Epidemie
Cina e Vaticano, tra gay e Coronavirus
La Santa Sede «apprezza questo gesto generoso ed esprime la sua gratitudine ai Vescovi, ai fedeli cattolici, alle istituzioni e a tutti gli altri cittadini cinesi». Il Vaticano ha ringraziato la Cina per aver inviato forniture mediche per aiutare a combattere il COVID-19, nonostante il virus si sia originato proprio nel paese comunista.
«Il Vaticano esulta per la spedizione di forniture mediche cinesi per aiutare a gestire il coronavirus» titola la testata prolife canadese Lifesitenews.
L’inviata a Roma Diane Montagna riporta la dichiarazione del 9 aprile di Matteo Bruni della Sala Stampa della Santa Sede: le «donazioni» sono arrivate attraverso la Croce Rossa cinese e la Hebei Jinde Charities Foundation e che le forniture sono state «un’espressione di solidarietà del popolo cinese e delle comunità cattoliche verso coloro che sono coinvolti nel soccorso delle persone colpite da COVID-19 e nella prevenzione dell’attuale epidemia di coronavirus».
La Santa Sede, che dall’Italia riceve quantomeno il fiume di danaro dell’8 per mille, ad inizio febbraio aveva pure inviato gratuitamente 700.000 mascherine ai cinesi
La Santa Sede «apprezza questo gesto generoso ed esprime la sua gratitudine ai Vescovi, ai fedeli cattolici, alle istituzioni e a tutti i cittadini cinesi per questa iniziativa umanitaria, assicurando loro la stima e le preghiere del Santo Padre».
Come abbiamo preso di recente anche dalla cronaca di altri Paesi (Olanda, Spagna), la Cina non sta esattamente regalando le forniture mediche, che talvolta sono inutilizzabili perché difettose. Abbiamo appreso anche dai discorsi arzigogolati del Ministro degli Esteri Italiano Di Maio che la Cina sta vendendo il materiale, anche se poi la politica filocinese ci sta facendo credere che si tratti di aiuti. Lo scandalo è sorto quando un ufficiale dell’amministrazione Trump avrebbe rivelato che la Cina avrebbe costretto l’Italia a comprare le stesse mascherine che l’Italia in primo luogo aveva donato gratuitamente, quando la crisi epidemica pareva essere confinata alla sola Cina.
Ricordiamo qui che anche la Santa Sede, che dall’Italia riceve quantomeno il fiume di danaro dell’8 per mille, aveva pure inviato gratuitamente 700.000 mascherine ai cinesi. Era il 3 febbraio 2020.
Non è chiaro cosa abbia voluto la Repubblica Popolare Cinese in cambio. Magari il pagamento non è stato in danaro: verrebbe da dire che la Santa Sede, con la sua sconsiderata e blasfema ostpolitik verso la Cina (di fatto un tradimento di quasi un secolo di martiri cattolici cinesi, e di milioni di fedeli che vivono la Fede nelle catacombe rischiando l’arresto e la morte) forse ha pagato con l’anima. Qualcuno potrebbe dire che ha già pagato.
L’accordo del 2018 tra Pechino e Vaticano di fatto è la vendita dell’anima cattolica al Moloch del Partito Comunista Cinese
L’accordo del 2018 tra Pechino e Vaticano di fatto è la vendita dell’anima cattolica al Moloch del Partito Comunista cinese. Sotto la supervisione del cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, l’accordo garantisce potere decisionale al governo di Xi nella nomina dei vescovi, tra le altre concessioni, e apre la strada all’unificazione dell’Associazione Patriottica Cinese (cioè la chiesa «patacca» creata dai cinesi per attirare i cattolici), approvata dallo Stato, e la Chiesa sotterranea, i cui membri sono rimasti uniti alla Santa Sede nonostante il rischio di essere uccisi, imprigionati o altrimenti perseguitati per la loro fede.
Per attuare l’affare, il Vaticano ha riconosciuto e consacrato sette vescovi «patriottici» scomunicati e ha chiesto a due vescovi clandestini che avevano servito fedelmente per decenni sotto intense persecuzioni di dimettersi a favore dei vescovi riconosciuti dal Partito Comunista. Partito che regge quello Stato dove la fertilità è limitata con aborti forzati, dove l’espianto degli organi è una realtà comune, dove la religione è perseguitata – tutte cose a cui, prima dell’accordo pechinese-bergogliano, pareva che alla Chiesa importasse qualcosa.
In Cina la fertilità è limitata con aborti forzati, dove l’espianto degli organi è una realtà comune, dove la religione è perseguitata – tutte cose a cui, prima dell’accordo pechinese-bergogliano, pareva che alla Chiesa importasse qualcosa
«Il Vaticano dovrebbe capire che sta trattando con le organizzazioni del fronte del Partito Comunista e moderare i suoi entusiasmi in generale per quanto riguarda tutte le questioni relative alla Cina», ha scritto in una e-mail a LifeSiteNews Steve Mosher, esperto di affari cinesi che ha esposto al mondo la politica sull’aborto forzato del Partito Comunista, nonché i suoi orribili protocolli per l’espianto di organi.
«La Croce Rossa cinese, nonostante il nome, non ha alcun legame con il Cristianesimo. È un’organizzazione gestita dal governo in Cina che è stata recentemente accusata di ricevere donazioni destinate alle persone sofferenti di Wuhan nelle settimane passate e averle dirottate per i propri scopi» continua Mosher, autore del libro edito nel 2017 Bully of Asia: Why China’s Dream is the New Threat to World Order («Il bullo dell’Asia: perché il sogno cinese è la nuova minaccia per l’ordine mondiale»).
«Inoltre, la qualità delle forniture mediche dalla Cina dovrebbe sempre essere attentamente esaminata prima di essere utilizzata. I respiratori non filtrano correttamente i patogeni nell’aria, mentre i test spesso producono risultati falsi», ha aggiunto.
Mosher ha anche dichiarato altrove che sta sta diventando sempre più evidente che il coronavirus è sfuggito al laboratorio biomedico di Wuhan, che i tentativi del leader comunista Xi Jinping di sopprimere la notizia dell’epidemia e del rifiuto di agire hanno portato a innumerevoli morti in Cina e alla conseguente rapida e catastrofica diffusione del virus in tutto il mondo, e che il regime di Xi continua a mentire sulla devastazione che la malattia ha provocato in Cina.
In Vaticano dell’ipotesi di virus artificiale – ipotesi che esporrebbe Pechino a responsabilità abissali che potrebbero disintegrare il «disgelo» tra Pechino e il Sacro Palazzo – non è stata mai nominata. Tuttavia nel mondo cattolico fuori dall’orbita della cricca bergogliana cardinali e vescovi cominciano a parlarne.
L’immorale realpolitik vaticana spiega il silenzio dinanzi alla catastrofe virale globale partita dalla Cina
Il Cardinale cingalese Malcolm Ranjith, noto per le sue posizioni conservatrici, ha parlato subito della Pandemia come il frutto «di sperimentazioni da parte di una nazione ricca e potente», e aggiungendo anche prospettive di politica transnazionale necessarie: «dobbiamo mettere al bando questo tipo di sperimentazioni che portano al risultato della perdita di vita e causano dolore e sofferenze a tutta la umanità» ha detto il cardinale di Colomb, mandando un messaggio alle autorità internazionali, che dovrebbero aprire le indagini e portare i «responsabili a processo per genocidio».
A Ranjith ha fatto eco il vescovo birmano Charles Maung Bo, la prima figura religiosa ad accusare pubblicamente il Partito Comunista Cinese di essere «moralmente colpevole» per la pandemia, di aver vittimizzato il popolo cinese e di «aver distrutto vite in tutto il mondo».
L’immorale realpolitik vaticana spiega il silenzio dinanzi alla catastrofe virale globale partita dalla Cina. «Da quando è stato firmato l’accordo, il regime di Xi ha iniziato la campagna per eliminare la Chiesa cattolica sotterranea, costringendo i sacerdoti a firmare un documento attestante che aderiranno alla “Chiesa cattolica indipendente” gestita dallo stato che ha portato all’arresto dei sacerdoti che si oppongono, alla chiusura delle loro parrocchie e alla persecuzione» scrive LSN.
Nel frattempo, papa Francesco ha diffuso un video messaggio indirizzato ai cattolici cinesi a marzo incoraggiandoli ad essere «buoni cittadini» e a non impegnarsi in attività di «proselitismo», un comando che si oppone in modo patente a quello evangelico: «Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura» (Mc, 16,15)
L’ironia dell’accoglienza da parte del Vaticano delle forniture mediche cinesi non è passata inosservata ai cattolici sui social media. «I loro 30 pezzi d’argento per aver tradito la Chiesa in Cina … disgustoso», ha commentato il frate David M. Chiantella. «Il Vaticano è perduto. Sta a noi mantenere forte la nostra fede. Non possiamo più fare affidamento sui leader della nostra fede. Sono stati compromessi », ha commentato Amme Grimaldi.
Nel frattempo, papa Francesco ha diffuso un video messaggio indirizzato ai cattolici cinesi a marzo incoraggiandoli ad essere «buoni cittadini» e a non impegnarsi in attività di «proselitismo», un comando che si oppone in modo patente a quello evangelico: «Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura» (Mc, 16,15)
«La Chiesa vuole che i cristiani cinesi siano veri cristiani e buoni cittadini», ha detto il Bergoglio. «Dovrebbero promuovere il Vangelo, ma senza impegnarsi nel proselitismo e devono raggiungere l’unità della comunità cattolica divisa».
Qualcuno ha notato che l’accordo tra il Vaticano e la Cina potrebbe pure essere dovuto ad uno specioso misfatto elettronico.
Che ci sia verso pezzi grossi della Curia da parte del Partito Comunista Cinese anche un possibile ricatto basato sui dati dell’app di incontri omosessuali Grindr?
Grindr, la app di incontri sessuali gay dove si dice siano presenti vari consacrati (notoriamente, la quantità di omosessuali in Curia è secondo alcune analisi piuttosto alta), per un periodo finì nelle mani dei cinesi, che acquistarono la società. Il governo Trump chiese alla Cina di farla tornare in mano americana, perché i servizi USA paventavano che le informazioni contenute in quella app (tra cui alcune davvero delicate, ) mettessero a rischio la sicurezza nazionale: quante persone, nell’esercito e nella pubblica amministrazione, nel governo e nelle grandi aziende, potevano essere ricattate?
Cosa piuttosto incredibile, la Cina acconsentì, e l’applicazione dei festini omosessuali tornò di proprietà americana. È lecito pensare che qualche copia dei file i cinesi li abbiano tenuti.
Che ci sia verso pezzi grossi della Curia da parte del Partito Comunista Cinese anche un possibile ricatto basato sui dati dell’app di Sodoma? Probabilmente non lo sapremo mai.
Tuttavia vi lasciamo con una curiosa coincidenza. Ad inizio gennaio vi fu un’offerta italiana di ben 260 milioni di euro per acquistare Grindr. Ad offrire la non indifferente somma è stata la software house milanese Bending Spoons, una startup partecipata dalla holding H14 (che fa capo a Barbara, Eleonora e Luigi Berlusconi) e Nuo Capital, che è un fondo guidato da un ex top manager di Banca Imi, ma, si lesse sui giornali, «con capitale asiatico».
Il tutto mentre nella bergamasca preti veri muoiono a decine per portare i sacramenti ai fedeli sterminati dal virus cinese. Sono anche quelli dei martiri «cinesi» che la Chiesa non vuole riconoscere più.
Bending Spoons è l’azienda scelta dal governo per l’app di tracciamento dei cittadini ai tempi del Coronavirus.
In Cina l’app di tracciamento è una realtà assodata che impedisce la libera circolazione dei cittadini. Dell’allucinante società di sorveglianza elettronica che è la Cina Renovatio 21 vi ha parlato spesso. Per molti, per esempio per il capo della non troppo lucida task force per la riapertura Vittorio Colao, sistemi di controllo ultradiffusi sono il nostro destino obbligato.
Insomma, l’Italia finisce ad assomigliare sempre più alla Cina. A farci da apripista sono stati, come spesso è accaduto, i preti. O meglio, dei personaggi in clergyman e senza nessuna Fede, ma con la particolarità di qualche vizietto per il quale forse sono pure ricattati.
Il tutto mentre nella bergamasca preti veri muoiono a decine per portare i sacramenti ai fedeli sterminati dal virus cinese. Sono anche quelli dei martiri «cinesi» che la Chiesa non vuole riconoscere più.
Roberto Dal Bosco
Epidemie
Il dipartimento dell’Agricoltura e l’Esercito USA iniziano la costruzione di un impianto contro un parassita carnivoro
Le autorità statunitensi hanno dato il via ai lavori per la costruzione di un impianto in Texas per la produzione di mosche sterili della Mycoplasma cynoplasma (NWS), un parassita che si nutre di carne e che si è diffuso in tutto il Messico, rappresentando una seria minaccia per il bestiame, la fauna selvatica e la salute pubblica degli Stati Uniti.
Situata nella base aerea di Moore, a Edinburg, la struttura «è in fase di costruzione con una tempistica serrata, progettata per espandere rapidamente la capacità di produzione nazionale di mosche sterili», ha dichiarato il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA) in un comunicato del 17 aprile.
L’avvio delle operazioni iniziali è previsto per novembre 2027, con una produzione di 100 milioni di mosche sterili a settimana. «La costruzione proseguirà immediatamente dopo la fase operativa iniziale per portare la piena capacità produttiva a 300 milioni di mosche sterili a settimana», ha aggiunto il dipartimento.
Le mosche femmine della specie NWS depongono le uova negli orifizi o nelle ferite degli animali a sangue caldo, dalle quali in seguito si schiudono le larve. La larva si insinua in profondità nelle ferite, nutrendosi della carne dell’ospite.
La ferita si allarga man mano che si schiudono altre uova e altre larve si nutrono della carne, portando infine l’animale alla morte. Una singola mosca femmina può deporre fino a 3.000 uova nel corso della sua vita. Grandi sciami di questi parassiti provenienti dal Messico rappresentano una seria minaccia per l’industria zootecnica americana.
Attualmente, i casi attivi più vicini al confine tra Stati Uniti e Messico sono stati segnalati nello stato messicano di Nuevo León, situato a meno di 70 miglia dal confine.
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È possibile contrastare gli sciami di mosche NWS rilasciando maschi sterili nel gruppo. Quando i maschi si accoppiano con le femmine, depongono uova non fecondate. Col tempo, lo sciame si riduce, allontanando la minaccia.
Nella sua recente dichiarazione, l’USDA ha affermato di produrre già mosche sterili in uno stabilimento a Panama che produce 100 milioni di insetti a settimana. Inoltre, l’agenzia ha investito 21 milioni di dollari in uno stabilimento messicano, che dovrebbe entrare in funzione quest’estate.
L’impianto della base aerea di Moore, con una capacità produttiva massima di 300 milioni di mosche sterili a settimana, rafforza gli sforzi americani per contrastare la minaccia del NWS (Sindrome della mosca della frutta e della sabbia).
A partire dal 2 aprile, gli Stati Uniti hanno imposto restrizioni all’importazione di animali vivi (bovini, cavalli e bisonti) dal Messico a causa del parassita NWS. Oltre che negli animali, il virus NWS è noto per infettare anche gli esseri umani in rari casi.
Secondo un rapporto del 14 aprile dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie CDC), sono stati segnalati numerosi casi di questo tipo al di fuori degli Stati Uniti. «Nel 2023, Panama e Costa Rica hanno identificato un focolaio di NWS. Da allora, tutti i paesi dell’America Centrale e del Messico, dove la NWS era stata precedentemente tenuta sotto controllo, hanno identificato casi negli animali e nell’uomo», ha affermato il CDC. «Al 14 aprile 2026, questi paesi hanno segnalato quasi 168.000 casi di NWS negli animali e oltre 1.700 casi nelle persone».
Per quanto riguarda gli Stati Uniti, un caso confermato di infezione da NWS è stato riscontrato in una persona rientrata nel Paese da El Salvador.
L’infezione da Cocciniglia del Nuovo Mondo nell’uomo è generalmente non fatale se diagnosticata e trattata precocemente. Tuttavia, se non individuate e trattate precocemente, le infestazioni possono causare danni estesi ai tessuti e un dolore intenso e persistente in caso di lesioni ai nervi. Inoltre, se le larve penetrano negli organi vitali, possono insorgere complicazioni.
Nell’uomo, i sintomi includono dolore, sanguinamento della ferita, odore sgradevole intorno alla zona infetta e mancata guarigione naturale, con l’individuo che tende a percepire il movimento delle larve nella zona ferita.
Il CDC ha chiarito che le mosche NWS non sono state rilevate negli Stati Uniti e che non vi è «alcun rischio immediato di infestazione per le persone».
Come noto al lettore di Renovatio 21, la sterilizzazione via immissione di insetti geneticamente modificati è un tipo di operazione già programmata nel caso delle zanzare OGM, il cui uso dal controllo della popolazione parassitica si è esteso a quello della popolazione umana, con progetti di vaccinare le persone tramite zanzare bioingegnerizzate.
Le zanzare OGM sono state rilasciate in varie parti del pianeta, dall’Africa alle Hawaii alla Caliornia alla Florida al Brasile – dove la dengue, in seguito, è aumentata del 400%.
Anche nel caso delle zanzare è sensibile la presenza dell’esercito USA, oltre all’onnipresente Bill Gates.
Renovatio 21 da almeno un lustro ritiene la storia delle zanzare bioingegnerizzate – alle quali, ricordiamo en passant, lavorava anche il neo-onorevole professor Andrea Crisanti – come uno dei temi centrali del futuro prossimo.
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Epidemie
Avanzamenti della Commissione COVID. Intervista al dottor Giacomini
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Epidemie
Pfizer vuole il vaccino contro il Lyme, mentre aumentano le zecche e le allergie alla carne dalla sindrome alfa-gal
Pfizer sta cercando l’approvazione normativa per un nuovo vaccino che, a suo dire, preverrebbe la malattia di Lyme, mentre diversi Stati si preparano alla peggiore stagione delle zecche di sempre, in un contesto di aumento delle allergie alla carne legate alla sindrome alfa-gal.
Il mese scorso, l’azienda ha pubblicato i dati della sperimentazione di fase 3 sull’efficacia del suo nuovo vaccino VALOR («Vaccino contro la malattia di Lyme per gli appassionati di attività ricreative all’aperto»), affermando che «ha dimostrato un’efficacia superiore al 70% nella prevenzione della malattia di Lyme in individui di età pari o superiore a cinque anni».
«Data l’efficacia clinicamente significativa (…) Pfizer è fiduciosa nel potenziale del vaccino e prevede di presentare la documentazione alle autorità regolatorie», si legge in un comunicato stampa.
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Secondo quanto riportato, quando una persona viene immunizzata con PF-07307405, il suo corpo produce anticorpi contro sei sierotipi di Borrelia OspA. Quando la zecca si nutre del sangue della persona vaccinata, questi anticorpi vengono ingeriti dalla zecca stessa durante il pasto di sangue. Il legame degli anticorpi indotti dal vaccino con la proteina OspA della Borrelia all’interno della zecca inibisce la capacità del batterio di fuoriuscire dalla zecca, impedendone la trasmissione all’ospite umano.
LYMErix, un vaccino simile per la prevenzione della malattia di Lyme, fu introdotto nel 1998 e ritirato dal mercato nel 2002 dopo che le segnalazioni di artrite e altri gravi problemi a lungo termine scatenarono cause legali e ne fecero crollare la domanda.
La notizia del prossimo vaccino contro la malattia di Lyme giunge mentre i residenti di gran parte degli Stati Uniti orientali vengono avvertiti che quest’estate potrebbe essere una delle peggiori stagioni per le zecche degli ultimi anni, con un forte aumento dei casi di malattia di Lyme e di sindrome alfa-gal, attribuiti rispettivamente alle zecche a zampe nere e alla zecca stella solitaria.
La Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health afferma che lo scorso maggio si è registrato un aumento del 30% degli accessi al pronto soccorso per malattie trasmesse dalle zecche rispetto all’anno precedente.
Mentre la malattia di Lyme può causare sintomi debilitanti come febbre, affaticamento e dolori articolari, l’intossicazione da alfa-gal è una condizione potenzialmente letale che può scatenare reazioni ritardate come l’anafilassi in seguito al consumo di carne rossa.
Ad esempio, la sindrome alfa-gal è stata indicata come causa din un caso degli anni scorsi. La saliva della zecca contiene una molecola di zucchero chiamata alfa-gal. Questa stessa molecola si trova nella carne di molti mammiferi, tra cui maiali e bovini. Il morso della zecca può scatenare una risposta immunitaria eccessiva, che porta a reazioni allergiche quando l’alfa-gal viene nuovamente a contatto con l’organismo. Alcune persone sviluppano orticaria, diarrea o vomito dopo aver mangiato un hamburger o della pancetta, o dopo aver consumato latticini.
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Alcuni stati stanno ora procedendo al monitoraggio della sindrome alfa-gal; il Massachusetts ha recentemente iniziato a consentire ai residenti di segnalare i casi, e un disegno di legge in Missouri sta seguendo il suo iter legislativo. Nel frattempo, altri stati stanno chiedendo un monitoraggio simile.
A chi pratica attività ricreative all’aperto viene raccomandato di prendere precauzioni quando si trova in aree boschive, tra cui coprirsi il collo, indossare abiti di colore chiaro, camicie a maniche lunghe, pantaloni lunghi e calze, e controllare regolarmente la presenza di zecche. La rivista TIME è arrivata a consigliare agli escursionisti di «considerare la possibilità di fissare con del nastro adesivo l’apertura degli scarponi o delle scarpe alle calze».
Esperti affermano che infilare i pantaloni nei calzini può sembrare ridicolo, ma non è una cattiva idea.
Come riportato da Renovatio 21, anni fa aveva destato scalpore la proposta di un bioeticista legato al WEF di bioingegnerizzare esseri umani con intolleranza alla carne in nome della lotta al cambiamento climatico.
Nella sua proposta il dottor Matthew Liao, direttore del Centro per la bioetica del College of Global Public Health presso la New York University, nominava specificatamente la zecca Lone Star.
«La gente mangia troppa carne. E se dovessero ridurre il loro consumo di carne, allora aiuterebbe davvero il pianeta», aveva dichiarato il professor Liao.
«Quindi ecco un pensiero. Quindi si scopre che ne sappiamo molto: abbiamo queste intolleranze», ha continuato il Liao. «Per esempio ho un’intolleranza al latte. E alcune persone sono intolleranti ai gamberi. Quindi forse possiamo usare l’ingegneria umana per dimostrare che siamo intolleranti a certi tipi di carne, a certi tipi di proteine bovine».
«C’è questa cosa chiamata zecca Lone Star che se ti morde diventerai allergico alla carne. Quindi è qualcosa che possiamo fare attraverso l’ingegneria umana. Possiamo forse affrontare problemi mondiali davvero grandi attraverso l’ingegneria umana».
Indurre l’intolleranza alla carne con la bioingegneria umana. Per il bene dell’ambiente
Parola del dottor Matthew Liao, bioeticista legato al World Economic Forum
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— Renovatio 21 (@21_renovatio) August 23, 2023
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Le zecche insomma, come le zanzare, potrebbero rientrare in un vasto programma eugenetico mondiale.
Le inquietanti dichiarazioni del bioeticista legato al WEF sono da collegarsi con recenti rivelazioni, sempre più credibili, di programmi di guerra biologica tramite le zecche: secondo alcuni, la malattia di Lyme potrebbe quindi essere uscita da un laboratorio americano che utilizzava le zecche come vettore epidemico-militare.
Va notato come le zecche, e la malattia di Lyme, si stiano diffondendo ora in tutta Europa, Italia compresa, così come ossessivi programmi vaccinali portati innanzi dalla regioni – si tratta, tuttavia, dell’encefalopatia, non del Lyme, per cui la protezione offerta è quantomeno limitata.
Lo scorso anno, un po’ a scoppio ritardato, il governatore della Florida Ron DeSantis ha pubblicamente respinto l’idea che gli esseri umani possano essere modificati geneticamente per sviluppare un’allergia alla carne rossa come un modo per limitare il consumo di carne e proteggere l’ambiente.
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