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Il Giappone moderno e la sua laicità apparente: dentro le nuove religioni nipponiche

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Durante gli anni della scuola dell’obbligo, ogni cittadino giapponese sente ribadire più volte dagli insegnanti il concetto che il Giappone è uno Stato laico dove vige una completa separazione tra religione e politica.

 

È facile intuire come questo sia il risultato del pesante lavoro operato sulle istituzioni statali nipponiche dall’occupante statunitense negli anni del dopoguerra.

 

Gli americani avevano la necessità di annichilire l’identità nazionale delle nazioni sconfitte, andava quindi reciso il legame tra la religione indigena (il cosidetto shinto) e lo Stato giapponese.

 

Lo shinto era infatti divenuto unica religione di stato con la restaurazione Meiji del 1868, in seguito alla quale i sacerdoti erano passati a essere direttamente funzionari dello Stato che, va ricordato, aveva alla sua testa l’imperatore, discendente diretto della dea del sole Amaterasu No Omikami. Ma sto semplificando per brevità.

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Con la tragedia della Seconda Guerra Mondiale e la conseguente occupazione gringa, tutto questo finisce teoricamente in soffitta e il Giappone diventa uno stato moderno ancora più laico dell’Occidente, allora non ancora del tutto scristianizzato.

 

Prima dell’era Meiji (1868-1912), la religiosità giapponese ruotava attorno al sincretismo tra l’animismo indigeno dello shinto e le varie correnti del buddismo che hanno raggiunto il paese del sol levante nel corso dei secoli. A questi due assi principali del sincretismo giapponese si sono agglutinate innumerevoli altre influenze culturali e religiose di cui oggi le persone hanno più o meno poca contezza: confucianesimo, scampoli di influenze indiane (veicolate dal buddismo ma presenti in forma autonoma: ad esempio negli shichifukujin, i sette dei della fortuna), sciamanesimo e altro ancora.

 

Gli shichifukujin (七福神), le sette divinità della fortuna del folclore e della spiritualità giapponesi, venerate per aver aiuto nella vita di tutti i giorni e per ottenere benefizi pratici.

 

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La pratica religiosa ha assunto però nel corso dei secoli una forma sempre meno vincolante e vissuta il più delle volte in forma personale e non collettiva, fatta eccezione per le feste di templi e santuari. Questa transizione viene spesso attribuita all’interpretazione del buddismo sviluppata dalla corrente Tendai, sorta in Giappone su emulazione degli insegnamentio cinesi del Tiāntái attorno all”800 d.C. Sulla questione tornerò su in futuro.

 

Detto in soldoni, la concezione religiosa dei giapponesi contemporanei può ricordare quella degli italiani post-cattolici di oggi: vai a pregare in Chiesa quando hai bisogno di qualcosa, fai battezzare i bambini perché si fa così (qui in Giappone c’è la cerimonia dello shichigosan che può essere paragonabile), il funerale si fa perché «vai a sapere se dopo c’è qualcosa», «se vado nel tempio di un’altra religione, prego anche lì. Non si sa mai», «non può avere ragione solo una religione, no? Allora gli altri sono tutti scemi?». Il repertorio lo conoscete, immagino.

 

Il Giappone ha rifiutato Cristo proibendo il Cattolicesimo e sterminandone i credenti, l’Italia ha seguito un altro percorso, ma il risultato cambia poco.

 

Manifesto mette in guardia contro le nuove propaggini di Aum Shinrikyo, la setta del guru giustiziato Shoko Asahara cheche negli anni Novanta mise il gas nervino nella metropolitana di Tokyo.

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Quindi il Giappone è laico, laico, laicissimo e molti giapponesi si ritengono non religiosi, se non addiritura atei.

 

Il problema è che un numero di giapponesi che oscilla tra il 10% e il 20% della popolazione (si può azzardare la cifra di venti milioni di persone, un giapponese su sei, ma non esistono dati statistici ufficiali) è fedele, spesso in maniera assai entusiastica e devota, di una delle cosidette nuove religioni giapponesi (新興宗教, shinkoshukyo).

 

I grandi cambiamenti dovuti alla restaurazione Meiji e alla fulminea modernizzazione del paese, sono stati infatti accompagnati dalla nascita di una miriade di nuove religioni (per lo più di derivazione buddista e shinto, anche se non mancano religioni fondate da sciamane e guru vari), inizialmente poco gradite al potere centrale. Lo stesso fenomeno si è ripetuto nel dopoguerra: questo processo è stato definito ironicamente «l’ora di punta degli dei», a causa del gran numero di nuovi culti apparsi all’improvviso.

 

Per il turista che viene in Giappone questo è probabilmente un fenomeno invisibile (fatta eccezione per la Soka Gakkai, che da abbastanza nell’occhio anche in Italia), benchè se lo trovi proprio davanti agli occhi.

 

Siete stati al tempio Sensoji di Asakusa? Probabilmente vi sono sfuggiti i grandi palazzi di proprietà della religione GLA (ci sono grosse scritte GLA dappertutto, GLA sta per «God Light Association»), dove ogni membro mira all’«autorealizzazione» e all’«armonia mondiale», incarnando la luce di Dio in questo mondo.

 

Quartier Generale della God’s Light Association, Asakusa, via Wikimedia CC0

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Avete visitato il TeamLab Borderless a Azabudai Hills, in mezzo a Tokyo? Quell’edificio enorme a forma di piramide obliqua che si trova nei pressi è lo Shakaden, il tempio della Reiyukai, che possiede tutto l’isolato. La Reiyukai, fondata nel 2019, è un nuovo movimento buddista senza sacerdoti, fatto di soli laici, ispirato al buddismo Nichiren ma non affiliato ad alcuna altra setta maggiore.

 

 

 

Siete passati con la linea Sobu per il quartiere di Shinanomachi, a Tokyo? È il quartiere della Soka Gakkai. Non credo vi sia bisogno di presentazioni, visto del successo di cui gode pure in Italia, ancora dai tempi di Roberto Baggio. In Italia l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai riceve i fondi dell’8 per mille dal 2020. A seguito dell’Intesa con lo Stato italiano siglata nel 2016, i primi fondi sono stati erogati ufficialmente a giugno di sei anni fa. Questo qui sotto è uno dei suoi palazzi in madrepatria.

 

Sede della Soka Gakkai a Shinanomachi, via Wikimedia CC0

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Magari avete fatto una tappa a Takayama, sulle alpi Giapponesi? Quell’enorme tempio bianco e dorato con un fiore di loto sul tetto è la sede della Sukyo Mahikari («Principi universali Vera Luce»), presente in ben 100 Paesi. Afferma che lo scopo dell’organizzazione è aiutare le persone a migliorare la qualità della loro vita e a raggiungere la felicità praticando principi universali, nonché un metodo di purificazione spirituale chiamato «l’arte della Vera Luce», che avrebbe poteri taumaturgici. Ex membri hanno incredibilmente lanciato accuse a base dei famosi Protocolli…

 

Tempio Sukyo Mahikari a Takayama

 

In stazione a Nara, dopo essere fuggiti dai cervi famelici, avete visto i cartelli che indicavano un treno per Tenri? Bene, Tenri è la città della Tenrikyo. L’obiettivo spirituale ultimo del Tenrikyo è la costruzione del Kanrodai, una colonna divinamente designata come axis mundi , e la corretta esecuzione di un rituale detto Kagura attorno al Kanrodai, che porterà alla salvezza di tutti gli esseri umani.

 

Tempio Tenrikyo a Nara, immagine di Singularity via Wikimedia CC BY-SA 4.0

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E se in giro per il Giappone avete visto delle tamarrissime facciate neoclassiche con la scritta Happy Science, allora avete visto alcune sedi della Kofuku No Kagaku, la «Scienza della felicità» (che ha pure un suo partito politico). Happy Science venera una divinità chiamata «El Cantare», che credono essere il «dio Supremo della Terra, il signore di tutti gli dei». Credono che questo essere sia nato sulla Terra 330 milioni di anni fa e che sia la stessa entità venerata in diversi momenti come Elohim, Odino, Thoth, Ophealis (Osiride), Ermes e Buddha Shakyamuni, con il fondatore Ryuho Okawa, un ex trader di Wall street, considerato come incarnazione attuale ed essere supremo venuto da Venere.

 

Palazzo del Kofuku no Kagaku, Immagine di Nesnad via Wikimedia CC BY-SA 3.0

 

Non mancano ovviamente le nuove religioni provenienti dalla potenza occupante: mormoni, Testimoni di Geova, Scientology…

 

Palazzo di Scientology a Tokyo, via Wikimedia CC0

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Questi sono solo alcuni esempi, per darvi un’idea delle dimensioni del fenomeno.

 

La presunta laicità della politica giapponese è stata costretta a gettare la maschera in occasione dell’omicidio dell’ex primo ministro Shinzo Abe, nel 2022. L’assassino ha infatti dichiarato di avere compiuto il crimine per attirare l’attenzione sui legami tra il partito di Abe (Jiminto, i liberal-democratici, al potere praticamente per tutto il dopoguerra) e la Chiesa dell’Unificazione del reverendo Moon, nota in Italia per le vicende legate a monsignor Milingo.

 

Se si considera che la coalizione di governo all’epoca era formata dai liberal-democratici amici dei Moonies e dal Komeito, il partito della Soka Gakkai, è facile capire come la laicità di stato giapponese sia tale solo sula carta.

 

Con buona pace degli occupanti yankee, e del loro semplicismo tipico, eliminare la religione dalla vita quotidiana dei giapponesi pare non essere un compito tanto facile da assolvere.

 

L’intolleranza dei giapponesi non affiliati ad alcuna religione nei confronti delle organizzazioni religiose (ivi comprese quelle tradizionali) è una tendenza che va tenuta d’occhio perché potrebbe avere ricadute sulla politica futura del Paese. Potenzialmente anche su noi Cattolici.

 

Taro Negishi

Corrispondente di Renovatio 21 dal Giappone

 

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Immagini originali © Renovatio 21

 

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Aghi metallici nelle caramelle di Halloween

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Oggetti pericolosi, tra cui aghi di metallo e magneti, sono stati trovati nelle caramelle raccolte dai bambini durante le celebrazioni di Halloween in diversi Stati federali tedeschi, secondo quanto riferito dalla polizia locale.   Le prime segnalazioni provengono dalla Turingia, dove alcuni bambini del villaggio di Wintzingerode hanno rinvenuto aghi di metallo in diverse caramelle dopo aver partecipato alla tradizionale raccolta di dolcetti di Halloween. Un episodio analogo è stato segnalato a Herbsleben, dove un ago è stato trovato in una caramella gommosa. La polizia sta indagando per ricostruire quali abitazioni i bambini abbiano visitato prima di scoprire i dolcetti contaminati.   Nel Baden-Württemberg, due famiglie della città di Filderstadt hanno trovato diversi aghi in barrette di wafer al latte e nocciole. Oggetti metallici sono stati rinvenuti anche in dolciumi a Rielasingen-Worblingen. In Baviera, alcuni genitori di Landshut hanno scoperto viti e altri oggetti metallici appuntiti in caramelle e barrette di cioccolato, mentre dei bambini di Norimberga hanno trovato aghi nel cioccolato.   Segnalazioni simili sono giunte dalla Bassa Sassonia e da Brema. Ad Hannover, una bambina di nove anni ha rinvenuto aghi da cucito in tre caramelle. Un altro ago è stato trovato in una barretta di cioccolato nella città di Salzgitter, mentre un chiodo è stato individuato in una caramella a Brema. Un ulteriore episodio si è verificato nel comune di Appenheim, nello Stato della Renania-Palatinato, dove un bambino di nove anni ha trovato due minuscoli magneti, di circa 2 millimetri di diametro, in una caramella gommosa. La polizia ha successivamente accertato che i magneti erano finiti nella caramella accidentalmente e non ha riscontrato prove di manomissione intenzionale.   Al 1° novembre non era stato segnalato alcun caso di infortunio a carico di bambini. Episodi simili erano già stati segnalati in Germania negli anni precedenti. Nel 2025 una madre di Kiel ha trovato lamette da barba tra i dolcetti di Halloween dei suoi figli, mentre nel 2024 in Baviera è stata rinvenuta una tavoletta di cioccolato contenente un chiodo.   Le  manomissione di caramelle di Halloween sono un classico del Nord America, luogo natio dello stupido carnevale del grottesco. Negli Stati Uniti sono stati registrati casi in cinque Stati, riguardanti aghi, forcine di metallo, fili, viti e spilli trovati nei dolcetti per bambini. In Canada la polizia ha ricevuto segnalazioni da diverse province. A Toronto un padre ha trovato aghi da cucito e spilli nascosti in cinque dolcetti di Halloween, mentre le autorità del Quebec hanno avviato un’indagine su due casi riguardanti un ago e uno spillo di metallo. A Terranova e Labrador la polizia ha ricevuto tre segnalazioni di piccoli oggetti metallici trovati in barrette di cioccolato in miniatura.   Come noto al lettore Renovatio 21 tieni ogni anno una lista aggiornata degli orrori di Halloweeno, specie per quanto concerne omicidi e stragi, talvolta non risolti..

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L’Associazione Internazionale degli Esorcisti mette in guardia contro Halloween «demoniaco» e «neopagano»

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L’Associazione Internazionale Esorcisti (AIE) ha messo in guardia contro la celebrazione di Halloween «demoniaco» e «pagano».

 

In un articolo pubblicato il 27 ottobre dello scorso anno e intitolato «L’inganno di Halloween, la bellezza di Ognissanti», scritto dal vicepresidente dell’AIE ed esperto esorcista padre Francesco Bamonte, l’organizzazione esorcistica mondiale ha invitato i cattolici a non partecipare ad Halloween, ma a celebrare invece Ognissanti.

 

«Pochi sanno che dal 22 settembre di ogni anno i gruppi e movimenti della neo-stregoneria Wicca e del satanismo iniziano una “quaresima” blasfema che va avanti per quaranta giorni, caratterizzata da azioni e rituali sempre più turpi per giungere al loro culmine nella notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre, che essi chiamano la notte di Halloween, ma che per i cattolici di tutto il mondo è invece la bellissima luminosa notte della Festa di Tutti i Santi», scrive padre Bamonte.

«A differenza della Festa di Tutti i Santi, Halloween propone temi oscuri quali la violenza omicida, l’irrisione della morte o la sua esaltazione disperante, il macabro, l’orrore, l’occulto, la stregoneria, il demoniaco. I personaggi di Halloween, che ispirano il travestimento di minori e adulti, sono mostri, vampiri, fantasmi, scheletri, licantropi, zombie, streghe, diavoli», afferma l’articolo vergato dall’esorcista.

 

«L’attrattiva e il fascino per questi costumi e per questi temi è il segno evidente di una grave forma di malessere interiore diffuso nella società odierna. Halloween esalta così la bruttezza e celebra il raccapricciante e l’oscurità, instillando l’orrido nella mente dei più piccoli e dei giovani, per poi esporli a incubi e terrori notturni».

 

«Questa festa collettiva, consumistica e allo stesso tempo irrazionale, da un lato conferma le profonde trasformazioni culturali causate dalla secolarizzazione con il suo contraddittorio recupero della mentalità magica culminante in un revival neopagano; dall’altro, ci mostra la macchina commerciale che l’alimenta e che si impone nei contesti geografici e culturali più disparati, Africa inclusa, non rispettando tradizioni e sensibilità religiose locali» continua il vicepresidente dell’Associazione dell’esorcistato globale.

 

«Ricordiamo che Halloween, considerata da tante famiglie come occasione di gioco e divertimento per i propri figli, è una ricorrenza contraddistinta dall’occulto, dalla magia, dalla stregoneria e dal demoniaco che affonda le sue radici in una celebrazione religiosa pagana: la festa di Samhain che ebbe origine tra i Celti, una popolazione che si stabilì in antico in molte aree del continente, dalle isole britanniche all’Italia settentrionale».

 

«Perciò Halloween non è affatto una ricorrenza laica, un’innocua festa globale di massa, perché in realtà ci troviamo davanti a una vera e propria ripresentazione e al rilancio di una festa religiosa pagana durante la quale venivano eseguiti rituali magici con sacrifici animali e persino umani» tuona don Bamonte.

 

«La neo-stregoneria dei nostri tempi, che si è organizzata in movimento con il nome di Wicca, nelle sue feste principali dell’anno celebra, come facevano i Celti, la ricorrenza di Samhain. Questa celebrazione, secondo il calendario della Wicca, dà il via al nuovo anno della stregoneria, la notte appunto fra il 31 ottobre e il 1° novembre».

«Anche per i cultori del demonio, i satanisti, la principale festa delle loro immonde celebrazioni – l’inizio dell’anno satanico – è proprio quella notte» dichiara il famoso esorcista.

 

«Chi festeggia Halloween, pertanto, anche se non ha l’intenzione di aggregarsi alla stregoneria e non ha intenzione di celebrare il demonio, di fatto si mette in comunione con queste realtà tenebrose» avverte il testo comparso sul sito dell’AIE.

 

Padre Bamonte ha citato il fondatore della Chiesa di Satana negli Stati Uniti, Anton LaVey, il quale disse: ««Sono contento che i genitori cristiani permettano ai loro figli di adorare il diavolo almeno una notte all’anno. Benvenuti ad Halloween!».

 

Oggi Renovatio 21 ha pubblicato, come ogni anno, una lista di fatti di sangue, talvolta cruenti talvolta misteriosa, che accadono durante la notte di Halloween.

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Il clero cattolico partecipa a un rituale pagano nella cattedrale di Ottawa

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La basilica di Notre-Dame a Ottawa ha segnato la scorsa settimana la Giornata nazionale canadese per la verità e la riconciliazione con una messa particolare, in cui sono state inserite una cerimonia di purificazione indigena e altre pratiche di matrice pagana. Lo riporta LifeSite.   Dopo la processione e l’inno di apertura della messa del 30 settembre, celebrata da padre Daryold Winkler, una donna ha pronunciato un «riconoscimento della terra», seguito da un rito di purificazione: il fumo è stato fatto circolare tra i presenti mentre veniva cantato un inno indigeno, prima della preghiera delle quattro direzioni. Quest’ultima, rivolta verso i quattro punti cardinali della cattedrale ottocentesca — nord, est, sud e ovest — ha impiegato «piante sacre», tra cui erba dolce, cedro, salvia e tabacco, per «purificare» lo spazio. Membri del clero cattolico hanno preso parte a questi riti pagani prima dell’inizio ufficiale della Messa.   La Chiesa cattolica ha sempre cercato di riunire persone di culture diverse, ma ha altrettanto costantemente condannato il sincretismo, cioè la mescolanza di rituali pagani e di pratiche di altre religioni non cattoliche — come le cerimonie di purificazione indigene — con il culto cattolico.  

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«Mentre diamo inizio alla celebrazione di questa sera, prendiamoci un momento per riconoscere la terra sacra su cui ci riuniamo. Riconosciamo e onoriamo il territorio tradizionale e non ceduto degli Algonquin… la cui cura di questa terra continua a ispirare il nostro cammino verso la verità e la riconciliazione», ha dichiarato la laica non identificata nel «riconoscimento della terra» di impostazione progressista.   Negli ultimi anni la Chiesa canadese ha introdotto rituali pagani indigeni nelle messe cattoliche e ha accolto le narrazioni di sinistra sui collegi residenziali del Paese. L’episodio forse più rilevante risale alla visita di papa Francesco in Canada nel 2022, quando il 266° pontefice assistette a Maskwacis, in Alberta, a una «danza di guarigione» che appariva come un omaggio a «Madre Terra».   Prima del rito il maestro di cerimonie aveva annunciato che stava per svolgersi una «danza di guarigione», precisando che il tamburo rappresentava «il battito del cuore di Madre Terra, il tamburo è vita». Durante il rituale pagano i popoli indigeni si sono disposti in cerchio attorno a un grande ramo d’albero, intonando canti e suonando il tamburo, mentre altri, con piume e abiti tradizionali, hanno iniziato a danzare. Francesco, insieme a quattro capi indigeni con copricapi e vesti tradizionali, sedeva su un palco leggermente rialzato rispetto allo spazio della danza, da cui poteva osservare quanto accadeva.   Come riportato da Renovatio 21, pochi mesi fa anche il vescovo di Raleigh, nella Carolina del Nord, ha presieduto una cerimonia sciamanica di «purificazione» organizzata per celebrare santa Caterina «Kateri» Tekakwitha, la quale aveva invece rinnegato la propria religione nativa mohawk.   Come riportato da Renovatio 21, con l’introduzione di un incredibile «rito maya», ufficializzato tre anni fa, la chiesa conciliare mostra in chiarezza la sua attrazione verso i culti pagani del Nuovo Mondo (nordamericani, come quelli dei pellerossa; mesoamericani, come i maya e gli aztechi; sudamericani, come la Pachamama): tutti questi, come abbiamo ripetuto su Renovatio 21, sono legati al sacrificio umano, per il cui ritorno anche la chiesa moderna sembra voler lavorare.

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Immagine di Robert Linsdell via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic   
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