Intelligenza Artificiale
Bezos vede data center nello spazio e prevede che la «bolla» dell’AI darà i suoi frutti come le dot-com
In una visione futuristica che sembra uscita da un romanzo di fantascienza, il fondatore ed executive chairman di Amazon, Jeff Bezos, ha previsto che entro i prossimi 10-20 anni verranno costruiti nello spazio data center «su scala gigawatt», alimentati da energia solare illimitata e destinati, nel tempo, a superare in prestazioni le loro controparti terrestri.
L’intervento di Bezos si è tenuto all’Italian Tech Week di Torino, dove l’imprenditore ha delineato quello che considera il prossimo grande salto tecnologico: l’orbital computing, ossia il calcolo in orbita. Un’evoluzione che, secondo lui, avrà un impatto paragonabile a quello dell’esplosione di Internet negli anni Novanta — con tutto il suo carico di entusiasmo, bolle speculative e inevitabili vincitori.
«Questi giganteschi centri di addestramento saranno meglio costruiti nello spazio, perché lì abbiamo energia solare, 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Non ci sono nuvole, né pioggia, né maltempo», ha dichiarato Bezos in un’intervista pubblica con l’erede Agnelli John Elkann. «Saremo in grado di battere i costi dei data center terrestri nello spazio nei prossimi due decenni».
L’imprenditore americano ha spiegato che questa trasformazione rappresenta una tappa naturale nella migrazione dell’umanità verso infrastrutture spaziali. «È già successo con i satelliti meteorologici. È già successo con i satelliti per le comunicazioni. Il prossimo passo saranno i data center e poi altri tipi di produzione», ha affermato.
Jeff Bezos called AI an “industrial bubble” at Italian Tech Week:
“Investors don’t usually give a team of six people a couple billion dollars with no product, and that’s happening today.”
He added that while bubbles fund both good and bad ideas, society benefits when the… pic.twitter.com/7QTSgT0gh3
— Wall St Engine (@wallstengine) October 3, 2025
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Il concetto di data center orbitali sta guadagnando consensi tra i giganti della tecnologia, preoccupati per l’enorme impatto ambientale delle strutture terrestri, che richiedono grandi quantità di elettricità e acqua per il raffreddamento dei server. In orbita, la disponibilità costante di energia solare e l’assenza di condizioni atmosferiche rendono lo spazio una prospettiva sempre più attraente, almeno sul piano teorico.
Bezos ha però riconosciuto che il percorso non sarà privo di ostacoli: manutenzione e aggiornamenti sarebbero molto più difficili in orbita, i lanci di razzi rimangono costosi e qualsiasi guasto potrebbe comportare la perdita di miliardi di dollari in hardware.
Nonostante ciò, il fondatore di Amazon è convinto che l’abbassamento dei costi di lancio e il rapido progresso tecnologico cambieranno presto l’equilibrio economico, rendendo lo spazio una scelta sempre più conveniente per l’elaborazione dei dati.
Bezos ha quindi affrontato il tema dell’Intelligenza Artificiale, definendola una forza di cambiamento da accogliere con ottimismo, pur riconoscendo l’attuale clima di euforia e incertezza.
«Dovremmo essere estremamente ottimisti sul fatto che le conseguenze sociali e benefiche dell’intelligenza artificiale, come quelle che abbiamo avuto con Internet 25 anni fa, siano reali e destinate a durare», ha affermato. «È importante distinguere le potenziali bolle e le conseguenze del loro scoppio, che potrebbero verificarsi o meno, dalla realtà effettiva».
Secondo il Bezos, anche se gli investimenti nel settore sembrano eccessivi, si tratta di una «bolla positiva», una fase di espansione industriale che favorisce l’innovazione piuttosto che la distruzione finanziaria.
«Si tratta di una sorta di bolla industriale, a differenza delle bolle finanziarie. Quelle industriali non sono poi così negative, anzi, possono essere addirittura positive. La società trae beneficio da queste invenzioni», ha affermato, aggiungendo: «Gli investitori di solito non danno a un team di sei persone un paio di miliardi di dollari senza alcun prodotto, e questo sta accadendo oggi».
Amazon non è nuova a progetti che riguardano il cielo e oltre.
Come scoperto anni fa da brevetti di Amazon, l’azienda vuole creare magazzini volanti, montati su dirigibili.
Un nuovo corso dei progetti spaziali del fu annunciato nel 2019 durante una presentazione tenuta personalmente da Jeff Bezos per Blue Origin, la sua compagnia aerospaziale fondata nel 2000, specializzata in razzi riutilizzabili.
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I cinquanta minuti di discorso, che culminano con la rivelazione del modulo lunare Blue Moon, intrecciano ambizioni industriali e visioni filosofiche sullo spazio. Per chi non lo sapesse, Bezos trae ispirazione dal fisico Gerard K. O’Neill (1927-1992), contrario alla colonizzazione di Marte o altri pianeti (un obiettivo oggi perseguito con determinazione da Elon Musk). O’Neill riteneva che tali sforzi potessero al massimo raddoppiare la capacità di ospitare la popolazione umana, un tema cruciale negli anni Settanta.
In alternativa, O’Neill proponeva colonie spaziali orbitanti, enormi strutture tubolari posizionate nei punti di Lagrange, zone del cosmo stabili grazie ai campi gravitazionali di Terra e Luna.
Queste colonie, dove la gravità sarebbe generata dalla rotazione, potrebbero ospitare città a misura d’uomo, parchi naturali e complessi residenziali capaci di accogliere miliardi di persone.
Durante la presentazione, Bezos ha riproposto le illustrazioni originali di O’Neill, che oltre trent’anni fa ispirarono anche il regista giapponese Yoshiyuki Tomino per il celebre anime Gundam.
In sostanza, l’obiettivo è trasferire l’umanità nello spazio per «salvare il pianeta», preservando la Terra come un luogo «blu». Bezos sottolinea che non esiste un piano B per il nostro pianeta, poiché mantenere l’umanità in un unico luogo rappresenta, in termini informatici, un single point of failure.
Di più: nello spazio l’assenza di gravità rende i lavori pesanti (assemblare un’automobile, una petroliera) molto più semplici e meno dispendioso. Non è improbabile che quindi chi ha i mezzi stia ipotizzando uno spostamento della manifattura nello spazio. Il rientro delle merci spaziali sulla terra sarà in effetti un tema.
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Immagine generata artificialmente
Intelligenza Artificiale
Robocani pattugliano le strade della città e parlano con accento da call center indiano
Atlanta residents react to the new robot dogs patrolling their apartment parking lot
They speak to the dog and there seems to be a live operator talking back The person speaking very clearly is likely in India based on the accent There are plenty of videos of these dogs… pic.twitter.com/01h9kxwyNj — Wall Street Apes (@WallStreetApes) April 12, 2026
Meme of the day! Robots on American streets are being controlled by operators from India
In Atlanta, police officers encountered one of these machines in the evening: the robot dog spoke to them in English with an Indian accent and explained that it was “at work” and monitoring… pic.twitter.com/l98N6hglwk — NEXTA (@nexta_tv) December 29, 2025
Atlanta just hired a robot guard dog for night duty.
No sleep. No breaks. 24/7 patrol. Welcome to the future of security. (Source: @BrianRoemmele ) pic.twitter.com/9SaDlOrzoy — Learn AI Faster (@learnaifaster) November 22, 2025
Robot “dog” patrolling Atlanta, Georgiapic.twitter.com/r5UcFB1MaS
— Massimo (@Rainmaker1973) April 2, 2026
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The new robot security dogs in Atlanta are now giving commands to Americans
Even when this woman peacefully immediately complies with the robot security dog, even being very friendly to the robot. It still calls the police on her What could possibly go wrong here….. pic.twitter.com/DvReKpsq70 — Wall Street Apes (@WallStreetApes) April 1, 2026
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La casa del CEO di OpenAI colpita da una molotov
Venerdì, l’abitazione del CEO di OpenAI, Sam Altman, è stata colpita da una molotov, secondo quanto dichiarato dalla polizia di San Francisco in un comunicato poi confermato dallo stesso Altman. L’individuo responsabile è stato successivamente arrestato dopo essersi presentato presso la sede centrale dell’azienda e aver presumibilmente minacciato di incendiarla.
Gli eventi si sono susseguiti nell’arco di circa un’ora. Secondo la polizia, un giovane di circa 20 anni si è avvicinato all’abitazione di Altman e ha lanciato un «ordigno incendiario», appiccando il fuoco a un cancello esterno, prima di fuggire a piedi.
Circa un’ora dopo, gli agenti sono intervenuti in seguito alla segnalazione di una persona corrispondente alla descrizione del sospettato che minacciava di appiccare un incendio in un altro edificio, successivamente identificato come la sede centrale di OpenAI a San Francisco. Il sospettato è stato arrestato e le accuse sono in fase di definizione. La polizia non ha rilasciato immediatamente commenti su un possibile movente.
OpenAI ha confermato entrambi gli episodi e un portavoce ha dichiarato che nessuno è rimasto ferito. Altman ha affrontato la situazione in un post sul suo blog, condividendo una foto della sua famiglia ed esprimendo la speranza che «le immagini abbiano potere» e possano contribuire a scoraggiare attacchi simili. Ha aggiunto di aver «sottovalutato il potere delle parole e delle narrazioni», sottolineando che l’incidente è avvenuto pochi giorni dopo «un articolo incendiario» su di lui e la sua azienda, probabilmente riferendosi a un’inchiesta del New Yorker che descriveva dettagliatamente accuse di inganno e falle nella sicurezza presso OpenAI, nonché alle critiche sul recente accordo da 50 miliardi di dollari con il Pentagono.
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Altman ha affermato di aver inizialmente ignorato le preoccupazioni, ma l’attacco lo ha spinto a riconsiderare le sue posizioni. Ha delineato riflessioni più ampie sull’IA e sulla regolamentazione, auspicando una riduzione della «retorica e delle tattiche». Ha definito «giustificate» le paure relative all’IA e ha sottolineato la necessità di «garantire la sicurezza in modo adeguato», sostenendo al contempo che essa debba essere «democratizzata».
L’incidente si verifica in un momento difficile sia per Altman che per OpenAI. L’azienda ha dovuto affrontare numerose critiche per l’accordo con il Pentagono che consente l’utilizzo della sua tecnologia in operazioni militari classificate. I critici avvertono che questi strumenti potrebbero permettere la sorveglianza senza mandato, e utenti e sviluppatori accusano l’azienda di dare priorità ai contratti governativi rispetto alla fiducia del pubblico.
In una causa che dovrebbe andare a processo alla fine di questo mese, il fondatore di Tesla e SpaceX, Elon Musk, ha citato in giudizio OpenAI e Altman, sostenendo che l’amministratore delegato lo avrebbe «manipolato» inducendolo a donare 38 milioni di dollari con la promessa che l’azienda sarebbe rimasta un’organizzazione senza scopo di lucro. Musk, cofondatore che ha lasciato l’azienda nel 2018, chiede la rimozione di Altman.
La sede centrale di OpenAI è già stata presa di mira in passato da manifestanti. Il mese scorso, attivisti contrari all’accordo con il Pentagono hanno scritto messaggi con il gesso all’esterno dell’edificio, tra cui: «Tecnologia al servizio dell’umanità, non della guerra», «No allo Stato di sorveglianza basato sull’IA» e «È ora di smettere?».
Lo scorso febbraio, la polizia ha arrestato cinque manifestanti che bloccavano l’ingresso nell’ambito di una protesta del gruppo Stop AI.
Come riportato da Renovatio 21, l’anno passato ChatGPT con una «relazione» con un ragazzo sotto psicofarmaci e gli avrebbe fatto giurare di uccidere il CEO di OpenAI Sam Altman.
Un anno fa vi fu il caso dell’informatico di OpenAI Suchir Balaji, trovato morto in circostanze misteriose in casa. Il Balaji aveva cominciato ad agire come «gola profonda» dell’organizzazione. Il caso fu archiviato come suicidio, ma la madre sostiene che sia stato ucciso e ha dichiarato che suo figlio era in possesso di documenti che avrebbero potuto danneggiare l’azienda. «Aveva i documenti contro OpenAI»
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Immagine di TechCrunch via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Intelligenza Artificiale
Indagine su OpenAI e il suo capo
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(🧵1/11) For the past year and a half, I’ve been investigating OpenAI and Sam Altman for @NewYorker. With my coauthor @andrewmarantz, I reviewed never-before-disclosed internal memos, obtained 200+ pages of documents related to a close colleague, including extensive private… pic.twitter.com/XdYhNIhoQ4
— Ronan Farrow (@RonanFarrow) April 6, 2026
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