Persecuzioni
Israeliano aggredisce, prende a calci e picchia una suora anziana a Gerusalemme
Nelle ultime ore hanno cominciato a circolare sui social network immagini che mostrano un uomo a Gerusalemme mentre spinge a terra una suora cattolica e poi la prende a calci.
Un uomo di 36 anni è stato recentemente arrestato dalla polizia israeliana dopo che, martedì scorso, una suora è stata aggredita nei pressi della tomba di Re Davide a Gerusalemme.
Un video recentemente diffuso mostra un uomo che insegue la suora, vestita con l’abito religioso completo, per spingerla a terra. La donna cade a faccia in avanti sul marciapiede e l’uomo inizia ad allontanarsi, ma poi torna indietro e la prende a calci mentre è ancora a terra. Un passante si limita a osservare, mentre un altro viene visto correre verso l’aggressore, apparentemente per affrontarlo.
BREAKING: A Christian nun was attacked in the old city of Jerusalem by a Jewish extremist.
As a Jew living in Israel, I strongly condemn this disgusting crime. I commend the police that arrested the criminal and I hope he will pay the highest price.
Most people in Israel are… pic.twitter.com/zaMVBc5omQ
— Hananya Naftali (@HananyaNaftali) May 1, 2026
Una foto diffusa della suora, che lavora presso la Scuola francese di ricerca biblica e archeologica, mostra che ha riportato una ferita sanguinante alla tempia destra a seguito dell’aggressione.
🚨HATE ATTACK : A CATHOLIC NUN WAS VIOLENTLY ASSAULTED THIS MORNING IN JERUSALEM BY ISRAELI SETTLERS.
THIS ATTACK OCCURRED NEAR THE TOMB OF KING DAVID AND HAS BEEN CHARGED AS RACIALLY MOTIVATED.
ISRAEL HATES CHRISTIANITY. pic.twitter.com/ICC326jgMK
— Carrie Prejean Boller (@CarriePrejean1) April 29, 2026
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Secondo l’agenzia Associated Press, un video della polizia mostra che l’attentatore indossava degli tzitzit, un indumento intimo con frange indossato da alcuni uomini ebrei osservanti, che ha lo scopo di ricordare i comandamenti di Dio.
Secondo l’organizzazione per i diritti umani al-Baidar, l’attacco non provocato è stato perpetrato da un colonizzatore israeliano.
Il vescovo William Shomali ha dichiarato a EWTN giovedì scorso che, dall’inizio di quest’anno, «le aggressioni contro i cristiani in Cisgiordania si stanno moltiplicando».
Lo scorso anno, nella sola Gerusalemme, sono stati registrati tra i 155 e i 181 episodi di aggressione, molestie e vandalismo ai danni di cristiani, secondo il Rossing Center for Education and Dialogue e il Religious Freedom Data Center (RFDC).
Il coordinatore del Forum cristiano della Terra Santa, Wadie Abunassar, ha affermato che gli attacchi contro i cristiani sono in aumento. Ha attribuito la rapida risposta delle forze dell’ordine all’attacco alla suora cattolica al fatto che l’accaduto è stato ripreso in video, dicendo di provare «una grande rabbia nei confronti del sistema e una grande tristezza perché ho la sensazione che tutto questo non finirà presto», ha dichiarato all’agenzia AP.
«Molto spesso in questi casi non si procede all’arresto e, se ci sono, a volte dopo uno o due giorni i sospettati vengono rilasciati», ha aggiunto. «In alcuni casi, la polizia non raccomanda alla procura di sporgere denuncia o di incriminare gli imputati. E in alcuni casi, quando si procede all’incriminazione, si tratta di reati lievi».
La polizia israeliana ha dichiarato martedì di considerare «con la massima serietà qualsiasi attacco contro membri del clero e delle comunità religiose» e di applicare «una politica di tolleranza zero verso tutti gli atti di violenza».
«In una città sacra per ebrei, cristiani e musulmani, restiamo impegnati a proteggere tutte le comunità e a garantire che i responsabili delle violenze siano chiamati a risponderne», ha aggiunto la polizia israeliana.
Gli attacchi ai cristiani da parte degli ebrei comprendono i classici sputi sui sacerdoti e sui fedeli, molestie verbali e fisiche, alla profanazione di tombe, agli incendi dolosi e ai vandalismi di chiese.
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Immagine screenshot da Twitter
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Cantante New Age si esibisce in un «concerto rituale» sciamanico in una chiesa medievale spagnola
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Persecuzioni
Ucraino accoltella cinque persone in un convento polacco
Un uomo ucraino ha accoltellato cinque persone in un convento cattolico nel Sud-Est della Polonia. Lo ha riportato la polizia locale.
L’aggressione è avvenuta intorno alle 9:30 di giovedì mattina in una chiesa dell’abbazia delle suore benedettine a Jarosław, nella regione della Podkarpackie, al confine con l’Ucraina. I la stampa del posto riferito che il clero si stava preparando alla messa quando l’attentatore ha colpito.
Le vittime sono quattro uomini e una donna, ha comunicato la polizia su X, precisando che tre uomini hanno riportato ferite gravi. Il portale Interia ha identificato le vittime come tre sacerdoti e due laici.
La stampa locale, citando fonti di polizia, hanno scritto che una delle vittime, un ecclesiastico, è morta, mentre altre due si trovano in condizioni critiche.
W czwartek przed południem na ul. Benedyktyńskiej w Jarosławiu na Podkarpaciu 31-letni mężczyzna ranił nożem czerech mężczyzn i kobietę.
Jedna z ranionych osób zmarła. Sprawca został zatrzymany, poszkodowani trafili do szpitala.
Stan dwóch osób przebywających w miejscowym… pic.twitter.com/4DrP2IC8dF
— Polska Agencja Prasowa/Polish Press Agency (PAP) (@PAPinformacje) September 24, 2026
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Il presunto aggressore, un cittadino ucraino di 31 anni, è stato bloccato sul posto. Secondo le prime indagini riportate dalla stampa polacca, si ritiene che abbia usato un coltello da cucina. Gli inquirenti non hanno ancora stabilito il movente.
L’episodio si inserisce in un netto peggioramento dell’atteggiamento dei polacchi verso i rifugiati ucraini. Un rapporto di luglio dell’istituto di sondaggi CBOS ha rilevato che, per la prima volta da quando monitora il tema, la maggioranza dei polacchi è contraria all’accoglienza dei rifugiati: il 52% si oppone e il 42% è favorevole. Il sostegno era al 94% poco dopo l’escalation del conflitto in Ucraina nel 2022.
Varsavia ha anche iniziato a ridurre alcune delle misure speciali introdotte per gli ucraini dopo il 2022. All’inizio di quest’anno la Polonia ha chiuso il sistema separato di sostegno ai rifugiati, inserendo gli ucraini nel regime generale per gli stranieri sotto protezione temporanea e limitando l’accesso ad alcuni benefici.
Come riportato da Renovatio 21, un anno fa uno studio aveva dimostrato che il 2024 aveva visto un record di matrimoni tra polacchi e donne ucraine.
Secondo i dati CBOS pubblicati a settembre, la quota di polacchi che ritiene possibile una riconciliazione con gli ucraini è scesa al minimo storico del 53%, mentre il 38% la considera impossibile. Il sondaggio è stato realizzato in un clima di controversie storiche ancora aperte, in particolare sui massacri di polacchi in Volinia durante la Seconda guerra mondiale e sull’eredità dell’Esercito Insurrezionale Ucraino (UPA).
Come riportato da Renovatio 21, in settimana il capo dell’opposizione polacca Jaroslav Kazynski ha dichiarato che per trascinare la Polonia in guerra con la Russia il presidente ucraino Zelens’kyj aveva addirittura messo sul piatto la possibilità di formare un unico Stato-crasi di Kiev e Varsavia.
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Immagine di Emde-project via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
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Francia: I conventi scompariranno?
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