Persecuzioni
Il governo francese accelera l’iter di approvazione di una legge per abolire il segreto confessionale
I vescovi cattolici francesi hanno esortato i legislatori a riconsiderare un disegno di legge che potrebbe obbligare i sacerdoti a segnalare le informazioni apprese durante la confessione sacramentale.
Il 29 maggio, la Conferenza Episcopale Francese ha espresso pubblicamente «profonda preoccupazione» sul quotidiano nazionale Le Figaro in merito a una proposta di legge volta a prevenire e contrastare la violenza nelle scuole, sostenendo che alcune disposizioni potrebbero minare le libertà fondamentali, tra cui la segretezza della confessione. Il disegno di legge dovrebbe essere discusso dall’Assemblea Nazionale francese il 1° giugno, dopo essere stato esaminato da una commissione parlamentare il 26 maggio e sottoposto a una procedura legislativa accelerata dal governo l’11 maggio.
«Alcuni articoli del disegno di legge che sarà discusso in seduta pubblica all’Assemblea nazionale mettono in discussione diverse libertà fondamentali, come la libertà di coscienza, il segreto professionale, la libertà di istruzione e la libertà di religione. Per questo motivo la Conferenza episcopale francese sta interrogando i membri del Parlamento su questo tema ed esprimendo la sua profonda preoccupazione», si legge nella dichiarazione ufficiale.
Il disegno di legge è stato presentato dai deputati Violette Spillebout del partito macroniano Rinascimento e Paul Vannier del partito goscista La France Insoumise. Originariamente concepito come risposta alla violenza negli ambienti scolastici e a più ampie preoccupazioni in materia di tutela dei minori, il disegno di legge amplierebbe gli obblighi di segnalazione relativi alla violenza contro i minori. Una disposizione stabilisce che i ministri di culto, compresi i sacerdoti cattolici, non beneficerebbero più delle esenzioni relative alle informazioni ottenute nell’esercizio del loro ministero.
Sostieni Renovatio 21
Nella loro dichiarazione, i vescovi francesi hanno affermato di sostenere gli sforzi delle autorità pubbliche per combattere gli abusi e proteggere i minori. Hanno sottolineato che la Chiesa cattolica stessa è impegnata da diversi anni in iniziative volte a far luce sugli abusi sessuali e a rafforzare le misure di prevenzione.
Tuttavia, i vescovi hanno sostenuto che diversi articoli della proposta di legge sollevano preoccupazioni di più ampia portata. «Il segreto della confessione non è un privilegio per i sacerdoti, ma un diritto per i fedeli», ha affermato il vescovo Jean-Marc Eychenne di Grenoble criticando la proposta.
Il dibattito è emerso sullo sfondo del caso Bétharram, una vicenda di abusi fisici e sessuali protrattasi per decenni presso la scuola cattolica Notre-Dame de Bétharram, gestita dai Padri del Sacro Cuore di Gesù di Bétharram, nel sud-ovest della Francia. Il caso, che ha ricevuto notevole attenzione mediatica, ha riacceso il dibattito sulle risposte istituzionali alle accuse di comportamenti scorretti e criminali nei confronti di minori.
Secondo la nota esplicativa del disegno di legge, i ministri di culto sarebbero soggetti all’obbligo di segnalazione anche quando le informazioni venissero a conoscenza nell’esercizio delle loro funzioni. Il testo allegato afferma esplicitamente che nessun «segreto confessionale» dovrebbe impedire tale segnalazione. Analogamente, il paragrafo 9 della proposta prevede che i ministri di culto non siano esentati per quanto riguarda le informazioni acquisite nell’esercizio del loro ministero.
I vescovi sostengono che tali disposizioni incidono su questioni che vanno oltre la mera disciplina ecclesiastica. Nella loro dichiarazione, hanno affermato che la proposta solleva interrogativi riguardanti la libertà di coscienza, la libertà di culto, il rispetto della vita privata e le consolidate tutele associate al segreto professionale.
Secondo il Codice di Diritto Canonico, ai sacerdoti cattolici è vietato rivelare informazioni apprese durante la confessione sacramentale. La Chiesa considera il segreto confessionale assoluto e le violazioni dirette sono soggette alle più severe pene canoniche.
L’attuale controversia fa seguito a precedenti tensioni tra i vertici della Chiesa e le autorità francesi sulla stessa questione. Nel 2021, il Rapporto Sauvé sugli abusi sessuali da parte del clero raccomandò alla Chiesa di chiarire che il segreto confessionale non dovrebbe impedire la denuncia di abusi che coinvolgono minori o persone vulnerabili. La raccomandazione scatenò un dibattito nazionale dopo che l’arcivescovo Éric de Moulins-Beaufort, allora presidente della Conferenza episcopale, difese l’inviolabilità della confessione.
Come riportato da Renovatio 21, il segreto confessionale è minacciato in varie parti del mondo, dallo Stato americano del Delaware quello di Washington, a Hong Kong ora sotto il tallone della Cina comunista.
In Australia tre anni fa è entrata in vigore, sempre con la scusa della pedofilia, una legge contro il segreto confessionale.
Si tratta di un fronte ben definito di attacco alla religione cristiana, contro la quale la persecuzione è presente in ogni terra dove vige lo Stato moderno.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagini di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Persecuzioni
Vescovo mette a tacere famoso esorcista
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Persecuzioni
Messa cattolica a Vienna interrotta da adolescenti arabi che gridavano «Allah Akbar»
Alcuni adolescenti hanno interrotto una messa cattolica a Vienna gridando «Allah Akbar», secondo quanto riportato dai media austriaci. Lo riporta LifeSite.
Il 6 ottobre, alcuni giovani hanno interrotto una messa cattolica in una chiesa parrocchiale nella zona ovest di Vienna, gridando a gran voce «Allahu Akbar» (Dio è grande), uno slogan arabo spesso usato dai musulmani.
Il parroco ha dichiarato al quotidiano austriaco Die Presse di essere preoccupato per l’accaduto e di non voler rivelare l’ubicazione esatta della chiesa per non attirare altri potenziali disturbatori, raccontando di aver sentito prima delle forti risate e del rumore provenire dal fondo della chiesa durante la messa, seguiti da diverse grida di «Allah Akbar» che si sono propagate in tutto l’edificio.
Sostieni Renovatio 21
Il sacerdote stimato che i responsabili avessero circa 14 o 15 anni e fossero di etnia araba. Il gruppo di adolescenti si è dileguato rapidamente dopo aver interrotto la funzione religiosa. «Non ho mai vissuto niente del genere prima d’ora. E sono qui da 20 anni», ha detto il religioso.
Nonostante il trambusto, il sacerdote ha sottolineato che in nessun momento c’è stata una vera minaccia. «Non c’era alcun pericolo; non si trattava di una situazione minacciosa, voglio che sia chiaro. Probabilmente si è trattato solo di esuberanza giovanile», ha affermato, aggiungendo che non avrebbe sporto denuncia alla polizia perché probabilmente non avrebbe portato ad alcun risultato.
Il sacerdote ha detto di aver parlato con un altro parroco di un altro quartiere di Vienna, il quale gli ha riferito che episodi simili si verificano regolarmente nella sua parrocchia.
Il parroco ha espresso sorpresa e perplessità riguardo all’accaduto, dato che la sua parrocchia sostiene gli immigrati musulmani dal 2015. La parrocchia li ha aiutati a trovare un alloggio, a interfacciarsi con gli enti governativi e a frequentare corsi di lingua tedesca. Ha affermato di mantenere un buon rapporto con le famiglie musulmane della zona.
Come molte altre città dell’Europa occidentale, Vienna ha assistito a un massiccio afflusso di immigrati musulmani, soprattutto a partire dalla crisi migratoria del 2015. Secondo gli ultimi dati, il 41,2% degli studenti delle scuole elementari e medie (dai 6 ai 14 anni) a Vienna è di fede musulmana, rappresentando la religione più diffusa in questa fascia d’età. I cristiani costituiscono il 34,5% (17,5% cattolici e 14,5% ortodossi), mentre il 23% non professa alcuna religione.
L’episodio mostra che potrebbe essere in corso, in tutta Europa, un processo di radicalizzazione degli adolescenti, come visto nei disordini di Parigi e di Milano, spacciate per rivolte studentesche quando invece sono germi di guerra etnica vera e propria, con devastazioni e razzie. È logico che le chiese, sparuto simbolo di quello che rimane della religione locale, siano ora prese di mira – così come le catene di messaggi riguardo ad un presunto programma di stupro massivo da parte dei branchi di giovani stranieri sono presi sul serio da tante famiglie.
Aiuta Renovatio 21
È molto probabile che cià accada perché viene discusso in chat dove il comando dell’attacco alla religione cattolica è lanciato, e dove magari gli esiti (gli immancabili video della teppa) vengono vantati.
In Italia, l’interruzione o il turbamento di una funzione religiosa è punito dall’articolo 405 del Codice Penale, che sanziona con la reclusione fino a 2 anni chiunque impedisca o turba cerimonie o pratiche di qualsiasi confessione religiosa. La pena aumenta da 1 a 3 anni di reclusione se il fatto avviene con violenza o minaccia alle persone.
Qualora capitasse al lettore, difenda il sacro con la legge, senza i dubbi dei sacerdoti austriaci: non c’è da essere perplessi, né da pensare alle ragazzate.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine: Lato nord e tetto della Cattedrale di Santo Stefano a Vienna, visti dalla terrazza panoramica dell’Hotel Lamée.
Persecuzioni
Vandalizzata statua della Madonna delle vette
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Essere genitori2 settimane faOssitocina contro il divorzio, una proposta
-



Necrocultura2 settimane faLa guerra occulta oltre l’aborto
-



Immigrazione5 giorni faIl sacco di Milano della barbarie anarco-tirannica. Invochiamo il flagello di Ambrogio
-



Predazione degli organi1 settimana faTrapianto di organi, prima la persuasione e poi l’obbligo?
-



Pensiero2 settimane faPapa Leone «medical dimension»
-



Pensiero6 giorni faL’antico incidente dietro la Tesla volante
-



Spirito2 settimane faMons. Mutsaerts: Andate alla Messa in latino invece di cercare di sistemare la vostra parrocchia
-



Spirito1 settimana fa«Orrendi documenti vaticani scardinano la vocazione religiosa»: omelia di mons. Viganò













