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Sorveglianza

Poste e green pass: cosa sta succedendo?

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Come noto, il Decreto Legge  del 7 gennaio 2022 ha fatto sì che anche per andare in uno dei 13 mila uffici postali italiani si debba avere il green pass.

 

Vi sono state polemiche: andare in posta, per molti, è un’attività essenziale. Il pensiero è andato agli anziani che ritirano la pensione, ad esempio.

 

Le Poste Italiane non si sono fatte prendere allo sprovvisto: sono stati upgradati i totem elettronici all’ingresso (quelli che distribuiscono i numeri per la fila) così da poter leggere il QR del green pass prima di assegnarvi il bigliettino con il numero del vostro turno.

 

Non tutti gli uffici hanno il totem elettronico per controllare il green pass.

 

Leggiamo dal sito di Posteitaliane:

 

«Negli uffici postali dotati di gestore delle attese i cittadini mostreranno all’ingresso il QR Code del green pass e, una volta riconosciutone il codice, il gestore attese consentirà di scegliere l’operazione e di prendere il ticket necessario per presentarsi allo sportello».

 

Fate caso alle parole: «ticket necessario per presentarsi allo sportello».

 

E se invece non ci fosse la macchina-scanner che controlla il green pass e assegna i biglietti?

 

«Negli altri uffici postali i cittadini dovranno mostrare il Green pass direttamente allo sportello per la verifica dell’operatore attraverso il lettore scanner che ne confermerà la validità in tempo reale, prima di procedere con i servizi richiesti».

 

Anche qui, fate attenzione alle parole: «il lettore scanner… ne confermerà la validità in tempo reale, prima di procedere con i servizi richiesti».

 

Quindi, passiamo alla vita reale.

 

Ci scrive un lettore di Renovatio 21.

 

«Ieri ho preso una multa, hanno messo il disco orario al parcheggio del supermercato. Non me ne sono accorto, mi sembra incredibile, ero arrabbiatissimo. Sono andato subito in Posta per saldare la multa».

«Le ho quindi chiesto: “scusi, e se non avevo il green pass”? Lei mi ha risposto sicura: “se non aveva il green pass non poteva pagare la multa, signore”»

 

«Si tratta di un piccolo ufficio di paese, si fa la fila ancora come una volta. Senza numeri. Arrivato allo sportello, l’addetta ha preso il bollettino della mia multa, poi mi ha chiesto il green pass. “Perché?” ho chiesto io. “Perché se non scansiono prima il QR del suo green pass non posso farle pagare la multa”. Sono rimasto di stucco. Sono appena guarito dal COVID, il green pass per fortuna mi è già arrivato, l’ho usato quindi per la prima volta. Lei ha fatto proprio quello che mi aveva detto: prima ha scannerizzato il mio green pass, poi il bollettino della multa da pagare. Le ho quindi chiesto: “scusi, e se non avevo il green pass”? Lei mi ha risposto sicura: “se non aveva il green pass non poteva pagare la multa, signore”».

 

«La cosa mi è appena capitata. Qualcuno mi ha detto che non avevo altre possibilità di saldare la contravvenzione, anche se a me sembra strano, forse online si dovrebbe poter pagare. Non lo so. So solo che è incredibile: come è possibile che debba esibire un certificato medico per pagare una multa? Dove siamo capitati? E soprattutto perché un pagamento in posta deve essere subordinato al green pass? A che scopo?».

 

Il lettore ha ragione a porsi queste domande. Di fatto, pensiamo sia davvero bizzarro. Il signore era già entrato nell’ufficio postale, parlava attraverso un vetro: la scusante sanitaria – vado in posto con l’attestato che non sono, in teoria, contagioso, così da preservare gli altri presenti – è completamente inutile.

 

L’esibizione del lasciapassare non è all’ingresso, ma a servizio già in fase di erogazione, e presenza del possibile untore nel luogo pubblico. Tra il green pass e l’espletamento di una funzione finanziaria pubblica (pagare una multa) ci sono poche frazioni di secondo, il tempo di due bip della pistola-scanner.

 

Il fatto è che non è l’unica testimonianza in questo senso raccontata a Renovatio 21 dai suoi lettori.

 

Ci ha scritto un altro signore, raccontando la sua avventura in un ufficio postale, questa volta dotato di un totem con i numeri per la fila, e quindi per la scansione preventiva del QR green pass.

 

«Dovevo fare un’operazione postale un po’ lunga, che era concordata con l’ufficio da settimane. Ho comunque prenotato online. Mi sono presentato all’orario stabilito, ho preso il numero dal tabulato elettronico in entrata mostrando al suo sensore il QR code del mio green pass, così da avere un numero. L’impiegata che seguiva la mia pratica in realtà mi ha visto e mi ha chiamato subito al suo sportello, saltando la coda, perché lei, che è davvero gentile ed efficiente, sapendo che arrivavo aveva già preparato tutti i documenti per la pratica. Dopo tante firme e compilazioni di moduli, è stato il momento di pagare».

 

«Lì è successo qualcosa di davvero strano: la signora si è come preoccupata, e mi ha chiesto se avessi preso il numero. Poi ha domandato se guardando il tabellone con le chiamate riuscivo a vedere se il mio numero fosse stato chiamato. Sì, dallo sportello a fianco, le ho detto stranito: in tanti anni, una cosa del genere non mi era successa, e non capivo bene cosa stesse succedendo».

Da quello che pare di capire, potrebbe proprio essere così: le transazioni potrebbero essere subordinate alla lettura del green pass, di modo da, in qualche modo, accoppiarle. È un’ipotesi: il contesto ce lo fa pensare

 

«Quindi la signora mi ha detto di pagare allo sportello a fianco, appena si fosse liberato. Ho fatto così, utilizzando il POS dello sportello abbinato al numero assegnatomi in ingresso. Un numero che, vi ricordo, ho avuto in virtù del green pass».

 

«Una volta pagato, siamo tornati allo sportello di partenza per le ultime firme, e tutto si è concluso. Lì per lì non ho capito cosa fosse successo. Poi invece mi è venuta un’ipotesi: il green pass deve in qualche modo essere stato “agganciato” al pagamento in posta, altrimenti non c’era senso a farmi pagare in uno sportello diverso da quello in cui ero, facendomi usare il POS della postazione che mi era stata assegnata subito dopo la scansione del mio QR COVID. Mi rendo conto che non è una spiegazione esauriente, ma non ho altre idee, e in quasi trent’anni in quell’ufficio postale, con gli ultimi passati a prendere numerini al tabulato elettronico, mai mi era capitata una cosa così».

 

Anche qui, il lettore non ha torto a dubitare.

 

Da quello che pare di capire, potrebbe proprio essere così: alle poste le transazioni potrebbero essere subordinate alla lettura del green pass, di modo da, in qualche modo, accoppiarle. È un’ipotesi: il contesto ce lo fa pensare.

Del resto sapete che il green pass viene emesso dal ministero delle Finanze

 

Come riportato da Renovatio 21, è annunciato ufficialmente l’arrivo dell’euro digitale, definito «inevitabile» dalla BCE. Come abbia scritto ripetute volte, esso con probabilità si baserà sulla piattaforma informatica del green pass, che è stata sviluppata anni prima del COVID– a cui la pandemia, in breve, ha dato senso e applicazione pratica.

 

Di più: come abbiamo riportato, è probabile che le stesse tasse (come per esempio, lo scorporo e il  versamento immediato ed automatico dell’IVA) verranno pagate tramite il green pass, che agisce quindi come wallet, portafogli del danaro elettronico. Poi, a seconda del vostro comportamento fiscale (evadere sarà difficilissimo, e lo stigma per gli evasori di conseguenza aumenterà sino alla vertigine) lo stesso green pass vi garantirà o meno  l’accesso a luoghi e servizi – come, per cortocircuito, andare in posta, magari a pagare quella multa che vi consente di tornare a godere dei privilegi del green pass.

 

Del resto sapete che il green pass viene emesso dal ministero delle Finanze. A capo della gestione dei dati della green pass vi è una società controllata dal MEF, la SOGEI – e non dal ministero della Salute. I debunker dicono che è normalissimo. Eccerto.

L’abolizione del contante – che passa necessariamente attraverso un sistema green pass, che abbiamo qui bello che pronto scaricato nei nostri telefoni – sarà l’atto di trasformazione definitiva della società in Stato di sorveglianza, l’introduzione di un totalitarismo più che cinese dove ogni vostra spesa è controllata, o ancora peggio, programmata, inibita

 

Noi, assieme a Kennedy, diciamo che forse normalissimo non è.

 

Perché l’abolizione del contante – che passa necessariamente attraverso un sistema green pass, che abbiamo qui bello che pronto scaricato nei nostri telefoni – sarà l’atto di trasformazione definitiva della società in Stato di sorveglianza, l’introduzione di un totalitarismo più che cinese dove ogni vostra spesa è controllata, o ancora peggio, programmata, inibita.

 

Potrete comprare secondo quello che vi viene ordinato, se siete a rischio diabete, niente Nutella.

 

Se siete single e sei lattine di birre mica si può, se siete in ritardo con il muto, niente salmone, etc. In caso di lockdown (climatico, informatico, elettrico, energetico, inflattivo) i vostri soldi fuori dal range deciso (ricordate, quando si poteva andare solo nei supermercati del proprio comune?) non funzioneranno. Lo chiamano «denaro programmabile».

 

Un’ingiunzione di pagamento stabilita da un giudice verrà prelevata in automatico dal vostro conto; lo stesso giudice, qualora lo decidesse, potrà semplicemente «spegnere» il vostro danaro, così da bloccare la vostra vita. E non è detto che sarà un giudice: potrebbe farlo un vigile urbano per direttissima, perché oggidì non gode di buona salute la storia del «giusto processo» che serve al potere per condannare i cittadini magari togliendo loro dei diritti.

 

E le multe, per facilitare la vita ai nostri lettori, non avranno più bisogno di essere pagate in posta: vi saranno detratte immediatamente dal vostro conto elettronico green pass.

 

A differenza di adesso, le proteste le potrete fare ma solo dopo aver pagato, senza neanche accorgervi, senza poter fermare il meccanismo, la multa. Perché, se non lo avete capito, in questi mesi è stato definitivamente invertito lo stato di diritto.

Così come hanno usato questa «spinta gentile» della fame e della repressione, dello stigma e del terrore, per accoppiare i nostri dati sanitari al green pass, non è che stanno facendo lo stesso con la sincronizzazione delle nostre transazioni con il certificato verde?

 

Il cittadino non è più innocente fino a prova contraria: è colpevole. Inutile pensare che sia un’iperbole: è così ora, questo è il senso del green pass – voi siete contagiosi fino a prova contraria.

 

Così come hanno usato questa «spinta gentile» della fame e della repressione, dello stigma e del terrore, per accoppiare i nostri dati sanitari al green pass, non è che stanno facendo lo stesso con la sincronizzazione delle nostre transazioni con il certificato verde?

 

E se lo stanno facendo, perché lo stanno facendo?

 

Chi ci legge lo sa. Gli altri, tutti in fila con il green pass.

 

Tutta in fila per la vostra schiavitù.

 

 

Roberto Dal Bosco

 

 

 

 

 

Immagine di User:Mattes via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.0 Unported (CC BY-SA 3.0); immagine modificata.

 

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Quantum

La CIA ha usato il sistema magnetico quantistico «Ghost Murmur» per localizzare il pilota F-15 disperso

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Grazie all’attivazione del sistema di localizzazione dei sopravvissuti al combattimento (CSEL) della Boeing da parte dell’ufficiale addetto ai sistemi d’arma dell’F-15 abbattuto, noto pubblicamente solo come «Dude 44 Bravo», le forze statunitensi sarebbero riuscite a restringere l’area di ricerca e a localizzare il secondo membro dell’equipaggio abbattuto sul sud dell’Iran, utilizzando uno strumento di ricognizione segreto della CIA noto come «Ghost Murmur» («mormorìo fantasma»). Lo riporta il New York Post.

 

Lo strumento di sorveglianza a lungo raggio basato sulla magnetometria quantistica, alimentato dall’Intelligenza Artificiale, è stato utilizzato negli Stati Uniti per le operazioni di ricerca e soccorso del secondo membro dell’equipaggio del caccia F-15 abbattuto. Secondo alcune fonti, Ghost Murmur sarebbe in grado di rilevare segnali deboli come il segnale magnetico di un battito cardiaco umano a lunghe distanze e in ambienti complessi, utilizzando l’intelligenza artificiale per filtrare il rumore.

 

Il presidente Trump e il direttore della CIA John Ratcliffe hanno accennato al nuovo strumento di super-sorveglianza durante una conferenza stampa alla Casa Bianca lunedì pomeriggio. Si è trattato del primo impiego operativo sul campo di Ghost Murmur, o almeno del primo reso pubblico. «È come sentire una voce in uno stadio, solo che lo stadio è un’area desertica di migliaia di chilometri quadrati», ha dichiarato al NY Post una fonte informata sul caso Ghost Murmur. «Nelle giuste condizioni, se il tuo cuore batte, ti troveremo».

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Secondo alcune fonti, Ghost Murmur sarebbe stato sviluppato dalla Skunk Works di Lockheed Martin e testato sugli elicotteri Black Hawk, con un possibile impiego futuro sui caccia stealth F-35. «Il nome non è casuale. “Murmur” è un termine clinico che indica un’aritmia cardiaca. “Fantasma” si riferisce al ritrovamento di qualcuno che, a tutti gli effetti, è scomparso», ha affermato un’altra fonte.

 

Si trattava di «un ambiente pressoché incontaminato» grazie alle basse interferenze elettromagnetiche, alla «quasi totale assenza di segnali umani concorrenti e, di notte, al contrasto termico tra un corpo vivente e il suolo desertico», che «forniva agli operatori un ulteriore livello di conferma». «Normalmente questo segnale è così debole che può essere misurato solo in ambiente ospedaliero, con sensori premuti quasi a contatto con il torace».

 

Tuttavia «i progressi in un campo noto come magnetometria quantistica, nello specifico i sensori costruiti attorno a difetti microscopici nei diamanti sintetici, hanno apparentemente reso possibile rilevare questi segnali a distanze notevolmente maggiori».

 

«Questa capacità non è onnisciente. Funziona al meglio in ambienti remoti e con un basso livello di complessità e richiede tempi di elaborazione considerevoli».

 

Prima che Ghost Murmur diventasse operativo, Dude 44 Bravo attivò il Combat Survivor Evader Locator (CSEL) della Boeing, un dispositivo di comunicazione sicuro in grado di trasmettere informazioni crittografate sulla posizione e sullo stato senza rivelare la sua posizione alle forze nemiche. «È come cercare un ago in un pagliaio, trovare questo pilota, e la CIA è stata incredibile», ha detto Trump lunedì, riferendosi al Ghost Murmur.

 

«La CIA ha avuto un ruolo fondamentale nel ritrovare questo piccolo puntino», ha detto il presidente, aggiungendo che la CIA ha individuato l’americano scomparso da «64 chilometri di distanza».

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Sorveglianza

Il Messico accelera l’implementazione dell’identificazione biometrica

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Accelera la trasformazione del Messico in uno Stato a sorveglianza biometrica avanzata. Il governo messicano sostiene che fornire le proprie impronte digitali, la scansione dell’iride e i dati facciali sia volontario, come dichiarato pubblicamente dalla stessa presidente Claudia Sheinbaum.   Entro luglio 2026, tuttavia, ciascuna delle circa 130 milioni di linee di telefonia mobile del Paese dovrà essere collegata a un documento d’identità nazionale biometrico e i numeri non registrati verranno sospesi il 1° luglio. Rifiutare le credenziali biometriche significa perdere il telefono.   Il sistema CURP Biométrica aggiorna il codice anagrafico messicano esistente, la Clave Única de Registro de Población, trasformandolo da una stringa alfanumerica di 18 caratteri in qualcosa di molto più personale. Il sistema aggiornato acquisisce i dati biometrici del volto, delle impronte digitali e dell’iride, li combina con un codice QR e una firma digitale, producendo di fatto un documento d’identità leggibile da dispositivi mobili e legato al corpo dell’individuo.   La registrazione avviene presso gli uffici RENAPOO e dell’anagrafe, dove il personale scansiona tutte e dieci le impronte digitali, entrambe le iridi, scatta una fotografia del viso e registra una firma digitale. Per entrare senza appuntamento è necessario un documento d’identità valido con foto, un certificato CURP autenticato e un certificato di nascita originale o autenticato.   Il governo ha presentato questo sistema principalmente come uno strumento per affrontare la crisi delle sparizioni forzate in Messico. I dati biometrici confluiscono in una Piattaforma Unificata di Identità che collega il Registro Nazionale della Popolazione con la Banca Dati Forense Nazionale e i registri in possesso di procuratori e agenzie di Intelligence, consentendo ricerche di identità in tempo reale. Questo è lo scopo dichiarato.   Il sistema in fase di realizzazione fa molto di più che localizzare le persone scomparse. La legge concede un ampio accesso ai dati biometrici e personali alle forze dell’ordine, alle agenzie di intelligence e alla Guardia Nazionale, e non obbliga le autorità a notificare ai cittadini l’accesso ai loro dati. Non saprete chi sta consultando i vostri dati biometrici, né perché, né con quale frequenza.

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L’obbligo di registrazione della SIM trasforma un documento teoricamente facoltativo in un requisito di fatto obbligatorio. Il Messico ha promulgato la legge sulla registrazione obbligatoria dei numeri di cellulare il 9 gennaio 2026, imponendo che tutti i numeri di cellulare, inclusi quelli prepagati e postpagati, nonché le SIM fisiche e le eSIM, siano collegati in modo verificabile a un individuo in possesso di un documento di identità rilasciato dal governo. Gli operatori telefonici devono verificare l’identità dell’abbonato confrontandola con il database biometrico nazionale.   Ciò significa che le SIM prepagate anonime, a lungo utilizzate da vittime di violenza domestica, giornalisti e attivisti politici, smetteranno semplicemente di funzionare per chiunque non completi la registrazione biometrica entro la scadenza.   Questo è il terzo tentativo del Messico di collegare i numeri di telefono all’identità. Il suo passato dovrebbe preoccupare chiunque presti attenzione. Il primo registro di telefoni cellulari del Messico, chiamato RENAUT, fu lanciato nel 2008 e richiedeva agli utenti di registrare i propri numeri presso il CURP (Central Union of Responsive Policies).   Nel giro di pochi mesi, le informazioni private di milioni di utenti di telefoni cellulari furono divulgate e presumibilmente vendute da alti funzionari corrotti all’interno del governo federale. RENAUT fu abbandonato entro il 2012. Il secondo tentativo, PANAUT, richiedeva dati biometrici, tra cui impronte digitali e riconoscimento facciale.   L’organizzazione per i diritti digitali R3D e altri contestarono la legge e, nel 2022, la Corte Suprema messicana la dichiarò incostituzionale, citando violazioni della privacy.   Siamo dunque al terzo tentativo. Il sistema biometrico CURP raccoglie le stesse categorie di dati sensibili che la Corte Suprema ha dichiarato incostituzionali solo quattro anni fa, con la differenza che ora è collegato a una piattaforma di identità molto più ampia, con molti più punti di accesso per le agenzie governative.

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Come riportato da Renovatio 21, il Messico non opera in modo isolato. India, Nigeria, Tanzania e altri Paesi hanno già collegato la registrazione delle SIM ai sistemi di identificazione biometrica nazionale, creando reti mobili che fungono da infrastrutture per il controllo dell’identità.   I governi strutturano questi programmi incentrandoli sulla riduzione delle frodi e l’architettura di sorveglianza viene costruita di conseguenza. L’implementazione in Messico segue lo stesso schema, collegando i registri delle telecomunicazioni a un registro biometrico centralizzato in grado di identificare chi ha chiamato chi, da dove e quando.   La concentrazione di dati biometrici identificativi all’interno di sistemi gestiti dal governo e collegati direttamente alle infrastrutture di telecomunicazione è uno degli scopi primari dello Stato moderno nel XXI secolo. Ogni chiamata telefonica instradata attraverso la rete messicana dopo luglio 2026 sarà, per definizione, riconducibile a un’identità verificata già in possesso del governo.  

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Intelligence

La CIA di Biden considerava i valori familiari tradizionali un segno di «estremismo bianco»

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L’amministrazione Trump ha portato alla luce uno sconvolgente promemoria interno della CIA altrettanto, che dimostra come, sotto la presidenza Biden, la CIA avesse avvertito che la «maternità tradizionale» e la «gestione della casa» fossero segni di «estremismo bianco».

 

America First Legal (AFL), che ha pubblicato su X una lunga serie di articoli riguardanti il preoccupante memorandum della CIA, ha affermato: «La valutazione dell’Intelligence rivela un pregiudizio diffuso ai massimi livelli nella CIA di Biden».

 

«Un’agenzia con responsabilità cruciali in materia di intelligence stava impiegando le proprie risorse per prendere di mira le donne che promuovono la maternità», ha osservato l’AFL.

 

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La valutazione si concentra su coloro che «credono che la loro percezione di un’identità etnica bianca europea idealizzata sia minacciata da persone che incarnano e sostengono il multiculturalismo e la globalizzazione».

 

Intitolato «Donne che promuovono la radicalizzazione e il reclutamento di estremisti violenti di matrice razziale ed etnica bianca», il documento di 11 pagine del 2021 inizia affermando: «Riteniamo che le donne siano emerse come figure chiave del movimento transnazionale di estremisti violenti di matrice razziale ed etnica bianca (REMVE), assumendo ruoli diversi per promuovere gli obiettivi del REMVE bianco, inclusa la visione del REMVE bianco sulla maternità tradizionale, e partecipando con successo a nuovi ruoli nella propaganda e nel reclutamento».

 

«I sostenitori bianchi del REMVE e i loro simpatizzanti hanno affermato in post online che è essenziale per le famiglie bianche avere il maggior numero possibile di figli biologici per contrastare l’aumento dei tassi di natalità tra le popolazioni non bianche; i sostenitori bianchi del REMVE affermano che questo aumento è una cospirazione, che hanno definito la “grande sostituzione”, secondo una valutazione di Open Source Enterprise», afferma il promemoria.

 

A pagina 2 del documento, la CIA esprime preoccupazione per il fatto che i REMVE abbiano «esaltato la maternità e la gestione della casa come la responsabilità più importante delle donne».

 

L’amministrazione Trump ha ritirato il documento della CIA risalente all’era Biden. «Le agenzie di intelligence statunitensi esistono per proteggere gli americani, non per prenderli di mira», ha osservato l’AFL su X.

 

«Questo è ciò che accade quando l’ideologia “woke” sostituisce la raccolta e l’analisi di informazioni basate sulle minacce reali», ha dichiarato al Daily Signal Gene Hamilton, presidente di America First Legal.

 

«L’amministrazione Biden era ossessionata dal demolire il nostro Paese», ha affermato Hamilton. «La maternità era vista con sospetto. Il ruolo di casalinga era visto con sospetto. Gli americani comuni erano visti con sospetto. Sotto l’amministrazione Biden, la vita americana di tutti i giorni è stata trasformata in un profilo di minaccia. Non dovremmo mai dimenticare quanto profondo fosse il marciume».

 

«Io… non sono un bersaglio, vero? VERO?» ha scritto Mary Chastain di Legal Insurrection in un commento ironico. «Sono una tradizionalista. Credo sinceramente che una donna dovrebbe restare a casa una volta che ha figli. E sì, bisogna avere figli. I bambini sono meravigliosi e una benedizione», ha spiegato. «Sì, ci crederei se l’amministrazione Biden non demonizzasse i genitori che cercano di responsabilizzare i consigli scolastici o non spiasse i cattolici che mantengono le tradizioni e preferiscono la messa in latino», ha detto Chastain.

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Come riportato da Renovatio 21, l’amministrazione Biden aveva iniziato immediatamente la persecuzione di ogni tipo di dissidenza, etichettando coloro che si opponevano alle restrizioni pandemiche (vaccini, lockdown, mascherine) e genitori di scolari (contrari a indottrinamento su razza e gender) come possibili «domestic terrorists», cioè «terroristi interni».

 

L’amministrazione Biden aveva preso di mira gli oppositori degli obblighi e dei vaccini COVID come «estremisti violenti interni»

 

In pratica, appena installatosi Biden cominciò l’avvio della trasformazione dei dissidenti (attivisti pro-life o anche solo genitori contrari a teoria del gender, obbligo vaccinale, lockdown e mascherine) come «domestic terrorist». Tale shift è comune ad altri Paesi anglofoni, come la Nuova Zelanda.

 

Le stesse tecniche usate all’estero per combattere il terrorismo islamica, hanno notato molti, sono ora applicate – in maniera più capillare – all’interno del Paese contro cattolici, pro-life e persino consigli di istituto di scuole elementari e medie.

 

Una slide di un presentazione sul terrorismo tenuta dai membri dell’esercito americano a Fort Liberty (rinominato Fort Bragg) emersa la scorsa estate dimostrava che i funzionari militari dell’amministrazione Biden continuano a insegnare che i loro pacifici oppositori politici sono estremisti violenti, in particolare le organizzazioni pro-life.

 

Come riportato da Renovatio 21, sotto Biden l’FBI aveva inoltre programmato di infiltrare le messe in latino, perché ritenute fucine di «terrorismo domestico».

 

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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr

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