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Le origini inquietanti della cibernetica e del transumanesimo (parte III)

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Più siamo incoraggiati a pensare come freddi computer, più potrebbe essere sostenuta la tesi che «i computer devono sostituire il pensiero umano».

 

 

La fine del XIX secolo ha visto uno scontro importante tra due paradigmi opposti dell’economia politica che è stato in gran parte cancellato dai libri di storia.

 

Proprio come oggi, i due sistemi opposti erano caratterizzati da un lato da una richiesta di controllo centralizzato del mondo da parte di un’élite unipolare desiderosa di ergersi al di sopra dell’influenza di stati nazionali sovrani come le moderne divinità dell’Olimpo, mentre dall’altro si basava su un disegno «multipolare» di una comunità di stati nazionali sovrani che lavorano insieme su infrastrutture su larga scala e progresso tecnologico.

 

La fine del XIX secolo ha visto uno scontro importante tra due paradigmi opposti dell’economia politica che è stato in gran parte cancellato dai libri di storia

Uno era basato su standard economici malthusiani del sistema chiuso di adattamento a rendimenti decrescenti, mentre l’altro era fondato su standard di progresso scientifico in corso che generavano salti creativi fuori dai vincoli di panieri di risorse limitate.

 

Oggi vorrei continuare a rintracciare le radici di quelle idee velenose che caratterizzano l’odierno paradigma unipolare che si maschera dietro un «Grande Reset» della civiltà mondiale di autore miliardario. In questo Reset, ci viene detto da personaggi come Klaus Schwab che una «quarta rivoluzione industriale» introdurrà non solo vaste operazioni di automazione e intelligenza artificiale a tutti i livelli della società, ma anche una fusione dell’umanità con le macchine.

 

Personaggi come Elon Musk e Ray Kurzweil di Google affermano che questa fusione è necessaria per «rimanere rilevanti”» nella prossima fase della nostra evoluzione. Yuval Harari, uomo di Davos ha fatto eco che le leve dell’evoluzione verranno ora spostate dalla casualità della natura ai nuovi dei che gestiscono Google, Facebook e il WEF.

 

Uno era basato su standard economici malthusiani del sistema chiuso di adattamento a rendimenti decrescenti, mentre l’altro era fondato su standard di progresso scientifico in corso che generavano salti creativi fuori dai vincoli di panieri di risorse limitate

Questa fede deterministica cyborg nella sintesi uomo-macchina che pervade il pensiero di tutti i transumanisti moderni è sia settaria, raccapricciante e semplicemente sbagliata. Tuttavia, senza un’adeguata valutazione delle radici storiche di queste idee che minacciano di far deragliare la civiltà globale in un collasso distopico, è impossibile capire qualcosa di fondamentale negli ultimi 120 anni di esperienza umana, per non parlare di dove sono i difetti fatali all’interno del Ottimo sistema operativo Reset/Transumanista.

 

Nella prima parte della nostra serie, abbiamo esplorato in dettaglio le radici eugenetiche del transumanesimo con un focus sulla creazione dell’UNESCO da parte di Julian Huxley, dove il mandato di «rendere l’impensabile pensabile» ha guidato il ripristino di una nuova eugenetica durante la Guerra Fredda.

 

Nella seconda parte, abbiamo esplorato l’ascesa di una nuova schiera di think tank britannici del XIX secolo progettati per interrompere l’evoluzione naturale di un nuovo sistema di cooperazione vantaggiosa per tutti durante la fine del XIX secolo.

 

Questo nuovo grande design è stato innovato dall’X Club di Thomas Huxley per ristabilire l’Impero britannico come l’unica potenza unipolare sulla terra.

 

Il progetto di Huxley ha tentato non solo di unificare tutti i rami delle scienze sotto un modello descrittivo privo di qualsiasi effettiva scoperta creativa, ma ha anche tentato di utilizzare questo nuovo controllo della definizione di «legge naturale scientifica» per giustificare una nuova imposizione aggressiva dell’economia politica imperiale su il mondo

Il progetto di Huxley ha tentato non solo di unificare tutti i rami delle scienze sotto un modello descrittivo privo di qualsiasi effettiva scoperta creativa, ma ha anche tentato di utilizzare questo nuovo controllo della definizione di «legge naturale scientifica» per giustificare una nuova imposizione aggressiva dell’economia politica imperiale su il mondo.

 

 

La danza della matematica e della fisica: chi guida e chi segue?

Nei primi mesi del nuovo secolo, si verificò un grande evento che andò lontano per applicare la missione di Huxley. La conferenza sul futuro della matematica dell’agosto 1900 fu un evento globale che attrasse oltre 160 tra i più grandi matematici che desideravano affrontare problemi all’avanguardia nella scienza e affrontare il rapporto tra fisica e matematica.

 

Ovviamente, questi due campi danzavano insieme, ma la domanda rimaneva: quale avrebbe condotto e quale avrebbe seguito?

 

Considerando il fatto che la popolazione mondiale contava ancora ben al di sotto dei due miliardi in quel momento, la densità delle scoperte scientifiche in tutti i domini si stava verificando a un ritmo mai visto nella storia umana. Dalle nuove scoperte in biologia, embriologia, fisica atomica, elettromagnetismo, aerodinamica e chimica, la risposta alla domanda matematica vs fisica stava diventando sempre più ovvia

 

La crescita della conoscenza umana stava rapidamente superando i limiti del linguaggio matematico utilizzato dagli scienziati

Il fatto era che la crescita della conoscenza umana stava rapidamente superando i limiti del linguaggio matematico utilizzato dagli scienziati. Con il tempo, sarebbero stati sviluppati nuovi sistemi matematici per descrivere le nuove scoperte creative in corso, ma nessuno poteva negare che il pensiero creativo fosse protagonista di questa danza.

 

 

Hilbert e Russell danno forma a un nuovo paradigma

Due figure particolarmente importanti che hanno svolto ruoli di primo piano nel sabotaggio della scienza durante la Conferenza di Parigi del 1900 e le cui idee sono indissolubilmente legate alla successiva evoluzione dell’eugenetica, della cibernetica e del transumanesimo sono state l’apostolo di Cambridge Lord Bertrand Russell e il matematico di Gottinga David Hilbert.

 

Il duo mirava nientemeno che alla riduzione dell’intero universo in una serie di proposizioni e assiomi matematici finiti e internamente coerenti.

 

Due figure particolarmente importanti che hanno svolto ruoli di primo piano nel sabotaggio della scienza durante la Conferenza di Parigi del 1900 e le cui idee sono indissolubilmente legate alla successiva evoluzione dell’eugenetica, della cibernetica e del transumanesimo sono state l’apostolo di Cambridge Lord Bertrand Russell e il matematico di Gottinga David Hilbert

Nel corso della conferenza 1900, Hilbert ha annunciato i suoi 23 problemi per la matematica che avrebbe bisogno di essere risolti dai matematici del XX secolo. Mentre molti di questi problemi erano veramente importanti, il più distruttivo ai fini di questo articolo era incentrato sulla necessità di «dimostrare che tutti gli assiomi dell’aritmetica sono coerenti» [problema 2] e «assiomatizzare quelle scienze fisiche in cui la matematica gioca un ruolo importante» [problema 6].

 

Ci sono voluti 13 anni perché Russell raggiungesse questo obiettivo nella forma dei suoi Principia Mathematica (co-autore con il suo ex istruttore e collega apostolo di Cambridge Alfred North Whitehead).

 

Il nome «Principia Mathematica» è stato scelto esplicitamente come omaggio al «Principia Mathematica» di Newton pubblicato 200 anni prima.

 

Al momento del lancio del progetto Russell-Hilbert nel 1900, le interpretazioni piatte dello spazio-tempo fisico di Euclide e Newton si stavano rapidamente sgretolando con l’avvento di nuove scoperte di Riemann, Curie, Weber, Planck ed Einstein che stavano tutti dimostrando che la forma dello spazio fisico il tempo aveva un carattere vivo e creativo. Con ogni scoperta creativa, veniva stabilita sempre più saldamente una reciproca interconnessione tra lo spazio interno «soggettivo» della cognizione umana e lo spazio esterno «oggettivo» dell’universo scopribile.

 

Esemplificando questa bella intuizione e passione per cercare l’ignoto che era comune tra i grandi scienziati durante questo fertile periodo rivoluzionario, Einstein ha dichiarato: «Voglio sapere come Dio ha creato questo mondo. Non mi interessa questo o quel fenomeno, lo spettro di questo o quell’elemento. voglio conoscere i Suoi pensieri; il resto sono dettagli».

 

La matematica entropica del sistema chiuso di Russell era un riflesso diretto della sua visione misantropica di un’umanità destinata all’entropia

Riflettendo a modo suo questa stessa visione, Max Planck ha affermato: «La scienza accresce il valore morale della vita, perché promuove l’amore per la verità e il rispetto, l’amore per la verità che si manifesta nello sforzo costante di arrivare a una conoscenza più esatta del mondo della mente e della materia intorno a noi, e rispetto, perché ogni progresso nella conoscenza ci mette di fronte al mistero del nostro stesso essere».

 

 

L’entropia del sistema chiuso deve definire l’universo!

La matematica entropica del sistema chiuso di Russell era un riflesso diretto della sua visione misantropica di un’umanità destinata all’entropia che può essere vista esplicitamente nella sua dichiarazione del 1903:

 

«Quell’uomo è il prodotto di cause che non prevedevano il fine che stavano raggiungendo; che la sua origine, la sua crescita, le sue speranze e paure, i suoi amori e le sue credenze, non sono che il risultato di collocazioni accidentali di atomi; che nessun fuoco, nessun eroismo, nessuna intensità di pensiero e sentimento può preservare la vita individuale oltre la tomba; che tutte le fatiche dei secoli, tutta la devozione, tutta l’ispirazione, tutto lo splendore meridiano del genio umano, sono destinati all’estinzione nella vasta morte del sistema solare, e che l’intero tempio del successo dell’Uomo deve inevitabilmente essere sepolto sotto le macerie di un universo in rovina – tutte queste cose, se non del tutto fuori discussione, sono tuttavia così quasi certe che nessuna filosofia che le respinga può sperare di resistere… ».

 

Quando riflettiamo su quale serie di visioni metafisiche ha maggiore pretesa di verità sopra descritta, vale la pena porsi la domanda: chi ha effettivamente fatto scoperte dimostrabili nella creazione e chi ha semplicemente formulato modelli di torri d’avorio privi di qualsiasi elemento effettivo di scoperta?

 

Non c’era da meravigliarsi che Russell fosse un devoto malthusiano e promotore per tutta la vita dell’eugenetica e del controllo della popolazion

Parte della formula del successo nella mente di Russell dipendeva dalla sua ossessione per l’equilibrio matematico in tutte le cose. Quando applicato alla società, non c’era da meravigliarsi che Russell fosse un devoto malthusiano e promotore per tutta la vita dell’eugenetica e del controllo della popolazione. Una delle sue numerose manifestazioni di questa visione disgustosa è stata fatta nelle sue Prospettive della civiltà industriale del 1923 in cui l’ingegnere sociale affermava:

 

«Il socialismo, in particolare il socialismo internazionale, è possibile come sistema stabile solo se la popolazione è stazionaria o quasi. Un lento aumento potrebbe essere affrontato migliorando i metodi agricoli, ma un rapido aumento deve alla fine ridurre l’intera popolazione alla miseria… la popolazione bianca del mondo presto cesserà di aumentare. Le razze asiatiche saranno più lunghe, e i negri ancora più a lungo, prima che il loro tasso di natalità scenda abbastanza da rendere stabile il loro numero senza l’aiuto di guerre e pestilenze… Fino a quando ciò non accadrà i benefici a cui mira il socialismo potranno essere realizzati solo parzialmente e le razze meno prolifiche dovranno difendersi dai più prolifici con metodi che fanno schifo anche se sono necessari».

 

Gli scritti successivi di Russell in The Scientific Outlook (1930) estendono le sue opinioni su una società globale stazionaria sulla riforma dell’istruzione, dove definisce la necessità di avere non una, ma due modalità di educazione separate, una per la classe dirigente d’élite che diventeranno governanti e una per la classe schiava inferiore. Russell delinea le due caste nei seguenti termini a sangue freddo:

 

«I governanti scientifici forniranno un tipo di educazione agli uomini e alle donne comuni, e un altro a coloro che diventeranno detentori del potere scientifico. Ci si aspetta che gli uomini e le donne comuni siano docili, operosi, puntuali, sconsiderati e contenti. Di queste qualità probabilmente la contentezza sarà considerata la più importante. Per produrlo saranno messi in gioco tutti i ricercatori della psicoanalisi, del comportamentismo e della biochimica… Tutti i ragazzi e le ragazze impareranno fin dalla tenera età ad essere ciò che viene chiamato “cooperativo”, cioè a fare esattamente quello che fanno tutti. L’iniziativa sarà scoraggiata in questi bambini e l’insubordinazione, senza essere punita, sarà addestrata scientificamente da loro».

Gli scritti successivi di Russell estendono le sue opinioni su una società globale stazionaria sulla riforma dell’istruzione, dove definisce la necessità di avere non una, ma due modalità di educazione separate, una per la classe dirigente d’élite che diventeranno governanti e una per la classe schiava inferiore

 

Per la classe dirigente: «fatta eccezione per l’unica questione di lealtà allo Stato mondiale e al proprio ordine – spiegava Russell – i membri della classe dirigente saranno incoraggiati a essere avventurosi e pieni di iniziativa. Si riconoscerà che è loro compito migliorare la tecnica scientifica e accontentare i lavoratori manuali con continui nuovi divertimenti».

 

Tutti gli scritti successivi di Russell che promuovono i bombardamenti nucleari preventivi della Russia, il governo mondiale gestito da una dittatura scientifica e insegnano ai bambini a credere che «la neve è nera» devono essere letti tenendo presente la sua visione filosofica razzista del mondo.

 

 

Norbert Wiener e l’ascesa della cibernetica

Nel 1913, mentre veniva stampato il terzo e ultimo volume di Russell dei Principia Mathematica, un giovane protetto di matematica arrivò a Cambridge dagli Stati Uniti con una borsa di studio. Il nome di questo adolescente era Norbert Wiener e presto si ritrovò in un piccolo gruppo di ragazzi strettamente seguiti da Bertrand Russell e David Hilbert. Sotto Russell, a Wiener furono insegnate la logica e la filosofia mentre Hilbert gli insegnò le equazioni differenziali. Parlando di Russell, Wiener ha detto: «quando sono venuto a studiare con Bertrand Russell in Inghilterra, ho appreso che mi ero perso quasi ogni questione di vero significato filosofico». Ha chiamato Hilbert «l’unico genio veramente universale della matematica».

 

Per tutta la sua vita, Wiener fu posseduto dall’ossessione di esprimere il sistema logico chiuso di Russell in modi pratici.

 

Per tutta la sua vita, Wiener fu posseduto dall’ossessione di esprimere il sistema logico chiuso di Russell in modi pratici

Nonostante il fatto che un giovane genio leibniziano di nome Kurt Gödel abbia gettato una chiave importante nel programma Principia di Russell attraverso la sua brillante dimostrazione del 1931 che nessun sistema logico potrebbe mai essere veramente coerente con se stesso a causa della natura autoriflessiva di tutti i sistemi esistenti, Russell ha spinto in avanti con il progetto a pieno regime e Wiener fu il principale apostolo di Russell.

 

Altri Russelliti le cui teorie sull’apprendimento automatico includevano nomi come Alan Turing, Oskar Morgenstern, Claude Shannon e John von Neumann. Mentre ogni matematico aveva la sua particolare innovazione da offrire, erano tutti uniti dalla fede incrollabile che una mente umana fosse una miscela di impulsi bestiali guidati dalla logica della macchina a sistema chiuso e nient’altro. In un computer, il tutto non è che la somma di parti, e così deve essere anche in tutti i sistemi di informazione, inclusi i cervelli umani, gli ecosistemi e l’universo nel suo insieme. I principi «metafisici» come l’anima, lo scopo, Dio, la giustizia e il libero arbitrio non avevano posto nelle menti di questi calcolatori umani.

 

Entro la fine della seconda guerra mondiale, il lavoro di Wiener sui circuiti di feedback in aeronautica e radar portò il matematico a ideare un nuovo linguaggio per la gestione di sistemi umani complessi che scoprì presto avere applicazioni negli affari, negli affari militari e in intere nazioni. Il termine che diede a questo nuovo strumento di controllo fu «cibernetica».

 

Descrivendo la sua invenzione, Weiner ha dichiarato:

In un computer, il tutto non è che la somma di parti, e così deve essere anche in tutti i sistemi di informazione, inclusi i cervelli umani, gli ecosistemi e l’universo nel suo insieme. I principi «metafisici» come l’anima, lo scopo, Dio, la giustizia e il libero arbitrio non avevano posto nelle menti di questi calcolatori umani

 

«Cibernetica, che ho derivato dalla parola greca Kubernetes, o timoniere, la stessa parola greca da cui alla fine deriviamo la nostra parola governatore».

 

Affidandosi a computer a sistema binario chiuso come modello per le menti umane, Weiner chiedeva che si presumesse che i concetti metafisici non esistessero al di là delle caratteristiche puramente fisiche delle proprietà elettrochimiche misurabili del cervello.

 

Descrivendo questa analogia computer-mente, Weiner ha dichiarato: «ci è apparso chiaro che la macchina di calcolo ultrarapida, dipendendo come fa da dispositivi di commutazione consecutivi, deve rappresentare quasi un modello ideale dei problemi che sorgono nel sistema nervoso» e che «il problema di interpretare la natura e le varietà della memoria nell’animale ha il suo parallelo nel problema della costruzione di memorie artificiali per la macchina».

 

 

Cibernetica per la governance globale

Prevedendo l’inevitabilità dei sistemi di controllo globale dell’informazione (e quindi del totale controllo politico da parte di una classe dirigente simile a un dio) e dell’Intelligenza Artificiale, Weiner scrisse:

 

«Cibernetica, che ho derivato dalla parola greca Kubernetes, o timoniere, la stessa parola greca da cui alla fine deriviamo la nostra parola governatore».

«Dove va la parola di un uomo e dove va il suo potere di percezione, a quel punto esso ed in un certo senso la sua esistenza fisica sono estesi. Vedere e dare comandi al mondo intero è quasi come essere ovunque».

 

La chiave per comprendere l’attrazione della cibernetica verso una dittatura scientifica desiderosa di totale onniscienza e onnipotenza è la seguente: nel contesto di una grande imbarcazione, solo il timoniere deve avere un’idea dell’insieme. Tutti gli altri devono solo capire il loro ruolo compartimentato localmente.

 

Con l’applicazione della cibernetica all’organizzazione dei sistemi economici (come portato avanti da Sir Alexander King dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico e applicato attraverso i governi transatlantici negli anni ’60 e ’70), sono emerse vaste e complesse burocrazie con solo piccoli nodi di «timonieri» incorporati nel complesso emergente dello stato profondo che avevano accesso a una visione del tutto.

 

«Dove va la parola di un uomo e dove va il suo potere di percezione, a quel punto esso ed in un certo senso la sua esistenza fisica sono estesi. Vedere e dare comandi al mondo intero è quasi come essere ovunque»

Questo era il sistema operativo perfetto per una tecnocrazia sovranazionale da utilizzare per controllare le leve del Nuovo Ordine Mondiale.

 

Uno dei praticanti più entusiasti di questo nuovo sistema durante questo periodo di trasformazione è stato Pierre Elliot Trudeau (il primo ministro del Canada appena imposto) che ha plasmato una vasta rivoluzione cibernetica del governo canadese tra il 1968-1972 sotto il controllo dell’Ufficio del Consiglio privato.

 

Durante una conferenza del novembre 1969 sulla cibernetica nel governo, Trudeau disse:

 

«Siamo consapevoli che le molte tecniche della cibernetica, trasformando la funzione di controllo e la manipolazione delle informazioni, trasformeranno la nostra intera società. Con questa conoscenza, siamo completamente svegli, vigili, capaci di azione; non siamo più poteri ciechi e inerti del destino».

 

La chiave per comprendere l’attrazione della cibernetica verso una dittatura scientifica desiderosa di totale onniscienza e onnipotenza: nel contesto di una grande imbarcazione, solo il timoniere deve avere un’idea dell’insieme. Tutti gli altri devono solo capire il loro ruolo compartimentato localmente

Trudeau ha lavorato a stretto contatto con Sir Alexander King nella formazione di una nuova organizzazione che ha avuto un profondo impatto sulla governance globale dal 1968 ad oggi, chiamata Club di Roma.

 

Trudeau era un devoto sostenitore di questa nuova organizzazione che divenne un centro di revivalismo neomalthusiano durante i primi anni ’70.

 

Trudeau ha anche presieduto il Club di Roma canadese e ha stanziato fondi per finanziare lo studio del Club di Roma con il MIT  «Limits to Growth» [«I limiti allo sviluppo», ndr] che è diventato una bibbia per la moderna organizzazione ambientale.

 

A differenza di Russell che ha negato tutti i casi di anti-entropia, Weiner ha ammesso l’esistenza di isole isolate di limitata anti-entropia nel caso della biologia e dei sistemi umani che tendevano a funzionare in modi che vedevano l’entropia (cioè, la tendenza dei sistemi a collassare in equilibrio) diminuire.

 

Questo era il sistema operativo perfetto per una tecnocrazia sovranazionale da utilizzare per controllare le leve del Nuovo Ordine Mondiale.

Tuttavia, proprio come Russell, Wiener credeva che la cibernetica e la teoria dell’informazione fossero modellate interamente dall’entropia , dicendo:

 

«La nozione di quantità di informazioni si lega molto naturalmente a una nozione classica della meccanica statistica: quella di entropia». [cioè, la seconda legge della termodinamica]

 

Nella mente di Wiener, la legge dominante dell’universo come luogo finito in decomposizione modellato dalla morte  inevitabilmente distruggerà gli stati limitati di vita antientropica che si verificano puramente per caso in parti casuali dello «spazio» e nel «tempo». Egli affermò nel 1954:

 

«È altamente probabile che l’intero universo intorno a noi morirà di morte termica, in cui il mondo sarà ridotto a un vasto equilibrio di temperatura in cui non accadrà mai nulla di veramente nuovo. Non resterà altro che una squallida uniformità».

Nella mente di Wiener, la legge dominante dell’universo come luogo finito in decomposizione modellato dalla morte  inevitabilmente distruggerà gli stati limitati di vita antientropica che si verificano puramente per caso in parti casuali dello «spazio» e nel «tempo»

 

 

Le Conferenze Macy sulla Cibernetica

Dal 1943 al 1953, la cibernetica di Wiener e il suo corollario alla teoria dell’informazione divennero il punto di raccolta per un nuovo sacerdozio scientifico che avrebbe riunito i principali pensatori di ogni ramo della conoscenza nello stesso sforzo che era stato precedentemente fatto sotto il timoniere del XIX secolo Thomas Huxley e il suo Royal Society X Club.

 

Queste conferenze furono finanziate dalla Josiah Macy Foundation che era stata creata dal generale Marlborough Churchill (un cugino di Winston Churchill) nel 1930 con l’obiettivo primario di convogliare fondi verso la ricerca eugenetica sia negli Stati Uniti che in Germania insieme alla sua organizzazione sorella chiamata Rockefeller Foundation.

 

L’operazione successiva avrebbe finanziato il principale eugenista nazista Ernst Rudin dal 1928 per tutti gli anni ’30, sponsorizzando la ricerca condotta dalle società eugenetiche britanniche e americane.

 

Come sottolinea Anton Chaitkin nel suo British Psychiatry from Eugenics to Assassination, il fondatore e controllore della Macy Foundation, il generale Marlborough, aveva precedentemente guidato la Black Chamber dell’Intelligence militare dal 1919 fino al suo scioglimento nel 1929.

Il dottor Bateson era uno dei principali controllori del programma MK Ultra della CIA che durò dal 1952 al 1973 come un’operazione segreta multimiliardaria progettata per studiare gli effetti del depattering sia di individui che di gruppi utilizzando miscele di terapia con elettroshock, tortura e droga

 

La Black Chamber si interfacciava strettamente con l’Intelligence britannica e fungeva da il predecessore di quella che in seguito divenne la National Security Agency (NSA).

 

A partire dal 1945 e disperatamente bisognose di impedire la diffusione del Sistema americano di economia politica e di un New Deal internazionale che era stato messo in moto dal presidente antimperiale Franklin D. Roosevelt , le Macy Conferences on Cybernetics iniziarono a riunirsi ogni sei mesi portando insieme psichiatri , biologi, neurologi, ingegneri informatici, sociologi, economisti, matematici e persino teologi collegati al Tavistock.

 

Wiener ha descritto queste conferenze che hanno plasmato il corso dei successivi 75 anni dicendo:

 

«Per l’organizzazione umana, abbiamo cercato l’aiuto degli antropologi [Gregory] Bateson e Margaret Mead mentre il dottor. [Oskar] Morgenstern dell’Institute of Advanced Study era il nostro consulente nel campo significativo dell’organizzazione sociale appartenente alla teoria economica… Il dott. [Kurt] Lewin ha rappresentato il lavoro più recente sull’opinione del campionamento delle opinioni e sulla pratica della creazione di opinioni».

 

 

L’ingegneria sociale guida l’ordine del dopoguerra

Per coloro che potrebbero non saperlo, il dottor Bateson era uno dei principali controllori del programma MK Ultra della CIA che durò dal 1952 al 1973 come un’operazione segreta multimiliardaria progettata per studiare gli effetti del depattering sia di individui che di gruppi utilizzando miscele di terapia con elettroshock, tortura e droga.

 

Oskar Morgenstern è stato l’innovatore della «Teoria dei giochi» che ha svolto un ruolo dominante sia nella pianificazione militare della guerra del Vietnam che nei sistemi economici per i successivi 70 anni.

 

Il dottor Kurt Lewin era uno psichiatra di spicco della Tavistock Clinic di Londra e membro della Scuola di Francoforte che organizzò un programma concertato per eliminare la malattia del patriottismo nazionale, della fede nella verità e dell’amore familiare durante il periodo della Guerra Fredda.

Il dottor Kurt Lewin era uno psichiatra di spicco della Tavistock Clinic di Londra e membro della Scuola di Francoforte che organizzò un programma concertato per eliminare la malattia del patriottismo nazionale, della fede nella verità e dell’amore familiare durante il periodo della Guerra Fredda.

 

Un importante membro della conferenza e pianificatore di questa operazione è stato chiamato Sir Julian Huxley, un eugenista di spicco e grande stratega imperiale che ha lavorato a stretto contatto con il collega leader della Fabian Society Bertrand Russell.

 

Huxley ha condiviso la fede devota di Russell e Wiener nell’entropia universale dicendo nel 1953:

 

«Da nessuna parte in tutta la sua vasta esistenza c’è traccia di uno scopo, o anche di significato prospettico È sospinto da dietro da forze fisiche cieche, una gigantesca danza jazz di particelle e radiazioni in cui l’unica tendenza generale che siamo stati finora in grado di rilevare è quello riassunto nella seconda legge della termodinamica: la tendenza a esaurirsi».

 

Mentre iniziava a formulare il suo concetto di “transumanesimo” e mentre organizzava le Macy Cybernetics Conferences, Julian trovò il tempo per creare l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO) nel 1946 redigendo il suo manifesto di fondazione.

 

La sua visione entropica della biologia e della fisica era chiaramente espressa nelle sue agghiaccianti opinioni politiche in cui scrive:

Julian Huxley: «La morale per l’UNESCO è chiara (…) Deve prevedere una qualche forma di unità politica mondiale, attraverso un unico governo mondiale o meno (…) nel suo programma educativo può sottolineare la necessità ultima di un’unità politica mondiale e familiarizzare tutti i popoli con le implicazioni del trasferimento della piena sovranità da nazioni separate a un’organizzazione mondiale»

 

«La morale per l’UNESCO è chiara. Il compito affidatogli di promuovere la pace e la sicurezza non potrà mai essere pienamente realizzato attraverso i mezzi ad esso assegnati: educazione, scienza e cultura. Deve prevedere una qualche forma di unità politica mondiale, attraverso un unico governo mondiale o meno, come l’unico mezzo certo per evitare la guerra… nel suo programma educativo può sottolineare la necessità ultima di un’unità politica mondiale e familiarizzare tutti i popoli con le implicazioni del trasferimento della piena sovranità da nazioni separate a un’organizzazione mondiale».

 

Lavorando in tandem con l’Organizzazione Mondiale della Sanità, creata da uno psichiatra della Tavistock di nome G. Brock Chrisholm, e finanziata interamente dalla Fondazione Macy, Huxley ha organizzato la creazione della Federazione Mondiale della Salute Mentale (WFMH) supervisionata dal Montagu Norman della Banca d’Inghilterra e diretto dal capo della Tavistock Clinic di Londra, il Generale Maggiore John Rawlings Rees, nominato direttamente da Montagu.

 

Chaitkin sottolinea che tra i primi progetti che la WFMH e la Fondazione Macy hanno organizzato congiuntamente ci sono state le «Conferenze sui problemi della salute e delle relazioni umane in Germania» nel 1949-1950 che hanno assicurato che la tesi della personalità autoritaria della Scuola di Francoforte fosse perforata nelle menti di tutti bambini tedeschi.

 

L’obiettivo era persuadere il popolo tedesco che tutta la colpa dell’ascesa al potere di Hitler non era da ricercare nelle cospirazioni internazionali o nella manipolazione della City di Londra/Wall Street … ma piuttosto nella disposizione «autoritaria psicologico-genetica» dello stesso popolo tedesco.
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Questo programma è stato supervisionato dal direttore della Tavistock Kurt Lewin, che a quel tempo divenne una figura di spicco della Scuola di Francoforte e innovatore di una nuova tecnica di lavaggio del cervello chiamata «allenamento della sensibilità» che faceva molto affidamento sull’uso di complessi di colpa e pressioni di gruppo per spezzare la volontà di un gruppo target sia in una classe o sul posto di lavoro e assorbendo qualsiasi pensatore originale in stati di pensiero di gruppo.

 

Il lavoro di Lewin con la WFMH e la Tavistock è diventato anche il fondamento delle odierne dottrine della teoria critica che minacciano di minare l’intera portata della civiltà occidentale

Il lavoro di Lewin con la WFMH e la Tavistock è diventato anche il fondamento delle odierne dottrine della teoria critica che minacciano di minare l’intera portata della civiltà occidentale.

 

Nella misura in cui gli individui pensano per se stessi e sono interiormente diretti da fattori di 1) ragione creativa e 2) coscienza, i sistemi di pensiero di gruppo non si comportano più secondo il tipo di regole statisticamente prevedibili di entropia ed equilibrio che controllano oligarchi affamati e domandano i tecnocrati.

 

Cancellando quel fattore di «imprevedibilità» sostenendo che tutti i leader che professano la verità sono semplicemente «personalità autoritarie» e «nuovi tipi hitleriani», la virtù delle folle è stata innalzata al di sopra della virtù del genio e dell’iniziativa individuali che continuano ad affliggere il mondo fino ad oggi. (1)

 

Le conferenze sulla cibernetica si sono evolute negli anni ’60 e ’70, trovandosi sempre più integrate con organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite, l’Organizzazione Mondiale della Aanità, la NATO e l’OCSE.

 

Le conferenze sulla cibernetica si sono evolute negli anni ’60 e ’70, trovandosi sempre più integrate con organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite, l’Organizzazione Mondiale della Aanità, la NATO e l’OCSE

Man mano che si verificava questa integrazione, i nuovi tecnocrati diventavano sempre più influenti nello stabilire gli standard del nuovo sistema operativo mondiale.

 

Nel frattempo i governi nazionali si sono trovati sempre più ripuliti dai leader morali nazionalisti come John F. Kennedy, Charles DeGaulle, Enrico Mattei e John Diefenbaker, con conseguente integrazione dell’analisi dei sistemi e della cibernetica nel quadro di governo del nuovo stato profondo internazionale.

 

Mentre Julian Huxley ha coniato il termine «transumanesimo» nel 1957, il culto dell’Intelligenza Artificiale guidato dalla credenza nell’inevitabile fusione tra uomo e macchina è cresciuto sempre più con eventi importanti come la tesi sulla simbiosi uomo-computer di JCR Licklider del 1960 e l’applicazione di questi sistemi in programmi del Dipartimento della Difesa come i sistemi di comando di wargamesSAGE (Semi Automatic Ground Environment) e reti di difesa di aerei a reazione senza pilota.

 

I governi nazionali si sono trovati sempre più ripuliti dai leader morali nazionalisti come John F. Kennedy, Charles DeGaulle, Enrico Mattei e John Diefenbaker, con conseguente integrazione dell’analisi dei sistemi e della cibernetica nel quadro di governo del nuovo stato profondo internazionale

Le diadi computer-soldato di cognizione aumentata di DARPA erano un’altra espressione di questa idea perversa con centinaia di milioni di dollari spesi per la creazione di soldati cyborg potenziati.

 

Nel corso degli anni, i seguaci di questo nuovo culto si sono presto trovati a operare come timonieri nella nuova nave globale della Terra dando origine a una nuova classe d’élite globale di tecnocrati e oligarchi fedeli solo alla loro casta e ideologia, sforzandosi di plasmare le loro menti sempre più da vicino al modello di macchine di ideazione capaci di logica, ma non di amore o creatività.

 

Quanto più questi tecnocrati di culto come Yuval Harari, Ray Kurzweil, Bill Gates o Klaus Schwab riusciranno a pensare come dei freddi computer freddi, mentre faranno fare lo stesso alle masse della terra, tanto più la tesi che «i computer devono ovviamente sostituire il pensiero umano» potrà essere mantenuta.

 

 

Matthew Ehret

 

 

Nel corso degli anni, i seguaci di questo nuovo culto si sono presto trovati a operare come timonieri nella nuova nave globale della Terra dando origine a una nuova classe d’élite globale di tecnocrati e oligarchi fedeli solo alla loro casta e ideologia, sforzandosi di plasmare le loro menti sempre più da vicino al modello di macchine di ideazione capaci di logica, ma non di amore o creatività

NOTE

(1) Il ruolo continuato di Tavistock come leader globale nella terapia di transizione di genere per i bambini, che ha visto un aumento del 400% dei casi di bambini trattati attraverso la struttura tra il 2015 e il 2020, è un segno che questa operazione non è un ricordo del passato ma continua esercitare un’influenza sulla salute mentale fino ad oggi.

 

Articolo pubblicato su gentile concessione dell’autore. 

 

 

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Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

Prima parte

Eugenetica, Grande Reset, Intelligenza Artificiale e transumanismo: una storia (parte I)

Quanto più questi tecnocrati di culto come Yuval Harari, Ray Kurzweil, Bill Gates o Klaus Schwab riusciranno a pensare come dei freddi computer freddi, mentre faranno fare lo stesso alle masse della terra, tanto più la tesi che «i computer devono ovviamente sostituire il pensiero umano» potrà essere mantenuta.

 

Seconda parte

L’Eugenetica e la Quarta Rivoluzione Industriale (parte II)

 

 

 

 

 

 

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Eugenetica

Imbarazzante, inquietante: Bill Gates si impalla quando gli chiedono di Jeffrey Epstein

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In una intervista alla TV pubblica PBS, Bill Gates, collegato da remoto con maglioncino colorato di ordinanza, ha risposto in modo poco convincente ad alcune domande sul suo rapporto con Jeffrey Epstein.

 

«Sono andato alcune volte a cena con lui» ha detto l’ultramiliardario, dimenticando che oltre alle cene il Gates volava sul famoso «Lolita Express», l’aereo privato di Epstein, ben 5 anni dopo che il pedofilo era stato condannato. Bill dimentica di specificare questo dettaglio, ma è tutto OK: se ne dimentica anche l’intervistatrice.

 

Gates quindi passa a dire che Epstein sosteneva di avere relazioni con gente che donavano a progetti di «per la sanità globale» («un interesse che ho», dice senza ironia, come se parlasse dell’hobby della filatelia); quindi, tagliò l con Epstein quando capì che i contatti che quest’ultimo millantava non lo portavano da nessuna parte. Tuttavia, è possibile ricordare che una donazione di 2 milioni di dollari fu fatta da Gates all’MIT nel 2014 per via – sostiene il New Yorker – proprio di Jeffrey Epstein, che aveva «diretto» il danaro del patron di Microsoft. Anche questo particolare, che smentirebbe la versione di Gates, è lasciato fuori dall’intervista.

«Sono andato alcune volte a cena con lui» ha detto l’ultramiliardario, dimenticando che oltre alle cene il Gates volava sul famoso «Lolita Express», l’aereo privato di Epstein, ben 5 anni dopo che il pedofilo era stato condannato

 

«È stato tanto tempo fa» dice l’intervistato, che parrebbe volerla chiudere qui. In realtà, non si tratta del Cretaceo o del Mesozoico, e nemmeno degli anni Novanta, ma di poco più di una manciata di anni fa. E non dimentichiamo che un collaboratore di Gates, il consigliere scientifico Boris Nikolic, è stato misteriosamente nominato esecutore testamentario di riserva di Epstein prima che fosse trovato «suicida» nella sua cella di carcere sorvegliata.

 

«Non c’è nessuna novità in tutto questo», ripete Gates, che scuote la testa nervosamente quando gli viene ricordato che lo ha incontrato per anni. L’imbarazzo è percepibile, tanto più che negli scorsi mesi varie testate hanno riportato che i due si sono visti più spesso («dozzine di volte» ha scritto il Daily Beast) di quanto si pensasse, e che si erano scambiati consigli intimi e importanti: «Gates, a sua volta, incoraggiava Epstein a riabilitare la sua immagine nei media dopo la sua condanna penale del 2008 per aver sollecitato una minorenne a prostituirsi, e discuteva di Epstein sul coinvolgimento con la Bill and Melinda Gates Foundation». Da parte sua, pare che Epstein stesse già dando a Bill consigli sul divorzio.

 

«L’ho detto… io mi pento di aver fatto quelle cene» insiste l’ex uomo più ricco del mondo, come a voler far passare l’idea che non si sia trattato di niente altro. Dei voli sull’aereo del pedofilo – che costituiscono la prova più lampante della fitta relazione – non si dice nulla, tanto più che non si capisce come un simile nababbo abbia bisogno di «passaggi» aeronautici.

«Non c’è assolutamente nessuna novità» ribadisce ancora, per poi chiudere l’argomento in modo inquietante: «lui è morto».

 

«Non c’è assolutamente nessuna novità» ribadisce ancora, per poi chiudere l’argomento in modo inquietante: «lui è morto».

 

L’intervistatrice quindi gli domanda se abbia tratto qualche lezione da questa storia.

 

«Lui è morto» ripete ancora Gates, «In generale, sai, devi stare attento». Questo commento aggiunge ancora più inquietudine al discorso.

 

«Lui è morto» ripete ancora Gates, «In generale, sai, devi stare attento»

 

Renovatio 21 , che ha dato subito conto della bizzarra amicizia quando essa emerse l’anno scorso grazie ad un exposé del New York Times e riemerse quest’anno con il divorzio dei Gates, ha suggerito la risposta alla domanda che nemmeno il giornalista più coraggioso ha provato a rivolgere al primo donatore mondiale dell’OMS: cosa univa in realtà, nel profondo, Epstein e Gates? Nessuno dei due aveva bisogno di danaro. Né di donne, riteniamo. E quindi?

 

La risposta che abbiamo provato a dare è: l’eugenetica.

 

Cosa univa in realtà, nel profondo, Epstein e Gates? Nessuno dei due aveva bisogno di danaro. Né di donne, riteniamo. E quindi?

Epstein era una sorta di transumanista apocalittico: aveva avuto l’idea di mettere il suo seme «superiore» e quello di geni accademici nel grembo delle ragazzine che sfruttava. Da lì si sarebbe  potuto ripopolare il pianeta con una razza eletta di superuomini cervelloni

 

«È possibile che Gates vedesse in Epstein – con le sue isole, i suoi ranch, i suoi progetti di fanciulle ingravidate con il seme suo e di supergeni scienziati – qualcuno che comprendesse la sua visione del mondo e la sua rara capacità di renderla reale?» si chiedeva Renovatio 21 un anno fa.

 

L’argomento dell’eugenetica era discusso apertamente da Bill e la moglie Melinda dentro e fuori della loro Fondazione; era il tema preferito prima di quello delle Pandemie e dei vaccini, che del controllo della popolazione è diretta conseguenza.

 

Renovatio 21 ha altresì riportato di altre cene che in quegli anni Gates faceva con i Soros, i Rockefeller, i Buffet, etc. L’argomento, trapelò, era proprio quello: il controllo della popolazione mondiale, la sua riduzione.

 

Perché nessun giornalista osa chiederglielo direttamente?

 

Renovatio 21 ha dato una risposta anche a questo. Una grossa fetta della stampa mondiale – per non parlare delle aziende di internet – è nelle sue tasche.

 

 

 

 

 

Immagine elaborata da screenshot YouTube PBS

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Bioetica

Africano in carcere per presunta mutilazione genitale delle figlie. E invece per la circoncisione?

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A Piacenza è finito in carcere un africano accusato di aver sottoposto ad infibulazione le due figlie mentre le aveva portate nel suo Paese di origine durante le vacanze.

 

L’uomo, un religioso – che presumiamo musulmano senza averne certezza, visto i giornali sono tenuti per dovere deontologico imposto a essere criptici sugli immigrati, lo sappiamo – è stato arrestato al rientro dall’Africa. A denunciarlo, scrive il Corriere della Sera, sarebbe stata la moglie: «Mio marito ha fatto una cosa orribile».

 

Segue la giusta condanna del segretario nazionale dell’Unione delle Comunità islamiche d’Italia: «Pratica barbara e tribale»

 

L’infibulazione è un atto mostruoso. Il clitoride viene asportato assieme alle piccole labbra e a porzioni delle grandi labbra della vagina tramite cauterizzazione, per poi cucire la vulva lasciando però un piccolo buco per l’orina e il flusso mestruale.

 

Come è possibile stracciarsi le vesti per l’orrore dell’infibulazione senza mai poter discutere, neanche per un secondo, sul tema della circoncisione?

Si ritiene che lo scopo di questa pratica aberrante sia l’impedimento dei rapporti sessuali, che potranno avvenire solo dopo una «defibulazione» che può essere praticata dallo sposo dopo il matrimonio.

 

Gli effetti dell’infibulazione vanno al di là della pura violenza sul corpo della donna. Nei decenni scorsi qualcuno è arrivato a ipotizzare una correlazione tra la pratica dell’infibulazione e l’altissimo tasso dell’AIDS in Africa: rendendo in rapporti sessuali più difficili – con minor lubrificazione degli organi genitali delle donne cui di fatto è stato tolto il piacere sessuale – si creano più facilmente ferite e quindi scambio di sangue nella coppia.  Altri più concretamente dicono che la trasmissione dell’HIV avviene anche perché si usano spesso gli stessi strumenti chirurgici per molte operazioni di infibulazione.

 

Purtroppo essa non è rara. Secondo l’UNICEF in Egitto, dove pure sarebbe proibita, tra l’85% e il 95% delle donne sono state infibulate, mentre la Somalia raggiunge percentuali del 98%, guadagnandosi l’appellativo di pays des femmes cousues, «Paese delle donne cucite».

 

Si tratta di una piaga che va combattuta con tutta la forza di cui disponiamo, almeno nel nostro Paese, dove essa è vietata dalla legge 7/2006 (dai 4 ai 12 anni di carcere). Le bambine vanno protette da questa maledizione sanguinaria ed assurda.

 

E i bambini? I maschietti. Ad un certo punto bisognerà pur chiederselo

 

Che differenza c’è tra infibulazione e circoncisione?

 

Ambedue sono mutilazioni genitali. Ambedue hanno origini tribali, religiose. Ambedue non prevedono il consenso. Ambedue amputano irreversibilmente dei bambini, che cresceranno segnati nelle parti anatomiche deputate alla sessualità.

Che differenza c’è tra infibulazione e circoncisione?

 

A differenza dell’infibulazione, la circoncisione, fondamentale rito per i bambini ebrei (Brit Milah: «patto del taglio»), gode di uno fortunato status in molti Paesi del mondo. In Italia nessuna legge la proibisce, anzi, vi sono progetti affinché se ne possa usufruire presso la sanità pubblica. Come riportato in passato da Renovatio 21, grazie alla legge 101 del 1989 che ratifica l’intesa tra l’Italia e le comunità ebraiche italiane, i maschi di religione ebraica e musulmana possono usufruire di alcuni progetti «clinico-culturali» ed essere circoncisi per 400 euro da un medico in regime di attività libero professionale. La prestazione è da considerarsi al di fuori dei LEA (Livelli essenziali assistenziali). Tra i sottoscrittori il Policlinico Umberto I di Roma, l’Associazione internazionale Karol Wojtyla, la Comunità ebraica di Roma e il Centro islamico culturale d’Italia.

 

Della circoncisione come mutilazione genitale, quindi, nessuno vuole discutere. Anzi, nessuno ne sa nulla, nemmeno i soloni di Bioetica e Religione.

 

Tempo addietro ci siamo resi conto che l’ignoranza sull’argomento è totale perfino presso gli addetti ai lavori. Abbiamo visto organizzare conferenze sull’infibulazione da persone che si dicono «esperte» ma che ignoravano che con la circoncisione un numero enorme di terminazioni nervose vengono recise, rendendo le future esperienze sessuali del nascituro diverse da coloro che invece il prepuzio lo hanno conservato: in una trasmissione volgare presso la radio di Confindustria è capito di sentire un cittadino israeliano ammettere che il piacere forse può essere minore, ma ciò, diceva tutto soddisfatto, permette di guadagnare in longevità del rapporto sessuale. (Si tratta di temi e valori altissimi che gli organi di informazione dei padroni del vapore italiano si sentono di diffondere, anche prima di proporre la siringa obbligatoria per tutti i loro dipendenti)

 

Davanti ad una comparazione tra le due pratiche, gli «esperti» di bioetica dell’infibulazione spesso si inalberano perché davvero – incredibile – mai è venuto loro in mente di mettere sullo stesso piano infibulazione e circoncisione. Che motivi può avere una tale cecità?

 

Innanzitutto, l’ignavia. Mica possiamo pretendere che gli operai del discorso si rendano conto di cosa succede nel mondo, anche perché se lo facessero alcuni di loro potrebbero rischiare lo stipendio. Mica possiamo pretendere che siano coraggiosi, o anche solo intelligenti.

Ambedue sono mutilazioni genitali. Ambedue hanno origini tribali, religiose. Ambedue non prevedono il consenso. Ambedue amputano irreversibilmente dei bambini, che cresceranno segnati nelle parti anatomiche deputate alla sessualità

 

Poi deve esserci la paura di essere etichettati come antisemiti. Esporre dubbi etici sulla circoncisione, pensano alcuni, rischia di attirarci addosso le ire delle comunità ebraiche, che piuttosto lestamente ti possono appioppare addosso la «stella gialla» dell’antisemitismo, un marchio infamantissimo di cui è praticamente impossibile liberarsi. Non rileva che il problema della circoncisione non riguarda solo gli ebrei, ma anche i musulmani e, più vicini ancora, gli americani, che circoncidono infanti come non ci fosse un domani; il 90% dei maschi statunitensi ha subito la mutilazione del prepuzio, una cifra «somala».

 

In terzo luogo, alla base della spirale del silenzio sulla circoncisione c’è la vera e propria ignoranza. Abbiamo visto con mano che, per esempio, quando a questi esperti di infibulazione si chiede se sanno perché in USA la circoncisione sia così popolare, non rispondono.

 

Non sanno che alla base vi è l’inerzia di un allucinante pensiero medico ottocentesco, quello per cui tramite il taglio del prepuzio il ragazzo sarebbe divenuto più casto, non più incline alla masturbazione. Di fatto, tagliando una delle parti del corpo umano più innervate, e quindi più sensibili, un effetto di alterazione della sessualità forse pure lo ottenevano, anche giammai quello che desideravano.

 

A portare avanti ossessivamente questo pensiero, e con grandi mezzi, vi era il dottore nutrizionista, nonché businessman e cultore dell’eugenetica, John Harvey Kellogg (1852-1943).

 

Alla base della circoncisione in USA vi è l’inerzia di un allucinante pensiero medico ottocentesco, quello per cui tramite il taglio del prepuzio il ragazzo sarebbe divenuto più casto, non più incline alla masturbazione

Kellogg è l’inventore dei deliziosi cereali che una grande parte della popolazione mondiale consuma ogni giorno. Egli ingegnò questo alimento per gli stessi motivi per cui raccomandò e diffuse la circoncisione: per combattere la masturbazione. Per Kellogg il consumo matutino dei corn flakes aveva un effetto «anafrodisiaco» che scoraggiava la sessualità impura.

 

Era inoltre un grande fan del vestirsi solo di bianco (da capo a piedi, non aveva coloro indosso) e dei clisteri, con i quali diceva bisognava pulire la flora intestinale, un nemico di veleni come il tè, il caffè e il cioccolato e un «razzista scientifico» che scoraggiava il mescolamento tra le razze.

 

Kellogg dedicò gli ultimi tre decenni della sua esistenza alla promozione dell’eugenetica, fondando la Race Betterment Foundation, («Fondazione per il miglioramento della razza»), e organizzando diverse conferenze nazionali sul miglioramento della razza.

 

Tentò quindi di creare un vero e proprio «registro eugenetico», dicendosi favorevole alla sterilizzazione delle «persone mentalmente difettose», promuovendo un’agenda eugenetica mentre lavorava al Consiglio della sanità del Michigan e aiutando a emanare l’autorizzazione a sterilizzare quelle persone ritenute «mentalmente difettose» nelle leggi statali durante il suo mandato.

 

Ora, per quanto vogliamo andare avanti con questo stupido strabismo?

Fuori dalle religioni monoteiste non-cristiane, queste sono le basi sanitarie e culturali della circoncisione, questi sono i personaggi che l’hanno spacciata per «scienza», e imposta, grazie all’inerzia della massa, a centinaia di milioni di poveri bambini. Vi ricorda qualcosa, questa situazione?

 

Ora, per quanto vogliamo andare avanti con questo stupido strabismo?

 

Come è possibile stracciarsi le vesti per l’orrore dell’infibulazione senza mai poter discutere, neanche per un secondo, sul tema della circoncisione?

 

 

 

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Controllo delle nascite

La brutta verità su John Maynard Keynes e la battaglia di Bretton Woods

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Settantacinque anni di storici revisionisti in gran parte finanziati dalla British Roundtable/Chatham House e dalla sua filiale americana (il Council on Foreign Relations) hanno ostacolato la vera natura antimperiale dell’intenzione fondatrice di Bretton Woods e l’ordine del dopoguerra incentrato sulla Nazioni unite.

 

Allora, proprio come oggi, due fazioni opposte facevano a gara per plasmare l’essenza dell’ordine mondiale mentre la macchina nazista (finanziata da Wall Street e dalla Bank of International Settlements di Londra) volgeva al termine.

 

Allora, proprio come oggi, due fazioni opposte facevano a gara per plasmare l’essenza dell’ordine mondiale mentre la macchina nazista (finanziata da Wall Street e dalla Bank of International Settlements di Londra) volgeva al termine

Nel caso qualcuno fosse confuso su queste fazioni, non sto parlando di capitalismo contro comunismo.

 

Questa lotta di fazione in questione era tra i nazionalisti del New Deal guidati da Franklin Roosevelt contro quegli imperialisti razzisti rappresentati da Sir Winston Churchill che desideravano usare la crisi della guerra per stabilire un rianimato impero britannico rafforzato dai muscoli americani.

 

I New Dealer di Franklin Delano Roosevelt erano caratterizzati dalla loro totale adesione alla convinzione che la piaga del colonialismo dovesse essere debellata e che una nuova era di sviluppo a lungo termine di grandi progetti infrastrutturali dovesse caratterizzare la comunità delle nazioni sovrane per il prossimo secolo.

 

Questi patrioti credevano nell’internazionalizzazione del New Deal, erano impegnati a lavorare con la Russia e la Cina come alleati naturali dell’America e diffidavano profondamente degli inglesi.

 

Nel caso di Bretton Woods, dove rappresentanti di 44 nazioni si sono riuniti per due settimane per creare un nuovo sistema postbellico nel luglio 1944, questa battaglia è stata una battaglia tra il fidato consigliere economico di Franklin Delano Roosevelt Harry Dexter White (primo direttore del FMI e alleato di vicepresidente di FDR Henry Wallace) e Lord John Maynard Keynes (eugenista, pedofilo (1) e difensore dell’Impero britannico).

 

 

Churchill e Keynes: razzista duro/razzista soft imperiali

Laddove Churchill rappresentava il sostenitore conservatore impenitente del «fardello dell’uomo bianco» per esercitare il dominio sui popoli di colore «inferiori» della terra, Keynes rappresentava il poliziotto buono dell’Impero come un «socialista della società fabiana» (alias: ingegnere sociale) dalla London School of Economics.

Laddove la stirpe di Churchill preferiva falciare i propri nemici con cannoni, conteggio dei cadaveri e tortura, come si è visto nella guerra boera o nelle guerre dell’oppio o nella prima guerra mondiale, i metodi fabiani di Keynes preferivano l’attrito e la lenta sovversione

 

Laddove la stirpe di Churchill preferiva falciare i propri nemici con cannoni, conteggio dei cadaveri e tortura, come si è visto nella guerra boera o nelle guerre dell’oppio o nella prima guerra mondiale, i metodi fabiani di Keynes preferivano l’attrito e la lenta sovversione. Ad ogni modo, il risultato di entrambi i percorsi è stato lo stesso.

 

Mentre molti conoscono le opinioni razziste e filofasciste di Sir Churchill che parlava con ammirazione di Mussolini e persino di Hitler (2) nei primi giorni in cui si credeva ancora che questi fascisti e corporativi avrebbero agito come signori in marcia per l’oligarchia finanziaria, ma la maggior parte delle persone non sa che Keynes ha anche sostenuto Hitler e disprezzato Franklin Delano Roosevelt.

 

Contraddicendo il mito che Franklin Delano Roosevelt fosse un keynesiano, il suo l’assistente Francis Perkins registrò l’interazione del 1934 tra i due uomini quando Roosevelt le disse (3):

 

«Ho visto il tuo amico Keynes. Ha lasciato tutta una filastrocca di cifre. Deve essere un matematico piuttosto che un economista politico. In risposta, Keynes, che allora stava cercando di cooptare la narrativa intellettuale del New Deal, dichiarò di aver “supposto che il presidente fosse più istruito, economicamente parlando”».

 

 

Keynes l’eugenista Fabiano

Sebbene Keynes sia annunciato come la luce guida del New Deal (e, come tale, difeso dai moderni Green New Dealer e dai tecnocrati del Great Reset che desiderano imporre al mondo un sistema di governo dall’alto verso il basso), il fatto è che Keynes non solo detestava Franklin Roosevelt, ma anche l’umanità più in generale.

Il fatto è che Keynes non solo detestava Franklin Roosevelt, ma anche l’umanità più in generale

 

Ciò si vedrà chiaramente in 1) la sua devozione alle teorie di Thomas Malthus, 2) la sua promozione dell’eugenetica come scienza di purificazione razziale e controllo della popolazione, e 3) la sua devozione generale al governo mondiale come membro di spicco della Fabian Society.

 

Fin dai suoi primi giorni a Cambridge, dove salì rapidamente fino a diventare uno degli apostoli selezionati di Cambridge (4), Keynes si dedicò al servizio dell’impero, diventando Cavaliere dell’Ordine di Bath e Ordine di Leopold nel 1919.

 

Il suo libro dell’inizio del 1911 sulla  Valuta e la finanza indiana (5)(condotto durante la sua incursione quinquennale nell’Ufficio indiano dell’Impero) ignorò tutte le reali ragioni politiche per le carestie che affliggevano l’India e sostenne freddamente una maggiore integrazione del sistema bancario indiano nel Controlli della City di Londra che risolverebbero in qualche modo i problemi dell’India.

 

1) la sua devozione alle teorie di Thomas Malthus, 2) la sua promozione dell’eugenetica come scienza di purificazione razziale e controllo della popolazione, e 3) la sua devozione generale al governo mondiale come membro di spicco della Fabian Society

La realtà dimostrabile era che le carestie indiane erano strumenti coordinati di controllo della popolazione (6) dall’élite malthusiana dell’establishment britannico che considerava «guerra, carestia e malattia» come i doni che la natura dava ai forti per gestire i deboli.

 

Mentre le sue ultime Conseguenze della pace del 1919   sembravano essere un avvertimento ragionevolmente comprensivo che le riparazioni draconiane di Versailles avrebbero fatto danni incredibili e avrebbero portato a una nuova guerra mondiale, in realtà Keynes stava mostrando un freddo gioco di prestigio.

 

Servendo come rappresentante del Tesoro britannico alla Conferenza di Versailles, Keynes non si oppose mai al fascismo: sostenne semplicemente che un percorso più liberale verso il fascismo globale poteva essere stabilito sotto la direzione della Banca d’Inghilterra. La sua opposizione, tuttavia, all’approccio più violento preferito dagli imperialisti conservatori tra gli intellettuali britannici, era di forma più che di sostanza.

 

Keynes e i suoi compagni Fabiani HG Wells, Bertrand Russell e GB Shaw preferivano il «gioco lungo», «lento e costante», che ricorda il generale romano Quinto Fabio Massimo che notoriamente combatteva i suoi nemici con un lento logoramento piuttosto che in uno scontro su vasta scala (6).

 

A causa della generale ignoranza del pubblico su questa strategia, celebriamo questi luminari della Fabian Society per il loro pacifismo, sebbene in realtà fossero altrettanto razzisti, fascisti e amanti dell’eugenetica come le loro controparti più miopi e ostinate sir Oswald Mosley, Lord Alfred Milner e persino Winston Churchill.

La realtà dimostrabile era che le carestie indiane erano strumenti coordinati di controllo della popolazione (6) dall’élite malthusiana dell’establishment britannico che considerava «guerra, carestia e malattia» come i doni che la natura dava ai forti per gestire i deboli.

 

Laddove la vera soluzione alla stampa iperinflazionistica di denaro e alla chiusura dell’economia industriale della Germania negli anni del primo dopoguerra si trovava nell’accordo russo-tedesco di Rapallo (distrutto con l’assassinio del ministro degli Esteri del sistema americano Walter Rathenau) (8), Keynes e i suoi simili chiedevano semplicemente l’integrazione economica del sistema bancario e militare tedesco sotto il controllo della Banca d’Inghilterra/Lega delle Nazioni.

 

 

Keynes: discepolo di Thomas Malthus

Definendo la sua fede misantropica nella sovrappopolazione, l’economista della British East India Company Thomas Malthus (1766-1834) affermava una nuova «legge fondamentale» nel suo famoso Saggio sulla popolazione del 1799 :

 

«Il potere della popolazione è così superiore al potere della terra di produrre sussistenza per l’uomo, che la morte prematura deve in un modo o nell’altro visitare la razza umana».

Come si potrebbe evitare questa crisi? Malthus risponde come solo un devoto imperialista potrebbe:

 

«Dovremmo facilitare, invece di tentare stupidamente e vanamente di impedire, le operazioni della natura nel produrre questa mortalità; e se temiamo la visita troppo frequente dell’orrenda forma di carestia, dovremmo incoraggiare diligentemente le altre forme di distruzione, che costringiamo la natura a usare. Nelle nostre città dovremmo restringere le strade, affollare più gente nelle case e corteggiare il ritorno della peste».

 

«Dovremmo facilitare, invece di tentare stupidamente e vanamente di impedire, le operazioni della natura nel produrre questa mortalità; e se temiamo la visita troppo frequente dell’orrenda forma di carestia, dovremmo incoraggiare diligentemente le altre forme di distruzione, che costringiamo la natura a usare. Nelle nostre città dovremmo restringere le strade, affollare più gente nelle case e corteggiare il ritorno della peste» Thomas Malthus

Sebbene alcuni apologeti considerassero Keynes un anti-malthusiano, a causa della sua teoria che la sovrappopolazione potesse essere superata incoraggiando la spesa piuttosto che il risparmio, il che, a sua volta, avrebbe in qualche modo creato mercati e quindi nuove fabbriche e maggiore crescita, la realtà era l’opposto.

 

Keynes non solo ha parlato in modo esuberante di Malthus per tutta la sua vita come una delle più grandi menti di tutti i tempi, ma ha anche plagiato molte delle teorie di Malthus (9), ad esempio quella della «deficit della domanda che causa disoccupazione e recessione» delineata nel suo Trattato sul danaro del 1930. Nel suo Saggio su Malthus del 1933 (10), Keynes scrive:

 

«Pensiamo a Malthus oggi come il primo degli economisti di Cambridge, soprattutto come un grande pioniere dell’applicazione di una cornice di pensiero formale alla complessa confusione del mondo degli eventi quotidiani. Malthus ha affrontato i problemi centrali della teoria economica nel migliore dei modi».

 

Nella sua conferenza del 2 maggio 1914 Popolazione (11), Keynes sosteneva che il governo dovrebbe «modellare la legge e la consuetudine deliberatamente per determinare quella densità di popolazione che dovrebbe esserci» e che  «ci sarebbe più felicità nel mondo se la popolazione di esso dovesse essere diminuito».

 

Dicendo che  «India, Egitto e Cina sono gravemente sovrappopolati»,  Keynes ha sostenuto l’uso della violenza per difendere le  «razze bianche superiori»  in questa lotta per la sopravvivenza con il pacifista dicendo:

 

«Quasi tutte le misure mi sembrano giustificate per proteggere la nostra standard di vita da lesioni per mano di razze più prolifiche. Potrebbe rendersi necessaria una certa spartizione del mondo; e suppongo che questo non possa inverosimilmente provocare guerre razziali. In ogni caso tali guerre riguarderanno una questione sostanziale».

Keynes non solo ha parlato in modo esuberante di Malthus per tutta la sua vita come una delle più grandi menti di tutti i tempi, ma ha anche plagiato molte delle teorie di Malthus

 

Come presidente ad interim della Lega Neo-Malthusiana, Keynes dichiarò nel 1927:

 

«Noi di questa società siamo neo-malthusiani… Credo che per il futuro il problema della popolazione emergerà nel problema molto più grande dell’Eredità e dell’Eugenetica. La qualità deve diventare la preoccupazione».

 

Nel 1946, Keynes, ancora un membro della Società Britannica di Eugenetica (dopo aver prestato servizio come l’agenzia di vicepresidente 1936-1944) ha scritto in  The Eugenics Review:  «il tipo di mente eccentrica, scettica, osservatrice, abbagliante, cavalleresca di Galton lo ha portato alla fine a diventare il fondatore della più importante, significativa e, aggiungerei, genuina branca della sociologia che esiste, vale a dire l’eugenetica».

 

Questa non era una teoria della torre d’avorio, ma concetti con un significato molto reale.

 

Nel 1937, la Teoria generale dell’occupazione di  Keynes fu pubblicata nella Germania nazista. Se qualcuno desidera difendere l’idea che l’economista fosse in qualche modo un difensore antifascista dei «valori liberali”, legga le sue stesse parole nella prefazione e poi ridefinisca i “valori liberali» o la loro ingenua idea di Keynes:

«Quasi tutte le misure mi sembrano giustificate per proteggere la nostra standard di vita da lesioni per mano di razze più prolifiche. Potrebbe rendersi necessaria una certa spartizione del mondo; e suppongo che questo non possa inverosimilmente provocare guerre razziali. In ogni caso tali guerre riguarderanno una questione sostanziale» E.M, Keynes

 

«Posso forse aspettarmi di trovare meno resistenza tra i lettori tedeschi che tra quelli inglesi, quando presento loro una teoria dell’occupazione e della produzione nel suo insieme… La teoria della produzione nel suo insieme, oggetto di questo libro, può essere molto più adatta alle condizioni di uno stato totalitario, che la teoria della produzione e della distribuzione della ricchezza in circostanze di libera concorrenza».

 

Lo stesso Hitler non era solo un devoto eugenista (le cui politiche di purificazione razziale sono emerse grazie al finanziamento della Rockefeller, della Carnegie Foundations e dell’establishment britannico), ma era anche un devoto detto malthusiano (12):

 

«Verrà certamente il giorno in cui l’intera umanità sarà costretta a frenare l’incremento della specie umana, perché non vi sarà più alcuna possibilità di adeguare la produttività del suolo al perpetuo aumento della popolazione».

 

 

Keynes contamina Bretton Woods

Durante la conferenza di Bretton Woods tenuta nel New Hampshire dal 1 al 20 luglio 1944, i due paradigmi opposti si scontrarono di nuovo, proprio come avevano fatto nel 1776 o nel 1867 sui termini dell’ordine mondiale del dopoguerra. Da un lato il sistema americano di anticolonialismo ha gareggiato per un sistema di collaborazione vantaggiosa per tutti e multipolarismo, mentre dall’altro, il sistema britannico di malthusianesimo a somma zero ha spinto per un dominio anglosassone unilaterale sul mondo.

 

Questo scontro prese la forma delle battaglie condotte dal fidato collaboratore di FDR Henry Dexter White contro John Maynard Keynes a Bretton Woods, dove 730 delegati in rappresentanza di 44 nazioni si riunirono per definire i termini dell’ordine del dopoguerra.

 

«Noi di questa società siamo neo-malthusiani… Credo che per il futuro il problema della popolazione emergerà nel problema molto più grande dell’Eredità e dell’Eugenetica. La qualità deve diventare la preoccupazione» E.M. Keynes

Sebbene questa conferenza sia notoriamente associata alla creazione della Banca mondiale, del Fondo Monetario Internazionale e dell’Accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio (GATT), si presume erroneamente che sia una creazione keynesiana.

 

Il ruolo di Keynes come rappresentante dell’Impero britannico, proprio come il suo precedente ruolo a Versailles nel 1919, fu definito dall’intenzione a tutti i costi di plasmare le condizioni di un ordine mondiale post-nazione per conto della City di Londra.

 

Come Bertrand Russell e altri apostoli di Cambridge prima e dopo, Keynes è stato addestrato nel dispiegamento sofisticato di statistiche e logica matematica per coprire lo stupro imperiale delle nazioni bersaglio.

 

Lord Keynes fu schierato per guidare la delegazione britannica a Bretton Woods e portare avanti un piano che prevedeva la creazione di un’Unione di Compensazione Internazionale controllata dalla City di Londra che denominasse tutti i pagamenti in un’unità contabile comune: il Bancor.

 

Il Bancor verrebbe utilizzato per misurare i disavanzi commerciali o eccedentari di tutte le nazioni, espropriando i surplus entro la fine dell’anno e tassando i paesi con deficit.

L’imposizione di una «architettura matematica» sui sistemi fisici (non matematici) delle Nazioni era il modo più sicuro per mantenere una gabbia invisibile sulla terra sotto un ideale di «equilibrio matematico»

 

L’imposizione di una «architettura matematica» sui sistemi fisici (non matematici) delle Nazioni era il modo più sicuro per mantenere una gabbia invisibile sulla terra sotto un ideale di «equilibrio matematico».

 

La sadica austerità fiscale richiesta dagli economisti matematici e da altri tecnocrati a Bruxelles riflette la forza ancora attiva dello spirito di Keynes che perseguita il mondo oggi.

 

 

Bretton Woods come un New Deal globale

In opposizione a Keynes, il programma anticoloniale di Franklin Delano Roosevelt era rappresentato dal suo stretto alleato Harry Dexter White e dal segretario al Tesoro Henry Morganthau.

 

White (oggi calunniato come agente sovietico dagli storici affiliati al CFR) ha combattuto con le unghie e con i denti per assicurarsi che la Gran Bretagna non sarebbe stata al posto di guida del nuovo sistema economico emergente o degli importanti meccanismi del FMI a cui sarebbe andato a capo.

 

La sadica austerità fiscale richiesta dagli economisti matematici e da altri tecnocrati a Bruxelles riflette la forza ancora attiva dello spirito di Keynes che perseguita il mondo oggi.

White si assicurò che il sistema di «preferenza» economica coloniale utilizzato dalla Gran Bretagna per mantenere il saccheggio del libero scambio in tutto il suo impero fosse distrutto e la sterlina non svolgesse un ruolo primario nel commercio globale.

 

Invece, fu istituito un sistema di tassi di cambio fissi per garantire che la speculazione non potesse dilagare sulle strategie di crescita nazionali e il dollaro (allora sostenuto da una potente piattaforma economica fisica ) era una spina dorsale per il commercio mondiale.

 

A Bretton Woods, Dexter White e Henry Morganthau hanno raggiunto accordi per fornire vasti trasferimenti di tecnologia per aiutare l’industrializzazione del Sud America. (13)

 

Allo stesso tempo, le delegazioni dell’India, dell’Europa orientale e della Cina hanno presentato programmi su larga scala modellati sul New Deal. (14)

 

È degno di nota il fatto che la delegazione cinese introdusse i piani infrastrutturali elaborati per la prima volta da Sun Yat-sen nel suo 1920  International Development of China (15)approvati insieme sia da Mao che da Zhou Enlai che da Chiang Kai-Shek del Kuomintang!

 

Fu istituito un sistema di tassi di cambio fissi per garantire che la speculazione non potesse dilagare sulle strategie di crescita nazionali e il dollaro (allora sostenuto da una potente piattaforma economica fisica ) era una spina dorsale per il commercio mondiale

Se questi piani non fossero stati sabotati, è sorprendente considerare quale tipo di progresso si sarebbe potuto aprire per i cinesi 70 anni prima che qualcuno sentisse il termine «Belt and Road Initiative».

 

In questa fase iniziale, la Russia era ancora felice di essere un membro fondatore del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale, progettati per agire come meccanismi di prestito a basso costo per lo sviluppo globale a lungo termine, a basso interesse e ad alta tecnologia.

 

Commentando il sostegno al sistema di reciproco interesse postbellico di Franklin Delano Roosevelt, Stalin aveva dichiarato:

 

«Possiamo contare che le attività di questa organizzazione internazionale siano sufficientemente efficaci? Saranno efficaci se le Grandi Potenze che hanno sopportato il peso della guerra contro la Germania di Hitler continueranno ad agire in uno spirito di unanimità e armonia. Non saranno efficaci se questa condizione essenziale viene violata».

 

Proprio come la Reconstruction Finance Corporation (RFC) è stata utilizzata come banca nazionale per finanziare migliaia di grandi progetti di infrastrutture, trasporti, energia e acqua durante il New Deal e proprio come Glass-Steagall ha rotto il monopolio della finanza speculativa privata sull’economia produttiva , questi New Dealer desideravano utilizzare la Banca Mondiale e il FMI per emettere credito produttivo a lungo termine ea basso interesse per progetti di mega infrastrutture a lungo termine in tutto il mondo. Non solo nella ricostruzione dell’Europa.

 

Tra le figure di spicco di questo gruppo di patrioti c’erano il sottosegretario di Stato Sumner Welles, il confidente di FDR Harry Hopkins e il leader del partito repubblicano Wendell Willkie che lavorò a stretto contatto con il suo rivale democratico diventando un «ambasciatore del New Deal» internazionale.

 

«Ho cercato di chiarire… che mentre siamo alleati [della Gran Bretagna] e in esso per la vittoria al loro fianco, non devono mai avere l’idea che ci siamo solo per aiutarli a mantenere il loro arcaico, idee sull’impero medievale… spero che si rendano conto di non essere un socio anziano; che non staremo a guardare il loro sistema vanificare la crescita di ogni Paese in Asia e metà dei Paesi in Europa che dobbiamo riavviare»

Nel 1942, dopo essere stato inviato da FDR in un tour mondiale per organizzare un progetto internazionale del New Deal in una corsa per porre fine al colonialismo, Willkie scrisse:

 

«In Africa, in Medio Oriente, in tutto il mondo arabo, così come in Cina e in tutto l’Estremo Oriente, libertà significa abolizione ordinata ma programmata del sistema coloniale… Quando dico questo per avere la pace questo mondo deve essere libero, sto solo segnalando che è iniziato un grande processo che nessun uomo – certamente non Hitler – può fermare… Hanno aperto i libri. Le vecchie paure non li spaventano più… Sono decisi, come devono essere, che non c’è più posto per l’imperialismo all’interno della loro società che nella Società delle Nazioni».

 

La battaglia di Franklin Delano Roosevelt con Churchill su questo argomento è stata ben documentata nel libro di suo figlio/assistente Elliot Roosevelt  As He Saw It  (1946):

 

«Ho cercato di chiarire… che mentre siamo alleati [della Gran Bretagna] e in esso per la vittoria al loro fianco, non devono mai avere l’idea che ci siamo solo per aiutarli a mantenere il loro arcaico, idee sull’impero medievale… spero che si rendano conto di non essere un socio anziano; che non staremo a guardare il loro sistema vanificare la crescita di ogni Paese in Asia e metà dei Paesi in Europa che dobbiamo riavviare».

 

Questa visione è stata espressa continuamente da Franklin Delano Roosevelt nei suoi centinaia di discorsi, così come dal suo vicepresidente Henry Wallace, nella creazione della Carta atlantica e delle Quattro libertà. E ‘stato incorporato nella difesa della sovranità nazionale nella Costituzione delle Nazioni Unite (apparentemente inesistente nella Società  delle Nazioni diretta dai britannici in  precedenza). Doveva essere lo spirito di governo che animava il mondo mentre l’umanità entrava in un’età matura della ragione creativa.

 

 

Allora, cos’è successo?

Finché Franklin Delano Roosevelt era in carica, questo alveare gestito dai britannici è stato tenuto a bada, ma non appena è morto, l’infestazione ha preso il controllo dell’America e ha immediatamente iniziato a minare tutto ciò che il buon FDR e i suoi alleati avevano creato.

 

Finché Franklin Delano Roosevelt era in carica, questo alveare gestito dai britannici è stato tenuto a bada, ma non appena è morto, l’infestazione ha preso il controllo dell’America e ha immediatamente iniziato a minare tutto ciò che il buon FDR e i suoi alleati avevano creato.

Alla morte del presidente, Harry Dexter White è stato estromesso dalla sua posizione di direttore del FMI ed etichettato come agente comunista.

 

Henry Wallace fu estromesso per ragioni simili e lavorò con White in un’offerta presidenziale del 1948 come candidato presidenziale di terze parti.

 

William Willkie (che aveva discusso della creazione di un nuovo partito con FDR) morì nell’ottobre 1944 e il braccio destro di FDR Harry Hopkins che fece di più per instaurare uno stretto legame di amicizia con Stalin, morì nel 1946.

 

Elliot Roosevelt intervistò Stalin alcuni anni in seguito, e registrato che Stalin ha sempre creduto che il padre di Elliot fosse stato avvelenato (16) «dalla banda di Churchill». Nel 1946, Churchill inaugurò la Guerra Fredda mettendo ex alleati l’uno contro l’altro per i restanti 70 anni mentre sganciava bombe nucleari su un Giappone sconfitto. Stalin si è lamentato della morte di Roosevelt dicendo che «il grande sogno è morto».

 

Sulla scia della morte di FDR, il modello di governo di Keynes che permeava il sistema operativo dell’era postbellica, assicurò che i progetti su larga scala guidati dall’intenzione che avrebbero potuto finalmente porre fine al colonialismo non avrebbero visto la luce del giorno.

 

All’oligarchia ci sono voluti altri 25 anni per smantellare il sistema di cambio fisso di Bretton Woods che ha portato alla fluttuazione del dollaro USA da parte di Nixon nel 1971 sui mercati speculativi, convertendo il mondo sempre più in un sistema di casinò militarizzato.

 

Finché Franklin Delano Roosevelt era in carica, questo alveare gestito dai britannici è stato tenuto a bada, ma non appena è morto, l’infestazione ha preso il controllo dell’America e ha immediatamente iniziato a minare tutto ciò che il buon FDR e i suoi alleati avevano creato.

Invece di essere usati come strumenti per la crescita a lungo termine, come previsto, il FMI e la Banca Mondiale sono stati usati come strumenti di schiavitù del debito e ricolonializzazione, come delineato nelle Confessioni di un sicario dell’economiadi John Perkins. (17)

 

(…)

 

Matthew Ehret

 

 

Articolo pubblicato su gentile concessione dell’autore. 

 

 

 

NOTE

1) Da  Keynes: A Critical Life  di David Felix: «[Keynes] consigliò Lytton, che stava andando in vacanza a Tunisi e in Sicilia, sulle modalità “se vuoi andare dove ballano i ragazzi nudi”. Rispondendo al gusto scatologico dell’amico, ha concluso con i versi di una poesia: “Abbiamo pagato la nostra causa a Giano/ Ho scambiato una bocca per l’altro ano”. Lui stesso stava per raggiungere un vecchio compagno di classe, ora ufficiale coloniale lì: “Parto per l’Egitto… ho appena saputo che “il ragazzo da letto” è pronto».

 

2)  Nel 1927, Churchill disse a Mussolini: «Se fossi stato italiano, sono sicuro che sarei stato con te con tutto il cuore dall’inizio alla fine nella tua lotta trionfante contro gli appetiti e le passioni bestiali del leninismo» e nel 1935 disse di Hitler: «il coraggio, la perseveranza e la forza vitale che gli hanno permesso di… superare tutte le… resistenze che gli hanno sbarrato il cammino». Un quadro completo delle opinioni filofasciste di Churchill è messo a nudo in «The Real Winston Churchill»di Richard Seymour, Jacobin Magazine.

3) Frances Perkins, The Roosevelt I Knew, Viking Press, 1946

4) Murray Rothbard, Keynes, the Man, Von Mises Institute, 2010, p.13

5) John Maynard Keynes, Indian Currency and Finance, MaCMillan &Co., 1913

6) Shashi Tharoor, Inglorious Empire: what the British did to India,, Hurst, 2017

7) Per un’esposizione più completa delle origini, degli scopi e dei risultati della Fabian Society, vedere: What is the Fabian Society and to What End was it Created?  dell’autore, Canadian Patriot Review, 2013

8) Si veda il capitolo 4 per il sabotaggio dell’Accordo di Rapallo del 1923

9) Steve Kates, Keynes’s plagiarism of Malthus and McCracken , History of Economic Ideas, 2010

10) John M. Keynes,  Thomas Robert Malthus, Essays in Biography, 1933

11) La trascrizione completa del discorso di Keynes del 1914 è ri- pubblicato come appendice in Jay Taylor, Keynes on Eugenics, Race, and Population Control, Von Mises Institute, novembre 2019

12) Renee Nal, «The Enduring Influence of Thomas Malthus», Fondazione RAIR, 14 novembre 2019

13) Gerry Rose, «New Understanding of the Bretton Woods Agreements Opens the Door to the Four Powers Dialogue», EIR, 21 agosto 2020

14)  Mr. Atish R. Ghosh e Miss Mahvash S Qureshi,  From Great Depression to Great Recession: The Elusive Quest for International Policy Cooperation, FMI, 30 marzo 2017

15) The International Development of China by Sun Yat-sen, Shanghai Commercial Press, 1920

17)Rick Hampson, «Stalin Admitted Knowledge Of English, Roosevelt’s Son Says », Associated Press, 6 febbraio 1986

17)  John Perkins, Confessioni di un sicario dell’economia, Berrett-Koehler Publishers Inc., 2004

 

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