Epidemie
Italia-Cina, il balletto delle mascherine smascherato da un giornale USA
Qualche giorno fa, è emerso uno stranissimo video del Ministro degli esteri Luigi Di Maio. Come spesso sta accadendo, si trova all’aperto, su di una pista di atterraggio. Il ministro si lascia andare ad un discorso la cui significazione è sfuggita a molti.
«È logico che abbiamo avuto aiuti ma abbiamo avuto bisogno di comprare all’estero. E se abbiamo potuto comprare all’estero con contratti a prezzo di mercato è stato grazie al fatto che abbiamo potuto avere dai governi dove siamo andati a comprare anche la possibilità di esportare i prodotti che acquistavamo», dice il giovane ministro pentastellato.
«Li terremo nel nostro cuore e li terremo bene a mente. Perché sono i Paesi che non solo ci stanno mandando aiuti, ma che ci stanno permettendo di esportare quello che acquistiamo con contratti a prezzo di mercato». Ripetiamo: «ci stanno permettendo di esportare quello che acquistiamo con contratti a prezzo di mercato» dice Di Maio. Ci danno il permesso (grazie!) di comprare qualcosa che abbiamo esportato (o viceversa? non capiamo) con contratti a prezzo di mercato (e ci mancherebbe!). Più frase di gratitudine, letteralmente, cordiale. Qualcosa non torna. Al di là della logica, sulla quale molti ancora si stanno interrogando.
«Ci stanno permettendo di esportare quello che acquistiamo con contratti a prezzo di mercato» dice il Ministro degli Esteri Di Maio
Cosa voleva dire, con queste parole arruffate, il capo della Farnesina?
La questione, abbastanza ignorata dai grandi media italiani che stanno leggermente facendo il tifo per il governo, è stata indagata da una rivista straniera americano, lo Spectator. Una testata che va avanti quasi da due secoli, ed ha una controparte americana, lo Spectator USA.
Con l’arrivo in Italia del COVID-19 la Cina annunziò al mondo che avrebbe donato forniture di DPI per aiutare l’Italia
Proprio quest’ultima ha pubblicato un articolo dal titolo diretto ed eloquente: «L’Italia ha dato alla Cina DPI [Dispositivi di protezione individuale: mascherine etc., ndr] per aiutarla con il coronavirus, poi la Cina glieli ha fatti riacquistare».
L’articolista americana parla dei tentativi di PR della Cina infettata che si rivelano «scivolosi come i suoi wet market», ossia i popolari mercati con le bestie esotiche vive considerati come possibili centri di sviluppo delle epidemie.
Con l’arrivo in Italia del COVID-19 la Cina annunziò al mondo che avrebbe donato forniture di DPI per aiutare l’Italia. Ricorderete la campagna in grande stile, le vignette dell’ambasciata cinese che commemoravano l’aiuto italiano durante il terremoto del Sichuan di fine anni 2000, e il solito di Maio sulla pista d’atterraggio ad aspettare l’aereo carico di dottori cinesi (che competenza possono avere, visto che il virus non lo hanno sconfitto in alcun modo?) e, assieme a qualche mascherina, una manciata di ventilatori. «Informazioni giornalistiche successive hanno indicato che la Cina ha effettivamente venduto, non donato, i DPI all’Italia», scrive la rivista.
In effetti, in Italia alcuni articoli di Giulia Pompili su Il Foglio avevano trattato la questione: uno si intitolava «Ma quali aiuti della Cina contro il virus, è tutta roba che compriamo»; un altro «Che cosa c’è dietro il mistero della donazione cinese all’Italia». Sono di inizio marzo, varrebbe la pena di rileggerli bene: vi si parla appunto di materiale ricevuto dietro compenso, non donato gratuitamente.
«La Cina ha costretto l’Italia a riacquistare la fornitura di DPI che l’Italia aveva donato alla Cina durante l’iniziale epidemia di coronavirus» dice un funzionario dell’amministrazione Trump. «La Cina ha poi rimandato in Italia i DPI italiani – alcuni di essi, non tutti… e se li è fatti pagare»
Un alto funzionario dell’amministrazione Trump ha raccontato allo Spectator che la realtà è molto peggio di così: «la Cina ha costretto l’Italia a riacquistare la fornitura di DPI che l’Italia aveva donato alla Cina durante l’iniziale epidemia di coronavirus».
«Prima che il virus colpisse l’Europa, l’Italia aveva inviato tonnellate di DPI in Cina per aiutarla a proteggere la propria popolazione», ha spiegato la fonte dell’amministrazione Trump.
Le parole del ministro («la possibilità di esportare i prodotti che acquistavamo») sono quindi riferite a questa situazione?
In realtà, è tutto lo sforzo di questa diplomazia della mascherina cinese ad essere fallimentare, e su un piano globale.
Gran parte delle forniture e dei kit di prova che la Cina ha venduto ad altri Paesi si sono rivelati difettosi. La Spagna ha dovuto restituire alla Cina 50.000 kit di test rapido che non andavano bene.
«La Cina ha poi rimandato in Italia i DPI italiani – alcuni di essi, non tutti… e se li è fatti pagare» dice il funzionario americano
I cinesi non si scusano e non tentano nemmeno di risolvere il problema, anzi succede che « la Cina ha dato la colpa del suo equipaggiamento difettoso ad altri». «La Cina ha detto con condiscendenza ai Paesi Bassi di “ricontrollare le istruzioni” sulle sue maschere dopo che i Paesi Bassi hanno lamentato che metà delle maschere inviate non soddisfacevano gli standard di sicurezza», scrive la rivista.
«È malafede quella dei funzionari cinesi che ora affermino di essere quelli che aiutano gli italiani o i paesi in via di sviluppo quando, in realtà, sono quelli che hanno contagiato tutti» dice l’anonimo ufficiale americano.
«Naturalmente dovrebbero aiutare. Hanno una responsabilità speciale nell’aiutare perché sono quelli che hanno iniziato la diffusione del coronavirus e non hanno fornito le informazioni richieste al resto del mondo per pianificare di conseguenza».
«È malafede quella dei funzionari cinesi che ora affermino di essere quelli che aiutano gli italiani o i paesi in via di sviluppo quando, in realtà, sono quelli che hanno contagiato tutti» dice l’anonimo ufficiale americano
Una critica che, fra le righe, è stata mossa anche in Italia da quei virologi che invece che stare sui social o nelle trasmissioni TV stanno lavorando sul campo: come mai non ci è stato dato dai cinesi il numero degli asintomatici contagiosi? Il numero, ricordiamolo, è stato dato per la prima volta al mondo a Vo’ Euganeo, luogo della prima quarantena totale («Zona Rossa») assieme a Codogno, il luogo dove è avvenuta la prima morte italiana per COVID-19.
«La disinformazione che la Cina ha diffuso sta paralizzando le reazioni in tutto il mondo. Siamo rimasti indietro di un mese perché i cinesi non hanno condiviso le informazioni», continua la fonte nel governo Trump.
Renovatio 21 ha detto da subito che la i numeri cinesi erano assolutamente da non credere, perché pensati per essere scavalacati dagli altri Paesi.
Di recente, sono saltate fuori questioni anche per la quantità di urne cinerarie distribuite e il numero di utenze di telefonia mobile sparite. Noi tuttavia non dimentichiamo quando, oramai due mesi fa, vi parlavamo della nube di solfato sopra Wuhan e Chonqing, rilevata dai satelliti, e dalle testimonianze che filtravano dai forni crematori cinesi aperti 24 ore al giorno. Una scena mostruosa che purtroppo ora stiamo vedendo anche a Bergamo e dintorni.
«La disinformazione che la Cina ha diffuso sta paralizzando le reazioni in tutto il mondo. Siamo rimasti indietro di un mese perché i cinesi non hanno condiviso le informazioni», continua la fonte nel governo Trump
Non è comunque l’unico segno visto negli ultimi tempi in merito a questa bizzarra ed irrefrenabile simpatia del nostro governo nei confronti di Pechino. Ne abbiamo scritto.
I cinesi, grati, pare che abbiano provato a scaricare ogni responsabilità riguardo alla pandemia del secolo inventandosi un «virus italiano».
L’offensiva cinese continua. Pochi minuti fa, nella conferenza stampa giornaliera il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha ringraziato il CEO di Huawei per aver donato centinaia di tablet e telefonini ai pazienti in rianimazione, così da poter collegarsi con i parenti. Iniziativa lodevole, ma pensiamo sempre che in palio per le telecomunicazioni cinesi non c’è solo l’immagine che deve essere mondata della possibile accusa della Cina untore del mondo. C’è nientemento che l’appalto – e quindi il successivo controllo – dell’infrastruttura informatica del XXI secolo italiano, il 5G>.
C’è in gioco l’intero modello di controllo sociale del XXI secolo. La Cina è oggi il più fulgido e consistente esempio al mondo di totalitarismo elettronico
Se volete, possiamo vedere anche oltre: c’è in gioco l’intero modello di controllo sociale. La Cina è oggi il più fulgido e consistente esempio al mondo di totalitarismo elettronico.
I suoi cittadini possono essere controllati, schedati, profilati, trovati in tempo reale, e con sistemi che vanno dai Big Data alla Computer Vision, dall’Intelligenza artificiale sino alla produzione di avanzate tecniche di schedatura genetica. La Cina è pronta, anche qui, ad esportare i suoi prodotti: software, telecamere, algoritmi, metodi.
Stiamo pagando le mascherine che abbiamo donato? A noi importa più, in realtà, un’altra domanda: qualcuno pagherà per tutto questo?
Epidemie
Collaboratore di alto livello di Fauci si dichiara colpevole di accuse federali. Tradirà il suo capo?
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
Il dottor David Morens si è dichiarato colpevole martedì di un’accusa di cospirazione per frodare gli Stati Uniti. Secondo il Washington Post, Morens, 78 anni, ha dichiarato a un giudice federale di aver tentato di eludere le leggi federali sulla conservazione dei documenti utilizzando il suo account di posta elettronica privato per discutere informazioni relative alle origini del COVID-19. Il biologo molecolare della Rutgers University, Richard Ebright, Ph.D., ha affermato che Morens «probabilmente» ha agito «su ordine del suo capo, Fauci».
Un ex consigliere chiave del dottor Anthony Fauci si è dichiarato colpevole di occultamento di documenti pubblici relativi alle origini del COVID-19, nell’ambito di un patteggiamento raggiunto con i procuratori federali: uno sviluppo che, secondo alcuni esponenti politici e analisti, potrebbe coinvolgere Fauci.
Il dottor David Morens si è dichiarato colpevole martedì di un’accusa di cospirazione per frodare gli Stati Uniti. Secondo il Washington Post, Morens, 78 anni, ha dichiarato a un giudice federale di aver tentato di eludere le leggi federali sulla conservazione dei documenti utilizzando il suo account di posta elettronica privato per discutere di ricerche – e di una sovvenzione federale revocata – relative alle origini del COVID-19.
Morens, inizialmente incriminato ad aprile con cinque capi d’accusa federali, ha dichiarato al giudice di aver intenzionalmente reindirizzato le comunicazioni al suo account di posta elettronica personale per proteggere Fauci e perché le email avrebbero potuto essere fraintese in futuro, qualora fossero state rese pubbliche.
Dai documenti depositati in tribunale emerge che alcune delle email sono state inoltrate informalmente a un alto funzionario del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID). Secondo la CBS News, il funzionario in questione è probabilmente Fauci, che ha diretto il NIAID fino a dicembre 2022. Morens ha ricoperto il ruolo di consulente senior nell’ufficio di Fauci al NIAID tra il 2006 e il 2022.
Morens ha dirottato i messaggi sulla sua email personale mentre si moltiplicavano le speculazioni sul fatto che il COVID-19 fosse emerso in natura, come affermavano pubblicamente all’epoca Fauci e altri funzionari dell’amministrazione Biden e virologi chiave, oppure fosse stato sviluppato presso l’Istituto di Virologia di Wuhan, in Cina, e si fosse poi diffuso da lì.
In base all’accordo raggiunto con la procura, Morens rischia fino a cinque anni di carcere e una multa massima di 250.000 dollari, sebbene la sua pena potrebbe essere inferiore. Secondo il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (DOJ), «le condanne effettive per i reati federali sono in genere inferiori alle pene massime previste». La sentenza è prevista per il 12 novembre, come riportato da Politico.
«Dichiarandosi colpevole oggi, il dottor Morens si è assunto la responsabilità delle sue azioni e continuerà a farlo», ha affermato Tim Belevetz, avvocato di Morens, in una dichiarazione riportata dal Post.
James Billot, direttore di UnHerd, ha dichiarato a News24 Digital, testata australiana, che la dichiarazione di colpevolezza di Morens rappresenta la «prima grande vittoria» nell’indagine sulle origini del COVID-19. «Vedremo presto emergere molti altri dettagli su questo argomento».
Secondo Politico, Fauci non è stato «accusato né incriminato per illeciti nel caso contro Morens e il suo nome non viene menzionato negli atti processuali».
Ma in un post su X, il senatore Rand Paul (repubblicano del Kentucky), che sta guidando l’indagine del Congresso sulle origini del COVID-19, ha suggerito che Fauci potrebbe essere implicato: «Un alleato di lunga data di Fauci si dichiara colpevole. La sua dichiarazione di colpevolezza potrebbe implicare il coinvolgimento di Anthony Fauci?», ha scritto Paul.
Sostieni Renovatio 21
Morens si vantava di essere in grado di «far sparire le email»
Nel corso della sua testimonianza davanti alla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti nel 2024, Fauci negò di avere avuto uno stretto rapporto di lavoro con Morens, suggerendo che Morens non gli forniva consulenza su «politiche dell’istituto o altre questioni sostanziali».
Tuttavia, l’accordo di patteggiamento di Morens include una dichiarazione in cui ammette di essersi spesso consultato con un ricercatore esterno, Peter Daszak, Ph.D., all’epoca presidente dell’EcoHealth Alliance, per preparare briefing per Fauci che suggerivano che il COVID-19 avesse origini naturali.
In un’email del 2021 resa pubblica dalla Camera e citata da The Hill, Morens scrisse a Daszak: «Posso inviare materiale a Tony [Fauci] tramite la sua Gmail privata, oppure consegnarglielo di persona al lavoro o a casa. È troppo intelligente per lasciare che i colleghi gli mandino cose che potrebbero causargli problemi».
In un’altra email del 2021, Morens affermò di sapere come «far sparire le email dopo una richiesta FOIA», riferendosi alle richieste di accesso agli atti federali previste dal Freedom of Information Act.
John Leake, vicepresidente della McCullough Foundation e autore di Mind Viruses: America’s Irrational Obsessions, ha scritto su Substack che la dichiarazione di colpevolezza di Morens per un singolo capo d’accusa di cospirazione è «simile alla condanna di Al Capone per evasione fiscale». Leake ha suggerito che la dichiarazione di colpevolezza avrà un impatto minimo sull’indagine sulle origini del COVID-19.
«Sebbene Morens probabilmente sconterà una pena detentiva, la sua dichiarazione di colpevolezza e la sua condanna per questo particolare atto di frode mi sembrano un diversivo rispetto al problema principale», ha scritto Leake, riferendosi alla «creazione illegale e al successivo occultamento illegale di un’arma biologica in un laboratorio di biosicurezza cinese».
Ma per altri analisti e commentatori, l’attenzione sta tornando a concentrarsi su Fauci in seguito alla dichiarazione di colpevolezza di Morens.
Jeffrey Tucker, presidente e fondatore del Brownstone Institute, ha ipotizzato che Morens abbia probabilmente accettato di testimoniare contro altre persone in cambio del patteggiamento e, forse, di una pena più mite.
«Ora è disposto a parlare in cambio di una pena più lieve. Sicuramente parlerà e sarà affascinante sapere tutto quello che sa», ha detto Tucker.
Il biologo molecolare della Rutgers University, Richard Ebright, Ph.D., si è detto d’accordo. Ebright è stato un acceso critico della ricerca sul guadagno di funzione, che secondo i sostenitori della teoria della fuga dal laboratorio avrebbe probabilmente portato alla creazione in laboratorio del SARS-CoV-2 e alla sua successiva fuoriuscita dal laboratorio di Wuhan.
Ha affermato che Morens «probabilmente» ha agito «su ordine del suo capo, Fauci».
«La dichiarazione di colpevolezza di Morens è un primo passo importante per assicurare alla giustizia i funzionari statunitensi che hanno finanziato la sconsiderata ricerca sul guadagno di funzione a Wuhan, che ha causato il COVID-19» ha detto Ebright.
«Sembra possibile, persino probabile, che Morens sia stato ‘ingannato’ dai procuratori e che la sua dichiarazione di colpevolezza sia il risultato di un patteggiamento in cui Morens ha accettato di testimoniare contro Fauci, Daszak… e altri».
L’accordo di patteggiamento di Morens prevedeva un fascicolo sigillato, il che, secondo Ebright, indica che Morens ha accettato di testimoniare contro altri: un’opinione condivisa dal ricercatore e autore James Lyons-Weiler, Ph.D., che ha scritto su Substack:
«Infine, poiché l’accordo di patteggiamento include un supplemento sigillato e una separata dichiarazione di fatto, la documentazione attualmente pubblica è incompleta. Tale lacuna è particolarmente rilevante per le speculazioni secondo cui Morens starebbe collaborando contro altri. Tale collaborazione è possibile in teoria, ma non può essere ragionevolmente dedotta dalla sola esistenza del documento sigillato».
«… Avevamo previsto che a [Morens] sarebbe stato offerto un patteggiamento e che le accuse specifiche sarebbero state ritirate in cambio della sua testimonianza contro Fauci e altri.»
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Morens ha ricevuto regali per «marachelle dietro le quinte»
L’atto d’accusa contro Morens faceva ampio riferimento a due complici, indicati come «Co-cospiratore 1» e «Co-cospiratore 2».
Secondo il Post, i documenti resi pubblici nell’ambito dell’indagine del Congresso indicano che le due persone in questione sono Daszak e il dottor Gerald Keusch, ex direttore del Fogarty International Center del NIH, che finanziava scienziati stranieri.
Secondo quanto riportato dal Post, Morens, Daszak e Keusch «hanno discusso ripetutamente della possibilità di limitare le loro conversazioni alle email private».
Sotto la guida di Daszak, l’EcoHealth Alliance ha ricevuto una sovvenzione dai National Institutes of Health (NIH), l’agenzia madre del NIAID, per uno studio intitolato «Comprendere il rischio di emergenza del coronavirus nei pipistrelli». Il laboratorio di Wuhan ha successivamente ricevuto un sub-finanziamento dall’EcoHealth Alliance, a sua volta finanziato dalla sovvenzione.
Nell’ambito del patteggiamento, Morens ha ammesso di aver ricevuto «gratificazioni illegali» da Daszak, tra cui pasti in ristoranti stellati Michelin e bottiglie di vino, come ringraziamento per i suoi «consigli, il suo supporto e i suoi intrighi dietro le quinte» nell’aiutare Daszak a «ripristinare la sospensione del finanziamento per la ricerca sul coronavirus dei pipistrelli e a contrastare la narrazione secondo cui il COVID-19 sarebbe fuoriuscito da un laboratorio».
Secondo il Dipartimento di Giustizia, «Morens avrebbe poi individuato un atto ufficiale che avrebbe potuto compiere per ‘meritarsi’ il regalo, ovvero scrivere un commento scientifico su un’importante rivista medica in cui sosteneva che il COVID-19 avesse origini naturali».
Ad aprile, il New York Post ha riportato che il commento è probabilmente un articolo di cui Morens è coautore, pubblicato nel luglio 2020 sull’American Journal of Tropical Medicine and Hygiene.
Tucker ha affermato che Morens era «un intellettuale promettente» che «si è convertito al lato oscuro» agendo su «ordine di Fauci», tra cui la pubblicazione di articoli su riviste scientifiche a sostegno della narrativa ufficiale sul COVID-19.
Tucker ha citato un articolo del settembre 2020, scritto da Morens in collaborazione con Fauci e pubblicato sulla rivista Cell, in cui si auspicava la «ricostruzione delle infrastrutture dell’esistenza umana».
«Era distopico all’estremo e lui lo sapeva», ha detto Tucker. «Rifletteva il suo stato d’animo: l’assurdità al servizio del potere».
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Altri collaboratori di Fauci faranno a gara per «denunciarsi a vicenda» in cambio di patteggiamenti?
La dichiarazione di colpevolezza di Morens rappresenta l’ultimo sviluppo nell’indagine congressuale in corso sulle origini del COVID-19. Nel 2024, quando testimoniò davanti al Congresso nell’ambito dell’indagine Morens negò di aver tentato di eludere la legge federale instradando le comunicazioni attraverso il suo account di posta elettronica personale.
All’inizio di questo mese, Paul ha segnalato Fauci al Dipartimento di Giustizia per oltraggio al Congresso, per essersi rifiutato di rispondere alle domande durante l’udienza del mese scorso. Secondo il Washington Post, il Dipartimento di Giustizia sta esaminando la richiesta. È la terza volta che Paul segnala Fauci al Dipartimento di Giustizia per possibili accuse penali.
La settimana scorsa, Fauci ha rifiutato la richiesta di comparire volontariamente davanti a un’altra commissione del Senato.
Negli ultimi istanti del suo mandato, lo scorso anno, l’allora presidente Joe Biden concesse preventivamente la grazia a Fauci per tutti i suoi atti ufficiali risalenti al 2014, anno in cui il NIH approvò un finanziamento per la ricerca di Daszak sul coronavirus nei pipistrelli.
Esperti legali avevano precedentemente dichiarato a The Defender che, sebbene la grazia protegga Fauci da procedimenti penali federali per i suoi atti ufficiali, non impedisce agli Stati di sporgere denuncia contro di lui. Inoltre, non lo protegge dalle accuse di oltraggio al Congresso o di falsa testimonianza in successive deposizioni.
Nel 2024, il dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti ha sospeso tutti i finanziamenti a EcoHealth Alliance dopo aver constatato che l’organizzazione non aveva monitorato adeguatamente gli esperimenti sul coronavirus.
Ad aprile, il NIH avrebbe revocato tutti i finanziamenti concessi al virologo Ralph Baric, Ph.D., che aveva collaborato con Fauci e i ricercatori del laboratorio di Wuhan prima e durante la pandemia di COVID-19.
A giugno, l’FBI ha incriminato due ricercatori del NIH, tra cui Vincent Munster, Ph.D., legato a Fauci, con l’accusa di aver introdotto clandestinamente negli Stati Uniti, all’inizio di quest’anno, il virus del mosaico del mais (mpox) e altri agenti patogeni pericolosi.
Documenti resi pubblici il mese scorso suggeriscono che nel 2021 l’FBI abbia fatto pressioni sugli agenti della dogana e della protezione delle frontiere statunitensi affinché non interrogassero Daszak al suo rientro negli Stati Uniti dalla Cina, dove si era recato nell’ambito di un’indagine dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sulle origini del COVID-19.
L’anno scorso, Daszak è diventato presidente di Nature.Health.Global, un’organizzazione no-profit che svolge ricerche sulla salute pubblica e sulla prevenzione delle pandemie. Morens lavora per questa organizzazione.
Ebright ha suggerito che «ora è iniziata la corsa ai topi» per gli ex stretti collaboratori e alleati di Fauci, che si «denunciano a vicenda».
«Morens, Daszak, Keusch e gli altri probabilmente stanno già facendo a gara per essere i primi a collaborare e quindi ad accaparrarsi i migliori accordi di patteggiamento».
Michael Nevradakis
Ph.D.
© 19 agosto 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.
Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine screenshot da YouTube
Epidemie
Fauci si rifiuta di comparire davanti alla commissione del Senato
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Epidemie
Epidemie colpiscono Ceuta invasa dai migranti
Nell’enclave spagnola di Ceuta, nel Nord Africa, sono stati segnalati casi di malattie infettive, tra cui gastroenteriti, tra i migranti a partire dall’invasione perpetrata dal vicino Marocco alla fine di luglio.
L’Istituto Nazionale per la Gestione Sanitaria spagnolo (INGESA) ha confermato la diffusione di casi di gastroenterite tra i migranti arrivati di recente, secondo quanto riportato venerdì dai media spagnoli. L’agenzia ha inoltre confermato casi di scabbia e impetigine, precisando che entrambe le patologie erano già presenti a Ceuta prima dell’ultimo afflusso di migranti.
Tuttavia, l’INGESA ha respinto le affermazioni secondo cui il sistema sanitario di Ceuta sarebbe collassato. L’agenzia ha anche smentito le notizie relative a un’epidemia di tubercolosi, affermando che il caso sospetto è risultato negativo al test
L’epidemia si verifica mentre i professionisti sanitari locali avvertono che il sovraffollamento e le condizioni igienico-sanitarie inadeguate tra le migliaia di migranti che vivono all’aperto potrebbero facilitare un’ulteriore diffusione della malattia. Si dice che molti migranti non abbiano un accesso adeguato all’acqua potabile, ai servizi igienici e alle docce.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
La gastroenterite è un’infiammazione dello stomaco e dell’intestino, solitamente causata da un’infezione virale o batterica, con sintomi quali diarrea, vomito e crampi addominali. La scabbia è un’infestazione cutanea contagiosa causata da acari microscopici che provoca prurito intenso ed eruzione cutanea, mentre l’impetigine è un’infezione batterica della pelle caratterizzata da piaghe che possono rompersi e sviluppare croste giallastre.
Oltre 72.000 migranti sono entrati a Ceuta tra il 30 e il 31 luglio, molti a nuoto o attraversando le barriere frangiflutti costiere: una cifra equivalente a circa il 70 % della popolazione residente dell’enclave. L’afflusso ha messo a dura prova i centri di accoglienza e ha esercitato ulteriore pressione sulle risorse sanitarie e delle forze dell’ordine. La maggior parte di coloro che sono entrati è stata rimpatriata in Marocco, ma si stima che fino a 11.000 persone siano ancora a Ceuta, secondo le autorità locali.
L’afflusso ha inoltre alimentato le tensioni all’interno dell’UE, dove la migrazione è da tempo una questione controversa. Ventidue leader europei hanno firmato una lettera accusando la Spagna di minare la sicurezza delle frontiere del blocco, mentre diversi hanno chiesto l’espulsione del Paese dall’area Schengen.
Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha replicato, definendo le azioni dei suoi vicini europei «egoistiche».
Come riportato da Renovatio 21, in molti sostengono che l’invasione sia stata programmata dal Marocco su spinta di Israele (che vorrebbe punire la Spagna per le sue posizioni su Gaza, Libano, UNIFIL etc.) e degli Stati Uniti, che avevano passato leggi proprio su quei territori negli scorsi mesi.
Secondo varie testate, terroristi islamici avrebbero approfittato del disordinato afflusso di immigrati clandestini marocchini in Spagna per introdursi in Europa.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine da Twitter
-



Occulto1 settimana faMedjugorje, per sei membri della Commissione vaticana «non è spiegabile senza l’intervento del Maligno»
-



Catastrofi2 settimane faTerremoto colpisce la Messa in latino durante la consacrazione
-



Occulto1 settimana faFunzionario vaticano esegue il rituale della Pachamama in vista della visita di Leone in Perù
-



Occulto6 giorni faMons. Viganò contro il rito della Pachamama in Perù prima dell’arrivo del papa
-



Salute2 settimane faIl malori della 33ª settimana 2026
-



Bioetica2 settimane faAborto fino alla nascita. E dopo. Quale differenza?
-



Economia1 settimana faHormuz e la situazione energetica in Italia. Intervista al prof. Pagliaro.
-



Pensiero1 settimana faStoria di rune e cani che abbaiano














