Connettiti con Renovato 21

Epidemie

La resurrezione delle pesti

Pubblicato

il

 

 

 

Il lettore conoscerà quel marchio di avveniristiche automobili chiamato Tesla. Esse non hanno motore endotermico, dispongono della guida autonoma (compresa la funzione, comoda e al momento senza grande ostacoli regolatori, di uscire da sole dal garage), e pure della possibilità di accelerare come nemmeno una Lamborghini in quello che è detto «Insane mode» (c’è anche, per i più fortunati, il «Ludicrous mode», ancora più impressionante).

 

Ebbene, se qualcuno volesse farsi un giro sul sito della Tesla, scoprirebbe una ulteriore incredibile caratteristica: per i modelli più costosi è previsto infatti un optional , come dire, apocalittico.

 

«Sistema di filtraggio dell’aria: Model S dispone di un sistema unico di filtraggio dell’aria di qualità HEPA, che rimuove almeno il 99,97% del particolato esausto eliminando polline, batteri, virus e inquinamento. Il sistema HEPA che assicura una “difesa contro armi biologiche” protegge te e i tuoi i passeggeri garantendo nell’abitacolo un’ambiente di qualità clinica». [sic, l’orrendo apostrofo errato è sul sito].

Nel video di Casaleggio Gaia la democrazia elettronica, grande sogno tecnocratico casaleggesco, arrivava solo dopo che una guerra batteriologica aveva spazzato via tutta la popolazione globale lasciandone un miliardo

 

Non è la prima volta che agli abbienti scappa questa strana chiacchiera della guerra biologica. Ricordate il video di Casaleggio Gaia? Lì la democrazia elettronica, grande sogno tecnocratico casaleggesco, arrivava solo dopo che una guerra batteriologica aveva spazzato via tutta la popolazione globale lasciandone un miliardo.

 

Quando emerse il filmato, dalla Casaleggio Associati partirono getti d’acqua per spegnere il fuoco. Ma no, si tratta di pura fantasia.

 

Tuttavia in una inchiesta de L’Espresso emerse poco dopo un dettaglio molto indicativo: Grillo voleva investire sulla costruzione di un villaggio turistico in Costa Rica che, recitava il sito, metteva a riparo dalla guerra biologica.

 

Grillo voleva investire sulla costruzione di un villaggio turistico in Costa Rica che, recitava il sito, metteva a riparo dalla guerra biologica

«Ogni abitazione sarà dotata di un bunker antiatomico», si leggeva nella presentazione del progetto sotto la voce sicurezza, «fornito di particolari filtri depuratori progettati per difendersi da contaminazioni chimiche, biologiche e batteriologiche».

 

Insomma, Grillo e Casaleggio all’imminente pandemia di sterminio ci credevano proprio.

 

C’è da capirli, abbiamo passato i primi anni 2000 a sentire prospettive di catastrofe virale (H5N1, H1N1), con editoriali sui giornaloni che parlavano impunemente di crollo dei mercati (gli stessi mercati che oggi in teoria cascano per colpa del governo gialloverde) e granitico ritorno dei confini nazionali.

Un fotogramma del video della Casaleggio Associati Gaia, the future of politics

 

Come noto, non accadde nulla: se non, dietro le quinte, qualche impennata nei fatturati dei produttori di vaccini, comprati a manbassa dai sistemi sanitari Stati nazionali.

 

Tuttavia non era questo l’obiettivo: era che l’opinione pubblica andava, come dire, «vaccinata».

 

Il messaggio arrivò: la grande pandemia globale, con o senza sforzo militare, può accadere.

 

Nel frattempo, ci direbbero sotto siero della verità, guardatevi qualcuno dei tanti film di zombie che stanno producendo: è quello che vi faremo, vi ridurremo con la motosega.

 

Ma andiamo con ordine.

 

La resurrezione del vaiolo

Ad inizio anno, all’Università dell’Alberta il dottor David Evans ha sintetizzato l’Horsepox, un virus che era sparito del tutto, e che è cugino di Smallpox: il virus del vaiolo.

Uno strano segno lo abbiamo avuto quando ad inizio anno, all’Università dell’Alberta il dottor David Evans sintetizzò l’Horsepox, un virus che era sparito del tutto, e che è cugino di Smallpox: il virus del vaiolo.

 

I dottori decisero pure di pubblicare la loro prodezza. Fioccarono le critiche: fare l’horsepox in laboratorio ha messo in pericolo il pubblico rivelando fondamentalmente la ricetta di come in qualsiasi laboratorio si potrebbe produrre il vaiolo da utilizzare come arma biologica.

 

Il dottor Evans ha risposta in modo semplice: volevo studiare il virus, e non c’era altra via se non sintetizzarlo. La hybris della Biologia Sintetica è piuttosto piatta.

Fare l’horsepox in laboratorio ha messo in pericolo il pubblico rivelando fondamentalmente la ricetta di come in qualsiasi laboratorio si potrebbe produrre il vaiolo da utilizzare come arma biologica

 

David Evans e il suo collaboratore Ryan Noyce

 

 

Poi ha cominciato a tirare fuori la storia di un nuovo vaccino, di cui il mondo, per la verità, non sente il bisogno.

 

Evans avrebbe potuto fare ricerche su un esemplare di horsepox raccolto in natura, ma non perseguì quell’alternativa. Usare il virus naturale – dice lo scienziato – avrebbe pouto impedire  alla compagnia farmaceutica con cui sta lavorando di commercializzare questo nuovo vaccino per il vaiolo.

Usare il virus naturale – dice lo scienziato – avrebbe pouto impedire  alla compagnia farmaceutica con cui sta lavorando di commercializzare questo nuovo vaccino per il vaiolo

 

Per la Tonix, la farmaceutica con cui sta lavorando Evans, sarebbe più commercializzabile un vaccino ottenuto da virus sintetico invece che uno ottenuto da virus naturale.

 

Se il virus della horsepox di Tonix viene approvato dalla Food and Drug Administration come vaccino contro il vaiolo, l’azienda potrebbe ottenere un lucroso premio: un buono speciale che il governo dà alle aziende che hanno sviluppato contromisure mediche contro potenziali minacce alla sicurezza.

La libertà con cui si possono preparare nuovi patogeni è estrema. Farmaceutiche, enti e governi ci manovrano sopra in continuazione.

 

La libertà con cui si possono preparare nuovi patogeni è estrema. Farmaceutiche, enti e governi ci manovrano sopra in continuazione.

 

Il bioterrore è a portata: di tutti. Ora.

E tutto mentre malattie che si pensavano debellate, come appunto degli zombie, risorgono misteriosamente e sono assetate di sangue.

 

La resurrezione della polio

Il Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie USA (il leggendario CDC) ha finora registrato 127 casi sospetti di un disturbo del sistema nervoso simile alla poliomielite che può causare la paralisi, dando via un’indagine sull’epidemia di questa malattia rara. Di questi 127, 62 casi in 22 Stati sono confermati come mielite flaccida acuta (AFM). Essa colpisce in genere i bambini e può causare debolezza muscolare o paralisi, insufficienza respiratoria e persino la morte.

Al momento, sono colpiti in particolare Minnesota e Colorado.

 

L’AFM colpisce il midollo spinale, compromettendo la funzione muscolare e i riflessi, secondo il CDC. La debolezza delle braccia e delle gambe sono sintomi comuni, ma la malattia può anche comportare debolezza facciale; difficoltà a deglutire, parlare e orinare; può provocare inoltre intorpidimento, e formicolio.

 

Vi era nel vaccino antipolio, tuttavia, un dono inaspettato. Già nel 1960 trovarono che le cellule renali di Macaco contenute nel vaccino (animalisti, vegetariani: siete stati avvisati) presentavano una singolare sorpresa: erano affette dal Simian Virus 40 (SV-40), un virus naturalmente contenuto nel corpo delle scimmie, alle quali parrebbe non produrre alcun danno.

La condizione può diventare pericolosa per la vita quando i muscoli coinvolti nella respirazione diventano così deboli che il paziente va in insufficienza respiratoria, o quando la malattia innesca gravi complicazioni neurologiche. Alcuni pazienti guariscono completamente, mentre altri vedono un danno neurologico duraturo.

 

Si tratta di una nuova polio? In sé, non sarebbe nemmeno la cosa peggiore, rispetto a ciò che potrebbe seguirne dopo, quando scienziati e manager di Big Pharma si occupano della cosa.

 

La polio, c’è da ricordare, fu oggetto della più massiva campagna di vaccinazione del secolo XX. Nel dopoguerra, i dottori Jonas Salk ed Albert Sabin ottennero un vaccino per via intramuscolo (1954) e uno per via orale (1962).

 

Albert Sabin, ebreo russo polacco emigrato negli USA, passa alla storia come benefattore dell’umanità, rinunciando ad un patent sul vaccino che lo avrebbe reso ultramiliardario. «Tanti insistevano che brevettassi il vaccino, ma non ho voluto. È il mio regalo a tutti i bambini del mondo».

 

Grazie ai vaccini la polio è stata eradicata, è la versione che leggerete sui giornali e sui manuali di medicina: solo 223 casi nel 2013.

 

Vi era nel vaccino antipolio, tuttavia, un dono inaspettato. Già nel 1960 trovarono che le cellule renali di Macaco contenute nel vaccino (animalisti, vegetariani: siete stati avvisati) presentavano una singolare sorpresa: erano affette dal Simian Virus 40 (SV-40), un virus naturalmente contenuto nel corpo delle scimmie, alle quali parrebbe non produrre alcun danno.

Il virus SV40

 

I problemi insorgono quando l’SV-40 esce dal suo ambiente per essere iniettato in altre speci. Nel 1961 si trovarono evidenze di come l’SV-40 creasse tumori se iniettato nei topi.

 

Studi a cavallo del 2000 – tanto ci volle perché qualcuno osasse intraprenderli: 40 anni – correlarono la presenza dell’SV-40 contratto con la vaccinazione anti-polio a forme di tumore pure negli esseri umani: cervello, scheletro, mesotelioma,  linfoma non Hodgkin. La questione, dice persino la Treccani online, c’è ma è «tuttora controverso il ruolo del SV-40 nell’insorgenza di alcuni tumori umani (mesoteliomi, osteosarcomi)».

 

Vennero infettati con l’SV-40 dai 10 a 30 milioni di vaccinati americani. Ma anche in Unione Sovietica, Cina,Giappone e in Africa c’è il sospetto che la popolazione ne sia infetta.

Vennero infettati con l’SV-40 dai 10 a 30 milioni di vaccinati americani. Ma anche in Unione Sovietica, Cina,Giappone e in Africa c’è il sospetto che la popolazione ne sia infetta.

 

Qualcuno tira fuori cifre-monstre con centinaia di milioni di infetti al mondo. Capite a questo punto come l’immagine delle apocalissi-zombie sia estremamente concreta: il mondo intero è contaminato.

 

Sparisce la polio, parte l’epidemia globale del cancro. Grazie alle vaccinazioni.

Aggiungiamo anche questa leccornia, che approfondiremo magari un’altra volta: la teoria, messa a tacere a suon di querele milionarie delle farmaceutiche contro giornalisti e ricercatori, secondo cui l’HIV – cioè il virus responsabile dell’epidemia mondiale di AIDS – nasce dalla contaminazione del vaccino orale antipolio di Sabin con un il virus degli scimpanzé SIVcpz, cioè il primo progenitore del virus HIV-1.

È così?

 

No, è peggio: ora pare che ritorni persino la polio. E con essa, chissà quali vaccini, e quindi, chissà quali altre malattie che questi portano.

Il virus Ebola

 

La resurrezione di Ebola

In questo 2018, c’è stato un altro focolaio di Ebola in Congo. Eterno, immancabile babau di Ebola. Ecco che l’Organizzazione Mondiale della Sanità lancia il suo numero: colpite 1.500 persone.

 

L’OMS sostiene che sono state potenzialmente esposte al virus mortale dell’Ebola nella regione del Nord Kivu, nella Repubblica Democratica del Congo, luoghi piagati dalla presenza di milizie locali e quindi difficilmente accessibili agli operatori umanitari. Non è stato quindi possibile identificare tutte le catene con cui il virus si è trasmesso nella parte orientale del paese assediata dalla violenza delle milizie. In particolare, la regione è infestata dalle Allied Defence Forces, un gruppo ribelle islamista ugandese che negli ultimi quattro anni ha massacrato e ucciso  centinaia di civili.

 

L’idea di Ebola in mano agli islamisti dovrebbe mettere i brividi, e in effetti è nel plot della recente serie di Amazon Jack Ryan, ispirata al personaggio creato da Tom Clancy, dove l’incubo è appunto un gruppo jihadista che porta su suolo americano il tremendo virus africano dissotterrandolo nottetempo dai cadaveri dei cimiteri.

 

La realtà è un po’ diversa: gli USA i malati di Ebola se li portano in casa da soli. Per «curarli», ovviamente. Cioè: ti dicono, ce li portiamo attraverso l’Oceano, rischiando di scatenare una pandemia anche nel nostro continente. Perché siamo generosi.

La realtà è un po’ diversa: gli USA i malati di Ebola se li portano in casa da soli. Per «curarli», ovviamente. Cioè: ti dicono, ce li portiamo attraverso l’Oceano, rischiando di scatenare una pandemia anche nel nostro continente. Perché siamo generosi.

 

Anche un bambino capisce che l’interesse americano è il solo studio del patogeno che se da una parte è una minaccia civile dall’altra è una opportunità militare.

 

Si chiede un ex berretto verde sul sito SHTFPLAN: «Quando quei pazienti erano qui, pensi che Fort Detrick [dove si trova la principale struttura di ricerca di armi biologiche degli Stati Uniti, NdR] non abbia ricevuto campioni di sangue da questi pazienti?»

 

L’Africa nera (il caos del Congo, in ispecie), a pensarci bene, è un laboratorio splendido per testare armi biologiche: la gente nasce e muore nel nulla, le anagrafi sono un optional, il potere politico assente o corrotto all’inverosimile, la dignità umana un concetto inesistente.

L’Africa nera (il caos del Congo, in ispecie), a pensarci bene, è un laboratorio splendido per testare armi biologiche: la gente nasce e muore nel nulla, le anagrafi sono un optional, il potere politico assente o corrotto all’inverosimile, la dignità umana un concetto inesistente.

Tuttavia i militari americani hanno dimostrato di non disdegnare anche lo stesso suolo patrio per fare esperimenti batteriologici: ad esempio, con il  rilascio del Bacillus subtilis (1960) che gocciolava dalle lampadine della metropolitana di Manhattan per «testare» la diffusione di microrganismi in strutture di transito civile di massa come metropolitane e autobus; una cosa accaduta solo pochi anni fa.

 

Oppure l’Operazione Sea-Spray, cioè l’esperimento segreto della Marina Militare degli Stati Uniti (1950) in cui i batteri Serratia marcescens e Bacillus globigii venivano spruzzati sulla baia di San Francisco in California. Oppure la diffusione segreta, nel maggio 1965, del Bacillus globigii presso l’aeroporto nazionale di Washington e il suo terminal dei Greyhound, gli autobus a lunga percorrenza: più di 130 passeggeri furono esposti ai batteri, viaggiando in 39 città in sette Stati nelle due settimane seguenti al finto attacco.

 

Aggiungete tutte le volte in cui Washington ha testato armi nucleari e biologiche abusando i suoi soldati e civili.

 

I militari americani hanno dimostrato di non disdegnare anche lo stesso suolo patrio per fare esperimenti batteriologici

Il lettore può immaginare quale strage per la popolazione se una versione bioingegnerizzata di Ebola finisse oggi negli aeroporti, nelle metropolitane, sugli autobus, come il governo americano già faceva prima nei ben meno feroci anni Cinquanta.

 

Ci sono tanti film catastrofici sull’argomento: compresi soprattutto le loro declinazioni horror, quelle con gli zombie.

 

Ma perché auspicare il ritorno della peste?

Perché essenzialmente l’epidemia, e ancor di più la sua componente emotiva principale – la paura – è un grande strumento di ingegneria sociale.

 

Shock and Cull

Perché essenzialmente l’epidemia, e ancor di più la sua componente emotiva principale – la paura – è un grande strumento di ingegneria sociale.

 

Uno shock sistemico ottenuto tramite epidemia – lo sapeva Casaleggio che sognava la peste che avrebbe reso possibile un mondo largamente depopolato e controllato dai computer, lo sa il suo ministro Giulia Grillo che ieri ha parlato di «Epidemia di morbillo» per estendere le vaccinazioni agli adulti – permette una riconfigurazione integrale della società, delle mansioni dello Stato e della sensibilità umana stessa.

L’influenza spagnuola

 

Un recente articolo apparso sulla BBC lodava il potere trasformativo avuto dall’Influenza Spagnola di inizio Novecento.

 

«L’influenza spagnola è emersa mentre il mondo si stava riprendendo da anni di guerra globale. Avrebbe avuto effetti sorprendenti e di ampia portata».

 

Uno degli effetti fu la creazione dei Servizi Sanitari Nazionali. «A partire dagli anni ’20, questo cambiamento cognitivo ha cominciato a riflettersi nei cambiamenti alla strategia di salute pubblica. Molti paesi hanno creato o riorganizzato i loro ministeri della salute, istituito sistemi migliori di sorveglianza delle malattie e adottato il concetto di medicina socializzata – assistenza sanitaria gratuita per tutti».

Uno degli effetti dell’influenza spagnolo fu la creazione dei Servizi Sanitari Nazionali

 

Se vogliamo leggerlo in altro modo, possiamo dire che questo paradigm shift investe anche la Chiesa: da padrona di cliniche ed ospedali, l’arrivo dello Stato nazionale ne diluisce la presenza in ambito sanitario sino a farla scomparire.

 

Si tratta quindi dell’implementazione di un fato di secolarizzazione della malattia. La religione perde il presidio materiale del luogo dove il fedele sperimenta direttamente il male e la morte, per la felicità di quelle forze che, oltre che a odiare la religione, ritengono che solo il piacere sia la dimensione che l’uomo deve ricercare. I danni alla Chiesa, da un punto di vista di Apostolato, sono incalcolabili.

 

Davanti allo shock, tutte le carte in tavola si possono cambiare. E la morte e la malattie, da fatti di mistero religioso, divengono questioni statali.

Si tratta quindi dell’implementazione di un fato di secolarizzazione della malattia. La religione perde il presidio materiale del luogo dove il fedele sperimenta direttamente il male e la morte, per la felicità di quelle forze che, oltre che a odiare la religione, ritengono che solo il piacere sia la dimensione che l’uomo deve ricercare

 

Ma c’è da discutere anche della mira precisa che ebbe la pandemia. «L’influenza è stata a volte definita una malattia democratica, ma nel 1918 era tutt’altro. Ad esempio, se avessi vissuto in alcune parti dell’Asia, avresti avuto 30 volte più probabilità di morire che se vivessi in alcune parti d’Europa».

 

A morire insomma erano, come da darwinismo sociale britannico, i poveri.

 

Nello stato americano del Connecticut, ad esempio, il nuovo gruppo di immigrati – gli italiani – subì le peggiori perdite. A Rio de Janeiro, allora capitale del Brasile, le favela furono infettate completamente. A Parigi, enigmaticamente, all’apparenza,  la più alta mortalità registrata in alcuni dei quartieri più ricchi, ma si trattava delle cameriere oberate di lavoro che dormivano nelle fredde chambres de bonne in genere situati nei sottotetti.

 

E la morte e la malattie, da fatti di mistero religioso, divengono questioni statali

In tutto il mondo, i poveri, gli immigrati e le minoranze etniche erano più sensibili – non  perché erano costituzionalmente inferiori, come gli eugenetisti amavano sostenere, ma perché erano più propensi a mangiare male, a vivere in condizioni affollate, a soffrire altre malattie di base e avere scarso accesso all’assistenza sanitaria.

 

«Le cose non sono cambiate molto – è l’amara considerazione degli inglesi – uno studio sulla pandemia di influenza del 2009 in Inghilterra ha mostrato che il tasso di mortalità nel quinto più povero della popolazione era triplo rispetto a quello più ricco».

 

È il grande cull, parola poco traducibile in italiano: sfoltimento, abbattimento… È così che è chiamata la contrazione della popolazione terrestre programmata dai potenti.

È il grande cull, parola poco traducibile in italiano: sfoltimento, abbattimento… È così che è chiamata la contrazione della popolazione terrestre programmata dai potenti.

 

Come da imperativo malthusiano, in assenza di guerre, solo la malattia può riportare equilibrio nell’universo.

 

Se volete, è il tema del più grande kolossal dell’anno, Avengers: Infinity Wars, dove il cattivone Thanos, che in realtà è il vero protagonista, vuole dimezzare la vita nell’universo per evitare sofferenze e carestie dovute alla mancanza di risorse. «Thanos non fa nulla di male» è stato il grido che si è levato dai millennial.

 

Una generazione cresciuta per amare la morte ed odiare la vita, una lost generation più di quella uscita dalla guerra o dall’Influenza Spagnola, totalmente incapace di vedere il piano sottostante.

 

Stordirci per eliminarci. Le grandi epidemie paventate in ogni momento – dalla super-gonorrea ai superbatteri antibiotico-resistenti servono a questo.

Stordirci per eliminarci. Le grandi epidemie paventate in ogni momento – dalla super-gonorrea ai superbatteri antibiotico-resistenti servono a questo.

 

Nel frattempo, procede la scansione genomica della popolazione, soprattutto quella bianca: «Entro due o tre anni, il 90% degli americani di origine europea sarà identificabile dal loro DNA».

 

La tecnologia genetica, anche come semplice censimento, aiutata dal narcisismo dell’era dei social media per il quale gli americani mandano a compagnie private il loro DNA, mostra il suo lato huxleyano di strumento di controllo sociale.

 

Ma di questo parleremo in un prossimo articolo.

 

 

Roberto Dal Bosco

 

Articolo precedentemente apparso su EFFEDIEFFE.

Continua a leggere

Epidemie

Esenzioni per la mascherina, 2 anni di carcere a dottoressa tedesca

Pubblicato

il

Da

Una dottoressa di Berlino, in Germania, è stata condannata a due anni di carcere per aver firmato illegalmente oltre 4.000 esenzioni per le mascherine durante la pandemia di COVID-19. Lo riporta Summit News.

 

Oltre alla pena detentiva, un tribunale regionale nella città di Weinheim (land del Baden-Württemberg) ha inflitto al medico un divieto di lavoro di tre anni e una multa di 28.000 euro, l’importo che ha ricevuto per il rilascio dei certificati. La sua assistente d’ufficio è stata multata per 2.700 euro.

 

Secondo il tribunale, la dottoressa è stata condannata per «rilascio di certificati sanitari errati» a persone in tutta la Germania, la maggior parte delle quali non aveva mai incontrato o esaminato.

 

«Il processo ricorda più una vendita di certificati che una procedura medica», ha affermato la corte in una dichiarazione, aggiungendo che non è stata incolpata per aver fornito certificati ai suoi pazienti esistenti.

 

Secondo ABC News, «durante il processo l’imputato aveva sostenuto che indossare mascherine fosse dannoso per la salute delle persone. L’avvocato del medico intende impugnare il verdetto, ha riferito l’emittente pubblica SWR».

 

Decine di sostenitori della dottoressa si sono riuniti davanti al tribunale di Weinheim, a nord di Heidelberg, per protestare contro il verdetto e le restrizioni pandemiche imposte in Germania.

 

La Germania ha terminato l’anno scorso l’obbligo di mascherina negli ambienti interni, sebbene esso sia ancora in vigore sui treni a lunga percorrenza, negli studi medici, negli ospedali, nelle case di cura e in alcuni trasporti pubblici regionali.

 

La Germania nel biennio pandemico è stata uno dei teatri della repressione più feroce contro chi protestava contro le restrizioni pandemiche.

 

Dopo le brutalità di Berlino dell’estate 2020, le violenze della repressione si sono riaffacciate anche alle manifestazioni in tutto il 2021 e nei primi mesi del 2022.

 

La violenza fu tale che del caso si interessò il relatore ONU per la tortura, Nils Melzer. «Le autorità considerano il proprio popolo come un nemico» commentò mestamente l’esperto in abusi politici.

 

La Polizei germanica produsse scene di repressione notevoli anche fuori dalle manifestazioni, con arresti di anziane signore senza mascherina e raid in casa di dottori dissidenti, come nel caso del dottor Andreas Noack, deceduto poi a fine 2021 scatenando spirali di teorie del complotto fortunatamente neutralizzate dai fact-checkers.

 

E non parliamo solo di azioni di repressione fisica: indimenticabile è stata la scena del poliziotto che dice al manifestante «Sie haben jegliche Menschlichkeit verloren», cioè «Lei ha perso ogni umanità».

 

Come riportato da Renovatio 21, il giornale tedesco Die Welt ha rivelato, citando fonti interne al potere berlinese, che il governo era seriamente preoccupato per la quantità di persone, tutte determinatissime, che si vedevano alle manifestazioni.

 

Mentre Berlino prepara hub di riscaldamento per sfollati interni privi di termosifoni funzionanti causa costo del gas, cinque mesi fa è emerso che il governo tedesco si apprestava a criminalizzare proteste anti-inflazione non ancora avvenute.

 

 

 

Continua a leggere

Epidemie

I vaccini COVID potrebbero alimentare nuove varianti: editoriale del Wall Street Journal

Pubblicato

il

Da

Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

 

 

L’autore di un editoriale pubblicato questa settimana sul Wall Street Journal ha suggerito che i vaccini COVID-19 potrebbero alimentare nuove varianti, una teoria ipotizzata già nell’agosto 2021 dal vaccinologo Geert Vanden Bossche.

 

 

 

Mentre scienziati e media mainstream hanno lanciato l’allarme questa settimana su una nuova variante COVID-19 che si sta diffondendo nel nord-est, l’autore di un editoriale sul Wall Street Journal (WSJ) ha suggerito che i vaccini COVID-19 potrebbero alimentare nuove varianti.

 

Nel suo pezzo di opinione del 1° gennaio, Allysia Finley – un membro del comitato editoriale del WSJ – ha citato una nuova ricerca che suggerisce che il virus sembra evolversi in modi che «sfuggono all’immunità».

 

La Finley ha anche indicato una ricerca che mostra che le persone che hanno fatto i richiami COVID-19 sono più suscettibili alle infezioni rispetto alle persone che hanno ricevuto la serie primaria ma non sono state potenziate.

 

Nel frattempo, i funzionari della sanità pubblica e gli scienziati continuano a chiedere la vaccinazione di massa globale contro il COVID-19.

 

Da quando la variante COVID-19 Omicron è emersa nel novembre 2021, i suoi discendenti sono stati predominanti. L’ultima variante di Omicron, XBB.1.5, si è evoluta dalla variante XBB, a sua volta una fusione di due sottovarianti di Omicron, trovata in almeno 70 paesi.

 

Non ci sono prove che l’XBB sia più letale di altre sottovarianti di Omicron, ma diversi studi recenti hanno indicato che è più trasmissibile ed elude la protezione offerta dai vaccini esistenti e dai trattamenti con anticorpi monoclonali.

 

XBB.1.5 ha una mutazione chiave nota come F486P , che secondo il Bloom Lab, è legata alla fuga dell’immunità perché cambia la parte del virus presa di mira dagli anticorpi della vaccinazione o dell’infezione precedente. Il ceppo precedente XBB aveva la stessa capacità di eludere gli anticorpi.

 

La nuova mutazione in XBB.1.5 consente inoltre al virus di legarsi più strettamente alle cellule umane attraverso il recettore ACE2, le porte che il virus utilizza per entrare nelle cellule umane, rendendolo più trasmissibile.

 

La sottovariante XBB.1.5, rilevata per la prima volta a New York e nel Connecticut alla fine di ottobre, sembra essersi sviluppata negli Stati Uniti.

 

I Centers for Disease Control and Prevention (CDC) hanno stimato che XBB.1.5 è quasi raddoppiato in proporzione alle altre varianti ogni settimana a dicembre. Ora rappresenta circa il 40% delle nuove infezioni da COVID-19 negli Stati Uniti e il 75% delle nuove infezioni nel nord-est secondo il COVID Data Tracker del CDC.

 

 

Il WSJ chiede: i vaccini stanno alimentando nuove varianti COVID?

Nel suo editoriale, Finley ha delineato diversi studi recenti su come il virus COVID -19 si evolve per eludere l’immunità, portandola a chiedersi se i vaccini siano responsabili dell’evoluzione di nuove varianti.

 

Finley ha citato uno studio pubblicato su Nature a dicembre che mostra che l’evoluzione di Omicron ha portato alla comparsa rapida e simultanea di molte varianti che sono più trasmissibili e hanno maggiori probabilità rispetto alle precedenti sottovarianti di eludere gli anticorpi prodotti dai vaccini e dai trattamenti con anticorpi monoclonali.

 

Lo studio ha ipotizzato che l’ imprinting immunitario – che si verifica quando l’esposizione iniziale a un vaccino o a un virus limita la futura risposta immunitaria di una persona contro le varianti di quel virus – potrebbe guidare l’evoluzione virale.

 

I primi vaccini COVID-19 hanno focalizzato la risposta del sistema immunitario sulla proteina spike ancestrale. I vaccini bivalenti che prendono di mira le proteine ​​​​spike ancestrale e Omicron BA.5 spingono il sistema immunitario a produrre anticorpi che prendono di mira le regioni virali che i due ceppi hanno in comune.

 

Secondo lo studio, le nuove sottovarianti XBB si sono evolute per eludere gli anticorpi indotti dai vaccini originali e bivalenti e dalle infezioni rivoluzionarie. I ricercatori hanno concluso che «l’attuale immunità di gregge e i richiami del vaccino BA.5 potrebbero non prevenire in modo efficiente l’infezione delle varianti convergenti di Omicron».

 

Finley ha anche citato uno studio pubblicato il mese scorso sul New England Journal of Medicine che ha anche fornito prove di vulnerabilità da imprinting immunitario. I ricercatori hanno studiato le risposte anticorpali neutralizzanti contro le varianti di Omicron, incluso l’XBB, tra le persone con booster monovalenti e bivalenti.

 

Gli anticorpi neutralizzanti tra tutti i soggetti della ricerca erano i più bassi rispetto alla sottovariante XBB. Gli anticorpi neutralizzanti di coloro che avevano ricevuto il booster bivalente mostravano una certa neutralizzazione contro le sottovarianti Omicron, ma erano 26 volte più alti contro la variante ancestrale originale rispetto a XBB e 4 volte più alti contro XBB rispetto a BA.5 Variante Omicron.

 

Un altro studio di prossima pubblicazione su Cell ha rilevato che le recenti sottovarianti BQ e XBB hanno dimostrato una capacità notevolmente aumentata di eludere gli anticorpi neutralizzanti, anche tra i destinatari del vaccino bivalente e le persone immunizzate che hanno avuto un’importante infezione da Omicron.

 

Lo studio ha anche scoperto che queste nuove sottovarianti sono resistenti al trattamento con anticorpi monoclonali.

 

 

Il WSJ non è il primo a suggerire che i vaccini potrebbero alimentare nuove varianti

Nell’agosto 2021, quando l’esperto di vaccini Geert Vanden Bossche, DMV, Ph.D., virologo indipendente ed esperto di vaccini, ha avvertito che i vaccini potrebbero portare a nuove varianti virali più infettive che diventano sempre più dominanti, è stato attaccato e accusato di diffondere disinformazione.

 

Nel suo articolo ampiamente diffuso , Vanden Bossche ha sostenuto che la vaccinazione di massa universale provocherebbe la propagazione dominante di mutanti di fuga altamente infettivi e neutralizzanti e gli anticorpi neutralizzanti acquisiti naturalmente – o vaccinali – non offrirebbe più alcuna protezione agli individui immunizzati.

 

 

«Ogni ulteriore aumento dei tassi di copertura vaccinale contribuirà ulteriormente a forzare il virus a resistere alla neutralizzazione degli Abs specifici per S [anticorpi]. L’aumento dell’infettività virale, combinato con l’evasione dall’immunità antivirale, si tradurrà inevitabilmente in un ulteriore tributo alla salute umana e alle vite umane» ha scritto Vanden Bossche.

 

L’ipotesi di Vanden Bossche da allora è stata parzialmente supportata da studi come quelli citati dal WSJ e da altre ricerche pubblicate nel 2021 su Scientific Reports, suggerendo che le persone vaccinate potrebbero svolgere un ruolo chiave nell’aiutare le varianti di SARS-CoV-2 a evolversi in quelle che eludono l’esistente Vaccini contro il COVID-19.

 

In un’intervista dell’anno scorso con Robert F. Kennedy, Jr., su «RFK Jr. The Defender Podcast», il Vanden Bossche ha dichiarato:

 

«Se non riesci a fermare l’infezione del virus e la trasmissione del virus, tutto ciò che farai è fornire varianti in grado di superare questa pressione immunitaria: darai loro un vantaggio competitivo. E mentre la trasmissione continua, queste varianti si arricchiranno solo nella popolazione, fino al punto in cui diventeranno dominanti».

 

Kennedy, presidente della Children’s Health Defense e capo consulente legale, ha risposto: «Quello che stiamo facendo è creare un serbatoio che produce costantemente quelle che chiamiamo varianti di fuga. In altre parole, varianti progettate sotto pressione evolutiva. Vengono allevati in modo selettivo per sfuggire agli impatti del vaccino e ognuno ora diventerà dominante nella popolazione».

 

Nonostante questo pericolo, Vanden Bossche si è detto cautamente ottimista poiché vede l’immunità naturale avere successo contro i nuovi ceppi virali, nonostante l’inefficacia dei vaccini.

 

«La popolazione sta ora riguadagnando la funzionalità del suo sistema immunitario innato, che sappiamo essere protettivo contro il coronavirus», ha affermato.

 

 

Nuovi studi suggeriscono che vaccinati e potenziati possono essere più suscettibili alle infezioni

Diversi nuovi studi indicano anche che le persone che sono state vaccinate e potenziate potrebbero avere maggiori probabilità di essere infettate da COVID-19 rispetto alle loro controparti non vaccinate.

 

Uno studio preliminare della Cleveland Clinic , citato anche nell’editoriale del WSJ, ha studiato circa 50.000 operatori sanitari nel sistema sanitario della Cleveland Clinic per valutare l’efficacia dei booster bivalenti.

 

Lo studio ha rilevato che i booster bivalenti offrivano una protezione moderata (30%) contro le infezioni mentre la variante BA.5 si stava diffondendo.

 

Ha anche scoperto che i lavoratori che hanno ricevuto più dosi di vaccini avevano un rischio maggiore di ammalarsi: quelli che hanno ricevuto tre dosi avevano una probabilità 3,4 volte maggiore di essere infettati rispetto ai non vaccinati e quelli che hanno ricevuto due dosi avevano una probabilità 2,6 volte maggiore di essere infettati.

 

«Questo non è l’unico studio a trovare una possibile associazione con più dosi di vaccino precedenti e un rischio più elevato di COVID-19», hanno osservato gli autori, citando altri studi con risultati simili.

 

 

«Abbiamo ancora molto da imparare sulla protezione dalla vaccinazione COVID-19 e, oltre all’efficacia di un vaccino, è importante esaminare se più dosi di vaccino somministrate nel tempo potrebbero non avere l’effetto benefico che si presume generalmente».

 

L’ex giornalista del New York Times Alex Berenson ha riferito di un altro studio pubblicato il 14 dicembre 2022 sull’American Journal of Public Health che ha confrontato le persone vaccinate con quelle che erano state precedentemente infettate nel 2021 e all’inizio del 2022.

 

Utilizzando un database dello stato dell’Indiana, gli autori hanno scoperto che le persone che erano state vaccinate contro il COVID-19 avevano più del doppio delle probabilità di essere infettate rispetto a quelle che avevano avuto una precedente infezione da COVID-19. I ricercatori hanno scoperto che circa 1 persona vaccinata su 15 era infetta, rispetto a 1 persona su 33 che aveva avuto una precedente infezione.

 

«I risultati dello studio sono peggiori di quanto sembrino a prima vista, perché i ricercatori hanno iniziato a contare 30 giorni dopo che un destinatario del vaccino ha ricevuto la prima dose», ha scritto Berenson, «escludendo così il periodo immediatamente successivo alla prima dose in cui molte persone appena vaccinate si infettano».

 

Un’indagine di Epoch Times ha rivelato che in molti Stati, le persone negli Stati Uniti che hanno ricevuto i richiami di COVID-19 hanno maggiori probabilità di essere infettate, ricevere cure ospedaliere e morire rispetto a quelle che hanno ricevuto solo una serie primaria.

 

Epoch Times ha esaminato i dati pubblicamente disponibili e le richieste di registri pubblici dal 2022 per 19 stati. Il principale limite dello studio, ha riconosciuto Epoch Times, era che i dati non erano stati aggiustati per l’età e altre variabili importanti, il che poteva influenzare i risultati.

 

Nonostante questa limitazione, «è inattaccabile che una frazione molto ampia di [persone] altamente vaccinate sia tra coloro che vengono ricoverati in ospedale o muoiono», ha detto a Epoch Times il dottor Robert Malone, pioniere ed esperto di vaccini e terapie a mRNA e DNA.

 

«Quindi, come minimo, l’efficacia nel prevenire il ricovero in ospedale o la morte non sembra essere allineata con la posizione politica ufficiale».

 

 

È improbabile che la variante XBB.1.5 provochi una nuova ondata di infezioni

Nonostante la crescita proporzionale di XBB.1.5, gli esperti affermano che qualsiasi aumento complessivo dei casi di COVID-19 potrebbe essere attribuibile solo alle fluttuazioni stagionali e rimane incerto, o improbabile, che XBB.1.5 guiderà una nuova ondata.

 

Se la nuova sottovariante «porterà a un aumento del numero assoluto di casi non è ancora certo», ha ammonito Jesse Bloom , Ph.D., biologo evoluzionista presso il Fred Hutchinson Cancer Center, in un thread su Twitter che spiega la nuova variante.

 

«In generale i coronavirus umani (e altri virus respiratori) aumentano in inverno», ha aggiunto.

 

Andrew Pekosz, professore alla Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health che studia la replicazione virale, ha dichiarato alla CNN: «La maggior parte dei funzionari della sanità pubblica si sarebbe aspettata un aumento dei casi di COVID-19, anche prima che sapessimo dell’XBB.1.5».

 

«Quindi se gli aumenti dei casi di Covid che si stanno verificando durante le vacanze si verificano a causa delle interazioni sociali che le persone hanno avuto o se sono specificamente correlati a XBB.1.5 è ancora qualcosa che non è chiaro. Entrambe queste cose stanno probabilmente contribuendo», ha aggiunto.

 

Ravi Gupta, professore di microbiologia clinica presso l’Università di Cambridge, ha dichiarato al Guardian: «[XBB.1.5] potrebbe determinare un aumento dei casi, ma non sono convinto che ciò causerà necessariamente un’ondata esplosiva di infezioni».

 

«Non credo che ci sia motivo di farsi prendere dal panico», ha aggiunto Gupta. «La cosa principale di cui ci preoccupiamo è la gravità della malattia e non ci sono prove che sia più grave».

 

 

Lo Staff di The Defender

 

 

 

© 4 gennaio 2023, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

Continua a leggere

Epidemie

Vaccino e COVID, Malone a Kennedy: i cittadini sottoposti ad una «guerra dell’informazione di livello militare»

Pubblicato

il

Da

Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

 

Il dottor Robert Malone, un critico schietto dei vaccini COVID-19, ha discusso del suo nuovo libro Lies My Government Told Me («Menzogne che il mio governo mi ha raccontato») con Robert F. Kennedy Jr., in un recente episodio di «RFK Jr. The Defender Podcast».

 

 

Il dottor Robert Malone, che ha contribuito a sviluppare la tecnologia dell’mRNA utilizzata nei vaccini COVID-19 e ora è diventato un critico esplicito dei vaccini, ha discusso il suo nuovo libro Lies My Government Told Me con Robert F. Kennedy, Jr., in un recente episodio di «RFK Jr. The Defender Podcast».

 

Secondo Malone, gli americani negli ultimi tre anni sono stati sottoposti a «guerra dell’informazione di livello militare – capacità e tecnologia progettata per i nostri avversari per la guerra militare al di fuori degli Stati Uniti – che è stata rivolta ai cittadini americani».

 

Malone ha detto a Kennedy, lo so, «sono molte parole, alcune parole forti, ma penso che sia davvero quello che abbiamo qui».

 

Kennedy e Malone hanno discusso delle «operazioni psicologiche» impiegate dal governo degli Stati Uniti durante la pandemia di COVID-19 e in precedenza nella storia degli Stati Uniti che si basano sulla paura e sui messaggi di propaganda come strumenti di controllo sociale.

 

Malone ha affermato che la guerra dell’informazione riguardante la risposta del governo degli Stati Uniti a COVID-19 sembra essere stata ampiamente dispiegata attraverso il Dipartimento per la Sicurezza Interna degli Stati Uniti (DHS).

 

«Ciò che è stato schierato è stata fondamentalmente la tecnologia e le capacità che sono state progettate per rispondere al terrorismo, ma sono state schierate contro persone come te, me e il dottor McCullough e tanti altri», ha detto Malone.

 

Nel suo libro, Malone spiega come durante la pandemia di COVID-19 il DHS «ha definito la disinformazione, e la malinformazione come una forma di terrorismo interno».

 

«Hanno fatto questo strano tipo di salto logico in cui hanno parlato fondamentalmente degli eventi del 6 gennaio e della violenza domestica», ha detto Malone, «e poi l’hanno collegato ai vaccini e all’esitazione del vaccino e hanno dichiarato in allerta che prevedevano che ci sarebbe stata violenza domestica associata con proteste contro le mascherine e i mandati sui vaccini – e a questo si dovrebbe rispondere come terrorismo».

 

«Sospetto fortemente che fossero dotati di Intelligence e che abbiano reagito alla protesta dei camionisti mentre si stava sviluppando come un altro atto di terrorismo interno».

 

Kennedy ha sottolineato che mentre lo statuto originale della CIA proibiva alla CIA di propagandare gli americani, negli anni ’70 si scoprì che si era infiltrato nella stampa americana attraverso l’operazione Mockingbird.

 

«Così nel 1976, il direttore della CIA del presidente Carter, disse: “Non ci infiltreremo più nella stampa statunitense” e riconobbero che era illegale», ha detto Kennedy a Malone.

 

«Ma l’anno successivo, Carl Bernstein ha scritto un articolo per Rolling Stone in cui ha detto che ci sono almeno 400 di questi giornalisti ancora là fuori [che sono sulla lista della CIA]… [e] nel 2014, il presidente Obama ha res legale ancora una volta per la CIA per propagandare gli americani», ha aggiunto Kennedy.

 

Malone ha risposto dicendo che nel suo libro discute di come Obama sia stato una «voce importante» sostenendo la logica secondo cui la protezione della democrazia richiede la censura. «E il signor Biden, nessuna sorpresa, sembra essere anche un forte sostenitore di questa posizione», ha detto Malone.

 

Malone e Kennedy hanno continuato a discutere la teoria della formazione di massa di Mattias Desmet, che ha attirato molta attenzione quando Malone ha parlato della teoria, riferendosi al concetto come «psicosi della formazione di massa», nel podcast di Joe Rogan alla fine di dicembre 2021.

 

Malone disse a Kennedy che considerava Desmet – professore di psicologia clinica e psicoterapeuta psicoanalitico all’Università di Ghent in Belgio che studia la psicologia del totalitarismo – un buon amico.

 

Sia Kennedy che Malone hanno affermato di aver trovato la teoria di Desmet un’analisi relativamente accurata della psicologia e del comportamento umano.

 

Secondo Kennedy, la CIA ha una lunga storia di «lavoro su questo» esplorando domande come: «Come si comportano i grandi gruppi di persone? Come fai a convincere i gruppi sociali – le società – a fare ciò che vuoi, ad accettare il controllo autoritario?»

 

Su questo punto, Malone e Kennedy hanno parlato della collusione del governo americano con Twitter per censurare i suoi utenti.

 

 

Malone ha affermato di considerare Twitter come «un’arma di livello militare progettata e alimentata con alcune delle capacità per il controllo della folla, per la gestione della folla, per la motivazione della folla, per la direzione della folla».

 

Alla fine dell’intervista, Malone ha detto a Kennedy che una delle cose che ha trovato più preoccupante durante la pandemia di COVID-19 è stata la «sostituzione della speranza per la scienza» che è stata «rafforzata attraverso questa propaganda armata».

 

«Siamo stati sostanzialmente addestrati ad accettare un prodotto medico senza licenza, non sicuro e non efficace basato su nessuna scienza – sulla speranza – e addestrati dentro di noi attraverso questo sistema ben sviluppato di propaganda, censura, controllo delle informazioni e tutto il resto», ha detto Malone.

 

«Ciò che significa per il futuro è cupo a meno che la gente non presti attenzione».

 

 

Suzanne Burdick

Ph.D.

 

 

© 20 dicembre 2022, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

Continua a leggere

Più popolari