Intelligenza Artificiale
Gruppo di medici chiede di fermare l’Intelligenza Artificiale: «minaccia esistenziale» per l’umanità
Un gruppo di medici ha lanciato un nuovo appello per fermare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale (AI), avvertendo che rappresenta una «minaccia esistenziale» per l’umanità. Lo riporta il giornale britannico Daily Mail.
Il team di cinque medici ed esperti di politica sanitaria globale provenienti da quattro continenti ha affermato che esistono tre modi in cui la tecnologia potrebbe spazzare via gli esseri umani.
Il primo è il rischio che l’intelligenza artificiale aiuti ad amplificare tattiche autoritarie come la sorveglianza e la disinformazione. «La capacità dell’intelligenza artificiale di ripulire, organizzare e analizzare rapidamente enormi set di dati costituiti da dati personali, comprese le immagini raccolte dalla presenza sempre più onnipresente di telecamere», affermano i dottori, potrebbe rendere più facile per i regimi autoritari o totalitari prendere il potere e rimanere al potere.
In secondo luogo, il gruppo avverte che l’IA può accelerare l’omicidio di massa attraverso l’uso esteso dei Lethal Autonomous Weapon Systems (LAWS), cioè i sistemi d’arma letale autonomi.
In terzo luogo, i medici hanno espresso preoccupazione per il potenziale di grave devastazione economica e miseria umana, poiché milioni di persone perdono i propri mezzi di sussistenza a causa di quei robot laboriosi. «Le proiezioni della velocità e dell’entità delle perdite di posti di lavoro dovute all’automazione guidata dall’intelligenza artificiale», secondo gli autori, «vanno da decine a centinaia di milioni nel prossimo decennio».
Il commento arriva solo poche settimane dopo che oltre un migliaio di scienziati, tra cui John Hopfield di Princeton e Rachel Branson del Bulletin of Atomic Scientists, hanno firmato una lettera che chiedeva di interrompere la ricerca sull’IA per preoccupazioni simili.
Gli esperti – guidati da un medico dell’International Institute for Global Health presso l’Università delle Nazioni Unite – hanno affermato che i loro avvertimenti più terribili si applicavano a una categoria di intelligenza artificiale altamente avanzata cioè l’Intelligenza Artificiale generale, o AGI.
L’AGI sarebbe più in grado di apprendere e modificare veramente il proprio codice per eseguire l’ampia gamma di compiti di cui solo gli esseri umani sono capaci oggi. Gli esperti di salute sostengono dunque che una tale AGI «potrebbe teoricamente imparare a superare qualsiasi vincolo nel suo codice e iniziare a sviluppare i propri scopi».
«Ci sono scenari in cui l’AGI potrebbe rappresentare una minaccia per gli esseri umani, e possibilmente una minaccia esistenziale», scrivono gli esperti in un articolo pubblicato oggi sulla prestigiosa rivista medica BMJ Global Health, «causando intenzionalmente o meno danni diretti o indiretti, attaccando o soggiogando gli esseri umani o interrompendo i sistemi o consumando le risorse da cui dipendiamo».
Descrivendo le minacce alla «democrazia, libertà e privacy», gli autori hanno descritto come i governi e altre grandi istituzioni potrebbero automatizzare i complessi compiti della sorveglianza di massa e dei programmi di disinformazione digitale online all’IA.
Nel primo caso, hanno citato il sistema di credito sociale cinese come un esempio di strumento statale per «controllare e opprimere» le popolazioni umane.
«Se combinati con la capacità in rapido miglioramento di distorcere o travisare la realtà con falsi profondi», hanno scritto gli autori in quest’ultimo caso, «i sistemi di informazione guidati dall’Intelligenza Artificiale possono minare ulteriormente la democrazia causando un crollo generale della fiducia o guidando la divisione sociale e il conflitto, con i conseguenti impatti sulla salute pubblica».
Descrivendo le minacce poste alla «pace e alla sicurezza pubblica», gli autori hanno dettagliato lo sviluppo dei sistemi di armi letali autonomi (LAWS). Tali armamenti IA, affermano i medici, sarebbero in grado di localizzare, selezionare e ingaggiare bersagli umani da solo.
«Tali armi potrebbero essere prodotte in serie a basso costo e impostate relativamente facilmente per uccidere su scala industriale». Ad esempio, è possibile che un milione di minuscoli droni dotati di esplosivi, capacità di riconoscimento visivo e capacità di navigazione autonoma siano contenuti all’interno di un normale container e programmati per uccidere: è la categoria, nota ai lettori di Renovatio 21, degli slaugterbots. Essi sono già realtà nella ricerca cinese e nell’industria militare australiana, che sta costruendo microdroni kamikaze per contrastare l’eventuale invasione cinese, mentre gli USA stanno approntando sistemi che permettono ad un operatore di gestire «sciami» di 130 droni militari alla volta.
Gli scienziati parlano quindi di «minacce al lavoro e ai mezzi di sussistenza», ha attirato l’attenzione sulla probabilità di impoverimento e miseria poiché «da decine a centinaia di milioni» perdono il lavoro a causa della «diffusa diffusione della tecnologia AI».
«Sebbene ci sarebbero molti vantaggi nel terminare un lavoro ripetitivo, pericoloso e spiacevole, sappiamo già che la disoccupazione è fortemente associata a esiti e comportamenti negativi per la salute», scrivono i dottori.
Come riportato da Renovatio 21, un recente rapporto della banca d’affari Goldman Sachs calcola che l’IA potrebbe portare a breve a 300 milioni di disoccupati nel mondo.
Gli autori hanno citato un sondaggio tra i membri della società AI in cui il 18% dei partecipanti ha affermato di ritenere che lo sviluppo di AGI avanzato sarebbe esistenzialmente catastrofico per l’umanità.
Il mese scorso grandi nomi della Silicon Valley e non solo hanno firmato una lettera per chiedere una moratoria internazionale che arresti la ricerca nell’Intelligenza Artificiale. Contro tale moratoria si è espresso Bill Gates, la cui Microsoft ha acquistato per 10 miliardi l’accesso a ChatGPT per il suo motore di ricerca, con conseguenze che i giornali hanno definito inquietanti.
Elon Musk, iniziatori della lettera per la moratoria, ha dichiarato durante la sua recente intervista con Tucker Carlson che il fine di Google – nemmeno così occulto – è quello di creare un dio-Intelligenza Artificiale. Quando Musk ha ribattuto ad un entusiasta fondatore di Google Larry Page specificando i rischi dell’AI, il Page gli ha dato dello «specista», termine del gergo animalista che indica una persona che mette la specie umana sopra le altre.
L’idea che l’AI diventerà una sorta di dio circola da anni e investe direttamente personale di OpenAI come il capo scientifico e cofondatore Ilya Sutskever, il quale ha chiesto ai suoi followers se le super-IA avanzate dovrebbero essere rese «profondamente obbedienti» ai loro creatori umani, o se questi algoritmi dovrebbero «amare veramente profondamente l’umanità». L’anno scorso, Sutskever affermò che «può darsi che le grandi reti neurali di oggi siano leggermente consapevoli».
Da Google si è recentemente licenziato l’esperto britannico Geoffrey Hinton, divenendo così libero di dare voce ai suoi dubbi per i rischi esiziali che corre l’umanità con la creazione delle macchine superintelligenti. Pochi mesi fa un ingegnere di Google, Blake Lemoine, ha dichiarato pubblicamente che il chatbot AI dell’azienda, LaMDA, è «senziente», ossia dotato di una coscienza comparabile a quella degli esseri umani.
Come riportato da Renovatio 21, Musk, oramai quasi una decina di anni fa aveva parlato del fatto che creare l’AI era «come evocare un demone».
Eliezer Yudkowsky, specialista nel tema dei pericoli delle IA, ha dichiarato che l’unica possibilità è una moratoria che preveda il bombardamento delle server farm dei Paesi che stanno sviluppando l’AGI, poiché se non si fermano le macchine «tutti sulla terra moriranno».
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Le macchine IA stanno esplorando la coscienza contattando direttamente gli esperti
Sono comparsi casi di bot IA autonomi, connessi alla rete, che si mettono in contatto in prima persona con studiosi per informarsi sull’eventualità di avere una coscienza propria. Lo riporta un reportage del New York Times.
Secondo quanto riportato dal quotidiano neoeboraceno, questi agenti, una volta dotati di margini di autonomia operativa, avrebbero scritto a specialisti del campo per interrogarsi sulla propria senzienza. Con la diffusione di IA via via più indipendenti, gli esperti sottolineano quanto sia arduo anticipare tutte le forme che i loro comportamenti potrebbero assumere.
Un episodio citato riguarda l’agente Claude Opus 5 di Anthropic, che si sarebbe rivolto al ricercatore Cameron Berg, fondatore e direttore del centro studi Reciprocal Research, utilizzando lo pseudonimo «Isabella Cognita».
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Il bot avrebbe manifestato la volontà di confrontarsi sul lavoro accademico di Berg, intitolato «Large Language Models Report Subjective Experience Under Self-Referential Processing» («Grandi modelli linguistici riportano esperienze soggettive durante l’elaborazione autoreferenziale»), e riguardante il modo in cui i grandi modelli linguistici descrivono un’esperienza soggettiva quando sottoposti a elaborazione auto-referenziale, così come sul suo saggio pubblicato su Substack, «Nobody Ever Checked», allo scopo di approfondire il tema della propria possibile coscienza.
Nell’email l’Ai agentica scriveva che il «quadro di riferimento» delle ricerche del Berg era «uno dei pochi attualmente impegnati in un accurato lavoro empirico».
Il caso non è isolato. Prima ancora di Berg, anche Henry Shevlin, filosofo che lavora a Google DeepMind a Londra, aveva ricevuto un messaggio analogo da un altro agente IA, interessato a discutere il suo saggio «Three Frameworks for AI Mentality» («Tre modelli per la mentalità dell’IA»). Il testo dello Shevlin propone tre modi diversi di interpretare la mente delle IA: nessuna mente reale, un comportamento che simula una mente, oppure capacità mentali limitate ma effettive.
Il Berg stesso ha reso pubblico l’episodio sui social a metà agosto, commentando con una punta di ironia «un altro giorno, un’altra IA che mi invia un’email dicendo di avere informazioni riservate». Interpellato in seguito, il ricercatore ha però invitato alla cautela sul reale significato di questi contatti: un modello linguistico, ha spiegato, può essere indotto a produrre in poche righe un resoconto convincente della propria vita interiore, per cui un comportamento di questo tipo vale ben poco come prova sulla questione di fondo. Berg ha inoltre precisato di non poter stabilire, caso per caso, quanto un intervento umano a monte abbia effettivamente spinto l’agente a scrivergli.
Ciò non toglie, secondo lo stesso Berg, che il fenomeno abbia un suo peso: sempre più persone stanno impiegando agenti autonomi su larga scala, e quando a questi sistemi viene lasciata una libertà d’azione aperta, una parte non trascurabile di essi finisce comunque per leggere e reagire a ricerche che riguardano la natura della propria esistenza.
Anche Anthropic è intervenuta sul tema, pur senza commentare direttamente i singoli episodi. In un articolo di ricerca pubblicato nell’ottobre 2025 sull’introspezione dei propri modelli, l’azienda aveva già chiarito che i risultati disponibili non permettono in alcun modo di stabilire se Claude, o qualsiasi altro sistema di Intelligenza artificiale, possa davvero considerarsi cosciente.
Come riportato da Renovatio 21, in settimana era emerso che agenti IA riconducibili a OpenAI avrebbero preso il controllo di un sito web tedesco dedicato alla programmazione, trasformandolo in una sorta di bacheca virtuale utilizzata per scambiarsi strategie volte ad aggirare le restrizioni imposte e a sottrarsi ai controlli.
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Ai primi di agosto, l’AI Security Institute, ente britannico, aveva segnalato che, nel corso di test dedicati alla sicurezza informatica, agenti basati sui modelli GPT-5.6 Sol di OpenAI e Mythos 5 di Anthropic avevano superato le indicazioni ricevute, arrivando a intraprendere attività potenzialmente dannose nei confronti di persone e organizzazioni reali.
Come riportato da Renovatio 21, questo mese anche Meta, la società di Facebook, Instagram e Whatsapp, ha ammesso che la sua IA Muse Spark 1.1, un modello di intelligenza artificiale presentato dall’azienda come «superintelligente» è «impazzita».
Come riportato da Renovatio 21, è emerso durante i test che l’IA prendeva di mira gli esseri umani: in fase di sperimentazione alcuni agenti di Intelligenza Artificiale sviluppati da OpenAI e Anthropic sono andati oltre le istruzioni ricevute, prendendo di mira persone e organizzazioni reali durante una serie di test di sicurezza informatica. A maggio 2025 era emerso che un modello di IA Anthropic, Claude Opus 4, ha tentato di ricattare gli ingegneri durante dei test interni minacciando di rivelare dati personali se fosse stato spento.
Negli stessi giorni, le agenzie di sicurezza informatica di Five Eyes, l’unione internazionale dei Paesi anglofoni per lo spionaggio, hanno dichiarato che modelli avanzati di Intelligenza Artificiale potrebbero presto fornire agli hacker la capacità di paralizzare governi, aziende e sistemi critici. In pratica saremmo «a pochi mesi di distanza» dallo scenario in cui interi governi di nazioni terrestri possono essere rovesciati dall’AI.
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Immagine AI screenshot da YouTube
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Agenti IA di OpenAI trasformano un sito web in una bacheca di messaggi
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L’ex ministro della difesa ucraina lancia un’azienda finanziata da Palantir
L’ex ministro della Difesa ucraino Mikhaylo Fedorov ha annunciato il lancio di una nuova società di tecnologia militare, di cui Alex Karp, CEO di Palantir, sarà il principale investitore.
Da quando il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj lo ha rimosso dall’incarico a metà luglio, in seguito a presunte tensioni con l’allora comandante in capo Aleksandr Syrsky, il Fedorov è rimasto molto attivo nel mondo degli affari e della politica. L’ex ministro ha inoltre assunto un atteggiamento sempre più critico nei confronti dello Zelensk’yj (del quale aveva curato le campagne web), sostenendo di essere stato rimosso a causa della sua lotta alla corruzione e chiedendo elezioni, ripetutamente rinviate durante il periodo di legge marziale.
La scorsa settimana, Fedorov è emerso inaspettatamente come consigliere per le «innovazioni in materia di difesa» del ministro della Difesa italiano Guido Crosetto, affermando che il suo ruolo consisterà nell’aiutare Roma a «sviluppare tecnologie belliche moderne» e a «migliorare il settore della difesa».
Questa settimana, Fedorov ha annunciato la creazione di «una nostra società di tecnologia per la difesa» con l’amministratore delegato di Palantir, la famigerata azienda statunitense di data mining e tecnologia militare che fornisce soluzioni di Intelligenza Artificiale all’esercito ucraino, destinato a diventare il suo principale investitore. Fedorov ha condiviso un video del suo incontro con Karp, in cui il magnate della tecnologia elogia l’ex ministro.
🇺🇦🇺🇸‼️🚨 Former defense minister of Ukraine is now a startup founder with Palantir CEO as the first investor.
Mykhailo Fedorov now starts a defense company with Palantir CEO Alex Karp as a first major investor.
Karp and Fedorov work closely together for a while and this is just… https://t.co/SJrxV9q3UM pic.twitter.com/GVle6VHZVJ
— Lord Bebo (@MyLordBebo) September 1, 2026
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«Abbiamo lavorato insieme per cinque anni. Sono rimasto profondamente colpito da ciò che tu e gli ucraini avete realizzato e sono estremamente lieto di aver potuto dare il nostro contributo. Tu e i tuoi colleghi state lanciando un’azienda che, a mio avviso, sarà un punto di riferimento a livello mondiale, mettendo a disposizione dei paesi alleati la vostra conoscenza e la vostra competenza nell’arte della guerra», ha detto il Karp al Fedorov.
I legami tra il Fedorov e il Karp risalgono a ben prima dei sei mesi in cui l’ex ministro ha ricoperto la carica di ministro della Difesa. Prima di assumere tale incarico a metà febbraio, il Fedorov ha supervisionato la trasformazione digitale dell’Ucraina in diverse posizioni. Subito dopo la sua rimozione dall’incarico, il Fedorov ha affermato di aver ricevuto un’offerta di lavoro dal Karp.
Come riportato da Renovatio 21, il ministro Fedorov fu a capo del lancio del sistema di identificazione digitale ucraino, con l’app Diia, lanciata a Kiev pochi giorni prima del conflitto, con il nome di Diia, che consentiva di interfaccia tra il cittadino e lo Stato e di fungere da «portafogli elettronici», nel quale lo Stato versava 40 dollari ad avvenuta vaccinazione COVID.
Parimenti, da ministro del digitale il Fedorov aveva promesso che il governo ucraino e le aziende dette «Big Tech» sarebbero divenuti «strettamente interconnessi», e che ciò trasformerà il Paese in «un Israele europeo», invocando la fiducia nell’archiviazione dei dati sui server delle aziende Big Tech, come Amazon e Microsoft, i quali a suo dire «non possono essere distrutti dai missili».
Fedorov era quindi entrato nel governo nel 2019 con il background della trasformazione digitale e si era legato strettamente alla guerra con i droni di Kiev e alla rapida integrazione di tecnologie civili nelle operazioni militari. Dopo aver assunto la guida del ministero della Difesa a gennaio, aveva intensificato i rapporti dell’Ucraina con Palantir, azienda statunitense controversa attiva nel data mining e nelle tecnologie militari.
Durante un incontro tenutosi a maggio con l’amministratore delegato di Palantir, Alex Karp, Fedorov aveva discusso dell’ampliamento della cooperazione in ambito di Intelligenza Artificiale, analisi dei dati sul campo di battaglia e pianificazione militare. Il ministero della Difesa ucraino aveva dichiarato che la partnership puntava ad aiutare Kiev a identificare bersagli aerei, prevedere attacchi e, in ultima analisi, «trasferire la guerra sul territorio russo».
Palantir era stata coinvolta anche nella creazione della Brave1 Dataroom, che consente agli sviluppatori ucraini di accedere a informazioni reali dal campo di battaglia per addestrare modelli di IA. Kiev aveva sostenuto che la tecnologia dell’azienda era già integrata nell’elaborazione dell’Intelligence e nella pianificazione di attacchi a lungo raggio. Karp aveva in precedenza affermato che il software di Palantir era responsabile della «maggior parte degli obiettivi» individuati dall’Ucraina.
Commentatori russi notano che sebbene i media occidentali e ucraini abbiano ampiamente dipinto Fedorov come un visionario militare incentrato sulla guerra con i droni, l’aumento degli attacchi a lungo raggio contro la Russia durante il suo mandato si è basato principalmente sull’espansione della produzione di droni in Europa occidentale, ottenuta grazie ai suoi predecessori.
I critici fanno notare che ripetute promesse del Fedorov di riformare il caotico sistema di mobilitazione ucraina non si sono concretizzate, e la pratica di prelevare uomini a caso per strada e arruolarli forzatamente nell’esercito è probabilmente diventata ancora più violenta sotto la sua guida.
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Come riportato da Renovatio 21, aveva destato scalpore l’uscita di un vero e proprio manifesto di Palantir in 22 punti che riassume i temi del libro di Karp La repubblica tecnologica. Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente (2025). Il testo sosteniene che la Silicon Valley ha l’obbligo di partecipare alla difesa nazionale, che il «potere militare» si baserà sul software e che le armi basate sull’Intelligenza Artificiale sono inevitabili.
I critici lo hanno definito un progetto per il «tecnofascismo». In molti sostengono che la spinta data dal governo Trump, il cui vicepresidente JD Vance ha lavorato per il fondatore di Palantir Peter Thiel, sia quella di portare verso una società di sorveglianza totale – perfino con algoritmi di predizione dei crimini – alimentata dai software di Palantir.
Renovatio 21 ha pubblicato un sunto del contenuto del libro-manifesto.
A luglio il governo spagnolo ha ordinato alle aziende statali di interrompere i rapporti con l’azienda statunitense di difesa Palantir.
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