Connettiti con Renovato 21

Civiltà

L’FBI contro la Messa in latino: giusto così!

Pubblicato

il

L’FBI contro i cattolici tradizionalisti: sembra una storia paranoico-distopica, invece è proprio così.

 

Siti e blogghetti catto-qualcosa stanno battendosi il petto disperati. L’FBI di Biden, cattivissimi, contro noi poveri cattolicoidi. Noi povere vittime. Noi poveri catto-conservatori. Ahinoi!

 

Noi invece, qui a Renovatio 21, siam contenti. Anzi: ringraziamo gli agenti dell’FBI per quanto fatto finora, e li invitiamo a continuare.

 

I fatti, per chi non ne avesse ancora letto nulla: un documento rilasciato da una gola profonda dell’FBI indica che l’agenzia intende intensificare la sua «valutazione» e «mitigazione» dei «cattolici radicali tradizionalisti» nei prossimi 12-24 mesi. Le azioni da intraprendere contro i cittadini tridentini sarebbero basate sulla preoccupazione del Bureau che i «nazionalisti bianchi» stiano facendo sempre più causa comune online con i fedeli che partecipano alla Messa in latino.

 

Il promemoria bomba di 8 pagine è stato rilasciato dall’ex agente dell’FBI diventato informatore Kyle Seraphin su UncoveredDC lo scorso mercoledì. Il rapporto, scritto da un analista dell’FBI a Richmond, Virginia, pubblicato solo per uso interno dell’agenzia il 23 gennaio, è intitolato: «L’interesse degli estremisti violenti motivati ​​da motivi razziali o etnici nell’ideologia cattolica radicale-tradizionalista presenta quasi certamente nuove opportunità di mitigazione».

 

Seraphin descrive il briefing come un «prodotto di intelligence» che, pur non essendo esaustivo, può essere utilizzato come punto di riferimento iniziale per l’agenzia per «sostenere» future indagini sull’argomento. Dice di aver ottenuto il documento da un anonimo impiegato FBI di religione battista.

 

«Questo è il primo prodotto di dominio dell’FBI Richmond a concentrarsi sull’interesse di estremisti violenti di matrice razzista o etnica nel movimento cattolico radicale tradizionale», afferma il documento. «Una ricerca nei database dell’FBI indica che questo è anche il primo prodotto di intelligence finito dell’FBI ad affrontare specificamente questa variabile ambientale».

 

Tra gli aspetti più controversi della nota c’è la citazione diretta di uno studio ritenuto diffamatorio condotto dal Southern Poverty Law Center (SPLC) sul tema «Cattolicesimo tradizionale radicale». L’SPLC, un molto controverso ente che censisce realtà ideologicamente avverse al pensiero goscista, è stato a lungo rifiutato come risorsa legittima per l’FBI, afferma Seraphin, ma in questo caso viene invocato come fonte primaria per giustificare i suoi sforzi.

 

Il memorandum FBI fa anche riferimento a tre articoli diffamatori anti-cattolici pubblicati dai siti web di sinistra Salon e The Atlantic per difendere come legittimo il monitoraggio delle realtà catto-tradizionalisti.

 

In generale, nota Lifesitenews, il rapporto dei federali mostra una comprensione superiore alla media delle varie comunità della Messa antica, tra cui la Società Fraterna di San Pietro, la Società Sacerdotale di San Pio X, la «Resistenza» della FSSPX (cioè l gruppo di Monsignor Williamson, che Renovatio 21 ha sentito pochi giorni fa in occasione delle rivelazioni del libro di padre Georg) così come anche di gruppi sedevacantisti. L’FBI rileva che la FSSP e la FSSPX hanno «case di culto» nell’area di Richmond. Dice anche che altre indagini dell’FBI, rapporti delle forze dell’ordine locali e collegamenti anonimi hanno contribuito a compilare i suoi risultati, un’indicazione che persone che hanno familiarità con queste comunità sono state in contatto con funzionari dell’intelligence.

 

«L’FBI Richmond ha fatto affidamento sul presupposto chiave che gli estremisti violenti di matrice razzista o etnica continueranno a trovare attraente l’ideologia cattolica radicale tradizionalista (RTC) e continueranno a tentare di connettersi con gli aderenti a RTC, sia tramite i social media che di persona nei luoghi di culto» si legge nel testo. In Virginia la FSSPX ha inaugurato nel 2016 un’enorme seminario, e non vorremmo che questo sia parte del sentimento dell’estensore del memorandum.

 

Il rapporto menziona anche l’influenza del giovanissimo (24 anni) attivista Nick Fuentes, sedicente cattolico tradizionalista super-trumpiano (zona ultra-mega-MAGA), già del giro degli «Incel»,  ora bannato in modo imperioso dai social, ora divenuto una sorta di spalla del rapper miliardario Kanye West nella sua corsa verso la campagna per diventare presidente nel 2024 – li accomuna, oltre l’idea di Gesù Cristo come centro della politica, le aperte critiche rivolte a gruppi di poteri ebraici, un tabù totale in America, almeno fino a poco fa.

 

Il rapporto afferma inoltre che ora esistono «nuove opportunità per mitigare le minacce attraverso l’esplorazione di nuove strade per il tripwire [miccia, innesco, ndr] e lo sviluppo delle fonti». In pratica si tratta di infiltrare la realtà della Messa tridentina USA, ottenendo informatori ma anche possibili «attori» in disegni futuri: su questo sito abbiamo parlato dell’incredibile caso del supposto «sequestro» del governatore del Michigan Gretchen Whitmer, dove in pratica la maggioranza del commando criminale era composto da agenti di FBI, e gli unici due andati a processo erano degli spiantati probabilmente manipolati dagli agenti stessi: negli USA se le autorità incastrano irregolarmente qualcuno si parla di entrapment, ed è un reato. Al processo, l’FBI di fatto è stato fortemente castigato dai giudici.

 

Non possiamo dimenticare al lettore che la visione «romantica» dell’FBI è qualcosa di recente e di artificiale: sono state opere artatamente inoculate nella popolazione come Il Silenzio degli Innocenti (film che epperò ora non si può più trasmettere, perché il killer è trans) e X-Files a creare l’idea di un Bureau fatto di candidi cavalieri in lotta contro le forze del male. Prima, scusate, le cose erano molto diverse: una porzione maggioritaria della popolazione americana odiava «i federali», considerati un gruppo di azzimati invasati, soldatini incravattati robotizzati alle dipendenze di un eterno megafunzionario statale omosessuale, J.Edgar Hoover, il quale risaputamente ricattava mezzo mondo ed era con probabilità a sua volta ricattato dalla mafia, il tutto odiando con ogni fibra di sé la famiglia Kennedy.

 

Non ci stupiamo, quindi, se l’FBI, di colpo, ci pare espressione dell’estrema nequizia del sistema: non è un caso che dopo il raid contro Trump a Mar-a-Lago (e altri raid di perquisizione contro almeno 35 suoi alleati), in molti stiano parlando apertis verbis dello scioglimento del Bureau.

 

L’FBI non ama troppo la religione e la libertà religiosa, e lo abbiamo visto a Waco, Texas, negli anni Novanta, con la strage della setta dei «davidiani»: gli agenti FBI entrarono nell’edificio dove era asserragliata la setta e cagionò un massacro; l’idea dell’azione, davvero grottesco ripeterlo, era evitare che si suicidassero. Persone religiose morte ammazzate affinché non si uccidano da sole. Non una grinza.

 

Torniamo al caso del giorno, che dobbiamo dire ci riguarda da vicino. Il rapporto sostiene che la sua vera motivazione è la preoccupazione che «l’ideologia cattolica radicale tradizionalista» possieda una prospettiva «antisemita, anti-immigrati, anti-LGBT e di supremazia bianca» e che ciò rappresenti una minaccia per il benessere interno degli Stati Uniti.

 

 

Il memorandum inoltre identifica nove organizzazioni cattoliche tradizionali a suo dire colpevoli di promuovere l’ideologia RTC: Catholic Family News, The Remnant (pubblicazione di Michael Matt, di cui Renovatio 21 ha tradotto un video divenuto enormemente virale a fine 2020), The Fatima Center (dove è attivo l’avvocato Christopher Ferrara, di cui Renovatio 21 ha pubblicato alcuni articoli), Tradition in Action, Slaves of the Immaculate Heart of Mary, Culture Wars (la rivista di E. Michael Jones, che i lettori di Renovatio 21 conoscono), In the Spirit of Chartres, Christ or Chaos Catholic Apologetics International. Questi gruppi erano tutti elencati nel rapporto originario dell’SPLC.

 

Al di là di tutti questi nomi noti, chi legge Renovatio 21 non può mica sorprendersi. Sono mesi, anni, che pubblichiamo su questo sito gli indizi di una persecuzione pubblica e profonda partita in America contro il rito antico. Due anni fa avevamo pubblicato la notizia di come il Pentagono volesse classificare i cattolici americani come estremisti.

 

Parimenti, e lo abbiamo scritto in tutti modi, è impossibile non notare come parallelamente all’FBI di Biden, il Vaticano di Bergoglio abbia perseguitato la Messa antica fino a cancellare di fatto la sua vaga liberalizzazione intentata da Benedetto XIV con il motu proprio Summorum Pontificum (che su questo sito abbiamo chiamato «Sfigorum Pontificum»). Con il Traditionis Custodes, Bergoglio di fatto toglie ogni equivoco: la Messa di sempre non s’ha da fare, da nessuna parte. Punto.

 

È arrivato quindi il momento di dire fuori dai denti che la persecuzione da parte dell’FBI (che purtroppo sta ritirando il documento) è giusta, è sacrosanta.

 

Perché l’analista ha compreso pienamente come chi segue la Messa antica è totalmente irriducibile al mondo moderno e alla sua Cultura della Morte. È questo il motivo che, malgrado la mancanza di una piena comprensione delle gerarchie rispetto a ciò che stava accadendo, pochissimi tra i fedeli tradizionali si sono fatti sierare. Il motivo è semplice: chi ha imparato dolorosamente che la chiesa vaticana mente, non si beve facilmente le balle dello Stato e il suo vaccino magico.

 

Capite la diligente conseguenza del ragionamento: lo Stato moderno è uno Stato etico, solo che la sua morale è fatta di morte. Lo Stato moderno considera etico, e quindi pretende dai suoi cittadini, l’uccisione dei bambini, le vaccinazioni, la perversione sessuale, l’uniformità totale del pensiero – in una parola la sottomissione ad un totalitarismo della dissoluzione, la schiavitù dell’aberrazione più cupa, l’inversione di ogni principio della vita cristiana.

 

È chiaro quindi che gli «RTC» non possono che essere dei sovversivi: andare contro l’ordine della Morte, non può non far scattare le Forze di polizia dello Stato etico della Necrocultura.

 

Ma c’è una precisione da encomio, qui.

 

Il memorandum, spiegando questo nuovo acronimo – RTC, sigla che mai prima chi si occupa di antiterrorismo aveva udito – centra completamente l’obiettivo focalizzandosi su coloro che sono «tipicamente caratterizzati dal rifiuto del Concilio Vaticano II». Sì: il Concilio Vaticano II è il discrimine più grande che esiste nella storia della menzogna moderna, il punto di svolta per l’umanità e la religione planetaria, e come abbiamo visto oramai lo si può scrivere perfino sul New York Times.

 

Comprendiamo qui, inoltre, la realtà delineata più inavvertitamente dall’FBI: da una parte il mondo di Sodoma e dei vaccini, degli immigrati e dell’antisemitismo ubiquo ed eterno, dall’altra i fedeli rimasti tali, gli esseri umani che credono – e praticano – una realtà ultima soprannaturale che li rende non manipolabili, inarrestabili, di fatto pure immortali – perché così si comporta un martire, sapendo che la sua anima permarrà, e la sua testimonianza di sangue moltiplicherà i cristiani.

 

Come può il potere costituito non temere una simile genìa? Del resto è stato così nei secoli: e i padroni del mondo, da Diocleziano allo Shogun, dai dittatori comunisti ai persecutori islamici non possono tollerare questa cosa invincibile che è la vera Fede.

 

I fedeli della Santa Messa sono sopravvissuti a qualsiasi cosa, a guerre e persecuzioni, perfino alla catastrofe della chiesa romana, infiltrata dal male nel mondo più scioccante. Hanno resistito perfino ad un papato malvagio, che propala Sodoma, il mondialismo, il paganesimo più infame e negromantico, le élite ultramiliardarie, la volgarità, la crudeltà, la menzogna, e il battesimo di Satana.

 

Come hanno potuto? Semplice. Per il cattolico della Tradizione, la Messa antica è l’atto soprannaturale supremo, la transustanziazione di Dio davanti ai loro occhi, la presenza del Signore tangibile e perfino edibile. È quindi molto, molto difficile che questa cosa non diventi il centro assoluto della loro vita.

 

Ciò è intollerabile per il signore del mondo e per i suoi servi, perché questo fatto è da solo la prova che l’uomo può sfuggire alla sottomissione inflittagli. Per questo in questi cinquanta anni di follia il potere ecclesiastico corrotto ed infiltrato ci ha dato una messa, quella nuova, che serve al massimo come arma di distrazione di massa, la gente sbadiglia e guarda l’orologio, non ricorda una parola dell’omelia, ad ogni celebrazione perde un pezzo della sua fede: e parliamo ovviamente di quelli che sono rimasti nelle chiese, cioè praticamente nessuno.

 

Quindi, ben venga la persecuzione dell’FBI: mettiamo le carte in tavola, diciamo le cose come stanno. Da una parte ci sta il mondo moderno e il suo totalismo perverso ed assassino, dall’altra i fedeli della liturgia del millennio. Da una parte i consumatori dell’immoralità terminale, dall’altra i consumatori dell’Eucarestia. Da una parte il niente, dall’altra Dio.

 

Da una parte l’umanità che ha ancora il suo centro, dall’altra parte l’impero dello squilibrio.

 

Capite bene dunque che una battaglia del genere non ci fa molto paura.

 

Anche perché, dovete sapere, la foto che vedete in cima a questo articolo è una foto vera, senza alcun effetto speciale. Ve ne avevamo già mostrata un’altra, dalla stessa chiesetta, dalla stessa Santa Messa spiegandovi perché arriva quel raggio di luce incredibile: è un dono millenario della Civiltà cristiana, qualcosa che non possiamo pretendere che capiscano tutti, ma che i persecutori, che seguono un piano di distruzione di quella Civiltà, alla fine, hanno compreso.

 

Bravi.  Siamo pronti a ricevervi, non dubitate.

 

Fatevi sotto!

 

 

Roberto Dal Bosco

 

 

 

 

Civiltà

Chi sono i fabiani?

Pubblicato

il

Da

Renovatio 21 pubblica l’intervento apparso su X del pensatore conservatore polacco Krzysztof Szczawinski, matematico e filosofo, già trader di derivati, protagonista in rete di numerose riflessioni sullo stato delle cose da un punto di vista storico, filosofico, politico. Lo Szczawinski aveva trattato la Fabian Society tra i gruppi di controllo globale in un precedente intervento. L’analisi è, in superficie, buona, tuttavia impressiona l’assenza totale di una menzione della religione nella costruzione della Civiltà occidentale. Di qui qualche ingenuità, come quella di ritenere, in un finale che fa scendere la catena, la Dichiarazione dei diritti e Winstone Churchill un apice della nostra storia (!).

 

 

(…) La Fabian Society fu fondata a Londra nel 1884. Prende il nome da Quinto Fabio Massimo, il generale romano famoso per aver sconfitto Annibale non con uno scontro diretto, ma con pazienza, logoramento e la lenta disfatta del nemico. Il nome fu scelto deliberatamente. Era la strategia. Il loro emblema era un lupo travestito da agnello. Lo scelsero loro stessi.

 

Vale la pena soffermarsi un attimo su questo: un’organizzazione che scelse come proprio simbolo l’immagine di un intento predatorio mascherato da apparenza innocua – l’inganno come principio fondante, metodo operativo, ciò di cui andavano più fieri. Non imposto dai critici. Scelto autonomamente. Ne erano orgogliosi. La strategia era semplice e devastante: non assaltare le istituzioni. Infiltrarsi al loro interno.

 

Infiltrarsi – per usare le loro parole – gradualmente, pazientemente, nel corso delle generazioni, collocando persone formate secondo i principi fabiani in posizioni di influenza nel governo, nel mondo accademico, nei media e nella pubblica amministrazione, fino a quando le istituzioni non produrranno risultati fabiani senza che nessuno debba annunciare una rivoluzione.

 

La rivoluzione avverrà, ma lentamente, in modo invisibile, burocratico e democratico. Quando qualcuno se ne accorgerà, le istituzioni saranno già cambiate.

 

 

Sostieni Renovatio 21

Fondarono la London School of Economics nel 1895, l’istituzione che ha formato generazioni di politici, funzionari pubblici, economisti e giornalisti in tutto il Commonwealth e oltre. Furono determinanti nella creazione del Partito Laburista nel 1900. Diedero forma alla BBC. Progettarono lo stato sociale britannico.

 

George Bernard Shaw, H.G. Wells, Tony Blair, Gordon Brown, Keir Starmer: l’elenco dei fabiani che hanno plasmato la politica britannica e globale non è una nota a piè di pagina. È la storia della sinistra del ventesimo secolo, raccontata senza mezzi termini.

 

Starmer non è un caso fortuito né un’evoluzione del Partito Laburista. Egli rappresenta l’espressione attuale di un progetto in corso da centoquaranta anni: paziente, istituzionale e pienamente coerente con la strategia originaria.

 

La Fabian Society è la lunga marcia di Gramsci attraverso le istituzioni, ma inglese, quindi meglio vestita e meglio finanziata, e con cinquant’anni di anticipo. Gramsci teorizzò ciò che i fabiani stavano già facendo. I fabiani ne furono i praticanti.

 

La Scuola di Francoforte fornì la filosofia. La Fabian Society fornì il modello operativo. E la teoria francese fornì il confezionamento culturale. Tre progetti, origini diverse, destinazione identica: lo smantellamento delle fondamenta della civiltà occidentale attraverso la paziente occupazione delle sue istituzioni.

 

Ciò che rende il modello fabiano più pericoloso del socialismo rivoluzionario è proprio la sua fluidità. La rivoluzione è visibile. Si possono indicare le barricate. L’approccio fabiano non produce barricate: solo programmi di studio che cambiano gradualmente, linee editoriali che si modificano sottilmente, linee guida per la pubblica amministrazione riviste progressivamente e una successione di riforme apparentemente ragionevoli che, singolarmente, sembrano modeste, ma che nel loro insieme trasformano ogni cosa.

Aiuta Renovatio 21

Il lupo travestito da pecora non è solo un predatore mascherato, ma un predatore che ha imparato a parlare la lingua delle pecore, ad adottarne i modi, a mostrare preoccupazione per il loro benessere e a riscrivere gradualmente le regole del gregge dall’interno

 

Quando ve ne accorgete, il lupo è già nella stanza da decenni. Ha indossato le vesti di pecora così a lungo che alcuni si sono dimenticati che non lo era. L’inganno non è stato casuale. Era il metodo. Il lupo travestito da pecora è obłuda [termine polacco traducibile con l’italiano «doppiezza», ndt] con una strategia a lungo termine. Zakłamanie [«inganno», ndt] con un piano centenario. La menzogna sistemica con un think tank e un patrimonio.

 

Sono stati pazienti. Sono stati deliberati. Sono stati efficaci. E la civiltà che ha prodotto la Magna Carta, la Dichiarazione dei Diritti e Churchill se n’è accorta a malapena, finché non è stato troppo tardi.

 

Krzysztof Szczawinski

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


 Immagine generata artificialmente

 

Continua a leggere

Civiltà

George Soros e Open Society Foundations: il sistema capillare

Pubblicato

il

Da

Renovatio 21 pubblica l’intervento apparso su X del pensatore conservatore polacco Krzysztof Szczawinski, matematico e filosofo, già trader di derivati, riguardo al sistema messo in atto dallo speculatore finanziario internazionale Giorgio Soros. Renovatio 21 ha lungamente trattato del personaggio e della sua opera devastatrice durante questi anni, raccontando anche l’attacco del finanziere di origini ebraico-magiare contro la lira italiana nel 1993 e i suoi addentellati nella politica nazionale.   Tutti parlano di Soros, di Soros. Ma come opera realmente?   La maggior parte delle organizzazioni che abbiamo descritto opera a livello elitario: l’incontro di Davos, il seminario alla Columbia, il comitato di Bruxelles. Le Open Society Foundations sono diverse. Operano simultaneamente a tutti i livelli: da quello sovranazionale a quello locale, dal think tank all’attivista di strada, dal ricorso alla Corte Suprema all’elezione del procuratore distrettuale. Rappresentano la più completa infrastruttura di finanziamento politico mai creata da un privato. E gran parte di essa è nascosta in bella vista.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

Soros ha costruito la sua fortuna speculando contro le valute nazionali, in particolare con la famigerata operazione che ha fatto crollare la sterlina britannica nel 1992. Ha utilizzato i proventi per finanziare istituzioni che si oppongono alla sovranità nazionale, aiutandolo così a realizzare tali operazioni. Non si tratta di ironia. È un modello di business. Un’operazione di arbitraggio [l’acquisto di un bene su un mercato a prezzo basso e la sua vendita immediata su un altro mercato a un prezzo più alto, ndt].   1) Il meccanismo è semplice e quasi elegante. Si crea un’organizzazione dal nome accattivante: un istituto per la società aperta, una fondazione per i media democratici, un centro per la riforma della giustizia. La si finanzia con dieci milioni di dollari di fondi privati, sufficienti per assumere personale, produrre rapporti e consolidare la sua credibilità.   Poi, attraverso la rete di collaboratori e funzionari ideologicamente allineati che decenni di finanziamenti hanno permesso di inserire all’interno di governi e organismi sovranazionali, ci si assicura che questa organizzazione privata riceva centinaia di milioni di dollari di finanziamenti pubblici: sovvenzioni dell’UE, contratti USAID, sussidi governativi. I fondi privati ​​creano la piattaforma. I centinaia di milioni di dollari pubblici ne acquistano la visibilità. Il contribuente finanzia il progetto. Il progetto serve all’agenda. Ancora una volta, un bel arbitraggio.  

Sostieni Renovatio 21

2) Le Open Society Foundations – che prendono il nome dal concetto di società aperta di Karl Popper – distribuiscono circa un miliardo e mezzo di dollari all’anno in oltre cento Paesi. Il denaro circola attraverso una rete di fondazioni intermediarie, uffici regionali e organizzazioni partner locali così complessa che rintracciarlo dalla fonte alla destinazione richiede ricerche approfondite.   Questo non è casuale. L’architettura è progettata per dare l’impressione di una società civile organica – organizzazioni locali, campagne dal basso, media indipendenti – mentre i finanziamenti provengono da un’unica fonte con un programma coerente. Il villaggio Potemkin della società civile, con un budget enorme.   3) Immaginiamo che in ogni Paese esista una fondazione principale che operi come un vivace ufficio aziendale – una sede centrale – popolata da persone che conoscono a fondo l’agenda e ne comprendono il collegamento con il programma globale. Tutti si rivolgono a questa fondazione per ricevere istruzioni.   Ogni organizzazione più piccola del Paese – l’ONG per le migrazioni, il fondo per i media, il comitato per i premi artistici – sa a chi rivolgersi per ricevere orientamento, per ottenere finanziamenti, per definire la prossima campagna. Sembra un centro nevralgico della società civile. Le persone che vi lavorano potrebbero credere di fare del bene.   La struttura garantisce che fare del bene significhi promuovere l’agenda. Ogni singola sovvenzione è giustificabile. Il tutto costituisce un progetto coordinato.   4) La rete controlla l’intero ciclo. Il think tank produce il documento. Il gruppo di pressione gestisce la campagna. L’organizzazione legale porta il caso in tribunale. L’organizzazione mediatica ne parla in modo favorevole. Il fact-checker delegittima l’opposizione. Ognuno di questi elementi può sembrare indipendente; la struttura di finanziamento li collega. I rapporti annuali pubblici elencano le sovvenzioni e i beneficiari.   La struttura non è nascosta. È semplicemente troppo stratificata perché la maggior parte delle persone possa comprenderla chiaramente.   5) Lo strato culturale è il più insidioso, perché produce l’acqua in cui le persone nuotano senza saperlo. La rete finanzia premi letterari che vanno ad autori che promuovono una determinata agenda.   Finanzia festival cinematografici che danno visibilità ai film giusti. Finanzia organizzazioni artistiche che commissionano le opere giuste. Finanzia premi giornalistici che celebrano i giornalisti giusti. Finanzia cattedre universitarie che producono la ricerca giusta. Nulla di tutto ciò richiede un controllo editoriale esplicito. Non si dice al comitato di premiazione chi selezionare.   Si finanzia il comitato di premiazione. Col tempo, la selezione riflette i valori del finanziatore, perché le persone che siedono nei comitati sono le persone che il finanziamento ha prodotto.   6) Lo strato mediatico è il più invisibile, perché ha l’aspetto del giornalismo. La rete di fondazioni ha erogato finanziamenti a centinaia di organizzazioni mediatiche in tutto il mondo: testate giornalistiche, fondi per il giornalismo investigativo, organizzazioni di fact-checking, scuole di giornalismo. Tra i beneficiari figurano alcuni dei nomi più prestigiosi del panorama mediatico internazionale. I finanziamenti non sono vincolati da esplicite condizioni editoriali, e non ce n’è bisogno.   Le organizzazioni che ricevono finanziamenti da una fonte con un’agenda ideologica coerente assumono persone che condividono tale agenda, producono contenuti in linea con essa e impostano il fact-checking di conseguenza. Il finanziamento non corrompe il giornalismo, ma seleziona un giornalismo già allineato a tale agenda.   Questa è l’intuizione di Marcuse applicata ai media: non c’è bisogno di censurare, ma di controllare il processo di formazione.

Iscriviti al canale Telegram

7) Negli Stati Uniti, le elezioni dei procuratori distrettuali rappresentano l’esempio più preciso dal punto di vista operativo, nonché quello con le conseguenze più evidenti. I PAC (Political Action Committee) finanziati da Soros hanno speso centinaia di milioni di dollari per eleggere procuratori distrettuali progressisti nelle principali città: Los Angeles, San Francisco, Chicago, Philadelphia, New York, St. Louis.   Questi procuratori attuano politiche di non perseguibilità per determinate categorie di reati, riduzione della cauzione e rilascio anticipato. Le conseguenze sono visibili nelle strade di ogni città in cui queste politiche sono state implementate: i mercati della droga a cielo aperto di San Francisco, l’epidemia di furti nei negozi che ha costretto le grandi catene a chiudere i punti vendita nelle aree urbane, l’aumento della criminalità violenta che ha fatto seguito al cambiamento di politica.   I finanziamenti che hanno prodotto questi risultati sono documentati nei documenti della FEC (Federal Election Commission). Il collegamento tra i finanziamenti e le conseguenze è diretto e tracciabile.   8) In Europa, l’architettura è particolarmente complessa. Finanzia le organizzazioni di difesa dei diritti dei migranti che intentano cause contro il controllo delle frontiere.   Finanzia le organizzazioni legali che contestano i governi nazionali presso la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Finanzia le ONG che gestiscono navi di soccorso nel Mediterraneo, le quali, a prescindere dal loro dichiarato scopo umanitario, fungono da fattore di attrazione e supporto logistico per i flussi migratori che poi approdano sulle coste europee. Finanzia le organizzazioni politiche che fanno pressioni per le politiche dell’UE che impediscono agli Stati membri di controllare i propri confini. Finanzia i media che etichettano l’opposizione a tutto ciò come razzismo.   Il ciclo è completo: finanziare la causa, finanziare la contestazione legale di qualsiasi risposta, finanziare i media che delegittimano l’opposizione, finanziare la lobby politica che influenza la regolamentazione. Un’unica fonte. Ogni livello. Il denaro dei contribuenti amplifica il denaro privato in ogni fase.   Le fondazioni della Società Aperta sono il sistema capillare del progetto globalista: il meccanismo attraverso il quale l’agenda decisa a Davos, teorizzata nella Scuola di Francoforte e istituzionalizzata nell’UE raggiunge il livello locale.   Il think tank produce il documento. Poi i gruppi di pressione e i media lanciano la campagna. L’organizzazione legale lo trasforma in una politica. Il procuratore distrettuale decide di non perseguire le conseguenze. L’accademico finanziato fornisce la legittimità intellettuale. Ogni anello della catena appare indipendente. I finanziamenti risalgono alla stessa fonte.   Non si tratta di una cospirazione. Si tratta di un rapporto annuale pubblicato, che elenca ogni sovvenzione, ogni beneficiario, ogni area di programma. L’architettura è semplicemente troppo complessa, troppo frammentata e troppo radicata nel linguaggio della società civile perché la maggior parte delle persone possa comprenderla chiaramente.   Segui i soldi. L’architettura si nasconde in bella vista.   Krzysztof Szczawinski  

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
   
Continua a leggere

Civiltà

La devastazione prodotta dalla Scuola di Francoforte

Pubblicato

il

Da

Renovatio 21 pubblica l’intervento apparso su X del pensatore conservatore Krzysztof Szczawinski, matematico e filosofo, già trader di derivati, messosi in luce negli ultimi tempi per ul suo pensiero riguarda la civiltà e i suoi mali.

 

Il progetto intellettuale più distruttivo del XX secolo. La Scuola di Francoforte. Dovreste sapere cos’era, cosa ha costruito e perché ne subite ancora le conseguenze.

 

1. L’Istituto per la Ricerca Sociale fu fondato a Francoforte nel 1923 e trasferito alla Columbia University nel 1934, con l’ascesa al potere di Hitler. La civiltà che avevano deciso di smantellare offrì loro rifugio quando un’altra cercò di annientarli. Trascorsero i successivi cinquant’anni a elaborare l’infrastruttura teorica per quello smantellamento. La civiltà occidentale stessa era il problema: la ragione, l’Illuminismo, la famiglia, la tradizione, l’autorità. Non riformata. Smantellata.

 

2. La chiamarono Teoria Critica – e il nome è il programma. Tutto deve essere criticato; nulla deve essere costruito. Nella Dialettica dell’Illuminismo (1944), Adorno e Horkheimer sostenevano che la ragione occidentale – la ragione che ha prodotto Newton e lo Stato di diritto – conteneva i semi di Auschwitz. Non che la ragione fosse stata usata in modo improprio, ma che la ragione stessa, portata alle sue estreme conseguenze, producesse i campi di sterminio. Non si trattava di una critica alle istituzioni, bensì di un’accusa alla civiltà stessa.

 

Sostieni Renovatio 21

3. Adorno fornì loro l’arma psicologica. In La personalità autoritaria (1950) classificava il conservatorismo, la fede religiosa, il patriottismo e la famiglia tradizionale non come posizioni politiche, bensì come sintomi di una personalità proto-fascista. Se credi nella nazione o nell’autorità paterna, sei pre-fascista. L’avversario non aveva più torto, era malato. Non si discute con una patologia, la si cura. Questo rendeva impossibile il dialogo. Non si persuade chi ha torto, si diagnostica una malattia. La politica diventa terapia e il disaccordo diventa patologia.

 

4. Marcuse fornì loro l’arma politica. In Critica della tolleranza (1965) sosteneva che tollerare idee sbagliate è di per sé oppressione. La vera tolleranza, quindi, richiede la soppressione delle idee intolleranti. La sinistra decide quali idee sono intolleranti. Tutti gli altri vengono messi a tacere, non nonostante la tolleranza, ma «in suo nome». Censura mascherata da linguaggio di liberazione.

 

5. La generazione che ha letto Marcuse alla Columbia, a Berkeley e a Yale è poi arrivata a dirigere università, media, fondazioni, ONG, dipartimenti di moderazione dei contenuti e l’apparato normativo dell’UE. Hanno applicato sinceramente le loro tesi perché le avevano apprese come filosofia. Questo è stato il più grande risultato della Scuola di Francoforte: ha prodotto veri credenti.

 

6. La teoria francese ha ripreso gli strumenti e li ha resi estetici. Foucault ha reso letteraria la critica del potere. Derrida ha reso filosofica la critica del significato. Deleuze ha reso elegante la critica dell’identità. Un programma politico è diventato una sensibilità culturale. Si può argomentare con un programma. Una sensibilità è nell’aria che si respira. Quando queste idee sono arrivate nei campus americani attraverso il canale francese, non erano più ideologia. Erano l’acqua. I pesci non sapevano di essere bagnati.

 

7. Una civiltà si fonda su tre pilastri: la verità esiste ed è accessibile alla ragione; il bene è distinguibile dal male; e c’è un patrimonio che vale la pena trasmettere. La Scuola di Francoforte ha attaccato tutti e tre – sistematicamente e con notevole raffinatezza intellettuale. Ha prodotto una generazione che sa decostruire e ha dimenticato come costruire. Che vede potere ovunque e bellezza da nessuna parte.

 

Il risultato finale è stato quello di far percepire la distruzione come progresso. Ogni istituzione ereditata è diventata sospetta; ogni vincolo è diventato oppressione; ogni atto di conservazione è diventato reazionario.

 

La decostruzione è diventata la norma, mentre la costruzione è diventata qualcosa che doveva giustificarsi. La risposta non è un’altra teoria. È ciò che la Scuola di Francoforte temeva di più: il costruttore che semplicemente costruisce, lo scienziato che segue le prove, il padre che trasmette ciò che gli è stato trasmesso.

 

La macchina della decostruzione funziona partendo dal presupposto che nulla valga la pena di essere costruito.

 

Dimostrate il contrario. Dite la verità, abbiate coraggio e costruite.

 

Krzysztof Szczawinski

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


 Immagine di Jjshapiro via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported

 

Continua a leggere

Più popolari