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Ci risiamo: Facebook ha bloccato Renovatio 21 un’altra volta. Ecco la guerra contro il Logos

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Ieri notte, abbiamo avuto notizia del fatto che Facebook ha bloccato per l’ennesima volta Renovatio 21.

 

La pagina in questo momento non può essere aggiornata, e ci è stato comunicato pure che già presentava «una distribuzione ridotta» nonché, a causa delle «continue violazioni degli standard della community» le erano state inflitte «altre restrizioni».

 

Ieri notte, abbiamo avuto notizia del fatto che Facebook ha bloccato per l’ennesima volta Renovatio 21.

 

Che ci fosse uno shadow ban (che qui chiamano con eufemismo orwelliano «distribuzione ridotta») ce ne eravamo accorti da un pezzo: il traffico sul sito da Facebook negli ultimi mesi è crollato del 90%

 

Che ci fosse uno shadow ban (che qui chiamano con eufemismo orwelliano «distribuzione ridotta») ce ne eravamo accorti da un pezzo: il traffico sul sito da Facebook negli ultimi mesi è crollato del 90%, e vi basta vedere quanti like e condivisioni abbiamo agli articoli che rinviano a renovatio21.com.

 

Troviamo davvero spassosa la dicitura «altre restrizioni»: in pratica, ci è comminata una condanna che neppure ci viene ben specificata.

 

Siamo ben oltre il kafkiano: non solo non sappiamo bene di cosa siamo stati accusati, non solo non possiamo difenderci: ora pure non sappiamo nemmeno esattamente quale sia la nostra condanna.

 

Siamo ben oltre il kafkiano: non solo non sappiamo bene di cosa siamo stati accusati, non solo non possiamo difenderci: ora pure non sappiamo nemmeno esattamente quale sia la nostra condanna.

In questo, dobbiamo dire, Facebook rappresenta già l’esperimento dei tribunali del futuro, dove la violazione del Pensiero Unico sarà punibile per direttissima, senza giusto processo (uno stupido retaggio di millenni di civiltà giuridica occidentale) con estrema umiliazione del reo – il tutto gestito quasi interamente dalle macchine.

 

Infatti, iersera Facebook ci ha tenuto a ricordare che i sistemi di controllo a cui sono sottoposti i post sono solo in parte umani, e che le nostre proteste (in pratica, schiacci un tasto e che dice «non sono d’accordo») potrebbero non essere visionate, causa COVID-19 dal loro team di Intelligenze Artificiali e di umani.

 

Ad ogni modo, ci è stato comunque accennato, in uno dei messaggi in cui era comunicata la messa al bando, l’ultima violazione (le altre, stranamente, no) era citata: si tratta dell’articolo in cui davamo notizia del fatto che Robert Redfield, l’ex direttore del Centro per il controllo epidemiologico americano (il mitico, onnipotente CDC) accreditava l’idea per cui il virus sarebbe fuggito dal famoso Istituto di virologia di Wuhan.

 

L’ultima violazione citata: l’articolo in cui davamo notizia del fatto che Robert Redfield, l’ex direttore del CDC accreditava l’idea per cui il virus sarebbe fuggito dal famoso Istituto di virologia di Wuhan

Di fatto noi non abbiamo fatto altro che riportare la notizia della CNN

 

Avrete visto l’articolo: abbiamo messo a corredo del pezzo la foto di Redfield che pare ricevere un’occhiataccia da Fauci – abbiamo trovato perfetta questa immagine, anche se datata.

 

Il fatto che si tratti di una notizia riportata da molte altre testate di tutto il pianeta non importa nulla. Di fatto noi non abbiamo fatto altro che riportare la notizia della CNN, il canale che per il mondialismo rappresenta la verità incarnata: «Former CDC director believes virus came from lab in China». «L’ex direttore del CDC ritiene che il virus provenga da un laboratorio in Cina».

 

C’è il video, pure.

 

 

Su certi argomenti, il silenzio deve essere totale. Per esempio, sulle responsabilità della Cina

L’ex capo di una delle più grandi istituzioni virologiche mondiali accredita una teoria considerata di frangia (e Renovatio 21 già è stata punita per averne parlato più di un anno fa). Si tratta quindi di una notizia nel vero senso della parola: come si insegna, la notizia non è mai «cane morde uomo», ma «uomo morde cane».

 

Invece, neppure riportare la CNN è ora consentito. Su certi argomenti, il silenzio deve essere totale. Per esempio, sulle responsabilità della Cina: e capiamo, lo Zuckerberg si è sposato una cinese, per poi imparare il mandarino (sospettiamo che non serva molto in famiglia: i sino-americani parlano per lo più il cantonese) per sfoggiarlo ad eventi nella Cina Comunista e farsi trovare la biografia del presidente cinese Xi Jinping sulla scrivania quando la delegazione diplomatica di Pechino andò a farsi il giretto nella sede californiana di Facebook.

 

Lo Zuckerberg si è sposato una cinese, per poi imparare il mandarino da sfoggiare ad eventi nella Cina Comunista e infine farsi trovare la biografia di Xi Jinping sulla scrivania dalla delegazione diplomatica di Pechino

Ah, se non lo sapete, Facebook in Cina è proibito, anche se esistono in zona Shenzhen uffici-showroom nei quali le industrie cinesi possono interagire con la piattaforma per comprare pubblicità per i profilatissimi mercati occidentali e mondiali in mano al social media.

 

E allora: via la notizia, censura totale non solo sul pezzo in sé, ma su tutto il resto che hai detto e potrai dire: tutta la pagina è bloccata, oscurata. Vedete, anche qui siamo in un sistema giudiziario non-europeo, il sistema giudiziario del futuro: non viene colpito il crimine, ma la persona. L’ideale è la riforma del pensiero, quello che, esattamente, succedeva nella Cina di Mao.

 

Chi dirige Renovatio 21 ha il tesserino dell’Ordine dei Giornalisti da 16 anni secchi. Si tratta, voi capite, anche di un’offesa professionale non di poco conto.

 

Uno già dovrebbe sbigottito e offeso da tutto questo. Poi però si scopre (scusate, ci si ricorda: non è la prima volta) che mica finisce lì: ecco che Facebook comunica che l’utente stesso per tre giorni non può commentare né postare né mettere like (!) in nessun contenuto di Facebook. Né nelle bacheche dei suoi amici, né nelle foto dei suoi nipotini, né alle comunicazioni (nel caso vi fossero) dei suoi rappresentati, né a commenti di persone che poniamo li stiano diffamando, e neppure cancellare commenti di altri con il rischio che questo comporta.

Siamo in un sistema giudiziario non-europeo, il sistema giudiziario del futuro: non viene colpito il crimine, ma la persona. L’ideale è la riforma del pensiero, quello che, esattamente, succedeva nella Cina di Mao

 

Facebook rappresenta già l’esperimento dei tribunali del futuro, dove la violazione del Pensiero Unico sarà punibile per direttissima, senza giusto processo (uno stupido retaggio di millenni di civiltà giuridica occidentale) con estrema umiliazione del reo – il tutto gestito quasi interamente dalle macchine

 

Se l’utente colpito gestisse un eCommerce, o avesse un’attività di social media management (cioè, tiene per lavoro pagine di aziende), immaginate a quale danno andiamo incontro.

 

Si tratta di una condanna al silenzio che definiamo pericolosa non solo idealmente, ma soprattutto materialmente.

 

Si tratta di un’ingiustizia indegna del consorzio umano in generale. Anche se sono in «casa tua» (come sostengono i «debunker» più o meno pidioti che fanno il tifo per la censura elettronica), non mi puoi mettere il bavaglio, o chiudermi in una stanza per non farmi parlare con gli altri invitati. E, attenzione, la metafora della casa e degli invitati è profondamente sbagliata: noi tutti paghiamo per stare su Facebook, paghiamo con il petrolio del XXI secolo, i nostri dati. Accettando di entrare in Facebook, noi di fatto paghiamo con le informazioni sulla nostra esistenza, che vengono impacchettate e vendute come pubblicità a qualcuno – ricordate sempre il dogma del consumatore nella nuova economia, «se è gratis il prodotto sei tu».

 

Gli ebeti che dicono «ma Facebook è privato, siete liberi di scegliere un altro social network» ricordiamo la storia di Parler, il social conservatore che, una volta capito che minacciava davvero Twitter e pure Facebook attraendo l’esodo degli utenti esasperati dai soprusi dei grandi social,  è stato depiattaformato dal cartello di Big Tech: tolto dall’Apple Store e dall’Android Store (che significa: eliminato da tutti i telefonini della terra) e poi addirittura cancellato dai server dove il sito girava – server che erano di un altro monopolista mondiale del settore, Amazon.

 

Ci riserviamo di reagire in qualche modo, perché, ribadiamo, la cosa danneggia noi e tutti: bloccare la circolazione delle notizie non solo lede i diritti costituzionali, ma pure libertà ancora più fondamentali di cui dovrebbe godere la società. Abbiamo pubblicato già diversi articoli di Children Health Defense, di cui siamo autorizzati a distribuire le traduzioni, dando conto della querela a Facebook che sta portando avanti Robert Kennedy jr., al quale hanno chiuso pure la pagina di Instagram (per chi non lo sapesse: come Whatsapp, un’altra proprietà di Facebook) senza preavviso pochi giorni fa.

 

Nel frattempo, vi chiediamo di seguirci sul nostro canale Telegram.

Nel frattempo, vi chiediamo di seguirci sul nostro canale Telegram.

 

https://t.me/Renovatio21

 

A breve sarà approntata anche la newsletter di Renovatio 21, e il sito subirà un restyling: ci stiamo mettendo tanto non solo per il costo, ma anche perché in un altro segno eccezionale dei nostri tempi, ben due webmaster hanno negato la loro collaborazione (retribuita, ovviamente) per «incompatibilità con i valori aziendali» delle loro partite IVA con i contenuti nel sito. Abbiamo pensato che se si fosse trattato di un sito con video pornografici, probabilmente non avremo avuto problemi.

Questa censura, come tutte le altre (vogliamo ricordare che anche il presidente Trump è bandito dai social ad vitam?) sono già indice di una strategia terrificante. In queste azioni non esiste, infatti, nemmeno l’ombra di un’idea di compromesso

 

Per cui, stiamo facendo tutto da soli. Dateci tempo, non riceviamo danaro da questo sforzo immenso che è diventato Renovatio 21, una testata che pubblica articoli (che riteniamo fondamentali) ogni giorno che manda in terra e che ha in archivio qualcosa come 2.000 pezzi, per lo più scritti in questo ultimo anno di follia, dove i media tradizionali, e il loro corollario di partiti falsamente anti-sistema con i loro onorevoli influencer su social e TV, hanno perso ogni credibilità residua.

 

Abbiate pazienza, restate con noi, magari evitando il social di Zuckerberg: fate la fatica di controllare i nuovi contenuti sul nostro sito ogni giorno, perché avete capito che Facebook quei contenuti non ve li distribuirà più, o se lo farà ve li filtrerà, di modo che vediate solo quella parte del mondo che interessa a loro – cioè, al sistema unico che si sta impadronendo della mente del mondo.

 

Non crediate che saranno tempi facili: questa censura, come tutte le altre (vogliamo ricordare che anche il presidente Trump è bandito dai social ad vitam?) sono già indice di una strategia terrificante. In queste azioni non esiste, infatti, nemmeno l’ombra di un’idea di compromesso.

 

Un tempo si facevano prodotti mass-market: doveva andare bene a tutti, si sceglieva una via di mezzo nelle cose, le aziende (e i partiti…) non ci tenevano a insultare o molestare chi non comprava il loro prodotto, anzi, questi andavano blanditi, sedotti, strappati alla concorrenza… convertiti, è la parola giusta, oramai desueta anche per la religione della conversione per eccellenza, il Cattolicesimo romano, con i suoi millenni perduti di missionari e martiri.

Qui si va in cerca dell’annientamento dell’altro: perché fanno il calcolo, e hanno tutti i dati per farlo  e capiscono che possono andare avanti anche senza la minoranza di facinorosi che mettono in dubbio la narrazione principale

 

No, qui si va in cerca dell’annientamento dell’altro. Il perché è semplice: fanno il calcolo, e hanno tutti i dati per farlo (hanno, grazie ai Big Data e agli algoritmi, la profilazione psico-sociale ed economica perfetta di ognuno di voi) e capiscono che possono andare avanti anche senza la minoranza di facinorosi che mettono in dubbio la narrazione principale.

 

Il pericolo esistenziale di persone che pongono questioni val bene la loro segregazione e la perdita dei loro danari – accettano che non diventino clienti, possono tranquillamente, grazie al calcolo, rinunciare ai loro soldi. Perché possono continuare, e bene, con tutti gli altri utenti soddisfatti: quelli che si bevono le storie della TV, dei giornaloni e degli algoritmi, quelli che fanno la fila per vaccinarsi, quelli che non mettono in discussione le mascherine anche in casa, quelli a cui magari la pandemia ha slatentizzato la cattiveria. Sono gli stessi, spesso, la cui narcotica tranquillità è stata aiutata dal fatto che in questo anno mostruoso loro, a differenza di molti comuni mortali, lo stipendio lo hanno portato a casa. Con i loro soldi, e con il loro consenso, i social, i media, le aziende, i partiti, i governi, possono andare avanti indefinitamente.

 

L’altra fetta della popolazione – la nostra – è divenuta sacrificabile

Ragionateci: l’altra fetta della popolazione, quindi, è divenuta sacrificabile.

 

Questa, signori, è la ricetta per una guerra civile, legale, economica, cognitiva. Che, di fatto, è già in atto.

 

Da cristiani, lo sapevamo già: se sopprimi il Logos, cosa pensi di ottenere?

Da cristiani, lo sapevamo già: se sopprimi il Logos, cosa pensi di ottenere? Se strozzi la parola, la razionalità umana, come puoi pensare che non ne uscirà un’irrazionalità bestiale?

 

Se strozzi la parola, la razionalità umana, come puoi pensare che non ne uscirà un’irrazionalità bestiale?

 

Che sia quello che in realtà vogliono veramente?

 

 

 

 

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Come combattere il transumanesimo e proteggere la tua privacy

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.

 

 

 

I transumanisti non devono mettere un microchip nel braccio per ottenere il controllo, alterano già la realtà e fanno il lavaggio del cervello alla popolazione attraverso la raccolta di dati e la manipolazione delle informazioni. Puoi contribuire a proteggere la tua privacy e combattere il movimento del transumanesimo evitando tutti i prodotti Google.

 

 

 

La nozione di transumanesimo è attivamente ricercata ed esplorata, mentre a un certo livello è già qui.

 

Molte persone considerano il transumanesimo come la trasformazione degli esseri umani in robot, ma in realtà descrive un movimento sociale e filosofico che coinvolge lo sviluppo di tecnologie di miglioramento umano.

 

Nell’episodio 26 di Children’s Health Defense Tea Time, ho parlato con Polly Tommey, direttrice della programmazione per CHD-TV, e colleghi dell’agenda transumanista e di come il suo obiettivo finale sia controllare la popolazione umana.

 

Il processo è stato accelerato dalla pandemia di COVID e negli ultimi due anni la cabala globale è riuscita a influenzare il comportamento, principalmente attraverso la paura e la creazione di narrazioni.

 

La maggior parte delle persone non apprezza il fatto di essere sorvegliata 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e la maggior parte della sorveglianza che stai consentendo nella tua vita e causa tua, poiché rinunci alla tua privacy e acconsenti alla sorveglianza in cambio di comodità.

 

Google è il principale colpevole, e ha un controllo e un’influenza maggiori poiché, a livello mondiale, il 93% delle ricerche effettuate online utilizza Google. È il più grande monopolio nella storia del mondo.

 

 

Stanno acquisendo i tuoi dati e influenzando la tua mente

In futuro, è possibile che il transumanesimo utilizzi tecnologie che sono fisicamente incorporate nel corpo umano o nel cervello per offrire cognizione sovrumana o forme di controllo mentale.

 

Tuttavia, in questo momento il transumanesimo sta già avvenendo, non da un dispositivo impiantabile, ma attraverso la psicosi di formazione di massa e la manipolazione dell’informazione.

 

Un esempio chiave è il termine «psicosi da formazione di massa», che il dottor Robert Malone, inventore della tecnologia della piattaforma di base del vaccino mRNA e DNA, ha menzionato in un episodio di The Joe Rogan Experience il 31 dicembre 2021. L’episodio è stato visto da più di 50 milioni di persone.

 

Il 2 gennaio, la psicosi di formazione di massa ha raggiunto un valore di 100 su Google Trends, il che significa che aveva raggiunto il picco di popolarità, dopo essere stata praticamente sconosciuta in precedenza.

 

I tecnocrati sono subito intervenuti, manipolando i risultati di ricerca e popolando Google di propaganda per screditare Malone e la teoria della psicosi della formazione di massa, anche se Mattias Desmet, professore di psicologia clinica all’Università di Gand in Belgio, che ha 126 pubblicazioni a suo nome, studia il fenomeno da molti anni, e afferma che il fenomeno in realtà risale a oltre 100 anni fa.

 

Quelli sotto l’incantesimo della psicosi di formazione di massa si concentrano ossessivamente su un fallimento del mondo normale o su un evento o persona particolare – in questo caso, COVID – che diventa il fulcro dell’attenzione e può controllare efficacemente le masse.

 

Il fenomeno porta al pensiero totalitario e, alla fine, agli stati totalitari, ed è chiaro che Google non voleva che tu lo sapessi.

 

 

Google si infiltra nella tua casa

A causa del suo monopolio, Google controlla ciò che vedi manipolando i risultati di ricerca e censurando i siti web o etichettandoli come «disinformazione». 

 

Se vuoi scoprire come mantenerti veramente in salute, ad esempio, le informazioni esistono su Internet – ci sono – ma non sarai in grado di trovarle facilmente se non sai dove cercare a causa del modo in cui Google controlla le informazioni.

 

Manipolando le informazioni, possono modellare e alterare la realtà su qualsiasi argomento, dal COVID all’Ucraina, per adattarsi alla loro agenda.

 

Non è solo il motore di ricerca di Google a monitorare ciò che fai, ma anche il tuo browser.

 

Il browser Google Chrome tiene traccia di tutto ciò che fai online, mentre Gmail cattura ogni carattere digitato e lo salva sui suoi server a tempo indeterminato.

 

Se utilizzi altoparlanti intelligenti in casa, come gli altoparlanti intelligenti Alexa e Google Home o l’app per smartphone Google Assistant, è possibile che delle persone ascoltino le tue richieste e che ascoltino anche quando non ti aspetteresti. Anche i termostati intelligenti possono avere dei microfoni.

 

Hai mai avuto una conversazione telefonica con qualcuno e poi nell’ora o nel giorno successivo hai iniziato a ricevere annunci relativi a qualcosa di cui hai parlato?

 

Questo è un potente esempio della quantità di dati che stanno raccogliendo su di te e di come lo stanno usando per controllare e manipolare il tuo comportamento. Non hanno bisogno di un dispositivo transumanista futuristico per entrare e manipolare il tuo cervello: lo stanno già facendo senza di esso.

 

 

«Hackerare gli organismi» per riprogettare la vita stessa

L’inizio del video di CHD presenta il transumanista Yuval Noah Harari, professore all’Università Ebraica di Gerusalemme e uno dei massimi consiglieri di Klaus Schwab, proprietario e presidente del World Economic Forum (WEF).

 

È importante essere consapevoli del fatto che Schwab, WEF e Harari parlano apertamente del transumanesimo come parte del Great Reset, e Harari ammette che i dati potrebbero consentire alle élite umane di fare di più che «costruire semplicemente dittature digitali».

 

«Hackerando gli organismi – ha detto Harari –le élite possono ottenere il potere di riprogettare il futuro della vita stessa perché una volta che puoi hackerare qualcosa, di solito puoi anche progettarlo». Presto, dice, alcune società e governi saranno in grado di «hackerare sistematicamente tutte le persone». E, se riescono a hackerare la vita, sarebbe la «più grande rivoluzione in biologia dall’inizio della vita 4 miliardi di anni fa». 

 

Secondo Harari:

 

«Per 4 miliardi di anni non è cambiato nulla di fondamentale. La scienza sta sostituendo l’evoluzione con la selezione naturale con l’evoluzione con un design intelligente. Non il design intelligente di qualche dio sopra le nuvole, ma il nostro design intelligente e il design intelligente delle nostre nuvole cloud — il cloud IBM, il cloud Microsoft — queste sono le nuove forze trainanti dell’evoluzione».

 

Una volta che la vita umana viene hackerata, gli hacker manterranno il controllo sulla vita stessa, un processo che è stato accelerato dalla pandemia. Dopotutto, Harari ha detto: «Si dice spesso che non dovresti mai lasciare che una buona crisi vada sprecata».

 

La sorveglianza è una parte fondamentale del piano per il controllo totalitario globale e Harari afferma che tra 100 anni le persone saranno in grado di guardare indietro e identificare la pandemia di COVID come il momento in cui un nuovo regime di sorveglianza ha preso il sopravvento – «soprattutto la sorveglianza sotto la pelle».

 

Anche se un impianto cervello-computer ha recentemente consentito a un uomo completamente paralizzato di comunicare con la famiglia e i medici con i suoi pensieri, non credo che la tecnologia sia avanzata al punto che i microchip impiantabili vengano utilizzati come interfacce cervello-macchina per controllare i tuoi pensieri .

 

Ma ciò che esiste oggi sono i passaporti per i vaccini, che possono passare a ID digitali, che poi portano alle valute digitali della banca centrale (CBDC), la fine del gioco.

 

Le CBDC sembrano essere inevitabili; non è una questione di se li avranno, ma quando. Una volta che le CBDC si saranno diffuse, saranno in grado di controllare tutto, poiché sarà difficile sopravvivere senza di loro.

 

Non devono mettere un microchip nel tuo braccio per ottenere questo controllo incommensurabile: saranno in grado di tracciare e controllare ogni tua mossa tramite CBDC.

 

 

Sviluppa la tua resilienza personale

L’ottimizzazione della tua salute è una delle misure migliori che hai per sviluppare la tua resilienza personale contro qualsiasi nuova minaccia possa presentarsi. 

 

Nel video ho delineato tre priorità principali, che includono:

1) Evita gli oli di semi nella tua dieta: gli oli di semi, che sono spesso indicati come oli vegetali, sono nascosti praticamente in ogni alimento trasformato, compresi i cibi dei ristoranti, a meno che tu non possa confermare che lo chef sta cucinando solo con il burro.

 

Non c’è praticamente niente di più distruttivo per il tuo corpo che produrre malattie cardiache, cancro, degenerazione maculare legata all’età, diabete, obesità e demenza.

 

Anche se elimini gli alimenti trasformati e altri importanti perpetratori dell’olio di semi come salse e condimenti per insalata nei ristoranti, puoi comunque essere colpito da queste tossine perniciose perché sono nascoste in cibi apparentemente «sani» come pollo e maiale.

 

Questi animali vengono nutriti con cereali carichi di acido grasso linoleico omega-6, che si trova nella maggior parte degli oli di semi e provoca danni alla salute se consumato ai livelli eccessivi che sono comuni oggi.

 

Molte persone mangiano un sacco di pollo perché è percepito come un alimento salutare ed è poco costoso, ma è una delle principali fonti di acido linoleico. Nella tua cucina, esempi di grassi sani da usare al posto degli oli di semi sono il sego di manzo, il burro o l’olio di cocco.

 

2) Evita il sovraccarico di ferro: se sei un maschio o una donna in postmenopausa, il sovraccarico di ferro può mettere a rischio la tua salute. Essendo un potente ossidante, il ferro può danneggiare i tessuti e compromettere la funzione mitocondriale. Il tuo corpo ha una capacità limitata di espellere il ferro, che gli consente di accumularsi nei tuoi organi, inclusi cuore, fegato e pancreas.

 

Gli uomini e le donne in postmenopausa possono ridurre il rischio di sovraccarico di ferro donando sangue due o tre volte l’anno. È un rimedio efficace ed economico che aiuterà anche gli altri.

 

3. Esporsi regolarmente al sole: stare all’aperto al sole, esponendo quanto più possibile la pelle nuda, è il modo migliore per garantire che i livelli di vitamina D siano ottimizzati.

 

L’esposizione al sole aumenta anche la forma attiva della vitamina A insieme alla melatonina mitocondriale, un antiossidante profondamente importante all’interno dei mitocondri che riduce lo stress ossidativo.

 

 

De-Googla te stesso

Non devi essere su Google.com per rischiare la tua privacy ed essere sorvegliato. È molto più dannoso di così, poiché i tuoi dati possono essere acquisiti mentre, ad esempio, stai parlando al telefono.

 

Le app possono tracciare e raccogliere i tuoi dati, che vengono quindi utilizzati essenzialmente per farti il ​​lavaggio del cervello.

 

È possibile de-Googlare il tuo cellulare acquistando un telefono Android che non ha un sistema operativo Google, ma dovrai trovare un esperto IT in grado di riformattare il disco rigido del tuo cellulare.

 

Puoi contribuire ulteriormente a proteggere la tua privacy e combattere il movimento del transumanesimo evitando tutti i prodotti Google.

 

Ciò comprende:

  • Smetti di usare i motori di ricerca di Google. Prova invece il motore di ricerca Brave.

 

  • Disinstalla Google Chrome e utilizza invece il browser Brave, disponibile per tutti i computer e dispositivi mobili. Blocca gli annunci e protegge la tua privacy.

 

  • Se disponi di un account Gmail, prova invece un servizio di posta elettronica non Google come ProtonMail, un servizio di posta crittografato con sede in Svizzera.

 

  • Smetti di usare Google Docs.

 

  • Se sei uno studente delle superiori, non convertire gli account Google che hai creato come studente in account personali.

 

 

Joseph Mercola

 

 

 

Pubblicato originariamente da Mercola.

 

 

 

© 18 aprile 2022, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

 

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

 

 

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Zelens’kyj, Draghi e Sean Penn. Attori, banchieri e macchine, politica senza politica. Sinarchia digitale

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La scenetta migliore della giornata di guerra la offre Zelens’kyj che si incazza con Mario Draghi.

 

Il presidente ucraino è apparso piuttosto irritato nei confronti del presidente del Consiglio italiano, Mario Draghi, criticando il fatto che il nostro premier e mancato presidente della Repubblica si sarebbe assai risentito del fatto che Zelensky non si fosse presentato alla telefonata che avevano concordato di fare questa mattina.

 

Secondo quanto riportato , Draghi si era assicurato con successo uno scorporo per i beni di lusso italiani dal pacchetto di sanzioni economiche dell’UE contro la Russia, secondo quanto riferito da un diplomatico bruxellita: «Apparentemente vendere mocassini Gucci agli oligarchi è più una priorità che rispondere a Putin».

 


I mocassini Gucci, per la cronaca, non sono più veramente italiani, ma francesi: gruppo Kering, cioè il magnate Pinault. Ma non possiamo chiedere ai politici, specie europei, di saperlo.

 

E l’Italia, parrebbe, è stata una delle nazioni (insieme a Germania, Ungheria e Cipro) che ha rifiutato la cacciata della Russia da SWIFT, cioè dagli scambi interbancari mondiali.

 

Non è dato di sapere se il Draghi abbia voluto rispondere a Zelens’kyj. Materiale ne avrebbe avuto, parecchio.

 

Avrebbe potuto dirgli: caro Zelensko, il tempo di vederti con Sean Penn però ce lo hai avuto.

 


Per chi non lo sapesse, l’ex marito di Madonna, con la solita faccia invariabilmente tra il triste e lo schifato – una sorta di maschera di indignazione permanente – è a Kiev per un qualche documentario, per il quale ha accesso al presidente anche quando il Paese è massacrato da caccia, elicotteri, missili Kalibr, e gli Spetznaz in giro per Kiev alla cerca dei vertici del Paese.

 

Nessuno deve avere raccontato allo Zelens’kyj che l’altra volta che voleva fare uno scoop, il Penn portò la rovina al suo intervistato: ricordate? Tramite il contatto con l’amante, riuscì a raggiungere el Chapo Guzman, massimo signore del narcotraffico messicano. Il padrone del cartello fu brincato poco dopo dalla forze di sicurezza, la fine di una latitanza infinita. Qualcuno ipotizzò che il contatto con il divo di Hollywood avrebbe in qualche modo contribuito inavvertitamente a ottenere la sua posizione. Attenzione: non stiamo paragonando il presidente ucraino al dio della droga messicano, che probabilmente aveva pure sommergibili dell’Ucraina, soprattutto ora.

 

Ma Draghi avrebbe potuto rispondere anche altro: per esempio, accennando allo striptease di Zelens’kyj sul podio per i comunicati, prima spavaldi, poi sempre più neutrali» partito con la giacca, ma senza la cravatta. Poi camicia. Poi maglione verde militare. Poi t-shirt militare… Non è potuto andare oltre, qualcuno dello staff, o forse lo stesso Sean Penna, gli hanno ricordato che il petto nudo è la divisa estiva di Putin quando va a pescare in Siberia, o nuota con il delfini, o caccia la tigre, etc.

 

Ad ogni modo il siparietto apre ad una riflessione, che in realtà non sappiamo se a quest’ora siamo in grado di fare.

Né Draghi, né Zelens’kyj sono politici. Uno fa l’attore, l’altro, diciamo così, lavora in banca

 

Il succo è: né Draghi, né Zelens’kyj sono politici. Uno fa l’attore, l’altro, diciamo così, lavora in banca. Nessuno di loro è passato per la politica vera, viva. La gavetta. Le sezioni. Le strette di mano. Le sgomitate. Le promesse. Le sagre. I pacchetti di voto. Le scalate. Le manovre dentro e fuori dai partiti. Il mestiere di capire gli elettori, e più in generali gli esseri umani.

 

Vi è tra loro questa corrispondenza: l’impoliticità, che è la stessa di Macron. Personaggi che paiono calati dall’alto, forti di curriculum che nulla ha a che fare con la politica (che è, diceva l’infallibile Rino Formica, «sangue e merda»).

 

Nella loro ingenuità, fanno errori immensi, e non gli si può chiedere altro.

 

C’è un’ideologia, c’è un bagaglio culturale, uno stile (cioè, diceva Roland Barthes, «un sistema di attrazione e repulsione») dietro a personaggi come Zelens’kyj, paracadutato alla presidenza di un Paese da una serie TV?

 

C’è la capacità – che una volta forniva l’appartenenza ai partiti, che era soprattutto weltanschauung condivisa, istruzione a tenere una linea precisa su qualsiasi tema dello scibile e dell’agibile umani – di decidere rispetto ad ogni situazione, specie quelle di emergenza?

 

Possibile che il presidente ucraino abbia dovuto iniziare da spaccone per poi ritrovarsi a piagnucolare perché abbandonato dall’Occidente davanti alla furia dell’orso russo, che l’Ucraina aveva molestato per anni?

 

Non c’era un pensiero, un ragionamento politico, che avrebbe potuto guidare la sua opera, e il suo popolo, in maniera più razionale?

 

No. C’erano altre cose, probabilmente. C’erano, supponiamo, interessi. Magari pure qualche nome di oligarca, come Igor’ Kolomojskij.

 

Prendiamo ad esempio Draghi. Piomba a Palazzo Chigi in piena pandemia, va bene. Le poche volte che ha parlato in pubblico, ci siamo chiesti: ma questo un pensiero suo sulla gestione della situazione, ce lo ha? No, non sembra: ripeteva, malino, quello che dicevano altri, lasciandosi scappare fake news e embrioni di hate speech.

 

Per una volta, diciamo pure che siamo ingiusti con Mario Draghi: il vuoto politico che sentiamo in lui è in realtà condiviso anche da ogni partito, cioè quelli che una volta erano i templi del pensiero politico, e quindi della capacità di prendere posizioni e decisioni coerenti con un disegno più grande.

Ci chiediamo: qual è il pensiero di Forza Italia? Qual è il pensiero del PD? Qual è il pensiero del Movimento 5 stelle? LeU? Tutte le sigle biodegradabili in Parlamento fatte di lupi e bestie varie?

 

Ci chiediamo: qual è il pensiero di Forza Italia? Qual è il pensiero del PD? Qual è il pensiero del Movimento 5 stelle? LeU? Tutte le sigle biodegradabili in Parlamento fatte di lupi e bestie varie?

 

C’è un libro, per ciascuno di questi partiti, che faccia da ispirazione, manifesto, riferimento?

 

C’è anche solo un abbozzo di cultura comune che raccolga eletti ed elettori dietro ad un ideale comprensibile?

 

In realtà non c’è nulla di tutto questo: infatti governano insieme. Se questi partiti possedessero culture diverse, emergerebbero scintille e contraddizioni. Non essendoci nulla, è possibile la coesistenza. Il vuoto con il vuoto non ha nessun problema.

 

La Lega e Fratelli d’Italia sono della risma: chi si chiede come sia stato possibili che partiti soi-disants «sovranisti» abbiano venduto la sovranità biologica dei propri elettori, deve pensare anche lì non vi era cultura alcuna che offrisse gli strumenti per capire ciò che stava accadendo. Forse qualcuno, all’interno di quei partiti, lo ha capito benissimo, quello che stava succedendo: solo che ha capito che in questo massacro avrebbe potuto salvare sé e lo stipendio, bastava lasciare che in sacrificio fosse gettata una vasta porzione del popolo elettore, del diritto, il contratto sociale, lo stato di diritto, i fondamenti della Civiltà.

 

Ecco, i partiti hanno aspirato ad istituzionalizzarsi, a divenire, come diciamo spesso qui (rubando un’altra definizione di Rino Formica) lo «Stato-partito».

Se i partiti non sono partiti, la politica non è quindi più politica. Ecco che va bene assumere, come frontman (chiamiamo le cose con il gergo giusto) un attore, un banchiere, un funzionario VIP

 

Se i partiti non sono partiti, la politica non è quindi più politica. Ecco che va bene assumere, come frontman (chiamiamo le cose con il gergo giusto) un attore, un banchiere, un funzionario VIP. Non devono avere un ruolo davvero politico, né prendere decisioni in base a concezioni del mondo che vengono vagliate dal voto popolare (sapete, quella vetustissima idea partitica della democrazia…). Devono rappresentare, devono eseguire. Sono dei tecnici. Sono androidi, terminali pubblicitari del sistema, sono concrezioni umane della tecnocrazia – oltre che alla rinuncia del popolo di essere rappresentato, cosa che di per sé fa capire che sì, forse la democrazia rappresentativa qualche problemino ce lo ha.

 

Essi vanno bene per traghettare i Paesi verso punti prestabiliti (chissà da chi): avete presente, «ce lo chiede l’Europa», «ce lo chiede la democrazia», «ce lo chiede la NATO». Ma quando poi si arriva arriva l’imprevisto, possono cadere come birilli.

 

Del resto, la tecnocrazia è pensiero macchinale: e le macchine non possono prevedere l’imprevisto. Gli scienziati dell’economia, gli scienziati dell’epidemiologia, e tutti i tecnocrati che da anni ci dicono come dobbiamo vivere (occhio, in arrivo ci sono meteorologi…) non hanno gli strumenti per comprendere qualcosa che accade d’improvviso. Come si usa dire: il futuro non lo trovi su Google.

 

Ma questo, mica vogliono farvelo sapere, anzi. Vi offrono l’idea che tutto è sotto controllo, è controllabile, numericamente, biologicamente, geopoliticamente. Nessuna sovversione dell’ordine è possibile. E voi dovete temere: perché il mondo sotto controllo totale vi permette di continuare a ricevere lo stipendio.

 

Nessuno metterà in discussione la macchina: tutti voi sapete quanto ciò sia vero oggi, tra censure e persecuzione della dissidenza al pensiero unico.

 

Continueranno, quindi, a darci figurine del potere. Presidenti che vengono dalle soap opera, o dai meandri della burocrazia statale o superstatale.

 

Continueranno a mettere sopra di noi figure vuote quanto lo è, ora, tutta la politica.

 

Il problema è che tutto questo non sarà la fine.

Arriverà il punto in cui la macchina non avrà nemmeno più bisogno di qualcuno che la rappresenti

 

Arriverà il punto in cui la macchina non avrà nemmeno più bisogno di qualcuno che la rappresenti.

 

E quando diciamo macchina, intendiamo proprio quello: un dispositivo, un’intelligenza non-umana.

 

Larga parte della vostra vita è già decisa da algoritmi, da processi decisionali computerizzati che, nonostante i tentativi europei di normare la questione, non sanno nemmeno spiegare perché scelgono qualcosa, ma lo scelgono per voi.

 

Questo è vero per il vostro feed sui social – di fatto, la vostra finestra sul mondo –così come per le sentenze dei giudici americani, che fanno calcolare la pena alla macchina.

 

Questo è vero sempre di più per le diagnosi mediche, che saranno affidate ad algoritmi, specialmente nell’oncologia.

 

Questo è vero per i cinesi sotto pandemia, con il loro sistema di lockdown a semafori: se passi il telefonino in metro e compare una luce gialla invece che verde, vai a casa in isolamento. Se è rossa, probabilmente ti portano via o qualcosa così. In nessun caso c’è modo di sapere come il sistema – la macchina – abbia effettuato la decisione.

 

Questo è vero, non dimentichiamo, per i robot killer, che sono già una realtà: si è detto che già si è avuto il caso di droni che hanno ucciso senza che nessun essere umano prendesse la decisione di tirare il «grilletto».

La tecnocrazia sarà priva di tecnocrati

 

La tecnocrazia sarà priva di tecnocrati. Cercai di spiegarlo, tanti anni fa, ad un ricercatore universitario di Scienze Politiche, quando gli raccontavo del mio libro su Grillo e Casaleggio (soprattutto Casaleggio): lui mi diceva che la tecnocrazia era fatta di persone tecniche, io gli rispondevo che quello che si cominciava a vagheggiare era invece una tecnocrazia in cui comandava davvero la tecnica, quindi spogliata del suo elemento umano. Avrebbe comandato un algoritmo. Un computer.

 

Come nel film Elysium, che mi ha sempre colpito per un dettaglio secondario dell’intreccio: per fare un colpo di Stato lì bastava fare fare un aggiornamento al sistema operativo della colonia spaziale orbitante.

 

Oppure, dovreste riguardare, ogni tanto, quel video, Gaia – the Future of Politics, ancora presente su YouTube.

 

Non sono idee nuove. A fine Ottocento l’esoterista Alexandre Saint-Yves d’Alveydre studia questa possibilità di una società totalmente ordinata secondo leggi universali, pronta quindi per una dittatura delle macchine, perfette esecutrici dei principi del cosmo, e la chiama Sinarchia.

 

Ora, pare che il progetto stia per giungere a compimento.

I vostri diritti, oggi stesso, sono sottomessi ad una macchina – si chiama green pass. Grazie ad esso, è iniziata la digitalizzazione della vostra identità, cioè la vostra immissione nel grande apparato

 

I vostri diritti, oggi stesso, sono sottomessi ad una macchina – si chiama green pass. Grazie ad esso, è iniziata la digitalizzazione della vostra identità, cioè la vostra immissione nel grande apparato.

 

Lo sapete: il sistema, con l’«inevitabile» euro digitale, deciderà le vostre spese, le vostre multe, le vostre tasse. Saprà dove siete, cosa fate, cosa vi piace. Vi impedirà ciò che riterrà di dovervi impedire – cioè, ciò per cui è programmato ad escludervi.

 

Il sistema decidere della vostra prole. In un tempo non lontano, arriverà a programmarla geneticamente. Non sarà consentita altra forma di riproduzione (la natura è imprevedibile, qualcosa di intollerabile per le macchine).

 

E quindi, vi chiediamo: davvero credete di aver ancora bisogno dei Draghi e degli Zelens’kyj?

 

Davvero credete che contino qualcosa al di là dell’intrattenimento?

 

 

Roberto Dal Bosco

 

 

 

 

 

Immagine di MarkJayBee via Deviantart pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 3.0 Unported (CC BY-NC-ND 3.0)

 

 

 

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Algoritmi

Terrorismo nel metaverso: adolescente condannato al carcere per aver pianificato un attacco terroristico su Minecraft

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Un gruppo di adolescenti russi si è messo nei guai con l’accusa di aver pianificato di far saltare in aria un falso edificio governativo che avevano costruito a Minecraft, noto videogioco diffusissimo tra i giovani, tanto da essere il videogame più venduto di sempre. Lo riporta Euronews.

 

Due dei tre adolescenti sono stati prosciolti dall’accusa perché hanno collaborato con le autorità, ma il sedicenne Nikita Uvarov è stato condannato a cinque anni di carcere da un tribunale militare siberiano per «addestramento ad attività terroristiche», secondo quanto dichiarato dall’avvocato per i diritti Pavel Chikov a Euronews e all’agenzia France-Presse tramite Telegram.

 

«Per l’ultima volta in questa corte voglio dire: non sono un terrorista», ha detto Uvarov al quotidiano liberale moscovita Novaya Gazeta

 

Secondo Euronews, Uvarov e altri due erano stati precedentemente arrestati nell’estate del 2020 per aver diffuso volantini che sostenevano un matematico e attivista anarchico di Mosca sotto processo per vandalismo.

 

I tre hanno messo uno dei loro volantini in un edificio locale dell’FSB, che è la potente agenzia di sicurezza russa. Dopo che la polizia ha preso i loro telefoni, hanno trovato dei piani per far saltare in aria un edificio dell’FSB che i ragazzi avevano creato nel popolare gioco.

 

L’edificio non esiste nella realtà e Euronews riferisce che Uvarov si è dichiarato non colpevole e ha negato di voler far saltare in aria qualcosa nella vita reale.

 

Il caso russo si presenta come il primo exploit possibile del terrorismo nel metaverso: Minecraft, immenso ciberspazio ludico di proprietà di Microsoft, è considerabile, come tanti videogiochi massivi online (ricordando che da poco l’azienda di Bill Gates ha acquistato per 68,7 miliardi dollari la Activision Blizzard, che di questi giochi è regina), un embrione del metaverso vagheggiato da Zuckerbergo, che ha pure cambiato il nome di Facebook in Meta.

Si tratta  di un arresto «predittivo»: quello che avviene nel metaverso, hanno pensato le autorità russe, può essere replicato nella realtà

 

Si tratta altresì, di un arresto «predittivo»: quello che avviene nel metaverso, hanno pensato le autorità russe, può essere replicato nella realtà.

 

In America, in realtà, arresti, condanne e varie azioni delle forze dell’ordine sono già da anni tarate su predizioni generate dalle macchine: algoritmi che stabiliscono la pericolosità di una data persona a seconda di alcuni parametri, con ragionamenti informatici che in seguito la macchina non può spiegare – ma a cui la polizia obbedisce. Nel 2020 il New York Times ha riferito che un uomo di 30 anni non aveva idea che la sua lotta durata anni con gli ufficiali della libertà vigilata fosse stata in gran parte creata da un algoritmo che prevede il rischio di criminalità negli individui incarcerati e gli attivisti si sono a lungo inveiti contro programmi simili che utilizzano meno dati personali per prevedere il crimine in luoghi fisici prima che si verifichi.

 

Come riportato da Renovatio 21, esistono già diverse persone «ferite» dalla realtà virtuale, e vi sono anche già allarmi per il rischio di infiltrazioni pedofile nel metaverso.

 

Minecraft, gioco di duraturo, assoluto successo specie presso i giovani, è stato acquistato da Microsoft nel 2014 per 2,5 miliardi di dollari.

 

 

 

 

Immagine di The Conmunity – Pop Culture Geek via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)

 

 

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