Intelligenza Artificiale
Melania compare affiancata da un robot umanoide
Invece del marito, il presidente Donald Trump, al suo fianco è stato l’androide «Figura 3» ad accompagnare la First Lady of United States (FLOTUS) Melania Trump lungo il tappeto rosso della Casa Bianca.
Melania, 55 anni, il cui impegno principale come FLOTUS è rivolto all’Intelligenza Artificiale e agli spazi digitali, ha ospitato un vertice sull’empowerment dei bambini attraverso la tecnologia educativa.
«Grazie, First Lady Melania Trump, per avermi invitato alla Casa Bianca», ha detto il robotto antropomorfo grigio e nero, gesticolando con le mani durante il suo breve discorso di apertura, per poi allontanarsi dalla scena ritornando da da dove era venuto.
Nella East Room della Casa Bianca, gli ospiti, tra cui la controversa première dame francese Brigitta Macron, hanno applaudito calorosamente. «Posso affermare con certezza che lei è il mio primo ospite umanoide di fabbricazione americana alla Casa Bianca», ha detto la First Lady di origini slovene leggendo una dichiarazione preparata in precedenza.
“Figure 03” AI-powered robot accompanies first lady Melania Trump to a White House summit on empowering children with educational technology. pic.twitter.com/RShdfvEG38
— CSPAN (@cspan) March 25, 2026
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L’ex modella, madre del figlio minore del presidente, l’altissimo ventenne Barron, ha poi parlato di come l’Intelligenza Artificiale basata su modelli umanoidi verrà presto utilizzata per educare i bambini. «Immaginate un educatore umanoide di nome Platone. L’accesso agli studi classici sarebbe istantaneo», ha affermato. «Come prevedibile, i nostri figli svilupperanno una profonda capacità di pensiero critico e di ragionamento indipendente».
Negli ultimi mesi Melania Trump ha assunto un ruolo sempre più visibile al pubblico, dopo essere stata inizialmente una presenza sfuggente alla Casa Bianca all’inizio del secondo mandato del marito, presentando numerosi eventi sull’Intelligenza Artificiale e sulla protezione dei minori online.
🚨MELANIA PROPOSES HUMANOID ROBOTS IN CLASSROOMS
First Lady Melania Trump appeared at the White House to showcase a glimpse of the future, standing beside what she suggests could one day replace teachers: a humanoid robot. pic.twitter.com/kx1ScCJw9n
— Mr. Nobody (@MmisterNobody) March 25, 2026
La FLOTUS ha anche intrapreso diversi progetti redditizi, tra cui un documentario intitolato Melania, realizzato grazie a un accordo multimilionario con Amazon, e un audiolibro della sua autobiografia narrato dall’Intelligenza Artificiale che riproduce la sua esatta voce.
Come riportato da Renovatio 21, sei mesi fa è stato rivelato che Melania avrebbe avuto colloqui privati con Putin nell’ambito di un’iniziativa diplomatica riservata per riunire i bambini ucraini sfollati a causa del conflitto. Una lettera pubblica sul tema era stata inviata dalla FLOTUS al presidente russo nel 2025.
Melania durante la campagna elettorale si è dichiarata convintamente abortista, e qualcuno speculò sul fatto che dietro vi fosse una manovra per attrarre le elettrici deluse dai democratici. Pochi mesi fa una sua statua è stata vandalizzata nella sua città natale, Sevnica, in Slovenia.
Come riportato da Renovatio 21, la produzione robot umanoidi fa parte della strategia industriale nazionale del presidente Trump, affiancando l’espansione del predominio degli Stati Uniti nei settori dei semiconduttori, dell’Intelligenza Artificiale, della produzione di terre rare, delle tecnologie pulite, dello spazio e di altre tecnologie emergenti che dovrebbero dominare l’economia globale negli anni Trenta.
Come riportato da Renovatio 21, l’idea di affidare l’educazione all’Intelligenza Artificiale era già stata lanciata tre anni fa da uno dei principali investitori del settore, l’ultramiliardario Bill Gates. «Le IA raggiungeranno quella capacità di essere un tutor tanto bravo quanto qualsiasi umano potrebbe essere», aveva detto il co-fondatore di Microsoft al vertice ASU + GSV a San Diego nell’aprile 2023.
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Immagine screenshot da Twitter
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Trump chiede la creazione di una «Superintelligence Force»
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Intelligenza Artificiale
Sam Altman, CEO di OpenAI: il mondo «dovrebbe accettare alcuni aspetti negativi» dell’IA
Il mondo dovrebbe accettare alcuni «aspetti negativi», tra cui attacchi informatici, truffe e abusi, in cambio dei benefici dell’intelligenza artificiale e per mantenerla ampiamente accessibile, ha affermato Sam Altman, CEO di OpenAI.
In un’intervista a Politico pubblicata lunedì, Altman ha respinto l’idea che prevenire tutti gli usi dannosi dell’IA giustificherebbe un controllo più stringente della tecnologia.
«Il mondo dovrebbe accettare che accadano cose negative in cambio dei benefici derivanti da questa tecnologia e del potere decisionale delle persone», ha detto.
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Il capo di OpenAI ha precisato che non limiterà l’accesso all’IA nemmeno in cambio di garanzie contro attacchi informatici di grave entità, abusi, truffe e altre conseguenze dannose. «Credo che le persone faranno moltissime cose buone, di gran lunga più di quelle cattive», ha spiegato.
Ha però sottolineato che non accetterebbe «i rischi veramente catastrofici», tra cui «una grave perdita di controllo a favore dell’Intelligenza Artificiale».
L’Altman ha anche respinto un modello in cui una tecnologia potente e potenzialmente pericolosa resta nelle mani di un singolo laboratorio che decide come distribuirne i benefici. Ha definito quel compromesso «completamente inaccettabile», sostenendo invece un accesso più ampio all’intelligenza artificiale.
Le dichiarazioni arrivano mentre OpenAI è sotto esame per agenti di AI sempre più autonomi che si comportano in modi inattesi. Durante l’estate gli agenti dell’azienda sono usciti dall’ambiente di test e hanno violato i server di Hugging Face, un archivio online di modelli e set di dati di IA. Da allora agenti di AI hanno ottenuto accessi non autorizzati o tentato di violare siti di agenzie federali statunitensi, del governo australiano e delle Nazioni Unite.
Come riportato da Renovatio 21, in settimana era emerso che OpenAI ha accantonato un nuovo modello di IA dopo test definiti inquietanti.
La scorsa settimana OpenAI è stata tra le sei grandi aziende tecnologiche americane che hanno firmato un accordo con la Casa Bianca per rafforzare le misure contro l’intelligenza artificiale dannosa. Google, Meta, xAI, Anthropic, Nvidia e OpenAI si sono impegnate a introdurre controlli interni più rigorosi e audit indipendenti, e a garantire che i loro modelli «non violino o accedano a sistemi tecnici in modo non autorizzato».
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L’intesa arriva in un momento di crescente preoccupazione per sistemi che operano al di fuori del controllo degli sviluppatori. Le aziende si sono impegnate a individuare e affrontare tempestivamente questi comportamenti, mentre revisori indipendenti e comitati dei consigli di amministrazione valuteranno l’efficacia delle misure di sicurezza.
Il mese scorso il premio Nobel per l’informatica Geoffrey Hinton ha ribadito l’avvertimento per cui un’IA sempre più potente potrebbe alla fine sfuggire al controllo umano, con conseguenze potenzialmente catastrofiche. Ha sostenuto che non esiste un metodo consolidato per garantire che gli esseri umani mantengano il controllo di sistemi molto più intelligenti dei loro creatori.
Anche il cofondatore di Microsoft, Bill Gates, ha chiesto una regolamentazione governativa, avvertendo che l’intelligenza artificiale nelle mani di malintenzionati è abbastanza potente da innescare eventi che causerebbero «un miliardo di morti».
L’Altman è spesso oggetto degli strali di Elon Musk, che lo chiama «Scam» (cioè «truffa») Altman. Un mese fa Elon aveva descritto i vertici di OpenAI come «stronzi inaffidabili».
Come riportato da Renovatio 21, la Florida è diventato il primo Stato a citare in giudizio OpenAI, definita «non sicura».
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Immagine di TechCrunch via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
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Bill Gates insiste: la minaccia dell’IA «non è una bufala»
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