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Epidemie

La resurrezione delle pesti

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Il lettore conoscerà quel marchio di avveniristiche automobili chiamato Tesla. Esse non hanno motore endotermico, dispongono della guida autonoma (compresa la funzione, comoda e al momento senza grande ostacoli regolatori, di uscire da sole dal garage), e pure della possibilità di accelerare come nemmeno una Lamborghini in quello che è detto «Insane mode» (c’è anche, per i più fortunati, il «Ludicrous mode», ancora più impressionante).

 

Ebbene, se qualcuno volesse farsi un giro sul sito della Tesla, scoprirebbe una ulteriore incredibile caratteristica: per i modelli più costosi è previsto infatti un optional , come dire, apocalittico.

 

«Sistema di filtraggio dell’aria: Model S dispone di un sistema unico di filtraggio dell’aria di qualità HEPA, che rimuove almeno il 99,97% del particolato esausto eliminando polline, batteri, virus e inquinamento. Il sistema HEPA che assicura una “difesa contro armi biologiche” protegge te e i tuoi i passeggeri garantendo nell’abitacolo un’ambiente di qualità clinica». [sic, l’orrendo apostrofo errato è sul sito].

Nel video di Casaleggio Gaia la democrazia elettronica, grande sogno tecnocratico casaleggesco, arrivava solo dopo che una guerra batteriologica aveva spazzato via tutta la popolazione globale lasciandone un miliardo

 

Non è la prima volta che agli abbienti scappa questa strana chiacchiera della guerra biologica. Ricordate il video di Casaleggio Gaia? Lì la democrazia elettronica, grande sogno tecnocratico casaleggesco, arrivava solo dopo che una guerra batteriologica aveva spazzato via tutta la popolazione globale lasciandone un miliardo.

 

Quando emerse il filmato, dalla Casaleggio Associati partirono getti d’acqua per spegnere il fuoco. Ma no, si tratta di pura fantasia.

 

Tuttavia in una inchiesta de L’Espresso emerse poco dopo un dettaglio molto indicativo: Grillo voleva investire sulla costruzione di un villaggio turistico in Costa Rica che, recitava il sito, metteva a riparo dalla guerra biologica.

 

Grillo voleva investire sulla costruzione di un villaggio turistico in Costa Rica che, recitava il sito, metteva a riparo dalla guerra biologica

«Ogni abitazione sarà dotata di un bunker antiatomico», si leggeva nella presentazione del progetto sotto la voce sicurezza, «fornito di particolari filtri depuratori progettati per difendersi da contaminazioni chimiche, biologiche e batteriologiche».

 

Insomma, Grillo e Casaleggio all’imminente pandemia di sterminio ci credevano proprio.

 

C’è da capirli, abbiamo passato i primi anni 2000 a sentire prospettive di catastrofe virale (H5N1, H1N1), con editoriali sui giornaloni che parlavano impunemente di crollo dei mercati (gli stessi mercati che oggi in teoria cascano per colpa del governo gialloverde) e granitico ritorno dei confini nazionali.

Un fotogramma del video della Casaleggio Associati Gaia, the future of politics

 

Come noto, non accadde nulla: se non, dietro le quinte, qualche impennata nei fatturati dei produttori di vaccini, comprati a manbassa dai sistemi sanitari Stati nazionali.

 

Tuttavia non era questo l’obiettivo: era che l’opinione pubblica andava, come dire, «vaccinata».

 

Il messaggio arrivò: la grande pandemia globale, con o senza sforzo militare, può accadere.

 

Nel frattempo, ci direbbero sotto siero della verità, guardatevi qualcuno dei tanti film di zombie che stanno producendo: è quello che vi faremo, vi ridurremo con la motosega.

 

Ma andiamo con ordine.

 

La resurrezione del vaiolo

Ad inizio anno, all’Università dell’Alberta il dottor David Evans ha sintetizzato l’Horsepox, un virus che era sparito del tutto, e che è cugino di Smallpox: il virus del vaiolo.

Uno strano segno lo abbiamo avuto quando ad inizio anno, all’Università dell’Alberta il dottor David Evans sintetizzò l’Horsepox, un virus che era sparito del tutto, e che è cugino di Smallpox: il virus del vaiolo.

 

I dottori decisero pure di pubblicare la loro prodezza. Fioccarono le critiche: fare l’horsepox in laboratorio ha messo in pericolo il pubblico rivelando fondamentalmente la ricetta di come in qualsiasi laboratorio si potrebbe produrre il vaiolo da utilizzare come arma biologica.

 

Il dottor Evans ha risposta in modo semplice: volevo studiare il virus, e non c’era altra via se non sintetizzarlo. La hybris della Biologia Sintetica è piuttosto piatta.

Fare l’horsepox in laboratorio ha messo in pericolo il pubblico rivelando fondamentalmente la ricetta di come in qualsiasi laboratorio si potrebbe produrre il vaiolo da utilizzare come arma biologica

 

David Evans e il suo collaboratore Ryan Noyce

 

 

Poi ha cominciato a tirare fuori la storia di un nuovo vaccino, di cui il mondo, per la verità, non sente il bisogno.

 

Evans avrebbe potuto fare ricerche su un esemplare di horsepox raccolto in natura, ma non perseguì quell’alternativa. Usare il virus naturale – dice lo scienziato – avrebbe pouto impedire  alla compagnia farmaceutica con cui sta lavorando di commercializzare questo nuovo vaccino per il vaiolo.

Usare il virus naturale – dice lo scienziato – avrebbe pouto impedire  alla compagnia farmaceutica con cui sta lavorando di commercializzare questo nuovo vaccino per il vaiolo

 

Per la Tonix, la farmaceutica con cui sta lavorando Evans, sarebbe più commercializzabile un vaccino ottenuto da virus sintetico invece che uno ottenuto da virus naturale.

 

Se il virus della horsepox di Tonix viene approvato dalla Food and Drug Administration come vaccino contro il vaiolo, l’azienda potrebbe ottenere un lucroso premio: un buono speciale che il governo dà alle aziende che hanno sviluppato contromisure mediche contro potenziali minacce alla sicurezza.

La libertà con cui si possono preparare nuovi patogeni è estrema. Farmaceutiche, enti e governi ci manovrano sopra in continuazione.

 

La libertà con cui si possono preparare nuovi patogeni è estrema. Farmaceutiche, enti e governi ci manovrano sopra in continuazione.

 

Il bioterrore è a portata: di tutti. Ora.

E tutto mentre malattie che si pensavano debellate, come appunto degli zombie, risorgono misteriosamente e sono assetate di sangue.

 

La resurrezione della polio

Il Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie USA (il leggendario CDC) ha finora registrato 127 casi sospetti di un disturbo del sistema nervoso simile alla poliomielite che può causare la paralisi, dando via un’indagine sull’epidemia di questa malattia rara. Di questi 127, 62 casi in 22 Stati sono confermati come mielite flaccida acuta (AFM). Essa colpisce in genere i bambini e può causare debolezza muscolare o paralisi, insufficienza respiratoria e persino la morte.

Al momento, sono colpiti in particolare Minnesota e Colorado.

 

L’AFM colpisce il midollo spinale, compromettendo la funzione muscolare e i riflessi, secondo il CDC. La debolezza delle braccia e delle gambe sono sintomi comuni, ma la malattia può anche comportare debolezza facciale; difficoltà a deglutire, parlare e orinare; può provocare inoltre intorpidimento, e formicolio.

 

Vi era nel vaccino antipolio, tuttavia, un dono inaspettato. Già nel 1960 trovarono che le cellule renali di Macaco contenute nel vaccino (animalisti, vegetariani: siete stati avvisati) presentavano una singolare sorpresa: erano affette dal Simian Virus 40 (SV-40), un virus naturalmente contenuto nel corpo delle scimmie, alle quali parrebbe non produrre alcun danno.

La condizione può diventare pericolosa per la vita quando i muscoli coinvolti nella respirazione diventano così deboli che il paziente va in insufficienza respiratoria, o quando la malattia innesca gravi complicazioni neurologiche. Alcuni pazienti guariscono completamente, mentre altri vedono un danno neurologico duraturo.

 

Si tratta di una nuova polio? In sé, non sarebbe nemmeno la cosa peggiore, rispetto a ciò che potrebbe seguirne dopo, quando scienziati e manager di Big Pharma si occupano della cosa.

 

La polio, c’è da ricordare, fu oggetto della più massiva campagna di vaccinazione del secolo XX. Nel dopoguerra, i dottori Jonas Salk ed Albert Sabin ottennero un vaccino per via intramuscolo (1954) e uno per via orale (1962).

 

Albert Sabin, ebreo russo polacco emigrato negli USA, passa alla storia come benefattore dell’umanità, rinunciando ad un patent sul vaccino che lo avrebbe reso ultramiliardario. «Tanti insistevano che brevettassi il vaccino, ma non ho voluto. È il mio regalo a tutti i bambini del mondo».

 

Grazie ai vaccini la polio è stata eradicata, è la versione che leggerete sui giornali e sui manuali di medicina: solo 223 casi nel 2013.

 

Vi era nel vaccino antipolio, tuttavia, un dono inaspettato. Già nel 1960 trovarono che le cellule renali di Macaco contenute nel vaccino (animalisti, vegetariani: siete stati avvisati) presentavano una singolare sorpresa: erano affette dal Simian Virus 40 (SV-40), un virus naturalmente contenuto nel corpo delle scimmie, alle quali parrebbe non produrre alcun danno.

Il virus SV40

 

I problemi insorgono quando l’SV-40 esce dal suo ambiente per essere iniettato in altre speci. Nel 1961 si trovarono evidenze di come l’SV-40 creasse tumori se iniettato nei topi.

 

Studi a cavallo del 2000 – tanto ci volle perché qualcuno osasse intraprenderli: 40 anni – correlarono la presenza dell’SV-40 contratto con la vaccinazione anti-polio a forme di tumore pure negli esseri umani: cervello, scheletro, mesotelioma,  linfoma non Hodgkin. La questione, dice persino la Treccani online, c’è ma è «tuttora controverso il ruolo del SV-40 nell’insorgenza di alcuni tumori umani (mesoteliomi, osteosarcomi)».

 

Vennero infettati con l’SV-40 dai 10 a 30 milioni di vaccinati americani. Ma anche in Unione Sovietica, Cina,Giappone e in Africa c’è il sospetto che la popolazione ne sia infetta.

Vennero infettati con l’SV-40 dai 10 a 30 milioni di vaccinati americani. Ma anche in Unione Sovietica, Cina,Giappone e in Africa c’è il sospetto che la popolazione ne sia infetta.

 

Qualcuno tira fuori cifre-monstre con centinaia di milioni di infetti al mondo. Capite a questo punto come l’immagine delle apocalissi-zombie sia estremamente concreta: il mondo intero è contaminato.

 

Sparisce la polio, parte l’epidemia globale del cancro. Grazie alle vaccinazioni.

Aggiungiamo anche questa leccornia, che approfondiremo magari un’altra volta: la teoria, messa a tacere a suon di querele milionarie delle farmaceutiche contro giornalisti e ricercatori, secondo cui l’HIV – cioè il virus responsabile dell’epidemia mondiale di AIDS – nasce dalla contaminazione del vaccino orale antipolio di Sabin con un il virus degli scimpanzé SIVcpz, cioè il primo progenitore del virus HIV-1.

È così?

 

No, è peggio: ora pare che ritorni persino la polio. E con essa, chissà quali vaccini, e quindi, chissà quali altre malattie che questi portano.

Il virus Ebola

 

La resurrezione di Ebola

In questo 2018, c’è stato un altro focolaio di Ebola in Congo. Eterno, immancabile babau di Ebola. Ecco che l’Organizzazione Mondiale della Sanità lancia il suo numero: colpite 1.500 persone.

 

L’OMS sostiene che sono state potenzialmente esposte al virus mortale dell’Ebola nella regione del Nord Kivu, nella Repubblica Democratica del Congo, luoghi piagati dalla presenza di milizie locali e quindi difficilmente accessibili agli operatori umanitari. Non è stato quindi possibile identificare tutte le catene con cui il virus si è trasmesso nella parte orientale del paese assediata dalla violenza delle milizie. In particolare, la regione è infestata dalle Allied Defence Forces, un gruppo ribelle islamista ugandese che negli ultimi quattro anni ha massacrato e ucciso  centinaia di civili.

 

L’idea di Ebola in mano agli islamisti dovrebbe mettere i brividi, e in effetti è nel plot della recente serie di Amazon Jack Ryan, ispirata al personaggio creato da Tom Clancy, dove l’incubo è appunto un gruppo jihadista che porta su suolo americano il tremendo virus africano dissotterrandolo nottetempo dai cadaveri dei cimiteri.

 

La realtà è un po’ diversa: gli USA i malati di Ebola se li portano in casa da soli. Per «curarli», ovviamente. Cioè: ti dicono, ce li portiamo attraverso l’Oceano, rischiando di scatenare una pandemia anche nel nostro continente. Perché siamo generosi.

La realtà è un po’ diversa: gli USA i malati di Ebola se li portano in casa da soli. Per «curarli», ovviamente. Cioè: ti dicono, ce li portiamo attraverso l’Oceano, rischiando di scatenare una pandemia anche nel nostro continente. Perché siamo generosi.

 

Anche un bambino capisce che l’interesse americano è il solo studio del patogeno che se da una parte è una minaccia civile dall’altra è una opportunità militare.

 

Si chiede un ex berretto verde sul sito SHTFPLAN: «Quando quei pazienti erano qui, pensi che Fort Detrick [dove si trova la principale struttura di ricerca di armi biologiche degli Stati Uniti, NdR] non abbia ricevuto campioni di sangue da questi pazienti?»

 

L’Africa nera (il caos del Congo, in ispecie), a pensarci bene, è un laboratorio splendido per testare armi biologiche: la gente nasce e muore nel nulla, le anagrafi sono un optional, il potere politico assente o corrotto all’inverosimile, la dignità umana un concetto inesistente.

L’Africa nera (il caos del Congo, in ispecie), a pensarci bene, è un laboratorio splendido per testare armi biologiche: la gente nasce e muore nel nulla, le anagrafi sono un optional, il potere politico assente o corrotto all’inverosimile, la dignità umana un concetto inesistente.

Tuttavia i militari americani hanno dimostrato di non disdegnare anche lo stesso suolo patrio per fare esperimenti batteriologici: ad esempio, con il  rilascio del Bacillus subtilis (1960) che gocciolava dalle lampadine della metropolitana di Manhattan per «testare» la diffusione di microrganismi in strutture di transito civile di massa come metropolitane e autobus; una cosa accaduta solo pochi anni fa.

 

Oppure l’Operazione Sea-Spray, cioè l’esperimento segreto della Marina Militare degli Stati Uniti (1950) in cui i batteri Serratia marcescens e Bacillus globigii venivano spruzzati sulla baia di San Francisco in California. Oppure la diffusione segreta, nel maggio 1965, del Bacillus globigii presso l’aeroporto nazionale di Washington e il suo terminal dei Greyhound, gli autobus a lunga percorrenza: più di 130 passeggeri furono esposti ai batteri, viaggiando in 39 città in sette Stati nelle due settimane seguenti al finto attacco.

 

Aggiungete tutte le volte in cui Washington ha testato armi nucleari e biologiche abusando i suoi soldati e civili.

 

I militari americani hanno dimostrato di non disdegnare anche lo stesso suolo patrio per fare esperimenti batteriologici

Il lettore può immaginare quale strage per la popolazione se una versione bioingegnerizzata di Ebola finisse oggi negli aeroporti, nelle metropolitane, sugli autobus, come il governo americano già faceva prima nei ben meno feroci anni Cinquanta.

 

Ci sono tanti film catastrofici sull’argomento: compresi soprattutto le loro declinazioni horror, quelle con gli zombie.

 

Ma perché auspicare il ritorno della peste?

Perché essenzialmente l’epidemia, e ancor di più la sua componente emotiva principale – la paura – è un grande strumento di ingegneria sociale.

 

Shock and Cull

Perché essenzialmente l’epidemia, e ancor di più la sua componente emotiva principale – la paura – è un grande strumento di ingegneria sociale.

 

Uno shock sistemico ottenuto tramite epidemia – lo sapeva Casaleggio che sognava la peste che avrebbe reso possibile un mondo largamente depopolato e controllato dai computer, lo sa il suo ministro Giulia Grillo che ieri ha parlato di «Epidemia di morbillo» per estendere le vaccinazioni agli adulti – permette una riconfigurazione integrale della società, delle mansioni dello Stato e della sensibilità umana stessa.

L’influenza spagnuola

 

Un recente articolo apparso sulla BBC lodava il potere trasformativo avuto dall’Influenza Spagnola di inizio Novecento.

 

«L’influenza spagnola è emersa mentre il mondo si stava riprendendo da anni di guerra globale. Avrebbe avuto effetti sorprendenti e di ampia portata».

 

Uno degli effetti fu la creazione dei Servizi Sanitari Nazionali. «A partire dagli anni ’20, questo cambiamento cognitivo ha cominciato a riflettersi nei cambiamenti alla strategia di salute pubblica. Molti paesi hanno creato o riorganizzato i loro ministeri della salute, istituito sistemi migliori di sorveglianza delle malattie e adottato il concetto di medicina socializzata – assistenza sanitaria gratuita per tutti».

Uno degli effetti dell’influenza spagnolo fu la creazione dei Servizi Sanitari Nazionali

 

Se vogliamo leggerlo in altro modo, possiamo dire che questo paradigm shift investe anche la Chiesa: da padrona di cliniche ed ospedali, l’arrivo dello Stato nazionale ne diluisce la presenza in ambito sanitario sino a farla scomparire.

 

Si tratta quindi dell’implementazione di un fato di secolarizzazione della malattia. La religione perde il presidio materiale del luogo dove il fedele sperimenta direttamente il male e la morte, per la felicità di quelle forze che, oltre che a odiare la religione, ritengono che solo il piacere sia la dimensione che l’uomo deve ricercare. I danni alla Chiesa, da un punto di vista di Apostolato, sono incalcolabili.

 

Davanti allo shock, tutte le carte in tavola si possono cambiare. E la morte e la malattie, da fatti di mistero religioso, divengono questioni statali.

Si tratta quindi dell’implementazione di un fato di secolarizzazione della malattia. La religione perde il presidio materiale del luogo dove il fedele sperimenta direttamente il male e la morte, per la felicità di quelle forze che, oltre che a odiare la religione, ritengono che solo il piacere sia la dimensione che l’uomo deve ricercare

 

Ma c’è da discutere anche della mira precisa che ebbe la pandemia. «L’influenza è stata a volte definita una malattia democratica, ma nel 1918 era tutt’altro. Ad esempio, se avessi vissuto in alcune parti dell’Asia, avresti avuto 30 volte più probabilità di morire che se vivessi in alcune parti d’Europa».

 

A morire insomma erano, come da darwinismo sociale britannico, i poveri.

 

Nello stato americano del Connecticut, ad esempio, il nuovo gruppo di immigrati – gli italiani – subì le peggiori perdite. A Rio de Janeiro, allora capitale del Brasile, le favela furono infettate completamente. A Parigi, enigmaticamente, all’apparenza,  la più alta mortalità registrata in alcuni dei quartieri più ricchi, ma si trattava delle cameriere oberate di lavoro che dormivano nelle fredde chambres de bonne in genere situati nei sottotetti.

 

E la morte e la malattie, da fatti di mistero religioso, divengono questioni statali

In tutto il mondo, i poveri, gli immigrati e le minoranze etniche erano più sensibili – non  perché erano costituzionalmente inferiori, come gli eugenetisti amavano sostenere, ma perché erano più propensi a mangiare male, a vivere in condizioni affollate, a soffrire altre malattie di base e avere scarso accesso all’assistenza sanitaria.

 

«Le cose non sono cambiate molto – è l’amara considerazione degli inglesi – uno studio sulla pandemia di influenza del 2009 in Inghilterra ha mostrato che il tasso di mortalità nel quinto più povero della popolazione era triplo rispetto a quello più ricco».

 

È il grande cull, parola poco traducibile in italiano: sfoltimento, abbattimento… È così che è chiamata la contrazione della popolazione terrestre programmata dai potenti.

È il grande cull, parola poco traducibile in italiano: sfoltimento, abbattimento… È così che è chiamata la contrazione della popolazione terrestre programmata dai potenti.

 

Come da imperativo malthusiano, in assenza di guerre, solo la malattia può riportare equilibrio nell’universo.

 

Se volete, è il tema del più grande kolossal dell’anno, Avengers: Infinity Wars, dove il cattivone Thanos, che in realtà è il vero protagonista, vuole dimezzare la vita nell’universo per evitare sofferenze e carestie dovute alla mancanza di risorse. «Thanos non fa nulla di male» è stato il grido che si è levato dai millennial.

 

Una generazione cresciuta per amare la morte ed odiare la vita, una lost generation più di quella uscita dalla guerra o dall’Influenza Spagnola, totalmente incapace di vedere il piano sottostante.

 

Stordirci per eliminarci. Le grandi epidemie paventate in ogni momento – dalla super-gonorrea ai superbatteri antibiotico-resistenti servono a questo.

Stordirci per eliminarci. Le grandi epidemie paventate in ogni momento – dalla super-gonorrea ai superbatteri antibiotico-resistenti servono a questo.

 

Nel frattempo, procede la scansione genomica della popolazione, soprattutto quella bianca: «Entro due o tre anni, il 90% degli americani di origine europea sarà identificabile dal loro DNA».

 

La tecnologia genetica, anche come semplice censimento, aiutata dal narcisismo dell’era dei social media per il quale gli americani mandano a compagnie private il loro DNA, mostra il suo lato huxleyano di strumento di controllo sociale.

 

Ma di questo parleremo in un prossimo articolo.

 

 

Roberto Dal Bosco

 

Articolo precedentemente apparso su EFFEDIEFFE.

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Epidemie

Moderna si aggiudica un contratto da 50 milioni di dollari per il vaccino Ebola

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I finanziamenti provengono dall’organizzazione sanitaria globale CEPI, che ha dichiarato a Reuters che sarebbe possibile portare i vaccini alla fase di sperimentazione entro un paio di mesi.

 

Il CEPI ha dichiarato che investirà anche fino a 8,6 milioni di dollari per un vaccino sviluppato dall’Università di Oxford e prodotto dal Serum Institute of India, e un investimento iniziale di 3,2 milioni di dollari per un vaccino sviluppato dall’International AIDS Vaccine Initiative. – Reuters

 

«Ogni giorno conta nella corsa contro questa malattia mortale», ha affermato Richard Hatchett, direttore del CEPI, aggiungendo che i vaccini non sono «all’orizzonte di un futuro infinito». Lo Hatchett ha anche avvertito che lo sviluppo dei vaccini può essere imprevedibile, inoltre c’è una «situazione di sicurezza difficile» nel Congo orientale che potrebbe rendere complesse le sperimentazioni, tra cui (più recentemente) l’incendio appiccato da alcuni abitanti del luogo a un centro di trattamento per l’Ebola dopo che era stato loro impedito di recuperare il corpo di un uomo morto.

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La folla ha dato fuoco a due tende attrezzate con otto letti gestite da un’organizzazione benefica medica chiamata Alliance for International Medical Action (ALIMA), ha dichiarato il vice commissario Jean-Claude Mukendi, capo del dipartimento di pubblica sicurezza della provincia di Ituri.

 

Mukendi ha affermato che i giovani non avevano compreso i protocolli per la sepoltura di una presunta vittima di Ebola. «La sua famiglia, gli amici e altri giovani volevano riportare la salma a casa per il funerale, nonostante le chiare disposizioni delle autorità durante l’epidemia di Ebola», ha dichiarato Mukendi. «Tutti i corpi devono essere sepolti secondo le normative».

 

Finora, secondo i dati del CDC africano e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, si sono registrati 282 casi confermati e 42 decessi nell’ambito della recente epidemia, oltre a circa 1.100 casi sospetti. Oltre alla Repubblica Democratica del Congo, in Uganda sono stati confermati nove casi, tra cui un decesso.

 

Moderna – nome che con evidenza sta per «mode RNA» – prima del COVID non aveva mai venduto un singolo vaccino. Da allora si è dedicata, sempre utilizzando tecnologia mRNA, a una quantità di malattie, dall’AIDS all’aviaria al cancro della pelle al virus respiratorio sinciziale (RSV), proponendo anche un siero genico antinfluenzale combinato con l’anti-COVID. In uno sviluppo grottesco, Moderna sta preparando un vaccino mRNA contro gli infarti – quando è risaputo che la vaccinazione mRNA COVID ha prodotto quantità di miocarditi.

 

Non sempre tutto è filato liscio per l’azienda. In Gran Bretagna è emerso che Moderna potrebbe essere sospesa o espulsa da un organismo commerciale britannico dopo aver violato le norme del settore, tra cui l’offerta di danaro contante e orsacchiotti di peluche ai bambini per partecipare alle sperimentazioni del vaccino COVID.

 

Moderna si era dedicata ad un siero mRNA per l’RSV, ma ha interrotto la sperimentazione sui neonati dopo gravi effetti collaterali. Gli stessi azionisti della società fecero quindi causa alla stessa. Ad agosto 2024 le azioni di Moderna erano crollate del 12% dopo il taglio delle previsioni di vendita.

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Come riportato da Renovatio 21, l’anno passato l’Alta Corte di Londra ha stabilito che Pfizer ha violato il brevetto Moderna con il vaccino COVID-19.

 

Moderna nel 2022 aveva fatto causa a Pfizer per violazione di brevetto. La società era già in una lotta con il governo USA per il brevetto del vaccino mRNA. Parallelamente, esisterebbe un contratto stipulato dall’ente per le malattie infettive NIAID (quello diretto sino a poco fa da Anthony Fauci) che avrebbe obbligato il Pentagono ad acquistare 500 mila dosi del vaccino, per un totale di 9 miliardi di dollari.

 

Come raccontato da Renovatio 21, il Bancel ha una storia speciale, con una strana coincidenza cosmica nel suo percorso professionale. Prima di Moderna, Stéphane Bancel fu CEO della società francese BioMérieux, posseduta da Alain Merieux, considerato amico personale di Xi Jinping, che visitò il laboratorio BSLM4 di BioMerieux a Lione nel 2014. Secondo quanto appreso, i cinesi avrebbero contattato i francesi per la costruzione del laboratorio di Wuhan, il primo BSL4 del Paese, nel 2004: si, stiamo parlando proprio di lui, il biolaboratorio del pipistrello cinese.

 

Il finanziere francese Patrick Degorce, fondatore di hedge fund e mentore dell’ex primo ministro britannico Rishi Sunak, fu nel 2011 uno dei primi investitori in quella piccola azienda farmaceutica chiamata Moderna (cioè «Mode» «RNA»), che all’epoca aveva circa dieci dipendenti e un modo di operare molto discreto.

 

La carriera del Bancel è quindi segnata dal coronavirus: prima nella società che aiuterà i cinesi a costruire il laboratorio di Wuhano, poi nel Massachusetts a inizio anni ’10 nella società che per il virus di Wuhano, in teoria, dovrebbe aver trovato il vaccino. I risultati di questa prestigiosa carriera sono quanto mai proficui. Secondo la rivista Forbes, disponendo dell’8% delle azioni di Moderna (che, ripetiamo, prima del COVID non aveva mai portato sul mercato un prodotto), Bancel è ora tecnicamente un billionaire, un miliardario. Secondo Business Insider, il fortunato francese ha dichiarato che darà via la maggior parte della sua fortuna, stimata in 4,1 miliardi di dollari.

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Come riportato da Renovatio 21, Moderna e Merck sarebbero vicine alla fase 3 per un vaccino per il cancro alla pelle. Due anni fa è stato invece detto che la società aveva iniziato la sperimentazione umana per un vaccino mRNA per l’AIDS. Nel 2023 fa è stato annunciato lo sviluppo di un vaccino combinato mRNA COVID-Omicron e influenza; il Bancel ha dichiarato ai media che il vaccino mRNA COVID di fatto diventerà come un’antinfluenzale, con alcuni gruppi di individui vulnerabili che dovranno farlo ciclicamente.

Al World Economic Forum di Davos due anni fa il Bancel lamentò che «nessuno più vuole» i vaccini, per cui era pronto a gettare «30 milioni di dosi nella spazzatura».

 

Moderna, prima della pandemia, non aveva mai venduto un prodotto sul mercato al consumatore.

 

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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia

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Armi biologiche

Documenti desecretati collegano l’epidemia di Lyme al programma statunitense di armi biologiche

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Un’ampia indagine basata su documenti governativi declassificati e ricerche scientifiche precedentemente soppresse ha portato alla luce prove inconfutabili che i programmi statunitensi di armi biologiche hanno contribuito alla comparsa della malattia di Lyme, che ora colpisce centinaia di migliaia di persone ogni anno, e non solo negli USA.   L’indagine rivela un modello di occultamento che si estende per sei decenni, compresa la soppressione sistematica di ricerche mediche cruciali e il rilascio di quasi 300.000 zecche radioattive in tutta la Virginia per studiare come si sarebbero diffusi gli insetti portatori di malattie.   È divenuto noto negli ultimi anni che la CIA ha utilizzato zecche infette contro Cuba. Documenti declassificati e la testimonianza di un agente della CIA descrivono l’impiego, nel 1962, di zecche infette contro i lavoratori cubani delle piantagioni di canna da zucchero nell’ambito dell’Operazione Mongoose («Mangusta»), il tentativo dell’amministrazione Kennedy di destabilizzare il regime di Fidel Castro.

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L’agente, ora settantenne, ha raccontato ai ricercatori che «la cosa più strana che abbia mai fatto è stata quella di lanciare zecche infette sui lavoratori cubani delle piantagioni di canna da zucchero» utilizzando un aereo da trasporto C-123 che effettuava missioni notturne «quasi sfiorando la superficie dei Caraibi per evitare i radar cubani».   Al ritorno da Cuba, il figlio di quattro mesi dell’agente sviluppò una febbre altissima che mise a rischio la sua vita, rendendo necessario un intervento chirurgico d’urgenza. Il suo comandante della CIA gli consigliò di «bruciare tutti i vestiti che hai portato a Cuba. Brucia tutto», lasciando intendere che c’erano timori di contaminazione.   Secondo quanto riferito dall’operatore, la missione era stata annullata perché «i venti mutevoli di Cuba rendevano difficile la consegna precisa del carico utile».   Tra il 1966 e il 1969, l’esercito statunitense rilasciò 282.800 zecche della specie Amblyomma americanum, rese radioattive con Carbonio-14, in diverse località della Virginia lungo le rotte migratorie degli uccelli. La marcatura radioattiva permise ai ricercatori di monitorare la diffusione delle zecche utilizzando contatori Geiger per diversi anni.   Prima di questi esperimenti, le zecche della stella solitaria non erano presenti a nord della linea Mason-Dixon. Nel giro di pochi anni dai rilasci in Virginia, si erano insediate per la prima volta a Long Island. Due esperti di zecche consultati in merito a questi rilasci si sono detti «sgomenti» e hanno affermato che «oggi non sarebbe mai possibile fare una cosa del genere».   Nel 2014, i ricercatori hanno scoperto una vasta quantità di materiale inedito nel garage del defunto scienziato Willy Burgdorfer, colui che aveva identificato il batterio responsabile della malattia di Lyme. Il materiale ha rivelato che Burgdorfer aveva individuato un secondo agente patogeno, denominato «Agente Svizzero», nei campioni di sangue di pazienti affetti da Lyme provenienti dal Connecticut e da Long Island alla fine degli anni Settanta.   Il sangue dei pazienti affetti da malattia di Lyme ha mostrato «reazioni molto forti» al test con l’agente svizzero, ma questa scoperta è stata completamente omessa dallo studio fondamentale di Burgdorfer del 1982 che ha identificato il batterio responsabile della malattia di Lyme. La soppressione di questa ricerca per oltre 40 anni potrebbe aver contribuito al fallimento dei trattamenti nei pazienti affetti da Lyme cronica.   Il dottor Jorge Benach e il dottor Allen Steere, coautori dello studio del 1982, riconoscono ora che la ricerca sull’Agente Svizzero «dovrebbe essere condotta» perché «le preoccupazioni per la salute pubblica giustificano un esame più approfondito».   Nel 1962, il Segretario alla Difesa Robert McNamara autorizzò il Progetto 112, dando vita a quello che i ricercatori descrivono come un programma di armi biologiche «quasi altrettanto vasto e segreto quanto il Progetto Manhattan». Il programma prevedeva 134 test programmati tra il 1962 e il 1974, con impianti di produzione in grado di allevare 100 milioni di zanzare infette al mese e 50 milioni di pulci alla settimana.   L’esistenza del programma è stata «categoricamente negata dai militari» fino al 2000, quando un’inchiesta della CBS News ha imposto il riconoscimento. I documenti mostrano che il programma coinvolgeva «ogni ramo delle forze armate e delle agenzie di intelligence statunitensi», con siti di sperimentazione dislocati in diversi paesi.   L’operazione Big Itch («grande prurito») del 1954 vide il lancio con successo di 670.000 pulci tramite bombe a grappolo, dimostrando che gli artropodi potevano sopravvivere al lancio aereo e «attaccarsi rapidamente agli ospiti». Il test convalidò la capacità delle armi biologiche di coprire «un’area bersaglio delle dimensioni di un battaglione e di interrompere le operazioni per un massimo di un giorno».

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Il Plum Island Animal Disease Center si trova a soli 13 miglia da Lyme, nel Connecticut, dove la malattia fu identificata per la prima volta. Dal 1952 al 1969, la struttura fu gestita dal Corpo Chimico dell’Esercito per la ricerca sulla guerra biologica, prima di essere trasferita al dipartimento dell’Agricoltura.   La struttura «conduceva spesso i suoi esperimenti all’aperto», con riconosciuti fallimenti nel contenimento, dove «gli animali da esperimento si mescolavano con cervi selvatici e gli uccelli da esperimento con uccelli selvatici». Richard Endris manteneva «oltre 200.000 zecche, sia molli che dure, di varie specie, in vivai di zecche a Plum Island, raccolte personalmente in luoghi lontani come il Camerun, in Africa».   La fauna selvatica si spostava regolarmente tra Plum Island e la terraferma. «I cervi di Lyme nuotavano regolarmente fino a Plum Island e gli uccelli locali vi volavano per nutrirsi di insetti», creando così percorsi diretti per il trasferimento di agenti patogeni di laboratorio alle popolazioni selvatiche.   Nella regione del canale Long Island Sound, a partire dal 1968, si è verificata un’epidemia senza precedenti di malattie trasmesse dalle zecche: 1968: A Nantucket compaiono i primi casi di babesiosi umana nella parte orientale degli Stati Uniti.; 1968: La febbre maculosa delle Montagne Rocciose compare nella regione di Cape Cod; 1970: Centinaia di casi di febbre maculosa delle Montagne Rocciose documentati a Long Island; 1972: Primi 51 casi documentati di artrite di Lyme a Old Lyme, Connecticut.   Secondo un’analisi, «negli anni Novanta l’estremità orientale di Long Island presentava di gran lunga la maggiore concentrazione di casi di malattia di Lyme. Se si tracciasse un cerchio attorno all’area del mondo maggiormente colpita dalla malattia di Lyme, il centro di quel cerchio sarebbe Plum Island».   Willy Burgdorfer, che scoprì il batterio responsabile della malattia di Lyme nel 1982, trascorse gran parte della sua carriera sviluppando armi biologiche trasmesse dalle zecche, prima di dedicarsi alla ricerca civile. In una testimonianza video del 2013, confermò la sua partecipazione alla ricerca sulle armi biologiche e «insinuò che ci fosse stata una qualche forma di rilascio accidentale».   Dopo che le telecamere si spensero, disse alla troupe «Non vi ho raccontato tutto». Prima della sua morte, avvenuta nel 2014, lasciò un biglietto in cui scriveva: «Mi chiedevo perché nessuno avesse fatto niente».   L’indagine ha individuato comportamenti sistematici di occultamento protrattisi per diversi decenni: soppressione di programmi come il Progetto 112, insabbiamento della ricerca sull’Agente Avizzero, mantenimento di documenti classificati oltre ogni giustificazione, ostacolo alle richieste del Congresso e etichettatura delle domande sull’origine in laboratorio come «teorie del complotto».   L’analisi ha confrontato le risposte istituzionali in tre indagini su fughe di laboratorio: il caso della malattia di Lyme negli Stati Uniti, le origini del SARS-CoV-2 in Cina e la recente epidemia di peste suina africana in Spagna. Tutti e tre i casi hanno mostrato schemi identici: cooperazione iniziale seguita da ostruzionismo, soppressione delle prove, promozione di spiegazioni alternative, attacchi alla credibilità degli investigatori e preferenza per l’autovalutazione rispetto alla supervisione indipendente.   Nel 2019, la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato un emendamento che imponeva al Pentagono di indagare se l’esercito avesse «condotto esperimenti con zecche e altri insetti in merito al loro utilizzo come armi biologiche tra il 1950 e il 1975» e se tali esperimenti fossero stati «rilasciati al di fuori di qualsiasi laboratorio per errore o nell’ambito di specifici esperimenti».

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Sebbene il batterio della malattia di Lyme sia presente in natura da migliaia di anni, l’indagine conclude che le attività di laboratorio hanno probabilmente contribuito all’attuale epidemia. Le prove suggeriscono molteplici scenari possibili: potenziamento in laboratorio (probabilità del 45%), incidente di laboratorio con impatto ambientale (25%), origine puramente naturale (25%) e test operativi con esposizione di civili (5%).   Se i patogeni modificati in laboratorio hanno contribuito all’emergere della malattia di Lyme, gli attuali protocolli di trattamento potrebbero essere inadeguati. La soppressione sistematica della ricerca sulla coinfezione da agente svizzero potrebbe aver contribuito direttamente ai modelli di malattia cronica osservati nei pazienti affetti da Lyme.   «Sapere quali malattie si sono diffuse e in quali luoghi salverà vite umane e fondi per la ricerca», secondo i ricercatori che si battono per la declassificazione di documenti militari risalenti a decenni fa.   Il dipartimento della Guerra non ha risposto alle richieste di commento. Le dichiarazioni precedenti hanno sottolineato che la ricerca biologica è stata «di natura puramente difensiva». Il Dipartimento dell’Agricoltura sostiene che «la malattia di Lyme non è mai stata oggetto di ricerca a Plum Island», sebbene questa smentita sia stata contraddetta da documenti classificati emersi in passato.   L’indagine rivela che gli approcci di trasparenza volontaria falliscono sistematicamente quando le istituzioni devono rispondere di incidenti legati alla sicurezza biologica. Le numerose prove suggeriscono che le attività di laboratorio abbiano contribuito all’epidemia di malattia di Lyme negli Stati Uniti, dimostrando la necessità di strutture istituzionali che privilegino la trasparenza e la salute pubblica rispetto all’autoconservazione.   L’opinione pubblica in questi giorni è scossa da immagini circolanti in rete che mostrerebbero scatole cariche di zecche sganciate da aerei ne boschi.  

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Alcuni commentatori sospettano che vi possa essere, dietro l’aumento dichiarato delle zecche di quest’anno, un piano preciso, in particolare per diffondere la sindrome di alfa-gal, che dà allergia alla carne rossa, quindi prevenendone il consumo, come da perdurante proposito mondialista. Si tratterebbe, in breve, di un programma eugenetico, che avrebbe avuto il suo primo caso mortale l’anno passato.   Non si tratta di un pericolo percepito solo dai cospirazionisti del web: lo Stato della Florida si è opposto alle zecche manipolatr allergo-inducenti.   Di fatto, la faccenda era divenuta di dominio pubblicò già quando anni fa emersero, ovviamente a Davos, i fautori del controllo biologico umano via malattia da zecche.   Come riportato da Renovatio 21, anni fa aveva destato scalpore la proposta di un bioeticista legato al WEF di bioingegnerizzare esseri umani con intolleranza alla carne in nome della lotta al cambiamento climatico. Nella sua proposta il dottor Matthew Liao, direttore del Centro per la bioetica del College of Global Public Health presso la New York University, nominava specificatamente la zecca Lone Star.   «La gente mangia troppa carne. E se dovessero ridurre il loro consumo di carne, allora aiuterebbe davvero il pianeta», aveva dichiarato il professor Liao.  

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«Quindi ecco un pensiero. Quindi si scopre che ne sappiamo molto: abbiamo queste intolleranze», ha continuato il Liao. «Per esempio ho un’intolleranza al latte. E alcune persone sono intolleranti ai gamberi. Quindi forse possiamo usare l’ingegneria umana per dimostrare che siamo intolleranti a certi tipi di carne, a certi tipi di proteine ​​bovine».   «C’è questa cosa chiamata zecca Lone Star che se ti morde diventerai allergico alla carne. Quindi è qualcosa che possiamo fare attraverso l’ingegneria umana. Possiamo forse affrontare problemi mondiali davvero grandi attraverso l’ingegneria umana».   Le zecche insomma, come le zanzare, potrebbero rientrare in un vasto programma eugenetico mondiale.   Va notato come le zecche, e la malattia di Lyme, si stiano diffondendo ora in tutta Europa, Italia compresa, così come ossessivi programmi vaccinali portati innanzi dalla regioni – si tratta, tuttavia, dell’encefalopatia (TBE), non del Lyme, per cui la protezione offerta è quantomeno limitata. Nel caso del Lyme, c’è già Pfizer che sta preparando il vaccino.   Osservatori in rete hanno accusato di Bill Gates di aver finanziato zecche geneticamente modificate, quantomeno nel caso di parassiti del bestiame. La Fondazione Bill & Melinda Gates ha finanziato progetti di ricerca (per un totale di oltre 12 milioni di dollari) concessi all’azienda biotecnologica Oxitec e al Roslin Institute per lo studio delle zecche del bestiame. L’obiettivo era sviluppare una tecnologia autolimitante per il controllo della zecca blu asiatica, un parassita che uccide il bestiame e distrugge i mezzi di sussistenza degli agricoltori, in modo simile a una tecnologia analoga utilizzata per combattere le zanzare portatrici di malattie.   Critici e influencer dei social media hanno falsamente affermato che queste zecche modificate fossero state rilasciate sulla popolazione statunitense per diffondere la sindrome alfa-gal.

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In Italia si registra un forte aumento dei casi di puntura di zecca e delle relative infezioni (cioè la TBE e la malattia di Lyme). L’espansione è guidata da cambiamenti climatici e dall’aumento delle aree incolte. Le zone più a rischio sono concentrate nel Nord-Est (Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino) e, più recentemente, nel Nord-Ovest.   Il Triveneto rimane l’area endemica principale in Italia per la TBE (encefalite da zecca) e la Malattia di Lyme. I dati dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) evidenziano un trend di crescita costante, con casi che sono passati da poche decine a numeri molto più consistenti (es. oltre 60 casi di malattia neuro-invasiva TBE annui), sebbene si stimino ampie sottostime.   Le zecche si rinvengono sempre più facilmente non solo nei boschi, ma anche in aree collinari, giardini ed erba alta.   Va detto apertamente che i cervi giocano un ruolo fondamentale nel ciclo di vita delle zecche, fungendo da «ospiti definitivi» ideali per la loro riproduzione. L’aumento delle popolazioni di cervi in Italia è una delle cause principali dell’aumento delle zecche. Gli ungulati silvestri forniscono il pasto di sangue necessario alle zecche adulte (in particolare la zecca dei boschi, Ixodes ricinus) per accoppiarsi. Dopo essersi nutrita sul cervo, la femmina adulta si stacca, si cala nel terreno e depone migliaia di uova.   I cervi si spostano su grandi distanze, trasportando le zecche dai boschi fitti fino ai margini dei centri abitati, dei pascoli e dei sentieri turistici. L’avvicinamento dei cervi alle zone antropizzate crea un contatto sempre più frequente tra le zecche e l’essere umano. Negli USA è stato notato che i comuni che hanno leggi che obbligano a tenere i cani al guinzaglio hanno pure più alti tassi di puntura da zecca, poiché i cervi, neutralizzato Fido, tendono ad avvicinarsi sempre più alle case.   Da qui è facile speculare sul perché vi sia stato, dagli anni Novanta, un aumento esponenziale di cervi e daini nei nostri boschi. Si tratta di creature che le generazioni precedenti, in varie aree, difficilmente ricordano.   L’uso della natura come arma biologica era stato espressamente teorizzato dall’ufficio ricerca e sviluppo esercito americano – la celeberrima DARPA – all’interno del programma «Insetti Alleati».   Come riportato da Renovatio 21, un altro invertebrato sul quale si stanno concentrando vari piani scientificomilitari è la zanzara, di cui si teorizza perfino l’uso per vaccinare senza consenso la popolazione. Anche qui, oltre che interessi dell’esercito, vi sono lauti finanziamenti dell’inevitabile Bill Gates.  

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Epidemie

Tribunale keniota blocca il progetto americano di una struttura per la cura dell’Ebola

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L’Alta Corte del Kenya ha fermato un progetto, appoggiato dagli Stati Uniti, per realizzare una struttura di quarantena per l’Ebola nella base aerea di Laikipia, destinata ai cittadini americani potenzialmente entrati in contatto con il virus.

 

L’ordinanza del tribunale di giovedì è arrivata poco dopo che Washington ha reso nota una nuova iniziativa, mentre l’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) continua a espandersi. Secondo il Dipartimento di Stato americano, Washington intende stanziare 13,5 milioni di dollari per sostenere la preparazione del Kenya all’Ebola.

 

La petizione presentata dal Katiba Institute del Kenya sostiene che il progetto potrebbe generare un rischio per la salute pubblica in un paese che non ha segnalato alcun caso di Ebola. Il tribunale ha dichiarato la richiesta urgente dopo che il ricorrente ha denunciato una «minaccia imminente per la vita» qualora non fossero stati concessi provvedimenti provvisori, secondo quanto riportato nella sentenza.

 

La sentenza proibisce alle autorità keniote di «istituire, rendere operativo, agevolare, approvare o autorizzare… qualsiasi struttura di esposizione, quarantena, isolamento o trattamento per l’Ebola» nel paese, in base ad accordi con gli Stati Uniti o qualsiasi altro governo straniero.

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Gli Stati Uniti hanno adottato altre misure per limitare il rischio di diffusione dell’Ebola. Washington ha recentemente imposto restrizioni d’emergenza all’ingresso per i cittadini stranieri che avevano visitato la Repubblica Democratica del Congo, l’Uganda o il Sud Sudan, mentre i cittadini statunitensi di ritorno da questi paesi potevano entrare solo attraverso l’aeroporto internazionale di Washington Dulles.

 

La controversia legale si inserisce nel contesto della crescente epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo. Giovedì, il direttore generale dei Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie (Africa CDC), Jean Kaseya, ha dichiarato che dal 15 maggio, data in cui il Paese ha dichiarato la sua diciassettesima epidemia di Ebola, sono stati registrati un totale di 1.077 casi sospetti e 246 decessi probabili.

 

L’epidemia è causata dal ceppo Bundibugyo del virus e ha destato preoccupazione in tutta la regione poiché al momento non sono disponibili vaccini approvati o trattamenti specifici.

 

Tuttavia, venerdì l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha segnalato la prima guarigione confermata dall’epidemia. La responsabile tecnica dell’agenzia, Anais Legand, ha dichiarato che un paziente risultato positivo all’Ebola è guarito ed è stato dimesso dall’ospedale il 27 maggio dopo aver ricevuto due risultati negativi al test.

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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia

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