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Vera psicopolizia nei tribunali britannici: veterano dell’esercito dichiarato colpevole per aver pregato con la mente contro l’aborto

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Il veterano dell’esercito britannico Adam Smith-Connor è stato ritenuto colpevole di aver violato una «zona cuscinetto» pro-aborto pregando con la mente nei dipressi di una clinica per aborti. Lo riporta LifeSiteNews.

 

Si tratta della prova incontrovertibile che nel Regno Unito la psicopolizia – ossia l’intrusione della repressione persino nel pensiero, nel foro interiore del cittadino – è realtà.

 

Smith-Connor, 51 anni, ha ottenuto la scarcerazione condizionale per due anni (vale a dire che è in libertà vigilata per due anni) e gli è stato ordinato di pagare le spese legali pari a 9 mila sterline (circa 10 mila euro) dal giudice distrettuale presso il tribunale di Poole, nel Dorset.

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L’uomo ha tenuto un discorso video fuori dal tribunale appena dopo la sentenza assieme a Isabel Vaughan-Spruce, una donna a cui è capitata la medesima disavventura, e agli avvocati dell’organizzazone ADF UK.

 

«Voglio ringraziare tutti per il supporto negli ultimi due anni da quando sono stato accusato per la prima volta di questo reato mentale il 24 novembre uh 2022» dice Adam. «Il salmo 22, 10 dice che quando mio padre e mia madre mi abbandonano, il Signore si prenderà cura di me. Ho servito la nostra grande nazione per 20 anni come riservista dell’esercito, continuo a servire la mia comunità locale come fisioterapista e volontario della chiesa. Non avrei mai immaginato che la nazione che amo e che è stata così buona con me in passato potesse rivoltarsi contro di me per non aver fatto altro che offrire una preghiera per il mio figlio defunto».

 

«Mi sento come se il mio governo mi ha abbandonato, ma il Signore si è preso cura di me, mi ha circondato di preghiere e mi ha fornito un eccellente team legale con ADF UK. Voglio ringraziare chiunque tutti coloro che hanno pregato per la giustizia in questo caso giudiziario ho ricevuto messaggi di sostegno da tutta la Gran Bretagna, America Italia, e anche a Betlemme».

 

 

 


«Sono estremamente rattristato che il giudice mi abbia dichiarato colpevole questo segna un momento oscuro e un giorno pericoloso per la nostra nazione, se stabilisce un precedente legale secondo cui i crimini di pensiero possono verificarsi in Inghilterra. Quando George Orwell scrisse 1984 nell’anno 1948 lo intendeva come un avvertimento, non come una guida (…) l’idea che i reati di pensiero potrebbero affermarsi nel sistema legale britannico era tristemente esatta due anni fa, quando è iniziato questo caso, un mio amico cristiano ha detto che ora siamo in un momento in cui i cristiani possono essere perseguitati per la preghiera, ma non ci sarebbero arrivati a un momento in cui potresti essere perseguitato e bussare alla porta potrebbe accadere a casa tua»

 

«Quel momento è ormai arrivato in Scozia le zone cuscinetto puoi essere perseguitato per aver discusso di aborto nel tuo giardino se vieni ascoltato da qualcuno. Se pensate che io sia paranoico questo accadrà solo al di fuori delle cliniche abortive ripensaci se il governo può creare crimini mentali da qualche parte è solo questione di tempo prima che creino crearli ovunque se hai opinioni controverse in contrasto con il governo e tutti noi, a un certo livello, facciamo attenzione».

 

«Dio e solo Dio ci dà gli incapaci diritti e libertà è compito del governo sostenere queste libertà (…) faccio appello agli attivisti dell’industria dell’aborto, al governo della funzione pubblica e al sistema legale che hanno esercitato pressioni così forti per rendere la preghiera un reato penale, per favore guardate ai vostri figli e chiedetevi se voglio che mio figlio o mia figlia crescano in un Paese in cui il loro stesso pensiero può essere criminalizzato. È il Paese che volete che i vostri figli ereditino?»

 

«Ci siamo ritrovati con i reati di pensiero in Gran Bretagna è perché noi abbiamo dimenticato il nostro primo amore e i principi su cui è stata costruita la nostra nazione, un tempo grande, siamo una nazione cristiana, la nostra costituzione è basata sulla Bibbia, l’autorità del re viene da Yahweh, il dio della Bibbia, se vogliamo restaurare la nostra nazione, una volta grande, abbiamo bisogno per ricordare che le sue fondamenta furono gettate nella Magna Charta 800 anni fa».

 

«Dobbiamo ritornare al Signore Gesù Cristo e questa corte qui ha deciso che anche una preghiera silenziosa al Signore Dio è ora un atto criminale. (…) Credo che ci sia ancora tempo per ripristinare la sanità mentale nella nostra nazione, ma il tempo è poco e la chiesa ha bisogno di svegliarsi. Infine voglio ringraziare mia moglie, mio ​​figlio e mia figlia che sono stati un’enorme fonte di forza e ringrazio per la vita di Jacob che morì di aborto e di Bobby che è morto di aborto naturale. Sebbene le loro vite siano state brevi mi hanno ispirato e mi hanno fatto andare avanti negli ultimi due anni».

 

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Come riportato da Renovatio 21, lo Smith-Connor era stato arrestato nei pressi dell’attività di aborto di Bournemouth, Dorset, del British Pregnancy Advisory il 14 novembre 2022, dopo aver pregato in silenzio per suo figlio Jacob, abortito 22 anni fa.

 

 

L’uomo, attualmente fisioterapista, si è dichiarato non colpevole di aver violato il Public Spaces Protection Order (PSPO) che proibisce proteste, offerte di aiuto alle donne incinte o testimonianze pro-life di qualsiasi tipo al di fuori del centro per l’aborto per i prossimi tre anni, dal lunedì al venerdì, dalle 7:00 alle 19:00. Quando ha affrontato Smith-Connor, che pregava in silenzio con le spalle rivolte alla clinica, un agente di polizia gli ha chiesto di descrivere «la natura della sua preghiera».

 

Il giudice ha deciso che Smith-Connor aveva deliberatamente violato il Public Spaces Protection Order (PSPO). Secondo Irish New , al giudice era stato detto che Smith-Connor aveva inviato un’e-mail al governo locale per informarlo dei suoi piani di pregare in silenzio fuori dalla clinica. La corte aveva anche sentito che si era rifiutato di andarsene quando gli agenti di polizia glielo avevano chiesto, e che lo avevano intrattenuto in una conversazione per ben più di un’ora.

 

Smith-Connor aveva pregato per l’anima del figlio anche in altre occasioni, fuori dalla clinica per l’aborto.

 

Come riportato da Renovatio 21, Isabel Vaughan-Spruce, un’altra cittadina britannica che è stata arrestata per preghiera silenziosa, ha ricevuto due mesi fa 13 mila sterline (circa 15 mila euro) di danni e delle scuse dalla polizia. La donna ha detto a LifeSiteNews via email oggi di essere «immensamente preoccupata» che Smith-Connor sia stato «marchiato… come criminale» per aver pregato in un luogo pubblico per il figlio abortito.

 

«La polizia ha assicurato ad Adam che aveva perfettamente il diritto di pregare in silenzio vicino al centro per l’aborto di Bournemouth, come ovviamente avrebbe dovuto fare, eppure solo una settimana dopo gli è stata inflitta una multa per aver fatto esattamente ciò», ha affermato Vaughan-Spruce.

 

«Nel massacrante processo di tre giorni ad Adam a settembre, lui ha fornito prove video della sua interazione con la polizia, in cui gli è stato ripetutamente assicurato che le sue preghiere silenziose non stavano violando la zona cuscinetto del PSPO a Bournemouth e questo, insieme alla consapevolezza che non dovremmo mai essere criminalizzati per i nostri pensieri, avrebbe dovuto essere una prova conclusiva per assolvere Adam da qualsiasi illecito», ha continuato la donna.

 

 

La Vaughan-Spruce ritiene che se la preghiera silenziosa è diventata un crimine, la Gran Bretagna è «passata nel regno della polizia del pensiero. Sarebbe discriminazione contro le persone con convinzioni religiose».

 

«Questo dovrebbe essere una preoccupazione per ogni persona di buona volontà, indipendentemente dalla sua fede o da quale parte del dibattito sull’aborto si schieri», ha dichiarato a LSN. «Non si deve mai dire ai cristiani che non possono pregare in pubblico, che la preghiera è qualcosa da lasciare a casa o da riservare esclusivamente alla chiesa (…) Ovunque sia consentito al pubblico, anche i cristiani, in quanto membri del pubblico, devono essere autorizzati, e ovunque sia consentito ai cristiani, anche le loro preghiere silenziose, i loro pensieri privati, devono essere autorizzati».

 

«Pregare per le donne incinte e i loro bambini non è un crimine. In definitiva, la preghiera può portare solo del bene, mai del male, e non è qualcosa da temere né dovrebbe mai essere messa al bando», ha concluso la donna.

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L’avvento di un sistema di psicopolizia non riguarda solo questi singoli episodi, ma è una tendenza che ha un fondamento istituzionale e tecnologico.

 

Moltissime grandi aziende, nonché università e tema di ricercatori, stanno lavorando a strumenti bioelettronici di lettura del pensiero, al punto che in ambito di giurisprudenza si comincia a parlare di diritti di «libertà cognitiva» – a significare come sia riconosciuto che neanche la cognizione è più libera.

 

Non si tratta solo degli esperimenti della società Neuralink di Elon Musk (che ha ora l’OK per i test sull’uomo dopo aver sperimentato su suini e primati): anche Facebook era attiva in ricerche di questo tipo, così come lo sono università e centri di ricerca all’avanguardia.

 

La Cina già utilizza sperimentalmente sensori psicodigitali per valutare, e correggere, l’attenzione degli alunni.

 

Come riportato da Renovatio 21, il guru del gruppo estremista noto come World Economic ForumKlaus Schwab, durante un incontro pubblico a Davos con il cofondatore di Google Sergej Brin parlò della possibilità, di lì a breve, di sapere esattamente cosa stavano provando e pensando tutti gli spettatori della sala – ovviamente tramite chip biologici e interfacce cerebrali.

 

Il pensiero eccitava molto lo Schwab, già teorizzatore – come altri importanti discepoli a Davos – della fusione uomo-macchina (che chiama «Quarta rivoluzione industriale», come da titolo del suo libro, prefato in Italia da John Elkann) che ha raccontato, senza vergognarsi, come in futuro negli aeroporti saranno effettuate scansioni celebrali sui viaggiatori di modo da trovare eventuali idee terroriste.

 

«Anche attraversare un confine nazionale potrebbe un giorno richiedere una scansione cerebrale dettagliata per valutare il rischio per la sicurezza di un individuo» dice Schwab. «I dispositivi esterni di oggi, dai computer indossabili alle cuffie per la realtà virtuale, diventeranno quasi certamente impiantabili nel nostro corpo e nel nostro cervello».

 

La biocibernetica continuerà quello che già fa la cibernetica: cioè, nell’etimo, «timona», cioè «controlla».

 

Anche le vostre preghiere, quindi, saranno controllate – e punite.

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Sorveglianza

Google avverte che il disegno di legge canadese su Internet porterebbe alla creazione di un’infrastruttura di sorveglianza

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Persino i giganti della tecnologia Google e Apple hanno avvertito che un disegno di legge «distopico» sulla censura di Internet proposto dai liberali canadesi, che richiederebbe la conservazione dei dati degli utenti per un’eventuale revisione da parte della polizia, porterebbe a una «infrastruttura di sorveglianza». Lo riporta LifeSite.   Il Bill C-22 impone ai fornitori di servizi digitali e di telecomunicazione di conservare i metadati e fornire strumenti di intercettazione. Come in Europa, dove le direttive sulla data retention (conservazione dei dati) sono state a lungo al centro del dibattito, il C-22 obbliga i provider a registrare e conservare i metadati degli utenti per un periodo fino a un anno.   Intervenendo dinanzi alla Commissione permanente per la sicurezza pubblica e la sicurezza nazionale della Camera dei Comuni in merito al disegno di legge C-22, o Lawful Access Act («Legge sul diritto di accesso»), i rappresentanti di Google e Apple hanno chiesto ai parlamentari canadesi di includere misure di protezione per i contenuti crittografati.   «Gli ordini segreti sono in contrasto con le pratiche di altri Paesi democratici e limiterebbero gravemente la capacità delle aziende di essere trasparenti con gli utenti su come vengono protetti i loro dati», ha dichiarato di recente ai parlamentari Jeanette Patell, direttrice per gli affari governativi e le politiche pubbliche di Google Canada.   Google, in una nota presentata alla commissione, ha avvertito che il disegno di legge C-22 consente la creazione di un’«infrastruttura di sorveglianza», in quanto conferisce al Ministro della Pubblica Sicurezza canadese, Gary Anandasangaree, nuovi e audaci poteri.

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Secondo Google, questo disegno di legge consentirebbe la creazione di backdoor che porterebbero a una «vulnerabilità sistemica».   «Senza una definizione più rigorosa di ‘vulnerabilità sistemica’, la legge potrebbe essere utilizzata per ridurre la sicurezza complessiva degli utenti creando delle backdoor che violerebbero la crittografia end-to-end e creerebbero rischi significativi per la sicurezza informatica, facilitando le interferenze straniere e indebolendo la privacy degli utenti a livello globale», ha affermato Google nel suo documento.   Google ha affermato di non aver «mai creato una backdoor o altro meccanismo per aggirare la crittografia end-to-end nei nostri prodotti. Se diciamo che un prodotto è crittografato end-to-end, lo è davvero».   Il disegno di legge C-22, noto come «Legge sul diritto di accesso», è stato recentemente presentato dall’Anandasangaree, presumibilmente per affrontare le preoccupazioni relative alla privacy connesse a un altro disegno di legge, il C-2, che avrebbe consentito alla polizia e ai funzionari governativi di aprire ed esaminare la corrispondenza personale dei canadesi e avrebbe anche vietato le donazioni in contanti superiori a 10.000 dollari.   Il disegno di legge impone alle compagnie di telecomunicazioni e internet di garantire che i loro sistemi includano funzionalità di sorveglianza e monitoraggio, che potrebbero essere condivise con le forze dell’ordine e le agenzie di Intelligence. Per quanto riguarda Apple, il suo direttore senior per la privacy degli utenti e la sicurezza dei minori, Erik Neuenschwander, ha espresso alla commissione la sua opinione sulla possibilità che l’azienda lasci il Canada qualora il disegno di legge C-22 diventasse legge.   «Non posso ipotizzare cosa accadrebbe in una situazione del genere», ha detto.«Attraverso questo confronto e il dialogo continuo, speriamo di ottenere emendamenti positivi al disegno di legge».   In seguito alle pressioni esercitate dai più grandi colossi tecnologici mondiali, come Meta e Google, nonché dai fornitori di VPN, il governo liberale canadese ha annunciato che modificherà una controversa legge «distopica» sulla censura di Internet.   Di recente, una petizione con le firme di oltre 42.000 canadesi che chiedevano il blocco del disegno di legge C-22 prima che venisse discusso alla Camera è stata consegnata alle autorità federali.   I colossi tecnologici Apple e Meta, insieme ai principali fornitori di VPN, hanno lanciato l’allarme sul disegno di legge C-22, sottolineando che potrebbe avere ripercussioni sulla sicurezza informatica in Nord America.

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Il Centro di giustizia per le libertà costituzionali (JCCF) ha lanciato numerosi avvertimenti in merito al disegno di legge C-22, affermando che il disegno di legge, così come è formulato, viola chiaramente la Carta canadese dei diritti e delle libertà.   Il disegno di legge C-22 ha attirato l’attenzione di alcuni politici statunitensi. Recentemente, i presidenti delle commissioni Giustizia e Affari Esteri della Camera dei Rappresentanti, i repubblicani Jim Jordan e Brian Mast, hanno inviato una lettera ad Anandasangaree mettendolo in guardia contro il disegno di legge.   La spinta verso un «accesso tempestivo» alle informazioni di abbonamento e ai dati di trasmissione accomuna il Canada alle pratiche investigative dell’Unione Europea e della Gran Bretagna (dove il Investigatory Powers Act regola la sorveglianza e l’accesso ai dati crittografati).   Come riportato da Renovatio 21, l’indagine dell’UE fatta partire l’anno passato su quattro colossi della pornografia online lasciava intravedere in chiarezza lo sforzo di Bruxelles per trovare un nuovo strumento di introduzione del portafoglio digitale UE, la più grande minaccia alla nostra libertà.  

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Sorveglianza

Cittadino tedesco multato per aver definito Merz «Fritz il bugiardo»

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Un tribunale tedesco ha stabilito che chiamare il cancelliere Friedrich Merz «Fritz il bugiardo» debba essere perseguito penalmente per «interesse pubblico», infliggendo al colpevole una multa pari a uno stipendio mensile medio, ovvero più di 2.000 euro.

 

Il caso è solo uno delle decine di indagini simili avviate dalla polizia tedesca in seguito a commenti critici pubblicati su Facebook lo scorso anno, ha dichiarato a Die Welt la procura della città sud-occidentale di Heilbronn.

 

La vicenda risale al 25 ottobre, quando un dipartimento di polizia locale ha emesso un avviso di divieto di volo per i droni in vista della visita di Merz nella zona. A seguito di ciò, si è scatenata una serie di commenti offensivi in cui Merz è stato definito un «pagliaccio bugiardo», un «chiacchierone» e un «lacchè», secondo quanto riportato.

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Le autorità hanno avviato 39 procedimenti preliminari ai sensi dell’articolo 188 del codice penale tedesco, che vieta gli insulti contro persone «impegnate nella vita politica pubblica» se questi «possono ostacolare in modo significativo» le loro attività pubbliche. Quindici casi sono stati poi archiviati per mancanza di prove, ha dichiarato la procura.

 

Secondo la testata germanica Tagesspiegel, coloro che hanno definito Merz «Pinocchio» e un «pagliaccio bugiardo» possono stare tranquilli: nessun agente delle forze dell’ordine busserà alla loro porta a breve.

 

Tuttavia, nel caso di «Fritz il bugiardo», la corte ha stabilito a marzo che le parole «sono suscettibili di incitare ulteriori pregiudizi negativi o aggressioni tra individui che la pensano allo stesso modo».

 

Interpellato sui casi durante la conferenza stampa di questa settimana, un portavoce del governo ha dichiarato che non avrebbe commentato la questione «per rispetto della magistratura», aggiungendo che lo stesso Merz non aveva sporto denuncia. Sollecitato ulteriormente, il funzionario ha affermato che si trattava di «normali procedure legali» che «devono essere tutelate».

 

Merz, che ha definito obsoleto lo stato sociale e ha esortato i tedeschi a lavorare di più invece di prendersi giorni di malattia, è stato recentemente nominato il leader più impopolare al mondo in un sondaggio d’opinione. Il mese scorso, i media tedeschi hanno riportato che il suo stesso partito stava valutando la possibilità di estrometterlo a causa dei suoi bassissimi indici di gradimento.

 

Ad alimentare ulteriormente le preoccupazioni sulla libertà di espressione, secondo quanto riportato dai media che citano documenti governativi trapelati, le autorità di regolamentazione tedesche starebbero pianificando di obbligare le piattaforme di social media a dare maggiore visibilità ai media approvati dal governo nei loro algoritmi.

 

Ad aprile, l’UE ha dichiarato che il governo tedesco ha abusato delle leggi contro l’incitamento all’odio per limitare la libertà di espressione.

 

Il carattere orwelliano della repressione della libertà di espressione da parte del governo tedesco è stato attaccato direttamente dal vicepresidente USA JD Vance e dal dipartimento di Stato di Marco Rubio.

 

Come riportato da Renovatio 21, l’anno passato si videro raid all’alba contro cittadini che su internet criticavano il governo.

 

In alcuni casi, è scoppiato uno scandalo nazionale quando i dettagli dei casi sono diventati pubblici, come nel caso di un pensionato, Stefan Niehoff, la cui abitazione è stata perquisita per aver definito «idiota» l’ex ministro dell’Economia Robert Habeck.

 

La repressione più dura si abbatte in Germania da anni, prendendo di mira soprattutto AfD, perseguitata dagli stessi servizi di sicurezza della Budesrepubblica. Infatti, i servizi di sicurezza interna tedeschi BfV hanno messo sotto sotto sorveglianza il loro stesso ex capo, Hans-Georg Maaßen.

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Mesi fa un tribunale distrettuale tedesco ha condannato il caporedattore della rivista conservatrice Deutschland-Kurier a sette mesi di carcere per aver diffamato l’allora ministro degli Interni Nancy Faeser – proprio quella dei corsi contro l’estremismo di destra per i bambini di tre anni nei kindergarten – con quello che era chiaramente un meme satirico.

 

La repressione delle espressioni dei cittadini trova un alleato nel partito dei Verdi tedeschi, con parlamentari che, oltre che per la guerra contro la Russia, premono apertamente per la censura dei social network.

 

Come riportato da Renovatio 21, due anni fa un tribunale di Amburgo ha condannato un uomo a tre anni di galera per aver giustificato l’«aggressione russa» all’Ucraina su Telegram.

 

Mesi fa è stata de-bancarizzata una delle più importanti TV anti-globaliste di lingua tedesca, AUF1. L’anno passato, era stato debancarizato anche il leader di Alternative fuer Deutschald (AfD) Tino Chrupalla.

 

Come riportato da Renovatio 21, il caso più avanzato di repressione di libertà di parola pare essere la Gran Bretagna, dove almeno 12 mila persone all’anno sono messe in galere per frasi sui social. In Albione si è arrivati a condannare persino chi prega con la mente.

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Re Carlo annuncia che il governo britannico introdurrà l’identità digitale

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Re Carlo III ha confermato mercoledì che il Regno Unito procederà con l’introduzione di un sistema di identificazione digitale per «modernizzare» i servizi pubblici, nonostante le forti controversie sulle implicazioni per la libertà e la privacy.   Il monarca ha pronunciato il suo discorso annuale alla Camera dei Lord in occasione dell’apertura del Parlamento, affrontando una vasta gamma di sfide che la nazione si trova ad affrontare. Nel corso dell’intervento ha accennato, senza fornire ulteriori dettagli, che «i miei ministri procederanno anche all’introduzione dell’identità digitale, che modernizzerà il modo in cui i cittadini interagiscono con i servizi pubblici».   Secondo il dipartimento britannico per la Scienza, l’Innovazione e la Tecnologia, il piano prevede che «un’identità digitale gratuita venga memorizzata in modo sicuro sul telefono e contribuisca a dimostrare l’identità, inclusi età e status di residenza, semplificando l’accesso ai servizi governativi e una serie di utilizzi nel settore privato». È pensata per essere utilizzata dai datori di lavoro come prova di idoneità al lavoro nel Paese, sebbene le forze dell’ordine «non potranno richiedere di visionare l’identità digitale», afferma il governo.   La proposta ha tuttavia incontrato una forte opposizione da parte di chi è preoccupato per il suo concreto funzionamento. Lo scorso ottobre migliaia di manifestanti hanno sfilato per il centro di Londra con cartelli che recitavano: «No all’identità digitale», «Se accetti l’identità digitale oggi, accetti il credito sociale domani» e «Una volta scansionato, mai più gratis». Oltre 2,9 milioni di persone hanno firmato una petizione contro il piano.  

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  Il premier Keir Starmer ha venduto al pubblico il suo sistema di identità digitale orwelliano con la menzogna che sarebbe stato utilizzato solo per fermare il lavoro illegale, ma ora la verità, nascosta tra le clausole scritte in piccolo, sta diventando chiara: si sta rapidamente trasformando in un permesso digitale necessario per vivere la nostra vita quotidiana», ha avvertito Silkie Carlo, direttrice di Big Brother Watch.   «Ora sappiamo che le identità digitali potrebbero costituire la spina dorsale di uno stato di sorveglianza e essere utilizzate per qualsiasi cosa, dalle tasse e pensioni ai servizi bancari e all’istruzione», ha continuato Carlo. «La prospettiva di iscrivere persino i bambini a questo vasto sistema biometrico è sinistra, ingiustificata e solleva l’inquietante interrogativo su a cosa pensi che servirà l’identità digitale in futuro».   A gennaio il Sun aveva riportato che Starmer aveva fatto marcia indietro sull’obbligo per i lavoratori di «portare con sé una carta specifica sul telefono», consentendo che mostrare ai datori di lavoro passaporti o visti elettronici sarebbero state alternative accettabili per verificare l’idoneità al lavoro, ma ha anche riferito che «il governo ha insistito sul fatto che i britannici avrebbero comunque dovuto sottoporsi a controlli digitali obbligatori sul diritto al lavoro e che avrebbe fornito a breve tutti i dettagli», lasciando irrisolta la questione di quanto di questi controlli sarà obbligatorio.   «Questa è sempre stata un’idea pessima che non avrebbe fatto alcuna differenza nella lotta all’immigrazione clandestina», ha dichiarato a gennaio Robert Jenrick, ministro ombra della giustizia per i conservatori. «Starmer passa da un errore di valutazione clamoroso all’altro».   In risposta al discorso del re, Big Brother Watch ha rilasciato una dichiarazione in cui afferma che «l’accesso ai servizi pubblici che tutti paghiamo non dovrebbe mai richiedere un’identità digitale. Si tratterebbe inevitabilmente di un sistema invasivo, da miliardi di sterline, che nessuno vuole, per cui nessuno ha votato e che non ha un vero scopo. I piani finora presentati indicano che l’identità digitale sarebbe un sistema che accompagnerebbe la persona dalla nascita alla morte, ideale per la sorveglianza di massa e per un maggiore controllo governativo sulla vita dei cittadini».   «Impegnarsi a favore di un sistema nazionale di identificazione digitale nel Discorso del Re, quando i sondaggi dimostrano che l’opinione pubblica non lo vuole, è una totale mancanza di sensibilità. Il governo ha già fallito nell’imporre un sistema di identificazione digitale obbligatorio alla popolazione e ora dovrebbe abbandonare definitivamente questo pessimo progetto prima che vengano sprecati altri soldi dei contribuenti».   Come riportato da Renovatio 21, lo Starmer a fine 2025 aveva dichiarato che l’obbligo di ID digitale serviva, tra le altre cose, a contrastare l’immigrazione illegale.   Come riportato da Renovatio 21, il mese scorso il sistema di identità digitale britannico aveva suscitato critiche per non registrare il sesso di una persona – un dato tradizionalmente fondamentale, insieme a nome ed età – in quanto il governo lo ha ritenuto «non necessario» ai fini dell’identificazione.

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Come riportato da Renovatio 21, negli scorsi mesi nel Regno si sono tenute ampie proteste contro l’ID digitale.   Come riportato da Renovatio 21, il Tony Blair Institute for Global Change, ONG globalista fondata dall’ex primo ministro britannico Tony Blair, è uno dei principali promotori del progetto di identificazione digitale.   Come riportato da Renovatio 21, mesi fa la Svizzera ha approvato l’introduzione dell’identità digitale con un margine di 1,5 punti, dopo che una proposta simile era stata respinta nel 2021.  
Nel frattempo, il Messico ha accelerato l’implementazione dell’identificazione biometrica. Dall’Australia all’Etiopia, dallo Sri Lanka a Cipro, svariati Paesi hanno di fatto preparato e lanciato sistemi di ID digitale.
Il deputato olandese al Parlamento europeo Rob Roos nel 2023 ha lanciato l’allarme per l’introduzione dell’ID digitale in Europa, che sarà accoppiato con l’euro digitale.  
Non solo l’Europa, ma il mondo intero si sta preparando all’ID digitale. Sistemi di identificazione digitale, tali e quali a quello ordinato nei discorsi del World Economic Forum, sono ora portati avanti tutti i Paesi, dal Canada alla Francia alla Gran Bretagna – all’Italia. In Sri Lanka, Paese cavia di tante politiche mondialiste stile Davos, l’ID digitale è stato implementato nel razionamento della benzina imposto al Paese. L’estate scorsa è emerso che all’ONU si sta discutendo di un ID digitale connesso al conto bancario del cittadino. Alla costruzione di un programma di identificazione digitale globale la Bill & Melinda Gates Foundation ha donato negli scorsi mesi 200 milioni di dollari. E non dimentichiamo che un ID digitale era stato varato a East Palestine, in Ohio, pochi mesi prima del disastro ambientale che ha colpito la cittadina.   Oltre a sorvegliare, la CBDC, la moneta digitale di Stato, potrà decidere cosa compra il cittadino, dove e quanto, prelevare direttamente le tasse e le multe, e spegnere ogni disponibilità economica qualora lo voglia, privando l’essere umano di mezzi di sostentamento, così da piegare la sua volontà omologandola a quella dell’autorità.  

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