Persecuzioni
La foto del soldato israeliano che distrugge la statua di Nostro Signore è autentica: l’esercito degli ebrei ammette
Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno confermato l’autenticità di una fotografia che ritrae un soldato delle IDF mentre fracassa la testa di una statua di Gesù Cristo e hanno annunciato l’avvio di un’indagine sull’accaduto.
Nel fine settimana, una foto di un soldato israeliano che fracassava la testa di una statua di Gesù crocifisso in Libano è diventata virale online, suscitando indignazione tra i cristiani. Domenica, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno confermato l’autenticità dell’immagine e hanno dichiarato: «Saranno presi provvedimenti adeguati contro i responsabili, in base agli esiti delle indagini».
Lebanon |
An Israeli soldier smashing the head of a Jesus Christ statue during operations in southern Lebanon. pic.twitter.com/Sj1m16tj9q
— Younis Tirawi | يونس (@ytirawi) April 19, 2026
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«A seguito di un esame preliminare di una fotografia pubblicata oggi che ritrae un soldato delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) mentre danneggia un simbolo cristiano, è stato accertato che la fotografia raffigura un soldato delle IDF in servizio nel Libano meridionale», si legge nella dichiarazione dell’IDF.
«Le Forze di Difesa Israeliane considerano l’incidente con estrema serietà e sottolineano che la condotta del soldato è del tutto incompatibile con i valori che ci si aspetta dalle sue truppe. L’incidente è oggetto di indagine da parte del Comando Nord e la questione è attualmente al vaglio della catena di comando.»
«Inoltre, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) stanno lavorando per assistere la comunità nel ricollocare la statua al suo posto. Le IDF operano per smantellare l’infrastruttura terroristica creata da Hezbollah nel Libano meridionale e non hanno alcuna intenzione di danneggiare infrastrutture civili, inclusi edifici religiosi o simboli religiosi», hanno concluso le IDF.
📹 Israeli soldier filmed destroying statue of Jesus in southern Lebanon
🗣️ The Israeli army says the incident in Debel will be investigated ‘thoroughly and comprehensively,’ without giving details on the soldier’s identity or possible disciplinary action https://t.co/WGvGNHCbgg pic.twitter.com/9iDMFmJYZ9
— Anadolu English (@anadoluagency) April 20, 2026
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Secondo il Times of Israel, la foto è stata scattata nel villaggio cristiano di Debel, nel Libano meridionale.
I vescovi cattolici di Terra Santa hanno condannato l’incidente definendolo un «grave affronto alla fede cristiana» e hanno chiesto «un’azione disciplinare immediata e decisa… e chiare garanzie che tale condotta non sarà tollerata né ripetuta».
Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar ha definito la distruzione della statua un «atto vergognoso» e ha offerto le sue scuse a tutti i cristiani i cui sentimenti sono stati feriti.
Lunedì, anche il premier dello Stato Ebraico Benjamin Netanyahu ha pubblicato una dichiarazione in merito, scrivendo su X: «Ieri, come la stragrande maggioranza degli israeliani, sono rimasto sbalordito e rattristato nell’apprendere che un soldato delle Forze di Difesa Israeliane ha danneggiato un’icona religiosa cattolica nel Libano meridionale. Condanno l’atto con la massima fermezza. Le autorità militari stanno conducendo un’indagine penale sulla vicenda e adotteranno provvedimenti disciplinari severi nei confronti del responsabile».
«Mentre i cristiani vengono massacrati in Siria e in Libano dai musulmani, la popolazione cristiana in Israele prospera, a differenza di quanto accade altrove in Medio Oriente», ha continuato.
«Israele è l’unico Paese della regione in cui la popolazione cristiana e il tenore di vita sono in crescita. Israele è l’unico luogo in Medio Oriente che garantisce la libertà di culto per tutti. Esprimiamo rammarico per l’accaduto e per il dolore che ha causato ai credenti in Libano e nel resto del mondo», ha dichiarato Netanyahu.
Il lettore di Renovatio 21 conosce bene il libello di persecuzione a cui va incontro il cristiano in Israele, compresi gli sputi dei giudei ortodossi – difesi come «tradizione» da deputati della Knesset –, problemi inflitti alle scuole cristiane, sequestri di reperti archeologici (come sei anni fa la sparizione di fonti battesimali del V secolo), profanazioni continue e le limitazioni poste persino al patriarca di Gerusalemme Pizzaballa. Da tempo anche i cristiani ortodossi denunciano la repressione del culto pasquale, con limitazioni poste al rito del fuoco sacro.
Come riportato da Renovatio 21, sondaggi rivelano che quasi la metà dei cristiani di Israele vuola lasciare il Paese. In questi anni è emerso che gli atti anticristiani in Israele in chiaro aumento.
L’immagine di Debel ha scatenato indignazione online, con l’ex deputata repubblicana statunitense Marjorie Taylor Greene che ha condiviso il post con la didascalia: «Il nostro più grande alleato che ogni anno si prende miliardi di dollari delle nostre tasse e armi». L’ex parlamentare statunitense Matt Gaetz ha definito l’immagine «orribile».
Israele ha colpito diversi luoghi di culto cristiani durante la sua campagna contro Hamas a Gaza e Hezbollah in Libano. Nel 2023, aerei israeliani hanno bombardato la chiesa greco-ortodossa di San Porfirio, il più antico santuario cristiano di Gaza, uccidendo 18 persone. Nel 2025, un carro armato israeliano ha colpito la chiesa della Sacra Famiglia di Gaza, l’unica chiesa cattolica nell’enclave palestinese, uccidendo tre persone, mentre la spirale di persecuzione anticristiana continuava anche nella Striscia.
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Come riportato da Renovatio 21, si è intensificata la violenza dei coloni israeliani contro i villaggi cristiani in Cisgiordania. Anche i cristiani del Libano subiscono attacchi da svariati anni. Nella città a maggioranza cristiana di Qlayaa il parroco locale Pierre al-Rahi, figura nota anche fuori dalla zona, è stato ucciso in un bombardamento poche settimane fa. Due anni or sono la stessa sorte era toccata ad un sacerdote greco-ortodosso. Un’intera chiesa cattolica libanese era stata distrutta da attacchi dello Stato Ebraico nel 2024.
Il lettore di Renovatio 21 conosce precedenti interazioni delle forze militari israeliane con i simboli cristiani: l’anno scorso era emerso che l’IDF aveva minacciato di riseppellire un soldato cristiano caduto se la sua famiglia non avesse accettato di rimuovere una croce dalla sua lapide.
Più significativo ancora l’attacco alla chiesa della Sacra Famiglia, l’unica parrocchia cattolica di Gaza, dove secondo alcuni il carrarmato israeliano avrebbe sparato mirando la croce sopra la facciata.
I cattolici potrebbero sapere di cosa si tratta: vedere immagini di Gesù Cristo in Croce soffrire per mano giudea è una novità solo per chi ha subito il lavaggio del cervello del Concilio Vaticano II, del documento conciliare Nostra Aetate.
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Immagine screenshot da YouTube
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Israele, cristiani attaccati 83 volte in tre mesi
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Persecuzioni
Performance blasfema a tema LGBT all’interno di un’ex chiesa
Una settimana dopo che centinaia di giovani cattolici australiani si sono inginocchiati e hanno recitato il Rosario fuori da un’ex chiesa cattolica, provocando l’immediata interruzione dello spettacolo blasfemo a tema LGBT che si stava svolgendo all’interno, l’arcivescovo di Sydney è intervenuto per difendere la fede dalle accuse di omofobia cattolica.
«Gli spettacoli e le iniziative promozionali legate al Divine Playhouse, allestito in un’ex chiesa cattolica di Sydney, non sono espressioni neutre di arte», ha scritto l’arcivescovo Anthony Fisher, OP, di Sydney, per The Catholic Weekly. «Le immagini sui social media mostrano un maiale che offre patatine fritte di McDonald’s come “Corpo di Cristo”, artisti maschi vestiti da suore ed eventi promossi con titoli come “Disordine della domenica” e “Confessioni empie”».
Le foto pubblicate su X due settimane fa mostrano giovani uomini e donne cattolici che pregano e tengono in mano rosari proprio di fronte alla chiesa dove si svolgevano le performance scandalose.
Catholics in Australia pray the Rosary outside a former Catholic church in Sydney, now converted into a nightclub, after a performance inside mocked Christian symbols, including the Eucharist. pic.twitter.com/hAhLHOwEwv
— Sachin Jose (@Sachinettiyil) July 18, 2026
Sydney nightclub has closed after Catholics prayed the Rosary outside a former Catholic church, now converted into a nightclub, following a performance that mocked Christian symbols, including the Eucharist.
Info: ABC pic.twitter.com/TvoX0Oazj1
— Sachin Jose (@Sachinettiyil) July 18, 2026
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L’arcivescovo ha descritto il contenuto dello spettacolo come «un’appropriazione deliberata, una sessualizzazione e una denigrazione di simboli e rituali specifici e sacri della fede cattolica», aggiungendo: «Le affermazioni secondo cui questi eventi non erano stati concepiti per deridere i cattolici non sono convincenti».
«Molti cattolici considerano questo comportamento una provocazione deliberata nei confronti delle persone di fede», ha affermato Fisher, spiegando ulteriormente:
«Per i cattolici, l’Eucaristia non è un motivo culturale che si presta alla parodia. È il sacramento al centro del nostro culto: la presenza di Cristo stesso, donata realmente e veramente. Gli abiti religiosi non sono costumi da indossare per una fotografia o per fare umorismo; raccontano di donne che hanno dedicato tutta la loro vita a Dio e al servizio degli altri. Il crocifisso non è un semplice oggetto di scena; è l’immagine di un uomo che muore per amore di coloro che lo deridono».
L’arcivescovo Fisher ha affermato senza mezzi termini che i critici dei cattolici che hanno cercato di far interrompere gli spettacoli sbagliano a definire le loro obiezioni come «un attacco alla comunità LGBT».
«L’obiezione», ha affermato monsignor Fisherro, «riguarda la deliberata derisione di credenze e pratiche che i cattolici considerano sacre».
«Per troppo tempo, il pregiudizio anticattolico è stato trattato come una forma di intolleranza relativamente accettabile. Abbiamo il diritto di chiedere che le nostre sacre credenze non vengano prese di mira e derise con i soldi dei contribuenti, e che quando protestiamo pacificamente, le nostre obiezioni non vengano travisate come odio», ha dichiarato.
Una resistenza alla dissoluzione in realtà esiste ad ogni latitudine.
Come riportato da Renovatio 21, a luglio un uomo è stato arrestato dopo aver abbattuto con una sega l’asta di una bandiera arcobaleno LGBT esposta davanti alla chiesa di San Sebastiano a Mannheim.
Due anni fa un fedele cattolico anonimo ha distrutto una raffigurazione blasfema e indecente della «Nostra Signora» all’interno della cattedrale di Santa Maria a Linz, in Austria dopo che la scultura aveva suscitato indignazione. «L’ho fatto prima di tutto per la Madre di Dio!», ha detto il cattolico che desidera rimanere anonimo ad un suo connazionale austriaco.
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Vi era poi stato il caso del fedele austriaco che aveva gettato nel Tevere le statue della Pachamama piazzate dentro la chiesa di Santa Maria in Traspontina, vicino al Vaticano. Con prontezza incredibile, i carabinieri (italiani…) dissero di aver recuperato dal fiume le statuette, addirittura intatte. Papa Francesco confermò pubblicamente il ritrovamento da parte dell’arma, scusandosi formalmente con chiunque si fosse sentito offeso dal furto e precisando che le statuette erano state esposte senza alcuna intenzione idolatrica.
Tuttavia gli eventi blasfemi o persino idolatrici continuano in tanti spazi sacri.
Una serie di eventi legati alla Nuit Blanche di Parigi che si svolgevano in chiesa sotto la direzione dell’attivista LGBT Barbara Butch, hanno suscitato indignazione tra i cattolici, che si erano radunati fuori dalla chiesa di San Lorenzo per pregare e protestare pacificamente prima di essere dispersi con la forza dalla polizia, tra cui donne di tutte le età.
In un’intervista rilasciata il 16 maggio 2025 all’emittente radiofonica lionenese M Radio, la cantante francese Julie Zenatti ha affermato di essersi esibita per diversi mesi in chiese e cattedrali in tutta la Francia, descrivendo questi edifici come luoghi dall’atmosfera particolare. La Zenatti ha ammesso nell’intervista di non essere una cristiana praticante e che il suo album sulla spiritualità che verrà presentato in tournée nelle chiese francesi, esprime una forma di «spiritualità pagana».
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Immagine di Priz_matik via Flickr pubblicata su licenza CC BY SA 2.0
Persecuzioni
Un’altra chiesa profanata dai vandali in Romagna
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