettiva.
La realtà è che Jung, personaggio esoterico assai, probabilmente nutriva pensieri più radicali sul tema. Nel 1937, Jung scrisse che «un medium (…) il portavoce degli antichi Dei». E ancora «Non c’è dubbio che Hitler appartenga alla categoria dello stregone veramente mistico (… Hitler è un vaso spirituale, una semidivinità o, ancora meglio, un mito».
Quale divinità sia coinvolta nella tumultuosa Germania degli anni Trenta Lo Jung – che una biografia americana definisce «profeta ariano» – lo spiega con chiarezza nel saggio Wotan, che è il nome germanico di colui che da questi parti chiamiamo Odino:
«Siamo sempre convinti che il mondo moderno sia un mondo ragionevole, basando la nostra opinione su fattori economici, politici e psicologici. (…) In effetti, azzardo il suggerimento eretico che le profondità insondabili del carattere di Wotan spieghino più del nazionalsocialismo di tutti e tre i fattori ragionevoli messi insieme».
«Un movimento collettivo è composto da milioni di individui, ognuno dei quali mostra i sintomi del Wotanismo e dimostra così che Wotan in realtà non è mai morto, ma ha conservato la sua originaria vitalità e autonomia. La nostra coscienza immagina solo di aver perso i suoi dèi; in realtà sono ancora lì e basta una certa condizione generale per riportarli in pieno vigore».
Di solito, a questo punto, agli scettici si fa vedere un dipinto del pittore simbolista Franz Von Stuck (1863-1928). Il quadro si chiama Die Wilde Jagd, la «caccia selvaggia»: secondo il mito nordico, un corteo di creature preternaturali guidato da Odino, che viaggia per il cielo o per la terra come in una grande battuta di caccia. Chi testimonia la caccia selvaggia può essere rapito e portato nel Regno dei Morti, oppure deve aspettarsi l’arrivo di una catastrofe.
L’opera è datata 1889. È decisamente impossibile non vedere che nel ruolo di Odino è rappresentato quel famoso personaggio, non ancora dimenticato (specie da certi ucraini), che era nato proprio nel…1889.
Qualcuno lo considera un quadro profetico: c’è la visione di schiere ctonie che portano morte e catastrofe sulla terra, e il volto dell’uomo attraverso il quale passerà tanta parte del disastro.
A noi serve per ricordarci quello che diceva Jung. Gli dei vogliono tornare a vivere. Gli dei demandano per loro un tributo di sangue.
Il ritorno degli dèi quindi ha come immediato effetto il ritorno del sacrificio umano.
Pensatela così: gli dèi sono scacciati dalla terra con l’arrivo di Cristo. Egli sulla croce compie di fatto l’esorcismo definitivo: non sono più gli umani a dover far sacrifici alla divinità, ma è Dio stesso che si sacrifica per gli umani. Dopo Gesù più nessun sacrifizio, nemmeno quello animale, è necessario: anzi, egli continua a sacrificarsi per i suoi figli ogni giorno ed in ogni latitudine tramite la Santa Messa, che è ripetizione materiale del sacrificio di Dio per l’uomo.
Nel mondo pagano valeva precisamente l’inverso: gli uomini doveva sacrificare alla divinità, preferibilmente quanto c’è di più prezioso: la vita umana. Magari, la vita dei loro stessi figli, dei primogeniti. Laddove c’è il paganesimo, c’è il sacrificio umano. Fra gli Aztechi come a Cartagine con Moloch, con Baal, con il Faraone, a Roma, nei misteri greci. Tuttora, mi raccontarono sottovoce a Calcutta, succede per il culto segreto della dea Kali.
Dove ci sono gli dèi, c’è la necessità di versare per loro il sangue degli esseri umani. Dove c’è Cristo, vi è l’esatto contrario: non la determinazione a portare la morta, ma a generare la vita. Questo semplice assunto è una delle basi di quella che chiamiamo Necrocultura, la Cultura della Morte di cui parlava Giovanni Paolo II.
Resettare e ripaganizzare
In pratica, questo è ciò che sta succedendo in Ucraina. Questo sito è stato l’unico a parlare e ad insistere sul fatto che il battaglione Azov avesse eretto a Mariupol’ un templio al dio del tuono degli antichi slavi – secondo il paganesimo rodnoverico – Perun.
La ripaganizzazione del Paese è il risorgere di un demone antico pronto a riprendersi quella fetta di umanità. Ciò che esso farà e invertire completamente l’insegnamento di Cristo – ama il prossimo tuo come te stesso. In termini pratici, ciò significa la disintegrazione della dignità umana. Il prossimo tuo diventa non un nemico da sconfiggere, ma un suino da sgozzare, da offrire alla divinità risvegliata come raccolto di sangue: il video qui sopra dice proprio questo, letteralmente.
Senza la barriera – il katechon, direbbe qualcuno – della dignità umana, ogni forma di massacro è possibile: non solo quella del nemico, ma anche quella dell’amico. Perché, gli dèi sono in fondo indifferenti al tributo di morte che gli si offre, anzi… ricordiamo come a loro piacciano i primogeniti, le vite più vicine al cuore di chi intraprende il sacrificio.
Ecco perché facciamo fatica a credere alle storie dei massacri perpetrati dai russi, mentre con più facilità ascoltiamo le storie, come quelle raccontata da Patrick Lancaster, delle forze ucraine che sparano sui loro stessi civili per impedire loro di scappare (di modo da non avere più scudi umani), che nascondono armi e carroarmati fra i condomini, che piazzano cecchini sui palazzi residenziali, che usano le scuole come basi…
I russi – e i ceceni – non si sono piegati alla risorgenza maledetta degli dèi del male. Almeno, non ancora. Un cristiano, un musulmano, anche un laico (che ha vissuto, cioè, in una società informata dalla Civiltà cristiana) di suo non si dovrebbe lasciar andare alla crudeltà, neppure in guerra (con certe evidenti, patologiche eccezioni).
La crudeltà diviene generalizzata quando una cultura (uno… spirito) di morte è stato insufflato nei loro animi. Quando qualcosa li spinge verso il compimento del sacrificio umano.
Esso diviene la legge. Non è qualcosa di cui vergognarsi, anzi. La cattiveria del massacro diventa un vanto. Avete visto anche voi quel video di soldati ucraini che chiamano le mamme dei soldati russi morti per canzonarle. Qualcosa del genere è semplicemente indefinibile, spiegabile solo se pensiamo che ci si sia votati ad una divinità mortifera e ingannatrice, uno spirito del caos seminatore di dolore, un trickster…
Non credo si tratti di un fenomeno solo ucraino: un dio della morte si era svegliato nella Germania degli anni Trenta, qualcosa del genere deve aver danzato nel cuore dei Balcani nell’ultimo decennio del Secondo Millennio… In Sri Lanka, i Tamil, che tanto hanno sofferto sotto il tallone della buddocrazia genocida di Colombo, ad un certo punto, si narra, si sono messi a pregare la dea Kali, «madre della guerra». Poramma…
Tuttavia, l’Ucraina è ora l’avanguardia planetaria per la ripaganizzazione, e il ritorno del sacrificio umano – cioè per il più grande pericolo per la Civiltà come la conosciamo.
Non è un caso che essa sia il luogo in cui è risorto il nazismo: ossia, il regno del controllo totale sull’essere umano, dell’eugenetica, dei campi di concentramento, dello sterminio secondo la volontà del più forte – tutte cose che sono incontrovertibilmente vere anche per il mondo moderno, in ispecie in questi ultimi tempi. Si dice che il modello di Hitler venisse dall’America (come del resto il suo danaro…).
In realtà, il III Reich, dalla lotta contro il cancro all’animalismo, dall’eliminazione degli handicappati (che oggi si fa con l’eutanasia, o le diagnosi prenatali pagate dalla regione) alla propaganda martellante, dal culto del corpo al sogno del bambino perfetto è stato il pieno percursore della realtà che stiamo vivendo.
No, non ci stupiamo di niente: come diceva quello, il demone non se ne va mai via davvero, sta sempre lì sotto. Basta solo, evocarlo.
E chi lo ha evocato, per l’Ucraina? Se leggete Renovatio 21 qualche risposta un po’ ce la dovreste avere.
Così come dovrebbe esservi chiaro del perché il sacrificio umano stia tornando proprio lì: perché (lo abbiamo scritto, lo ripetiamo) una certa parte degli ucraini è stata resettata. Hanno detto loro che non sono pienamente slavi, sono germanici. Non devono niente alla Russia, il loro futuro è l’Occidente. Li hanno impoveriti, li hanno fatti impazzire – mentre qualcuno si ingrassava schifosamente. Hanno preso gli ultras (un gruppo sociale la cui determinata coesione, come abbiamo visto nella Yugoslavia di Arkan, è utilissima nel momento del collasso) e ne hanno fatto, a suon di addestramenti angloamericani, dei guerriglieri spietati.
Gli ucraini resettati, abbiamo visto, stavano divenendo i primi a dotarsi di una app che governava, dal telefonino, tutte le loro vite, la stessa dove lo Stato poteva infilarti qualche soldo ogni volta che ti sottoponi al programma di vaccinazione COVID. Anche qui, notiamolo: pura avanguardia di ciò che sta per toccare a noi,
Agli ucraini hanno fatto ciò che sta per toccare a noi. Ed è per questo che gli Stati ci invitano a prenderli a modello, anzi, ci sostituiscono con essi…
Torniamo agli dèi del sangue. Anni fa feci a Rimini una conferenza per la Fraternità San Pio X dove coniai la parola «geodemonologia». Una parola che praticamente ho usato solo io: se la scrive su Google vi esce solo quella relazione, «Geodemonologia e salvezza planetaria», e ipotizzavo, con umiltà e misura, quanto ho scritto sopra: la realtà dei demoni che, lungo la storia, arrivano a riprendersi, e a guidare, intere nazioni. (Echi di questo discorso, sono in un altro articolo pubblicato qui)
Il caso, ora, è esattamente questo. Non sappiamo ancora con certezza il nome di quello che si sta riprendendo gli ucraini. Perun, Veles, Zhiva, Rugiaevit, Porevit, Devana, Morana… Chernobog, il dio oscuro finito nell’arte di Mussorgorsky e Walt Disney, il cui Monte Calvo sarebbe il colle boscoso Lysa Hora, appena fuori Kiev.
Potete capire però di cosa si tratta: di un processo di possessione della Terra.
I nostri sacrifici umani sono legge
L’altra sera ho intravisto l’ultima parte di Report. Con il consueto tonitruante afflato del giornalismo d’inchiesta che disvela ogni retroscena, spedivano i loro inviatini più o meno irsuti e erremosciati in giro per il mondo: ecco il tedesco con la faccia ecologica che dice che il Nord Stream 2 fa schifo, ecco il mister X russo che da un porto di Cipro non vede l’ora di dire a Rai 3 gli affaracci del gas, ecco Prodi invecchiatissimo che ammette che gli ucraini rubavano dai gasdotti, ecco ricicciata l’intervista dell’uomo ENI defunto da anni, e qualche filmato dall’impianto in Kazakistan…
La morale di tanto sforzo era: non avete capito nulla, la guerra si fa per il gas, altro che ideologia, nazionalismo, NATO etc. Dietro a tutto questo c’è solo il soldo dell’idrocarburo, punto. È il vecchio, immortale ritornello marxista, ma anche liberista: l’economia è il motore della storia. Follow the money.
Mi sento di rigettare in toto questa visione infantile. Io guardo la dèa che sgozza l’uomo russo, e penso che l’unica economia che conta per la Storia umana è quella fatta dal Bene e dal Male. Non il dollaro, il rublo, lo yuan, non l’oro e il petrolio: l’unica moneta che conta davvero è la vostra anima.
Gli antichi dèi stanno tornando per riprendersela. Stanno tornando per giocarsela, per spendersela come vorranno. Per farlo, devono cancellare la vostra umanità.
E non crediate che si tratta solo di questa piccola guerra ai nostri confini: essa è solo il momento in cui, abbiamo visto, certi esseri possono divenire più visibili.
No, la guerra va avanti da tanto, tanto tempo.
I sacrifici umani avvengono in questo stesso momento negli ospedali, nei laboratori. Persone squartate dopo un incidente stradale, mentre ancora batte loro il cuore, imbottiti di curaro. Neonati trucidati nel ventre materno, sempre più grandi, fino alle proposte, oramai realizzate, di «aborto post-natale», cioè di infanticidio vero e proprio. Milioni di embrioni umani prodotti in provetta, esaminati, scartati, congelati, ora pure manipolati. E ancora più vicino: pensate a quanti morti stiamo vedendo dopo l’avvento dell’mRNA, distribuito possibilmente in ogni corpo umano del pianeta.
I demoni della Necrocultura ci hanno dichiarato guerra da mo’. E i loro sacrifici umani sono per noi, letteralmente, legge.
Cara ragazza, te lo dobbiamo dire: è un po’ che siamo all’inferno.
Roberto Dal Bosco
Immagine screenshot da Twitter, modificata
Pensiero
Il manifesto di Palantir in sintesi
La società Palantir, da anni al centro di controversie per il peso che avrebbe nell’amministrazione, ha pubblicato online una summa delle idee contenute nel libro del suo CEO Alex Karp smartfono La repubblica tecnologica, uscito alla fine del 2025. Palantir produce un software di sorveglianza e predizione utilizzato dai servizi segreti e dalle forze di polizia non solo americane. I suoi prodotti principali sono Gotham (per intelligence e difesa), Foundry (per il settore commerciale) e AIP (Artificial Intelligence Platform), che collega AI sicura ai dati aziendali.
Nata per supportare operazioni antiterrorismo, oggi è leader nell’AI agentica e nell’automazione operativa, dal fronte militare alle catene di produzione. Con sede principale in Florida, Palantir è quotata in borsa (PLTR) e nel 2026 ha una capitalizzazione di circa 349 miliardi di dollari. La sua forza sta nel trasformare dati complessi in azioni concrete, mantenendo un forte focus sulla sicurezza – in passato è circolata l’idea che il software avesse contribuito ad individuare Bin Laden.
L’azienda è accusata di essere un bastione dell’apparato industriale di sorveglianza e AI in caricamento nello Stato americano e non solo. Alcuni sostengono che vi sia una grande influenza di Palantir sull’amministrazione Trump: Thiel fiancheggiò apertamente Trump nell’elezione presidenziale 2016 (mentre nel 2020, per qualche ragione, non lo fece…) e diede il primo lavoro in Silicon Valley al vicepresidente JD Vance, facendolo operare in un suo fondo venture capital.
Il Karp, nato nel 1967 da padre ebreo e madre afroamericana, è laureato in filosofia a Haverford e con un dottorato in teoria sociale neoclassica all’Università di Francoforte. Si tratta di un background insolito per un CEO della Silicon Valley: studia con il filosofo tedesco dell’ermeneutica Juergen Habermas, critica il gergo ideologico e mescola pensiero europeo con pragmatismo americano.
La sua filosofia, esposta nel libro, è un manifesto nazionalista americano che accusa la Silicon Valley di essersi smarrita inseguendo app frivole e ha dimenticato le sue radici nel complesso militare-industriale. Seguendo in parte il pensiero dello studioso dello «scontro delle civiltà» Samuel Huntigton, Karp sostiene che l’Occidente non prevale per superiorità morale astratta, ma per la capacità di applicare violenza organizzata attraverso la tecnologia. Perciò la produzione di software e l’AI devono tornare a servire l’«hard power» per mantenere la supremazia americana e occidentale contro avversari autoritari.
Per il Karpo il progresso tecnologico non è neutro: deve essere al servizio della nazione, della deterrenza e della sopravvivenza delle società libere. Critica il pacifismo di comodo della Valley e invita a un’alleanza tra Stato e industria tech per un nuovo «secolo americano». Il Karp è noto da anni per il suo essere eccentrico (avrebbe una strana passione per gli occhialini da piscina), diretto e controverso.
Sul principale finanziatore e fondatore di Palantir, Peter Thiel, assurto di recente agli onori delle cronache italiane per la sua conferenza a Roma sull’anticristo, Renovatio 21 ha scritto molto in passato.
In un post su X, l’account ufficiale di Palantir, sostenendo di aver ricevuto molte richieste in merito, pubblica una sintesi delle idee di CEO e quindi dell’azienda.
Because we get asked a lot.
The Technological Republic, in brief.
1. Silicon Valley owes a moral debt to the country that made its rise possible. The engineering elite of Silicon Valley has an affirmative obligation to participate in the defense of the nation.
2. We must rebel…
— Palantir (@PalantirTech) April 18, 2026
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1. La Silicon Valley ha un debito morale nei confronti del Paese che ha reso possibile la sua ascesa. L’élite ingegneristica della Silicon Valley ha l’obbligo di partecipare attivamente alla difesa della nazione.
2. Dobbiamo ribellarci alla tirannia delle app. L’iPhone è forse la nostra più grande, se non la più grande, conquista creativa come civiltà? Questo oggetto ha cambiato le nostre vite, ma ora potrebbe anche limitare e vincolare la nostra percezione del possibile.
3. La posta elettronica gratuita non basta. La decadenza di una cultura o di una civiltà, e in effetti della sua classe dirigente, sarà perdonata solo se quella cultura sarà in grado di garantire crescita economica e sicurezza per la collettività.
4. I limiti del soft power, della sola retorica altisonante, sono stati smascherati. La capacità delle società libere e democratiche di prevalere richiede qualcosa di più del semplice appello morale. Richiede hard power, e l’hard power in questo secolo si baserà sul software.
5. La questione non è se verranno costruite armi basate sull’Intelligenza Artificiale; è chi le costruirà e per quale scopo. I nostri avversari non si fermeranno a indulgere in dibattiti teatrali sui meriti dello sviluppo di tecnologie con applicazioni critiche per la sicurezza nazionale e militare. Andranno avanti.
6. Il servizio nazionale dovrebbe essere un dovere universale. Come società, dovremmo seriamente considerare l’abbandono di un esercito composto interamente da volontari e combattere la prossima guerra solo se tutti ne condividono il rischio e il costo.
7. Se un marine statunitense chiede un fucile migliore, dovremmo costruirglielo; e lo stesso vale per il software. Come Paese, dovremmo essere in grado di continuare un dibattito sull’opportunità di un’azione militare all’estero, rimanendo al contempo fermi nel nostro impegno verso coloro a cui abbiamo chiesto di esporsi al pericolo.
8. I dipendenti pubblici non devono essere i nostri sacerdoti. Qualsiasi azienda che retribuisse i propri dipendenti nello stesso modo in cui il governo federale retribuisce i dipendenti pubblici farebbe fatica a sopravvivere.
9. Dovremmo mostrare molta più clemenza verso coloro che si sono dedicati alla vita pubblica. L’eliminazione di qualsiasi spazio per il perdono – l’abbandono di ogni tolleranza per la complessità e le contraddizioni della psiche umana – potrebbe lasciarci con al potere personaggi di cui ci pentiremo in futuro.
10. La psicologizzazione della politica moderna ci sta sviando. Coloro che cercano nell’arena politica nutrimento per la propria anima e il proprio senso di identità, che si affidano eccessivamente all’espressione della propria vita interiore in persone che forse non incontreranno mai, rimarranno delusi.
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11. La nostra società è diventata troppo ansiosa di accelerare, e spesso si compiace, della caduta dei suoi nemici. La sconfitta di un avversario è un momento di riflessione, non di gioia.
12. L’era atomica sta finendo. Un’era di deterrenza, l’era atomica, sta per concludersi e una nuova era di deterrenza basata sull’Intelligenza Artificiale sta per iniziare.
13. Nessun altro Paese nella storia del mondo ha promosso valori progressisti più di questo. Gli Stati Uniti sono tutt’altro che perfetti. Ma è facile dimenticare quante più opportunità ci siano in questo Paese per coloro che non appartengono all’élite ereditaria rispetto a qualsiasi altra nazione del pianeta.
14. La potenza americana ha reso possibile una pace straordinariamente lunga. Troppi hanno dimenticato, o forse danno per scontato, che per quasi un secolo nel mondo sia prevalsa una qualche forma di pace, senza un conflitto militare tra grandi potenze. Almeno tre generazioni – miliardi di persone, i loro figli e ora i loro nipoti – non hanno mai conosciuto una guerra mondiale.
15. Bisogna annullare l’indebolimento postbellico di Germania e Giappone. Il disarmo della Germania è stata una reazione eccessiva, di cui l’Europa sta ora pagando un prezzo salato. Un impegno simile e altamente teatrale a favore del pacifismo giapponese, se mantenuto, minaccerà di alterare gli equilibri di potere in Asia.
16. Dovremmo applaudire coloro che tentano di costruire laddove il mercato ha fallito. La cultura dominante quasi deride l’interesse di Musk per le grandi narrazioni, come se i miliardari dovessero semplicemente rimanere nel loro ambito di arricchimento personale… Qualsiasi curiosità o interesse genuino per il valore di ciò che ha creato viene sostanzialmente ignorato, o forse si cela sotto un disprezzo appena velato.
17. La Silicon Valley deve svolgere un ruolo nell’affrontare la criminalità violenta. Molti politici negli Stati Uniti hanno sostanzialmente scrollato le spalle di fronte alla criminalità violenta, abbandonando qualsiasi serio tentativo di affrontare il problema o assumendosi qualsiasi rischio con i propri elettori o finanziatori nel proporre soluzioni e sperimentare in quello che dovrebbe essere un disperato tentativo di salvare vite umane.
18. La spietata esposizione della vita privata dei personaggi pubblici allontana troppi talenti dal servizio pubblico. La sfera pubblica – e gli attacchi superficiali e meschini contro coloro che osano fare qualcosa di diverso dall’arricchirsi – è diventata così spietata che la repubblica si ritrova con un nutrito gruppo di figure inefficaci e vuote, la cui ambizione sarebbe perdonabile se al loro interno si celasse un autentico fondamento di valori.
19. La cautela che involontariamente alimentiamo nella vita pubblica è corrosiva. Chi non dice nulla di sbagliato spesso non dice quasi nulla.
20. Bisogna contrastare la pervasiva intolleranza verso la fede religiosa in certi ambienti. L’intolleranza dell’élite verso la fede religiosa è forse uno dei segnali più eloquenti del fatto che il suo progetto politico costituisca un movimento intellettuale meno aperto di quanto molti al suo interno vorrebbero far credere.
21.Alcune culture hanno prodotto progressi fondamentali; altre rimangono disfunzionali e regressive. Tutte le culture sono ormai uguali. Critiche e giudizi di valore sono proibiti. Eppure questo nuovo dogma ignora il fatto che certe culture, e persino alcune sottoculture, abbiano compiuto meraviglie. Altri si sono rivelati mediocri, e peggio ancora, regressivi e dannosi.
22. Dobbiamo resistere alla tentazione superficiale di un pluralismo vuoto e privo di significato. Noi, in America e più in generale in Occidente, negli ultimi cinquant’anni abbiamo resistito alla definizione di culture nazionali in nome dell’inclusività. Ma inclusione in cosa?
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Immagine di World Economic Forum via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 2.0 Generic
Pensiero
La nuova religione civile dell’America è l’israelismo
Why Did Trump Alter The AI Trump-Jesus Image To Have A Luciferian/Ancient Sun God Behind Him?
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Quindi tutto questo in poco più di una settimana. Cosa significa? Perché certamente significa qualcosa. Non si tratta tanto di un paio di meme. Queste sono… Queste sono icone. Questi sono tentativi di inviare una dichiarazione sulla fede. Quale dichiarazione sta inviando il presidente? Beh, non una coerente. Non si tratta di una vera e propria teologia. È derisione. Sta deridendo Gesù. Sta prendendosi gioco del Cristianesimo. La figura centrale della religione viene sollevata. E la sua descrizione di come tutto ciò sia trapelato è di per sé una derisione. Una presa in giro dell’idea di verità. Un giorno dice: «sì, l’ho fatto». Il giorno dopo dice: «no, non l’ho fatto». Entrambe le affermazioni sono state registrate in video. Non si tratta di una bugia, è più di una bugia, è più di una semplice frase. È un attacco, non solo a una serie specifica di fatti. È un attacco all’idea stessa che esistano dei fatti. È un attacco alla verità, apertamente. Nessuno lo nasconde. La cosa è stata in qualche modo accantonata dopo un putiferio online durato qualche ora, con la gente indignata, poi placata, con la scusa di avere altre cose di cui preoccuparsi, e passata oltre. Ma per le persone sincere e religiose, per i cristiani che hanno a cuore Gesù e ciò che è vero e ciò che non lo è, molti si sono rivolti alla Bibbia per cercare di capire cosa stessero guardando, e molti hanno trovato un paio di versetti che sembravano adattarsi a ciò che stavano vedendo. Se sei un cristiano sincero o conosci qualcuno che lo è, forse hai ricevuto questi messaggi, ma li leggeremo comunque per farti sapere come molte persone di fede li interpretavano. Il primo è tratto dalla seconda lettera di Paolo ai Tessalonicesi. Capitolo 2,Un versetto molto noto in cui descrive ciò che accadrà al ritorno di Gesù, e dice che sentirete dire che Gesù sta tornando. Non credete a ciò che sentite. Una serie di cose devono accadere prima che ritorni sulla terra, redima il mondo e la storia finisca. E saprete che sta tornando da questi eventi e tra questi ci sarà la rivolta. La figura che descrive come l’uomo dell’iniquità, a volte descritto come l’anticristo, ma l’uomo dell’iniquità è l’espressione tratta dalla sua seconda lettera ai Tessalonicesi, e dice questo: ci sarà una grande ribellione contro Dio guidata da quell’uomo dell’iniquità. Quest’uomo, cito testualmente, si opporrà e si innalzerà al di sopra di tutto ciò che è chiamato Dio o che è adorato, tanto da insediarsi nel tempio di Dio, proclamandosi Dio. Si atteggerà a Dio. Si farà beffe degli altri dèi e si metterà al loro posto. Questo è tratto dalla seconda lettera ai Tessalonicesi. Ma questo non è il primo passo nella Bibbia, Antico e Nuovo Testamento, in cui viene descritto qualcosa del genere. Varianti di ciò si trovano in numerose profezie di quello che i cristiani chiamano Antico Testamento, comprese quelle contenute nel libro di Daniele. Il profeta Daniele descrive qualcosa di molto simile alla fine della storia, e descrive questo periodo, come spesso accade nei profeti, come una punizione. Una punizione per l’infedeltà e il peccato. Il popolo di Dio viene punito per non aver seguito Dio, e questa punizione, descritta in parte nel capitolo 11 del libro di Daniele, predice la venuta di un re, e stiamo citando, un re che farà ciò che gli piace. Si esalterà e si magnificherà al di sopra di ogni Dio e dirà cose inaudite contro il Dio degli Dei. Avrà successo finché non sarà compiuto il tempo dell’ira. Perché ciò che è stato stabilito deve accadere. È tutto ordinato, in altre parole, preordinato. Non mostrerà alcun riguardo per gli dèi dei suoi antenati, né alcun altro dio, ma si innalzerà al di sopra di tutti. Quindi, per molti cristiani o persone che conoscono bene la Bibbia e ci credono, queste profezie sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento, e ce ne sono altre, sembrano adattarsi a ciò che stavamo osservando.Trump Posts AI Photo With Jesus—Days After He Was Slammed For ‘Blasphemy’https://t.co/1KDCpX1NXo pic.twitter.com/QZTIiik115
— Forbes (@Forbes) April 15, 2026
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Sen. Lindsey Graham:
“To the Pope: you’re a good, holy man. You don’t understand the evil of Iran, you’re miscalculating here. The Catholic Church, God bless it, in the 1930s didn’t really get Hitler. And to the Pope: you really don’t get this regime, the Ayatollah and his… pic.twitter.com/C3guM3N7IF — Open Source Intel (@Osint613) April 14, 2026
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I’ve never seen so much anti-Catholic bigotry from the Right. It’s as if Trump’s screed against the pope has given them all a green light to start attacking the Church and the Vicar of Christ.
Here’s podcaster Patrick Bet David (3 million followers) slandering Catholics and… pic.twitter.com/2FWpLLIZY4 — Christine Niles (@ChristineNiles1) April 15, 2026
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The Holocaust Museum for Holocaust Remembrance Day had young members of the US military light a menorah at the Capitol and declare, “I’m [insert name and title], and I remember.” https://t.co/pkTtiLQWVM pic.twitter.com/XPp4UXe7LL
— Chris Menahan 🇺🇸 (@infolibnews) April 15, 2026
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This has to be seen to be believed.
Hannity facts check the Pope’s anti-war message, says there’s conflict through975 the Bible, like the battle of David versus Goliath. pic.twitter.com/LbsSPF9uzo — Richard Hanania (@RichardHanania) April 17, 2026
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Immigrazione
La violenza immigrata contro le famiglie, il culmine di un processo
In tutta la penisola dilagano gli atti di violenza inenarrabile commessi da immigrati, rapine, stupri, accoltellamenti, uccisioni..la velocità e la foga sono tali da rendere impossibile seguirli tutti.
È un problema militare, come abbiamo scritto già diverse volte, ma ormai esistenziale, di vita. È la vostra stessa esistenza in gioco, in ogni momento della giornata.
Il recente crimine di Massa che ha visto un padre di famiglia soccombere sotto i colpi di una ghenga di giovinastri stranieri e di «seconda generazione» non è che uno dei tanti eventi che vedono papà e famiglie prese di mira all’improvviso e spesso senza motivo da soggetti che nell’attuale contesto anarcotirannico la faranno sempre e comunque franca.
Così, sempre più spesso, nelle grandi città e in quella che abbiamo definito diverse volte «provincia sonnacchiosa»aumentano gli attacchi, violenti e spudorati contro famiglie a passeggio, donne con passeggino, anziani.
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La rapina alle volte è soltanto l’ultimo degli obiettivi, il fine di questi individui è spesso divertirsi della sofferenza altrui, far del male e sancire il proprio dominio, culturale, razziale o di branco sulle persone, sul paese da cui tutto prendono ma che disprezzano, su tutti noi.
Siamo le vittime sacrificali di un sistema che già ci vuole annichilire in ogni momento della nostra esistenza, dal concepimento in avanti con tutti i mezzi possibili.
Tutto ciò non è abbastanza, siamo a rischio di essere umiliati, picchiati, torturati e financo uccisi anche quando siamo a prendere un gelato con i figli o nei momenti di cosiddetto relax. Pensateci, siete sempre le prede di qualcuno o di qualcosa, anche quando volete fuggire da città che di fatto non sono più le vostre.
Per qualcuno non dovete avere pace, in nessun momento della vostra esistenza, dovete essere gli schiavi dello stato e del sistema anarcotirannico che poi sono la stessa cosa.
È un sistema che ha truppe «regolari» per (tar)tassarvi, controllarvi e punirvi aspramente quando vi difendete dalle belve urbane che assalgono voi e i vostri cari, perché, ça va sans dire, quelle medesime belve non sono altro che le truppe «irregolari» dell’anarcotirannia, pronte a farvela pagare amaramente senza regole d’ingaggio se sgarrate, ossia se solo osate uscire di casa o passare per i loro parchi e le loro strade.
Sono truppe votate al male più completo, non arretrano davanti a nulla, non hanno remore di sorta nel commettere le violenze più efferate e sembrano non avere un’anima, sempre che l’anima non l’abbiano ceduta a potenze nemiche da sempre del genere umano.
Pensate alle implicazioni incredibili di tutto ciò per l’esistenza vostra e dei vostri figli e giudicate voi se non sia arrivato finalmente il momento di dire basta.
Victor García
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