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«Sfigorum Pontificum». Ratzinger sepolto vivo

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E così, in una notte di mezza estate, sparisce la cosiddetta «messa in latino» dalle chiese vaticane di tutto il mondo. Il Motu Proprio Summorum Pontificum voluto da Ratzinger è stato spazzato via, e senza tanti complimenti. Aggiungiamo: per alcuni l’operazione Summorum, cioè la possibilità di una reintroduzione massiva della Santa Messa in rito antico su tutta la Terra, è il vero motivo per cui Ratzinger è stato fatto fuori in quella manovra di Palazzo che ancora nessuno sa spiegarsi.

 

Sono comandamenti di una religione allucinante, incentrata sulla grande operazione di tradimento escogitata 60 anni fa

Bergoglio ha fatto uscire stamane la lettera apostolica Traditionis Custodes, che è senza alcun dubbio il motu proprio che annichilisce il Summorum Pontificum: cioè, si tratta dell’ordine di cancellazione della Messa di sempre dalla faccia del pianeta.

 

Ciò che rappresenta la Custodes Traditores (dove traditores lo intendiamo qui inteso in lingua spagnuola: traditori) è una soperchieria talmente chiara da essere a tratti esilarante. Sono comandamenti di una religione allucinante, incentrata, appunto, sulla grande operazione di tradimento escogitata 60 anni fa.

 

Art. 1. I libri liturgici promulgati dai santi Pontefici Paolo VI e Giovanni Paolo II, in conformità ai decreti del Concilio Vaticano II, sono l’unica espressione della lex orandi del Rito Romano.

Tradotto: non avrai altro dio al di fuori del Concilio Vaticano II.

Non avrai altro dio al di fuori del Concilio Vaticano II

 

Art. 2. Al vescovo diocesano, quale moderatore, promotore e custode di tutta la vita liturgica nella Chiesa particolare a lui affidata, spetta regolare le celebrazioni liturgiche nella propria diocesi. Pertanto, è sua esclusiva competenza autorizzare l’uso del Missale Romanum del 1962 nella diocesi, seguendo gli orientamenti dalla Sede Apostolica.

Tradotto: obbedirai allo zucchetto zonale, che potrà disintegrare a suo piacimento la tua voglia di latino, comunione sulla lingua genuflessi, sacerdote ad orientem, etc.

 

 

Art. 3. Il vescovo, nelle diocesi in cui finora vi è la presenza di uno o più gruppi che celebrano secondo il Messale antecedente alla riforma del 1970:

Dovrai fare pubblica confessione di fede nel dio Concilio Vaticano II, baciare le pantofole di tutti i papi recenti, ammettere che la messa nuova va benissimo.

  1. accerti che tali gruppi non escludano la validità e la legittimità della riforma liturgica, dei dettati del Concilio Vaticano II e del Magistero dei Sommi Pontefici;
  2. indichi, uno o più luoghi dove i fedeli aderenti a questi gruppi possano radunarsi per la celebrazione eucaristica (non però nelle chiese parrocchiali e senza erigere nuove parrocchie personali);
  3. (…) In queste celebrazioni le letture siano proclamate in lingua vernacola, usando le traduzioni della sacra Scrittura per l’uso liturgico, approvate dalle rispettive Conferenze Episcopali;

Tradotto: dovrai fare pubblica confessione di fede nel dio Concilio Vaticano II, baciare le pantofole di tutti i papi recenti, ammettere che la messa nuova va benissimo.

 

E non avrai mai più la possibilità di andare in parrocchia, perché lì può capitare che rubi fedeli – chissà mai, «al contadino non far sapere / quanto è buono il formaggio con le pere»

 

Test Invalsi della Fede. Pena la bocciatura, cui non segue il divenire ripetenti, ma la cancellazione della Messa

E ti beccherai un po’ di italiano (o tedesco, inglese, tamil, giapponese, polacco) in dose massiccia dentro alla Santa Messa, perché sappiamo bene che basta una goccia di sangue per contaminare un secchio di latte… e già dovete immaginarvi la reazione dei«nerd liturgici» (avete presente, quelli con dettagliosa inclinazione al rito e a tutti i suoi pizzi e merletti) che fuggono via infastiditi con il ditino alto: ecco sì, dice il Vaticano svuotiamo le messe tridentine anche di quelli, che non sono pochi e sono soprattutto assidui.

 

Art 4. nomini, un sacerdote che, come delegato del vescovo, sia incaricato delle celebrazioni e della cura pastorale di tali gruppi di fedeli.

Tradotto: ecco il kapò.

 

Art 5. proceda, nelle parrocchie personali canonicamente erette a beneficio di questi fedeli, a una congrua verifica in ordine alla effettiva utilità per la crescita spirituale, e valuti se mantenerle o meno.

Tradotto: Test Invalsi della Fede. Pena la bocciatura, cui non segue il divenire ripetenti, ma la cancellazione totale della Messa. Se vieni bocciato, chiudiamo la scuola.

 

E ancora, gli altri articoli dicono che bisogna chiedere e richiedere al vescovo, con il culmine nell’ultimo punto:

Tradotto: abbiamo polverizzato il Motu proprio di Ratzinger. La sua era è chiusa, definitivamente: mettetevela via.

 

Art. 8: Le norme, istruzioni, concessioni e consuetudini precedenti, che risultino non conformi con quanto disposto dal presente Motu Proprio, sono abrogate.

Tradotto: abbiamo polverizzato il Motu proprio di Ratzinger. La sua era è chiusa, definitivamente: mettetevela via.

 

Per quanto adesso tutti i cattotradizionalisti d’accatto si straccino le vesti, noi possiamo dire che queste cose le abbiamo viste arrivare: cioè, nel senso, non che le abbiamo previste, ma le abbiamo proprio vedute verificarsi negli ultimi tre lustri. Sì: abbiamo visto vescovi opporsi contra legem al Motu Proprio ratzingerista. Abbiamo visto sacerdoti sbagliare (apposta, si diceva) la liturgia, immettendoci l’italiano. Abbiamo visto, e di recente, un’intera comunità redigere una sorta di confessione-autocritica in stile settario, maoista, in cui, pur di aver la loro «Messa in latino» concessa dal vescovo scrivevano di accettare il Concilio Vaticano II etc. etc., data, firma.

«Ma come – mi dice una signora – non danno le parrocchie alla Messa tridentina… ma la diocesi le dà agli ortodossi, ai protestanti, a sette africane, ai musulmani, a chiunque»

 

In pratica, non è successo niente: hanno solo regolarizzato qualcosa che già accadeva, un po’ come vogliono fare con la Comunione ai divorziati, ai sodomisti, agli abortisti, etc.

 

È che in questo caso hanno fatto rapidi, in modo anche molto sorprendente. Come se la Messa antica fosse una questione prioritaria…

 

Non è dato sapere se questa impennata sia dovuta al misterioso stato di salute di Bergoglio. La cintura di colonnelli modernisti attorno all’omino bianco teme di perderlo d’improvviso? Le sue condizioni sono davvero più gravi di quanto sembra come dice qualcuno? È per questo che bisogna accelerare, e procedere a seppellire Ratzinger da vivo?

 

Qualsiasi cosa, tranne la cosa che conta. Se il potere esclude qualcosa, non vorrà mica dire che quel qualcosa è pericoloso per il potere? E se il potere esclude qualcosa di considerato Santo per millenni, questo cosa ci dice sulla natura del potere? Chi governa davvero il mondo? Chi governa davvero il Vaticano, se esso distrugge il suo rito centrale più antico?

Possiamo solo attaccarci ai ricordi. Come quando, a pochi mesi dall’elezione dell’Argentino, incontrammo personalmente un vescovo straniero che tanto ancora ammiriamo. Egli ci disse una cosa che ci sembrava avere senso: il fatto che Ratzinger fosse riuscito a riportare in vita – quantomeno potenzialmente – la Messa antica – valeva come l’intero papato. Avesse fatto solo quello, sarebbe bastato: la storia umana e metafisica lo avrebbe ricordato per sempre, perché la portata spirituale e materiale della cosa era immane.

 

Ci convincemmo. Era l’ora più buia – anzi, era solo l’inizio della tenebra che stiamo vivendo. Erano delle parole di speranza che non ci aspettavamo di trovare, e alle quali ci attaccammo volentieri. Poco dopo, il vescovo disse per noi e pochi altri una Messa in una cappella privata nel cuore di Roma. Ricordo ancora l’emozione, ricordo la geometria delle sue braccia quando innalzava il calice, l’atmosfera potente che ti rimbombava nel cuore: sì, la Santa Messa tradizionale era la cosa più importante del mondo, e io ne ero parte. Del resto, si dice «Comunione»…

 

Non poteva che essere così: se nella Santa Eucarestia c’è il Signore, il fine del Nemico non può che essere la cancellazione tutti i punti dove essa può concretizzarsi in modo puro,  indiscutibile.

 

«Ma come – mi dice una signora – non danno le parrocchie alla Messa tridentina… ma la diocesi le dà agli ortodossi, ai protestanti, a sette africane, ai musulmani, a chiunque»…

 

Non è dato sapere se questa impennata sia dovuta al misterioso stato di salute di Bergoglio. La cintura di colonnelli modernisti attorno all’omino bianco teme di perderlo d’improvviso? Le sue condizioni sono davvero più gravi di quanto sembra come dice qualcuno? È per questo che bisogna accelerare, e procedere a seppellire Ratzinger da vivo?

Sì, proprio così: a chiunque. Qualsiasi cosa, tranne la cosa che conta. Se il potere esclude qualcosa, non vorrà mica dire che quel qualcosa è pericoloso per il potere? E se il potere esclude qualcosa di considerato Santo per millenni, questo cosa ci dice sulla natura del potere? Chi governa davvero il mondo? Chi governa davvero il Vaticano, se esso distrugge il suo rito centrale più antico?

 

Sono domande a cui il lettore può rispondere da solo.

 

Noi qui invece abbiamo messo in microonde i popcorni.

 

Alcuni dicono: che goduria. Vedere appiedati tutti quelli che, da sfigati, per anni si sono illusi con il loro Summorum Pontificum (o meglio, lo «Sfigorum Pontificum»), l’idea che in fondo con le forze del male che occupano il soglio fosse possibile convivere: dai, se ci comportiamo bene, ci lasciano la Messa in latino, magari pure in centro. Quindi, con la cartina da sole della pandemia, eccoteli passare tra i banchi con l’amuchina, eccoteli redarguire le famigliole senza mascherina, eccoteli accettare la Comunione in piedi sulla mano data da un sacerdote con i guanti di lattice… del resto, il loro padrone, quello che volevano compiacere, è stato il primo e probabilmente l’unico al mondo a organizzare un volo fatto integralmente di vaccinati, l’aereo del viaggio in Iraq, dove a tutti i giornalisti era richiesta l’iniezione  di siero mRNA.

 

Non è a caso che parliamo di vaccini: rileggetevi gli articoli della lettera apostolica, sentite il tono autoritario, spietato, con cui parlano ai fedeli. Danno ordini, fanno balenare l’idea di un’esclusione, un’emarginazione: non ti comporterai bene, non accetterai di fare la professione di fede assoluta nel Concilio, non sarai «cresciuto spiritualmente» come da Test Invalsi o da delazione del kapò, allora ti toglierò la Messa, ti leverò questo diritto, e farai quello che fanno gli altri, sarai zittito, piallato, omogeneizzato

Non è a caso che parliamo di vaccini: rileggetevi gli articoli della lettera apostolica, sentite il tono autoritario, spietato, con cui parlano ai fedeli. Danno ordini, fanno balenare l’idea di un’esclusione, un’emarginazione: non ti comporterai bene, non accetterai di fare la professione di fede assoluta nel Concilio, non sarai «cresciuto spiritualmente» come da Test Invalsi o da delazione del kapò, allora ti toglierò la Messa, ti leverò questo diritto, e farai quello che fanno gli altri, sarai zittito, piallato, omogeneizzato.

 

Del resto, lo sappiamo: la chiesa vaticana è uno dei motori principali del Male nel XXI secolo. Lo abbiamo chiamato, in un altro articolo, «il Papa del battesimo di Satana». E sappiamo tutti che i vaccini da feti abortiti non sono l’unico articolo della Necrocultura che il pampero sta promuovendo.

 

Quindi, siamo disperati? Maddeché. Anche qui, nihil novum sub solis. Noi ci siamo sistemati da molto tempo, da ben prima di questo biennio di caos.

 

Da anni gli animatori di Renovatio 21 contribuiscono ad organizzare Sante Messe tradizionali dove di queste impurità, di questi ricatti infami, di questi quadretti luciferici non entra nemmeno una molecola. (E anche le molecole di mRNA alieno, in realtà, per lo più vorremmo se ne stessero fuori, ma noi non siamo quelli che si prendono la libertà degli altri)

 

Se volete partecipare, e salire su questa arca che i più non vedono ma che c’è da tanto e ci sarà per sempre, scriveteci. Vi garantiamo: non ve ne pentirete.

 

E, se siete stati tra i volenterosi amuchinisti dello Sfigorum e ora invece vagate nel niente, mica ci facciamo problemi: venite, ammazzeremo il vitello grasso (tranquilli, poi lo cuociamo a 53°C, temperatura legale a cui si neutralizza la carica batterica, e magari così sparisce anche il Coviddo).

Del resto, lo sappiamo: la chiesa vaticana è uno dei motori principali del Male nel XXI secolo

 

Anche perché, sul serio: adesso dove volete andare?

 

 

Roberto Dal Bosco

 

 

 

 

 

 

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È il Nuovo Ordine dell’Anticristo. E il vaccino è il suo filtro magico

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Abbiamo raccolto il pensiero di un sacerdote che da sempre è stato vicino a Renovatio 21 e ai suoi collaboratori. Egli non poche volte in questi anni ci ha aiutati nel discernimento di varie situazioni dal punto di vista morale, religioso, storico.

 

Questa volta al sacerdote abbiamo chiesto riguardo al tempo presente. 

 

Gli abbiamo posto la domanda più generica possibile, quella che la maggior parte degli uomini raziocinanti si stanno ponendo:

 

Che cosa sta succedendo?

 

La risposta è, al contempo, chiarissima ed abissale.

 

«La cosa più ovvia che possiamo dire, e la più indiscutibile, è la rivelazione dell’esistenza di un Ordine Mondiale. Un qualcosa che agisce ovunque allo stesso modo»

«La cosa più ovvia che possiamo dire, e la più indiscutibile, è la rivelazione dell’esistenza di un Ordine Mondiale. Un qualcosa che agisce ovunque allo stesso modo: non importa la latitudine, il Paese, il sistema politico in cui ci si trova. In ogni luogo, sta accadendo la medesima cosa».

 

«Questa onnipervadenza dell’Ordine Mondiale si esprime anche nella sua accettazione in ogni dove. In qualche modo, dappertutto, tutti quanti devono rendergli omaggio: nessun Paese, nemmeno la Cina o la Russia, si è permesso una narrativa differente da quella ufficiale, quella che informa in modo uniforme il pianeta; né esistono politiche alternative a quelle ufficiali che possano essere seguite. Il risultato è la mancanza totale di possibilità di fuga: non esiste un Paese dove rifugiarsi».

 

Non esiste, cioè, un luogo in cui ripararsi dal diluvio delle siringhe mRNA, che ora diverrà legge: l’obbligo è pronto a essere caricato in ogni Paese del mondo, Europa in testa.

 

Chiediamo al sacerdote: come è stato possibile?

 

Come è possibile che sia passata l’idea che bisogna vaccinare ogni persona al mondo?

 

«Nella sua irrazionalità, questo provvedimento di vaccinare chiunque senza eccezioni possibili (anche immunodepressi, donne incinte, bambini) è comprensibile solo in un’ottica religiosa»

«Nella sua irrazionalità, questo provvedimento di vaccinare chiunque senza eccezioni possibili (anche immunodepressi, donne incinte, bambini) è comprensibile solo in un’ottica religiosa. È decifrabile solo in senso religioso, altrimenti è illogico, incomprensibile, quindi non accettabile dalla mente umana. Perché chiunque sa che è impossibile che una medicina, quale che sia, sia universale. E si arriva a negare l’evidenza sui suoi effetti principali (come l’efficacia che si dirada in intervalli sempre più brevi) o secondari, sui quali si tace in modo sempre più tracotante, proprio perché si tratta di un rito, che risponde a un altro ordine di cose».

 

Stiamo pensando non solo alle migliaia di malori di cui si è riempito il mondo; pensiamo ai calciatori che ovunque crollano sul campo di gioco con la mano al cuore.

 

Tuttavia non è di cronaca che vogliamo sentir parlare.

 

Vogliamo chiedere del verso senso di quello che sta accadendo – il senso metafisico, metastorico, spirituale. O, possiamo intuire, il senso «apocalittico» della vaccinazione universale.

 

«Un primo termine per definirla potrebbe essere “Grande Iniziazione collettiva”. Se si tratta di un rito religioso, come abbiamo detto, esso serve a far entrare chi vi si sottopone in un altro spazio di esistenza, il Nuovo Ordine. La perversione del Battesimo. Un rito iniziatico attraverso cui però deve passare l’umanità nella sua interezza».

 

Questa è una spiegazione, che avevamo ipotizzato su Renovatio 21 anche prima della pandemia, quando con la legge Lorenzin cominciò a saltar fuori il termine «battesimo laico», e vedevamo come il principale consorzio iniziatico conosciuto, fosse della partita da tempo.

 

 «Forse quella Grande Iniziazione non è la spiegazione più esauriente. Forse è più adatto parlare di incantesimo. Un grande incantesimo in vista della venuta dell’anticristo»

Tuttavia, ascoltando il nostro sacerdote, capiamo che può esserci di più, molto di più.

 

 «Forse quella Grande Iniziazione non è la spiegazione più esauriente. Forse è più adatto parlare di incantesimo. Un grande incantesimo in vista della venuta dell’anticristo».

 

Perché un «incantesimo?»

 

«Perché per molti esso avviene senza colpe personali. L’apostasia, il ripudio totale del proprio credo, richiede un’adesione convinta. Molti di coloro che ricevono il siero non hanno colpa personale, non fanno un atto peccaminoso volontario».

 

Continui per favore.

 

«C’è chi insiste nel ricordare come non dobbiamo dire “vaccino” ma “siero genico”. Vero, ma forse dovremmo proprio passare al termine filtro»

«Questo vuol dire che non è richiesto di commettere direttamente un peccato, ma di ricevere materialmente qualcosa, una sorta di… filtro. C’è chi insiste nel ricordare come non dobbiamo dire “vaccino” ma “siero genico”. Vero, ma forse dovremmo proprio passare al termine filtro».

 

Un filtro? Come quello delle streghe? Quelli usati per le fatture

 

«Sì. E come in tutte le fatture, non sai cosa mettono nel filtro. E puoi riceverne gli effetti negativi anche senza tua colpa personale».

 

Il pensiero di chi conosce la realtà sulle linee cellulari umane con le quali vengono prodotto i vaccini va immediatamente al Malleus Maleficarum, il manuale degli inquisitori del XV secolo, dove era segnato apertamente come nelle pozioni le streghe mettessero sangue di bambini abortiti…

 

«Gli incantesimi scimmiottano i sacramenti – quindi hanno sempre una parte materiale. Il fatto che ci siano elementi umani nel filtro è fondamentale».

 

E cosa fa quindi questo filtro?

 

«È possibile che questa specie di “filtro” possa provocare effetti preternaturali in vista della grande fascinazione che sarà propria dell’anticristo. Se le parole incantanti dell’anticristo possono essere viste come la “forma” sacramentale, l’elemento materiale potrebbe essere questo medesimo filtro»

«È possibile che questa specie di “filtro” possa provocare effetti preternaturali in vista della grande fascinazione che sarà propria dell’anticristo. Se le parole incantanti dell’anticristo possono essere viste come la “forma” sacramentale, l’elemento materiale potrebbe essere questo medesimo filtro».

 

«Forse, quindi, non è corretto parlare di “marchio”, quello dell’Apocalisse. Forse quello è un’altra realtà. L’unico incantesimo “universale” previsto dalla Scrittura è infatti proprio questo: quello dell’Uomo di Iniquità, il Figlio della Perdizione, che raggiungerà quasi tutti».

 

Egli dunque illuderà il mondo con i suoi filtri?

 

«Non esattamente. L’anticristo affascinerà con le parole. Come simia Dei, egli vorrà seguire, invertendolo, l’esempio di Cristo. L’anticristo incanterà tutti, o quasi. Il Signore si esprime con un paradosso: “perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno segni e portenti per ingannare, se fosse possibile, anche gli eletti” (Mc 13, 22). L’inganno universale, se fosse possibile, includerebbe anche i non-ingannabili per definizione, gli eletti. Ecco quindi che il Vangelo ci fa capire che molti saranno vittime inconsapevoli, ingannate, dell’Anticristo; altri invece ne saranno i complici, gli anticristi, appunto, per partecipazione».

 

Ma chi saranno gli anticristi? Scopriamo quindi il pensiero dell’abate Adso da Montier-en-Der (913-992), autore del Libellus de Antichristi, un trattato che medita sulla venuta dell’Iniquo.

 

 Modificare il DNA umano, cioè l’ordine biologico materiale dei figli di Dio, è di per sé un’azione anticristica, portata avanti da anticristi? «Sì»

«Adsone dice che “anticristo” in senso minore è chiunque combatte la regola del proprio ordine. E questo a livello ecclesiastico, storico, umano. Dice che vi sono figure storiche anticristiche come Nerone, Diocleziano, Antioco, che hanno prefigurato l’Uomo di Iniquità. Una cosa è essere peccatori, magari per fragilità; un’altra è combattere apertamente l’ordine divino: chi lo fa è precursore dell’uomo dell’anomia che catalizzerà tutto il male nei tempi ultimi».

 

Cambiare l’ordine presente per sostituirlo con il Nuovo Ordine. Negli Stati, nelle cellule della materia vivente.

 

Non possiamo non pensare alla modifica genetica come alla battaglia per eccellenza contro «il proprio ordine». Il logos primigenio della vita umana, il suo codice genetico, è ora sotto attacco da parte di uomini potentissimi e determinati.

 

Stiamo pensando a Bill Gates che di recente ha gettato una volta di più la maschera per reclamizzare urbi et orbi la bioingegneria CRISPR, che altro non è che la guerra alla genetica umana così come regolata dall’ordine naturale.

 

Possiamo dire che questa guerra genetica è una lotta «contro la regola del proprio ordine», come detto da Adsone? Modificare il DNA umano, cioè l’ordine biologico materiale dei figli di Dio, è di per sé un’azione anticristica, portata avanti da anticristi?

 

«Sì».

 

«Gli anticristi saranno iniziati, sì, perché essi daranno la loro adesione volontaria al Regno dell’Iniquo. Tantissimi invece vi entreranno senza colpa. Questa potrebbe essere la funzione del vaccino»

Qui potrebbe tornare il discorso dell’iniziazione anticristica.

 

«Gli anticristi saranno iniziati, sì, perché essi daranno la loro adesione volontaria al Regno dell’Iniquo. Tantissimi invece vi entreranno senza colpa. Questa potrebbe essere la funzione del vaccino. Di fatto, non parlerei qui di “marchio”, ma di pozione, filtro magico. Il marchio di cui parla l’Apocalisse potrebbe essere un’ulteriore realtà non ancora svelata».

 

Una magia alla quale saranno sottoposti tutti?

 

«Ci saranno gli anticristi, ma ci saranno anche le vittime. Ecco, queste offriranno, tramite il filtro, una partecipazione quasi involontaria, saranno predisposti alla fascinazione. Del resto si tratta dell’Incantamento, che è un modo in cui viene descritto il Regno dell’Anticristo. L’Anticristo dovrà incantare tutti, quasi tutti – perfino, se fosse possibile, gli eletti. Le mie sono solo ipotesi ovviamente, riflessioni sparpagliate sulla Scrittura e sulla realtà. Non sono profeta, cerco solo di pormi delle domande».

 

«Ci saranno gli anticristi, ma ci saranno anche le vittime. Ecco, queste offriranno, tramite il filtro, una partecipazione quasi involontaria, saranno predisposti alla fascinazione. Del resto si tratta dell’Incantamento, che è un modo in cui viene descritto il Regno dell’Anticristo»

Basta. Abbiamo abbastanza materiale per meditare per settimane. Mesi. Anni.

 

Cosa sta adorando il mondo, quindi, in questo momento?

 

Sappiamo dove trovare le risposte.

 

«Il loro re era l’angelo dell’Abisso, che in ebraico si chiama Perdizione, in greco Sterminatore». (Ap, 9 11)

 

 

Roberto Dal Bosco

 

 

 

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Ernst Jünger e l’era distopica delle mascherine

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Ernst Jünger (1895-1998) fu letterato e filosofo tedesco che partecipò come militare ad ambo le guerre mondiali.

 

Al primo conflitto mondiale dedicò il libro Nelle tempeste d’acciaio, una sorta di diario della guerra dove venne ferito quattordici volte.

 

Ancora oggi è molto pubblicato e diffuso, vuoi perché lo dicono parte di una fronda contro Hitler, vuoi perché, ufficiale della Wehrmacht, stazionò nella Parigi occupata intrattenendosi con la crème degli intellò dell’epoca: Jean Cocteau, Pablo Picasso, Henri de Montherlant, Sacha Guitry, Gaston Gallimard, Colette, Louis-Ferdinand Céline – tutto un demi-monde lasciato intravedere dal libro La decade dell’illusione del prostituto omosessuale collaborazionista della Gestapo Maurice Sachs.

 

Tra i tanti libri di Jünger molti sono veri e propri romanzi utopici-distopici, come Eumeswil, Heliopolis, Sulle scogliere di marmo, oggi tutti introvabili o costosissimi.

 

Tuttavia è con il saggio L’operaio (1932) che lo scrittore si fa ricordare. Vi tratta di una società oramai strangolata dalla tecnica, dove l’individualismo borghese e il romanticismo non possono che morire. Vi si creerà, spiega, una nuova figura, quella dell’«operaio»: egli perderà i vincoli della classe sociale e sarà in grado di dominare in modo costruttivi la tecnica invece che subirla. L’operaio è visto quindi come forza elementare che distruggerà la società borghese, la liberaldemocrazia, il contratto sociale.

 

Der Arbeiter, come si chiama originariamente il libro, eserciterà un’influenza costante e duratura sull’intellighenzia europea, soprattutto sulla destra: il guru postfascista Julius Evola dedicò all’operaio jungeriano un intero volume,  (1960). Armin Mohler , uno degli architetti della Nuova Destra , parla di «Bibbia del realismo eroico».

 

«Non è casuale la funzione che da qualche tempo la maschera ricomincia ad avere nella vita quotidiana. Essa appare in molteplici sembianze»

Ebbene, è a pagina 36 del libro di Jünger (edizione italiana) che si può trovare un’affermazione profetica rispetto al nostro tempo.

 

Jünger infatti tratta dell’uso della maschera.

 

«Non è casuale la funzione che da qualche tempo la maschera ricomincia ad avere nella vita quotidiana. Essa appare in molteplici sembianze, nei luoghi in cui fa irruzione lo specifico carattere di lavoro: può essere la maschera antigas, con la quale si tenta di equipaggiare intere popolazioni, o la maschera a casco per gli sport e le alte velocità, come quella dei motociclisti e degli automobilisti, oppure la maschera protettiva per il lavoro in ambienti minacciati da radiazioni, esplosioni o diffusione di narcotici».

 

«È da supporre che alla maschera saranno assegnati ancora altri e diversi compiti, oggi intuibili – per esempio, nell’ambito di un’evoluzione in cui la fotografia acquisti il ruolo di un’arma offensiva applicata in politica»

«È da supporre che alla maschera saranno assegnati ancora altri e diversi compiti, oggi intuibili – per esempio, nell’ambito di un’evoluzione in cui la fotografia acquisti il ruolo di un’arma offensiva applicata in politica».

 

È andata così. La maschera ha assunto un nuovo compito: quello di significare la sottomissione dell’individuo al nuovo ordine biotico.

 

Quanto all’ambito di evoluzione della fotografia come arma ipotizzato dallo scrittore tedesco, il problema della maschera verrà risolto: gli algoritmisti della face recognition lavorano alacramente per rendere identificabili le persone anche quando indossano la mascherina.

 

«Data l’improvvisa ubiquità della maschera facciale nel 2020, in tutto il mondo e in un numero crescente di contesti sociali, è impossibile evitare la conclusione che questo sia proprio il tipo di sviluppo che Jünger aveva in mente» scrive Thomas Crew in  articolo dell’anno scorso intitolato The Dystopian Age of the Mask («l’era distopica delle mascherine»).

 

«La nostra disponibilità a oscurare il volto riflette le tendenze disumanizzanti che, per Jünger, sono alla base dell’era moderna. Rappresenta un’altra tappa del degrado dell’individuo che si è esplicitata nella Prima Guerra Mondiale»

«La nostra disponibilità a oscurare il volto riflette le tendenze disumanizzanti che, per Jünger, sono alla base dell’era moderna. Rappresenta un’altra tappa del degrado dell’individuo che si è esplicitata nella Prima Guerra Mondiale».

 

«Che sia un pezzo di materiale sul campo di battaglia o un ingranaggio nella macchina dell’economia di guerra, l’età moderna ha l’abitudine di ridurre l’essere umano a un oggetto funzionale. Tutto ciò che è “non essenziale” – tutto ciò che ci rende umani – viene allegramente scartato».

 

Tutto vero, tutto giusto.

 

Per il mondo moderno, se non indossi la mascherina, sei un «no vax», uno scarto della società, passibile di multe, arresti, denunce.

 

Come ripetiamo da mesi, i non-mascherati (e non-vaccinati, cioè non-sottomessi) sono oggi un segmento della popolazione che i poteri costituiti hanno accettato di poter sacrificare. Non servono i loro soldi, le loro opinioni, i loro voti. Vanno repressi, zittiti, disintegrati, e basta. Sacrificati.

 

Questa è la funzione totalitaria della mascherina che Jünger poteva appena intuire. Perché il totalitarismo in corso è diverso da quello del XX secolo: se la prende con un segmento della popolazione a doppia cifra percentuale, e dal popolo pretende atti di fedeltà a livello biomolecolare, pena una schiavitù da lager moderno.

 

 

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Primo Levi, «ogni tempo ha il suo fascismo»

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Ogni tempo ha il suo fascismo: se ne notano i segni premonitori dovunque la concentrazione di potere nega al cittadino la possibilità e la capacità di esprimere ed attuare la sua volontà.

 

A questo si arriva in molti modi, non necessariamente col terrore dell’intimidazione poliziesca, ma anche negando o distorcendo l’informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola, diffondendo in molti modi sottili la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l’ordine, ed in cui la sicurezza dei pochi privilegiati riposava sul lavoro forzato e sul silenzio forzato dei molti.

 

 

Da  «Un passato che credevamo non dovesse tornare più», Corriere della sera, 8 maggio 1974.

 

Ora in Primo Levi, L’asimmetria e la vita, Einaudi, Torino 2002.

 

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