Eutanasia
Ozzy eutanatizzato? Utilitarismo rock-boomer in azione
Ozzy Osbourne è deceduto dopo una lunga battaglia contro il Parkinson: così l’annuncio della famiglia dell’ex frontman dei Black Sabbath, dato la scorsa settimana. Tuttavia, le circostanze della sua morte rimangono poco chiare, tanto da spingere qualcuno a ipotizzare un caso di eutanasia.
Due anni fa, in un’intervista a Rolling Stone, Osbourne aveva espresso il suo supporto per l’eutanasia in caso di malattia terminale, citando il desiderio di evitare sofferenze come quelle viste nel padre malato di cancro. Sebbene il suo Parkinson non fosse allo stadio terminale, il libro Ozzy. La storia di Ken Paisli, uscito proprio questo agosto, potrebbe far luce sugli ultimi momenti della rockstar.
Secondo i resoconti apparsi sulla stampa, poche ore prima della morte, lunedì, sui social di Osbourne è apparsa una foto enigmatica scattata il 5 luglio fuori dal suo camerino a Birmingham, durante quello che è stato definito «The final show», cioè letteralmente l’ultimo spettacolo. Paisli, nel suo libro, considera questa immagine «altamente simbolica».
Sostieni Renovatio 21
Da notare come il comunicato della famiglia non specifica né il luogo né le cause del decesso, limitandosi a dire che Ozzy è morto «circondato dall’amore».
Il biografo scrive anche che «ipocondriaco com’era, Ozzy temeva più la sofferenza che la morte, memore delle agonie di suo padre in ospedale. Credo che questo non sia accaduto». Lo Osbourne, come scritto da Renovatio 21, aveva incarnato involontariamente l’intero arco tragico della narrativa di Wuhano, dapprima divorando un pipistrello vivo durante un concerto, poi facendo sapere al mondo in pandemia che si era vaccinato.
Nel caso Ozzy fosse stato eutanatizzato, non si tratterebbe della prima storia di artisti del XX secolo che concludono la carriera con la dolce morte.
Speculazioni finite sui giornali su una «morte volontaria» furono fatte anche nei riguardi di David Bowie, morto il 10 gennaio 2016 dopo una lotta con il cancro al fegato. Era risaputo che il cantante avesse pianificato la sua morte, come ad esempio la dispersione delle sue ceneri a Bali in Indonesia, non in Puglia. Tali voci non hanno, ad ogni modo, non sembrano aver trovato riscontro certo.
Si avrebbe certezza invece della «morte assistita» scelta dal sulfureo cineasta della Nouvelle Vague Jean-Luc Godard. Il Godardo, ad una certa più noto per le sue sgarbate apparizioni alla TV francese che per i suoi film manieristi, proveniva da una famiglia protestante con ramificazioni nella grande finanza: il nonno Julien Monod fu il fondatore della banca Paribas, cosa che il metteur en scène goscista e persino maoista non teneva più di tanto di ricordare al pubblico dei suoi noiosi film sedicenti rivoluzionari.
Alla morte di Jean-Luc (che il documentario Godard à la télé storpiava scherzosamente in «gens-Cul», che suona tipo «Gianculo») nel settembre 2022, sulla stampa apparve una di una « persona vicina alla famiglia» che diceva che «il n’était pas malade, il était simplement épuisé» («Non era malato, era solo esausto»). «Così ha preso la decisione di porre fine a tutto» ha detto la fonte al giornale di sinistra Libération. «Era una sua decisione ed era importante per lui che fosse nota». Qualcuno poteva ipotizzare il titolo di un film d’essai: Gianculo decide di morire.
Restando in Francia, si ha il caso più recente della cantante e modella francese Françoise Hardy, deceduta l’11 giugno 2024 a 80 anni, che aveva pubblicamente richiesto l’eutanasia a causa di un cancro terminale alla faringe diagnosticato nel 2018. La Hardy espresso il suo desiderio in interviste alla rivista Femme Actuelle e in lettere al presidente francese Emmanuel Macron, descrivendo la sua vita come insostenibile a causa delle sofferenze causate da radioterapia e immunoterapia. Sebbene non ci sia una conferma definitiva che sia morta per eutanasia, le sue dichiarazioni pubbliche indicano una chiara intenzione.
La lista delle celebrità che scelgono la morte potrebbe continuare, ma in molti casi vi sono solo speculazioni, o suicidi veri e propri (suicidi «non assistiti»), che tuttavia vanno considerati in fondo come forme di eutanasia. Il fenomeno non è ancora slatentizzato, anche se la Finestra di Overton si muove sensibilmente: nel futuro prossimo vedremo con probabilità tante grandi glorie del passato fare campagne mediatiche per chiedere la loro morte di Stato. Il tutto sfruttando la celebrità acquisita, assieme al tanto denaro, grazie ad una popolazione istupidita che li ha visti per decenni come eroi.
Si tratta di una conseguenza automatica della filosofia utilitarista, che dai suoi inizi nell’Inghilterra coloniale di Jeremy Bentham è ora penetrata nei gangli della società occidentale tutta, divenendo di fatto parte integrante del sistema operativo dello Stato moderno: il fine delle strutture umane è massimizzare il piacere, minimizzare il dolore, e ciò a discapito di qualsiasi cosa, della vita delle minoranza, della vita degli innocenti, della propria stessa viva.
Aiuta Renovatio 21
L’utilitarismo produce la giustificazione dell’edonismo che fu diffuso alle masse con il rock (sesso, droga, rock and roll: non vi è motto utilitarista più chiaro) e con tutta la cultura delle celebrità che ne conseguì.
Esaurita la fase del piacere, i corpi vecchi di rockstar e attori divengono disfunzionali rispetto all’utilitarismo, filosofia atea e disperata, che ne ha generato la celebrità, il successo, il potere. Quindi, in un’amara, depressiva vendetta della realtà, voglio suicidarsi.
È la sterile, triste parabola di morte che finisce per divenire paradigma per l’intera generazione dei boomer, nati e cresciuti con il vento in poppa della super-crescita economica post-bellica, finiti per rifiutare la religione e la metafisica del sacrificio per abbracciare la rivoluzione sessuale e il consumismo nulliparo (a discapito dei più deboli: le generazioni future, le generazioni non nate), autori materiali e morali della catastrofe biologica e spirituale in cui ci troviamo.
Gli eroi dei boomer, i pupazzi di sistema a cui hanno i fortunati figli del dopoguerra abboccato, ora vogliono morire: non c’è immagine più chiara del fallimento di una generazione, e della filosofia infame dietro ad essa.
Roberto Dal Bosco
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di Morten Skovgaard via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Eutanasia
Nel 2025 il Belgio ha registrato quasi 4.500 decessi per suicidio assistito
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Eutanasia
Canada, uomo parzialmente cieco ucciso con l’eutanasia. Esami per vedere se è «idoneo alla donazione degli organi»
Mentre la stampa globale si confrontava con una serie di strazianti storie distopiche sull’eutanasia – l’ultima delle quali riguarda l’uccisione di una giovane spagnola vittima di stupro di gruppo – la stampa canadese continua a pubblicare propaganda apertamente eugenetica. Lo riporta LifeSite.
Il 25 marzo, CTV ha pubblicato un servizio sull’imminente morte – poi avvenuta – di John Maloney, affetto da cecità parziale. Il titolo recitava: «Tre giorni prima della sua morte medicalmente assistita, quest’uomo dell’Alberta riflette sul “suo diritto a morire”».
L’articolo di CTV, che esaltava il suicidio, descriveva dettagliatamente la scelta musicale di John Maloney come colonna sonora della sua iniezione letale; notava con approvazione che Maloney, «in quanto cristiano», si stava «preparando ai suoi ultimi momenti» come «un esercizio di autonomia corporea», e citava Maloney che affermava che, sebbene Dio proibisca il suicidio, lui pensava che Dio «capisse».
Aiuta Renovatio 21
Il servizio di CTV fa notare che Maloney si sta sottoponendo a esami per «determinare se è idoneo alla donazione di organi» e ha citato un amico che ha affermato: «Apprezzo e rispetto moltissimo le scelte che sta facendo per scopi così altruistici». L’articolo riassume le sue patologie, che costituiscono la base per la sua idoneità all’eutanasia: cataratta congenita, cecità e sindrome di Charles Bonnet, che può causare «strane allucinazioni».
Come riportato da Renovatio 21, il Canada è il Paese che ora detiene il record mondiale di predazione degli organi.
«Se qualcun altro nella mia stessa identica situazione può vivere la propria vita, dico: “Fate le cose per bene”», ha dichiarato Maloney a CTV. «Se avete il diritto di scegliere di vivere, allora io ho il diritto di scegliere di morire. Si tratta di autonomia. Si tratta di scelta.» Nel 2024 tentò il suicidio, poi scoprì che, tramite la procedura «Track 2 MAID» (Medical Assistance in Disposition), avrebbe potuto incaricare un professionista sanitario di farlo al posto suo. Il primo valutatore dell’eutanasia gliela negò; il secondo la approvò. Un terzo diede il suo consenso «dopo quella che lui definì una valutazione della qualità della vita a livello emotivo».
«Ancora una volta, questa è l’ennesima storia di un uomo con tendenze suicide che cerca periti e “fornitori” disposti a scagionarlo e a ucciderlo. Questo, ovviamente, non è stato menzionato» commenta LifeSite.
«La linea narrativa di CTV era chiarissima: la vita di quest’uomo non valeva la pena di essere vissuta, e complimenti al Canada per aver facilitato e finanziato il suo suicidio (un’espressione che, ovviamente, non possiamo più usare perché potrebbe costringerci a considerare le implicazioni morali delle nostre azioni).
La loro conclusione non è che storie del genere stiano diventando spaventosamente comuni, ma piuttosto che le leggi in arrivo in Alberta per proteggere le persone vulnerabili e con tendenze suicide «eliminerebbero la possibilità di scelta per coloro che soffrono di malattie degenerative e che potrebbero voler prepararsi alla morte».
L’articolo menziona che i difensori dei diritti dei disabili hanno elogiato la nuova legislazione dell’Alberta che limita l’eutanasia, ma si affrettano a condannare le leggi con le parole di Maloney: «possiamo tutti essere vulnerabili in relazione alla situazione in cui ci troviamo… Penso che “vulnerabilità” sia una parola carica di emozioni. È come usare una coperta, tipo: “Ok, tutte le persone disabili sono vulnerabili”. No, non lo sono. Io non mi considero vulnerabile».
«Sia chiaro: stiamo assistendo in tempo reale alla normalizzazione del suicidio. Già alcuni sostengono che la prevenzione del suicidio per le persone con tendenze suicide e disperate costituisca una violazione del “diritto a morire”». «John Maloney non stava morendo. Non era malato terminale. Avrebbe potuto vivere molto più a lungo. Ma aveva tendenze suicide e, dopo aver tentato il suicidio senza successo, scoprì che il governo aveva approvato un’estensione dei criteri di ammissibilità all’eutanasia per persone proprio come lui. “La mia vita non vale la pena di essere vissuta», ha detto Maloney.
Il Canada si pone come capitale mondiale del fondamentalismo eutanasico. Pochi mesi fa è stata proposto di eutanatizzare anche i carcerati.
Come riportato da Renovatio 21, in Canada è partita la promozione per offrire la MAiD – il programma eutanatico massivo attivato dal governo di Ottawa – anche per bambini e adolescenti. Non manca nel Paese il dibattito per l’eutanasia dei bambini autistici.
Di fatto, un canadese ogni 25 viene oggi ucciso dall’eutanasia. L’aumento negli ultimi anni è stato semplicemente vertiginoso. E la classe medica, oramai totalmente traditrice di Ippocrate e venduta all’utilitarismo più sadico e tetro, insiste che va tutto bene.
Come riportato da Renovatio 21, qualche mese fa un’altra veterana dell’esercito, divenuta disabile, ha riportato che alcuni funzionari statali avevano risposto alla sua richiesta di avere in casa una rampa per la sedie a rotelle offrendole invece la possibilità di accedere al MAiD – cioè di ucciderla.
Ma non è il caso più folle del degrado assassino raggiunto dallo Stato canadese: ecco l’ecologista che chiede di essere ucciso per la sua ansia cronica riguardo al Cambiamento Climatico, ecco i pazienti che chiedono di essere terminati perché stanchi di lockdown, ecco le proposte di uccisione dei malati di mente consenzienti, e magari pure dei neonati.
Sostieni Renovatio 21
Il Canada del governo Trudeau e del suo successore Carney – dove il World Economic Forum regna, come rivendicato boriosamente da Klaus Schwab – è il Paese dell’avanguardia della Necrocultura. Se lo Stato può ucciderti, ferirti, degradarti, lo fa subito, e legalmente. Magari pure con spot mistico propalato da grandi società private in linea con il dettato di morte. In Canada l’eutanasia viene servita anche alle pompe funebri.
Mesi fa l’eutanasia è stata offerta anche ad una signora riconosciuta come danneggiata da vaccino COVID.
Secondo alcuni, l’eutanasia in Canada – che si muove verso i bambini – sta divenendo come una sorta di principio «sacro» dello Stato moderno.
Come abbiamo ripetuto tante volte: lo Stato moderno è fondato sulla Cultura della Morte. La Necrocultura è, incontrovertibilmente, il suo unico sistema operativo. Aborto ed eutanasia (e fecondazione in vitro, e vaccinazioni, anche e soprattutto geniche) sono quindi sue primarie linee di comando.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Eutanasia
Noelia e il sistema della morte
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Vaccini2 settimane faProposte di legge USA per definire i vaccini a mRNA contro il COVID «armi di distruzione di massa»
-



Pensiero1 settimana faPizzaballa incontra il privilegio israeliano. Aspettando il Golem e l’Anticristo
-



Spirito2 settimane faMons. Viganò, la Chiesa e l’intronizzazione dell’«arcivescova» anglicana: «Leone abbraccia l’eresia ecumenista»
-



Salute2 settimane faI malori della 13ª settimana 2026
-



Eutanasia2 settimane faEutanatizzata dopo essere stata vittima di stupro di gruppo: ecco l’Europa moderna
-



Occulto1 settimana faMassoni accusati di aver assassinato un pilota d’auto e di aver tentato di uccidere altre persone
-



Arte2 settimane faL’Iran sta facendo propaganda con fantasiosi video AI
-



Spirito2 settimane faIl cardinale di Nuova York contro Miss California. Che si difende alla grande








