Epidemie
L’impatto economico del Coronavirus: intervista a Valerio Malvezzi
La pandemia di Coronavirus avrà dei risvolti probabilmente devastanti sull’economia mondiale. Essa graverà sul PIL di tutti gli Stati, in particolare su quello italiano, dove il virus ha attecchito principalmente nelle tre regioni più produttive, mettendo in ginocchio imprese di ogni tipo.
Il governo Conte-bis sembrerebbe però volerci nascondere l’impatto inquietante del virus, sminuendo la situazione e probabilmente non dicendola propria tutta sugli effetti finali di questa vicenda.
Riguardo a questo tema delicatissimo, e urgentissimo, Cristiano Lugli, cofondatore e portavoce di Renovatio 21 intervista un economista noto a livello nazionale, il Prof. Valerio Malvezzi, già Deputato al Parlamento Italiano, membro della Commissione Finanze con delega di gruppo in materia bancaria.
«Noi pagheremo 35 miliardi di euro, ovvero il prezzo dell’ideologia antirazzismo: quando avremmo dovuto intervenire subito per bloccare l’epidemia, esattamente come ora fanno i cinesi con noi, noi lo avremmo dovuto fare con loro»
Già consulente dell’Amministratore Delegato di Invitalia, società partecipata dal MEF, poi Presidente di Garanzia Italia, società del Gruppo. Imprenditore, cofondatore di Win The Bank e Direttore del Corso MasterBANK e Docente Universitario.
Il suo è a nostro giudizio un parere illuminante volto per mostrare risvolti che forse nessuno ancora, fino ad oggi, ha preso in considerazione con così tanta competenza e precisione.
Prof. Malvezzi, secondo il Financial Times l’impatto del Coronavirus potrebbe causare una recessione tecnica per l’Italia. Crede che queste considerazioni siano corrette e il rischio di recessione per il nostro Paese, quindi, reale?
«Il governo sta cercando di minimizzare sostenendo che si tratta di una situazione circoscritta, dal punto di vista economico, a Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna»
Sì, e penso che sia una previsione ottimistica quella del Financial Times, assolutamente centrata. Per una ragione molto semplice: il governo sta cercando di minimizzare sostenendo che si tratta di una situazione circoscritta, dal punto di vista economico, a Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. Stando in contatto costante con i commercialisti della mia rete professionale e parlando quindi con tutte le regioni italiane, le posso assicurare che la situazione mi viene descritta come seriamente tragica.
È stata affrontata un’emergenza sanitaria con i parametri dell’ideologia, quando palesemente non credo si possa parlare di razzismo
Del resto, anche se la situazione fosse circoscritta alle tre regioni sopracitate come il Governo dice – e sappiamo comunque che le cose non stanno esattamente così – non sarebbe ugualmente grave dal momento che stiamo parlando di tre delle regioni più ricche d’Italia?
Difficilmente posso credere che questo Governo comprenda la reale situazione. Tuttavia, anche entrando nel campo delle ipotesi per assurdo, dobbiamo renderci conto che la Lombardia fa circa 390 miliardi, il Veneto circa 163 miliardi, l’Emilia-Romagna circa 161 miliardi, poi il Piemonte con circa 137 miliardi. Stando solo alle prime tre, vuole dire che siamo circa al 40% del Prodotto Interno Lordo del nostro Paese.
«Difficilmente posso credere che questo Governo comprenda la reale situazione»
Perciò, sulla base di queste previsioni, stimo che il danno di un 10% – ipotesi largamente ottimistica – significa parlare di 35 miliardi a livello italiano. Naturalmente ipotizzando, sempre per assurdo come abbiamo visto, che tutte le altre regioni facciano gli stessi numeri di fatturato precedenti. Per questo motivo io credo che la crisi sarà almeno legata a 35 miliardi di danno economico, cioè 10 volte superiore a quello che il Governo ha stanziato per far fronte a questa emergenza.
Il nostro Paese ora bussa all’UE per chiedere aiuto, inginocchiandosi per 3,5 miliardi di euro. Quale pensa sarà la risposta e quale, alla fine di tutto, il prezzo da pagare?
«Stimo che il danno di un 10% – ipotesi largamente ottimistica – significa parlare di 35 miliardi a livello italiano»
La domanda vera è quanto è il prezzo della ideologia anti-razzismo. Noi pagheremo 35 miliardi di euro, ovvero il prezzo dell’ideologia antirazzismo: quando avremmo dovuto intervenire subito per bloccare l’epidemia, esattamente come ora fanno i cinesi con noi, noi lo avremmo dovuto fare con loro, e il costo, cioè il prezzo da pagare, sarebbe stato enormemente più basso. Invece è stata affrontata un’emergenza sanitaria con i parametri dell’ideologia, quando palesemente non credo si possa parlare di razzismo laddove viene fermata una persona contagiata, indipendentemente dal colore della pelle o dalla sua provenienza.
Quanto poi questo sarà condiviso a livello europeo dipenderà da cosa deciderà l’Europa, la quale ci ha sostanzialmente appena detto, molto candidamente, che quelle migliaia di influenze presenti in Germania probabilmente erano Coronavirus. Quindi se l’Europa deciderà di dare contributi li darà perché li vorrà dare a Francia e Germania, non certo per l’Italia. Del resto, la prima operazione fatta da tedeschi e francesi – tanto amici nostri – è stata quella di bloccare l’esportazione di settore sanitario.
«Io credo che la crisi sarà almeno legata a 35 miliardi di danno economico, cioè 10 volte superiore a quello che il Governo ha stanziato per far fronte a questa emergenza»
Quale panorama prevede post-Coronavirus a proposito degli assetti geo-politici ed economici?
Posso fare una previsione nazionale a proposito dell’Italia. L’immagine azzeccata credo sia quella delle macerie dopo una guerra: ne usciremo così. Il 2020 sarà un anno catastrofico per l’economia italiana, in tutte le regioni italiane e non solo in quelle tre colpite dal contagio più forte.
Se l’Europa deciderà di dare contributi li darà perché li vorrà dare a Francia e Germania, non certo per l’Italia
Tutto questo a causa di una totale miopia del governo attuale nel capire il problema. Quando ho chiesto alla mia rete professionale di commercialisti cosa ne pensassero del provvedimento del ministro Gualtieri, che prevede la dilazioni di proroghe fiscali, la risposta è stata un corollario variopinto ed articolato di insulti.
Cosa avrebbe potuto fare il Governo italiano per evitare eventualmente il collasso economico?
La prima operazione fatta da tedeschi e francesi è stata quella di bloccare l’esportazione di settore sanitario
Ora che le vacche sono uscite dalla stalla e i tori sono fuggiti, quello che serve non è una manovra di dilazione fiscale – questa è pura follia – ma quello che serve è piuttosto un intervento sulle accise della benzina, un abbassamento sulle accise del carburante per gli autotrasportatori, un taglio dei contributi a fondo perduto alle imprese.
Il problema è che questo tipo di strumenti non ci sono consentiti dall’Unione Europea. Quindi, la vera analisi è questa: salviamo l’Euro o salviamo l’Italia? Io purtroppo non ho dubbi sul fatto che questo Governo propenderà ovviamente per la prima opzione.
Il 2020 sarà un anno catastrofico per l’economia italiana, in tutte le regioni italiane e non solo in quelle tre colpite dal contagio più forte
Dopo il Coronavirus prevede un ritorno alla sovranità degli Stati o una pressione ancora maggiore verso gli Stati Uniti di Europa?
La mia previsione è molto semplice. Questa storia finirà con un bel “chi ha avuto, ha avuto; chi ha dato ha dato, ha dato, scurdámmoce ‘o ppassato”.
Questo per dire che a mio avviso non succederà assolutamente niente sotto il profilo geopolitico perché vedo ancora milioni di italiani che quando io critico il governo Conte ne fanno una questione politica.
Le ragioni della critica a questo Governo sono di natura economica, ben esplicitate dagli imprenditori, dai liberi professionisti e dai commercialisti che sono, per usare un eufemismo, incazzati neri.
La vera analisi è questa: salviamo l’Euro o salviamo l’Italia? Io purtroppo non ho dubbi sul fatto che questo Governo propenderà ovviamente per la prima opzione
In Italia però continueremo ad avere milioni di persone che per ragioni ideologiche continueranno a dire che Conte ha fatto bene e che il Governo ha lavorato bene e, quindi, avanti tutta con l’Europa.
Del resto in questi giorni io continuo a sentire politici italiani – naturalmente parlamentari della attuale maggioranza – che vanno dicendo «meno male che abbiamo l’Europa, questo è il momento di unirci ancora di più». Quindi, paradossalmente, il Coronavirus sarà un incentivo ad un’Europa ancora più unita, invece che essere un incentivo ad uscire come dovrebbe essere.
Aver distrutto la nostra Sanità negli ultimi dieci anni oggi ci mette in ginocchio. E chi ce le ha fatte fare queste cose? L’Europa
Del resto mi perdoni: sono vent’anni che ci dicono che se fossimo usciti dall’Euro sarebbero arrivate le cavallette e la recessione economica. Adesso che le cavallette le abbiamo in casa, come la mettiamo? Le aziende chiudono, le imprese stanno licenziando i lavoratori dipendenti, ci sono persone che stanno vendendo la casa per andare in affitto ed avere così i soldi per mangiare. E in questa situazione hanno il coraggio di parlare di Europa Unita? Tutto questo è scandaloso.
La realtà, per concludere, è che il Coronavirus verrà usato per fare ancora una volta propaganda politica a favore di una sempre più marcata globalizzazione, quando l’insegnamento che invece dovremmo trarre è che aver distrutto e continuare a distruggere la domanda interna al nostro Paese ci mette oggi in ginocchio.
Aver distrutto la nostra Sanità negli ultimi dieci anni oggi ci mette in ginocchio. E chi ce le ha fatte fare queste cose? L’Europa. Chiudo allora dicendo: Viva l’Europa e chi l’ha voluta!
Cristiano Lugli
Epidemie
La Nigeria segnala un caso di Ebola. È il quinto Paese
La Nigeria ha confermato il suo primo caso di Ebola in oltre un decennio: una donna che aveva recentemente viaggiato in Uganda è risultata positiva al virus nella capitale, Abuja.
La paziente è arrivata in Nigeria all’inizio di ottobre e ha iniziato a manifestare i sintomi il 7 ottobre, ha dichiarato martedì il Ministero della Salute del Paese. La donna si è recata in un ospedale privato l’11 ottobre e le è stata diagnosticata l’infezione da Ebola, ceppo Bundibugyo, il 20 ottobre, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). La donna rimane in isolamento e sta ricevendo assistenza medica. Le autorità sanitarie hanno identificato 44 persone che potrebbero essere state esposte all’infezione.
La paziente è stata inizialmente curata per sintomi simili alla malaria, ma i medici si sono preoccupati quando le sue condizioni non sono migliorate, ha dichiarato Odianosen Ehiakhamen, funzionario del Centro nigeriano per il controllo e la prevenzione delle malattie (NCDC), ad Arise TV, come riportato da Punch.
«Per quanto riguarda i 44 contatti, si tratta principalmente di operatori sanitari e personale di supporto dell’ospedale, perché tutto è accaduto all’interno dell’ospedale», ha affermato Ehiakhamen.
Il ministero della Salute ugandese ha dichiarato che la donna era una cittadina nigeriana che si era recata nella Repubblica Democratica del Congo orientale per affari prima di transitare per l’Uganda. Il ministero ha sottolineato che il luogo del contagio rimane sconosciuto e che in Uganda non ci sono casi attivi di Ebola.
Secondo l’OMS, la Nigeria è il quinto Paese a segnalare casi di virus Bundibugyo dall’inizio dell’epidemia nella Repubblica Democratica del Congo a maggio, dopo i precedenti casi registrati in Uganda, Francia e Kenya. Il Kenya ha registrato nove contagi collegati a un caso importato, mentre l’epidemia nella Repubblica Democratica del Congo continua a diffondersi.
Come riportato da Renovatio 21, il Kenya aveva già bloccato il progetto statunitense per la struttura di cura dell’Ebola. Dei 800 milioni di dollari che erano stati stanziati, una parte sarebbe destinata alla fornitura di materiali, medicinali e alla costruzione di una rete logistica regionale.
Secondo il ministero della Salute della Repubblica Democratica del Congo, l’epidemia di Ebola ha causato 4.602 vittime e registrato 9.552 casi di contagio confermati dall’inizio dell’epidemia a maggio. Al 18 ottobre, il virus aveva colpito otto province, con l’Ituri che rappresentava quasi il 73% di tutti i casi.
La Nigeria era già riuscita a contenere un’epidemia di Ebola nel 2014.
Nel frattempo, lunedì il dipartimento di Stato americano ha innalzato il livello di allerta viaggi per il Kenya dal livello 2 al livello 3, esortando gli americani a riconsiderare la possibilità di visitare il Paese a causa dei rischi per la salute legati all’Ebola, nonché per problemi di sicurezza.
Come riportato da Renovatio 21, a settembre la Francia ha confermato il suo primo caso di Ebola in un medico rientrato di recente da una missione umanitaria nella Repubblica Democratica del Congo. L’India, dove si vociferava vi fossere dei casi, non ha confermato alcun caso di contagio.
Precedentemente manifestanti avevano dato fuoco a un centro di cura per l’Ebola in Congo dopo che era stato loro impedito di portare via il corpo di una presunta vittima per la sepoltura.
Come riportato da Renovatio 21, il produttore di sieri genici mRNA Moderna la scorsa settimana si è aggiudicata un contratto da 50 milioni di dollari per il vaccino Ebola.
Gli USA due mesi fa hanno vietato ai propri cittadini residenti nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) di imbarcarsi su voli commerciali per tornare in patria finché non avranno trascorso almeno 21 giorni in un altro Paese
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di di UNMEER via Flickr pubblicata su licenza CC BY-ND 2.0
Epidemie
Secondo caso di Ebola in Kenya
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Epidemie
«Perché Fauci deve marcire in galera»
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.
Nel suo nuovo libro, «Perché Fauci deve marcire in prigione», Peter Navarro, Ph.D., afferma che il dottor Anthony Fauci ha ripetutamente riconosciuto fatti importanti nei suoi diari privati durante la pandemia di COVID-19, per poi perseguire pubblicamente politiche contraddittorie che hanno danneggiato gli americani. «Dovrebbe finire in prigione, e in questo libro abbiamo le prove per mandarci dentro», ha dichiarato Navarro ad American Thought Leaders.
Il diario privato del dottor Anthony Fauci rivela una contraddizione «sconcertante» tra ciò che l’ex massimo esperto statunitense di malattie infettive sapeva del COVID-19 e ciò che ha comunicato al pubblico, ha affermato la scorsa settimana Peter Navarro, Ph.D., consigliere senior della Casa Bianca, durante la trasmissione American Thought Leaders.
Nel suo nuovo libro, Why Fauci Must Rot in Prison («Perché Fauci deve marcire in prigione»), in uscita il 20 ottobre, Navarro paragona gli appunti privati di Fauci al suo diario del periodo della pandemia e usa quella che definisce «la storia di due diari» per sostenere che Fauci dovrebbe essere perseguito penalmente.
«In realtà, mostro come un procedimento giudiziario può e dovrebbe svolgersi… molto probabilmente a livello statale», ha affermato Navarro. «Dovrebbe finire in prigione, e in questo libro abbiamo le prove per mandarcisi».
Navarro ha affermato che Fauci ha ripetutamente riconosciuto in privato fatti importanti, per poi perseguire pubblicamente politiche che contraddicevano tali fatti, con conseguenze devastanti.
«Ciò che scrive spesso in privato nel suo diario è talmente in contrasto sia con il suo comportamento pubblico che con le sue dichiarazioni pubbliche da risultare sconcertante», ha affermato Navarro.
Navarro analizza i danni duraturi causati dai lockdown e da altre politiche adottate durante la pandemia, nonché le continue conseguenze del COVID-19 a lungo termine.
Il suo libro affronta anche questioni relative alla sicurezza dei vaccini, tra cui il motivo per cui i giovani sani sono stati obbligati a vaccinarsi contro il COVID-19 nonostante le preoccupazioni relative alla miocardite, e perché le donne non sono state avvertite dei rischi di aborto spontaneo legati alle vaccinazioni.
Sostieni Renovatio 21
«Fauci sapeva di essere probabilmente responsabile… E poi ha insabbiato tutto»
Navarro ha affermato che la sola controversia sulle origini del COVID-19 lo ha spinto a scrivere il libro. «Ciò che è seguito da quel momento in poi è il più grande insabbiamento nella storia della medicina», ha dichiarato.
Nell’aprile del 2020, Navarro sostenne pubblicamente che il SARS-CoV-2 proveniva da un laboratorio di Wuhan, in Cina. All’epoca, fu oggetto di intense critiche per aver messo in discussione la spiegazione dell’origine naturale del virus.
Quello che non sapeva era che, mesi prima, durante una teleconferenza con Fauci, gli esperti avevano avvalorato la teoria della fuga dal laboratorio.
Secondo quanto riportato nel diario di Fauci, nel gennaio 2020 10 dei 12 esperti interpellati da Fauci ritenevano che il SARS-CoV-2 avesse avuto origine presso l’ Istituto di Virologia di Wuhan e fosse stato modificato geneticamente attraverso ricerche di acquisizione di nuove funzioni.
«Fauci ha capito subito, non appena quegli esperti glielo hanno detto, non appena hanno affermato che quella sostanza proveniva dal laboratorio, di esserne responsabile», ha dichiarato Navarro. Fauci si era precedentemente adoperato per ripristinare la ricerca sul guadagno di funzione e aveva dato il suo benestare al lavoro svolto presso il laboratorio di Wuhan.
Fauci sapeva che la ricerca prevedeva la trasformazione di «virus dei pipistrelli innocui per gli esseri umani» in virus «in grado di uccidere gli esseri umani», ha affermato Navarro.
Ma, stando a Navarro, Fauci ha esortato alcuni scienziati ad aiutare a dissuadere l’opinione pubblica dall’ipotesi di un’origine in laboratorio.
«Ha spinto diversi ricercatori che sostenevano che la scoperta provenisse dal laboratorio a tornare sui propri passi, esaminare il problema, studiarlo e giungere a una conclusione diversa», ha affermato Navarro.
Settimane dopo, i ricercatori hanno pubblicato «L’origine prossimale del SARS-CoV-2», un articolo in cui sostenevano che il virus non fosse stato creato in laboratorio.
Navarro ha fatto notare che gli autori dell’articolo stavano cercando di ottenere ulteriori finanziamenti dall’agenzia di Fauci, il National Institute of Allergy and Infectious Diseases. Il controllo di Fauci sui finanziamenti per la ricerca gli conferiva una notevole influenza sugli scienziati, ha affermato Navarro.
Secondo Navarro, Fauci non ha rivelato il suo potenziale conflitto di interessi mentre contribuiva a definire la risposta pubblica alla pandemia.
«Quello che Fauci ha fatto è stato nascondere la propria colpevolezza», ha detto Navarro. «Dice a tutti come risolvere la situazione, ma non rivela il suo ruolo nel causarla. E sotto la sua supervisione si sono scatenati caos e autoritarismo».
Per Navarro, il presunto insabbiamento è centrale nel caso penale. «Fauci sapeva di essere probabilmente responsabile di qualsiasi pandemia ci stesse per colpire. E poi ha cercato di insabbiare tutto», ha affermato.
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Idrossiclorochina: «Sangue sulle mani di Tony Fauci»
Navarro ha inoltre citato le controversie relative all’idrossiclorochina, un farmaco generico a basso costo che ha definito «uno dei farmaci più sicuri che abbiamo al mondo».
«Attenua i sintomi quando si contrae il COVID e riduce il rischio di mortalità», ha affermato. «È un’ottima combinazione».
Navarro ha dichiarato che si stava preparando a distribuire 65 milioni di compresse quando l’«isteria da idrossiclorochina» ha mandato a monte i suoi piani.
Secondo Navarro, inizialmente Fauci aveva descritto l’idrossiclorochina come sicura e meritevole di essere sperimentata. Ma nel giro di poche settimane, Fauci cambiò idea e convinse con successo la Food and Drug Administration (FDA) statunitense a opporsi al farmaco.
«Circa un mese dopo aver scritto nel suo diario: «sì, è sicuro, usatelo», inizia una crociata contro di esso che arriva fino alla FDA», ha detto Navarro. «E la FDA commette uno dei più grandi errori medici al mondo».
Nel giugno 2020, la FDA ha revocato l’autorizzazione all’uso di emergenza dell’idrossiclorochina per il trattamento dei pazienti affetti da COVID-19. Navarro ha affermato che tale decisione ha contribuito a bloccare l’accesso a un farmaco che avrebbe potuto salvare vite umane.
Stimò che decine di migliaia di americani sarebbero potuti sopravvivere se le autorità gli avessero permesso di procedere con il suo piano di distribuzione.
«Oggi molte persone sarebbero ancora vive», ha detto. «E, ancora una volta, la colpa è di Tony Fauci».
Aiuta Renovatio 21
Paxlovid: un esempio di come si possano promuovere farmaci costosi a scapito di trattamenti alternativi migliori.
Navarro ha inoltre utilizzato l’esperienza di Fauci con Paxlovid, l’antivirale anti-COVID-19 della Pfizer, per sostenere che la risposta alla pandemia ha privilegiato i prodotti farmaceutici costosi rispetto ad alternative più economiche.
Ha descritto Paxlovid come un farmaco sostitutivo dell’idrossiclorochina, al costo di circa 2.000 dollari a ciclo di trattamento. Ha inoltre sottolineato l’ effetto rebound di Paxlovid, per cui i sintomi possono ripresentarsi dopo un iniziale miglioramento del paziente.
«Prendevi il farmaco, ti sentivi meglio per un po’… e poi boom! Quel virus ti colpiva di nuovo più forte, una ricaduta», ha detto.
Secondo Navarro, Fauci ha avuto una ricaduta dopo aver assunto Paxlovid. Fauci ha quindi seguito una seconda terapia, ha avuto un’altra ricaduta e ha sviluppato un collasso polmonare che lo ha portato vicino alla morte.
Navarro ha definito la decisione di Fauci di sottoporsi a un secondo ciclo di cure «negligenza medica». «È lui la persona di cui ci fidiamo», ha detto.
Navarro vede la promozione del Paxlovid rispetto all’idrossiclorochina come un esempio di quello che ha definito il «complesso medico-industriale», in cui le aziende farmaceutiche, gli enti governativi che erogano finanziamenti, le compagnie assicurative e i ricercatori hanno incentivi finanziari che sono in conflitto con il benessere dei pazienti.
«È tutta una questione di sovvenzioni, di chi le riceve e di chi le concede. È colpa delle grandi case farmaceutiche e delle compagnie di assicurazione sanitaria», ha affermato Navarro. «Non hanno a cuore i nostri interessi, ma solo i propri».
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
«Il finale non è ancora stato scritto»
Navarro ha affermato che i funzionari della sanità pubblica e i media hanno continuato a seguire le indicazioni di Fauci anche dopo che l’iniziale incertezza sulla pandemia ha cominciato ad attenuarsi.
La «nebbia della guerra pandemica» si sarebbe dissipata, ma i funzionari continuarono a seguire «il vangelo di Fauci», e furono commessi altri «errori», ha affermato.
Navarro vuole che Fauci testimoni sotto giuramento sulle origini della pandemia e sulle decisioni che hanno plasmato la risposta degli Stati Uniti.
«Cerchiamo di capire cosa è successo a Wuhan, e ne trarremo tutti beneficio», ha detto Navarro. «E un modo per farlo è far testimoniare Fauci, citarlo in giudizio e sottoporlo a processo».
«È semplicemente straordinario che un tizio che… con ogni probabilità è stato responsabile della creazione della pandemia possa ottenere una statuetta e una fortuna di milioni di dollari da questo, senza doverne rispondere».
Spera che il libro contribuisca a cambiare questa situazione. «Il finale non è ancora scritto», ha detto. «Ed è proprio questo che sto cercando di fare con “Perché Fauci deve marcire in prigione”, scrivere un finale in cui venga chiamato a rispondere di tutta la sofferenza che ha inflitto praticamente a chiunque nel mondo».
Jill Erzen
© 13 ottobre, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.
Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Occulto2 settimane faConsiglio comunale si apre con la preghiera «Ave Satana»
-



Essere genitori2 settimane faOssitocina contro il divorzio, una proposta
-



Necrocultura1 settimana faLa guerra occulta oltre l’aborto
-



Immigrazione4 giorni faIl sacco di Milano della barbarie anarco-tirannica. Invochiamo il flagello di Ambrogio
-



Predazione degli organi7 giorni faTrapianto di organi, prima la persuasione e poi l’obbligo?
-



Spirito2 settimane faMons. Viganò: la fallacia del Concilio «letto alla luce della Tradizione»
-



Pensiero2 settimane faPapa Leone «medical dimension»
-



Pensiero5 giorni faL’antico incidente dietro la Tesla volante












