Animali
Pubblico impazzito per leone marino a caso
Un leone marino soprannominato Chonkers sta conquistando il cuore di turisti e residenti accorsi al molo 39 di San Francisco per ammirare questo enorme pinnipede. Lo riporta l’Associated Press.
I visitatori hanno scattato foto mentre il leone marino si dimenava sul molo, circondato da decine di leoni marini della California, molto più piccoli, che considerano la zona la loro casa. Si tratta di un esemplare di leone marino di Steller (Eumetopias jubatus), un raro leone marino diffuso lungo le coste del Pacifico settentrionale che rappresenta la specie più grande della famiglia degli Otaridi.
«È come una Volkswagen! È enorme!», ha detto all’agenzia di stampa una turista di Los Angeles che, avendo mezz’ora libera, è corsa al molo nella speranza di avvistare l’inafferrabile leone marino. «Ho sentito parlare ovunque di questo gigantesco leone marino e mi piace osservare le cose, quindi ho pensato di andare a dare un’occhiata».
Il Chonkers probabilmente proviene dalle coste settentrionali di Washington o dell’Oregon e si stima che pesi tra i 680 e i 907 chilogrammi, ha dichiarato ad AP Laura Gill, responsabile dei programmi pubblici del Marine Mammal Center nella vicina Sausalito.
A sea lion named “Chonkers” is spending this spring sitting on the dock of Pier 39 in San Francisco.
Today he was spotted by KRON4 News reporter @JoeyHorta .
Chonkers’ enormous size stands out from other sea lions sunbathing on the pier’s K-Dock. He is a Steller sea lion, which… pic.twitter.com/k07hL645RF— KRON4 News (@kron4news) April 29, 2026
A surprise guest at San Francisco’s Fisherman’s Wharf is quite literally making waves.
Meet Chonkers, the name given to a giant Steller sea lion spotted this week lounging among his considerably smaller California sea lion neighbors, who appear equal parts impressed and mildly… pic.twitter.com/CTYvK9lsdF
— The Baltimore Sun (@baltimoresun) May 1, 2026
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Il Chonkerro è stato uno dei pochi leoni marini di Steller ad avventurarsi fino al molo, che è protetto dai predatori e dalle onde impetuose e offre un’abbondanza di pesce. «Nella baia di San Francisco c’è cibo in abbondanza per loro, quindi pesci, scorfani, acciughe, aringhe, sono prede facili in abbondanza», ha detto.
Il gigantesco leone marino, avvistato per la prima volta sul molo il mese scorso, ha unito la comunità, ha affermato Danielle Ovadia, residente di San Francisco. «È adorabile, ed è letteralmente enorme».
Meet “Chonkers,” the massive sea lion stealing the spotlight at Pier 39.
Lounging among dozens of sea lions, he stands out for one reason — his unmistakable chunkiness.#sealion #california pic.twitter.com/T27A0fmHqH— Annahar English (@AnnaharEn) May 2, 2026
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I leoni marini sono diventati sinonimo del popolare molo turistico, ma, secondo quanto riportato dal porto turistico, hanno iniziato a radunarsi lì solo dopo il terremoto di Loma Prieta del 1989. Un singolo maschio è stato presto raggiunto da decine di altri esemplari e, entro febbraio 1990, la popolazione di pinnipedi era cresciuta fino a superare i 300 individui.
Il bel quadretto di simpatia potrebbe essere interrotto, e per i turisti e per i media, dalla verità riguardo le creature chiamate per qualche ragione leoni di mare.
Come riportato da Renovatio 21, nella primavera 2025 un’orda di leoni marini definiti come «indemoniati» hanno attaccato persone sulla costa Californiana . In un episodio raccapricciante, un surfista californiano è stato «scosso» nel profondo dopo essere stato sbranato dal diabolico otaride.
Il residente di Ventura ha dichiarato di stare facendo surf a circa 150 metri dalla riva all’Oxnard State Beach Park quando, «dal nulla», il mammifero «è emerso dall’acqua» e si è lanciato verso di lui a tutta velocità. «La sua bocca si è spalancata, i denti brillacano, e i suoi occhi mi hanno fissato con una ferocia inquietante», ha ricordato il surfista in istato di choc. «Il mio cuore ha sussultato mentre istintivamente tiravo la tavola di lato, remando freneticamente per evitarla mentre si lanciava in avanti, deciso a schiantarsi contro di me».
«Ho schivato a malapena la prima carica, mi si è fermato il respiro mentre mi giravo, disperato e diretto verso la riva». Poi la tozza belva marittima è scomparsa di nuovo nel blu da cui era venuta – ma quello fu solo l’inizio del pestaggio della creatura contro l’umano. Il leone marino si è quindi lanciato di nuovo alla carica «mostrando i denti», come se fosse «un predatore folle», ha detto il malcapitato.
«Questa volta si è schiantato sulla mia tavola con una forza incredibile, tuffandosi sotto di me in un arco rapido e fluido che mi ha fatto venire i brividi», ha scritto LaMendola, che ha capito che non si trattava di un «incontro giocoso». «Si trattava di qualcosa di completamente diverso, qualcosa di sbagliato».
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Si trattava dell’inizio un circolo vizioso in cui la bestia posseduta indietreggiava ripetutamente e attaccava il surfista indifeso, costringendolo a proteggersi con la tavola e a nuotare verso la riva tra un attacco e l’altro.
Durante uno dei circa quattro scontri, LaMendola tentò di colpire il suo baffuto aggressore con un pugno, ma questi ha schivato il colpo con «inquietante agilità». Ecco quindi che l’orrendo animale si è voltato per stringere le tremende fauci intorno alla «natica sinistra» del surfista, prima di trascinarlo giù dalla tavola e farlo cadere nell’acqua.
«Non so come descrivere la paura che mi ha preso in quel momento», ha ricordato il sopravvissuto. «Così lontano dalla riva, così indifeso, a fissare il volto di questa creatura che non assomigliava a nulla che avessi mai visto prima: la sua espressione era selvaggia, quasi demoniaca, priva della curiosità o della giocosità che avevo sempre associato ai leoni marini».
Dopo una snervante battaglia interspecifica, il LaMendola è riuscito infine a nuotare verso la riva, mentre la furia focide non smetteva di seguirlo e di attaccarlo finché i suoi piedi «finalmente raschiarono la sabbia».
La tuta della vittima era «a brandelli» nel punto in cui era stata morsa, ha raccontato, esponendo una «ferita da puntura» da cui il sangue colava lungo la gamba e finiva sulla sabbia. Successivamente LaMendola si è recato al pronto soccorso in auto.
Quando il povero appassionato di surf ha contattato il Channel Islands Marine and Wildlife Institute per denunciare l’attacco, i ricercatori hanno risposto di aver notato un aumento degli incidenti a Santa Barbara e nella contea di Ventura che coinvolgevano leoni marini e altri animali marini. Infatti, non si tratta dell’unico caso del genere, purtroppo.
A Sud del luogo dell’aggressione, la quindicenne Phoebe Beltran stava facendo un test di nuoto a Long Beach per diventare bagnina quando un leone marino l’ha morsa ripetutamente. «Ero così spaventata, così scioccata, ma sentivo ancora un dolore immenso alle braccia, più e più volte», ha raccontato l’adolescente ai media locali statunitensi.
Un’ora di leoni marini «indemoniati» hanno attaccato persone sulla costa Californiana nelle ultime due settimane. Lo riporta la stampa americana.
In un episodio raccapricciante, un surfista californiano è stato «scosso» nel profondo dopo essere stato sbranato da un leone marino, un otaride che possiamo definire come una grossa foca.
«Oggi ho vissuto l’esperienza più straziante e traumatica dei miei 20 anni di surf», ha scritto il fotografo ed esploratore Rj LaMendola nella didascalia di un post su Facebook, ricordando l’attacco. «Sembrava posseduto», ha scritto il LaMendola, affermando che l’animale coinvolto nell’incontro appena a nord di Los Angeles era «selvaggio, quasi demoniaco».
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Gli attacchi consecutivi avevano fatto notizia a livello mondiale e causato una certa ansia tra coloro che vivono in California e nelle sue spiagge iconiche. Sebbene gli attacchi siano rari, gli esperti affermano che il numero di animali ammalati dalla fioritura di alghe tossiche sembra essere in aumento.
Come riportato da Renovatio 21, la California aveva vissuto tre anni fa momenti di panico quando una coppia di leoni marini si presentò sulla spiaggia di La Jolla Cove costringendo i bagnanti a fuggire terrorizzati. La situazione dei poveri bagnanti è stata paragonata da un osservatore come l’«essere inseguiti da Godzilla». In seguito spopolò in rete il video con il sottofondo dei Beach Boys.
A group of people were chased by two Sea Lions at a beach in the La Jolla area of San Diego. Lifeguards were on standby in the water ensuring no one was hurt and the sea lions could easily make their way. It’s recommended people stay at least 50 ft away from sea lions. 📹: Charli pic.twitter.com/KUhLVns8H7
— Malik Earnest (@MalikEarnest) July 10, 2022
Come Renovatio 21 ha avuto modo di ricordare, i leoni marini sono una razza che si comporta verso i controversi pennuti in maniera oscena e criminale, arrivando a stuprarli in pubblica piazza.
Il filmato è solo per persone con lo stomaco forte – almeno quanto quello di pinguini, gabbiani e cormorani che guardano questa scena indegna senza nemmeno provare ad intervenire.
Se la vergogna non dovesse bastare, aggiungiamo anche ulteriori immagini di violenza leonino-marina. Ecco quando un malvagio leone marino, a favore di telecamere, cercò di rapire una bambina trascinandola in acqua.
I leoni marini sono stati inoltre notati commettere rapine e ladrocini vari ai danni di poveri pescatori.
I leoni marini sono animali estremamente comuni in certe parti della costa californiana. A Santa Cruz, nota spiaggia surfistica a sud di San Francisco, è possibili vedere poltrire lungo il pier, il pontile che dalla spiaggia si spinge verso il mare ospitando ristoranti di incredibili clam chowder (zuppa di vongole all’americana).
La natura insolente e scroccona della specie è ben visibile anche in questo video, dove la creatura pinnata prima si autoinvita in un club sulla spiaggia, usufruisce della piscina senza averne titolo, per poi scacciare un membro pagante dal suo sdraio per sollazzarvisi.
Invece che condannare tali abbietti comportamenti, il pubblico va a fotografarli, eleggendo esemplari a caso a idoli del quartiere.
Quando finirà la demenza animalara del mondo moderno?
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Immagine screnshot da YouTube
Animali
Le orche sadiche fanno esplodere i pesci luna per gioco: la stampa filo-cetacei in cortocircuito
A pure nature moment: orcas hunting a large sunfish (mola mola). pic.twitter.com/Erpx5DX6xW
— Curio 𝑿 (@curious_X_) July 21, 2026
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Animali
Gattino invalido riceve carrozzella fatta di righelli ed auto giocattolo
Un rifugio per animali ha costruito una sedia a rotelle su misura per un minuscolo gattino utilizzando macchinine giocattolo e righelli di legno, dopo che i normali ausili per la mobilità si erano rivelati troppo ingombranti.
Il gattino, che si chiama Gelato, sta ora facendo progressi nella riabilitazione nel centro veterinario di Cincinnati. La creatura pelosa sembra apprezzare l’ingegno dei suoi caregiver umani.
Le immagini circolanti in rete hanno intenerito moltissimi. La visione di un gattino piccolo del resto non può produrre altri risultati emotivi – a meno che non si ha a che fare con veri psicopatici, i quali notoriamente se intraprendono la carriera di assassini seriali lo fanno dopo aver ucciso gattini ed altri animali in quantità.
Qui siamo nello spettro umano-animale opposto: l’uomo aiuta il micio che sarebbe, in natura, destinato a perire.
A U.S. animal shelter built a custom wheelchair for a tiny kitten using toy cars and wooden rulers after standard mobility aids proved too large. The kitten is now making progress in rehabilitation. #Cats #Animals #GoodNews #WorldNews pic.twitter.com/98wvfgQcYj
— Cyrus (@Cyrus_In_The_X) August 4, 2026
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Anche se non è noto ai più, esistono per i felini, come pure per i canidi, delle carrozzelle note come «carrellini ortopedici». Tali dispositivi sono progettati appositamente per restituire la mobilità e l’indipendenza ai gatti che soffrono di paralisi, disabilità, traumi o problemi legati alla vecchiaia. Sono in genere realizzati principalmente con telai in alluminio ultraleggero per evitare che il gatto si affatichi durante il movimento.
Negli apparecchi professionali, il felide disabile viene assicurato tramite cinghie e tessuti traspiranti e imbottiti che non danneggiano la pelle e sostengono il corpo in modo confortevole. Molti modelli in commercio sono regolabili in altezza, larghezza e lunghezza, ma esistono anche aziende specializzate (ve ne sono anche in Italia) che li producono su misura. La struttura è studiata appositamente per lasciare lo spazio necessario affinché il gatto possa fare – in teoria – i suoi bisogni fisiologici senza sporcarsi.
Vi sono due generi di carrozzella gattesca: quella a carrellino posteriore (a 2 ruote) costituisce il tipo più comune: essa solleva le zampe posteriori (che rimangono protette o leggermente sollevate da terra) e permette al gatto di muoversi spingendosi autonomamente con le sole zampe anteriori.
This person built a wheelchair for his cat, which couldn’t walk pic.twitter.com/mnLkMg5DeC
— Cats That Make You Go Awww (@CuteAdorableCat) August 6, 2026
Paralyzed cat gets a wheelchair. Faith in humanity restored. pic.twitter.com/KSqHl9rSGc
— Kaptan Hindustan™ (@KaptanHindustan) May 7, 2018
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Havvi poi la variante a carrellino Totale (a 4 ruote), che sostiene l’intero peso del corpo del quadrupede. Essa viene utilizzata nei casi più gravi, quando il gattaccio ha una debolezza generalizzata o problemi neurologici che colpiscono tutti e quattro gli arti.
Paralyzed cat gets second chance at life thanks to specially designed wheelchair
Via: Tumbelina#cats #cat #catlover #catlovers #meow pic.twitter.com/E7ChIqAfc7
— Cats Footprint (@catsfootprint) June 1, 2021
Mentre stavamo per pubblicare l’articolo, ci è giunta notizia che Gelato ha già ricevuto un upgrade del suo dispositivo sanitario: eccolo dunque con un possente sistema di camminata che qualcuno gli avrebbe prodotto con l’immancabile stampante 3D.
NEW WHEELS! ❤️Gelato, a kitten who went viral for his homemade wheelchair, now has a new way to get around. https://t.co/3WqjdH0Zw0 pic.twitter.com/modpr8q1WH
— WLWT (@WLWT) August 3, 2026
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Immagine screenshot da Twitter
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Scoppia la polemica sui panda: «sono finti»
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