Eutanasia
Video virale su Tiktok: bambina abbraccia il bisnonno prima che venga soppresso con l’eutanasia
Un video di una bambina di 7 anni che condivide un «ultimo abbraccio» con il suo bisnonno prima che venga soppresso è diventato virale su TikTok, ottenendo milioni di visualizzazioni. Lo riporta LifeSite.
Il video mostra la bambina accanto a un uomo anziano, seduto dritto sul divano, mentre immortala i loro ultimi momenti insieme. «Questo è mio nonno di 96 anni con la mia bambina di 7 anni», si legge nella didascalia. «Presto farà la MAiD [Medical Assistance in Dying, cioè l’eutanasia canadese, ndr]. Ho cercato di spiegare gentilmente a mia figlia che questa sarebbe stata l’ultima visita che avrebbe avuto con lui. Questo è quello che ha fatto appena è entrata. È così felice».
La madre della bambina, ha dichiarato alla rivista People di aver scelto di condividere il video per onorare il nonno, ma anche per normalizzare il suicidio assistito. «È una sensazione agrodolce», ha dichiarato. «Ripenso a quel momento con sorrisi e lacrime», ammettendo di sapere che «mia figlia non aveva capito appieno che quelli erano i suoi ultimi momenti con lui».
💔 Un video de una niña de 7 años compartiendo un “último abrazo” con su bisabuelo antes de que lo “eutanasiaran” se ha vuelto viral en TikTok, acumulando millones de visitas.
😐 “Este es mi abuelo de 96 años con mi hija de 7”, dice el pie de foto. “Pronto se hará la eutanasia.… pic.twitter.com/ZGQYaGUusi— Razón + Fe ن (@razonmasfe) December 15, 2025
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Suo nonno, che aveva scelto il suicidio assistito, capiva la gravità del momento. «Mio nonno sapeva che quelli sarebbero stati i suoi ultimi momenti con lei», ha detto la donna. «Il fatto che lui la guardasse in quel breve istante, credo, fosse il suo modo di nascondere le emozioni, dato che era un uomo molto orgoglioso». Suo nonno sarebbe stato ucciso tramite iniezione letale pochi giorni dopo.
La donna racconta che suo nonno è sempre stato il beniamino dei bambini del quartiere, che ne erano attratti. «Sono davvero grata che entrambi i miei figli abbiano avuto modo di conoscerlo, perché non molti bambini trascorrono molto tempo, se non nessuno, con un bisnonno», ha detto. «Mio nonno era davvero un uomo dolcissimo. Amava i bambini, il giardinaggio, il golf, la musica ed era MOLTO determinato… Lui e i miei figli ridevano sempre insieme, e adorava quanto mia figlia fosse orgogliosa e chiassosa! Spero che sia forte come lui, che rida sempre e veda il lato positivo».
La donna ha pubblicato il video perché voleva celebrare il suicidio assistito di suo nonno. «L’ho pubblicato perché credo fermamente che il MAiD possa essere una cosa meravigliosa», ha detto a People. «Lasciare che le persone seguano la strada che vogliono, con dignità e senza soffrire… Molte religioni non credono nel MAiD e alcuni commenti sono stati più aggressivi di altri. Vedere quanto negative fossero alcune delle risposte mi ha fatto venire voglia di sostenere il programma MAiD».
«Il suo legame con MAiD è iniziato molto prima che i suoi nonni prendessero le loro decisioni, poiché in precedenza aveva lavorato a un caso nella Columbia Britannica dopo che, a suo dire, molti dei suoi colleghi avevano scelto di non partecipare», ha riportato la rivista.
«Sono una persona molto aperta e comprensiva e credo nel principio “il tuo corpo è la tua scelta'” ed è per questo che mi sono offerta volontaria», racconta. Solo quest’anno ha portato una perdita inimmaginabile alla sua famiglia. «I miei genitori e mia zia hanno avuto un periodo più difficile perché sia la loro mamma che il loro papà hanno deciso di fare il MAiD quest’anno, quindi è stato sicuramente un anno difficile, ma restiamo uniti come famiglia e cerchiamo davvero di apprezzare tutti i momenti che trascorriamo insieme», racconta la donna.
Ci sono oltre 10.000 commenti sul video su TikTok, molti dei quali esprimono orrore per la normalizzazione dell’atto di addormentare gli anziani come se fossero animali domestici malati.
«Cerco sempre di essere onesta con i miei figli», ha detto la donna. «Ho spiegato che Big Papa (come lo chiamavano i miei figli) soffriva molto e che sabato avrebbe incontrato Big Grandma (anche mia nonna ha fatto la MAiD quest’anno). Ho spiegato che sarebbero arrivati un medico e delle infermiere molto gentili e che gli avrebbero dato delle medicine e che si sarebbe addormentato per sempre, e che non avrebbe più sofferto».
È degno di nota il fatto che, nonostante la base irreligiosa del suicidio assistito, il linguaggio spirituale venga spesso incorporato nei discorsi sull’eutanasia per attenuare la realtà di ciò che sta accadendo, scrive LifeSite.
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Come riportato da Renovatio 21, la sacralizzazione dell’eutanasia canadese aveva già provocato analisi e commenti in precedenza.
«L’accettazione di massa dell’eutanasia probabilmente non sostituirà la proibizione cristiana del suicidio con una neutralità libertaria o laica. Piuttosto, una società che incoraggia l’eutanasia alla fine tenderà a sacralizzarla, attingendo a narrazioni precristiane o postcristiane in cui la decisione di uccidersi non è solo lecita ma santa» aveva scritto l’editorialista cattolico del New York Times Ross Douthat.
Il commento era arrivato dopo la pubblicazione di un costoso cortometraggio da parte di un grande gruppo di abbigliamento canadese che celebrava in maniera mistica l’eutanasia di Stato. Secondo alcuni, il filmato poteva contenere anche riferimenti inquientanti.
Come riportato da Renovataio 21, i social hanno offerto altri casi agghiaccianti, come quello dell’influencer canadese che celebrò in rete l’eutanasia della nonna, chiedendole in video, poco prima di venir soppressa, «non sei eccitata all’idea di morire»?
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Eutanasia
Australia, decessi per eutanasia sono aumentati del 400%
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Eutanasia
L’Olanda effettua la prima eutanasia in assoluto su un bambino di 24 mesi
Un bambino di quasi 24 mesi è stato il primo minore di 12 anni a essere sottoposto a una procedura di eutanasia nei Paesi Bassi, dopo le modifiche alla legge olandese sull’eutanasia.
L’episodio è avvenuto alla fine dello scorso anno, dopo che un medico e una commissione avevano stabilito che il bambino conduceva una vita di sofferenza destinata a non migliorare nel tempo.
Nato prematuramente a 26 settimane, il bambino ha riportato gravi danni cerebrali, paralisi cerebrale e cecità parziale. Il piccolo presentava anche problemi di muco che ostruivano la respirazione e crisi epilettiche intermittenti che, a quanto risulta, non potevano essere controllate con i farmaci.
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Secondo quanto riportato dal giornale britannico The Sun, i medici avevano in precedenza valutato che il bambino «non soffriva in modo insopportabile e continuo» e che «l’epilessia causava un notevole disagio, ma le crisi epilettiche non erano continue». «La loro conclusione è stata che esistevano ancora alternative ragionevoli, come le opzioni palliative e altri farmaci che avrebbero potuto portare a un migliore controllo delle crisi epilettiche», afferma la testata inglese.
Poiché però le crisi convulsive non rispondevano ai farmaci, il medico avrebbe chiesto un secondo parere a un altro dottore, il quale avrebbe riscontrato che «l’insopportabile sofferenza del bambino era chiaramente visibile».
La Regeling beoordelingscommissie Late Zwangerschapsafbreking, Levensbeëindiging bij Pasgeborenen en Levensbeëindiging kinderen 1-12 jaar («Commissione di valutazione per l’interruzione della gravidanza in fase avanzata e l’interruzione della vita nei neonati e nei bambini 1-12 anni»), organismo che si occupa del controllo dei casi di interruzione attiva della vita nei neonati e nei minori, ha condiviso il parere del medico, dichiarando:
«Tutti gli aspetti dell’essere umano – per quanto riguarda le capacità motorie, il comportamento e la personalità – erano gravemente compromessi e non sarebbero migliorati (…) Nonostante tutti gli interventi medici e non medici, i genitori e il medico non hanno riscontrato alcun miglioramento nelle condizioni del bambino ed erano convinti che il piccolo stesse soffrendo in modo insopportabile e senza alcuna prospettiva di sollievo».
La notizia dell’eutanasia di un bambino di età inferiore ai 12 anni era già emersa a giugno, ma l’età effettiva del bambino è stata resa nota solo ora.
Come riportato da Renovatio 21, il ministro della Salute Sophie Hermans aveva dichiarato che nei Paesi Bassi era è stata praticata l’eutanasia su un bambino di età inferiore ai 12 anni, sostenendo che fosse la prima volta. La procedura era stata eseguita in base alle norme introdotte nel 2024, che consentono ai medici del Paese di porre fine alla vita di bambini malati terminali in circostanze eccezionali. Il ministro non aveva rivelato l’età, il sesso o le condizioni di salute del bambino.
Prima della modifica legislativa dell’inizio del 2024, l’eutanasia era legale solo per i neonati e per i bambini di età superiore ai 12 anni. Il caso, che ha suscitato molte polemiche, segue la recente notizia di una nonna in Canada sottoposta a eutanasia contro la sua volontà.
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I Paesi Bassi sono stati il primo Paese al mondo ad approvare una legge sull’eutanasia nel 2002. In precedenza, nel 2014, il Belgio ha approvato una legge sull’eutanasia per i minori e, secondo quanto riportato, in base a tale legge sono stati uccisi due bambini di 9 e 11 anni che soffrivano di «sofferenze insopportabili».
Secondo i comitati regionali per la revisione dell’eutanasia dei Paesi Bassi, nel 2025 sono stati registrati oltre 10.000 casi di eutanasia, pari a circa il 6% di tutti i decessi a livello nazionale.
Nel 2025 un rapporto indicava un aumento del 60% nei casi di eutanasia olandese per «sofferenza psicologica» e malattia mentale. Il rapporto indica un aumento complessivo del 10% nel tasso di eutanasia dal 2023 al 2024, con quasi 10.000 olandesi morti per eutanasia nel 2024. Come riportato da Renovatio 21, la questione dell’eutanatizzazione in Olanda di persone con autismo o disabilità intellettuale è risalente.
Come riportato da Renovatio 21, la finestra di Overton sull’eutanasia dei bambini autistici (e sui danneggiati da vaccino) è aperta da diverso tempo. Da notare che uno studio di due anni fa dimostrava che di fatto l’eutanasia delle persone autistiche in Olanda era già iniziata.
Renovatio 21 lo aveva preconizzato apertis verbiis già nel lontano settembre 2017, in quella che fu forse la prima (o al massimo la seconda) conferenza pubblica . Era un incontro pubblico organizzato da Renovatio 21 a Reggio Emilia sul tema caldo di cui giorni: l’obbligo vaccinale per i nostri figli – la famosa «legge Lorenzin», che ha impedito a tanti bambini non vaccinati di frequentare le scuole materne, praticamente un test per quanto sarebbe successo tre anni dopo con sieri mRNA e green pass.
Autismo ed eutanasia infantile. Intervento di Roberto Dal Bosco dal convegno di Renovatio 21 «Vaccini fra obbligo e libertà di scelta», Reggio Emilia, 9 settembre 2017 pic.twitter.com/5aYBo27Gb8
— Renovatio 21 (@21_renovatio) April 17, 2024
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L’eutanasia infantile è forse una delle più platiche dimostrazioni del ritorno del sacrificio umano nella nostra società. Una regressione che, più che metafisica, è programmatica. Il ritorno di Baal e Moloch, degli dèi pagani antichi che chiedevano di essere adorati con il massacro dei figli.
La civiltà cristiana si è basata, per millenni, sull’opposto: sulla difesa della vita nascente, in qualsiasi sua forma di salute, perché essa è Imago Dei, perché la sua protezione è iscritta nel cuore degli uomini come legge naturale. Lo sforzo del nemico, nei secoli, è quello di pervertire il cuore degli uomini, cancellare la legge naturale, e spianare la strada a stragi infinite, come come desiderio di colui che è «omicida fin da principio» (Gv 8:44).
Un mondo che uccide i suoi bambini attende giocoforza la sua punizione.
Dal Vangelo secondo San Marco (18,6): «Ma chi avrà scandalizzato uno di questi piccini che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina da mulino e fosse sommerso nel profondo del mare».
Cosa dovrebbero fare, quindi, coloro che non scandalizzano i bambini, ma li uccidono?
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Eutanasia
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