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Vaccini, cellule di aborto, autismo: parla la dottoressa Deisher

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Da un po’ di tempo a questa parte, Renovatio 21 ha stretto rapporti con la dottoressa Theresa Deisher, scienziata e ricercatrice americana, fondatrice della Sound Choice Pharmaceutical Institute (SCPI). Il lavoro della Deisher è, potremmo dire, unico al mondo. Il suo laboratorio e le sue ricerche trattano dei molti vaccini prodotti con linee cellulari di feto abortito.

 

Il lavoro del team della Deisher dimostra anche che, con buone probabilità, la crescita esponenziale dello spettro autistico nel mondo potrebbe essere legata alla presenza di DNA umano presente nei vaccini, iniettati nel corpo di miliardi di bambini.

Il lavoro del team della Deisher dimostra anche che, con buone probabilità, la crescita esponenziale dello spettro autistico nel mondo potrebbe essere legata alla presenza di DNA umano presente nei vaccini, iniettati nel corpo di miliardi di bambini.

 

La dottoressa Deisher ha fornito a Renovatio 21 diverso materiale informativo e scientifico prodotto dalla Sound Choice Pharmaceutical Institute, autorizzandone la pubblicazione. Oggi offriamo ai nostri lettori questo importante documento tradotto, in cui il team della Deisher spiega le importanti e sconcertanti scoperte scientifiche ottenute in questi anni a proposito di vaccini e linee cellulari di feti abortiti.

 

Gli scienziati alla Sound Choice Pharmaceutical Institute (SCPI), studiano i contaminanti delle linee cellulari fetali presenti nei vaccini ed i loro possibili rischi per la salute, dovuti al loro uso da parte dei produttori di vaccini.

 

Storia dell’introduzione delle linee cellulari fetali umane nella produzione dei vaccini

Alla fine del 1800, fattorie di vaccinai furono create per raccogliere il virus del vaiolo bovino dai vitelli segnando l’inizio della produzione industriale dei vaccini, e facendo così crescere i patogeni in animali vivi o usando cellule animali.

 

Nel gennaio del 1979 la FDA (Food and Drug Amministration) approvò i vaccini contro la rosolia (Meruvax) e i vaccini parotite-rosolia-morbilo (MMRII) prodotti usando linee cellulari fetali umane della linea WI-38 (Winstar Institute).

Negli USA, più di 10 vaccini vengono prodotti usando linee cellulari fetali umane e per i vaccini MMR-II, varicella ed epatite A non ci sono alternative disponibili

 

Nel Novembre del 1987 fu approvato dalla FDA un vaccino contro la polio prodotto utilizzando linee cellulari fetali umane.

 

Nel 1989 la seconda dose del vaccino trivalente prodotto con linee fetali fu raccomandato ai bambini di 12 mesi o più grandi. Una campagna di adesione al vaccino MMRII seguì, incrementando drasticamente le percentuali di copertura vaccinale

 

Nel 1995 fu approvato dalla FDA un vaccino contro la varicella (Varivax) prodotto usando le linee cellulari fetali umane WI38 e MRC-5 (Medical ResearchCouncil cell strain 5) .

 

Negli USA, più di 10 vaccini vengono prodotti usando linee cellulari fetali umane e per i vaccini MMR-II, varicella ed epatite A non ci sono alternative disponibili. I vaccini contro la varicella e l’epatite A sono prodotti utilizzando la linea cellulare fetale umana derivante da un normale feto maschile di circa 3 mesi, mentre il virus della rosolia nel vaccino MMR-II è prodotto con la linea cellulare WI-38 che fu ottenuta da un normale feto femminile di 3 mesi.

I vaccini contro la varicella e l’epatite A sono prodotti utilizzando la linea cellulare fetale umana derivante da un normale feto maschile di circa 3 mesi, mentre il virus della rosolia nel vaccino MMR-II è prodotto con la linea cellulare WI-38 che fu ottenuta da un normale feto femminile di 3 mesi

 

Perché ci sono contaminanti nei vaccini? Possiamo produrre vaccini senza contaminanti?

L’ingrediente attivo di un vaccino è il virus che suscita una risposta immunitaria nel destinatario, così da conferirgli alla fine l’immunità nel caso lui/lei venisse esposto naturalmente al virus. Quindi, il vaccino è una fiala che contiene un virus o una parte, un buffer [«mediatore», ndr] liquido, e contaminanti derivanti dalle linee cellulari che furono usate per produrre il virus. Alcuni vaccini contengono conservanti ed adiuvanti, come il thimerosal, sali o alluminio. Gli scienziati creano virus con linee cellulari perché i virus sono troppo grandi per essere fatti economicamente in provetta.

 

Per questo i produttori si avvantaggiano sfruttando il modo naturale con cui i virus replicano, infettando con il virus cellule o linee cellulari e poi raccogliendo il virus dopo che si è replicato centinaia di migliaia o milioni di volte. Attualmente sia le linee cellulari fetali umane che animali vengono impiegate dai produttori di vaccini. Quando si raccolgono i virus, componenti delle linee cellulari sono trasportate nel prodotto finale e non possono essere eliminate.

La dottoressa Theresa Deisher

 

Per esempio, leggendo il Summary BASIS APROVAL della Merck si trova, all’ Appendice F, pagina 3, per il vaccino contro la varicella, più di 2 microgrammi di DNA Fetale umano a doppio filamento in ogni vaccino, ossia circa il doppio dell’ingrediente attivo del vaccino.

 

L’unico vaccino monovalente contro la varicella precedentemente disponibile negli USA era prodotto usando linee cellulari diploidi umane WI-38 contaminato con più di 150 ng di DNA cellulare per dose (il che equivale all’ammontare di DNA di 22 000 cellule).

 

Poiché sappiamo che i contaminanti sono trasportati al prodotto finale quanti contaminanti sono accettabili per la sicurezza?

Gli scienziati creano virus con linee cellulari perché i virus sono troppo grandi per essere fatti economicamente in provetta.

Sia l’OMS che la FDA hanno linee guida e soglie pubblicate per i livelli di contaminanti «tollerabili». In ogni caso, studi sulla sicurezza dei contaminanti da linee cellulari fetali umane sono gravemente inadeguati, se non assenti. Nelle prime riunioni di orientamento, le agenzie di regolamentazione e gli esperti argomentarono per un limite raccomandato a 10 pg (picogrammi) di contaminante da DNA cellulare per dose, che fu poi rialzato a 100 pg nel 1986 e di nuovo a 10 ng, 1000 volte più alto delle raccomandazioni originali. A pagina 25 del documento della FDA, sul briefing del 19 Settembre 2012, vi è scritto:

 

«Il valore di 100 pg di DNA cellulare per dose vaccinale è rimasto lo standard raccomandato per un decennio. In ogni caso, la faccenda è stata rivista nel 1997 per diverse ragioni…Il risultato del meeting dell’ OMS nel 1997 fu che l’ammontare di residuo di DNA cellulare consentito in un vaccino prodotto con una linea cellulare continua e iniettato per via parenterale fu alzato da 100 pg a 10 ng per dose».

 

Vaccini contaminati da linee cellulari di feto abortito e disturbi autistici: quali correlazioni?

Nel Marzo del 2010, L’Agenzia per la Protezione Ambientale, pubblica un analisi sui tassi d’incidenza del disordine autistico, usando ciò che viene chiamata «analisi del bastone da hockey», identificando, dal 1988, un cambiamento negli USA e nel mondo per ciò che concerne i tassi dell’autismo. SCPI si interessò al potenziale collegamento tra vaccini e autismo poiché all’organizzazione fu chiesto di sviluppare vaccini alternativi per i genitori che si opponevano all’uso di cellule fetali umane nella preparazione dei vaccini. Nell’accettare la missione, la SCPI iniziò a studiare la letteratura sui vaccini.

 

SCPI condusse un’analisi indipendente sul cambiamento, indagando sulla prevalenza dello spettro autistico in relazione al primo anno di nascita. Ciò che l’organizzazione scoprì fu che una possibile esposizione universale o un trigger (traducibile come «innesco», «causa scatenante», ndr] ambientale introdotto aveva avuto ripercussioni sui bambini nati dopo il 1980, 1988 e 1996 con una confidenza del 95%. Come detto poc’anzi, il 1979 coincide con i cambiamenti nella produzione dei vaccini introducendo linee fetali umane e contaminanti retro-virali all’interno del MMR II.

Chi ha a che fare con la scienza dovrebbe sapere che frammenti di DNA fetale umano possono indurre reazioni auto immunitarie oltre che potenziare inserzioni e mutazioni genetiche

 

Chi ha a che fare con la scienza dovrebbe sapere che frammenti di DNA fetale umano possono indurre reazioni auto immunitarie oltre che potenziare inserzioni e mutazioni genetiche. Per identificare chiaramente un trigger ambientale per una malattia diversi criteri devono essere soddisfatti, fra cui:

 

  1. A) il trigger deve essere più basso o assente prima del punto di cambiamento (i vaccini prodotti con linee cellulari fetali umane hanno questa caratteristica);
  2. B) il trigger deve avere associazioni biologiche plausibili con la malattia (contaminanti cellulari fetali sono noti come possibili induttori di mutazioni e risposte autoimmuni);
  3. C) se il trigger è rimosso la malattia dovrebbe diminuire: c’è un test naturale per l’accertamento , causato da ciò che è conosciuto come «Paura di Wakefield».

 

LA SCPI esaminò 2 set di dati: la copertura con vaccino MMR e l’incidenza di autismo in Gran Bretagna, Svezia e Norvegia. Quello che il team scoprì fu che la copertura dell’MMR calò dopo la pubblicazione del Dr. Wakefield del 1998, ed iniziò a ri-aumentare dopo il 2001 fino a tornare ad una copertura del 90% nel 2004. Nello stesso periodo l’incidenza di autismo calò per i nati dopo il 1998 per tornare gradualmente a salire per i nati dopo il 2000.

Quello che il team scoprì fu che la copertura dell’MMR calò dopo la pubblicazione del Dr. Wakefield del 1998, ed iniziò a ri-aumentare dopo il 2001 fino a tornare ad una copertura del 90% nel 2004. Nello stesso periodo l’incidenza di autismo calò per i nati dopo il 1998 per tornare gradualmente a salire per i nati dopo il 2000

 

I contaminanti fetali di DNA nei vaccini hanno la potenzialità di causare mutagenesi da inserzione. Per ridurre i rischi che i contaminanti da DNA fetale umano causino mutagenesi da inserzione la FDA raccomandò di frammentare il DNA.

 

Nello stesso documento sulla riunione della FDA prima menzionata, a pagina 17 e 18 il rischio oncogeno e infettivo causato da DNA residuale nei vaccini è riconosciuto, e viene avanzata la raccomandazione di ridurre la dimensione del DNA per ridurre il rischio di contaminazione da DNA (tramite digestione di nucleasi). In termini semplici, fu raccomandato ai produttori di tagliare il DNA residuale nei vaccini ad una lunghezza di circa 250 nucleotidi (il più piccolo gene noto conta 800 nucleotidi). Le raccomandazioni sulla frammentazione del DNA erano basate sulla preoccupazione che un intero gene oncogeno potesse essere presente all’interno dei contaminanti fetali di DNA.

 

Quando furono fatte quelle raccomandazioni, non avevamo la disponibilità di informazioni sulla biologia molecolare di cui disponiamo oggi. Il campo della terapia genica ha dimostrato che frammenti di DNA di 500 nucleotidi o meno si inseriscono prontamente nel genoma del ricevente. Al fine di migliorare la sicurezza un più grande pericolo potrebbe essere stato introdotto. Interessante notare come molte pubblicazioni riportano di nuove mutazioni, non presenti nei genitori in più del 60% dei casi di autismo semplice.

 

I contaminanti di DNA fetale hanno la capacità di causare mutagenesi da inserzione.

Le raccomandazioni sulla frammentazione del DNA erano basate sulla preoccupazione che un intero gene oncogeno potesse essere presente all’interno dei contaminanti fetali di DNA

Gli scienziati hanno scoperto che i bambini con spettro autistico hanno anticorpi contro il DNA umano nel loro sangue, cosa che non avviene nei bambini non autistici. Questi anticorpi potrebbero aver a che fare con attacchi autoimmuni nei bambini autistici.

 

Alla Sound Choice sospettiamo anche che l’esposizione di un bambino a frammenti di DNA fetale umano estraneo possa generare una risposta immunitaria che può generare, a sua volta, reazione nel DNA del bambino, poiché il DNA esterno contaminante potrebbe avere sezioni che si sovrappongono a quello del DNA del bambino.

 

Gli scienziati hanno scoperto che i bambini con spettro autistico hanno anticorpi contro il DNA umano nel loro sangue, cosa che non avviene nei bambini non autistici. Questi anticorpi potrebbero aver a che fare con attacchi autoimmuni nei bambini autistici

Perché non sono mai stati fatti studi sulla sicurezza?

Il pericolo di frammenti retrovirali, così come di DNA fetale umano rimasto, rappresentano rischi non studiati per gli ingredienti dei vaccini, e pur tuttavia, la preponderante letteratura scientifica dimostra chiaramente l’alta probabilità di pericolo di autoimmunità e/o mutagenesi da inserzione derivanti da questi contaminanti.

 

Per quanto ne sappiamo, SCPI è l’unica organizzazione che sta attualmente conducendo studi clinici per fornire ulteriori prove cliniche di autoimmunità e mutagenesi da inserzione causate da DNA fetale umano all’interno dei vaccini. Il team si sta concentrando sulla quantificazione dell’integrazione genomica dei frammenti di DNA umano all’interno di cellule umane, per valutare la connessione temporale tra i vaccini prodotti con cellule fetali umane e l’aumento dell’autismo nel mondo.

 

 

 

 

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Autismo

Meno casi di autismo, allergie in bambini non vaccinati: studio

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.

 

 

Uno studio pubblicato questo mese sul Journal of Translational Science ha scoperto che ai bambini che sono stati vaccinati completamente o parzialmente sono stati diagnosticati autismo, allergie gravi, disturbi gastrointestinali, asma, infezioni ricorrenti all’orecchio e ADD/ADHD più spesso dei bambini che non erano completamente vaccinati.

 

 

Uno studio sottoposto a revisione paritaria pubblicato questo mese sul Journal of Translational Science ha rilevato che ai bambini che sono stati vaccinati completamente o parzialmente sono stati diagnosticati autismo, allergie gravi, disturbi gastrointestinali, asma, infezioni ricorrenti all’orecchio e ADD/ADHD più spesso dei bambini che erano completamente non vaccinati .

 

Uno studio pubblicato questo mese sul Journal of Translational Science ha scoperto che ai bambini che sono stati vaccinati completamente o parzialmente sono stati diagnosticati autismo, allergie gravi, disturbi gastrointestinali, asma, infezioni ricorrenti all’orecchio e ADD/ADHD più spesso dei bambini che non erano completamente vaccinati

Lo studio ha anche mostrato che c’era un effetto protettivo contro questi disturbi quando i bambini non erano vaccinati e allattati al seno per un minimo di sei mesi, o non vaccinati e nati per via vaginale.

 

Lo studio, «Effetti sulla salute nei bambini vaccinati contro non vaccinati, con covariate per lo stato di allattamento al seno e il tipo di nascita», si basa su una coorte di 1.565 bambini provenienti da tre studi medici negli Stati Uniti.

 

All’interno delle tre pratiche, i genitori hanno compilato questionari basati sullo stato di vaccinazione e sulla salute dei loro figli. I risultati dei questionari sono stati confermati utilizzando i record di grafici di ciascuna pratica.

 

Secondo lo studio:

 

«I risultati di questo studio devono essere valutati rispetto ai punti di forza e ai limiti dei dati disponibili e del disegno dello studio. Ulteriori ricerche che utilizzano un campione più ampio di diverse pratiche mediche produrranno una maggiore certezza nei risultati, essenziale per comprendere l’intera portata degli effetti sulla salute associati alla vaccinazione infantile».

La ricerca si aggiunge a una crescente quantità di letteratura che dimostra che i bambini non vaccinati sono più sani

 

La ricerca si aggiunge a una crescente quantità di letteratura che dimostra che i bambini non vaccinati sono più sani. Studi simili sono stati pubblicati in precedenza da Hooker e Miller (2020), Lyons-Weiler e Thomas (2021) e Mawson et al. (2017).

 

«Questo studio fornisce un’altra prova molto importante per quanto riguarda la salute generale dei bambini vaccinati rispetto a quelli non vaccinati», ha affermato il co-autore Brian S. Hooker, Ph.D., PE, direttore scientifico di Children’s Health Defense e professore di biologia alla Simpson University .

 

«È imperativo che i funzionari sanitari prendano sul serio questa ricerca per la migliore protezione dei bambini negli Stati Uniti e nel mondo», ha affermato Hooker.

 

«È imperativo che i funzionari sanitari prendano sul serio questa ricerca per la migliore protezione dei bambini negli Stati Uniti e nel mondo»

Hooker ha affermato che, dati i risultati dello studio, «è imperativo» che i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie aprano il proprio link sui dati sulla sicurezza dei vaccini a ricercatori indipendenti in modo da poter accertare ulteriori studi sull’effetto dell’intero programma di vaccinazione per neonati/bambini .

 

Neil Z. Miller, giornalista di ricerca medica, direttore del ThinkTwice Global Vaccine Institute, è stato coautore dello studio con Hooker.

 

 

Il Team di Children’s Health Defense

 

 

 

 

© 25 giugno 2021, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

 

 

 

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Alimentazione

La scienza è chiara: i metalli pesanti negli alimenti per bambini sono dannosi per il cervello

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.

 

 

 

Un rapporto del 2019 di Healthy Babies Bright Futures ha osservato che oltre ai metalli pesanti, gli alimenti per l’infanzia sono pieni di altre sostanze chimiche neurotossiche, tra cui perclorato, ftalati e glifosato, che, insieme, possono avere impatti significativi sulla salute.

 

 

Oltre ai metalli pesanti, gli alimenti per l’infanzia sono pieni di altre sostanze chimiche neurotossiche che, insieme, possono avere impatti significativi sulla salute

 

A febbraio, i genitori di bambini piccoli hanno avuto una brutta sorpresa: hanno appreso che molti alimenti per l’infanzia acquistati nei negozi, sia convenzionali sia biologici, contengono pericolosi livelli di metalli pesanti che abbassano il QI.

 

Questa scoperta, risultato di un’indagine della Commissione della Camera per la Supervisione e la Riforma, ha documentato la presenza di arsenico inorganico altamente tossico, cadmio, piombo e mercurio negli alimenti per bambini – a livelli molto al di sopra dei limiti fissati dai regolatori per l’acqua potabile e altri prodotti .

 

Un rapporto dell’ottobre 2019 di Healthy Babies Bright Futures ha promosso l’indagine del Congresso. Nei test su 168 alimenti per neonati, l’organizzazione ha scoperto che il 95% era contaminato da almeno uno dei quattro metalli e, più spesso, da due o più.

Molti alimenti per l’infanzia acquistati nei negozi, sia convenzionali sia biologici, contengono pericolosi livelli di metalli pesanti che abbassano il QI

 

Tutti e quattro i metalli sono neurotossine già note nei bambini, sostanze che «influenzano particolarmente lo sviluppo neurologico e le prestazioni intellettuali». Secondo il rapporto del Congresso:

 

«L’esposizione a metalli pesanti tossici provoca una diminuzione permanente del QI, una riduzione della futura produttività economica e un aumento del rischio di futuri comportamenti criminali e antisociali nei bambini. I metalli pesanti tossici mettono in pericolo lo sviluppo neurologico del neonato e la funzionalità cerebrale a lungo termine».

 

L’arsenico, un contaminante delle acque sotterranee comune in molte aree, «è classificato al primo posto tra le sostanze presenti nell’ambiente che rappresentano la minaccia potenziale più significativa per la salute umana», si legge nel rapporto. Il piombo è al secondo posto, il mercurio al terzo e il cadmio al settimo.

 

«L’esposizione a metalli pesanti tossici provoca una diminuzione permanente del QI, una riduzione della futura produttività economica e un aumento del rischio di futuri comportamenti criminali e antisociali nei bambini. I metalli pesanti tossici mettono in pericolo lo sviluppo neurologico del neonato e la funzionalità cerebrale a lungo termine»

livelli di arsenico trovati negli alimenti per l’infanzia testati erano fino a 91 volte il massimo consentito dalla Food and Drug Administration (FDA) statunitense per l’acqua in bottiglia e fino a 69 e 177 volte per cadmio e piombo, rispettivamente.

 

I livelli di mercurio negli alimenti per bambini superavano fino a 5 volte il livello stabilito dalla US Environmental Protection Agency per l’acqua potabile.

 

 

Industria e inazione normativa

Quattro società – Beech-Nut, Gerber, Hain e Nurture – hanno collaborato con la richiesta della sottocommissione del Congresso di documenti interni e dati dei test. Tre società – Campbell, Sprout Organic Foods e Walmart – si sono rifiutate.

 

L’indagine ha rilevato che per la stragrande maggioranza degli alimenti per l’infanzia, i produttori «sono liberi… di non condurre alcun test». Secondo il rapporto, la FDA «ha messo a punto solo uno standard di metallo per una categoria ristretta di alimenti per l’infanzia» – uno standard di arsenico inorganico di 100 parti per miliardo (ppb) per i cereali di riso. Ma anche questo standard «è troppo alto per evitare effetti neurologici sui bambini».

I livelli di mercurio negli alimenti per bambini superavano fino a 5 volte il livello stabilito dalla US Environmental Protection Agency per l’acqua potabile.

 

Per decenni, le autorità di regolamentazione non hanno prestato attenzione ai genitori di bambini con autismo che hanno segnalato carichi corporei di metalli pesanti nei loro figli di gran lunga superiori alle linee guida federali sulla sicurezza, anche quando le preoccupazioni dei genitori erano supportate da ricerche e video domestici (vedi sotto) e dopo i trattamenti per rimuovere questi metalli dal corpo. In molti casi, quei trattamenti hanno documentato un netto miglioramento e persino il recupero dall’autismo diagnosticato.

 

Valutazione della tossicità da metalli pesanti

I tossicologi generalmente valutano gli effetti di una sostanza sulla salute umana in due modi. In primo luogo, prendono in considerazione forme specifiche di tossicità (come il cancro o il danno nello sviluppo neurologico) e valutano «le condizioni in cui queste forme di tossicità potrebbero apparire» negli individui esposti alla sostanza, tenendo conto della via di ingresso nell’organismo (es. ingestione, iniezione, inalazione o assorbimento cutaneo).

 

Per decenni, le autorità di regolamentazione non hanno prestato attenzione ai genitori di bambini con autismo che hanno segnalato carichi corporei di metalli pesanti nei loro figli di gran lunga superiori alle linee guida federali sulla sicurezza

La seconda strada per la valutazione della tossicità prevede l’esame della relazione dose-risposta.

 

Tuttavia, per la «valutazione del rischio e dell’impatto nella vita reale» dell’esposizione cronica a basso livello – come l’ingestione quotidiana di alimenti contaminati – i tossicologi sostengono sempre più che gli studi dose-risposta «classici» siano inadeguati.

 

Questi scienziati sottolineano invece la necessità di valutare «fattori interagenti complessi», comprese le finestre di suscettibilità (come la gravidanza o lo sviluppo precoce); vulnerabilità genetichenutrizionali o metaboliche che predispongono a esiti peggiori; e la co-esposizione a più tossine, portando a effetti potenzialmente sinergici.

 

Il rapporto del 2019 di Healthy Babies Bright Futures ha osservato che oltre ai metalli pesanti, gli alimenti per l’infanzia sono pieni di altre sostanze chimiche neurotossiche – tra cui percloratoftalati e glifosato – e tutte queste esposizioni quotidiane possono «sommarsi» e generare impatti significativi sulla salute.

 

Fondamentalmente, gli scienziati considerano l’arsenico, il cadmio, il piombo e il mercurio come «tossine senza soglia», cioè possono causare effetti negativi «praticamente a tutti i livelli di esposizione».

Gli scienziati considerano l’arsenico, il cadmio, il piombo e il mercurio come «tossine senza soglia», cioè possono causare effetti negativi «praticamente a tutti i livelli di esposizione»

 

 

Abbondante evidenza di neurotossicità

L’evidenza incontrovertibile che l’arsenico inorganico, il cadmio, il piombo e il mercurio sono neurotossici delinea gli effetti sotto forma di un QI ridotto così come esiti negativi dello sviluppo neurologico, come il disturbo dello spettro autisticoil disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD) – due condizioni che sono state in aumento costante per diversi decenni e, inoltre, spesso si verificano contemporaneamente.

 

C’è una ricerca particolarmente esaustiva che collega i metalli all’autismo, comprese le prove di biomarcatori da urinasangue, capelli, unghie e denti da latte, che evidenziano differenze marcate nei livelli di questi metalli nei bambini autistici rispetto a quelli neurotipici.

 

C’è una ricerca particolarmente esaustiva che collega i metalli all’autismo, comprese le prove di biomarcatori da urina, sangue, capelli, unghie e denti da latte, che evidenziano differenze marcate nei livelli di questi metalli nei bambini autistici rispetto a quelli neurotipici

La ricerca conferma anche che «la co-esposizione a più metalli può provocare una maggiore neurotossicità rispetto all’esposizione a un singolo metallo, in particolare durante i primi anni di vita».

 

Uno studio del 2017 ha mostrato, ad esempio, che i bambini con autismo hanno nel sangue livelli più alti di arsenico e mercurio rispetto agli individui sani.

 

Un altro studio pubblicato nel 2015 ha rilevato livelli più elevati di mercurio, piombo e alluminio nei capelli dei bambini autistici, rispetto ai controlli abbinati.

 

Gli studi sull’intelligenza non sono rassicuranti. Ad esempio, una meta-analisi di studi sull’arsenico non solo ha mostrato un «notevole effetto negativo sullo sviluppo neurologico e sui disturbi comportamentali», ma ha concluso che ogni 50% di aumento dei livelli di arsenico produrrebbe una diminuzione di 0,4 nel QI dei bambini.

 

Nelle popolazioni europee, i ricercatori hanno stimato le perdite di QI dovute a cibi contaminati da piombo che vanno da 0,1 a 0,49 punti QI.

Nelle popolazioni europee, i ricercatori hanno stimato le perdite di QI dovute a cibi contaminati da piombo che vanno da 0,1 a 0,49 punti QI

 

Anche il cadmio e il mercurio sono associati a una scarsa cognizione.

 

 

Proteggere le generazioni attuali e future

Una caratteristica interessante del rapporto del Congresso di febbraio sugli alimenti per bambini è che condanna il vuoto normativo prevalente, rimproverando la FDA (così come l’industria) per non aver agito.

 

Ciò che rende ancora più preoccupante la riluttanza delle autorità di regolamentazione ad ascoltare i genitori è che i genitori sono stati in grado di citare non solo la loro esperienza diretta, ma anche le abbondanti prove sugli effetti neurotossici dei metalli sui bambini. Quelle prove – e le ramificazioni per la società in generale – non sono né nuove né oscure.

«La conseguente perdita di intelligenza causa una diminuzione della produttività economica che persiste per tutta la vita di questi bambini»

 

Nel 2005, ad esempio, uno studio ha conquistato i titoli della CBS per aver mostrato che «centinaia di migliaia di bambini nascono ogni anno con un QI inferiore associato all’esposizione [in utero] al mercurio» e che i decrementi permanenti del QI – perdite che vanno da «un quinto di punto di QI fino a 24 punti – «costa agli Stati Uniti 8,7 miliardi di dollari all’anno in termini di perdita di guadagni».

 

Gli autori dello studio del 2005 sul mercurio e il QI hanno avvertito: «La conseguente perdita di intelligenza causa una diminuzione della produttività economica che persiste per tutta la vita di questi bambini».

 

Tuttavia, gli effetti non sono necessariamente limitati a una singola generazione, come dimostrano gli studi sull’epigenetica e l’eredità transgenerazionale. Le modificazioni epigenetiche, definite come «alterazioni stabili ed ereditabili nell’espressione genica e nella funzione cellulare», si verificano in risposta a fattori scatenanti ambientali, compresi i metalli pesanti.

Gli effetti non sono necessariamente limitati a una singola generazione, come dimostrano gli studi sull’epigenetica e l’eredità transgenerazionale

 

Uno studio del 2017 ha dimostrato che i cambiamenti epigenetici indotti dall’arsenico, ad esempio, hanno effetti di vasta portata sull’omeostasi cellulare e sui percorsi che portano al cancro.

 

Lungi dall’essere «adattivi», i ricercatori avvertono che questi cambiamenti epigenetici, trasmissibili alla prole, hanno il potenziale di «generare una moltitudine di stati patologici».

 

Come riportato da The Defender alla fine di febbraio, l’azione legale potrebbe essere l’unico modo per proteggere le generazioni attuali e quelle future di bambini da questi alimenti tossici e dai loro impatti a valle.

I ricercatori avvertono che questi cambiamenti epigenetici, trasmissibili alla prole, hanno il potenziale di «generare una moltitudine di stati patologici»

 

Nel 2019, Children’s Health Defense (CHD) ha intentato una causa contro Beech-Nutper per aver spacciato la sua linea di prodotti Beech-Nut Naturals come «100% naturale» nonostante i residui di diversi pesticidi sintetici.

 

L’azione legale di CHD ha sostenuto che l’etichettatura e il marketing fuorvianti «ingannano i genitori che cercano di essere consapevoli sui contenuti degli alimenti per l’infanzia che fanno mangiare ai loro figli».

 

Sono già numerose nel paese le cause legali per difendere i bambini esposti a alimenti per l’infanzia contaminati da metalli pesanti che hanno sviluppato autismo o ADHD.

 

 

Lyn Redwood, RN, MSN
Children’s Health Defense Team

 

 

 

Traduzione di Alessandra Boni

 

 

© 19 marzo 2021, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

 

 

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Autismo

Famiglia buttata fuori dall’aereo perché il figlio autistico di 4 anni non vuole la mascherina

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La linea aera americana Spirit Airlines ha cacciato una famiglia da un volo di ritorno a Little Rock, in Arkansas, perché si sono rifiutati di costringere il loro figlio autistico di quattro anni a indossare la mascherina.

 

La stazione TV dell’Arkansas THV11 riferisce che la famiglia aveva persino un certificato medico che esonerava il figlio a causa delle sue condizioni, che è riconosciuto dall’American Disabilities Act (ADA), una legge che L’ADA proibisce la discriminazione sulla base della disabilità.

«Ha una disabilità. È protetto dall’American Disabilities Act e dicono “No no no no. L’autismo non è una disabilità. Deve indossare una mascherina o deve scendere dall’aereo”»

 

«Il bimbo aveva una nota medica del suo dottore che affermava che è esentato dall’indossare maschere perché ogni volta che indossa una maschera trattiene il respiro o inizia a impazzire e si farà del male», ha dichiarato la madre, Callie Kimball.

 

«Ha una disabilità. È protetto dall’American Disabilities Act e dicono “No no no no. L’autismo non è una disabilità. Deve indossare una mascherina o deve scendere dall’aereo”».

 

(Video qui)

 

La signora Kimball ha anche notato che anche suo figlio, Carter, si stava comportando molto bene ed era silenzioso perché era interessato all’aereo, ma gli era stato comunque detto di scendere, lasciando la famiglia bloccata a Dallas e il bambino sconvolto.

 

«Il bimbo aveva una nota medica del suo dottore che affermava che è esentato dall’indossare maschere perché ogni volta che indossa una maschera trattiene il respiro o inizia a impazzire e si farà del male»

La compagnia aerea ha anche rifiutato di lasciare nel velivolo perfino la babysitter della famiglia, che viaggiava con loro.

 

La famiglia ha dovuto pagare altri  1000 dollari per i biglietti su un volo American Airlines, dove non c’erano problemi con la mancanza della mascherina da parte del figlio.

 

«Non ho mai sperimentato nella mia vita di genitore di un bambino autistico questo tipo di discriminazione».

 

«Non ho mai sperimentato nella mia vita di genitore di un bambino autistico questo tipo di discriminazione».

Spirit Airlines afferma di aver rimborsato la famiglia e ha detto in una dichiarazione «Ricordiamo agli ospiti la nostra politica di copertura del viso durante tutto il processo di prenotazione».  «La nostra politica esistente non prevede esenzioni mediche, indipendentemente dalla diagnosi».

 

Questa non è la prima volta che l’aerolinea Spirit viene criticata per le politiche COVID.

 

A novembre, un assistente di volo della Spirit Airlines è stato ripreso in un video che minacciava di mettere chiunque non indossasse correttamente una maschera in una no-fly list a vita e di farli arrestare e incarcerare per 20 anni.

 

«Una volta che la porta è chiusa, se dobbiamo chiederti più di una volta di coprirti il ​​naso, la bocca, mettere la mascherina – non saremo scortesi, non saremo cattivi – prenderemo semplicemente il tuo numero di posto e il tuo nome e quando arriveremo dove stiamo andando, sarai arrestato, multato, ma sarai anche inserito in una no-fly list, il che significa che non sarai in grado di volare su nessuna compagnia aerea per il resto della tua vita» diceva Mario, l’assistente di volo nel video.

 

https://youtu.be/9uIEApN7WWw

 

 

 

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