Intelligenza Artificiale
L’AI «probabilmente» annienterà l’umanità: parlano gli scienziati di Oxford e Google
I ricercatori di Google Deepmind e dell’Università di Oxford hanno concluso che esistono delle probabilità che una Intelligenza Artificiale (AI) superintelligente segnerà la fine dell’umanità; uno scenario decisamente inquietante che sempre più persone esperte cominciano ad ipotizzare.
In un recente articolo pubblicato sulla rivista AI Magazine, il team composto dallo scienziato senior di DeepMind, Marcus Hutter, e dai ricercatori di Oxford, Michael Cohen e Michael Osborne, sostengono che le macchine alla fine saranno incentivate a infrangere le regole impostate dai loro creatori per competere nella ricerca di risorse ed energia.
«Nelle condizioni che abbiamo identificato, la nostra conclusione è molto più forte di quella di qualsiasi pubblicazione precedente: una catastrofe esistenziale non è solo possibile, ma probabile», ha twittato all’inizio di questo mese Cohen, studente di ingegneria dell’Università di Oxford e coautore dell’articolo.
Under the conditions we have identified, our conclusion is much stronger than that of any previous publication—an existential catastrophe is not just possible, but likely. 3/15
— Michael Cohen (@Michael05156007) September 6, 2022
Nel documento i ricercatori sostengono che l’umanità potrebbe affrontare il suo destino sotto forma di «agenti disallineati» super avanzati che percepiscono l’umanità come un ostacolo ai loro progetti e sviluppi.
«Un buon modo per un agente di mantenere il controllo a lungo termine della sua ricompensa è eliminare potenziali minacce e utilizzare tutta l’energia disponibile per proteggere il proprio computer», si legge nel documento. «Perdere questo gioco sarebbe fatale».
I ricercatori sostengono che non c’è molto che possano fare al riguardo. «In un mondo con risorse infinite, sarei estremamente incerto su cosa potrebbe succedere», ha detto il Cohen in un’intervista a Motherboard. «In un mondo con risorse limitate, c’è una competizione inevitabile per queste risorse».
«E se sei in una competizione con qualcosa in grado di ingannarti ad ogni turno, allora non dovresti aspettarti di vincere», ha aggiunto.
In risposta a questa ipotetica minaccia, l’umanità dovrebbe far progredire lentamente e con attenzione le sue tecnologie di Intelligenza Artificiale. Se queste ipotesi fossero veritiere, «un agente artificiale sufficientemente avanzato potrebbe intervenire nella fornitura di informazioni sugli obiettivi, con conseguenze catastrofiche», avverte il documento.
Inoltre il ricercatore a capo di OpenAI ha recentemente dichiarato che l’Intelligenza Artificiale potrebbe già essere stata in grado di prendere coscienza. Ilya Sutskever, scienziato capo del gruppo di ricerca OpenAI – una organizzazione ora divenuta a scopo di lucro inizialmente dedicata allo sviluppo di una IA «benevola» che possa giovare all’umanità invece che distruggerla – aveva twittato che «può darsi che le grandi reti neurali di oggi siano leggermente consapevoli».
Un altro progetto chiamato DALL-E2, un sistema di Intelligenza Artificiale testo-immagine realizzato da Open AI, parrebbe aver creato un proprio linguaggio scritto. È ciò che sostiene Giannis Daras, uno studente di dottorato in informatica presso l’Università del Texas ad Austin.
DALL-E2 ha fatto un salto evolutivo all’inizio di quest’anno con la sua straordinaria capacità di trasformare i messaggi di testo in immagini fotorealistiche con tanto di stile artistico e ora sembra che possa essere ancora più potente e inquietante di quanto si potesse immaginare, in quanto pare sia in grado di generare un proprio codice segreto.
Previsioni altrettanto sinistre vengono da Mo Gawdat, ex Chief Business Officer per l’organizzazione sperimentale di Google, in una intervista rilasciata al giornale britannico The Times.
L’uomo della Silicon Valley ha dichiarato che crede che la cosiddetta Intelligenza Artificiale generale (AGI), il tipo di AI onnipotente e senziente vista nella fantascienza sia inevitabile e che una volta che sarà qui, l’umanità potrebbe benissimo ritrovarsi in un’apocalisse provocata da macchine simili a delle divinità.
Si tratta, in pratica, dello scenario «Skynet» – l’Intelligenza Artificiale che nella storia di Terminator assume il controllo della Terra reputando l’uomo come minaccia.
Il Gawdat ha detto al Times di aver avuto la sua spaventosa rivelazione mentre lavorava con gli sviluppatori di intelligenza artificiale di Google X che stavano costruendo bracci robotici in grado di trovare e raccogliere una pallina.
Dopo un periodo di lenti progressi, Gawdat ha detto che un braccio ha afferrato la palla e sembrava tenerla sollevata verso i ricercatori in un gesto che, a lui, sembrava un gesto di esibizione.
Come riportato da Renovatio 21, sono vari le voci che si stanno levando per neutralizzare la minaccia di una Intelligenza Artificiale assassina. Secondo alcuni osservatori, le armi autonome potrebbero essere più destabilizzanti di quelle nucleari.
L’Intelligenza Artificiale è oramai montata, con diversi gradi di realizzazione, su droni, caccia, armi teleguidate, carrarmati, «slaughterbots» e altro ancora.
Una moratoria ONU sui robot killer non ha trovato al momento l’accordo dei vari Paesi.
Nel frattempo, su questo sito testimoniamo spesso di come robot e AI stanno di fatto sostituendo i dipendenti umani perfino nei fast food.
Come riportato dall’Harvard Business Review, uno studio del 2019 stimava che il 10% dei posti di lavoro negli Stati Uniti sarebbe stato automatizzato quest’anno. Un altro studio del colosso internazionale della consulenza McKinsey stimava che quasi la metà di tutti i posti di lavoro negli Stati Uniti potrebbe essere automatizzato nel prossimo decennio.
Droni
I pasdaran attaccano in Bahrein un deposito di droni USA e un centro di AI
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane (i pasdaran ) afferma di aver distrutto un deposito che ospitava droni statunitensi e il «principale centro di intelligenza artificiale» in Bahrein, come rappresaglia per gli attacchi statunitensi contro ponti e altre infrastrutture civili iraniane.
In una dichiarazione rilasciata venerdì sera, i pasdaran hanno affermato di aver colpito un deposito che ospitava USV americani in Bahrein durante la 17a ondata dell’Operazione Nasr 2, sostenendo che «un gran numero» di imbarcazioni sono state bruciate e distrutte.
«Inoltre, il principale centro di intelligenza artificiale in Bahrein, che veniva utilizzato dal Grande Satana per colpire i nemici e commettere crimini di guerra, è stato completamente distrutto da diversi missili balistici e decine di droni», ha affermato il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche.
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Né gli Stati Uniti né il Bahrein hanno confermato ufficialmente alcun danno derivante dai presunti attacchi. Il Bahrein ospita il quartier generale della Quinta Flotta della Marina statunitense ed è uno dei principali centri militari di Washington nel Golfo Persico.
Venerdì l’Iran ha anche lanciato missili e droni contro obiettivi militari statunitensi in tutta la regione. Attacchi e intercettazioni sono stati segnalati in Kuwait, Giordania, Bahrein e Qatar. La Giordania ha affermato di aver intercettato diversi missili senza vittime né danni. Le autorità del Qatar hanno riferito che un bambino è rimasto ferito dalla caduta di detriti in seguito alle intercettazioni.
I pasdarani hanno descritto gli attacchi come una rappresaglia per i raid statunitensi contro diversi ponti iraniani, che, a suo dire, hanno causato morti e feriti tra i civili. Ha minacciato di colpire importanti infrastrutture industriali, informatiche e di intelligenza artificiale appartenenti a società con azionisti americani in tutta la regione, qualora gli Stati Uniti continuassero a colpire le infrastrutture civili iraniane.
«Raderemo al suolo i beni più preziosi delle aziende americane in tutti i paesi che ospitano basi statunitensi», avvertiva la dichiarazione, accusando tali paesi di complicità nell’operazione militare di Washington.
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Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha annunciato venerdì di aver lanciato un’altra serie di attacchi contro l’Iran, segnando la settima notte consecutiva di bombardamenti. La stampa iraniana ha successivamente riportato cinque esplosioni nella città centrale di Yazd, nonché esplosioni nella provincia di Fars e un attacco missilistico su Ahvaz, nella provincia sud-occidentale del Khuzestan.
In precedenza, Mohsen Rezaei, consigliere senior della Guida Suprema iraniana ed ex comandante delle Guardie Rivoluzionarie, aveva dichiarato che il memorandum d’intesa tra Iran e Stati Uniti era di fatto decaduto, accusando gli Stati Uniti di violare l’accordo mantenendo il blocco navale, continuando gli attacchi contro il territorio iraniano, rifiutandosi di rilasciare i beni iraniani e creando una rotta marittima alternativa «illegale» attraverso lo Stretto di Ormuzzo.
L’agenzia di stampa iraniana Tasnim ha riferito che due petroliere hanno preso fuoco dopo aver tentato di attraversare un campo minato nella parte meridionale dello Stretto di Hormuz venerdì. Citando la Marina delle Guardie Rivoluzionarie, l’agenzia ha affermato che la via navigabile rimane «estremamente pericolosa e completamente chiusa» a causa delle operazioni militari statunitensi in corso.
L’ultima escalation segue gli attacchi statunitensi contro almeno cinque ponti e altri obiettivi infrastrutturali nel sud dell’Iran, dopo che il presidente Donald Trump ha ufficialmente ripreso la guerra e minacciato di colpire le infrastrutture civili iraniane se il Paese non accetterà le richieste di Washington.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Intelligenza Artificiale
Il capo delle Nazioni Unite lancia un appello per la governance dell’IA e mette in guardia sui robot killer
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Intelligenza Artificiale
Instagram rende i post pubblici disponibili a Meta AI per impostazione predefinita
L’ultimo aggiornamento di Instagram rende i reel, i video e le foto dei profili pubblici disponibili per impostazione predefinita a Meta AI, permettendo agli strumenti di intelligenza artificiale dell’azienda di generare contenuti a partire da essi, a meno che i creatori non decidano di disattivare questa opzione.
Martedì, Meta ha introdotto il suo nuovo modello Muse Image, entrando in un settore dominato da generatori di immagini come GPT Image di OpenAI, Google Gemini e Midjourney. Lo strumento è stato reso disponibile integrato in Instagram, con gli utenti iscritti automaticamente alle sue funzionalità basate sull’iIA.
«Se il tuo account è pubblico, chiunque su Instagram può riutilizzare in tutto o in parte i tuoi reel, i video del feed e le foto condivise dopo che la funzionalità di riutilizzo è diventata disponibile», afferma Instagram nella pagina del suo Centro assistenza. «Inoltre, è possibile che altri utenti creino contenuti utilizzando i tuoi contenuti Instagram grazie alle funzionalità di intelligenza artificiale di Meta».
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Secondo Instagram, i contenuti dei minorenni con account pubblici saranno resi disponibili in questo modo solo alle persone che seguono. Inoltre, gli utenti non riceveranno alcuna notifica se qualcuno crea contenuti utilizzando Meta AI con le loro foto o i loro video pubblici.
Queste impostazioni predefinite possono essere disattivate nella sezione Condivisione e riutilizzo del profilo Instagram.
Tuttavia, anche se un utente sceglie di non condividere o elimina le foto pubbliche già utilizzate per generare contenuti tramite intelligenza artificiale, le immagini create in precedenza da altri utenti non verranno rimosse, secondo quanto dichiarato da Instagram.
L’approccio di Meta, che prevede la possibilità di disattivare alcune funzionalità, rispecchia le pratiche adottate da altre aziende tecnologiche, tra cui Google, Microsoft e OpenAI, che abilitano determinate funzioni di intelligenza artificiale per impostazione predefinita, consentendo al contempo agli utenti di disattivarle.
Ciò avviene mentre i contenuti generati dall’intelligenza artificiale, inclusi i deepfake, sono alla base di una quota crescente di truffe che costano agli americani decine di miliardi di dollari ogni anno, secondo una nuova ricerca di Gallup.
Secondo un sondaggio pubblicato la scorsa settimana da Gallup, gli americani hanno perso circa 68 miliardi di dollari a causa di truffe lo scorso anno, ovvero circa 186 milioni di dollari al giorno. Circa il 12% delle vittime ha dichiarato che i propri casi coinvolgevano intelligenza artificiale o deepfake, sebbene la cifra reale potrebbe essere significativamente più alta.
Come riportato da Renovatio 21, un anno fa erano emerse polemiche in merito agli aggiornamenti di Instagram, tra cui una nuova «Friend Map»: si tratta un sistema di tracciamento in tempo reale che ti consente di condividere la tua posizione esatta con i contatti scelti e di vedere a tua volta la loro. In molti hanno accusato gli update del software di costituire una grande minaccia per la privacy dell’utente.
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In passato inchieste giornalistiche hanno mostrato la presenza su Instagram di network pedofili, che paiono aver goduto più libertà di coloro che si sono opposti alle restrizioni pandemiche o al vaccino – anche se è un candidato presidente come Robert Kennedy jr.. Secondo il Wall Street Journal, Meta avrebbe lottato «per allontanare i pedofili da Facebook e Instagram», cosa di cui poi sarebbe stata chiesto conto da senatori americani durante una tesa udienza a Washington con il CEO Marco Zuckerberg.
Come riportato da Renovatio 21, a marzo Meta è stata condannata a pagare 375 milioni di dollari per aver consapevolmente danneggiato la salute mentale dei bambini e per aver occultato prove di sfruttamento sessuale minorile sulle proprie piattaforme di social media.
Considerato il comportamento dimostrato da Facebook, con la censura che si è abbattuta su dissidenti o anche semplici conservatori (ma non sui pedofili di Instagram o i donatori di sperma su Facebook, né sui neonazisti dell’Azov), la collusione con lo Stato profondo americano e le sue agenzie, la volontà di chiudere gli account di organizzazioni, partiti premier e presidenti, la raccolta massiva di dati anche biometrici (con il riconoscimento facciale che ha generato denunce di Stati come il Texas) nonché la possibilità di agire sul vostro telefono perfino scaricandone la batteria, c’è da domandarsi cosa la potente Intelligenza Artificiale su cui Meta sta lavorando possa fare alla vostra vita.
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Immagine generata artificialmente
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