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Berlino invasa da parassiti tossici

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Un’infestazione di insetti malevoli si sta diffondendo a Berlino, costringendo alla chiusura di parchi, impianti sportivi e zone residenziali e diffondendo avvisi sanitari, secondo quanto riportato dai media tedeschi. Il responsabile è il bruco della processionaria della quercia, un parassita che uccide gli alberi ed è ricoperto di peli urticanti tossici.

 

L’insetto, scientificamente noto come Thaumetopoea processionea, detta talvolta nell’italiano parlato «gatta pelosa», è una specie di falena i cui bruchi emergono tra maggio e luglio. Mentre la falena in sé è innocua, i bruchi sviluppano centinaia di migliaia di peli tossici microscopici che possono essere trasportati dal vento fino a 200 metri e causare eruzioni cutanee, irritazione agli occhi e problemi respiratori. Nei casi più gravi, l’esposizione può scatenare reazioni allergiche e persino shock anafilattico.

 

 

 

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L’infestazione di gatte pelose si sta diffondendo a Berlino da anni, ma le autorità affermano che quest’estate diversi quartieri hanno registrato un forte aumento degli alberi colpiti. Secondo il quotidiano Bild, le autorità e i gestori dei parchi hanno emesso avvisi in tutta Berlino e Potsdam, chiudendo le aree infestate e temporaneamente parchi, impianti sportivi e percorsi pedonali.

 

Le zone più colpite sono Charlottenburg-Wilmersdorf, Treptow-Köpenick, Steglitz-Zehlendorf e Spandau, che ospitano molte delle strade e dei parchi alberati di querce di Berlino.

 

 

Secondo il quotidiano BZ, i bruchi si sono diffusi anche nel complesso residenziale di Jungfernheide, abitato da oltre 11.000 persone, infestando ogni cosa, dalle facciate alle automobili, dagli stipiti delle porte alle ringhiere e ai lampioni.

 

I politici locali hanno criticato quella che definiscono una scarsa coordinazione tra le autorità. Gli enti sanitari hanno poteri limitati di intervento perché tali bruchi sono classificati come allergeni piuttosto che come parassiti dannosi per la salute pubblica, mentre le norme fitosanitarie limitano l’uso di alcuni biocidi.

 

I critici chiedono una risposta coordinata da parte delle autorità distrettuali, del Senato di Berlino e delle società immobiliari, che includa interventi più tempestivi sugli alberi di quercia e una rimozione più incisiva dei nidi. I residenti, esasperati, hanno anche lanciato una petizione per chiedere un piano di protezione vincolante per Jungfernheide, che ha già raccolto oltre 4.500 firme.

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Lo scorso anno, il dipartimento per l’ambiente del Senato di Berlino ha registrato 5.032 querce infestate in 881 punti della città. Gli esperti prevedono che l’infestazione peggiorerà con il clima caldo e secco, che favorisce la diffusione delle gatte pelose, e le previsioni indicano temperature più alte e condizioni più secche della media in Germania e nell’Europa centrale per quest’estate.

 

Il parassita non è limitato alla Germania. La processionaria della quercia è diffusa in gran parte d’Europa ed è stata segnalata dai Paesi Bassi e dalla Francia fino alla Danimarca e al Mediterraneo. La gatta pelosa stata introdotta accidentalmente in Gran Bretagna nel 2006 e ora si è stabilita nella Grande Londra e in alcune zone del Sud-Est dell’Inghilterra, il che ha spinto il governo a emettere un avviso sabato scorso, esortando la popolazione a non toccare gli insetti o i loro nidi.

Le gatte pelose si nutrono di foglie di quercia e si muovono formando caratteristiche «processioni» in fila indiana, guidate da un capofila. I peli della gatta pelosa, simili ad arpioni, si staccano facilmente al contatto o col vento. Possono provocare forti infiammazioni alla pelle, agli occhi e alle vie respiratorie.

 

Le processionarie costruiscono nidi sericei biancastri direttamente sul tronco o sulle biforcazioni dei rami delle querce, non semplici ragnatele sul fogliame.

 

Spesso il termine «gatta pelosa» viene confuso con l’Hyphantria cunea (Ifantria americana). A differenza della processionaria, l’Ifantria tesse i suoi nidi a forma di ragnatela sulle punte dei rami e non è pericolosa per l’uomo.

 

In presenza di gatte pelose, bisogna evitare assolutamente di avvicinarsi, toccare o tentare di bruciare i nidi, poiché i peli verrebbero dispersi nell’aria. Se si trovano nidi in aree pubbliche o private, è necessario contattare il Comune o ditte specializzate per la rimozione sicura.

 

In caso di contatto bisogna lavare immediatamente la zona con acqua e sapone ed eventualmente consultare un medico. Se si sospetta un’ingestione o reazione grave nel cane o gatto, recarsi subito da un veterinario.

 

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Immagine di Christian Fischer via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International

 

 

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Nuova teoria giustificazionista sulle orche teppiste di Gibilterra: «sono adolescenti abbandonati dai genitori»

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Una nuova teoria sul comportamento teppistico delle orche di Gibilterra – che hanno affondato almeno 8 barche dal 2020, danneggiandone più di 250 in oltre 670 interazioni registrate – è emersa sui giornali, ovviamente per bocca degli «esperti».   Secondo la nuova spiegazione dei sapienti biologi marini, le orche devastatrici sarebbero «giovani annoiati che sono stati lasciati senza supervisione da parenti più anziani». Insomma, un classico caso di deboscio, ma in ambito cetaceo.   Secondo quanto scritto dal quotidiano britanno Times, che ha raccolto il parare dei genii accademici, le orche potrebbero essere giovani curiose ma trascurate, che non hanno ricevuto un’istruzione sufficiente secondo gli elevati standard della specie. Ma attenzione: come il cambiamento climatico, c’è anche qui un fattore antropico per ogni disgrazia: gli scienziatoni credono che la pesca eccessiva degli ultimi dieci anni possa aver causato cambiamenti nella rete alimentare, con conseguente calo dei tassi di riproduzione e una diminuzione del numero di esemplari. Quando le condizioni sono migliorate, i nuovi cuccioli si sono ritrovati senza orche adolescenti a guidarli.   «Abbiamo interrotto la tradizione secondo cui l’adolescente si prende cura dei più piccoli», afferma un tizio intervistato, che lavora, ma guarda, per una fondazione. «Avrebbero dovuto essere sotto la supervisione dei loro parenti adolescenti, ma non c’erano più adolescenti. Così questi cuccioli hanno iniziato a fare sciocchezze, non avevano paura di niente». Eccerto. Poverini. Non è colpa loro se delinquono: è la società che li ha resi così. Dov’è che abbiamo già sentito questa storia?   Insomma, orfani criminali a causa dei pescatori. Colpa nostra che mangiamo il sushi: il sottotesto è questo. L’antiumanismo, ecologista o animalaro che sia, è sempre il medesimo. Consumate meno, fate meno figli, altrimenti le orche si incazzano, con i figli finiti nel degrado come in un ghetto della suburbia milanese.

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Si tratta di un salto di qualità nel fatto dell’antropizzazione, sempre a fini giustificativi, del sanguinario comportamento delle belve acquatiche. In rete spopola l’idea, presente nel pensiero animalista , per cui le aggressioni sono la vendetta vera orcina per il fatto che gli umani invadono il loro territorio: conosciamo bene l’idea del bestialismo mononeuronale per cui gli orsi hanno ragione a sbranare il runner che corre nella strada a fianco al bosco, perché questo è l’habitat del plantigrado.   In passato grandi «esperti» avevano lanciato un’altra spiegazione della violenza del mammifero bianconero pisciforme: secondo la teoria, fantasiosa sino al grottesco ma spacciata per scientifica, il gruppo sarebbe guidato da un’orca traumatizzata dagli esseri umani, per cui, anche qui, vendetta vera contro le barche a vela.   I racconti degli attacchi (arrivati in alcuni periodi ad uno al giorno), come quello ad un’imbarcazione britanniche nel 2025, sono terrificanti. Tuttavia, le grandi menti degli esperti ritengono che il colpevole sia, alla fine, la vittima. Anche questa storia ci sembra di averla già sentita…   Ora, Renovatio 21 rilancia l’appello: è ora di finirla.   Il fenomeno è oramai fuori controllo ma non si trova nessuno, nelle istituzioni, che voglia affrontarlo, forse per il pudore di infrangere il tacito «eccezionalismo cetaceo» per cui ai mammiferi pisciformi sono assegnati grande considerazione e pure «diritti» superiori a quelli dell’essere umano.   Come ripetuto da Renovatio 21, urge trovare una soluzione al più presto, sempre ricordando che, da quello che abbiamo appreso, la grande civiltà giapponese possiede ristoranti dove la malvagia creatura acquatica può essere servita come pietanza.

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Gattino nato con 28 dita ottiene il Guiness dei primati

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Il gattino di una famiglia del Michigan è ufficialmente un detentore del Guinness dei primati dopo che un veterinario ha verificato che è nato con 28 dita.

 

Il felino di 10 mesi della famiglia michiganoana degli Henderson, Toby, ha eguagliato il record per il maggior numero di dita in un gatto, precedentemente detenuto da un animale domestico canadese di nome Jake nel 2002.

 

«Quando ho visto per la prima volta le sue dita dei piedi, non potevo credere ai miei occhi», ha raccontato Delaney Henderson, proprietaria del gattaccio, al Guinness World Records. «Avendo già un altro gatto polidattilo, mi aspettavo dei “pollici” in più, ma niente avrebbe potuto prepararmi a vedere le zampe di Toby.»
Henderson ha detto che sono stati il muso di Toby e le sue frequenti fusa a farla innamorare.

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I proprietari di Toby hanno affermato che i suoi piedi insoliti non gli causano alcun fastidio o problema di mobilità. «Gode di ottima salute e, a parte una accurata spuntatura delle unghie (ne ha ben 30), è un gatto come tanti altri, senza particolari problemi di salute», han affermato gli Hendersoni.

 

I gatti in genere hanno 18 dita, 5 nelle zampe anteriori e 4 in quelle posteriori. Il primo dito anteriore, che non tocca terra, si chiama sperone ed equivale al nostro pollice, servendo ad afferrare gli oggetti. I felini con dita in più sono detti, come nei casi umani, polidattili.

 

I cuscinetti dei felidi, che per alcuni sono particolarmente belli da schiacciare a mo’ di scacciapensieri, si chiamano tampone carpale, metacarpale (anteriore), metatarsale (posteriore) e digitali. Svolgono funzioni vitali come ammortizzare i salti, percepire le vibrazioni del terreno e regolare la temperatura corporea tramite il sudore. I cuscinetti dei mici cambiano colore principalmente a causa di fluttuazioni della circolazione sanguigna, crescita e produzione di melanina, o variazioni di temperatura. Nella maggior parte dei casi si tratta di processi naturali e innocui, legati allo sviluppo o alla vita quotidiana del felino.

 

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Immagine generata artifizialmente, neanche tanto bene


 

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Uomo allo zoo getta bambino tra i coccodrilli: rilasciato su cauzione

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La polizia britannica ha rilasciato su cauzione un uomo accusato di aver gettato un bambino piccolo nel recinto dei coccodrilli di uno zoo.   La liberazione avviene dopo che l’autorità ha giudicato l’uomo «non idoneo a essere interrogato», come si legge in un comunicato stampa diffuso venerdì dalla polizia del Cambridgeshire.   L’incidente è avvenuto giovedì allo zoo Johnsons of Old Hurst nel Cambridgeshire. Il bambino di tre anni stava visitando il recinto dei coccodrilli con la sua famiglia quando il sospettato lo avrebbe scaraventato oltre una recinzione alta un metro e venti, facendolo cadere all’interno del recinto da un’altezza di oltre tre metri e mezzo, finendo tra i rettili.   Secondo quanto riferito, la moglie del proprietario dello zoo, Tracey Johnson, si è lanciata all’inseguimento del bambino e lo ha tirato fuori dal recinto.   «Ha sempre messo a rischio la propria vita per salvare quella degli altri. È una donna straordinaria e molto coraggiosa», ha dichiarato Chris Newman, direttore del National Centre For Reptile Welfare, secondo quanto riportato dalla BBC.

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Il bambino è stato trasportato in un ospedale vicino con gravi ferite e si trova in condizioni critiche ma stabili, ha riferito la polizia. Ha riportato sospette fratture al braccio e al bacino dopo essere caduto sul cemento ed è stato anche attaccato da un coccodrillo, secondo quanto riportato dal quotidiano britannico Sun.   Il presunto colpevole, descritto come «un uomo di 30 anni del Norfolk», è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio, ma è stato successivamente rilasciato su cauzione dopo essere stato giudicato non «idoneo a essere interrogato», ha dichiarato la polizia. L’uomo soffre di «difficoltà di apprendimento», secondo quanto riportato dal giornale britannico.   Il rilascio del sospettato ha scatenato indignazione online, con molti che sostengono che l’uomo rappresenti un pericolo per la società.   «Immaginate di vivere in un Paese in cui si finisce direttamente in prigione per un tweet, ma si viene rilasciati su cauzione dopo essere stati arrestati per aver ‘presumibilmente’ gettato un bambino di 3 anni nel recinto dei coccodrilli!», ha scritto un utente di X.   Il governo laburista britannico è stato accusato di discriminazione nell’applicazione della legge sin dai disordini di Southport del 2024, quando migliaia di persone (inclusi vecchi e ragazzini) sono state arrestate per post online, mentre i criminali vennero rilasciati anticipatamente per fare spazio nelle carceri ai nuovi arrivati.

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