Spazio
Navicella spaziale americana atterra sulla Luna
Il 22 febbraio, la navicella spaziale Odysseus è atterrata sulla Luna, diventando la prima navicella spaziale costruita negli Stati Uniti a farlo dopo l’Apollo 17 nel 1972.
Tre tentativi recenti, di Peregrine (Stati Uniti), SLIM (Giappone) e Beresjeet (Israele), avevano fallito.
Odysseus è stato lanciato dal Launch Complex 39A del Kennedy Space Center della NASA in Florida, a bordo di un razzo Falcon-9 fornito da SpaceX.
L’Odysseus è stato costruito dall’appaltatore della NASA Intuitive Machines (IM) a Houston. Secondo il suo sito web, «IM fornisce infrastrutture lunari critiche per la consegna dell’orbita lunare, l’accesso alla superficie e le comunicazioni».
A compilation of images taken during the #IM1 Odysseus Lunar Lander’s transfer to the Moon. pic.twitter.com/2sW2NwnVrQ
— Gustav Holst (@__MR_R080T) February 23, 2024
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Quest’anno, la NASA ha assegnato contratti IM per missioni scientifiche ed esplorative al Polo Sud della Luna. La consegna commerciale fa parte dell’iniziativa Commercial Lunar Payload Services (CLPS) della NASA e del programma Artemis. IM sta inoltre collaborando con Northrop Grumman per progettare un Lunar Terrain Vehicle per trasportare gli astronauti Artemis della NASA sulla superficie lunare.
La sua partnership con Lunar Outpost «consente una mobilità lunare affidabile» con le offerte di servizi del rover lunare di LO. Il rover MAPP di Lunar Outpost volerà nella missione IM-2 di IM al Polo Sud della Luna.
In una conferenza stampa il 23 febbraio, il CEO di IM Steve Altemus ha rivelato che nel tentativo di atterrare verticalmente, Odysseus ha utilizzato la guida fornita da un Navigation Doppler LIDAR di bordo fornito dalla NASA, invece del radar.
Il LIDAR – sistema a rilevamento e portata della luce – offre numerosi vantaggi rispetto al radar, in particolare il fatto che un laser trasmette un raggio di luce visibile che può fornire una misurazione più precisa e accurata. Ma poiché anche Odysseus si muoveva orizzontalmente – e un po’ troppo velocemente, a quanto pare – è probabile che una delle sue gambe si sia impigliata in qualcosa o si sia rotta, facendolo inclinare e quindi ora giace su un fianco.
La buona notizia è che la maggior parte dei suoi carichi utili non si trovano sul pannello rivolto verso il basso, l’unico che non necessita di funzionare sulla superficie lunare. IM ha successivamente confermato che i principali sottosistemi, compresi i pannelli solari che forniscono energia al veicolo spaziale e ai carichi utili, sono operativi. La NASA, che impiega circa 18.000 dipendenti, rispetto ai circa 40.000 del periodo di massimo splendore delle missioni Apollo, metà delle quali sono impiegate in false sciocchezze sul cambiamento climatico, ora stipula contratti con partner commerciali per fornire servizi e hardware/software.
Gli obiettivi scientifici della missione IM-1 includono studi sulle interazioni pennacchio-superficie, radioastronomia e interazioni meteorologiche spaziali con la superficie lunare. Ha già dimostrato tecnologie di atterraggio di precisione e capacità di comunicazione e navigazione.
Intuitive Machines’ IM-1 lander—called Odysseus or “Odie”—is on the lunar surface, marking the first commercial spacecraft to soft-land on the moon.
“I know this was a nail-biter, but we are on the surface, and we are transmitting. Welcome to the moon,” CEO Steve Altemus said. pic.twitter.com/0H1yBZ3Sb9
— Julia ???????? (@Jules31415) February 23, 2024
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Odysseus, un cilindro esagonale, alto 4,0 metri e largo 1,57 metri, appollaiato su 6 gambe di atterraggio con una massa di lancio di 1908 kg, è in grado di trasportare in superficie circa 100 kg di carico utile.
I suoi pannelli solari generano 200 W di potenza, utilizzando una batteria da 25 A/ora e un sistema da 28 V CC. La propulsione e l’atterraggio vengono effettuati utilizzando metano liquido come combustibile e ossigeno liquido come ossidante che alimenta un motore principale da 3.100 N montato sul fondo del lander.
Le comunicazioni avvengono tramite banda S. Il carico utile scientifico: laser Retro-Reflector Array (LRA); LIDAR Doppler di navigazione per un rilevamento preciso di velocità e portata (NDL); dimostratore di navigazione del nodo lunare 1 (LN-1); telecamere stereo per studi sulla superficie lunare (SCALPSS); e osservazione delle onde radio sulla superficie lunare della guaina fotoelettronica (ROLSES).
A bordo ci sono anche 4 carichi utili commerciali.
Nel secondo giorno di permanenza sulla luna, la mattina del 23 febbraio, IM ha fornito un «aggiornamento del primo giorno della superficie lunare». L’aggiornamento riportava che il lander IM-1 Odysseus era ancora «vivo e vegeto» e che IM continuava ad apprendere di più sulle informazioni specifiche del veicolo.
Alle 18:00 Steve Altemus, CEO di EST Intuitive Machines, ha tenuto una conferenza stampa in cui ha rivelato che Odysseus si era ribaltato durante l’atterraggio a causa dell’impatto di una delle sue gambe su una roccia, provocando un’inclinazione critica. Inizialmente si credeva che il lander fosse atterrato in posizione verticale, ma in seguito si è scoperto che ciò era dovuto a dati errati.
IM-1 Work-in-progress of my (unofficial) infographic with the updated post-landing. This is only a "possible" scenario and is my interpretation of how Odysseus may have landed based on yesterday's news conference. The steps will be added to my main infographic and are subject to… pic.twitter.com/BerpzGy0Xe
— Tony Bela – Infographic news (@InfographicTony) February 24, 2024
Tuttavia l’Altemus ha affermato che l’unico carico utile bloccato è la scultura Moon Phases art cube, l’installazione artistica portata sulla luna dalla galleria d’arte contemporanea di Boston Pace Verso.
L’Altemus ha concluso che Intuitive Machines sta lavorando con la NASA per vedere se tutti i carichi utili scientifici possono ancora essere distribuiti.
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Come riportato da Renovatio 21, il ritorno sulla luna si presenta come una grande sfida che coinvolge anche ulteriori e nuove potenze spaziali. La Cina ha in programma di inviare astronauti sulla Luna entro il 2030.
La Cina sta sviluppando i sistemi necessari per soddisfare le sue ambizioni, compreso un razzo di nuova generazione che dovrebbe effettuare il suo primo volo nel 2027. All’inizio di quest’anno, l’amministratore della NASA Bill Nelson ha descritto Washington e Pechino come entrate in una «corsa allo spazio» dopo che gli Stati Uniti hanno annunciato l’intenzione di riportare gli astronauti americani sulla Luna nel 2025.
Nelson ha riconosciuto che il programma spaziale di Pechino ha ottenuto «un enorme successo» negli ultimi anni, ma ha avvertito che la Cina potrebbe rivendicare parti della Luna. In un’intervista dell’anno scorso al tabloid tedesco Bild, l’amministratore della NASA aveva accusato la Cina di voler addirittura conquistare la Luna. L’intervista è stata ampiamente ripresa dalla stampa internazionale.
Il ministero degli Esteri cinese ha respinto tali accuse, affermando di essere impegnato in «normali e ragionevoli sforzi nello spazio». Pechino ha accusato gli Stati Uniti di condurre una «campagna diffamatoria» contro le aspirazioni spaziali della Cina.
Come riportato da Renovatio 21, la Cina sta costruendo una luna artificiale che simula magneticamente la gravità.
La corsa internazionale verso la Luna si sta intensificando in grande stile e la Cina si pone tra i paesi più avvantaggiati nella sfida cosmonautica che poche potenze al mondo sono in grado di portare avanti. Essa non ha dubbi riguardo l’idea di sfruttare le risorse minerarie della Luna.
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Come riportato da Renovatio 21, la Cina sta investendo in armi progettate per bloccare o distruggere i satelliti statunitensi, cioè armi antisatellite (ASAT): «dal laser abbagliante al jamming, all’abbattimento cinetico da terra o dallo spazio – in tutte queste cose, sono in marcia», avrebbe rivelato una fonte del Pentagono a Natural News 11 mesi fa.
Di fatto, la Cina ha già schierato missili terrestri per distruggere i satelliti in orbita terrestre bassa (LEO).
Nel maggio 2021 un veicolo robotico cinese chiamato Zhurong, è atterrato con successo su Marte, sancendo di fatto l’ingresso della Cina fra le nazioni protagoniste nella corsa verso il Pianeta Rosso.
Come riportato da Renovatio 21, vi sarebbe un piano di Pechino per colonizzare pianeti oltre il sistema solare.
La Cina ha inoltre espresso dubbi riguardo all’allunaggio eseguito dalla navicella indiana Chandrayann-3 lo scorso autunno.
Il Chandrayaan-3 è atterrato più a sud di qualsiasi precedente missione lunare. La NASA ha fatto atterrare una sonda a 41 gradi sud nel 1968, mentre la Cina ha raggiunto i 54 gradi sud sul lato nascosto della Luna nel 2019.
Un tentativo dell’agenzia spaziale russa Roscosmos di far atterrare una sonda a 69 gradi sud è fallito il mese scorso quando la sonda Luna-25 il lander si è schiantato sulla superficie della Luna.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Geopolitica
Musk: Kiev ha abusato di Starlink per uccidere
Correct.
Using Starlink, a civilian commercial service, for offensive drone strikes to kill people has never been allowed, nor should it be. Starshield, a different system, is controlled by the US government. What they decide to do is up to them. Ukraine military violated Starlink terms of service and used it for offensive drone strikes to kill people. That loophole was closed last week. Starlink remains critical to the defense of Ukraine, as it is the only system that cannot be jammed or blown up, at least for now. Were Starlink to be turned off, the Ukrainian front line would collapse immediately. This is NOT a threat, it is simply a statement of fact. Starlink was also crucial to preventing Russia from overrunning Ukraine in the early days of the war, as all other means of communication were destroyed or jammed by Russia. SpaceX has done more to defend Ukraine than any private company on Earth BY FAR. That said, I have nothing but UTTER CONTEMPT for the virtue-signaling evil warmongers who push for endless slaughter and offer no realistic solution to the conflict. May you burn in hell. End of story. — Elon Musk (@elonmusk) October 24, 2026
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Spazio
Il Giappone lancia una missione storica per la raccolta di campioni dalle lune di Marte
L’agenzia spaziale giapponese ha lanciato una missione con l’obiettivo di diventare la prima ad atterrare su una delle lune di Marte e a riportare sulla Terra campioni prelevati dalla sua superficie.
Secondo una diretta televisiva dell’Agenzia spaziale giapponese (JAXA), lunedì un razzo H3 con a bordo la sonda spaziale Martian Moons eXploration (MMX) è decollato dal Centro spaziale di Tanegashima.
Se la missione procederà come previsto, almeno 10 grammi di materiale proveniente da Phobos saranno riportati sulla Terra nel 2031, con la prima operazione di atterraggio programmata tra circa due anni.
Nessuna sonda spaziale è mai riuscita ad atterrare su Phobos o su Deimos, la luna minore di Marte. L’URSS lanciò due sonde nel 1988, ma nessuna delle due completò la propria missione.
Phobos 1 andò perduto prima di raggiungere Marte a causa di un comando errato proveniente dalla Terra che disattivò il suo sistema di controllo dell’assetto. Phobos 2 trascorse quasi due mesi a osservare Marte e Phobos prima che un guasto alle comunicazioni ponesse fine alla missione, impedendole di dispiegare due piccoli moduli di atterraggio.
La successiva missione russa Fobos-Grunt, volta al recupero di campioni, fallì nel 2011 a causa di un guasto al sistema di propulsione che permise alla sonda di uscire dall’orbita terrestre e dirigersi verso Marte.
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La JAXA prevede che la sonda MMX raggiunga Marte nell’agosto o settembre del 2027 e inizi le osservazioni prima di rilasciare un rover alla fine del 2028 o all’inizio del 2029. La sonda trasporta un rover franco-tedesco di 25 chilogrammi chiamato IDEFIX, che verrà rilasciato su Phobos per studiarne la superficie per circa 100 giorni. La sonda principale tenterà quindi due atterraggi per raccogliere campioni. Si prevede inoltre che MMX sorvoli Deimos nel 2030 prima che il suo modulo di rientro faccia ritorno sulla Terra.
L’atterraggio su Phobos rappresenta una sfida tecnica di notevole portata. La luna misura appena 27 chilometri nel suo diametro maggiore e la sua attrazione gravitazionale è troppo debole per le operazioni convenzionali in orbita ravvicinata. Pertanto, MMX sincronizzerà la sua orbita attorno a Marte con quella di Phobos, diventando di fatto un «quasi satellite» della luna.
Gli scienziati sperano che i campioni aiuteranno a stabilire se Phobos si sia formato da detriti scagliati in orbita da un impatto massiccio su Marte o se sia un asteroide catturato dalla gravità del pianeta.
Campioni di suolo e roccia marziana sono stati raccolti e analizzati sulla superficie del pianeta da diverse missioni precedenti. Anche il rover Perseverance della NASA ha conservato campioni per un eventuale ritorno sulla Terra, ma la missione di recupero pianificata congiuntamente con l’Agenzia Spaziale Europea ha perso i finanziamenti all’inizio di quest’anno.
La missione cinese Tianwen-3 potrebbe riportare sulla Terra campioni raccolti direttamente da Marte già nel 2031.
Come riportato da Renovatio 21, ad agosto il direttore generale della NASA Jared Isaacman ha visitato l’Idaho National Laboratory per esaminare i progressi realizzabili nella realizzazione di un veicolo spaziale a propulsione nucleare, nell’ambito dell’impegno dell’Amministrazione a superare la Cina nella nuova «corsa allo spazio».
Ad aprile SpaceX, il principale lanciatore orbitale internazionale, ha approvato un piano che lega la remunerazione in azioni del fondatore e CEO Elon Musk alla costruzione di una colonia su Marte e alla gestione di data center su larga scala nello spazio, secondo quanto riportato dall’agenzia Reuters, citando documenti aziendali riservati.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Spazio
Incendio in una stazione Starlink in Bulgaria
In Bulgaria, near Sofia, two masked individuals set fire to 11 of the 17 SpaceX antennas providing Starlink connectivity.
According to Bulgarian MP Ivaylo Mirchev, these stations provided backbone connectivity to satellites, including for Ukraine. Mirchev called on the security services and the Interior Ministry to explain what had happened: “It was no coincidence that these particular antennas were set on fire. They provide the backbone communications link to these satellites. The same thing happened to similar antennas in Poland at the end of September.” Bulgarian PM Rumen Radev refused to disclose details of the suspected arson, citing the ongoing investigation, BNR News reports. The Interior Ministry said that security at similar facilities had already been stepped up. — Anton Gerashchenko (@Gerashchenko_en) October 14, 2026
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