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Prete argentino con un cappello da Minion prepara una macedonia di frutta durante la messa di Pentecoste
Un sacerdote argentino ha provocato numerose critiche dopo aver realizzato una macedonia di frutta nel corso della Messa della domenica di Pentecoste, con l’intento apparente di spiegare ai bambini i frutti dello Spirito Santo. Lo riposta LifeSite.
I filmati dell’accaduto hanno iniziato a circolare sui social media dopo la celebrazione del 24 maggio nella parrocchia di Nostra Signora della Misericordia, appartenente alla diocesi di Río Cuarto, in Argentina, e sono stati ripresi da varie testate giornalistiche cattoliche. Nel corso della funzione, padre Carlos Costale ha collegato determinati frutti ai tradizionali frutti dello Spirito Santo (per esempio, una mela per simboleggiare l’amore e una banana per rappresentare la gioia) per poi distribuire la macedonia ai presenti.
Don Costale ha condotto l’attività indossando un grembiule con il logo della squadra di calcio argentina Boca Juniors e un cappello giallo e blu raffigurante i Minions. L’aspetto visivo faceva parte di una spiegazione pensata specificamente per i bambini che assistevano alla Messa. I sostenitori dell’iniziativa hanno sostenuto che l’attività era stata concepita per «aiutare i partecipanti più giovani a comprendere il significato della Pentecoste attraverso immagini ed esempi adatti alla loro età».
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Il 29 maggio, il celebre blog argentino El Wanderer ha definito la scena una payasada («pagliacciata») e ha rivolto una serie di domande pubbliche ad Adolfo Uriona, vescovo di Río Cuarto, in merito alla supervisione liturgica nella diocesi.
«Ritiene che le buffonate compiute da questo sacerdote, accompagnato da alcuni catechisti, abbiano un qualche effetto pastorale?», si domandava il blog in una delle numerose interrogazioni rivolte al vescovo.
Lo stesso articolo si chiedeva se Uriona o altre autorità diocesane avessero adottato misure nei confronti del sacerdote, considerato che non era la prima volta che Costale svolgeva iniziative simili durante la messa. Secondo il profilo Instagram della parrocchia, Costale «si esibisce» quasi ogni domenica.
Il blog ha inoltre ricordato che papa Leone XIV, durante un’udienza generale del 27 maggio, ha rammentato ai fedeli che le norme liturgiche devono essere rispettate senza eccezioni e che la Messa non può essere modificata di propria iniziativa, per evitare di generare confusione tra i credenti.
Inoltre, secondo la Redemptionis Sacramentum, l’istruzione della Chiesa – approvata da Papa Giovanni Paolo II nel 2004 – che regola la celebrazione dell’Eucaristia e mira a prevenire gli abusi liturgici, si afferma: «n alcuni luoghi gli abusi commessi in materia liturgica sono all’ordine del giorno, il che ovviamente non può essere ammesso e deve cessare».
Redemptionis Sacramentum aggiunge: «Troppo grande è il Mistero dell’Eucaristia “perché qualcuno possa permettersi di trattarlo con arbitrio personale, che non ne rispetterebbe il carattere sacro e la dimensione universale”. Chi al contrario, anche se Sacerdote, agisce così, assecondando proprie inclinazioni, lede la sostanziale unità del rito romano, che va tenacemente salvaguardata».
Il testo prosegue raccomandando che i sacerdoti «non svuotino il significato profondo del proprio ministero, deformando la celebrazione liturgica con cambiamenti, riduzioni o aggiunte arbitrarie»
non devono svuotare il loro ministero del suo profondo significato deformando la celebrazione liturgica con cambiamenti, riduzioni o aggiunte arbitrarie (…) Si ponga fine al riprovevole uso con il quale i Sacerdoti, i Diaconi o anche i fedeli mutano e alterano a proprio arbitrio qua e là i testi della sacra Liturgia da essi pronunciati. Così facendo, infatti, rendono instabile la celebrazione della sacra Liturgia e non di rado ne alterano il senso autentico».
Come riportato da Renovatio 21, pochi giorni fa in Germania, durante la Katholikentag (Giornata dei cattolici) la chiesa di Erbipoli – cioè Würzburg – era stata riempita dello spettacolo di almeno 18 clowni.
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Documentario sulle consacrazioni episcopali FSSPX 2026
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Sacerdote ucciso dalla caduta di un crocifisso durante la messa. Se fosse stato ad orientem si sarebbe salvato?
In Ecuador, un sacerdote cattolico è morto dopo che un grande crocifisso di legno, caduto dal muro di una chiesa, lo ha colpito alla testa durante la messa.
La tragedia si è verificata sabato nella chiesa di Nostra Signora del Perpetuo Soccorso nella città meridionale di Guayaquil. La funzione religiosa è stata trasmessa in diretta streaming sui social media, secondo quanto riportato dai media locali.
Il filmato mostra il parroco cinquantatreenne, padre Patricio Alfredo Sanchez Molinari, classe 1973, in piedi vicino all’altare quando il crocifisso appeso alla parete dietro di lui si inclina improvvisamente in avanti e gli cade addosso. L’incidente è avvenuto circa 30 minuti dopo l’inizio della funzione, lasciando i fedeli attoniti e addolorati.
Catholic priest Patricio Alfredo Sánchez Molinari was killed when a crucifix fell on him during a service in Ecuador. Congregants tried to help, but he died from his injuries. pic.twitter.com/u2b4DaZPok
— Breaking911 (@Breaking911) October 18, 2026
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L’Arcidiocesi di Guayaquil ha successivamente confermato la morte del sacerdote in un comunicato ufficiale, affermando che il Cardinale Luis Cabrera si è unito «nella preghiera per l’eterno riposo della sua anima ed esprime la sua solidarietà, il suo affetto e il suo amore alla famiglia dei Redentoristi, ai suoi familiari e amici». Anche i parrocchiani di San Lorenzo a Vinces, dove padre Patricio aveva prestato servizio in precedenza, hanno reso omaggio al sacerdote, ricordando la sua «dedizione e il suo amore pastorale» per la loro comunità.
Le autorità ecuadoriane non hanno rilasciato dichiarazioni pubbliche sull’accaduto e le cause della caduta del crocifisso restano ignote.
Da quanto si comprende, il terrificante incidente si è avuto dopo l’omelia, dove il sacerdote aveva predicato sulla mortalità e sul giusto utilizzo del tempo limitato che gli esseri umani hanno in questa vita per servire il Signore.
Ispirandosi al passo evangelico che parla di dare a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio, ha detto alla congregazione: «Cari fratelli e sorelle, un giorno anche noi che siamo qui moriremo». «A volte il tempo che dedichiamo alle cose materiali non ha lo stesso significato del tempo che dedichiamo a Dio: quel tempo di qualità che doniamo a Dio, ai nostri fratelli e sorelle, a nostro marito, a nostra moglie, ai nostri figli, alla famiglia. Quel tempo è speso meglio», ha continuato.
Il presbitero aveva anche chiesto: «quanto tempo dedichiamo a Dio? Come impieghiamo il nostro tempo?» e aveva osservato che spesso le persone trascorrono ore al cellulare e con altre distrazioni, dedicando solo brevi momenti alla preghiera. «Ciò che conta è sempre il Signore. Lui deve essere al primo posto», ha detto, prima di guidare la recita del Credo.
Durante le preghiere dei fedeli che sono seguite , il grande e pesante crocifisso di legno si è staccato dal muro dietro l’altare e cadde, colpendo padre Sánchez alla testa. I parrocchiani si precipitarono subito ad aiutarlo; Nella registrazione si sente la voce di una donna che grida: «padre, padre… chiama un’ambulanza!»
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Si tratta di una tragedia tremenda, perché un sacerdote ucciso durante il rito è raro (epperò non troppo: sono cinque i casi del solo 2026) e spaventoso.
Il fedele della Messa tradizionale può chiedersi tecnicamente se, tuttavia, se con il rito antico il sacerdote avrebbe potuto vedere il crocifisso cadere e magare ripararsi. Il sacerdote girato verso Dio, cioè ad orientem, come prescritto dalla Santa Messa di sempre, dà le spalle al popolo per concentrarsi sull’altare di Dio. La messa novus ordo, che è ad populum, prevede che il sacerdote dia le spalle a Dio per favorire il popolo.
Aggiungiamo pure che le intercessioni del popolo (la cantilena «ascoltaci o Signore…») nella Messa antica non vi sono.
L’idea contemplata da alcuni, quindi, è che con la Messa antica il sacerdote potrebbe forse essersi salvato – tuttavia non ci permettiamo in alcun modo di poter analizzare il disegno di Dio, anche e soprattutto quando esso è così drammatico e carico di significato.
Purtuttavia, possiamo dire che Renovatio 21 ha registrato, negli ultimi tre anni, altri casi infausti di sacerdoti colpiti a Messa: quelli dei «malori», puntualmente annotati nell’apposita rubrica settimanale di Renovatio 21, che hanno angosciosamente interessato tanti sacerdoti, e pure tanti fedeli. Casi meno spettacolari, ma ugualmente letali – le cui cause, pure, potrebbero essere più facilmente spiegabili.
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Vescovo vieta la preghiera a San Michele al termine delle messe
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