Immigrazione
Scontri anti-immigrazione a Belfast dopo l’accoltellamento
Martedì sera a Belfast sono scoppiati scontri di stampo anti-immigrazione, dopo che un richiedente asilo sudanese armato di coltello avrebbe aggredito un uomo nella capitale nordirlandese, tentando, a quanto riportano le cronache, di decapitare il malcapitato.
L’episodio si è inserito in un clima di acceso dibattito sulle politiche migratorie, reso ancora più teso da una serie di reati commessi da cittadini stranieri in varie parti della Gran Bretagna.
Autobus e automobili sono stati incendiati, mentre la polizia invitava la popolazione a mantenere la calma. I video girati sul posto mostravano veicoli completamente avvolti dalle fiamme. Altri filmati ritraevano un’auto in fiamme che rotolava lungo la strada.
🚨 BREAKING: A bus has been set on fire in Belfast amid protests over the attempted beheading of a man pic.twitter.com/FX8maCMalK
— Politics UK (@PolitlcsUK) June 9, 2026
🛑LIVE a burning car can be seen rolling down the road.#belfast #news #riot pic.twitter.com/nzxM8mz4Hl
— RTI OSINT (real time intelligence) (@RTI_imtel) June 9, 2026
Groups of men are going ‘door to door’ “hunting migrants” setting fire to known HMO’s in Belfast… pic.twitter.com/jxr0Rczctm
— Pippa B 🇬🇧🏴 🚜 ❤️ 🇺🇸 (@pippaisright) June 9, 2026
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Folle inferocite hanno dato fuoco a diverse abitazioni e hanno vandalizzato le fermate degli autobus con graffiti anti-islamici. Secondo le testimonianze, in alcune zone della città si sono radunati gruppi di persone che tentavano di fare irruzione nelle case di presunti migranti.
I disordini sono esplosi dopo la diffusione, lunedì, di un video virale che mostrava un aggressore armato di coltello immobilizzare a terra un altro uomo in mezzo alla strada. Diversi passanti sono intervenuti, salvando la vittima, che ha riportato numerose ferite da arma da taglio.
Secondo quanto riportato dalla polizia, il sospettato ha volato da Parigi a Dublino prima di raggiungere Belfast in autobus nel 2023, dove ha presentato richiesta di asilo.
Negli ultimi anni la Gran Bretagna è stata scenario di significative proteste e tumulti contro l’immigrazione, con politici e attivisti di destra che hanno accusato le autorità di non riuscire a controllare l’immigrazione clandestina e di non affrontare in modo adeguato i crimini compiuti da migranti e da altre minoranze etniche.
Nel 2024, a Southport, nel Nord-Ovest dell’Inghilterra, scoppiarono violenti disordini dopo che un uomo di origine ruandese accoltellò a morte tre ragazze in una scuola di danza. L’incidente portò a una serie di arresti per post sui social media che, a quanto pare, incitavano all’odio razziale.
All’inizio di questo mese si sono svolte manifestazioni in memoria di Henry Nowak, uno studente universitario ucciso da un uomo sikh britannico nel 2025. L’indignazione pubblica si è intensificata dopo la diffusione di un filmato ripreso dalle telecamere indossate dagli agenti di polizia, che mostrava gli agenti sul posto ammanettare Nowak, già ferito a morte, anziché il suo aggressore, Vickrum Digwa, che ora è stato condannato all’ergastolo con possibilità di libertà condizionale dopo 21 anni per omicidio.
La Gran Bretagna rimane sotto shock per il perdurante scandalo delle «grooming gang», bande di pakistani che stupravano impunemente migliaia di minorenni nel corso di almeno tre cadi. Particolari rivoltanti, come l’uso di gabbie e di cani per le violenze sessuali, stanno emergendo in questi giorni.
In Irlanda, ma a Dublino, si ebbero tre anni fa rivolte violente a causa dell’aggressione con coltello di una donna e dei bambini da parte di un immigrato. L’anno passato la capitale dell’Eire fu teatro di ulteriori moti dopo che un immigrato venne accusato di aver violentato una bambina di 10 anni.
Come riportato da Renovatio 21, sei mesi fa un sedicente «Nuovo Movimento Repubblicano» ha pubblicato un video in cui, nello stile dei vecchi comunicati terroristici IRA tra bandiere, baschi e passamontagna, minacciava i politici irlandesi per il tema dell’immigrazione e per l’indottrinamento sessuale dei bambini.
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Immigrazione
Vescovo spagnolo denuncia: «strumentalizzazione geopolitica» a Ceuta
«La carità non può mai essere disgiunta dalla prudenza»
Il prelato ha anche espresso la propria posizione sul controverso tema delle espulsioni di migranti. «Penso che le associazioni o le ONG che definiscono immorali i respingimenti immediati abbiano torto», ha dichiarato. «Perché la difesa di una frontiera nazionale non è di per sé un atto di ostilità verso gli immigrati». Il vescovo di Orihuela-Alicante spiega che «il diritto di emigrare non equivale a un diritto incondizionato di stabilirsi in qualsiasi Paese, in spregio alle leggi che ne regolano l’accesso». Mons. Munilla prosegue esponendo la dottrina sociale della Chiesa a questo proposito: «La vera risposta morale esige dunque di conciliare due esigenze. Sì a un’accoglienza solidale verso chi ha veramente bisogno di un sistema di protezione, ma anche a una gestione responsabile della protezione delle frontiere. Quando uno di questi princìpi viene eretto ad assoluto al punto da annullare l’altro, cessiamo di servire il bene comune. La carità non può mai essere disgiunta dalla prudenza, così come la giustizia non può essere disgiunta dalla misericordia. La dottrina sociale della Chiesa non ci invita a scegliere tra l’una o l’altra, ma a trovare un equilibrio. E solo a partire da questo equilibrio possiamo affrontare una delle sfide più complesse che oggi ci troviamo di fronte». Non ha esitato a evocare le conseguenze inevitabili di una simile migrazione: se si dà l’impressione che basti varcare fisicamente una frontiera per ottenere automaticamente un diritto di soggiorno, ciò può incitare a correre rischi sempre maggiori. Per questo ritiene che certi respingimenti possano contribuire a evitare situazioni di violenza, a condizione che siano effettuati nel rispetto della dignità delle persone e tenendo conto delle circostanze particolari. La posizione cattolica, ha concluso mons. Munilla, obbliga proprio a evitare due estremi: ignorare la sofferenza di chi ha veramente bisogno di protezione e negare agli Stati la responsabilità di organizzare l’immigrazione e di proteggere le proprie frontiere. Articolo previamente apparso su FSSPX.NewsIscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immigrazione
Parigina progressista affronta inutilmente i saccheggiatori: la storia dietro il video virale
Un video ampiamente diffuso relativo ai disordini del 17 ottobre a Parigi mostrava una giovane donna che cercava disperatamente di impedire ai saccheggiatori di devastare un supermercato Franprix vicino a Place de la République.
La donna i giovani mascherati: «Fermatevi, fermatevi, perché lo fate? Non è questa la ragione!» e «Ehi, non toccatemi! Fermatevi. Che senso ha fare questo? C’è un uomo dentro, da solo! Guardate! Smettetela!»
Sui social media, alcuni hanno subito diffuso una storia inventata: si diceva che fosse un’attivista di sinistra da sempre, una «donna progressista» e difensore dei migranti, la cui boutique di lusso era stata distrutta proprio dalle persone che aveva difeso. Alcuni post affermavano che avesse detto ai saccheggiatori di essere a favore dell’asilo, venendo poi picchiata, sputata addosso e calpestata. Niente di tutto ciò era vero, scrive LifeSite.
Il quotidiano francese Le Monde l’ha identificata come Emma Kunstlich, 24 anni, studentessa di recitazione e modella. Era una cliente occasionale del supermercato Franprix di Rue du Faubourg-du-Temple, non la proprietaria di una boutique.
Secondo un’analisi di Web Stat, intervenuta in sua difesa, non vi sono prove di affiliazione politica, di dichiarazioni a difesa dei migranti o che sia stata aggredita nel modo descritto.
A French liberal woman, in tears, begging the looters: “I’m one of you! I voted for this! Why are you doing this?”
They shove her aside, loot her shop, and keep going.
This is suicidal empathy in real time.
The same useful idiots stand on American street corners — the… pic.twitter.com/6RYdBN26eV
— GRANDPA’s FREE ADVICE (@GOP_is_Gutless) October 19, 2026
La Kunstlich ha poi dichiarato a Le Monde che «non hanno nemmeno un messaggio politico. Stanno solo distruggendo e rubando, senza rendersi conto delle conseguenze delle loro azioni. E se il RN [Raggruppamento Nazionale, il partito della Le Pen] andrà al potere, saremo tutti nei guai fino al collo!»
Il direttore del negozio ha confermato al Daily Mail che Kunstlich era semplicemente un cliente abituale che aveva agito con coraggio.
L’arcivescovo Carlo Maria Viganò ha descritto i disordini come tutt’altro che spontanei, proponendoli invece come un «piano attraverso il quale l’élite tecnocratica globalista intende introdurre e alimentare sacche di guerra civile tra la popolazione». «L’obiettivo è chiaro: creare un pretesto per legittimare nuove forme di repressione, controllo sociale e limitazione delle libertà residue. Non c’è nulla di spontaneo in tutto questo», ha affermato il prelato lombardo.
Più recentemente, lo scorso fine settimana, alcuni video diffusi sui social media sembrano mostrare contro-manifestanti scesi in piazza in Francia, descritti come affiliati a gruppi di «destra». Sfilando con lo slogan «questa è casa nostra», hanno cercato di riappropriarsi delle strade, sottraendole a coloro che avevano trasformato le manifestazioni in saccheggi.
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Immagine screenshot da Twitter
Immigrazione
Funzionari dell’immigrazione tedeschi accusati di traffico di immigrati
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