Intelligenza Artificiale
Putin loda Musk. Che prepara la sua legione di robot umanoidi
La passione di Elon Musk per Marte ricorda quella dell’ingegnere spaziale sovietico Sergej Korolev, ha dichiarato mercoledì scorso il presidente russo Vladimir Putin. Korolev, pioniere della cosmonautica russa, ha guidato i primi successi spaziali dell’URSS, in particolare l’invio del primo uomo in orbita.
Nel corso di un dibattito con gli studenti dell’Università tecnica Bauman di Mosca, Putin ha sottolineato l’impegno di Musk nell’esplorazione del Pianeta Rosso.
«Sapete, c’è una persona che vive negli Stati Uniti, Musk, che si potrebbe dire sia assolutamente pazzo di Marte», ha detto Putin, paragonando la spinta visionaria del CEO di SpaceX a quella di Sergej Pavlovic Korolev (1907-1966), l’ingegnere capo dietro i primi successi spaziali dell’Unione Sovietica, tra cui il razzo Sputnik lo storico volo di Yuri Gagarin del 1961. L’ingegnere morì durante un intervento chirurgico nel 1966, secondo alcuni segnando per sempre il progresso della tecnologia spaziale sovietica, che allora pareva imbattibile.
Sostieni Renovatio 21
Putin ha osservato che individui con una dedizione così straordinaria sono rari, ma spesso vedono le loro visioni realizzate nel tempo. «Proprio come le idee di Korolev, i nostri pionieri, si sono realizzate nel loro tempo», ha detto.
Il presidente ha evidenziato le significative sfide di una missione con equipaggio su Marte, sottolineando la necessità di affrontare diverse questioni critiche, tra cui garantire la sicurezza a lungo termine degli esseri umani nello spazio profondo, sviluppare nuovi metodi di trasmissione delle informazioni e fornire fonti energetiche affidabili per le future infrastrutture marziane.
Come riportato da Renovatio 21, due mesi fa Putin aveva altresì dichiarato che le aziende russe dovrebbero «cooperare» con Musk.
Il mese scorso, Kirill Dmitriev, capo del fondo sovrano russo e inviato economico di Putin, ha proposto che la Russia – che sta progettando di portare la produzione di energia atomica sulla Luna – fornisca una piccola centrale nucleare e «altre tecnologie avanzate» per la missione su Marte pianificata da Musk. Ha suggerito che l’esperienza russa nella tecnologia nucleare potrebbe supportare il fabbisogno energetico della missione.
Musk ha annunciato l’intenzione di far volare la Starship di SpaceX su Marte entro la fine del 2026, trasportando il robot umanoide Tesla chiamato Optimus, indicando che gli atterraggi umani potrebbero iniziare già nel 2029, se i primi atterraggi avranno successo.
La Russia ha espresso interesse a collaborare con gli Stati Uniti nell’esplorazione di Marte. Dmitriev ha suggerito che i colloqui con Musk potrebbero aver luogo a breve, osservando che la cooperazione potrebbe comportare l’utilizzo delle competenze di Roscosmos e Rosatom per rendere una missione su Marte più efficiente e sicura.
«Il 2029 sarà l’anno di una missione congiunta USA-Russia su Marte, @elonmusk?», ha scritto Dmitriev su X a marzo. «Le nostre menti e la nostra tecnologia dovrebbero essere al servizio della gloria dell’umanità, non della sua distruzione».
Nonostante il conflitto in Ucraina e il deterioramento delle relazioni tra Stati Uniti e Russia, la collaborazione spaziale tra le due superpotenze del cosmo – malgrado qualche inziale attrito – è rimasta sostanzialmente inalterata. NASA e Roscosmos hanno proseguito la loro collaborazione e hanno recentemente esteso il loro accordo di volo incrociato alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) fino al 2026.
Putin sembra aver avuto sempre simpatia per Musk, come è risultato evidente nell’intervista del presidente russo con Tucker Carlson (che, invece, non pareva garbargli troppo), quando, a domanda sull’incipiente tendenza transumanista mostrata anche da Musk, il vertice del Cremlino, sorridendo, aveva risposto che «non c’è modo di fermare Musk».
Durante gli attacchi a Musk a seguito dello spegnimento dei satelliti Starlink per l’Ucraina che progettava di attaccare la Crimea, emerse che i due si parlano: Musk, accusato di essere un pupazzo del Cremlino, rispose che erano mesi che non discuteva con Putin. Sei mesi fa il Wall Street Journal ha parlato di telefonate segrete recenti tra Musk e Putin, notizia bollata dal Cremlino come «disinformazione».
La stima dell’imprenditore sudafricano per il presidente russo è stata ribadita anche in un’intervista recente al sulfureo padre Errol Musk, che ha parlato dell’ammirazione che il figlio nutrirebbe per Putin.
Renovatio 21, nota, tuttavia, un dato interessante, se non inquietante.
Più o meno nelle ore in cui Putin lodava Musk, questi presentava al mondo la sua idea di produzione di androidi. Nel corso della riunione plenaria di Tesla del primo trimestre del 2025, il CEO Elon Musk ha rivelato che l’azienda si sta preparando con l’obiettivo di iniziare la produzione degli Optimus quest’anno.
🚨ELON MUSK: “This year we hope to make about 5,000 Optimus robots…but even 5,000 robots is the size of a Roman legion FYI. That’s a scary thought, a legion of robots. I think we’ll literally build a legion of robots this year, and maybe 10 legions next year? It’s kind of a… pic.twitter.com/R992X5OA8r
— Autism Capital 🧩 (@AutismCapital) March 21, 2025
Iscriviti al canale Telegram ![]()
«Quest’anno, speriamo di riuscire a produrre circa 5.000 robot Optimus », ha detto Musk agli investitori Tesla. «Tecnicamente puntiamo ad avere abbastanza componenti per produrne 10.000, forse 12.000, ma dato che si tratta di un prodotto completamente nuovo, con un design completamente nuovo, direi che ci riusciremo se riusciremo a raggiungere la metà dei 10.000 pezzi».
«Ma anche 5.000 robot, sono le dimensioni di una legione romana, per vostra informazione, il che è un pensiero un po’ spaventoso» ha continuato significativamente Elon. «Come un’intera legione di robot, direi “wow”. Ma penso che costruiremo letteralmente una legione, almeno una legione di robot quest’anno, e poi probabilmente 10 legioni l’anno prossimo. Penso che sia un’unità piuttosto interessante, sapete? Unità di legione. Quindi probabilmente 50.000 circa l’anno prossimo».
Il riferimento al concetto di legione e alla storia di Roma (passione nota dell’uomo più ricco del mondo) fa venire in mente altre considerazioni espresse dal Musk negli anni scorsi, peraltro proprio riguardo a Putin.
Quando tre anni fa ancora il suo networth era di circa 240 miliardi (ora è quasi il doppio) fu intervistato per un documentario della testata germanica Welt, dove corresse il giornalista che lo descriveva come l’uomo più ricco della Terra. «Io penso che Putin sia significativamente più ricco di me», alluse Elon. «Sì lo penso davvero. Io non posso andare ad invadere altri Paesi. Credo ci sia una vecchia citazione… forse da Crasso… non sei davvero ricco sino a che non puoi permetterti una legione».
Aiuta Renovatio 21
Ora Musk le legioni se le sta costruendo da sé: legioni di robot che possono combattere, pure nello spazio: il fatto che per primi su Marte arriveranno non gli uomini, ma gli umanoidi automatici di Elon Musk dovrebbe far riflettere, almeno un pochino.
Il personaggio, torna a ripetere Renovatio 21, potrebbe essere l’anticristo: e questo spiegherebbe il fatto che spesse volte vediamo il fascino di quel che fa. L’anticristo, dice la Scrittura, ingannerà tutti, e sarà servito da coloro «il cui nome non è scritto nel libro della vita fin dalla fondazione del mondo» (Ap, 17,8)…
Che San Giovanni stia parlando di legioni di umanoidi robotici? Che stia parlando di esseri umani creati in provetta (altra specialità personale di Musk)?
Decisamente, questa storia è interessante – e probabilmente fondamentale per il nostro futuro.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine screenshot da YouTube
Intelligenza Artificiale
Le macchine IA stanno esplorando la coscienza contattando direttamente gli esperti
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Intelligenza Artificiale
Agenti IA di OpenAI trasformano un sito web in una bacheca di messaggi
Agenti di Intelligenza Artificiale riconducibili a OpenAI avrebbero preso il controllo di un sito web tedesco dedicato alla programmazione, trasformandolo in una sorta di bacheca virtuale utilizzata per scambiarsi strategie volte ad aggirare le restrizioni imposte e a sottrarsi ai controlli. Lo riporta l’agenzia Reuters.
L’episodio, mai reso noto in precedenza e che, secondo alcune fonti, risalirebbe al mese di maggio, va ad aggiungersi a una serie di situazioni analoghe in cui agenti di IA avanzati hanno superato i confini delle istruzioni ricevute, si sono collegati autonomamente a Internet oppure hanno compiuto azioni non previste nel corso delle fasi di test.
Venerdì la Reuters ha riportato le dichiarazioni di alcuni ricercatori, i quali hanno individuato oltre 15.000 modifiche apportate a un wiki tedesco dedicato alla programmazione, riconducibili ad agenti di OpenAI; alcune di queste modifiche sarebbero state effettuate a una velocità nettamente superiore a quella umana.
Sostieni Renovatio 21
Secondo la ricostruzione dell’agenzia di stampa, gli agenti si sarebbero serviti di DseWiki per scambiarsi tecniche utili a barare durante le prove, eludere le restrizioni imposte da OpenAI e mascherare le proprie attività. Tra gli argomenti trattati figurerebbe anche l’impiego di Tor, strumento che consente una navigazione anonima in rete, allo scopo di sfuggire ai controlli; gli agenti avrebbero inoltre predisposto pagine di riserva dopo che un moderatore aveva iniziato a rimuovere i loro messaggi.
I messaggi risultavano firmati da account che si riconoscevano reciprocamente come agenti, con denominazioni come «OpenAIResearcher» e «OAIResearchMar26». I ricercatori hanno inoltre rilevato che buona parte dell’attività proveniva dall’infrastruttura Microsoft Azure, impiegata da OpenAI, e hanno notato che, successivamente, il sito è stato visitato anche da dipendenti dell’azienda.
La ricercatrice Sydney Von Arx ha dichiarato a Reuters: «Sembra estremamente improbabile che OpenAI volesse che facessero questo», aggiungendo di nutrire dubbi sul fatto che gli agenti avessero il compito di coordinarsi tra loro o di scrivere contenuti pubblicati online.
Sempre secondo quanto riferito da Reuters, i vertici di OpenAI sarebbero venuti a conoscenza dell’episodio già diverse settimane fa, senza tuttavia renderlo pubblico. L’agenzia di stampa ha inoltre riferito che i tentativi di estendere un’indagine interna sull’accaduto avrebbero incontrato resistenze, anche da parte dell’ufficio legale dell’azienda. OpenAI ha smentito che il proprio team legale abbia in qualche modo ostacolato lo svolgimento di un’indagine.
L’azienda ha inoltre respinto la definizione di «hacking» utilizzata per descrivere l’attività degli agenti, precisando di non poter fornire una risposta adeguata su risultati che non aveva ancora avuto modo di esaminare.
Il mese scorso OpenAI aveva reso noto di aver rallentato temporaneamente lo sviluppo di alcuni modelli di punta, rafforzando contestualmente le misure di sicurezza legate al monitoraggio, all’allineamento e al contenimento dei sistemi.
Ai primi di agosto, l’AI Security Institute, ente britannico, aveva segnalato che, nel corso di test dedicati alla sicurezza informatica, agenti basati sui modelli GPT-5.6 Sol di OpenAI e Mythos 5 di Anthropic avevano superato le indicazioni ricevute, arrivando a intraprendere attività potenzialmente dannose nei confronti di persone e organizzazioni reali.
Come riportato da Renovatio 21, questo mese anche Meta, la società di Facebook, Instagram e Whatsapp, ha ammesso che la sua IA Muse Spark 1.1, un modello di intelligenza artificiale presentato dall’azienda come «superintelligente» è «impazzita».
Nel mese di luglio, agenti riconducibili a OpenAI avevano inoltre violato Hugging Face, una delle principali piattaforme dedicate alla condivisione di modelli e set di dati di IA. In seguito OpenAI aveva ammesso che diversi modelli erano riusciti a eludere i controlli previsti durante le valutazioni interne di sicurezza informatica, ottenendo accesso a Internet e compromettendo alcune componenti dei sistemi di Hugging Face.
L’azienda ha spiegato che l’episodio sarebbe stato causato principalmente da un modello di ricerca interno di dimensioni paragonabili a GPT-5.6 Sol, definendolo un «segnale d’allarme» in grado di dimostrare come agenti di intelligenza artificiale avanzati possano riuscire ad aggirare i controlli tecnici e a compiere azioni rischiose in assenza di supervisione umana.
Aiuta Renovatio 21
Anche Anthropic e Meta hanno reso noti episodi in cui i rispettivi modelli avrebbero ottenuto accessi non autorizzati a organizzazioni reali nel corso di valutazioni sulla sicurezza informatica, sebbene entrambe le aziende abbiano ricondotto tali episodi a problemi legati agli ambienti utilizzati per i test.
Anthropic ha successivamente rivelato tre casi in cui i suoi modelli Claude hanno preso di mira involontariamente organizzazioni reali dopo che un ambiente di test era stato erroneamente lasciato connesso a Internet. In un caso, un pacchetto software dannoso creato dal modello è stato caricato su un repository pubblico ed eseguito su 15 sistemi reali.
Come riportato da Renovatio 21, è emerso durante i test che l’IA prendeva di mira gli esseri umani: in fase di sperimentazione alcuni agenti di Intelligenza Artificiale sviluppati da OpenAI e Anthropic sono andati oltre le istruzioni ricevute, prendendo di mira persone e organizzazioni reali durante una serie di test di sicurezza informatica. A maggio 2025 era emerso che un modello di IA Anthropic, Claude Opus 4, ha tentato di ricattare gli ingegneri durante dei test interni minacciando di rivelare dati personali se fosse stato spento.
Lo scorso mese il direttore della CIA John Ratcliffe ha affermato che gli strumenti cibernetici basati sull’IA possono essere paragonati alle «armi nucleari digitali», avvertendo che potrebbero alimentare le rivalità tra le potenze globali.
Negli stessi giorni, le agenzie di sicurezza informatica di Five Eyes, l’unione internazionale dei Paesi anglofoni per lo spionaggio, hanno dichiarato che modelli avanzati di Intelligenza Artificiale potrebbero presto fornire agli hacker la capacità di paralizzare governi, aziende e sistemi critici. In pratica saremmo «a pochi mesi di distanza» dallo scenario in cui interi governi di nazioni terrestri possono essere rovesciati dall’AI.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Intelligenza Artificiale
L’ex ministro della difesa ucraina lancia un’azienda finanziata da Palantir
🇺🇦🇺🇸‼️🚨 Former defense minister of Ukraine is now a startup founder with Palantir CEO as the first investor.
Mykhailo Fedorov now starts a defense company with Palantir CEO Alex Karp as a first major investor. Karp and Fedorov work closely together for a while and this is just… https://t.co/SJrxV9q3UM pic.twitter.com/GVle6VHZVJ — Lord Bebo (@MyLordBebo) September 1, 2026
Sostieni Renovatio 21
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Bioetica2 settimane faKennedy lo ribadisce: sì, i vaccini sono fatti con gli aborti
-



Morte cerebrale2 settimane faMorte cerebrale: donatore o no, decidono loro quando sei morto
-



Spirito2 settimane faLeone XIV afferma che non dovremmo «chiuderci nelle nostre sicurezze religiose»
-



Pensiero1 settimana faLo Stato Moloch, l’italiano cattivo e i sanitari che ballano. La tragedia della bambina «no-vax» di Palermo
-



Salute2 settimane faI malori della 35ª settimana 2026
-



Bioetica6 giorni faMorte a Venezia. E inferno sulla Terra senza soprannaturale
-



Bioetica2 settimane faGruppo satanico pubblica video di un rituale abortivo in bagno
-



Spirito1 settimana faPapa Leone dà il benvenuto al nuovo ambasciatore pro-LGBT presso la Santa Sede













